Vai a pagina  
1
          ...             
Nuova discussione   Rispondi
liliana Oggetto: Visioni panoramiche  28 Lug, 2010 - 20:48  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2003
Attività utente
Attività utente


L'estate appare sempre un esplosione d'arte, molte l'esposizioni ed inviti a mostre, nelle principali Città, dove l'arte fa da padrona.
Non sfugge certamente, anche quanto la natuta offre, addentrantosi nei sentieri ombreggiati, sono tanti i punti panoramici attraverso prati in fiore, boschi e foreste, lungo le rive dei ruscelli godendo di un'aria frizzante e odorosa di fiori, nel silenzio della montagna, circondati da incantevoli visioni di cascate e tant'altro ancora.
Allontanandosi dalla frenesia delle città , si cerca una natura ancora intatta, immortalata attraverso opere suggestive di grande effetto. Non mancano a chi desidera quiete, concerti di musica sinfonica,mentre tante mostre, rendono omaggio a tradizioni secolari dell'arte di creare, in tutte le sue forme tecniche ed espressive.
Un filmato nel quale lo sguardo può inoltrarsi oltre i limiti dello spazio,è sicuramente questo che vi sottopongo.
Dalla vostra comoda poltrona,basterà un semplice pulsante da pigiare, per godere da casa,ciò che ha ispirato artisti di tutti i tempi, nella contemplazione della natura.



_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

liliana Oggetto: Arte e colonne sonore  21 Lug, 2010 - 15:00  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2003
Attività utente
Attività utente



Mi sono sempre chiesta, se a volte, sia la musica della colonna sonora che fà ricordare maggiormente il film. che frequentemente, risolleva anche le sorti del film stesso.Un film è l'unione perfetta di immagini, ritmo, suoni e musica, un espressione artistica eccezionale.Non sempre si ricordano i nomi degli autori delle celebri colonne sonore.
Tra i più celebri e bravi dei nomi
italiani:

Sergio Leone, Ennio Moricone, Nicola Piovani.

Quest'ultimo ha composto la musica che ha sigillato le scene della:
"Vita è bella"
proposta nel filmato .
Un saluto a tutte le amiche dell'arte.



_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

rolinda Oggetto: Arte  18 Giu, 2010 - 16:26  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 381
Attività utente
Attività utente

Ti ringrazio per la risposta che non né fuori tema né banale, perché mi dà l'opportunità d'introdurre altri elementi e via via le informazioni di questo mondo vasto e complesso.

Innanzitutto vorrei precisare che, per chi è digiuno, sia d'arte, sia dei "sistemi", non solo non ha gli elementi per leggere un'opera (moderna o antica che sia) fermandosi solo al primo livello istintivo (diciamo di "pancia" e visivo) ma non viene nemmeno (volutamente) introdotto per il pregiudizievole concetto che l'arte è élitaria, per pochi e solo per intenditori. Ciò fa gioco a chi determina le fila e le politiche del mercato, per cui ci troviamo oggi che, ognuno può fare di tutto e di più, anche le cavolate peggiori, spacciandola per Arte, soltanto perché protetto dal gallerista o dal critico di fama, insomma, anche nell'arte esiste la "cricca" dei soliti furbetti del quartierino...

L'altro punto da chiarire immediatamente è che non tutto quello che viene "dipinto" o che viene presentato come "installazione" è Arte. Chi dipinge può essere (o diventare) Artista altrimenti rimanere un pittore, bravo o pessimo, o esecutore, capace o incapace. Ma, ripeto, non potrebbe né dovrebbe, definirsi Artista.

Il fatto del collezionismo ... bè.. è un passo successivo, ma la considerazione che andrebbe fatta è che comunque dovrebbe conciliare il gusto e la possibilità economica del compratore.

Il mercato dell'arte è come la Borsa, già detto, per cui nessuno dovrebbe giocarci se non ha un minimo di competenze, perché acquistare un quadro di un pittore molto in voga solo perché il critico o il gallerista che per politica e politiche sue ha interesse a spingere sul mercato, non è detto che dopo qualche anno, abbia le stesse quotazioni (ci sono sempre delle sopravvalutazioni!) per cui chi acquista si ritrova poi, avere tra le mani un quadro o pezzo, screditato e sottovalutato.

Il valore di Mercato è una cosa, il valore artistico è un'altra cosa e spesso non si conciliano fra loro.

Ecco perché chi ha interesse e sensibilità e voglia inoltrarsi in questo settore, dovrebbe iniziare con delle cose più semplici e alla portata delle sue capacità economiche, acquistando delle serigrafie di pittori già confermati e giustamente valutati senza rischi e, comunque, secondo il suo gradimento.
miakara Oggetto: arte moderna  18 Giu, 2010 - 14:21  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 63
Attività utente
Attività utente

Rolinda.....
Ho letto il tuo post, molto interessante, non sono un'esperta, ma amo l'arte come la può amare chi si inebria anche davanti ad un tramonto normalissimo, conscia che ce ne sono di meravigliosi in posti lontani e più eclattanti.
Scusami se magari esco dal tuo seminato, ma ti voglio raccontare il mio impatto con l'arte moderna nel luogo che io reputo il clou per chi non ha possibilità di visitare Musei o vernissage che possono esporre le opere dei nuovi creatori a getto continuo.
La Biennale di Venezia.
Premetto che avevo dei compagni di viaggio molto simpatici e poco intenditori, cmq motivati dalla curiosità di vedere una mostra così importante.
2007, il curatore era un americano Stor, se non erro e il tema...Pensa con tutti i sensi, senti con la mente..
Devo dire che il primo padiglione è stato quello Italiano, e lì sono cominciati i guai, guai grossi, perchè a vedere le Opere di Pennone e di un altro (non ricordo il nome purtroppo) i miei amici hanno preso quella strana malattia chiamata "ridarella" molto contagiosa, a tal punto che siamo dovuti tutti allontanarci per non cadere vittime di sgridate da persone mica tanto convinte che sgridarci fosse un male, visto che anche loro avevano occhi sgranati e bocche all'ingiù.
Tralascio gli altri Padiglioni, ormai io ero invasa da spiritelli maligni, niente mi è piaciuto, manco i nuovi arredamenti per l'ambiente (chissà se qualche architetto li ha sperimentati in qualche location?)
Però, leggendo il tuo Post, un pò mi vergogno, mi piace Paul Klee, Kandiskij, che ritengo nella mia ignoranza pittori d'arte moderna, ma purtroppo mi fà venire la "ridarella" anche la Ducrot che trovo orribile, mea culpa mea grandissima culpa.
Carissima Rolinda, una cosa è giustissima però nel tuo scritto, abbinare il piacere dell'acquisto di un quadro o altro manufatto, con il proiettarsi di un possibile guadagno nel tempo può e deve essere un investimento, forse tenuti per mano ( chi è ridanciato e gnostico come me), passo passo, da una persona competente.
Leggerò molto volentieri questo spazio.........
Ti mando il bacio che io vorrei mandassero ( meglio dessero) a me quello di FRANCESCO HAYEZ

_________________
miakara
rolinda Oggetto:   17 Giu, 2010 - 15:33  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 381
Attività utente
Attività utente

Dopo varie e diverse riflessioni, seguendo vari siti/forum d'arte, mi sono resa conto non solo delle problematiche del settore ma anche della confusione (e non parlo semplicemente delle proposte di un mercato ormai in coma profondo, ma anche di idee) e dei disagi che spesso si ha nell'approcciarsi ad un'opera d'arte, quadro o scultura, soprattutto se l'approccio è ad un opera contemporanea o "concettuale".

La maggior parte della gente presume che sia più leggibile un'opera del passato o figurativa. Si sente rassicurata perchè vengono appagati i codici conosciuti, lo sguardo ritrova e si rispecchia in immagini che non mettono in conflitto la tranquillità dei propri modi di concepire, d'essere o di collocare nello spazio e nel tempo i concetti conosciuti o nuovi.

Si presume quindi che, al di là di una istruzione della Storia dell'Arte, comunque un quadro o opera, sia "godibile" anche a chi non ha veri interessi di collezionismo, d'investimenti, o conoscenze specifiche in materia.

Ma questo è comunque errato. Perchè se è vero che la rappresentazione figurativa permette una "godibilità" e un'emozionalità istintiva, è anche vero che un'opera d'arte contiene una serie di messaggi profondi che l'artista ha voluto imprimere e tramandare come testimonianza al futuro che, se non si decodificano, si perdono e fanno perdere altre emozioni, spesso entusiasmanti, per la complicità che si crea fra chi guarda e chi ha realizzato l'opera. Un po' come entrare in confidenza segreta, venire a conoscenza delle pieghe e dei pensieri nascosti dell'autore. Ciò vale sia per l'opera contemporanea, sia per quella figurativa, soprattutto classica del passato.

Spesso la gente acquista quadri solo con lo stato emotivo e infatti le risposte alla domanda: "Perchè l'hai comprato?" solitamente sono: "perchè mi piace (o mi è piaciuto)", oppure: "perchè ha dei bei colori", "perchè amo la natura (piante, marine, fiori...)", perchè sta bene con l'arredamento della mia casa", "perchè non costava molto ed io non posso permettermi di spendere ... ".

Tutto questo è già sufficiente. O meglio, lo sarebbe, ma non viene mai valutato che, per quanto si acquisti un quadro... pochi o tanti siano i soldi pagati, nella stragrande maggioranza, sono buttati via.

Vabbè... ognuno ovviamente può sostenere: "è costato poco...; pazienza, intanto me lo godo; dal momento che mi piace mi sento appagato e contento; etc. etc." quindi... chi è in quest'ordine d'idee è esonerato dal procedere nella lettura...

Ma, se per caso, ci fosse qualcuno disposto a fare un passettino ulteriore, allora la prossima domanda è: "ma non ti piacerebbe, allo stesso prezzo, conciliare il tuo gusto con l'investimento e/o qualcosa di più e di oltre?".

Perchè un quadro che fra 5, 10 anni, non solo non si rivaluta ma certamente al 99,9% si svaluterà e non varrà nemmeno la cornice o il supporto su cui è stata dipinta, a mio avviso meriterebbe una piccola e ulteriore riflessione.

Sul piano della convenienza, è meglio lasciare ai propri figli o eredi un piccolo patrimonio comunque o un mucchio di ciarpame destinato alla discarica?

E' meglio qualcosa che, rivalutandosi, anche se poco o lentamente, in caso di eventi della vita si voglia rivendere in ogni punto d'Italia qualsiasi (o magari all'estero) perchè l'autore è conosciuto o quotato?

In caso di risposte affermative alle precedenti domande, allora, il quesito successivo a è: non sarebbe quindi preferibile una bella e buona litografia o punta secca o prova d'autore, che concilii il tuo gusto, la tua necessità d'arredo, soddisfi lo sguardo per il soggetto e i colori nonchè il portafoglio?

E' vero che si fa confusione nell'arte, perchè spesso il "mercato dell'arte" e il "valore artistico" spesso non sono sullo stesso livello, e a maggior ragione, oggi, con la confusione che c'è, cercare di entrare è come giocare in borsa e, nessuno (a meno non sia un incosciente o uno che ha soldi da sbattere via) si azzarda a provare a giocarci senza un "minimo" di conoscenza.

Vabbè... mi fermo qui. Lancio un argomento e, se ci fosse interesse, potrebbe essere piacevole, divertente e utile approfondire raccogliendo anche opinioni, informazioni, esperienze.

L'arte fa parte della cultura e aiuta a evolvere. E' paradossalmente vero che è anche elitaria o per lo meno è sempre ciò che hanno voluto sostenere i "poteri" a qualunque categoria (e tempo) siano appartenuti e appartengano. Vero anche che diventa più facile se c'è un po' di interesse e curiosità. Altrettanto vero che molte cose sono state occluse per motivi politici, di interessi economici, di caste, e così via.

Ma un varco c'è per tutti e se scatta la scintilla diventa accessibile e si trasforma in un percorso di scoperte e di emozioni.

Ma bisogna avere anche la pazienza per apprenderne i rudimenti e i codici. E' un po' come imparare a leggere, prima l'alfabeto, poi le parole, poi i pensieri... e alla fine si può godere della lettura facendo le proprie scelte individuali secondo i gusti e le necessità di ciascuno. La soddisfazione di leggere un libro che piace... che abbiamo scelto... è a mio avviso impagabile. L'entusiasmo che ci suscita, il coinvolgimento che ci dà... ci arricchisce, sempre.

Il quadro è un libro, saperlo leggere, capire, lasciarsi coinvolgere... è altrettanto entusiasmate e arricchente.

La proposta quindi è: vogliamo provarci insieme?

Se qualcuno che frequenta il sito ha delle competenze: proviamo a condividerle con tutti?

Ok? Passo e chiudo Smile






















dolores Oggetto: PER LILIANA  07 Giu, 2010 - 17:42  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2488
Attività utente
Attività utente




EDGAR DEGAS

Grazie, carissima Liliana per il tuo graditissimo saluto
che ricambio di cuore.
Dedico a te ed a tutti gli amici del Forum
questo quadro sempre dello stesso autore.



Le sue ballerine, deliziose nei loro costumi da ballo,
sembrano danzare sull'onda di note silenziose
che si ascoltano solo con la fantasia.


_________________
Sorridi... forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo!
G. Marquez
liliana Oggetto: per dolores  05 Giu, 2010 - 09:55  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2003
Attività utente
Attività utente

Come sempre Dolores, i tuoi video sono molto belli e, sono ricchi di tutto ciò che comprende l'arte.

E' sempre bello incontrarti su questo forum, come è bello vedere Rossella, l'amica Melba,che da un pò non leggo.
Ricambio i tuoi saluti, augurando a tutti gli amici dell'arte,
e non, un buon fine settimana.

_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

dolores Oggetto: EDGAR DEGAS  03 Giu, 2010 - 08:13  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2488
Attività utente
Attività utente










DIPINTI DI EDGAR DEGAS


Un affettuoso saluto a tutti
gli amici che passano di qua



_________________
Sorridi... forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo!
G. Marquez
liliana Oggetto: Affreschi del Palazzo Farnese  30 Mag, 2010 - 10:46  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2003
Attività utente
Attività utente


_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

liliana Oggetto: Palazzofarnese  30 Mag, 2010 - 10:22  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2003
Attività utente
Attività utente

Questa volta alla ribalta dell'arte c'è un palazzo:”Palazzo Farnese” l'esempio più completo del Rinascimento italiano,che è il fulcro di opere impareggiabili. Chi ha visitato questo palazzo,può definirlo un museo d'arte nell'arte.Meglio di quanto io possa fare, è ben descritto da una giornalista:Rita Dietrik
dal web:
Palazzo Farnese, nel cuore di Roma, è il simbolo del prestigio raggiunto dall'omonima famiglia nel corso del XVI° secolo. Di origine umbra, i Farnese già dal medioevo avevano acquistato diversi poderi in seno allo Stato Pontificio, ma il loro ingresso a Roma fu sancito soprattutto da Alessandro Farnese, divenuto cardinale nel 1497 a soli 25 anni. Per sottolineare la potenza del suo casato, Alessandro, un paio di anni prima della sua elezione, aveva commissionato al Sangallo il progetto di un palazzo nei pressi di via Giulia. L’architetto, per la realizzazione della residenza, modificò interamente la struttura dei vicoli e delle abitazioni adiacenti, sostituendo al dedalo di viuzze, le ampie strade che sfociano su Piazza Farnese evidenziando con effetti prospettici il palazzo. I lavori incominciarono nel 1513 e per la loro complessità durarono 75 anni, nel corso dei quali avvennero numerose modifiche del progetto originario. La prima trasformazione avvenne nel 1534 quando Alessandro Farnese viene eletto papa con il nome di Paolo III e il Sangallo amplia il suo progetto per renderlo degno della residenza di un Papa. Purtroppo muore all’inizio dei lavori la cui esecuzione viene affiata dal Papa a Michelangelo che a sua volta apporta alcune modifiche. Dopo la morte del papa, suo nipote il Cardinale Ranuccio dà i lavori al Vignola e nel 1565, subentra anche l’architetto Giacomo della Porta chiamato dal Cardinale Alessandro, successore a Ranuccio come proprietario.
Il susseguirsi di artisti di tale importanza, rende palazzo Farnese uno degli esempi più completi del Rinascimento italiano, e le decorazioni delle sue gallerie funsero da scuola ad alcuni allievi che divennero artisti di fama internazionale come i fratelli Caracci e il Domenichino.
Lo stretto rapporto fra la residenza dei cardinali della famiglia Farnese e la Francia si instaurò sin dalla conclusione dei lavori, poiché vi alloggiarono numerosi ambasciatori del re di Francia presso la corte pontificia; fino a quando nel 1860, non vi si trasferì Francesco II di Borbone, fuggito da Napoli dopo la sua annessione alla nascente nazione italiana. Poco dopo l’unità d’Italia, nel 1874 il palazzo divenne sede dell’Ambasciata di Francia e dell’ Ecole Francaise de Rome, istituzioni presenti tutt’oggi. Nel 1935 fu oggetto di un accordo di scambio fra Italia e Francia, secondo il quale lo Stato Italiano lo diede in affitto alla nazione d’oltralpe per il prezzo simbolico di una lira, in cambio la Francia cedette l’Hotel del La Rochefoucould Doudeauville di Parigi come ambasciata italiana al prezzo di un franco l’anno. Ancora oggi si mantiene viva questa tradizione, e le pigioni dei palazzi ai due rispettivi paesi costano un euro.
Il palazzo nel corso dei secoli si è costantemente arricchito sia di opere pittoriche che archeologiche. L’amore per l’arte della famiglia Farnese, infatti, non si espresse solo con il mecenatismo, ma anche attraverso un’intensa attività di collezionismo come dimostrano le due vasche provenienti dalle terme di Caracalla trasformate in fontane nella piazza antistante il palazzo, insieme ad alcuni reperti e statue ancora oggi custodite nei sotterranei. Purtroppo la maggior parte delle collezioni di quadri e statue antiche fu trasferita a Napoli e attualmente fa parte del patrimonio del Museo di Capodimonte.
L’imponenza del palazzo si manifesta sin dall’atrio, lungo 14 metri e diviso in tre navate ideato dal Sangallo su ispirazione di edifici antichi. Da qui parte lo scalone d’onore che conduce al piano nobile,dove in ogni angolo vengono ripetuti lo stemma dei Farnese, i gigli, e quello del drago, emblema di papa Gregorio XIII°, protettore della famiglia.
Come indicava il progetto iniziale, tutti gli ambienti del piano nobile accedono ad una sequenza di gallerie e logge che si affacciano sul cortile interno, finemente ornate da composizioni di soggetti mitologici e affreschi ad effetto prospettico con la tecnica trompe-l’oeil, ispirata ai modelli della Cappella Sistina e delle stanze di Raffaello in Vaticano. Fra di esse spicca quella realizzata dai fratelli Caracci e dal Domenichino su commissione del cardinale Odoardo Farnese, che rappresenta l’esaltazione dell’amore raccontato attraverso alcune scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio.
Una delle sale interne più rappresentative è il salone d’Ercole di Michelangelo con opere del Vignola. Circa 300 metri quadrati per 18 metri di altezza arricchiti da statue di Guglielmo della Porta e da pregiati arazzi. Il salone monumentale era utilizzato soprattutto per le udienze e i balli, attualmente ospita conferenze e concerti organizzati dall’ambasciata. Da qui si accede ad un terrazzo che conduce verso via Giulia, dove il cardinale Odoardo aveva fatto costruire un proprio casale.
Opera del Salviati sono invece le decorazioni della Sala dei Fasti Farnesiani, trasformata oggi nell’ufficio dell’ambasciatore francese. Le pareti affrescate furono realizzate fra il 1552 e il 1565, prima dal Salviati e poi dai fratelli Zuccari e rappresentano l’apoteosi della famiglia Farnese attraverso il racconto di alcuni avvenimenti importanti, come l’elezione a pontefice di Paolo III, la pace di Nizza fra Carlo V e Francesco I, e il Concilio di Trento. E poi ancora imprese militari delle armate pontefice, l’assedio di Bologna riconquistata da Pietro Farnese IV nel 1354 e un panorama di Orbetello, città fondata dalla famiglia nel XII° secolo.
Concludono il piano nobile una serie di sale minori, fra le quali il Salone Rosso, o chiamato anche dei filosofi poiché nel 1787 ospitò una collezione di busti di filosofi greci anch’essi attualmente al museo archeologico di Napoli, poi il salone bianco, chiamato della regina Cristina, poiché fu la camera da letto di Cristina di Svezia durante un suo breve soggiorno nel palazzo, il Salone delle firme con al centro un tavolo rinascimentale e la sala dei Possessi Farnese con decorazioni del Caracci in stile pompeiano commissionate ad Antonio Cipolla nel 1860 da Francesco II di Borbone e Maria Sofia.
Oggigiorno palazzo Farnese, a differenza di altri palazzi storici della capitale, vive una dimensione intermedia fra un vero e proprio museo, considerate le prestigiose firme che arricchiscono i suoi saloni, e le numerose attività lavorative svolte dall’Ambasciata di Francia. La sua visita è permessa pertanto previo appuntamento attraverso il Consolato o in occasione di eventi speciali come la Notte Bianca

.


_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror



Ultima modifica di liliana il 30 Mag, 2010 - 11:01, modificato 3 volte in totale
liliana Oggetto: Classico e moderno  23 Mag, 2010 - 11:40  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2003
Attività utente
Attività utente



Ho pensato che arte, questo bellissimo vocabolo che porta ad immaginare creazioni stupende,potesse racchiudere in sé, anche un ricordo,quella della lettura del libro: cuore di Edmondo de Amicis.
Per pubblicità, di una recente fiera del libro a Roma, è stata coniata, per incentivare l'acquisto di un libro, la frase: librati con un libro, simpatica vero? Credo siano simpatici,anche i video che illustrano l'arte.
Alcuni, come questo,siamo certamente portati a sottovalutarlo, non prestando attenzione alla realizzazione con musica e disegni; immaginiamo sia una sottocultura dell'arte, non degna di nota.
Le considerazioni, sono tutte ammissibili, ma ritornare all'infanzia, prestando attenzione alla visione di alcuni classici, anche così realizzati ,sono sicura non faccia male.
Buona Domenica a tutti!




_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

Rossella49 Oggetto:   21 Mag, 2010 - 19:54  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2842
Attività utente
Attività utente

Dipinti di Waterhouse
(traduzione canzone video)
Ho sognato un sogno sul tempo passato
quando la speranza era forte e la vita valeva la pena di
essere vissuta.
Ho sognato che l'amore non sarebbe mai morto.
Ho sognato che Dio avrebbe perdonato.

Allora ero giovane e senza paura
ed i sogni venivano fatti, usata e persi
non c'era riscatto da pagare
nessuna canzone non cantata
nessun vino non assaggiato.

Ma le tigri vengono di notte
con le loro voci morbide come tuono
e stracciano le tue speranze
e cambiano il tuo sogno in vergogna.

Ha dormito un'estate al mio fianco
ha riempito i miei giorni di meraviglia senza fine
ha preso la mia infanzia nel suo cammino
ma è andato via quando è arrivato l'autunno

E ancora sogno che verrà da me
e vivremo gli anni insieme
Ma ci sono sogni che non saranno mai
e tempeste che non possiamo superare.

Ho avuto un sogno di come la mia vita
potrebbe essere stata
così differente da quella che sto vivendo...
Adesso che la vita ha ucciso il sogno che ho sognato




_________________
lacasadigiulia
dolores Oggetto: HENRI DE TOULOUSE LAUTREC  21 Mag, 2010 - 19:20  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2488
Attività utente
Attività utente







DIPINTI DI HENRI DE TOULOUSE LAUTREC

Un caro saluto a tutto il forum







Ultima modifica di dolores il 22 Mag, 2010 - 19:27, modificato 2 volte in totale
dolores Oggetto: HENRI DE TOULOUSE LAUTREC  21 Mag, 2010 - 19:19  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2488
Attività utente
Attività utente




_________________
Sorridi... forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo!
G. Marquez


Ultima modifica di dolores il 21 Mag, 2010 - 20:23, modificato 4 volte in totale
dolores Oggetto: HENRI DE TOULOUSE LAUTREC  21 Mag, 2010 - 19:18  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2488
Attività utente
Attività utente




_________________
Sorridi... forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo!
G. Marquez


Ultima modifica di dolores il 21 Mag, 2010 - 20:23, modificato 4 volte in totale
dolores Oggetto:   21 Mag, 2010 - 19:18  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2488
Attività utente
Attività utente










A TUTTI GLI AMICI DELL'ARTE IN TUTTE LE SUE FORME
AUGURO UNA FELICE SERATA


_________________
Sorridi... forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo!
G. Marquez


Ultima modifica di dolores il 21 Mag, 2010 - 19:58, modificato 4 volte in totale
melba Oggetto: I due imperi - Palazzo Reale - Milano  14 Mag, 2010 - 18:01  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 8309
Attività utente
Attività utente



BELESTRIERE INGINOCCHIATO
Statua in terracotta
dinastia QIN

I DUE IMPERI
Palazzo Reale
MILANO
fino al 10 settembre 2010

Correva l’anno 210 dell’era precristiana quando, agli estremi opposti dell’Eurasia, i due più potenti eserciti di tutti i tempi aggiungevano una pagina ulteriore alla propria leggenda. Sul versante occidentale l’esercito romano affrontava il potente esercito di Annibale nel corso della seconda guerra punica. Oggetto del contendere era il dominio sul Mediterraneo. Non sarebbe passato troppo tempo da questo ennesimo trionfo militare (pagato a carissimo prezzo) prima che Roma diventasse l'incontrastata dominatrice dell'ecumene. In quello stesso 210 a. C., a Xianyang, capitale del primo impero cinese fondato nel 221 a.C. da Yin Zheng, primo sovrano ad assumere il titolo di Qin Shi Huangdi (Augusto Imperatore della Cina), un favoloso esercito composto da oltre 8.000 guerrieri di terracotta in assetto di guerra veniva sepolto accanto al figlio del Cielo appena defunto per servirlo nel suo regno ultraterreno. Dieci anni prima il suo omologo in carne e ossa aveva consentito a quello stesso sovrano di unificare sotto il suo dominio tutti i territori della Cina.
Nel giro di pochi anni e quasi in contemporanea, ai poli opposti del continente eurasiatico, nascevano i due più grandi imperi del mondo antico, luminosi modelli di civiltà che avrebbero influenzato il corso della storia nei secoli successivi. Erano mondi lontanissimi non solo geograficamente - divisi da settemila chilometri di steppe e impervie montagne (che diventavano il doppio nel percorso via mare dall’Egitto all’attuale Vietnam), ma anche sul piano culturale: se l’Impero romano credeva nella vita, quello cinese aveva il culto della morte; il primo costruiva regni da innalzare alla luce del sole, l'altro da conservare gelosamente sotto terra; uno perseguiva il potere fra gli uomini, l'altro si rivolgeva ai poteri cosmici. Eppure di fronte a sfide comuni - il controllo di territori sterminati e di enormi masse di popolazione (oltre cinquanta milioni di persone ciascuno) - questi due mondi così lontani e che non ebbero mai contatti diretti, adottarono soluzioni sorprendentemente affini: così, sul piano dell’organizzazione statuale entrambi passarono dalla città-stato a un sistema politico territoriale, si orientarono verso il controllo governativo centralizzato, introdussero la codifica del diritto e realizzarono una capillare rete stradale. Efficientissime strutture politiche e sociali ed eserciti invincibili assicurarono all’Impero romano e a quello cinese delle dinastie Qin e Han il dominio incontrastato rispettivamente dell’Orbis Terrarum e dello Tianxia (tutto quello che si sta sotto il cielo). Accomunati dall’idea di sé come centro del mondo e di depositari della civiltà – al di là dei vari Valli o della Grande Muraglia c’era solo il barbaricum - entrambi dovettero affrontare una parabola discendente, travolti dalle invasioni di popoli confinanti sempre più aggressivi. Non si conobbero mai direttamente ma solo nei resoconti, più o meno fantasiosi, dei mercanti arabi che percorrevano la Via della Seta scambiando gli argenti e i vetri romani con i tessuti preziosi e le porcellane cinesi. Ed anche se i pochi tentativi documentati di contatto diretto non andarono a buon fine – gli annali degli Han registrano una missione cinese del 97 d. C. alla ricerca di Da Qin, ovvero della “Grande Cina” (era questo l’appellativo cinese che identificava l’Impero Romano) e un’ambasciata inviata dall’imperatore romano An-tun (Marco Aurelio) nel 166 d.C. - entrambi riuscirono a farsi un’idea dell’esistenza di un impero ugualmente ampio e potente, pari a sé quanto a società e cultura e posto all’altro capo del mondo.
Le vite parallele dell’Aquila e del Dragone sono al centro di una mostra-evento nata da una collaborazione culturale tra Italia e Cina che, dopo aver esordito a Pechino e fatto tappa a Luoyang, arriva a Palazzo Reale di Milano. Attraverso più di 450 capolavori provenienti da 50 grandi musei e siti archeologici di tutto il mondo (e dei 200 cinesi, alcuni non si erano visti nemmeno a Pechino) la rassegna ripercorre la storia di questi mondi così lontani, colti nel periodo del loro massimo splendore, dal II sec. a. C. al IV sec. d.C..
In un efficace allestimento che immerge le opere romane in un bel blu oltremare e i reperti orientali in brillante verde smeraldo la mostra testimonia la prospettiva rovesciata - dal cielo alla terra nel caso di Roma e dalla terra al cielo per la Cina - dalla quale i due Imperi guardavano alle cose. Il potere militare del Dragone si manifesta nello splendore delle armature e delle armi cinesi, tra le migliori al mondo, e soprattutto dei 9 guerrieri di Xian, giunti a Milano in rappresentanza degli 8000 dell’esercito di terracotta dell’imperatore Qin Shi Huangdi. A raccontare la gloria militare di Roma sfilano i busti in marmo di Augusto, Traiano, Caracalla; le solenni statue di un principe giulio-claudio e quelle dei centurioni e dei legionari artefici dell’incontrastato dominio che l’Aquila esercitò per oltre sei secoli sul versante occidentale dell’Eurasia. In una spettacolare profusione di oggetti la mostra documenta il culto dei morti a Roma e nel Celeste Impero. Alle urne e olle cinerarie del I sec. d.C. in marmo e vetro, al sarcofago in marmo scanalato del II sec. d.C. dell’Urbe rispondono per la Cina le vesti funerarie in giada e oro, i preziosissimi sarcofagi (uno in lacca e giada decorato con 2095 tessere e l’altro in pietra raffigurante scene narrative e ornato di pavoni); il magnifico stendardo dipinto raffigurante delle divinità e il drappo funerario in broccato di seta dipinto con il corteo dell’Aldilà (esposto anche un altro drappo recante iscrizioni) provenienti entrambi dalla necropoli di Mawangdui e sempre in giada - pietra simbolo del potere religioso e politico e medium privilegiato tra la sfera terrena e quella divina - maschere funerarie, pettorali, monili. La mostra prosegue accostando i modelli architettonici dei due Imperi, diversi ma ugualmente sfarzosi. Da un lato c’è quello cinese tutto proiettato verso l’alto come mostrano i modelli di torre in terracotta invetriata alto più di due metri rinvenuto in una tomba a Sangzhuang e quello di un edificio a 5 piani in terracotta e pigmenti, dall’altro il modello architettonico romano, molto decorato sia all’esterno che all’interno con affreschi e sculture evocanti scene bucoliche e soggetti mitologici e letterari, spesso di derivazione greca. In mostra uno splendido paesaggio fluviale (I sec. d.C.) e un affresco con Alcesti e Admeto (I sec. d.C.) entrambi provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli; un affresco di fenice con pavoni (I sec. d.C.) da Pompei; un mosaico colorato con Eracle e amorini (I sec. a.C.) dai Musei Capitolini, e una grande pittura parietale di secondo stile pompeiano (I sec. a.C.); la tenera statua di una “ Bambina con colomba” e un “Adone” in marmo di Carrara entrambi del II sec.d. C. Per arrivare in un dialogo sempre più serrato ai gioielli, i broccati, le sete, le monete (tra i reperti cinesi si segnala un incredibile “Albero delle monete”in bronzo e terracotta alto un metro con la dea e un’assistente lepre sui rami ai quali sono appesi ex-voto), gli strumenti di scrittura, gli oggetti della vita quotidiana affiancati a fregi ed altari in marmo, iscrizioni elettorali e decreti scritti nel bronzo, attrezzi agricoli, servizi da tavola e utensili in argento, osso o vetro di provenienza romana, spettacolari testimonianze della medesima attenzione al vivere civile che affratellarono questi due mondi così lontani, così vicini.

dal web


_________________
La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce del cuore.
Kahlil Gibran
moniaxa Oggetto:   13 Mag, 2010 - 10:16  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 1446
Attività utente
Attività utente




un omaggio alla GRANDE VENEZIA...!! in arte ci puo' stare , o noh?????

_________________
il comportamento e uno specchio nel quale ognuno mostra la propria immagine.
goethe)
Alma Oggetto:   11 Mag, 2010 - 22:02  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 130
Attività utente
Attività utente

Avete sentito dei 106 milioni di dollari pagati in un'asta per il quadro di picasso “nudo con foglie verdi e busto “?
Vittorio Sgarbi ha ( secondo me ragionevolmente ) detto che un pittore vale per quanto è conosciuto e si vede bene che picasso è conosciuto molto, in quanto il quadro in se è una schifezza.
Personalmente condivido.


Mia madre, prima di buttare dei vecchi libri, tolse le pagine con le stampe tra cui alcune riprese da stampe di picasso...guardate questa....dovrebbe essere un ragno visto con gli occhi dell'arte picassiana... troppe zampe disturbano il disegno... sei gli sembrarono più che sufficienti...

melba Oggetto: Angeli, volti dell'inviibile  26 Apr, 2010 - 15:38  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 8309
Attività utente
Attività utente

ANGELI, VOLTI DELL'INVISIBILE
Mostra visibile fino al 3 ottobre 2010
Casa Esposizioni

ILLEGIO
(prov. Udine)






GIAMBATTISTA TIEPOLO
ABRAMO E I TRE ANGELI
olio su tela
1732
cm. 155X 130




SANDRO BOTTICELLI
Madonna con Bambino ed Angeli


Guerrieri e sacerdoti, messaggeri e bambini, perfetti e irraggiungibili. Gli angeli sono tra le figure più amate dell'iconografia cristiana, capaci di attraversare i secoli senza perdere il proprio splendore, passando per i pennelli dei più grandi artisti della storia. A ricostruire l'epopea delle celesti creature alate ci pensa la mostra 'Volti dell'invisibile', che dal 24 aprile fino al prossimo 3 ottobre, porta nel piccolo Paese di Illegio, in provincia di Udine, importanti opere dai musei di tutto il mondo.




Gli angeli, da comparse in scene bibliche divengono protagonisti, elementi essenziali nei quadri di artisti come Sandro Botticelli, Filippo Lippi, Melozzo da Forlì, Ridolfo Ghirlandaio, Correggio, Girolamo Savoldo, Orazio Gentileschi, Paolo Veronese, Peter Paul Rubens, Gian Lorenzo Bernini, Giambattista Tiepolo. Ottanta le opere scelte per illustrare le figure angeliche ricordate esplicitamente dalle Sacre Scritture, per completare poi il quadro con una specifica ricognizione delle caratteristiche proprie di ogni schiera angelica e con lo studio di alcuni casi particolari e meno conosciuti di culto e iconografia. Si va così dagli angeli nel ciclo di Abramo, come quello che fermò il sacrificio di Isacco, a quelli del ciclo di Giacobbe e di Tobia, per passare agli angeli nel Nuovo Testamento, dall'Annunciazione a Maria fino all'angelo che parla alle pie donne al sepolcro di Cristo. Si indagano poi le gerarchie, le funzioni, le vicende e la divina liturgia angelica, per concludere mostrando il loro rapporto con i santi.




Tanti i capolavori in mostra, come il 'San Michele caccia Lucifero' di Peter Paul Rubens dal Museo Thyssen Bornemisza di Madrid, 'Abramo e i tre angeli' e 'L'Angelo soccorre Agar', di Giambattista Tiepolo, custoditi alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, una 'Annunciazione' di Filippo Lippi dalla Galleria Doria Pamphilj di Roma, la 'Testa di angelo' di Correggio dal Landesmuseum di Linz, o la 'Madonna col Bambino e angeli con strumenti della Passione' di Sandro Botticelli e collaboratori, contenuta nella Collezione Principe Corsini a Firenze.



Ma in definitiva, cos'è un angelo? "Nella visione cattolica si scorgono due aspetti principali in queste creature così diverse dagli uomini e così vicine ad essi – spiega Don Alessio Geretti, curatore della mostra – da una parte, l'angelo è una creatura che sta davanti a Dio, orientata con l'intero suo essere verso l'Onnipotente. Tutti e tre i nomi degli Arcangeli venerati nella liturgia della Chiesa, Michael, Gabriel, Raphael, terminano con il suffisso 'El', che in ebraico significa 'Dio'. Dio è inscritto nei loro nomi, cioè nella loro natura più profonda e così si spiega anche il secondo aspetto che caratterizza gli angeli: sono messaggeri di Dio".




L'iconografia degli angeli, però, è cambiata nel corso dei secoli: "Quando l'immagine dell'angelo si affacciò alle soglie del Medioevo – spiega il curatore – il suo corredo iconografico era ormai sostanzialmente fissato nelle linee principali. Il 'nunzio celeste' cristiano era canonicamente presentato come un uomo, vestito di dalmatica e pallio, dietro le cui spalle spuntava un maestoso paio di ali. In ciò si differenziava dagli angeli apteri dell'epoca paleocristiana, non ancora marcatamente differenziati dalle raffigurazioni di Cristo. La necessità delle ali venne avvertita sempre più chiaramente per evitare ogni equivoco circa la superiorità di Cristo sugli angeli, essendo il primo Figlio eterno di Dio ed i secondi semplici creature, per quanto sublimi. Indubbiamente – continua – un ruolo non irrilevante nello sviluppo dell'iconografia cristiana lo giocarono le figure alate della mitologia classica, basta pensare ad Eros e alla Nike, insieme all'angelologia del mondo orientale".




Gli angeli non sono tutti uguali, Don Alessio Geretti racconta che "l'evoluzione dell'iconografia angelica condusse a una diversificazione rispetto al modello del primo Medioevo, dando origine a tre tipologie principali: gli angeli sacerdotali, gli angeli guerrieri e gli angeli di sembianze androgine o fanciullesche. Particolarmente interessanti, all'interno di queste tipologie principali, le varianti dell'angelo musicante o l'adozione di particolari elementi iconografici caratterizzanti, come, ad esempio, quello del nastro colorato svolazzante, oppure, in epoca rinascimentale e barocca, il caso degli angeli-nuvola".




Questo proliferare di figure angeliche portò alla necessità di una organizzazione, con le schiere angeliche diverse e ordinate gerarchicamente sulla base di specifiche caratteristiche o funzioni che, in realtà, come spiega il curatore, derivano dalla tradizione apocrifa della tarda età giudaica. Nella Bibbia, infatti, non si parla esplicitamente del numero delle categorie angeliche, le quali si possono ricavare soltanto collazionando singoli passi del Vecchio e del Nuovo Testamento. A partire dalla seconda metà del IV secolo è stato delineato un accordo circa il numero dei cori, o categorie, pari a nove. Uno dei significati della definizione delle nove schiere angeliche è da ricercare, come spiega Don Alessio Geretti, nella parabola delle dieci dracme: le nove dracme rappresentano le schiere angeliche rimaste fedeli a Dio dopo la ribellione di Lucifero e dei suoi angeli; la decima dracma perduta rappresenta invece l'umanità, che dovrà colmare il vuoto lasciato da Lucifero, ristabilendo l'ordine alterato all'interno del cielo.

dal web


_________________
La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce del cuore.
Kahlil Gibran
Nuova discussione   Rispondi Vai a pagina  
1
          ...