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Alma Oggetto:   13 Lug, 2017 - 16:56  Profilo Rispondi citando   

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Una ricetta che si potrebbe chiamare “ due piccioni con una fava”! Ricetta di “ guerra” anche questa.
Una ricetta povera, ma davvero buona, quando ho mio figlio in casa la faccio sempre, anche a lui piace molto!
Ci vuole della bieta a coste grandi. Con il verde si può fare una torta di verdure, mentre le coste più grandi vanno bollite. Poi messe tra un telo e fatte asciugare. Il giorno dopo, si fanno le milanesi di carne. Una volta pronte, nell’olio avanzato, si fanno friggere le coste, preventivamente trattate come fossero fettine di carne, cioè passate nell’uovo e nel pan grattato, quello residuo usato per le fettine. Oltre a friggere prendono anche un po’ il sapore della carne che è stata fritta precedentemente.
Per chi ha gusti semplici, sono davvero buone, sia calde che fredde!
Alma Oggetto:   12 Lug, 2017 - 17:27  Profilo Rispondi citando   

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Che caaaldo!
Ho inventato una bibita che a me piace molto, rinfrescante e gustosa!
Un bel bcchierone di acqua frizzante con aggiunta di succo di limone e una abbondante copertura di panna montata!
Nooo... fa schifo anche a voi? Possibile che sia io l'unica a cui piaccia!?
Alma Oggetto:   10 Lug, 2017 - 17:39  Profilo Rispondi citando   

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Ho ordinato un libro di cucina tramite internet, e stranamente l’ho trovato sopra le cassette postali del condominio!
( di solito qlc arriva prima e mi scippa i pacchetti che ordino e che nn entrano nella fessura della cassetta postale! )
Si intitola “ la cucina autarchica “ mi è venuta voglia di comprarlo pensando ai ricordi di mia madre, che tanto parlava dei miracoli che facevano in cucina all’epoca della guerra.
Un dolce tanto semplice quanto apprezzato ancora dai bimbi di oggi:
Sono chiamati monachine o anche fraticelli...penso dipenda dal colore che avranno dopo averli rivoltolati alla fine in un misto di zucchero e cacao in polvere!
Ci vogliono delle fette di pane vecchio lasciate ammollare in una ciotola dove si siano sbattute due o tre uova con 200 cl circa di latte. Almeno un’oretta di ammollo, poi passati nel pan grattugiato
e fritti. Asciugati su carta e messi in un sacchetto di carta con un cucchiaio di zucchero e un po’ di cacao in polvere. Scuoterli dolcemente. Pronti…
Alma Oggetto:   04 Lug, 2017 - 10:41  Profilo Rispondi citando   

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Oggi ho deciso di cucinarmi un piatto semplice e povero la cui ricetta mi è stata data da una amica cinese che vendeva frutta e verdura poco distante da casa mia. Non ricordo più come si pronunciasse il suo nome ma la traduzione era “ profumo d’oro “.
Quattro anni fa è tornata in Cina di cui aveva sempre avuto forte nostalgia. Mi diceva che li era uso dare nomi molto belli ai bambini altrimenti venivano presi in giro. E certo che “profumo d’oro “ è un nome che fa colpo!
Allora… serve solo un po’ di farina, un pizzico di sale e acqua. Impastare e farne pallottoline. Mentre queste riposano tritare finemente un po’ di verde tenero dei cipollotti e mescolarlo con della salsiccia. Fare dei dischi dalle pallottole di pasta metterci al centro un po’ di impasto di salsiccia e verde di cipollotto chiudete a mezzaluna, possibilmente sovrapponendo il bordo man mano. Farli friggere in olio di arachide in un pentolino piccolo e alto, scolarli. Poi in una padella larga mettere un po’ d’acqua e un dado per fare del brodo. Immergerli e farli andare qlc minuto perché lo assorbano parzialmente. Pronto.
A me piace, ma gli altri lo trovano troppo fritto e troppo grasso.
Alma Oggetto:   03 Lug, 2017 - 08:28  Profilo Rispondi citando   

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Una curiosità nella ricetta della torta pasqualina, torta di verdure tipicamente genovese.
Oggi la vediamo piatta, ma ancora nel 1983, nel libro “ mandilli de saea “ ( fazzoletti di seta, altra ricetta antica ) si ricorda che essa veniva gonfiata inserendo una cannuccia sotto gli ultimi strati della pasta di copertura e soffiando delicatamente fino a formare un bel rigonfiamento a cupolone su cui si faceva colare dell’olio prima di infornare. Oggi nn lo si ricorda neanche più, l’igiene ha battuto la tradizione!
TittiMendoza Oggetto:   05 Mar, 2017 - 13:05  Profilo Rispondi citando   

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PIZZAIOLI SI NASCE ????







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Alma Oggetto:   06 Feb, 2017 - 14:51  Profilo Rispondi citando   

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Sul come congelare sapevo pressochè tutto Ma lo scongelare mettendo la busta in acqua mi mancava
Usavo il micro e in effetti cuoceva nelle parti sottili. Certo, avendo più velocemente il prodotto pronto, però!
Margine Oggetto:   16 Gen, 2017 - 11:00  Profilo Rispondi citando   

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Non è una ricetta ma solo qualche consiglio su come congelare la carne:

Margine Oggetto:   16 Gen, 2017 - 10:58  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di Margine il 16 Gen, 2017 - 11:03, modificato 1 volta in totale
Margine Oggetto:   16 Gen, 2017 - 10:57  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di Margine il 16 Gen, 2017 - 11:04, modificato 1 volta in totale
Patrizia51 Oggetto:   28 Lug, 2014 - 23:57  Profilo Rispondi citando   

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Grazie, antobe, del consiglio, anche se ormai è passato un po' di tempo da quando avevo chiesto l'informazione e, per non buttarli, avevo già provato a cucinarli, appunto, come le taccole; sono veramente buoni....
A proposito.... benvenuta/o fra noi!
antobe Oggetto: Per Patrizia  23 Lug, 2014 - 14:23  Profilo Rispondi citando   

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Per Patrizia,
cucinali come prepari le taccole. Io comunque li faccio bollire in acqua salata 4 minuti poi, scolati, in padella con abbodante burro per 10 minuti. antobe

Patrizia51 Oggetto:   01 Lug, 2014 - 23:32  Profilo Rispondi citando   

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Un vicino di casa di mia figlia le ha portato questi "fagiolini" che coltiva nel suo orto.



Sembrano fagioli borlotti, in realtà sono "piatti" come le taccole, con all'interno dei piccolissimi fagiolini, e non si possono "sgranare".
Qualcuno di voi sa come si chiamano e come si cucinano? Io è la prima volta che li vedo......

assodipicche Oggetto: Le "rape 'nfucate"  03 Mag, 2014 - 13:12  Profilo Rispondi citando   

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La giornata non è gradevole oggi, ogni tanto pioviggina e c'è un venticello che scoraggia attività esterne. Così ho accompagnato mia moglie in macchina a fare un po' di spesa; parcheggiare è ormai un' avventura malgrado la crisi, e un autista a disposizione fa risparmiare tempo e disagi.
Ho visto che dal fruttivendolo ha comprato le cime di rapa. Mi chiede: come la facciamo? Boh, falle come vuoi, per me...E lei: le vuoi 'nfucate, come dite voi leccesi? Va bene, facimule 'nfucate.

Le "rape 'nfucate" (=affogate) costituiscono un tipico piatto salentino (anche se utilizzato in tutta la Puglia con qualche variante), semplice ma gustosissimo; però attenzione, vanno utilizzate le rape pugliesi, o almeno di quel tipo, con grandi foglie e qualche cimetta e senza radici (vedi foto).




Le ho chiesto: ma tu hai mai controllato se la tua modalità di preparazione trova riscontro per esempio nelle ricette inserite in Rete? E così ci siamo messi a cercare in Internet e abbiamo concluso che il modo in cui le cucina lei corrisponde esattamente a quello di una ricetta fornita dall'Istituto Superiore Alberghiero di Lecce, che di cucina salentina dovrebbe intendersene.
Ho pensato così di passarla a chi avesse voglia di provare.



Ingredienti:

-cime di rapa 2 kg
-aglio 2 spicchi
-peperoncino 1
-vino bianco secco ½ bicchiere
-acqua ½ bicchiere
-olio evo q.b
-sale grosso q.b.

Tempo di cottura:

30/35 min.

Preparazione

Lavare, mondare e pulire con cura le cime di rapa eliminando gli steli fibrosi, facendo attenzione a non scartare per nessun motivo fugghiazze (foglie) e infiorescenze.
Versare in una pentola alta un fondo di olio evo, 2 spicchi di aglio, un peperoncino opportunamente tritato e accendere il fuoco mantenendo una fiamma medio-bassa.
Prima che la base soffrigga aggiungere le rape, mezzo bicchiere d'acqua (eviterà che le rape soffriggano) e il sale grosso, dopodiché coprire immediatamente.
Dopo circa 15/20 minuti rimestare, regolare di sale (se necessario), aggiungere acqua (se necessario) e ½ bicchiere di vino.
Le rape dovrebbero essere pronte dopo circa 35min, se così non dovesse essere aggiungere poca acqua e ultimare la cottura delle parti piu fibrose.

N.B. È importante che le rape non soffriggano bensì affoghino nella loro stessa acqua di vegetazione, acqua che non evaporerà se la pentola è coperta, mantenendo così il caratteristico sapore amarognolo.

Val la pena provare
Saluti


Patrizia51 Oggetto:   27 Mar, 2014 - 18:15  Profilo Rispondi citando   

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celle Oggetto: Per Patrizia  27 Mar, 2014 - 18:00  Profilo Rispondi citando   

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Scusa Patrizia siccome io vado ad occhio non ci ho pensato dare le dosi.
1 litro di latte e 250 grammi di semolino.
Ciao, celle

Patrizia51 Oggetto:   27 Mar, 2014 - 16:31  Profilo Rispondi citando   

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Celle, scusa, c'è un dosaggio semolino / latte o va bene "a caso"?
Kinkaku Oggetto:   27 Mar, 2014 - 09:51  Profilo Rispondi citando   

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Grazie per le vostre così invitanti e appettitose ricette.
Siete bravissime
gloria Oggetto:   27 Mar, 2014 - 08:53  Profilo Rispondi citando   

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BUONGIORNO A TUTTI/E

IL SEMOLINI É MOLTO BUONO FATTO AL FORNO PASTICCIATO COME LA POLENTA

O A STRATI COME LE LASAGNE,A FETTINE BASSE CON UN BUON RAGÚ E PARMIGIANO

buona giornata


Ultima modifica di gloria il 27 Mar, 2014 - 12:13, modificato 1 volta in totale
celle Oggetto: A gentile richiesta  26 Mar, 2014 - 18:18  Profilo Rispondi citando   

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Fritto dolce di semolino.

Versare a pioggia il semolino nel latte ed unire un pezzetto di scorza di limone e un cucchiaio di zucchero. Rimestare con un cucchiaio di legno e portarlo ad una certa consistenza. Versare,preferibilmente su un tavolo di marmo, formando un rettangolo alto 3 cm. circa. Lasciare raffreddare. Tagliare il semolino formando dei rettangoli della grandezza desiderata. Passarli nell’uovo sbattuto e poi nel pan grattato. Friggere in olio bollente e posarli su carta da cucina. Cospargere con zucchero a velo.

celle
Image

Nella figura manca lo rucchero a velo.

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