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  I Forum di Anziani.it  Quattro chiacchiere tra noi..  da Querido: pensieri e musica
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Sari Oggetto:   13 Ott, 2008 - 21:49  Profilo Rispondi citando   

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Carissime, vengo qua ogni giorno sperando di trovare il faccione di Querido.

Gli mando da qui un abbraccio affettuoso, come sempre.

Ciao amico Franco

lore14 Oggetto: per Aldy e per tutti gli amici di Querido  13 Ott, 2008 - 20:56  Profilo Rispondi citando   

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Cara Aldy, hai detto proprio bene, manca Querido....
E stasera faro' un' eccezione e vi diro' quanto io sia delusa dell' assenza, con poche eccezioni, in questo momento per lui delicato, di tutti coloro che considera "AMICI"... Scusate lo sfogo... Un saluto affettuoso a te e la Buonanotte a tutti quelli che ci leggono...
Lore

aldy Oggetto: Nell'attesa del ritorno di Querido  13 Ott, 2008 - 19:44  Profilo Rispondi citando   

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Cara Lore ti dirò che ti leggo sempre molto volentieri, altrettanto volentieri ascolto le tue
bellissime canzoni, però c'è un però, Entrando in questo thread mi manca molto Querido.
Spero di ritrovarlo presto assieme a te.
Un saluto Aldy

_________________
Un amico è come il sole, che tu lo veda o no cè sempre
Querido 7 Oggetto: Felice sera  13 Ott, 2008 - 19:34  Profilo Rispondi citando   

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Felice serata lore14 e a tutti gli amici di questo topic che passano...


_________________
Amare significa non dover mai dire... mi spiace. Erich Segal
lore14 Oggetto:   13 Ott, 2008 - 16:01  Profilo Rispondi citando   

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lore14 Oggetto: Buonanotte!  12 Ott, 2008 - 22:15  Profilo Rispondi citando   

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La voce dell' ombra

La mia ombra mi disse:
"Che ti prende
La luna non è abbastanza
Calda per te
Perché hai bisogno
di un altro corpo una coperta
Il cui bacio è come muschio
Intorno ai tavoli da picnic
Le lucide mani rosee che tenevano sandwich
Sbriciolati dalla distanza. Mosche striscianti
Sul dolce momento
Tu sai cosa c'è in queste coperte
Gli alberi fuori sono curvi di
Bambini che sparano con le pistole. Lasciali
Perdere. Stanno giocando
I loro giochi.
Io do acqua, io do croste pulite.
Non ci sono abbastanza parole
Che scorrono nelle tue vene
Da farti tirare avanti?"

Margaret Atwood

lore14 Oggetto: Una stella verso cui fare rotta...  12 Ott, 2008 - 16:13  Profilo Rispondi citando   

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Devo andare ancora una volta per mare, per il mare solitario ed il cielo,
e tutto ciò che chiedo è una nave alta e una stella verso cui fare rotta,
e la spinta del timone e la canzone del vento e il fremito della bianca vela,
ed una grigia nebbia sul volto del mare, ed una grigia alba che nasce.

Devo andare ancora una volta per mare, perché il richiamo della marea
è un richiamo selvaggio e chiaro a cui non è possibile opporre un diniego;
e tutto ciò che domando è una giornata ventosa con bianche nuvole che volano,
e spruzzi di schiuma e soffi di spuma, e l'urlo dei gabbiani.

Devo andare ancora una volta per mare, alla vita vagabonda e zingaresca,
per la via del gabbiano e la via della balena, là dove il vento è come un coltello affilato;
E tutto ciò che domando è un'allegra storiella da un divertito compagno di viaggi,
e sonno tranquillo ed un dolce sogno quando il lungo viaggio sarà terminato.

John Masefield

lore14 Oggetto: Buona domenica!  12 Ott, 2008 - 09:50  Profilo Rispondi citando   

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Buona Domenica, Querr!

Aspettiamo ansiosi tue notizie e un po' di musica...

lore14 Oggetto: Bentornata Giuliana!  11 Ott, 2008 - 20:14  Profilo Rispondi citando   

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Stasera, Querr, invece di scambiarci la Buonanotte, facciamo festa a Giuliana che è ritornata a inviarci i suoi testi sempre pieni di significato...

Bentornata, Giuliana, io e Querido di auguriamo tanta serenità e, se possibile, anche un po' di allegria...Adesso che sei di nuovo con noi, scommettiamo che Querido guarisce subito e torna a dedicarci qualche magia di parole e musica?

giuliana Oggetto: ..la vita  11 Ott, 2008 - 14:28  Profilo Rispondi citando   

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"...La vita non è retta dalla volontà o dalle intenzioni. La vita è una questione di nervi di fibre e di cellule in lenta formazione, in cui il pensiero si nasconde e la passione elabora i suoi sogni. Puoi immaginare di essere salvo e crederti forte, ma una nota casuale di colore in una stanza o nel cielo mattutino, un particolare profumo che un tempo hai amato e che associ a sottili ricordi, il verso di una poesia dimenticata che ti si ripresenta, il ritmo di un pezzo musicale che hai smesso di suonare... ti dico Dorian, da queste cose dipende la vita..."
(da 'Il ritratto di Dorian Gray' di Oscar Wilde)



giuliana Oggetto: Chiesi a Dio..  10 Ott, 2008 - 16:05  Profilo Rispondi citando   

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..di essere forte per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute

per realizzare grandi imprese:
egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere

perché gli uomini avessero bisogno di me:
egli mi ha dato l'umiliazione
perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello
che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore,
fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!



Kirk Kilgour


Preghiera scritta dal famoso

campione olimpionico nella pallacanestro

rimasto paralizzato nel '76

a seguito di un incidente durante un allenamento.

La preghiera è stata letta dall'autore

in sedia a rotelle di fronte al Papa

durante il Giubileo dei malati a Roma.



lore14 Oggetto: Buonanotte  09 Ott, 2008 - 21:48  Profilo Rispondi citando   

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Buonanotte, Querido...Ti aspettiamo tutti presto!


lore14 Oggetto: Sul limite-Eugenio Montale  09 Ott, 2008 - 11:56  Profilo Rispondi citando   

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Sul limite

Il viaggio di cui posso riferire l'inizio fu preceduto da un brutto incidente. Avevo lasciato una casa di amici, in via delle Carra, e dopo pochi passi ero riuscito a trovare un tassì col quale speravo di raggiungere piazza Beccaria. La macchina attraversava il Prato quando dall'incrocio di un rettilineo vidi procedere verso di noi una Chevrolet verde. C'era tutto il tempo per frenare, se gli autisti avessero avuto un poco di buon senso. Ma nessuno dei due si decise, ostinati entrambi nel loro presunto diritto alla "precedenza". La distanza fra le due macchine si accorciava. "Il solito stupido incidente" mi dissi chiudendo gli occhi. Dopo un tempuscolo che parve eterno seguì un cozzo violentissimo e fui sballottato come un bussolotto dentro la nera cabina della macchina. Poi mi sentii disteso sul soffitto dell'auto, che s'era evidentemente capovolta. Da un vetro rotto filtrava luce e giungevano le voci della folla accorsa. I due automedonti litigavano fra loro, gl'intervenuti parteggiavano per l'uno o per l'altro e pareva che nessuno si occupasse di me. "Ma qui dentro c'è un uomo" disse infine un pietoso, e qualcuno si provò ad aprire lo sportello che mi serviva da appoggio, dal quale rotolai immediatamente sulla strada per rialzarmi subito. A questo punto il diverbio fra gli autisti toccò il diapason dei moccoli ed io ebbi il tempo di spolverarmi alla meglio la giacca, di toccarmi per sentire se ero vivo e di saltare su un tranvai che passava a poca distanza. Il tranvai era semivuoto, tutti scesero alla Porta, e anche il bigliettario, per fumare; tuttavia il veicolo ripartì abbastanza veloce, senza di lui, e dopo pochi minuti mi accorsi ch'ero arrivato ala periferia della città, in senso perfettamente contrario alla destinazione che speravo di toccare. Giunti presso una tettoia di legno, "Qui finisce la corsa" mi disse il conduttore invitandomi a scendere. Un istante dopo il tranvai ripartì vuoto ed io rimasi solo sotto la tettoia. Era primavera ma faceva già caldo. Dovevano essere le sei del pomeriggio, a giudicare dalla luce. Strano, avrei supposto che fosse molto più tardi. Mi tastai per cercar l'orologio, quando da un viottolo secondario vidi avanzare un calessino tirato da un asinello sardo e guidato da un giovane in pigiama che portava in testa un cappelluccio da alpino, ma senza piuma. Accanto al giovane era bellamente seduto un cagnuolo rossiccio, d'incertissima razza, che abbaiò lungamente verso di me.
Un giro di martinicca, una tirata di redini e il calesse si fermò. Il canino mi fu addosso festoso, ritto sulle zampe, delirante, trafelatissimo, e il giovane in pigiama mi venne incontro a mani tese, con un pallido sorriso. "Non mi riconosci?" mi disse. "C'era da immaginarselo, dopo tanto tempo. Sono Nicola."
"Nicola? " dissi interdetto. "Nicola... chi?"
"Nicola di cognome, mio caro; l'aspirante degli alpini che lasciò con te il battaglione di marcia, a Negrar, per venirsene su, volontario, sul Loner e sul Corno. Non rammenti più? Oh capisco, fu una conoscenza di un paio di giorni; ma fu l'ultima per me. Forse per questo m'è rimasta impressa. Giunsi qui poco dopo, colpito da una spoletta di shrapnell. Pioveva ogni sorta di ferraccio sul fondo Leno. Ricordi? Ma tu eri in un altro battaglione e forse non hai nemmeno saputo... "
"To' Nicola... già... mi ricordo perfettamente" feci allibito. "È stato molto gentile da parte tua. Una spoletta, sicuro... Lo lessi nell'ordine del giorno della divisione. Nicola... guarda chi si rivede! "
"E non giungo solo, sai? Son venuto con Galiffa, il canino che prediligevi da bambino, e con Pinocchietto, l'asinello di Vittoria Apuana, al quale portavi sempre lo zucchero. In buona compagnia, no? " ed ebbe un riso che mi fece sussultare.
"Galiffa... Pinocchietto... " dissi vacillando. "Ma tu, scusa, che cosa ne sapevi? Non sei... capitato qui... per conto tuo? "
L'asinello e il cagnolino mi leccavano le mani dando vivaci segni di riconoscimento. Non avevo zucchero e mi sentivo del tutto impreparato all'inatteso incontro. Nicola rise con aria di superiorità e mi fece cenno di salire sul calesse.
"Sono all'ufficio smistamento, a Limite" continuò "e quando ho sentito il tuo nome mi son fatto girare subito il film della tua vita. L'avevo già ripassato altre volte, perché era inciso e completo fino ad oggi, e perciò avrei potuto attenderti in perfetto orario. Ma che vuoi, il daffare è molto e il personale scarseggia. Così mi hai colto quasi all'improvviso. Avrei potuto venire con tutti gli animali della tua arca privata, Fufi e Gastoncino, Passepoil e Bubù, Buck e la Valentina... Non temere, potrai rivederli tutti."
"Ah, anche la Valentina" dissi fra me e me. (Doveva essere la tartaruga che entrava in cucina per amoreggiare con Buck,... quanti anni fa?)
"Meglio se ti avessi portato addirittura Mimì, in bottiglia, come la teneva il prestigiatore; ma si faceva tardi e volevo riceverti all'arrivo. Vedrai anche quella. C'è Giovanna che sta occupandosene."
"Mimì in bottiglia... ma sicuro... " (Forse la cavia che avevo conosciuto un secolo prima, al Maloja; ma Giovanna chi era? Bestia o creatura umana? Ebbi un tuffo al cuore. Giovanna! Possibile che fosse... lei?)
"Giovanna" confermò Nicola avviando il somarello fra alcune ricche piantagioni che parevano di ricino. "È anche lei a Limite, e trova modo di occuparsi persino dello Zoo."
"Morta?" arrischiai a occhi bassi traballando sul sedile angusto. E aspirai un mozzicone di sigaretta che mi parve stranamente insapore. "E... sta bene?"
"Viva" ammonì seccamente; "o meglio, anche per lei il guanto s'è rovesciato; come per me, come per te. Di' pur morta, se credi. "
"Ah " balbettai. E la certezza mi fece piegar la testa sul petto. Poi riapersi gli occhi e vidi che il calessino passava accanto ad alcuni padiglioni dove lunghe file di donne facevano la coda in attesa. La campagna intorno era incolore e da lontano appariva un gruppo di case bianchissime.
"T'ha fatto un certo effetto, eh?" ghignò Nicola con un'allegria che pareva sforzata, " Lo so, la prima volta si è ancora attaccati alle storie di prima. È come accadeva a me quand'ero tra i vivi, che dico?, tra i morti dell'Antelimite da cui tu giungi ora; sognavo e al risveglio ricordavo ancora il sogno, poi anche quella memoria si perdeva. Lo stesso ora succede a te; c'è ancora una frangia terrestre da addormentare nella tua mente, ma è questione di poco. Più tardi, quando Giovanna ti farà vedere la "registrazione di quella che hai chiamato la tua vita, stenterai a riconoscerla. Pare sia così fino a Zona I, la stazione dove si recano spesso Jack e Fred, il pittore che ti fece quel ritratto a Spoleto, te ne ricorderai. Poi dicono che questa memoria si perde e se ne acquista un'altra. A dirti il vero io e Giovanna avremmo già potuto raggiungere la nuova destinazione; credo che al Centro ci abbiano riconosciuti titoli sufficienti, ma che vuoi?, a Limite possiamo renderci molto utili e Giovanna è preziosa come interprete. Ha sempre avuto una bosse spiccatissima per le lingue, e ti assicuro che qui ce n'è gran bisogno. Certo a Zona II ci sarà molto da fare per lei, all'istituto delle entelechie superiori dove comincia il processo di smaterializzazione. Ma le notizie che ci giungono di là non sono troppo incoraggianti; pare che il tesseramento vi sia più rigoroso e che sia difficile trovare alloggio. Tuo padre aveva promesso di farsi vivo di là, ma per ora... E così abbiamo preferito di prolungare la nostra anticamera a Limite".
Parlando, Nicola continuava a sferzare meccanicamente l'asinello, e il paese, alto e raccolto, a scale e gradinate, si profilava più vicino. Gli alberi delle campagne erano bassi e uniformi e il sole pareva fermo sull'orizzonte. Buttai a terra il mozzicone che s'era spento.
"E anch'io" dissi sudando "dovrò fermarmi con voi?"
"S'intende, per qualche tempo almeno. Dipenderà da Fred, però. Povero Fred, sai ch'era molto geloso di te. In fondo non è un cattivo ragazzo, ma è poco utilizzabile in questa vita. Dall'altra saprai com'è venuto, dopo una rissa con alcuni ubriachi. Ma come si ricordava di Giovanna! Quando nel film la vedemmo rinchiusa nel vagone impiombato, lei e Jack, urlò come un pazzo. Volle essere il solo a riceverli. Fu la tua conoscenza che mi procurò la loro amicizia. Rimarranno male di non esser venuti ad accoglierti. Che vuoi? Sono i privilegi di chi sta all'ufficio arrivi e può controllare migliaia di film individuali. Stasera, se credi, potremo girare una parte del tuo. Sceglieremo qualche scena innocua, che non dia ombra... a Fred. Io per me sopporto tutto; sono giunto ultimo fra voi, anche se qui sono il più anziano. E Jack è così buono... così tollerante".
Mi rannicchiai sul sedile. Galiffa mi lambiva affettuosamente le mani e l'asinello agitava le lunghe orecchie sotto le frustate. Poi: "Nicola" riuscii a spiccicare. Il calesse sterzò per imboccare un viale di alberi che parevano ippocastani, in fondo al quale alcune case di un candore immacolato chiudevano la vista della campagna.
"Dimmi" fece Nicola, e schioccò la frusta in aria, allegramente.
" Non si potrebbe rimandare questa faccenda? questo incontro, dico? Forse mi capisci, per me era una partita chiusa. Ho faticato tanti anni per deviare il mio pensiero da questi... amici, ho creduto d'impazzire per questo sforzo e il destino mi aveva persino risparmiato la notizia del vagone impiombato. E ora tu... No, no, è troppo, è troppo... Io volevo che ci fosse qualcosa di finito nella mia vita, intendi?, qualcosa che fosse eterno a forza d'essere finito. Non posso ricominciare, Nicola, non posso, portami da mia madre... se c'è. "
"Potrai comunicare con Zona III più tardi. Le sue ultime notizie erano buone. Ma là la memoria è molto ridotta, devo informartene. Resta con noi per qualche decennio, ti abituerai: vedi come sono rimasto giovane?"
Pinocchietto si fermò davanti a un fabbricato dove una finestra aperta del pianterreno lasciava intendere il ticchettio di una noiseless portatile. Nicola balzò fuori e mi porse la mano. Galiffa mi dormiva tra le braccia, felice.
"È lei che fa il suo straordinario" mi sussurrò. "Vieni, fatti coraggio, non è mutata. Era troppo comodo dimenticare. Riprendi a vivere come noi... giunti prima di te".

(Eugenio Montale)


lore14 Oggetto: un saluto da Querido  09 Ott, 2008 - 08:55  Profilo Rispondi citando   

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Querido mi incarica di inviare un saluto affettuoso a tutti gli amici...

lore14 Oggetto: Buonanotte!  08 Ott, 2008 - 21:33  Profilo Rispondi citando   

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Buonanotte, Querido... Abbi cura di te!

lore14 Oggetto: Solitudine abitata...  08 Ott, 2008 - 17:22  Profilo Rispondi citando   

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SOLITUDINE ABITATA
La solitudine marina che convoca i pesci,
la solitudine del cielo con le ali ferite,
si prolungano in te sulla terra,
solitudine spopolata, solitudine abitata.
Le foglie dell’albero ognuna sola al suo posto,
sanno che le attende una morte privata.
Non ti possono inghiottire, a morsi di musica,
con la loro bocca rotonda il pesce e la chitarra
Carica di deserto e di ponente
vai sul pianeta, mascherata di vento,
colmando grotte, parchi, dormitori
e facendo sospirare le statue.
Ci conduci alle tue trappole
con la tua lingua d’uccello o lingua di campana.
nella tua rete prigionieri per sempre,
rodiamo l’azzurro dell’infinita maglia.
Ti trovi ovunque, solitudine,
unica patria umana.
Noi tutti suoi abitanti portiamo in petto
distesa la tua grigia, incommensurabile mappa.

Jorge Carrera Andrade

lore14 Oggetto: Sorriso...  08 Ott, 2008 - 07:28  Profilo Rispondi citando   

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Buongiorno Querr e amici che passate...



C'è un sorriso d'amore
e un sorriso di inganno.
E c'è un sorriso di sorrisi
nel quale questi due sorrisi si incontrano.
C'è uno sguardo d'odio
e uno sguardo di disprezzo.
E c'è uno sguardo fatto di questi sguardi
che tu ti sforzi di dimenticare
invano.
Perché a fondo nel profondo del cuore penetra
e affonda nel profondo delle ossa
e nessun sorriso che fu mai sorriso
ma solo quel sorriso solo
quello che dalla culla alla tomba
si può sorridere solo una volta
e quando è sorriso
ha fine ogni miseria.

William Blake

lore14 Oggetto: Buonanotte!  07 Ott, 2008 - 21:24  Profilo Rispondi citando   

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Buonanotte!


lore14 Oggetto: Apollinaire-La Spia  07 Ott, 2008 - 16:50  Profilo Rispondi citando   

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La Spia
Pallida spia dell'Amore
La mia memoria appena fedele
Non ebbe per osservare questa bella
Fortezza che un'ora al giorno.
Tu ti travesti a modo tuo
Memoria spia del cuore
E non ritrovi più la raffinata
Astuzia e il cuore solo è vincitore.
Ma la vedi questa memoria
Gli occhi bendati pronta a morire
Dice che lei non ci può credere
Il mio cuore vincerà senza colpo ferire.

Guillaume Apollinaire

lore14 Oggetto: Venne, dapprima pura...  07 Ott, 2008 - 09:34  Profilo Rispondi citando   

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Venne, dapprima, pura,
vestita d'innocenza.
E l'amai come un bimbo.

Dopo s'andò coprendo
di non so quali vesti.
E presi, senza saperlo, ad odiarla.

Fu infine una regina,
sfarzosa di tesori...
Che ira, quale amarezza insensata!

...Ma ecco, s'andò svestendo.
E io le sorridevo.

Rimase con la tunica
dell'innocenza antica.
Credetti ancora in lei.

E si tolse la tunica,
apparì tutta nuda... Oh poesia
nuda, passione della mia
vita, ora mia per sempre!

Juan Ramon Jimenez

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