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poesiabiellese Oggetto: risotto  09 Mag, 2011 - 17:01  Profilo Rispondi citando   

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Ciao solidea,

nella tua ricetta leggo: " a fuoco spento, aggiungere latte a

sufficienza per un risotto " all'onda; che intendi esattamente?

ciao , buona giornata. marco


_________________
Marco
solidea Oggetto: mirtilli  06 Mag, 2011 - 15:44  Profilo Rispondi citando   

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Risotto ai mirtilli

Pulite i mirtilli strofinandoli con molta delicatezza con un telo inumidito.
Metteteli in una casseruola con il burro e fateli appassire su fuoco molto
dolce per qualche minuto, mescolando.
Aggiungete il riso, lasciatelo insaporire mescolando, poi aggiungete anche
il vino e alzate la fiamma.
Quando il vino Ŕ evaporato iniziate ad aggiungere anche il brodo bollente a
mestoli, unendone altro man mano che viene assorbito.
A cottura ultimata e a fornello spento unite latte sufficiente per un risotto 'all'onda'.
Mescolate e completate il piatto con qualche cucchiaiata di formaggio.

Ingredienti

• 440 g di riso
• 60 g di mirtilli
• 40 g di burro
• 6 cl di vino rosso
• 12 cl di latte intero
• 100 cl di brodo
• 30 g di formaggio parmigiano






CiaoLili Oggetto:   03 Apr, 2011 - 11:21  Profilo Rispondi citando   

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'A SCOLA NAPULITANA
invita tutti gli amici
a partecipare
alla
"Settimana dei proverbi di tutte le cittÓ d'Italia"
inserendo un proverbio dialettale
(uno solo al giorno)
della propria cittÓ,
con traduzione
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LA DIREZIONE E TUTTO
IL COLLEGIO DOCENTI
ringraziano
e vi attendono numerosi da:
lunedý 4 a lunedý 11 corrente mese.



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Il mondo Ŕ un enorme teatro allĺaperto dove, sullo sfondo dĺuna scenografia naturale, si rappresentano commedie, drammi e tragedie. Noi siamo attori e pubblico. L.BatÓ
ssortabla Oggetto:   08 Feb, 2011 - 17:13  Profilo Rispondi citando   

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prova
Alma Oggetto: cercasi ricetta originale !  21 Dic, 2010 - 15:47  Profilo Rispondi citando   

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E' da un bel po' che che la cucino... ma come l'ho mangiata a roma nn mi riesce mai----
C'Ŕ qlc romano de roma che sa darmi la ricetta passo-passo per la trippa con la menta !?

carla53 Oggetto: sformato di patate o bomba  08 Dic, 2010 - 02:38  Profilo Rispondi citando   

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spero si legga !!!
occorrente:patate, prosciutto cotto ,cipolla ,formaggio, sale






Cuocere con buccia le patate e poi tagliarle a fette o schiacciarle.
Far sobbolire e non soffriggere con goccio di latte e noce di burro una o due cipolle a fette sottili fino a ottenere una salsetta.
Disporre a strati in una teglia (io uso pirex tonda...di qui il nome bomba e faccio 2 strati) un cucchiaio di cipolla , quindi patate, 2 fette di prosciutto cotto e formaggio che si sciolga a fettine (eventualmente anche tritato).
(Volendo si puo' integrare o variare con uno strato di altra verdure alla griglia e cucchiaiata di salsina pomodoro).
Io faccio almeno 2 strati e sopra butto un paio di cucchiaiate di latte.
Inforno a 200 gradi x una ventina (..ma dipende da forno)di minuti ,tanto da fondere il tutto e farlo gratinare in superficie.
SI puo' alzare la temperatura e porre un po' di stagnola sulla superficie. Ottimo anche riscaldato ! angela
aldozolfino Oggetto: lanciamo ognuno le specialitÓ del luogo sarÓ un bel ricettar  28 Ago, 2010 - 17:44  Profilo Rispondi citando   

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sproniamoci con ricette e foto e videos cosi lanceremo un'enciclopedia enogastronomica dettagliata l˛ocale e farem felice gli admin e soprasttutto il mondo del web che Ŕ mondiale,lo sxo

_________________
GiornalistaAldoProfessoreZolfino aldozolfino@libero.it e zolfinoaldo@libero.it
zoina Oggetto:   21 Dic, 2009 - 19:44  Profilo Rispondi citando   

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Auguri di buon NATALE e felice ANNO NUOVO a tutti gli anziani (e non)

di questo forum.

AUGURI AUGURI AUGURI DA ZOINA

solidea Oggetto: provare per credere  17 Dic, 2009 - 00:35  Profilo Rispondi citando   

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N'CARTELLATE

UN CHILO DI FARINA, 100 GR DI ZUCCHERO, 100 GR DI SUGNA, CINQUE UOVA, ODORE DI CANNELLA O VANIGLIA, MIELE O VIN COTTO

Come preparare la ricetta 'ncartellate

impastare farina, zucchero, sugna e uova, unendo un pizzico di cannella. lavorare molto l'impasto; se la pasta risultasse molto dura aggiungere un altro uovo. tirare la sfoglia e tagliarla a striscioline con la rotella dentata: avvolgerle a spirali, a nodi, a farfalle, a forma di rosa e friggerle in abbondante olio a fuoco basso. versarvi sopra miele o vin cotto e servire.

solidea Oggetto: per Sognatore  16 Dic, 2009 - 23:41  Profilo Rispondi citando   

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Caro Sognatore sono contenta che tu abbia optato per il pandoro veronese , anch'io lo trovo veramente ottimo da gustare sempre sotto le feste Natalizie e soprattutto in buona compagnia.
Riguardo i 2 uvi, come da ricetta, penso sia una deformazione del dialetto veneto, o forse Ŕ un difetto di stampa. Anch'io ho sempre sentito parlare di " ovi " e non uvi..
Comunque sia, complimenti ,,,, sei un buon osservatore !!!!
ti abbraccio con immenso affetto
Solidea
sognatore Oggetto: 2 uvi?  14 Dic, 2009 - 09:11  Profilo Rispondi citando   

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Interessante la tua apologia del Pandoro, carissima Solidea! Anch'io, come Tat¨, lo preferisco al panettone (non me ne vogliano i milanesi)

Permettimi, per˛, una domanda: la tua ricetta in veronese, con successiva traduzione in lingua, recita:

280 g de farina bianca
80 g de sucÓro
180 g de butiro
10 g de lievito de bira
3 giali de ovo
2 uvi
vaniglia
sale
sucÓro a velo


farina bianca 280 gr
zucchero 80 gr
burro 180 gr
lievito di birra 10 gr
3 tuorli uovo
vaniglia sale
zucchero a velo

Benissimo. Ma che cosa sono i "2 uvi" ?

Bacioni.

tiziana Oggetto: acquolina  14 Dic, 2009 - 06:54  Profilo Rispondi citando   

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che acquolina mi avete fatto venire
si sente il profumo di questo pandoro
che porta aria di feste e di stravizi
se iniziamo cosi'....
mi sa che siamo belli che rovinati!
grazie solidea e tatu'




Tat¨ Oggetto: Il mio primo pandoro  13 Dic, 2009 - 21:24  Profilo Rispondi citando   

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Cara Solidea, il primo Pandoro che ricordo di aver mangiato, Ú stato il Pandoro Melegatti, prodotto da una azienda veronese. Lo ricordo bene, in quanto, i miei ne compravano circa trecento,  direttamente dalla fabbrica, e poi, insieme ad altri prodotti, inviavano ai  clienti della nostra azienda, come regalo di Natale!!!!! Per me, era una festa!!!! Anche perchÚ mi permettevano di aiutare nella confezione dei pacchi (la mia era una scusa per "rubare caramelle, torroncini pernigotti, e cioccolatini che venivano aggiunti con i Pandoro).  Mi Ú piaciuto ricordare questa breve storia, traendo spunto da quanto hai postato in riferimento  a questo dolce gustosissimo (che preferisco al panettone, ma che qui purtroppo posso solo sognare). Un caro saluto
solidea Oggetto: il nadalin de Verona ricetta e curiositÓ  13 Dic, 2009 - 18:36  Profilo Rispondi citando   

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Storia de el Pandoro de Verona

LŔ uno dei dolsi de nadale , fato a Verona. El nome el pare che el vegna fora da 'na parola veronexe "pando'lo", vecio nome de na volta de on dolse del posto. Ma pare anca che el sia nato da el nome de on dolse de la Serenisima,el pan de oro, on dolse de forma conica, che el vegnea fato par nobili e che l'era rovestýo da fojete de oro sechin.
La morbidesa de l’impasto la vegne da pasticeri veneti che gavea laorÓ a Vienna e che lÓ i faxea le brioche par la Casa Reale Asburgica.
Sto dolse 'nte el 1260 el diventa na specialitÓ de Nadale veronexe col nome de Nadalin.L'era forma de stela a oto ponte, pitosto baseto. El Nadalin lŔ nato par festejiare el primo Nadale dei nobili De la Scala coando che i Ŕ sta fati Siori de Verona. Solo 'nte l’otosento el dolce el cambia forma: el diventa piasŔ alto, le ponte le diventa sinque e el vien ciamÓ pandoro.
Sto dolse el giere difarente dal nadalin parchŔ l'era piasŔ morbio e parchŔ no el gavea la glasa.
El pandoro el diventa quaxi suito el sinbolo de Verona e, ricopiÓ anca 'nte i laterisi, el vegnea usÓ par decorare le colone de i palasi de i nobili. Storia del Pandoro di Verona
E' un classico dei dolci natalizi, prodotto a Verona. L’origine del nome Ŕ duplice: da un lato sembre derivare dal vocabolo veronese "pando'lo", antico nome di un dolce locale. Dall’altro sembra che provenga dal pan de oro, un dolce conico della Serenissima, riservato ai nobili, che veniva ricoperto da sottili foglie d’oro zecchino.

La morbidezza dell’impasto fu importata da Vienna dove pasticceri italiani producevano brioche per la Casa Reale Asburgica. Questo dolce divent˛ nel 1260 una specialitÓ natalizia veronese detta Nadalin con base a forma di stella a otto punte non molto alto. Il Nadalin fu creato per festeggiare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala a Signori di Verona. Solo nell’ottocento il dolce cambi˛ forma: venne alzato, le punte ridotte a cinque e chiamato pandoro. Questo si diversificava dal Nadalin per la morbidezza dell’impasto e per la mancanza della glassa. Ben presto il pandoro divenne il simbolo di Verona che, riprodotto con latterizi, veniva utilizzato come decoro delle colonne nelle abitazioni dei nobili.

Ocorente,
doxe par 4 persˇne:

280 g de farina bianca
80 g de sucÓro
180 g de butiro
10 g de lievito de bira
3 giali de ovo
2 uvi
vaniglia
sale
sucÓro a velo


farina bianca 280 gr
zucchero 80 gr
burro 180 gr
lievito di birra 10 gr
3 tuorli uovo
vaniglia sale
zucchero a velo



Ultima modifica di solidea il 13 Dic, 2009 - 21:52, modificato 1 volta in totale
moena48 Oggetto: PASTICELLE  22 Nov, 2009 - 22:52  Profilo Rispondi citando   

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Siamo in tempo di castagne e d'obbligo fare dei dolci con questo frutto. Allora ci vogliono un kg di castagne scaldate e passate al passatutto, aggingeredel cioccolato fondente a pezzi nelle castagne ancora calde e si scioglierÓ,(quantitÓ a piacere ) una bella caffettiera di caffe ristretto
cacao in polvere , zucchero,anice o strega a piacere. Cosi si e fatto il ripieno .
Adesso facciamo la sfoglia x fare (le pasticelle ) dette anche calzoncelli,
1 kg di farina
150 grammi di zucchero
2 uova intere
1 pizzico di sale
1 bicchiere di olio(io lo metto in una pentolina e lo faccio diventare fumante
lo spengo lascio raffreddare e dopo lo metto
nell'impasto la sfoglia e molto piu croccante
segreto di mamma.)
vermut o vino bianco dolce ,x impastare.

Fare la sfoglia e fare i calzoncelli sia rotondi che a mezza luna ,
mettere una noce di ripieno , e poi friggerli
ascigarli e cospargerli di zucchero a velo, oppure con miele .
Buon lavoro , e spero che vi piacciano, buon appetito ciaaaaaooooo
MOENAAAAAA48

soldatini Oggetto: Godetevi sta ricetta  03 Nov, 2009 - 20:34  Profilo Rispondi citando   

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per un mangiare genuino


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sognatore Oggetto: Domanda  11 Set, 2009 - 17:07  Profilo Rispondi citando   

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Interessante ricetta, Soldatini. Ma puoi chiarirmi una cosa? I fichi si tagliano a fettine con tutta la buccia?
(A chi domanda: "Come faccio?", a Roma si usa rispondere: "Come faceveno l'antichi: magnaveno le cocce e buttaveno li fichi").

soldatini Oggetto: Ricetta con i fichi  10 Set, 2009 - 08:25  Profilo Rispondi citando   

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E' il periodo piu' dolce di settembre,la stagione dei fichi, quindi non perdete l'occasione per usare questo dolcissimo frutto, creando un menu' originale. Questa ricetta puo' fare al caso vostro , semplice da elaborare
Cous cous con verdure e fichi

Ingredienti per 4 persone
150 g di cous cous precotto - 3 dl di brodo vegetale - 4 fichi - 3 pomodori - 1 melanzana - 1 zucchina - 100 g di germogli di soia - olio extravegine - sale e pepe

Trasferisci il cous cous in un’ampia ciotola, bagnalo in modo uniforme con il brodo vegetale ben caldo e lascia riposare per 10 minuti. Sgranalo con una forchetta e verifica che sia gonfiato bene. Se fosse troppo secco, aggiungi ancora altro brodo (in ogni caso fai anche riferimento alle dosi indicate dalla confezione). Riduci i pomodori a dadini. Fai saltare in padella la zucchina e la melanzana a dadini, separatamente in una padella con un filo di olio. Fai saltare per 2 minuti anche i germogli di soia. Man mano che sono pronte, disponi le verdure nella ciotola con il cous cous. Salta in padella, per ultimi, i fichi a fettine e falli rosolare con un filo di olio. Aggiungi anche i fichi al cous cous, mescola bene e servi in tavola.
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solidea Oggetto: Napoli in tavola  07 Set, 2009 - 14:27  Profilo Rispondi citando   

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polipetti alla luciana, chiamati in questo modo perchÚ gli abitanti di Santa Lucia, il pi¨ antico Borgo marinaio di Napoli, li cucinavano con un bel sughetto al pomodoro.

Ingredienti per 6 persone
Un polpo,
mezzo chilo di pomodorini (possibilmente freschi)
prezzemolo,
olio extravergine di oliva,
aglio,
pepe nero macinato al momento.

Procedimento
Mettere in un tegame di creta i polipi (precedentemente messo per circa 10 min sul fuoco medio/basso, in una pentola SENZA NIENTE, tempo che varia rispetto alla grandezza del polipo), appena incominciano a cuocere, aggiungere i pomodori pelati, l’olio di oliva, l’aglio e il pepe (il sale non Ŕ necessario: il polpo Ŕ giÓ salato di suo). Completare la cottura a fuoco lento ed a pentola ben coperta. Una volta cotto (il tempo di cottura varia, ovviamente, in base alla grandezza dei polpi: per un polipo di un chilo-un chilo e mezzo, saranno necessari dai trenta ai quaranta minuti), scoperchiare e far tirare la salsa fino a quando non diventi densa, scura e lucida.
Volendo condirci degli spaghetti, togliere via il polpo e metterlo a caldo e aggiungere gli spaghetti cotti ben al dente. Fare cuocere a fuoco vivace per un minuto, mescolando spesso in modo che la pasta assorba bene il sugo, aggiungere il prezzemolo e servire in tavola.

Un famoso detto napoletano dice: “O purpo se coce dint’alla’acqua soja”


annamaria Oggetto:   24 Ago, 2009 - 21:01  Profilo Rispondi citando   

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RICETTA SARDE A BECCAFICO

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Si tratta di una tipica ricetta siciliana.
Questa Ŕ il modo di prepararla.

Preparazione:

Pulire bene le sarde, lavarle, togliere la lisca lasciando integra la codina.

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A parte preparare il ripieno tostando in una padella del pan grattato con un po’ di olio extra vergine d’oliva e un pizzico di sale.
Unire al composto capperi, tonno sgocciolato, pinoli e formaggio a piacere, meglio se piccante.
Su ogni sarda posare un po’ del composto, arrotolarla, disponendola in una pirofila con la codina in alto, inserendo tra ciascuna una foglia di alloro.
Spolverare il tutto con pan grattato tostato.
Mettere in forno a 180° per un quarto d’ora circa.
Spruzzare poi sopra succo di limone zuccherato e rimetere in forno per altri cinque minuti.
Servire le sarde tiepide.

Buon appetito!

Piccola curiositÓ :

I beccafichi sono uccellini che vanno ghiotti di fichi, e d’estate, quando se ne cibano a volontÓ diventano grassottelli e molto saporiti, proprio come le sarde preparate a beccafico, ripiene e gustosissime!






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