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TittiMendoza Oggetto:   26 Mag, 2006 - 18:21  Profilo Rispondi citando   

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Una piccola parentesi rivolta a Sticla.
Volevo rendere noto un errore fatto dalla redazione di Anziani: nel segnare l’orario degli interventi, ha dimenticato di specificare le ore pomeridiane…. Quindi Sticla ha pensato che tutti noi non dormissimo la notte per scriverci…. Stai tranquilla, almeno per me, dormo e dormo anche bene….
_________________________________________________

Allora, cari Cesare e Vabene, mi dispiace deludervi, ma l’autore dello scritto non è, come pensavate, Tommaso da Kempis, è un altro Kempis che nulla ha da invidiare al suo omonimo per spiritualità, saggezza e intelligenza.

Mi chiederete: “ma allora chi è ?” Rispondo usando l’espressione di Vabene che dice: “ Non voglio proprio entrare con gli scarponi dove si usano le pantofole “ ed aggiungo che in questo caso, non solo dovremmo toglierci anche le pantofole e camminare scalzi in punta di piedi, ma addirittura provare a volare, in quanto andremmo ad esplorare la parte più impalpabile e genuina del nostro essere: “ il nostro Spirito”.

Mi riprometto di approfondire la vostra richiesta esponendola con garbo e con dovizia di particolari, ma lasciate ancora che siano le parole di Kempis a puntualizzare qualcosa relativa al soggetto trattato in precedenza. Poche e concrete righe:


PER UNA SOCIETA' MIGLIORE




  • Se l'opinione del gregge comune non sarà tua regola di condotta,



  • se sarai tollerante con gli altri quanto lo sei con te stesso,



  • se saprai comandare più a te stesso che agli altri,



  • se sarai giusto più che buono,



  • indulgente e comprensivo specie con i deboli,



  • se lavorerai pazientemente,



  • se mai risponderai con un rifiuto ad una richiesta e ad un'offerta,



  • se potrai avere ricchezze e onori, ma non esserne schiavo,



  • se potrai godere della solitudine, ma non avrai paura della compagnia degli uomini e viceversa,



  • se sarai essere povero e parsimonioso,



  • se potrai sopportare di buon grado l'oblio e l'ingratitudine degli uomini,



  • se saprai camminare da solo senza grucce, eccitanti ed illusioni.



  • Se saprai essere infantile con i fanciulli,



  • gioioso con i giovani,



  • pacato con gli anziani,



  • paziente con i pazzi,



  • felice coi saggi,



  • se saprai sorridere con chi sorride,



  • piangere con chi soffre,



  • e saprai amare senza essere riamato,



  • allora figlio mio,chi potrà contestarti il diritto di esigere una società migliore?


Nessuno, perchè tu stesso, con le tue mani, l'avrai creata!


KEMPIS



Saremo in grado noi di abbandonare il gregge e distinguerci nel miglioramento individuale ? Forse, ma non lasciamo niente d’intentato perché non è mai troppo tardi per mettere in pratica le nostre sopite capacità umane e spirituali, al fine di creare per noi stessi e per gli altri, “una società migliore !”

Buona serata a tutti !

Vabene Oggetto: misticismo, politica,vita ed attività quotidiane  26 Mag, 2006 - 10:50  Profilo Rispondi citando   

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Bene,grazie per la conferma.Nel merito ,riguardante il rapporto tra spiritualità e politica ma anche con la vita quotidiana e sociale in generale,considerato lo sviluppo che la discussione ha avuto non voglio proprio "entrare con gli scarponi dove si usano le pantofole".Ho conosciuto alcuni mistici dediti alla politica e ne cito due generalmente più conosciuti:la Pira e Dossetti.Siamo arrivati in un lungo cammino a Berlusconi,a sua volta mistico pure lui,ma in altra direzione meno spirituale.In mezzo,nei decenni,politici credenti e non,in buona o malafede.Dossetti ha dovuto,per scelta,lasciare la politica dedicandosi totalmente alla mistica,la Pira ha fatto quello che ha potuto,spronando ed utlizzando politici meno spirituali ,tra i quali Mattei,fondatore dell'ENI,che ritengo sia ben conosciuto e che non ha operato certamente male pur essendo tutt'altro che un mistico.La lettura mistica della politica e della vita sociale e quotidiana in generale è una delle forme di lettura,certamente apprezzabile,che consente ,come altre, delle autogratificazioni,spirituali in questo caso,ma ci si può chiedere se è proprio quella più praticabile,da sola in particolare.

Devo anche osservare che la spiritualità,come è noto credo,ha pure lei forme diverse di espressione,intimiste o meno,esortative verso l'esterno ed anche "predicatorie".Credo che nelle diverse condizioni e situazioni storiche ed in relazione alle proprie esigenze e situazioni di vita,si imponga certamente una scelta di orientamento generale e possibilmente operativa(credere,dire ma anche fare).Qui dove abito ad esempio, nel medioevo e fino a poco più di due secoli fa i benedettini hanno fatto politica e che politica,dissodando terreni e paludi(padane!)ed imponendo, praticamente, un modo di essere e di vivere migliore ma scelto da loro.a tutti gli abitanti.Si potrebbe parlare di Gesuiti,in particolare nel sudamerica ed ora della varie confraternite laiche che avvolgono le comunità,religiose e non,e che producono politici(pensate ad un Formigoni ad esempio).Politici e politiche ideali?Mistiche e spirituali in chi le pratica?Ho la mia risposta e le mie conclusioni ma,appunto,sono da scarponi e non da pantofole.

Saluti cordiali a tutti da Vabene
Cesare1° Oggetto: KEMPIS  26 Mag, 2006 - 06:57  Profilo Rispondi citando   

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Thomas Hemerken - Tommaso da Kempis - vita e opere
Thomas Hemerken era nato a Kempen [Colonia] nel 1380. Educato alla scuola dei Fratelli della vita comune, cui appartenne anche Geertsz, entrò nel monastero agostiniano di Agnetenberg [Zwolle] di cui divenne priore nel 1448, e in cui morì nel 1471.

Di Thomas Hemerken, conosciuto anche con il nome di Tommaso da Kempis, abbiamo 39 scritti autentici: opuscoli ascetici e mistici, opere storiche, sermoni, lettere. L'attribuzione dell'"Imitazione di Cristo" è dubbia. L'ideale ascetico sviluppato in quest'opera corrisponde a quello contenuto negli scritti sicuramente suoi. Contro gli studi astratti della teologia scolastica e le dispute vuote dei logici nominalisti, Hemerken rivendica una saggezza veramente cristiana che produca la salvezza mediante l'unione mistica con dio. Hemerken è uno dei maggiori rappresentanti della "devotio moderna", una corrente di rinnovamento religioso legata ai nuovi fermenti dell'umanesimo, che ebbe il suo centro nei Paesi Bassi e nella Renania tedesca. L'imitazione di Cristo (De imitatione Christi) è divisa in quattro libri, che trattano della meditazione della vita e della dottrina di Gesù Cristo, del colloquio interiore per giungere al rinnovamento di sé stessi, dell'unione mistica con Cristo, dell'unione sacramentale con il Cristo eucaristico. L'opera fu composta in ambiente monastico e era destinata a monaci. L'opera è stata attribuita dai critici di volta in volta a vari autori (sono più di duecento le attribuzioni). La prima edizione dell'opera è quella veneziana del 1483. Nota, per la limpidezza di stile, la traduzione italiana del 1785, di A. Cesari.


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CiaoLili Oggetto:   25 Mag, 2006 - 22:09  Profilo Rispondi citando   

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Che dire TITTI carissima, le parole del maestro Kempis, sono un conforto, in questo nostro tempo in cui, per i disonesti, gli onesti sono solo dei poveri fessi!
Certo che, in questo luogo, chi legge ha già la vita più indietro che avanti, e quindi "rien va plus" nel senso che ha già attuato le sue scelte di vita e , non può che meditare e riflettere, sul passato con un misto di rimpianti e compiacimenti...e stare a guardare con apprensione tutte le cose tristi che avvengono nel Paese e nel resto del mondo.
Forse siamo tutti un po' delusi, noi anziani, forse avremmo sperato in un progresso non solo economico, che, almeno qui c'è stato, ma pare che manchi la crescita spirituale, il consolidamento di alcuni valori, che credevamo universali ed assoluti.
Per quanto mi riguarda sono sempre stata del parere che la politica è un servizio al proprio paese, ma i puri, sono sempre stati una striminzita minoranza, e mi sembra fondamentale che ogni singolo cittadino possa e debba contribuire attraverso scelte responsabili e comportamenti onesti e solidali, visto che siamo noi a costituire il tessuto sociale del Paese. In prevalenza, la politica è solo la corsa al potere, è andata sempre così nonostante grandi maestri, penso ad esempio, Ghandi che per me rimane un impareggiabile esempio d'uomo pacifico e libero che ha fatto della non-violenza la bandiera della sua vita esemplare.E penso anche all'eroica Madre Teresa.Questi sono stati per me, i miei miti.
Ma chi è il maestro Kempis? Perdona la mia ignoranza, non lo conosco, infatti. Me ne parli?

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Il mondo è un enorme teatro all’aperto dove, sullo sfondo d’una scenografia naturale, si rappresentano commedie, drammi e tragedie. Noi siamo attori e pubblico. L.Batà
Vabene Oggetto:   25 Mag, 2006 - 21:45  Profilo Rispondi citando   

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Scusate ma vorrei sapere se si tratta di Tommaso Kempis,agostiniano e mistico tra il 300 e il 400.O,eventualmente ,di altro Kempis che non conosco.Non ho potuto verificare dai suoi scritti e forse è più facile un vostro aiuto.Poi esprimerò,eventualmente, il mio parere.Grazie e

Saluti da Vabene
Cesare1° Oggetto: Re: Politica e spiritualità  25 Mag, 2006 - 19:50  Profilo Rispondi citando   

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TittiMendoza ha scritto:
Cari amici di questo Topic,
con l’intento di approfondire il soggetto che stiamo cercando di capire, mi onoro di fare da portavoce alle parole del Maestro spirituale Kempis.

Ho tratto alcuni stralci dagli scritti che trattano questo argomento, al fine di prendere in considerazione anche il lato spirituale del problema: “Politica e Politici”.

Collaboro volentieri alle vostre richieste di approfondimento con le mie modeste conoscenze, sicura che anche voi ne abbiate da condividere. Ricordiamoci che ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire a spianare la strada ad un mondo migliore, per noi e per gli altri. Proponete le vostre idee, discutiamole e, anche se queste non cambieranno il mondo…. almeno cambieranno la nostra consapevolezza e le nostre coscienze.


Politica e Politici
Insegnamento del Maestro Kempis


Difficilmente in uno stesso paese e quasi nel medesimo tempo, sono nati tanti uomini, poi divenuti illustri, come nell'antica Grecia. Terra meravigliosa che ha dato i suoi natali ad uomini che si sono espressi incisivamente in ogni campo del pensiero umano. Di che cosa non è stata culla l'antica Grecia? Si dice perfino della politica. La si dice figlia di Platone e di Aristotele, perché di questi due grandi sono le prime opere scritte che di politica trattino. Ma di questa paternità ho i miei dubbi, perché se è vero che la politica è la « scienza del governare », non c'è dubbio che essa abbia origini assai più antiche.

Una cosa è certa: in ogni tempo, fare della politica ha significato usare l’arte dell’inganno.
Caricarsi sulle spalle una situazione gravosa, lo si fa solo se si è masochisti o per autopunirsi. Oppure se si è spinti da uno slancio di amore e di desiderio di aiutare. Altrimenti, nessuno vorrebbe accollarsi una situazione che gli porterebbe solo affanni e fatiche.
Chissà quale di queste motivazioni spinge i vostri politici a voler assumere il governo del paese che, a detta di tutti, si trova in condizioni di sfascio generale. Certo, è il desiderio disinteressato di correggere le cose e portarle all'efficienza, altrimenti si dovrebbe pensare che "governare “, o far finta, porta dei vantaggi personali tali da compensare il rischio di non riuscire e il conseguente discredito che dovrebbe venire a chi non ha saputo risolvere i problemi che si era accollato, perché, me lo consentirete, chi fallisce, almeno la faccia dovrebbe perderla.
Invece, qui sembra che tanto più uno fallisca o, dai fatti, si dimostri incapace, e tanto più diventi un'autorità politica.

Il Vangelo dice che non si deve perdonare sette volte, ma settanta volte sette; perciò perdonate agli incapaci, non serbate loro rancore! Ma una buona volta mettiamoli da una parte. Se non altro per far vedere, a chi volesse tentare al loro posto, il rischio che corre.

Può sembrare poco caritatevole questo puntare il dito sugli errori o l'incapacità altrui, però quando si riveste una carica pubblica che ha certe finalità, non si può e non si deve servirsi di quella veste per fare i propri interessi personali, e soprattutto non si può essere esonerati dalle responsabilità conseguenti ai propri errori e alle proprie incapacità. Questo non lo dico io: è previsto dal vostro ordinamento giuridico.
Allo stesso modo, chi fa parte di una istituzione religiosa, ad esempio, non può predicare bene e pescare nel torbido. Non deve servirsi della sua posizione per occultare atti condannabili dalla legge e dalla morale. Altrimenti se ne stia fuori,corra il rischio di chi non può nascondersi dietro a paraventi filantropici….

Rivestire una carica pubblica significa servire la collettività, quindi la logica da seguire è quella di dare, non di ottenere per se stessi. Mentre anche solo sostenere un partito politico, per moltissimi, significa attuare sul piano della vita concreta i deteriori aspetti della religiosità, come quello di farsi seguaci per ottenere vantaggi personali. A tacere poi del fanatismo che impedisce di comprendere, di essere equanimi, virtù che ogni uomo dovrebbe avere.
La mia critica, dice il Maestro Kempis, è rivolta, prima di tutto, alle persone perché sono quelle in difetto, prima che il sistema sociale. Perciò, innanzitutto, sono le persone che debbono cambiare.
Queste cose vi dico perché troviate il coraggio di essere onesti nella disonestà generale. “Perché?” , mi chiedete? Semplice: “Se vi sembra che le cose non vadano bene in questa generale dissolutezza, adoperatevi per cambiarle con quanto potete fare, cioè essendo voi stessi onesti. Certo, direte voi: "Noi siamo una goccia che poco peso nel mare” tuttavia, quello è quanto vi spetta di fare.

E il fatto che se anche lo fate non porti conseguenze generali, non giustifica la vostra lacuna, non vi sottrae da quella catena di responsabilità che finirà col rendere inevitabile un effetto traumatico.
Poi, dimenticate le ragioni per cui tale effetto si è determinato, vi sembrerà ingiusto che ne soffriate le conseguenze, mentre altro non sarà che la naturale conseguenza di un passato comportamento errato. E a proposito di causa e di effetto , se siete fra quelli che non si interessano della politica del vostro paese, o se ve ne interessate solo per i vantaggi che possono venirvene, o se ponete attenzione alla politica solo se tocca i vostri interessi, se ritenete giusta una decisione solo perché ha la paternità del vostro partito, se scendete in piazza solo quando ve lo dicono, se vi sembra giusto che sia tolto agli altri quando non potete avere voi, se le cose che vi ho detto le sapete ma non le fate, allora voi fate parte del popolo ignorante e quel che avete ve lo meritate: perciò non lamentateci se vi trattano come siete trattati !

Ogni partito, ogni ideologia, mirano a esaltare e moltiplicare gli stimoli che l'ambiente ha sull'individuo e tengono invece in nessun conto gli impulsi interiori dell'uomo,l'autocontrollo. Ogni partito, ogni ideologia promettono beni materiali, istituzioni sociali, una vita più facile e più giusta; ma quale partito, quale ideologia lavora per un uomo intimamente nuovo? Tutti promettono qualche cosa che si fonda sul valore dei sensi, tutti parlano di una diversa organizzazione della società, mentre quella che occorre è una nuova coscienza individuale. Può, questa, venire dalla politica?

Se è vero che un solo sistema non sarà mai sufficiente a contenere tutte le occasioni diverse e contraddittorie della vita di un popolo, né due, né cento sistemi potranno mai dare quello che l'individuo, il singolo deve trovare personalmente: “la coscienza individuale e quindi la coscienza sociale”.

La politica può solo indurre i cittadini ad una simile conquista: indurre, non di più ! Intimamente lo sapete, ma fate finta di ignorarlo perché sperate di gettare il peso della vostra stessa rigenerazione sulle spalle di un salvatore, di un dittatore o di un governo: legalità corrotte o corruzione legalizzata. E se il dovere di ogni buon governo, in fatto di politica interna, è quello di indurre i cittadini a migliorarsi, ad arricchirsi interiormente, oltre che a creare migliori condizioni di vita, ad impedire ingiustizie e sperequazioni, la politica estera non può essere volta ad ottenere tutto questo soffocando altri popoli ed altre nazioni.

Checché ne dica il buon Machiavelli, il futuro della politica corre su binari che riconoscono e rispettano i diritti di ogni uomo e quindi di ogni popolo. Se questo si chiami “moralità”, non lo so, né mi interessa il saperlo. So solo che diversamente da così non sarebbe giusto agire da nessun punto di vista, neppure dal semplice punto di vista della sopravvivenza dell'umanità.

Come è giusto che, in una società giusta, ad ogni individuo vengano riconosciuti gli stessi diritti, indipendentemente dal suo nascere in una famiglia o l'altra, dal suo ricoprire una carica o l'altra, una posizione o l'altra, e ciascuno abbia la possibilità di realizzarsi, assistito dalle istituzioni sociali; così non sarebbe giusto, e non è giusto che esistano popoli e nazioni sottosviluppati o, peggio ancora, che paghino con la loro miseria il benessere di altri.

E se vi sono degli uomini in buona fede che credono che questi ideali possano essere raggiunti dalla politica, e vivono dimenticando se stessi, protesi a questi loro ideali, essi sono i veri politici, degni del massimo rispetto e della più grande ammirazione. Volentieri io bacio la terra da loro calpestata.

Ma non posso non rivolgermi a quelli che in buona fede non sono, ai falsi politici, per dire loro: “Voi che avete ricevuto un mandato dalla collettività e di esso vi servite per il vostro tornaconto; voi che usate il potere per fini egoistici, che profumatamente fate pagare quello che gratuitamente avete ricevuto; che caricate di peso gli altri senza portare neppure una piccola parte di quel peso; che facilmente e generosamente promettete, perché è facile promettere quando non ci si fa carico di mantenere, voi siete in tutto simili a chi opera la magia nera. Voi che favorite chi può favorirvi, che adulate chi può danneggiarvi, che nella propaganda dei giusti principi celate la vostra corruzione, la faziosità, la parzialità; voi siete in tutto simili ai falsi profeti operatori di iniquità.

E voi che, nascostamente agli occhi degli uomini, manovrate la violenza nel mondo, non vi illudete di rimanere sconosciuti a Chi sa quanti sono capelli sul vostro capo e ha contato le cellule del vostro corpo e conosce perfino i vostri pensieri più riposti! Udendo queste mie parole, voi certo sorriderete. Una cosa è sicura: fra venti, trent'anni,Voi come uomini sarete cenere, ma i vostri crimini rimarranno ad accusarvi.

E mi rivolgo anche a voi, giovani popoli; simili a voi, giovani militanti politici in buona fede, mandati allo sbaraglio come carne da prima linea per spedizioni punitive, siete sicuri di non essere ingannati da chi vi aizza? Siete certi di seguire, di servire il vostro ideale? Perché, quando si tratta di aiutare il prossimo non è lecito chiedersi nulla, ma si ha il dovere di domandarsi tutto quando lo si può danneggiare.

E infine voi, poveri cristi, ai quali è stato carpito il voto con la promessa di far cessare la vostra condizione di subordinazione e di bisogno; che avete dato fiducia e siete stati traditi, non abbiate rancore per chi vi ha ingannato, per chi cerca nella vostra debolezza, nel vostro stato di necessità la propria forza, la propria affermazione. Considerate costoro per quello che sono.

In verità vi dico ch'essi sono assai peggiori di chi ruba le cose sacre.
Ma neppure voi siete alieni da responsabilità, perciò non compiangetevi.
• Perché aspettare la rivoluzione per rendere più semplice la vostra vita?
il razionamento, per liberare il vostro vivere del superfluo?
• Perché attendere il peggio per ispirare il vostro agire alla solidarietà?
• Altre guerre, per capire che una società, un popolo, una civiltà che si fonda sulla corsa al potere, al guadagno, ad ogni forma di vantaggio materiale, è un tradimento dell'umanità?
Questi interrogativi pesano sulle vostre coscienze: ignorarli significa rendere inevitabile il peggio. Chi ha orecchi, intenda!

Kempis


P.S. Mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione, Grazie !






Mentre leggevo, pensavo, riflettevo, mi sentivo affascinato dalle parole del maestro Kempis. Ho sentito che qualcosa mi ha fatto prendere maggiore consapevolezza, mi ha fatto risvegliare da uno stato di sfiducia che durava da moltissimi anni (dall'epoca di Craxi). Titti, Grazie! Non abbandoniamo questo argomento. E prego gli altri, tanti altri, di intervenire, di dire il loro pensiero. Sono fiducioso che ciò avvenga. cesare




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TittiMendoza 3 Oggetto: Politica e spiritualità  25 Mag, 2006 - 18:41  Profilo Rispondi citando   

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Cari amici di questo Topic,
con l’intento di approfondire il soggetto che stiamo cercando di capire, mi onoro di fare da portavoce alle parole del Maestro spirituale Kempis.

Ho tratto alcuni stralci dagli scritti che trattano questo argomento, al fine di prendere in considerazione anche il lato spirituale del problema: “Politica e Politici”.

Collaboro volentieri alle vostre richieste di approfondimento con le mie modeste conoscenze, sicura che anche voi ne abbiate da condividere. Ricordiamoci che ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire a spianare la strada ad un mondo migliore, per noi e per gli altri. Proponete le vostre idee, discutiamole e, anche se queste non cambieranno il mondo…. almeno cambieranno la nostra consapevolezza e le nostre coscienze.


Politica e Politici
Insegnamento del Maestro Kempis


Difficilmente in uno stesso paese e quasi nel medesimo tempo, sono nati tanti uomini, poi divenuti illustri, come nell'antica Grecia. Terra meravigliosa che ha dato i suoi natali ad uomini che si sono espressi incisivamente in ogni campo del pensiero umano. Di che cosa non è stata culla l'antica Grecia? Si dice perfino della politica. La si dice figlia di Platone e di Aristotele, perché di questi due grandi sono le prime opere scritte che di politica trattino. Ma di questa paternità ho i miei dubbi, perché se è vero che la politica è la « scienza del governare », non c'è dubbio che essa abbia origini assai più antiche.

Una cosa è certa: in ogni tempo, fare della politica ha significato usare l’arte dell’inganno.
Caricarsi sulle spalle una situazione gravosa, lo si fa solo se si è masochisti o per autopunirsi. Oppure se si è spinti da uno slancio di amore e di desiderio di aiutare. Altrimenti, nessuno vorrebbe accollarsi una situazione che gli porterebbe solo affanni e fatiche.
Chissà quale di queste motivazioni spinge i vostri politici a voler assumere il governo del paese che, a detta di tutti, si trova in condizioni di sfascio generale. Certo, è il desiderio disinteressato di correggere le cose e portarle all'efficienza, altrimenti si dovrebbe pensare che "governare “, o far finta, porta dei vantaggi personali tali da compensare il rischio di non riuscire e il conseguente discredito che dovrebbe venire a chi non ha saputo risolvere i problemi che si era accollato, perché, me lo consentirete, chi fallisce, almeno la faccia dovrebbe perderla.
Invece, qui sembra che tanto più uno fallisca o, dai fatti, si dimostri incapace, e tanto più diventi un'autorità politica.

Il Vangelo dice che non si deve perdonare sette volte, ma settanta volte sette; perciò perdonate agli incapaci, non serbate loro rancore! Ma una buona volta mettiamoli da una parte. Se non altro per far vedere, a chi volesse tentare al loro posto, il rischio che corre.

Può sembrare poco caritatevole questo puntare il dito sugli errori o l'incapacità altrui, però quando si riveste una carica pubblica che ha certe finalità, non si può e non si deve servirsi di quella veste per fare i propri interessi personali, e soprattutto non si può essere esonerati dalle responsabilità conseguenti ai propri errori e alle proprie incapacità. Questo non lo dico io: è previsto dal vostro ordinamento giuridico.
Allo stesso modo, chi fa parte di una istituzione religiosa, ad esempio, non può predicare bene e pescare nel torbido. Non deve servirsi della sua posizione per occultare atti condannabili dalla legge e dalla morale. Altrimenti se ne stia fuori,corra il rischio di chi non può nascondersi dietro a paraventi filantropici….

Rivestire una carica pubblica significa servire la collettività, quindi la logica da seguire è quella di dare, non di ottenere per se stessi. Mentre anche solo sostenere un partito politico, per moltissimi, significa attuare sul piano della vita concreta i deteriori aspetti della religiosità, come quello di farsi seguaci per ottenere vantaggi personali. A tacere poi del fanatismo che impedisce di comprendere, di essere equanimi, virtù che ogni uomo dovrebbe avere.
La mia critica, dice il Maestro Kempis, è rivolta, prima di tutto, alle persone perché sono quelle in difetto, prima che il sistema sociale. Perciò, innanzitutto, sono le persone che debbono cambiare.
Queste cose vi dico perché troviate il coraggio di essere onesti nella disonestà generale. “Perché?” , mi chiedete? Semplice: “Se vi sembra che le cose non vadano bene in questa generale dissolutezza, adoperatevi per cambiarle con quanto potete fare, cioè essendo voi stessi onesti. Certo, direte voi: "Noi siamo una goccia che poco peso nel mare” tuttavia, quello è quanto vi spetta di fare.

E il fatto che se anche lo fate non porti conseguenze generali, non giustifica la vostra lacuna, non vi sottrae da quella catena di responsabilità che finirà col rendere inevitabile un effetto traumatico.
Poi, dimenticate le ragioni per cui tale effetto si è determinato, vi sembrerà ingiusto che ne soffriate le conseguenze, mentre altro non sarà che la naturale conseguenza di un passato comportamento errato. E a proposito di causa e di effetto , se siete fra quelli che non si interessano della politica del vostro paese, o se ve ne interessate solo per i vantaggi che possono venirvene, o se ponete attenzione alla politica solo se tocca i vostri interessi, se ritenete giusta una decisione solo perché ha la paternità del vostro partito, se scendete in piazza solo quando ve lo dicono, se vi sembra giusto che sia tolto agli altri quando non potete avere voi, se le cose che vi ho detto le sapete ma non le fate, allora voi fate parte del popolo ignorante e quel che avete ve lo meritate: perciò non lamentateci se vi trattano come siete trattati !

Ogni partito, ogni ideologia, mirano a esaltare e moltiplicare gli stimoli che l'ambiente ha sull'individuo e tengono invece in nessun conto gli impulsi interiori dell'uomo,l'autocontrollo. Ogni partito, ogni ideologia promettono beni materiali, istituzioni sociali, una vita più facile e più giusta; ma quale partito, quale ideologia lavora per un uomo intimamente nuovo? Tutti promettono qualche cosa che si fonda sul valore dei sensi, tutti parlano di una diversa organizzazione della società, mentre quella che occorre è una nuova coscienza individuale. Può, questa, venire dalla politica?

Se è vero che un solo sistema non sarà mai sufficiente a contenere tutte le occasioni diverse e contraddittorie della vita di un popolo, né due, né cento sistemi potranno mai dare quello che l'individuo, il singolo deve trovare personalmente: “la coscienza individuale e quindi la coscienza sociale”.

La politica può solo indurre i cittadini ad una simile conquista: indurre, non di più ! Intimamente lo sapete, ma fate finta di ignorarlo perché sperate di gettare il peso della vostra stessa rigenerazione sulle spalle di un salvatore, di un dittatore o di un governo: legalità corrotte o corruzione legalizzata. E se il dovere di ogni buon governo, in fatto di politica interna, è quello di indurre i cittadini a migliorarsi, ad arricchirsi interiormente, oltre che a creare migliori condizioni di vita, ad impedire ingiustizie e sperequazioni, la politica estera non può essere volta ad ottenere tutto questo soffocando altri popoli ed altre nazioni.

Checché ne dica il buon Machiavelli, il futuro della politica corre su binari che riconoscono e rispettano i diritti di ogni uomo e quindi di ogni popolo. Se questo si chiami “moralità”, non lo so, né mi interessa il saperlo. So solo che diversamente da così non sarebbe giusto agire da nessun punto di vista, neppure dal semplice punto di vista della sopravvivenza dell'umanità.

Come è giusto che, in una società giusta, ad ogni individuo vengano riconosciuti gli stessi diritti, indipendentemente dal suo nascere in una famiglia o l'altra, dal suo ricoprire una carica o l'altra, una posizione o l'altra, e ciascuno abbia la possibilità di realizzarsi, assistito dalle istituzioni sociali; così non sarebbe giusto, e non è giusto che esistano popoli e nazioni sottosviluppati o, peggio ancora, che paghino con la loro miseria il benessere di altri.

E se vi sono degli uomini in buona fede che credono che questi ideali possano essere raggiunti dalla politica, e vivono dimenticando se stessi, protesi a questi loro ideali, essi sono i veri politici, degni del massimo rispetto e della più grande ammirazione. Volentieri io bacio la terra da loro calpestata.

Ma non posso non rivolgermi a quelli che in buona fede non sono, ai falsi politici, per dire loro: “Voi che avete ricevuto un mandato dalla collettività e di esso vi servite per il vostro tornaconto; voi che usate il potere per fini egoistici, che profumatamente fate pagare quello che gratuitamente avete ricevuto; che caricate di peso gli altri senza portare neppure una piccola parte di quel peso; che facilmente e generosamente promettete, perché è facile promettere quando non ci si fa carico di mantenere, voi siete in tutto simili a chi opera la magia nera. Voi che favorite chi può favorirvi, che adulate chi può danneggiarvi, che nella propaganda dei giusti principi celate la vostra corruzione, la faziosità, la parzialità; voi siete in tutto simili ai falsi profeti operatori di iniquità.

E voi che, nascostamente agli occhi degli uomini, manovrate la violenza nel mondo, non vi illudete di rimanere sconosciuti a Chi sa quanti sono capelli sul vostro capo e ha contato le cellule del vostro corpo e conosce perfino i vostri pensieri più riposti! Udendo queste mie parole, voi certo sorriderete. Una cosa è sicura: fra venti, trent'anni,Voi come uomini sarete cenere, ma i vostri crimini rimarranno ad accusarvi.

E mi rivolgo anche a voi, giovani popoli; simili a voi, giovani militanti politici in buona fede, mandati allo sbaraglio come carne da prima linea per spedizioni punitive, siete sicuri di non essere ingannati da chi vi aizza? Siete certi di seguire, di servire il vostro ideale? Perché, quando si tratta di aiutare il prossimo non è lecito chiedersi nulla, ma si ha il dovere di domandarsi tutto quando lo si può danneggiare.

E infine voi, poveri cristi, ai quali è stato carpito il voto con la promessa di far cessare la vostra condizione di subordinazione e di bisogno; che avete dato fiducia e siete stati traditi, non abbiate rancore per chi vi ha ingannato, per chi cerca nella vostra debolezza, nel vostro stato di necessità la propria forza, la propria affermazione. Considerate costoro per quello che sono.

In verità vi dico ch'essi sono assai peggiori di chi ruba le cose sacre.
Ma neppure voi siete alieni da responsabilità, perciò non compiangetevi.
• Perché aspettare la rivoluzione per rendere più semplice la vostra vita?
il razionamento, per liberare il vostro vivere del superfluo?
• Perché attendere il peggio per ispirare il vostro agire alla solidarietà?
• Altre guerre, per capire che una società, un popolo, una civiltà che si fonda sulla corsa al potere, al guadagno, ad ogni forma di vantaggio materiale, è un tradimento dell'umanità?
Questi interrogativi pesano sulle vostre coscienze: ignorarli significa rendere inevitabile il peggio. Chi ha orecchi, intenda!

Kempis


P.S. Mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione, Grazie !




Danette 18 Oggetto:   25 Mag, 2006 - 14:42  Profilo Rispondi citando   

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sono in assoluta sintonia con quanto scritto da Tittti Mendoza nell'intervento riguardo l'olistica....pur consapevole che è UTOPIA. Ora son curiosa di leggere dove si andrebbe a parare, visto e considerato che non conosco nessuno, ohimè ................. che farebbe politica come descritto dalla nostra amica che tante cose stupende ha detto in questo topic. Il discorso è veramente interessante.



  • Continuate, vi prego, cari amici. Si sa mai che un'utopia possa DIVENIRE realtà di n sogno mai realizzato e sempre sognato!!!!!!

paelesse Oggetto:   25 Mag, 2006 - 14:38  Profilo Rispondi citando   

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frequento ,questi forum ,da tempo e sempre con molto interesse,mi piace sentire commenti e proposte che vengono da persone ,si intelligenti e preparate,ma non prorio da addetti ai lavori per i quali ci sono giornali e televisioni.
Intervengo molto raramente ed ultimamente non riuscendo piu' ad entrare,veramente sentivo la vostra mancanza,specialmente di quelle persone che ci sono spesso e per le quali ,pur non essendo sempre daccordo,nutro una sincera stima.
Una delle prime che ricordo di aver notato per la sua preparazione ,intelligenza ed anche calma nel modo di esporre le sue opinioni per quanto riguarda la politica in particolare modo era ed e' Margine che adesso pero' mi sembra che sia un po' cambiata ,nel senso abbia perso un po' della sua calma o pazienza,insomma si stufa un po' troppo alla svelta ,non so se 'e solo un'impressione....
Quello che volevo comunque dire ,citando pure fenice,cesare,va bene e tutte/i gli altri che non mi vengono in mente,e' un invito che vi faccio a continuare a scrivere e tenere in vita questi forum con il vostro contributo,sempre intelligente e qualificato....
Ricordo fino a diversi mesi fa la presenza di un tipo un po' esagerato ed a volte offensivo che adesso non vedo piu' o ha cambiato nik,e che spesso era in forte scontro con margine..in un certo senso mi spiace perche' anche se a volte esagerava ,anzi spesso esagerava...contribuiva pero' ad accendere un po la discussione...
Daccordissimo con quanto dice fenice a proposito dei nostri parlamentari...penso solo che la lista pecchi per difetto...
Ho lavorato molti anni all'estero e negli anni 80 ricordo, un collega danese che mi raccontava di un primo ministro di allora costretto senza tanti discorsi a dimettersi dalla sera alla mattina perche ad un pranzo di stato ufficiale risultarono due invitati in piu' ,uno zio ed un nipote.......quando potranno accadere cose simili da noi??

Scusate il mio essermi dilungato ,ma la sintesi non e' il mio pregio , e visto che intervengo raramente ...una volta ogni tanto sopportatemi..ciao buona giornata
Sticla Oggetto: grazie!  25 Mag, 2006 - 14:32  Profilo Rispondi citando   

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grazie!questa discussione mi piace molto...ma scusate, la notte non dormite mai?
nanna 14 Oggetto: spese dei parlamentari  25 Mag, 2006 - 14:12  Profilo Rispondi citando   

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Sono pienamente d'accordo con quanto scrive FENICE.
Il problema è di come fare per ottenre ciò che appare ovvio!!!!

fenice Oggetto:   25 Mag, 2006 - 13:52  Profilo Rispondi citando   

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Brava Titti, faccio mia la tua risposta a Margine.

Allora, io cercherei una via di mezzo tra la tua prima proposta e quella di Margine:

Perchè un parlamentare con uno stipendio che molti di noi non si permetterebbero neppure di sognare, poi non si può pagare tutto?
Quindi, che lascino pure il loro lavoro per dedicarsi completamente al compito per il quale sono stati eletti, ma che comincino a pagarsi :

TELEFONO CELLULARE TESSERA DEL CINEMA - TESSERA TEATRO - TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA- FRANCOBOLLI -VIAGGI AEREO NAZIONALI CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE PISCINE E PALESTRE FS AEREO DI STATO
AMBASCIATE - CLINICHE - ASSICURAZIONE INFORTUNI - ASSICURAZIONE MORTE- AUTO BLU CON AUTISTA- RISTORANTE

Esattamente come fanno tutti i cittadini che guadagnano molto meno di loro!
Cesare1° Oggetto: si ricuce!?  25 Mag, 2006 - 12:51  Profilo Rispondi citando   

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Inizio rispondendo a quanto è stato scritto da Titti nella parte conclusiva del suo intervento. Personalmente non mi pongo il problema di piacere o non piacere, anzi a me piacciono tutti, e soprattutto “tutte” in particolare, specialmente sul piano spirituale. E’ mia indole porgere incondizionatamente sempre un sorriso alla persona che incontro sul mio cammino, sperando che riesca sempre in positivo. Se il mio intervento è stato, per mia fallibilità, provocatorio o altro di poca piacevolezza, quindi irritante, chiedo perdono per non essere stato felice nella riuscita del mio intento che è sempre di sincero desiderio di scambievole espressione di profonda e sincera amicizia. Margine, ti prego, se qualcosa ti ha ferito, dimenticalo. Te ne sono immensamente grato.
Al discorso iniziato da Titti possiamo subito riallacciarci per proseguire, con altri buoni amici, e ovviamente amiche, prendendo maggiore coscienza e conoscenza del problema che sta a cuore a tutti. Azzardo, concludendo, che l’argomento sta a cuore soprattutto ai nostri rappresentanti politici. Un caro saluto. ‘U pazze.


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TittiMendoza Oggetto:   25 Mag, 2006 - 11:36  Profilo Rispondi citando   

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Hei ragazzi, ma che succede ?..... Cominciamo bene….. vorremmo cambiare le cose del Mondo, ma non riusciamo a capirci neanche tra noi?

Allora, io penso che non sia il caso di drammatizzare i punti di vista di due rispettabili menti come quelle di Margine e di Cesare, quindi cercherò di fare da moderatrice…. (se ci riesco e se me lo permettete, anche se non mi piace tanto il ruolo, una volta ci ho provato, ma mi sono trovata su un campo di battaglia non piacevole…. Per i miei gusti…).

Quelle che seguono sono mie osservazioni e miei punti di vista, privi da congetture.

Comincio col dire che ammiro molto Margine in quanto sa esprimere ciò che pensa molto esplicitamente, con rispetto ed intelligenza. Cesare si distingue per la sua sagacità, per l’umorismo e per le bacchettature…. che a volte lancia a destra e a manca a chi, secondo il suo punto di vista, non segue una certa logica, ma lo fa sempre in modo affettuoso e mai aggressivo o volgare. A volte però, il suoi modi calienti... d’esprimere, possono ferire qualche animo più sensibile al quale, giustamente, non piace essere bacchettato o ricevere giudizi di sorta.
Detto questo, proseguo rispondendo agli scritti di Margine e di Cesare.
Al soggetto da me esposto: “Politica palindroma” (senza alcuna intento di crearne un caso…), Margine risponde:

(scelgo alcuni stralci)

La romantica idea che un parlamentare debba continuare a svolgere la sua professione anche durante il mandato, mi sembra improponibile e neanche la condivido, perché io non vorrei che chi si deve occupare dello Stato, e quindi anche dei miei problemi, lo facesse nei ritagli di tempo. Vorrei invece che studiasse, si informasse, lavorasse perché le sue decisioni fossero supportate da un bagaglio di conoscenze molto superiori a quelle che ha un comune cittadino.

Per me è coerente e logico il tuo punto di vista Margine, anche se conosco tante persone che fanno un ottimo volontariato, pur continuando i propri impegni lavorativi e osservando gli obblighi familiari, (è sempre questione di organizzazione e buona volontà), ma questo, ricordiamolo, è il mio punto di vista….

Margine continua facendo notare quanto segue:

Francamente trovo invece disgustosi gli stipendi attribuiti a calciatori, presentatori televisivi di trasmissioni deficienti e di tutte quelle professioni che in genere non comportano un grande sforzo di conoscenza nè un grande impegno sociale: a guardar bene l’unica giustificazione della loro alta misura è che smuovono valanghe di soldi che, prelevati dalla tasche nostre quando compriamo un prodotto, vanno a finire nelle tasche di pochi. Tanto per fare un esempio, a me non sta bene affatto che se compro un paio di mutande, io contribuisco a far diventare ricchi (e probabilmente molto più che un parlamentare) il titolare della ditta che le produce e una Valeria Marini qualsiasi che fa pubblicità a quella biancheria per il solo merito di aver un bel culo.

In questo stralcio Margine ha fatto uno spaccato molto ironico della realtà in cui viviamo, è tutto vero e condivisibile ciò che esprimi, però, secondo me, la distinzione tra i soggetti da te citati e i politici, sta nel fatto che i primi non toccano i nostri portafogli, se non decidiamo di farglielo fare, mentre i secondi non ci chiedono neanche il permesso, detraggono tutto automaticamente dalle nostre tasche…. Ma questo, ancora una volta è il mio parere che non intende assolutamente prevaricare il tuo o quello di altri.

Poi prosegui, e qui vorrei virtualmente stringerti la mano!

Io penso infatti che ad essere tutti appiattiti su un medesimo punto di vista non si costruisce niente, mentre è dal confronto che qualcosa di nuovo può scaturire. A meno che lo scopo della discussione non sia, in verità, un altro e sia quello della ricerca di un consenso consolatorio. Ma questo, sinceramente, non arrivo a pensarlo né di te né di nessun altro.
Brava ! il concetto mi è piaciuto e lo sottoscrivo….

Poi, cara Margine, mi dispiace il modo in cui concludi, sia tu che Cesare, gli interventi.
Dopo aver letto la risposta del nostro amico Cesare, che senz’altro, con le sue espressioni, non aveva alcuna intenzione di ferire, hai affermato:

Ecco, adesso sì che sono, se non proprio infuriata, un po’ irritata nel vedere per l’ennesima volta travisato lo stato d’animo con cui intervengo nelle discussioni. Sarà certo colpa mia e colpa del mio modo di esprimermi: dunque è meglio che taccia. Auguro a tutti buon proseguimento
E Cesare aggiunge: forse è meglio che io mi fermi, e che stia zitto. vero

E no ! che facciamo ? Chi ti ha detto Margine, che tutti travisano lo stato d’animo con cui intervieni ?
E a te Cesare che dici:
Mi ritiro. Non sono adatto per queste cose molto importanti. Mi sento inadeguato. Sono terra terra. forse è meglio che io mi fermi, e che stia zitto. Sono Un asino, solo un asino in piena coscienza di esserlo. Questa è la realtà! ‘U pazze!
Mi pare che in napoletano ci sia un espressione che dica (non so scriverlo in dialetto…) ma suona così:
“Sei tu che metti e che togli il mese di 31 ! “


Ma sii cincero Cesare, chi si è mai sognato di dirti o pensare certe cose di te ? Anche se c’è da apprezzare che in nome della “Par Condicio” ti bacchetti da solo…..

Cesare, ormai i tuoi interventi sono diventati così indispensabile nei nostri Topic, che se non ci fossero sarebbe come togliere il sole a Napoli !…..

In conclusione, cari amici Margine e Cesare, dico che io parto sempre dal presupposto che non possiamo piacere a tutti, perciò ho imparato a dedicare la mia energia all’altra parte, quella a cui piaccio e mi apprezza e mi stima per quella che sono, così, ricevo uno scambio umano più genuino, privo da pregiudizi o fasulli sorrisi di convenienza e cortesia.

A voi e a tutti gli amici di Forum va il mio augurio per una
Felice e serena giornata !
Cesare1° Oggetto: Solo tre di noi.  24 Mag, 2006 - 19:15  Profilo Rispondi citando   

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AHAHAH……
CHE RISATEEEEEEEEEE!
Abbiamo preso parte all’inizio di una importante e fondamentale discussione per l’esistenza dell’umanità, solo tre di noi. E abbiamo messo in forse i rapporti della convivenza umana. A questo punto, punto di partenza, io faccio una cosa: Mi ritiro. Non sono adatto per queste cose molto importanti. Mi sento inadeguato. Sono terra terra. Mi sento responsabile come fondatore della “torre di Babele”. Lascio il campo agli altri più capaci di me. Mi metto alla finestra ad osservare e ad ascoltare. Devo ancora imparare. Ma non è questo un comportamento che lascia spazio ad altri che gestiscono ( e pretendono di farlo) se non me, le cose che mi interessano?
Titti Mendoza ha parlato della sua Svizzera, ci ha fatto intravedere tante cose interessanti, bellissime. Sembrava che leggessimo qualcosa che sa di paradisiaco. Margine si è innervosita ed ha concluso dichiarando di mettersi alla finestra. Ed io? Un asino, solo un asino in piena coscienza di esserlo. Questa è la realtà!
Se ci sono altri capaci di iniziare un discorso costruttivo si facciano avanti. Sono ben lieto di leggere ciò che dicono e propongono. Ecco. Adesso sorge il problema: Cosa dobbiamo a questi signori, e cosa pretendiamo da essi? Poi, poi mi sorge un altro dubbio. Non è forse meglio prendere a modello il sistema svizzero? Poi, poi, poi, ….. forse è meglio che io mi fermi, e che stia zitto. AHAHAHAHAH!
E’ UNA SONORA RISATA, OPPURE LA CONCLUSIONE DI UNO SFOGO LIBERATORIO?
BOH!
‘U pazze!
AHAHAHAHAHAH!!!!!!!!!!


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TittiMendoza Oggetto:   24 Mag, 2006 - 17:22  Profilo Rispondi citando   

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Premetto che non sono un’esperta di politica e che, in generale, mi piace vedere le cose oggettivamente, magari osservarle anche dal lato filosofico, viaggiando così su strade che potrebbero sembrare utopiche o che invece, potrebbero dimostrarsi germogli d’innovazioni in incubazione….
In ogni caso, quella che segue è la mia opinione: è così che immagino possa essere un ideale governo dell’Isola che ancora non c’è…..
Devo però fare una introduzione al discorso, che non si distanzia affatto dal soggetto, anzi lo mette più in evidenza.
Comincio col dire cosa dovrebbe essere indispensabile e perché. Come prima cosa abolirei tutti i partiti. L’etimologia della parola Partito dice: -“Partito, dal latino “partitus” che significa dividere. Raggruppamento di persone con idee, intenti e gusti comuni, diversi però dall’universale.(Cosa vuol dire: “diversi però dall’ Uni – Versale ?”
Insegnano i Maestri di Saggezza, che fino a quando ci saranno distinzioni tra colori, razze, nazioni, religioni, partiti politici e via dicendo, l’umanità sarà frammentata, indebolita e dispersiva, oltre a sentirsi indotta alla necessità di combattere il diverso.

Non dovremmo considererare le cose come due poli opposti e distinti, questa visione dualistica della vita, in generale, ha portato, porta e porterà sempre grandi squilibri. Non vedremo mai la bellezza e l’intelligenza che offre il tutt’Uno, Uni – Verso, ( in latino Unus- versus = Vertere, volgere, raccolto in una unità, intiero).

E’ uno sbaglio quindi, essere a favore della Pace e contro la guerra, a favore della salute e combattere la malattia, preferire il bello e distruggere il brutto perché, come la figura cinese che rappresenta lo Ying e Yang dimostra, non esiste un lato preferibile, in quanto tutti e due sono ugualmente necessari e complementari: cooperano armoniosamente insieme, ognuno riempiendo i vuoti che l'altro lascia, come il simbolo del giorno viene utilizzato per le attività, ma la notte è necessaria per riposarsi e ristorare il corpo. Maschio e femmina sono destinati a cooperare, ad integrarsi e sostenersi a vicenda, non a combattersi.
Ecco perché, eliminati le centinaia di partiti e partitini che indeboliscono l’unità, le cose dovrebbero cominciare ad andare meglio. Ora veniamo al dunque: una volta eliminati i partiti, quale o come sarà l’identita del Governo ? Quale sarà la mansione del politico ? Ci viene ancora in aiuto l’etimologia della parola: “Politico” .
Politico = che concerne lo stato e il suo governo. Colui che regola gli affari di stato, uomo accorto e sagace.

Uomo accorto e sagace ed aggiungerei: privo di scopi di lucro e di potere. Ma come facciamo a sapere chi scegliere e, se sono l’uomo o la donna giusti ?
Partiamo dal fatto che oggi, ognuno ha il politico o il partito che si merita…. perché l’ha votato e gli ha dato il potere di gestire la propria vita e quella della sua comunità di partito e, chi ha colpa del suo mal pianga se stesso…..

Nel mio precedente scritto avevo sperato che le cose potessero un giorno cambiare, quando finalmente le nostre coscienze si fossero risvegliate nelle Urne e ribellate ai soprusi, e sono certa che questa speranza non appartenga all’utopia, ma alla buona volontà e alla voglia di assumersi le proprie responsabilità.

Penso che non dovremmo più accontentarci delle promesse, delle parole e delle frasi retoriche fatte dai politici prima delle elezioni, dovremmo cominciare a pretendere i fatti: sapere chi è la persona, quale etica persegue nella sua vita, quali vittorie e quanti progressi ha fatto conquistare alla comunità col suo operato, quali sono le sue entrate finanziarie e come le ha raggiunte, come pensa di utilizzare il voto del nostro consenso, quali obbiettivi si prefigge di raggiungere e quanto si senta capace di concretizzarle.
Il suo impegno sarà remunerato, ma a ore, pagato a secondo l’impegno e i risultati che dimostra d’aver raggiunto. Esclusi i privilegi di ogni tipo, se non assolutamente necessari allo svolgimento delle mansioni. Il suo guadagno dovrebbe meritarselo dimostrando con i fatti i risultati ottenuti.

E noi? Che altro possiamo pretendere ? Di più....Un controllo personale accurato, fatto da accertamenti legali. Come per un qualsiasi inventario commerciale, ogni sei mesi o un anno, esigere la pubblicazione ufficiale delle pagelle parlamentari. Chi riceve brutti voti sarà bocciato e sostituito attraverso un referendum popolare. Quindi, i loro posti di lavoro diventerebbero, a giusta ragione, precari....

A proposito di “Referendum”, qui in Svizzera si fanno referendum a iosa…. Anche per le cose che a noi italiani potrebbero sembrare inutili. Ma l'importante alla fine, è che quasi sempre è il popolo a decidere cosa si deve o non si deve fare.

Noi invece, una volta fatte le elezioni e scelti i candidati, affidiamo tutte le decisioni da prendere a quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti e che tutto fanno tranne che rappresentare i nostri veri interessi.

Anche il presidente della Repubblica, perché devono sceglierlo i partiti ? Non è il presidente di tutti? Ci dessero una rosa di nomi e le informazioni che ho esposto sopra e poi con un Referendum.... decidiamo noi chi scegliere alla presidenza della Repubblica, come per il Senato e per il Parlamento. A queste condizioni, vi garantisco che molti si asterrrebbero dal candidarsi come parlamentari.... e caricarsi di ulteriori responsabilità.

In conclusione vorrei dare una visione olistica del Governo ideale: dovrebbe rispecchiare un corpo umano, con le sue funzioni organiche e funzionali. Nel corpo umano ogni organo fa il suo dovere, rispettando così le funzioni degli altri organi, al fine comune di raggiungere il benessere totale dell’organismo. Non ci sono Capi né Partiti, tutti occupano un posto di massima importanza per la sopravvivenza. Ci ammaliamo quando uno di loro decide di far sciopero e non collaborare più con gli altri, ma anche in questo caso abbiamo noi la scelta: o curarlo bene o estirparlo e, se necessario, sostituirlo con un trapianto……

Bene qui termina la mia analisi….. per il momento. Mi scuso con quanti non fossero d’accordo con le mie visioni…., importante è il confronto per misurarci e crescere, cercando umilmente di capire e rispettare anche le diverse opinioni.
Cesare, ma tu che intenzioni hai? Fare un Referendum organizzato dalle firme degli anziani? In ogni caso ascolto volentieri quanto esporrete. Con quanto detto, mi auguro d'aver risposto anche alla domanda postami da Fenice.
Un cordiale saluto
Margine Oggetto:   24 Mag, 2006 - 16:56  Profilo Rispondi citando   

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Cesare, francamente mi piacerebbe capire da dove tu legga che io ho la lancia in resta. Mi esorti alla calma, addirittura, come se fossi infuriata. Ma di che? Ho solo voluto scrivere le cose che mi sono venute in mente nel leggere gli interventi precedenti, sia che fossero in accordo che in disaccordo con quanto espresso da altri. E questo proprio per l’amore della “costruzione” che tu invochi. Io penso infatti che ad essere tutti appiattiti su un medesimo punto di vista non si costruisce niente, mentre è dal confronto che qualcosa di nuovo può scaturire. A meno che lo scopo della discussione non sia, in verità, un altro e sia quello della ricerca di un consenso consolatorio. Ma questo, sinceramente, non arrivo a pensarlo né di te né di nessun altro.

Ecco, adesso sì che sono, se non proprio infuriata, un po’ irritata nel vedere per l’ennesima volta travisato lo stato d’animo con cui intervengo nelle discussioni. Sarà certo colpa mia e colpa del mio modo di esprimermi: dunque è meglio che taccia.
Auguro a tutti buon proseguimento,
Margine

Cesare1° Oggetto: Chi ben incomincia è alla metà dell'opera.  24 Mag, 2006 - 14:43  Profilo Rispondi citando   

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Il tuo intervento, cara amica Margine, sembra l’INDICE di un ampio e importante trattato! Tutto interessante, ma molto condensato. Bene! Vale come INDICE, appunto.
Uno alla volta, per carità! Mi è piaciuto l’argomento dei calciatori (ricordo Maurizio Mosca!).
Permetti? Sei entrata “con la lancia in resta” e con intenzioni bellicose. Ripeto: Calma!
Segui questo argomento, come esorto tutti a seguirlo. Io vorrei discutere con calma, con pacatezza, con serenità. Se fosse possibile tirare in ballo le persone interessate, meglio se dicessi categorie.
Insomma, vorrei che fossimo capaci di costruire qualcosa, che mettessimo in evidenza il giusto valore che ci dovrebbe essere riconosciuto ( gli Anziani ) in maniera concreta e inconfutabile. Imporre, con la nostra coscienza, la giustezza di quanto intendiamo dire. Imporre non nel senso di usare prepotenza, bensì con la forza delle IDEE. Imporre nel senso di scuotere le coscienze, nel senso di costruire un popolo nuovo. E’ mio parere che siamo caduti in basso, che anche noi abbiamo perso “il ben del vivere civile”. Sembra di indulgere spesso su discorsi che sanno di tutto, eccetto di quanto serve per un popolo degno di essere considerato POPOLO.
Col discorso proposto,non so che cosa concluderemo, non so cosa siamo capaci di esprimere. So soltanto che fatto seriamente, è un discorso che senz’altro lascerà qualcosa che faccia bene innanzitutto a noi, e, poi ai giovani che , a mio parere, sembrano considerati gli ultimi della ruota del carro. E’ mia convinzione profonda che i giovani vengono trattati in maniera poco adeguata in una nazione che ha la pretesa di vantare una STORIA degna si essere considerata tale. Adesso mi fermo. Penso che sia già un buon avvio per il proseguimento del discorso che è stato proposto da Titti.
Chiedo comprensione. Scrivo di getto, e posso scrivere asinerie. Un caro saluto.
cesare

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Margine Oggetto:   24 Mag, 2006 - 11:57  Profilo Rispondi citando   

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Il discorso su quale sarebbe secondo il cittadino comune il giusto stipendio per un parlamentare è per me complessissimo. Bisognerebbe che sapessi molte cose che non so e che quindi non so valutare. La romantica idea che un parlamentare debba continuare a svolgere la sua professione anche durante il mandato, mi sembra improponibile e neanche la condivido, perché io non vorrei che chi si deve occupare dello Stato, e quindi anche dei miei problemi, lo facesse nei ritagli di tempo. Vorrei invece che studiasse, si informasse, lavorasse perché le sue decisioni fossero supportate da un bagaglio di conoscenze molto superiori a quelle che ha un comune cittadino. E vorrei anche che abbia una remunerazione che gli consenta una vita libera dai triboli del vivere quotidiano, per consentirgli la serenità necessaria a svolgere senza impacci il suo lavoro. La stessa cosa, in fondo, penso di tante altre professioni, come quella del chirurgo, del giudice…di tutte quelle, insomma, che comportano una forte responsabilità nei confronti degli altri. Francamente trovo invece disgustosi gli stipendi attribuiti a calciatori, presentatori televisivi di trasmissioni deficienti e di tutte quelle professioni che in genere non comportano un grande sforzo di conoscenza nè un grande impegno sociale: a guardar bene l’unica giustificazione della loro alta misura è che smuovono valanghe di soldi che, prelevati dalla tasche nostre quando compriamo un prodotto, vanno a finire nelle tasche di pochi. Tanto per fare un esempio, a me non sta bene affatto che se compro un paio di mutande, io contribuisco a far diventare ricchi (e probabilmente molto più che un parlamentare) il titolare della ditta che le produce e una Valeria Marini qualsiasi che fa pubblicità a quella biancheria per il solo merito di aver un bel culo.
Vabbeh, ma qui sto deviando il discorso e non va bene giustificare una bruttura con una bruttura più più grave.
Per tornare ai politici, per me la questione è: quanto sarebbe uno stipendio equo per loro?
A questa domanda io davvero non so rispondere, anche se a occhio e croce anche a me sembra che guadagnino troppo. Forse una soluzione sarebbe quella di differenziare i lori stipendi e pagarli in funzione inversa del loro patrimonio personale. E’ quantificare che non so…
Buona giornata,
Margine
TittiMendoza 14 Oggetto: Scusa... ho sbagliato la direzione del pollice,BRAVO!  23 Mag, 2006 - 23:50  Profilo Rispondi citando   

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Si vede che ho sonno.... se non riesco a vedere bene le direzioni dei pollici....
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