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Patrizia51 Oggetto:   23 Feb, 2021 - 18:35  Profilo Rispondi citando   

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COVID19







E’ passato un anno dall’inizio di questa pandemia che ha colto tutti di sorpresa e si è impossessata delle nostre vite, un anno che ricorderemo per sempre. Difficile dimenticare la sofferenza e l’impatto che ha avuto questo virus sulla vita di ogni cittadino del mondo. Molti si sono ammalati, altri sono riusciti a guarire e altri sono morti … quasi 2 milioni e mezzo di persone non ci sono più! … Alcuni erano già provati da altre patologie, la maggior parte di loro molto anziani, altri invece erano giovani e stavano bene, perchè il covid non seleziona le proprie vittime in base a criteri unici, il covid può colpire chiunque e nessuno sa se e come ne uscirà. E’ stato un anno difficile, che ha chiuso tutti in casa e se all’inizio intere città cantavano dal balcone “andrà tutto bene”, abbiamo visto poi che non è andata così: sanità, economia, lavoro, scuola, socialità, relazioni, tutto è andato in tilt … e uno dei prezzi più alti è stato pagato dai bambini, dai ragazzi, dai giovani….

Abbiamo vissuto giorni che ricorderemo a lungo per il silenzio che ci ha circondato, per le città deserte, per l’impossibilità dei rapporti con parenti e amici cui eravamo abituati, per il lavoro e la scuola da casa e, purtroppo, per i bollettini giornalieri sul numero delle persone guarite, contagiate o decedute. Mascherine, guanti e gel igienizzante, distanziamento, sono elementi che tutti abbiamo imparato a conoscere e che oggi fanno parte della nostra quotidianità.
Di fronte alla fragilità personale e collettiva, il tema della malattia, della vita e della morte è quello che ci tocca di più e che ridefinisce ogni cosa. Di fronte ad un nemico invisibile ed impalpabile, che assume il volto possibile di ogni persona che incontriamo, di ogni relazione e di ogni rapporto, ci sentiamo improvvisamente indifesi, esposti, smarriti...

I medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari continuano a lavorare senza sosta lungo le corsie degli ospedali, giorno e notte, per salvare vite; i centri di ricerca di tutto il mondo fanno a gara per “creare” il vaccino che ci salverà; possiamo forse intravedere uno spiraglio, oggi... è lontano, c’è ancora molta strada da fare, ma solo se tutti facciamo bene la nostra piccola parte ce la possiamo fare a riprenderci le nostre vite, perché, l’hanno detto persone molto più importanti di me, “nessuno si salva da solo”.



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cicuta Oggetto: I morti di Reggio Emilia  09 Gen, 2021 - 10:24  Profilo Rispondi citando   

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“Era il 9 gennaio del 1950 e la polizia fece strage di operai a Modena
I lavoratori protestavano contro i licenziamenti politici. Il questore mandò contro 1500 poliziotti con i mitra e gli autoblindo. Il bilancio fu pesante: 6 morti, più di 50 feriti e 34 arrestati.
E' storia...

cicuta Oggetto: dal web  30 Ott, 2020 - 17:39  Profilo Rispondi citando   

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Lorenzo Tosa (da FB)

Sono un pacifista estremista.

Sono un razionalista convinto.

Non uso la parolaccia come arma retorica, detesto chi alza la voce, chi offende gratuitamente, chi non argomenta, la scorciatoia lessicale, la semplificazione urlata, la reazione di pancia

Non ho mai invocato arresti, manette, ergastoli, mai augurato sofferenza fisica o psicologica a chicchessia. Ma, da figlio di medici, da umanista che crede testardamente nella scienza nel bel mezzo dell’epoca più buia e oscurantista da ottant’anni a questa parte, quando vedo analfabeti funzionali e negazionisti vari ed eventuali assieparsi davanti a un pronto soccorso armati di cellulare, mentre all’interno medici, infermieri e operatori sanitari stanno dando la vita e anche qualcosa di più bardati da capo a piedi in turni massacranti per salvare vite che potrebbero essere quella di un loro padre o una loro zia, mi sale su una rabbia e un malessere fisico che non credevo di poter provare. Non con questa violenza.

E, se fossi un medico, un infermiere, un milite della croce rossa, un barelliere o anche il cuoco di un ospedale, tu, con il tuo video, il tuo ditino alzato, la tua voce saccente di chi non sa nulla e tutto crede di sapere, quell’arroganza dell’ignoranza che esce da ogni poro, tu non esci da lì fin quando non arriva la polizia, fin quando non hai fatto il giro completo uno ad uno di tutti i reparti guardando coi tuoi occhi le barelle impilate lungo le pareti, i pazienti pronati e intubati con la fame d’aria, gli occhi di chi non stacca dal turno da 12 ore e quelli dei pazienti Covid sistemati nelle tende in attesa che si liberi un letto, soli come cani, pregando solo che non sia quello di una terapia intensiva. Vorrei che ognuno di questi reporter improvvisati imbevuti di porcherie negazioniste si prestassero per una settimana - una settimana soltanto - come volontari civili (tanto “il Covid non esiste”) e ripetessero a un paziente attaccato giorno e notte a una maschera dell’ossigeno le stesse cose che diffondono 24 ore su 24 in chat e gruppi Facebook intossicando l’ossigeno che abbiamo il dispiacere di spartire con loro. Allora e solo allora, dopo aver fatto tutto questo, se la vergogna non vi ha ancora seppellito, potrete tornare davanti a un pronto soccorso con un cellulare in mano a riprendere le sale d’aspetto con la vostre voce petulante, la stessa sciatteria, lo stesso ghigno insopportabile, a seminare fake news e sconcezze.

Fino a quel momento, siete solo dei miserabili. E, come tali, sarete trattati e ricordati
moniaxa Oggetto: Re: Quando qualcuno scrive cio' che penso ma non soi esprime  29 Ott, 2020 - 17:28  Profilo Rispondi citando   

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cicuta ha scritto:

Emiliano Rubbi (dal web)

Avete fatto caso che i cretini che scrivevano che le mascherine sono “museruole” e berciavano di “dittatura sanitaria” sono diventati molti di meno? Questo perché i numeri del virus sono tornati a salire. E come Salvini e Meloni, anche loro, adesso, se la prendono col governo che “non ha fatto abbastanza”.

Ovviamente, se il governo avesse adottato delle misure più rigide per contrastare il virus quando probabilmente sarebbe stato meglio farlo, ovvero un mese fa, sarebbero scesi in piazza con i forconi in mano. E il governo ne ha sbagliate, di cose, eh, intendiamoci. Non ha fatto la metà delle cose che avrebbe dovuto fare in vista di questo ottobre. Ma è vero che il resto del mondo occidentale ha sbagliato allo stesso modo, spesso peggio.

Gli unici paesi che hanno saputo contenere l’epidemia, al momento, sono stati la Corea del Sud e il Giappone, che si sono avvalsi di un sistema di tracciamento impeccabile (unito al fatto che il rispetto delle regole di distanziamento, lì, è stato assoluto). Ma noi siamo italiani, americani, francesi, inglesi, spagnoli, non giapponesi e coreani. Il punto è che, al momento, il tracciamento è saltato. E Immuni non è stata scaricata, grazie anche alla guerra fattale da Salvini e Meloni.

C’è tutta una parte politica che, anziché preoccuparsi del bene reale delle persone, fa da mesi campagna elettorale. Prima gridando alla dittatura sanitaria e oggi rimproverando il governo di non aver fatto abbastanza. In pratica, occupandosi costantemente del “qui e ora”, inseguendo gli umori della pancia della popolazione, senza problemi, senza vergogna, senza chiedersi neppure per un istante se, magari, le loro parole e le loro azioni potevano, letteralmente, uccidere delle persone.

Ci sarà un nuovo lockdown, prima o poi, ormai l’hanno capito tutti. Se la curva seguitasse a salire come in Francia, non ci sarebbero altri metodi per abbassarla. Speriamo solo che stavolta si proceda per lockdown mirati, speriamo che non sia ancora una volta Confindustria a dettare la linea. Perché se il Molise e la Basilicata dovessero chiudere ancora tutto per via dei disastri fatti altrove, ad esempio, stavolta sarebbe problematico spiegarlo alla popolazione di quei posti.

Stavolta nessuno canterà in balcone, nessuno scriverà “Andrà tutto bene”. .

.....purtroppo,percolpa dell'egoismo ,la voglia di divertimento, ci ha riportato nel baratro, in ogni istituto, in ogni settore, ogni giorno si contano

i positivi..che DIO ci aiuti...



cicuta Oggetto: Quando qualcuno scrive cio' che penso ma non soi esprimere  29 Ott, 2020 - 16:50  Profilo Rispondi citando   

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Emiliano Rubbi (dal web)

Avete fatto caso che i cretini che scrivevano che le mascherine sono “museruole” e berciavano di “dittatura sanitaria” sono diventati molti di meno? Questo perché i numeri del virus sono tornati a salire. E come Salvini e Meloni, anche loro, adesso, se la prendono col governo che “non ha fatto abbastanza”.

Ovviamente, se il governo avesse adottato delle misure più rigide per contrastare il virus quando probabilmente sarebbe stato meglio farlo, ovvero un mese fa, sarebbero scesi in piazza con i forconi in mano. E il governo ne ha sbagliate, di cose, eh, intendiamoci. Non ha fatto la metà delle cose che avrebbe dovuto fare in vista di questo ottobre. Ma è vero che il resto del mondo occidentale ha sbagliato allo stesso modo, spesso peggio.

Gli unici paesi che hanno saputo contenere l’epidemia, al momento, sono stati la Corea del Sud e il Giappone, che si sono avvalsi di un sistema di tracciamento impeccabile (unito al fatto che il rispetto delle regole di distanziamento, lì, è stato assoluto). Ma noi siamo italiani, americani, francesi, inglesi, spagnoli, non giapponesi e coreani. Il punto è che, al momento, il tracciamento è saltato. E Immuni non è stata scaricata, grazie anche alla guerra fattale da Salvini e Meloni.

C’è tutta una parte politica che, anziché preoccuparsi del bene reale delle persone, fa da mesi campagna elettorale. Prima gridando alla dittatura sanitaria e oggi rimproverando il governo di non aver fatto abbastanza. In pratica, occupandosi costantemente del “qui e ora”, inseguendo gli umori della pancia della popolazione, senza problemi, senza vergogna, senza chiedersi neppure per un istante se, magari, le loro parole e le loro azioni potevano, letteralmente, uccidere delle persone.

Ci sarà un nuovo lockdown, prima o poi, ormai l’hanno capito tutti. Se la curva seguitasse a salire come in Francia, non ci sarebbero altri metodi per abbassarla. Speriamo solo che stavolta si proceda per lockdown mirati, speriamo che non sia ancora una volta Confindustria a dettare la linea. Perché se il Molise e la Basilicata dovessero chiudere ancora tutto per via dei disastri fatti altrove, ad esempio, stavolta sarebbe problematico spiegarlo alla popolazione di quei posti.

Stavolta nessuno canterà in balcone, nessuno scriverà “Andrà tutto bene”. Stavolta andremo verso l’inverno, il freddo, le giornate più corte, non verso l’estate. Mi auguro che lo sappiano.
Patrizia51 Oggetto:   29 Set, 2020 - 18:56  Profilo Rispondi citando   

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Sono totalmente d'accordo con Paolo Crepet




Da Colleferro a Lecce, la nostra gioventù affetta da "autismo emotivo"


Quando una collettività non è più in grado di condannare, ha perso la propria dignità e autorevolezza. Abbiamo voluto dare tutto a una generazione di bambini e di adolescenti e sono cresciuti senza desiderio e passione, li abbiamo resi incapaci di affrontare frustrazioni e sconfitte.






Quanto è distante Colleferro da Lecce? Nulla, rappresentano lo stesso luogo, si respira la stessa cultura là come in migliaia di altri luoghi dove cresce una gioventù indifferente, arrogante, senza futuro. Parlo di una minoranza di giovani, ovviamente, anche se molto rappresentativa.

Da una parte una gang che per noia spacca cuore e polmoni a un ragazzo reo di aver voluto difendere un amico, dall’altra uno studente in infermeria che vibra più di quaranta coltellate a una ragazza e un ragazzo rei di sembrare, ai suoi occhi, “felici”. E non derubricateli a meri casi di cronaca, a eccezioni fortuite, non fatelo se non volete manifestare anche voi la vostra impotenza a cambiare le sorti di migliaia di giovani: i delitti di Colleferro e Lecce contengono una grande metafora che solo la cecità di molti adulti non riesce a inquadrare.

Delitti che ci parlano e ammoniscono, ma che per comprenderli necessitano coraggio, il coraggio di non voler cercare scuse, patteggiamenti. Quando una collettività non è più in grado di condannare, ha perso la propria dignità e autorevolezza: così muore una civiltà.

Quindi, si cominci a non concedere più il rito abbreviato per nessun caso di omicidio e di violenza sui bambini e sulle donne: se questo governo e il ministro competente vogliono dimostrare il proprio coraggio questa è l’occasione. E noi dovremmo giudicarli per la loro fermezza o la loro pavidità.

Violenti non si nasce, ma ci si diventa quindi è una questione educativa. Ricordate come fu scoperto il delitto del Circeo? Fu una pattuglia dei Carabinieri a insospettirsi dell’acqua che usciva da una villetta: era la madre di uno degli assassini che lavava il sangue dal pavimento di due ragazze violentate e massacrate. Da quella assoluta incapacità a educare nasce un danno indelebile: è da quel malinteso senso di complicità e di amore familiare che si allevano mostri. Solo Pier Paolo Pasolini lo aveva intuito, ma borghesia e classe dirigente guardavano già da un’altra parte.

Abbiamo voluto dare tutto -soprattutto il superfluo- a una generazione di bambini e di adolescenti e sono cresciuti senza desiderio e passione, abbiamo tutelato i più piccoli in tutti i modi possibili (arrivando anche a condannare il professore che vuole bocciare) e li abbiamo resi incapaci di affrontare frustrazioni e sconfitte. Non avendo ricevuto anticorpi educativi, si è diffuso un “autismo emotivo”, ovvero l’indifferenza.

L’assassino di Lecce pare abbia detto che voleva vendicarsi della felicità altrui; chiediamoci: se un bambino cresce con videogame dove il sangue scorre come il punteggio di quel gioco, se preadolescenti si formano guardando famosissimi programmi trash pomeridiani dove l’amore è solo protervia e insulto alla sensibilità, perché mai dovrebbero crescere cercatori di orizzonti di serenità e di vera passione?


Quando una cultura semina grandine, non può che aspettarsi tempeste, ma tutto questo alla classe dirigente sembra non interessare o forse ha capito che crescere giovani cittadini ignoranti e frustrati è il modo migliore per renderli ricattabili togliendo loro libertà di pensiero (trasformandoli in acquirenti passivi); probabilmente non pochi adulti pensano che questa sia la via breve e meno faticosa per raccogliere facili consensi commerciali ed elettorali.



Paolo Crepet

Psichiatra e scrittore



(link)


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cicuta Oggetto: PER WILLY  12 Set, 2020 - 11:23  Profilo Rispondi citando   

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poesia per willy

Te chiedo scusa a Ma’..

. A Ma’ stasera nun torno

va a letto nun m’aspetta’

faccio ‘n sarto all’artro monno..

. Te chiedo scusa a Ma’ c’era

n’amico ‘n difficoltà nun

me la sentivo de scappa’.

.. Erano tutti grossi e muscolosi

c’avevo na paura se vedeva

che erano pericolosi..

. M’hanno ammazzato come n’animale

ma che ho fatto de male ?!?!?

A Ma’ hai visto come so piccolo

però so dovuti veni ‘n tanti

co sto sorriso li sdrajavo tutti quanti ...

Mortacci loro come menavano

io ar massimo je sorridevo...

Te chiedo scusa Ma’

ma quarcuno li doveva affronta’ ...

Quarcuno je doveva fa capì che sbajaveno

c’avevano troppo veleno...

Quello che nun capisco de sta gente

invece de divertisse e ride

vanno in giro a cerca’ e sfide...

Se sentono forti e onnipotenti

ma a strigne so na massa de deficienti.

A Ma’ io volevo solo mette pace

de litiga’ nun me piace...

Aho’ mo non voglio passa’ da eroe l ’ho affrontati

ma c’avevo na paura de sti tatuati...

Poi a Ma’ non ho più sorriso

Ma che se fa così senza neppure n’avviso

Me so spento lento lento...

Ancora adesso me sto a chiede er perché

de tutta sta cattiveria e rabbia verso de me...

Ora te saluto a Ma’ Che c’ho da fa’.. .

Sto a sali e scale

Me devi promette che nun starai male...

Ammazza quante so che fatica

ricorda che la vita nun è finita..

Ogni vorta che te manco pensa a sto sorriso

Che er fjo tuo te sta vicino dar paradiso

Er poeta fastidioso de Roma
cicuta Oggetto: Ground zero  11 Set, 2020 - 20:23  Profilo Rispondi citando   

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11 settembre...anniversario Ground Zero



assodipicche Oggetto: Aggiornamento (dall' agenzia AdnKronos)  01 Lug, 2020 - 18:45  Profilo Rispondi citando   

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cicuta Oggetto: dal web  01 Lug, 2020 - 06:57  Profilo Rispondi citando   

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Quando Giorgia Meloni incontra sulla propria strada un ingegnere aerospaziale e si mettono a discutere di numeri. Il risultato è la blastata del secolo. Del secolo. Eroe!

Voi sapevate che significa "blastare"? Io no. ecco:

"è un termine che forse tra qualche anno troverete anche sul dizionario Treccani, per il momento è solo un neologismo urbano che ha origine dall'inglese “to blast”, che tradotto significa demolire, distruggere, smontare."





cicuta Oggetto: Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi  08 Mag, 2020 - 16:28  Profilo Rispondi citando   

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A volte capita che io mi imbatta in articoli che esprimono idee e concetti che condivido ma che non sono altrettanto capace di esprimere: questo è uno di essi

www.glistatigenerali.com/sanita_societa-societa/165915/
assodipicche Oggetto: La profezia di Sylvia Browne  23 Mar, 2020 - 17:57  Profilo Rispondi citando   

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Con le dovute implicazioni? Mah...mi deve essere sfuggito!
Patrizia51 Oggetto:   23 Mar, 2020 - 14:17  Profilo Rispondi citando   

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La notizia l'avevamo già pubblicata sia io (il 17 marzo) che Liliana, il giorno dopo, in Di tutto un po', con le dovute implicazioni. Io, come avevo già detto, non credo alle profezie perché ritengo siano pure casualità che prima o poi qualche volta ci azzeccano, ma certe coincidenze un po' mi inquietano....

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assodipicche Oggetto: La "profezia di Sylvia Browne"  23 Mar, 2020 - 12:18  Profilo Rispondi citando   

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Sylvia Browne, all'anagrafe Sylvia Celeste Shoemaker (1936), è stata una (sedicente) medium, sensitiva e autrice di numerose pubblicazioni negli Usa e nel mondo. Ha seguito molti casi giudiziari americani azzardandone la soluzione, ma -a quanto pare- non ne ha mai azzeccata una. Partecipava frequentemente a programmi tv ed era piuttosto popolare. Nel 1992 venne condannata per frode finanziaria e appropriazione indebita. È morta nel 2013.
Perché ne parlo? Perché l'effetto coronavirus l' ha resuscitata, in quanto qualcuno s'è ricordato che in un suo scritto del 2004, pubblicato da Monadori, che magari sta approfittando per cercare di tornare a vendere il libro nella collana "Oscar nuovi misteri", avrebbe "profetizzato"-si fa per dire- l' attuale pandemia. Inutile dire che questa storia-cucinata in salse diverse-sta girando largamente nei social. Vediamo di fare un po' il punto.
Questo è il brano nella edizione italiana di Mondadori ("Profezie" il titolo, coautrice Lindsay Harrisoned, scrittrice):
"Entro il 2020 diventerà di prassi indossare in pubblico mascherine chirurgiche e guanti di gomma, a causa di un’epidemia di una grave malattia simile alla polmonite, che attaccherà sia i polmoni sia i canali bronchiali e che sarà refrattaria a ogni tipo di cura. Tale patologia sarà particolarmente sconcertante perché, dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, sembrerà scomparire completamente per altri dieci anni, rendendo ancora più difficile scoprire la sua causa e la sua cura”.
Vediamo invece quello che viene riportato come testo originale:




In questo brano non si parla di mascherine e guanti, e c'è un'altra differenza che ora evidenzierò, ma il contenuto -tutto sommato- è fedele all'originale. Perché mascherine e guanti sono state introdotte nel testo italiano? L'ha introdotto l'autrice o l'ha voluto l'editore italiano? Inoltre: il testo italiano dice "entro il 2020", l'originale dice invece "intorno al 2020" (usa "around"=intorno), perché -come tutte le sibille- anche la Browne si mantiene sul vago, tanto prima o poi qualcosa accadrà comunque. Strano però che non ci abbia avvertiti della Sars e dell'Ebola.
Il testo inglese sostiene poi che così com'è arrivata "improvvisamente" (suddenly), sempre improvvisamente sparirà, per tornare all'attacco dopo dieci anni e quindi sparire definitivamente.
Vabbe', non mi dilungo, anche perché in ogni caso questa "profezia" non c'è stata di nessun giovamento, ormai è andata! È una curiosità. E non serve neppure a dare lustro alla profetessa, che anche lei ormai è andata, da inascoltata cassandra.
Io, in ogni caso, miscredente assoluto del paranormale, non le avrei dato retta allora e non do retta ora ai suoi sostenitori, che vanamente la divulgano nel web.
Solo....mi sarebbe piaciuto (mi piacerebbe, se ancora ci degna) conoscere il parere di TittiMendoza.


moniaxa Oggetto:   22 Mar, 2020 - 13:49  Profilo Rispondi citando   

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Mi chiedo,in risposta'' IORESTOACASA',, coloro che la casa e' solo nei'' SOGNI''



che faranno???
cicuta Oggetto: magie della natura  15 Mar, 2020 - 16:51  Profilo Rispondi citando   

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Meraviglie della natura Che valga come segno premonitore: ce la faremo!




cicuta Oggetto: magie della natura  15 Mar, 2020 - 16:47  Profilo Rispondi citando   

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 vabbè.....errore


Ultima modifica di cicuta il 15 Mar, 2020 - 16:52, modificato 1 volta in totale
moniaxa Oggetto: virus--  14 Mar, 2020 - 13:55  Profilo Rispondi citando   

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Quanto sta avvenendo ora.nel Sud,e'successo in Sardegna, occupate, le seconde case, sia da sardi, non

residenti,siada altri, immaginate, la mia zona ( turistica e industriale) ...si spera che restino in quarantena

e muniti diautocertificazione
moniaxa Oggetto:   09 Mar, 2020 - 07:56  Profilo Rispondi citando   

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Paura...

La paura, diminuisce il sistema immunitario, ecco di cosa ho''PAURA''!!!!!..
Patrizia51 Oggetto:   24 Feb, 2020 - 20:12  Profilo Rispondi citando   

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Cura, rispetto, competenza, comunità: ecco gli ingredienti contro il Coronavirus

La scrittrice e giornalista Concita De Gregorio ci invita oggi a riflettere sulla terapia più efficace contro il contagio

Scrittrice e giornalista de La Repubblica, Concita De Gregorio ci regala questa mattina una riflessione su quanto sta accadendo nel Paese di fronte all’emergenza Coronavirus, scattata venerdì mattina nel Lodigiano in seguito all’accertamento di un primo caso. In questi giorni, i numeri sono cresciuti e con essi la paura che già si annidava dentro ciascuno di noi. Paura giustificata o psicosi? Sembra che persino i più autorevoli virologi del paese debbano mettersi d’accordo. Comunque sia, è il momento di tirare fuori un po’ di senso civico, che in fondo altro non è che “l’abc della convivenza”, scrive Concita de Gregorio in un articolo su
La Repubblica.

Hanno chiuso il Duomo di Milano. Hanno chiuso Brera. Chiudono le scuole. L'amuchina è a prezzi da mercato nero. Hai visto la mascherina griffata, online? 190 euro. L'Italia è il malato d'Europa, guarda quanti contagi: ne parla tutto il mondo. L'allarme arriva dal Financial Times e dal Washington Post. Se ne parla a casa di domenica con figli e nipoti bambini, riuniti a tavola. E allora cosa bisogna fare?

Sono quattro gli ingredienti utili a contrastare il contagio: cura, rispetto, competenza e comunità.

Cura
Se la profilassi contro il contagio è semplice e corrisponde all’abc della convivenza, cerchiamo di fare tutto con un po’ di gentilezza, commenta Concita de Gregorio. Volete sapere come ci si prende cura? Noi vi rispondiamo con una frase di Papa Francesco:
“Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore.”

Rispetto
La profilassi contro il contagio corrisponde alle regole igieniche sanitarie di base: lavarsi le mani prima e dopo aver mangiato, starnutire o tossire mettendosi il gomito davanti. Insomma, non si tratta altro che delle regole base della buona educazione e di aver rispetto per la persona che ci siede accanto sul treno, o in fila alle poste.

Competenza
Evitiamo di affidarci ai commenti dei virologi improvvisati sui social e rivolgiamoci a qualcuno che abbia studiato la materia: un medico, un immunologo, un virologo. Quelli veri che adesso sono in prima linea ogni giorno per contrastare il contagio, per cercare terapie veloci ed efficaci. Affidiamoci alla comunità scientifica e dismettiamo i panni da medici ed esperti che non spettano a noi.

Comunità
In un momento come questo occorre fare comunità e per farlo “non basta essere padroni a casa propria, chiudersi, alzare il muro, pensare a sé”. Comunità vuol dire, in questo momento, prendersi cura di sé stessi e di chi ci circonda, perché proteggere sé stessi equivale a proteggere gli altri.


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