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TittiMendoza Oggetto:   10 Giu, 2013 - 11:19  Profilo Rispondi citando   

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Quando la mattina porto il mio cane a spasso, ho sempre con me l’I Pod per ascoltare musica durante la passeggiata. Stamattina, tra le tante melodie piacevoli, ho messo attenzione ad una in particolare, la famosa canzone: “SMILE” allora, come continuazione al tema proposto in precedenza, vorrei dedicarlo a chi legge questo post con un sorriso e un augurio di buona giornata ! Titti





Traduzione in italiano, delle parole del testo:

SMILE
Sorridi, anche se il cuore ti duole
sorridi, anche se si sta spezzando
quando ci sono nuvole nel cielo
ci passerai sopra
se sorridi attraverso
la tua paura e al dolore
sorridi e forse domani
scoprirai che la vita vale ancora
la pena di essere vissuta
se tu solo sorridi
illumini il tuo viso di tristezza
e nascondi ogni traccia di contentezza
ma anche se una lacrima sta per scendere
è quello il momento in cui devi
continuare a provare
sorridi, a che serve piangere?
scoprirai che la vita vale ancora
la pena di essere vissuta
se tu solo sorridi
anche se il cuore ti duole
sorridi, anche se si sta spezzando
quando ci sono nuvole nel cielo
ci passerai sopra
se sorridi attraverso
la tua paura e al dolore
sorridi e forse domani
scoprirai che la vita vale ancora
la pena di essere vissuta
se tu solo sorridi
è il momento in cui devi continuare
a sorridere, a che serve piangere?
scoprirai che la vita vale ancora
la pena di essere vissuta
se tu solo sorridi





liliana Oggetto: Ridere piangere  09 Giu, 2013 - 15:28  Profilo Rispondi citando   

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Interessante è il fatto che la parola contraddizione in cinese si traduca con gli ideogrammi di lancia e scudo A parte gli scherzi, penso che esistano molti aspetti e molte sfumature diverse che dopo ridere fa bene, non ci poteva mancare di sapere che anche piangere fa bene.
Esiste anche il piangere per la gioia, spesso il pianto ci aiuta a scaricare la tensione, avendo anche un significato liberatorio.

William Frey dell'università del Minnesota scrisse un libro intitolato: "Piangere: il mistero delle lacrime" in cui sostiene che le lacrime siano importantissime per eliminare lo stress accumulato e scrive:"Le sostanze chimiche che sono prodotte quando siamo sotto stress, probabilmente sono rimosse attraverso le nostre lacrime quando noi piangiamo".

"Piangere è una delle cose che ci fa distinguere come esseri umani".
Piangiamo per i più disparati motivi, per una delusione, per aver perso una persona cara, per un torto subito, per la rabbia, per dolore, per paura, per un errore commesso, ma anche in certi momenti felici si piange.Tutto è trovare lo spirito come dice"James Redfield" in questo filmato:






Buona Domenica e buon inizio settimana
L.M.
TittiMendoza Oggetto:   09 Giu, 2013 - 13:39  Profilo Rispondi citando   

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ALMA



L'intento del riassuntivo assemblaggio...... era proprio quello d'informare divertendo e, con i tuoi complimenti, mi accorgo d'aver raggiunto lo scopo. Grazie e felice domenica ! Titti
Alma Oggetto:   09 Giu, 2013 - 13:04  Profilo Rispondi citando   

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Bel post, utile e divertente... forse un tantino saccente, ma visto che l'hai assemblato tu...
cmq mi complimento! per quel che vale, si intende...
TittiMendoza Oggetto: CANTA CHE TI PASSA !  09 Giu, 2013 - 12:01  Profilo Rispondi citando   

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CANTA CHE TI PASSA !......





Le positive considerazioni sulla risata, fatte giorni fa da Solidea nel Forum “Di tutto un po’", mi hanno portata alla mente una visita medica fatta in passato, da un famoso dottore indiano.
Ricordo che durante la conversazione, mi pose delle domande che, in un primo momento trovai ridicole e fuori luogo, tanto da chiedermi se davvero avesse una laurea in medicina…


Tra le tante informazioni, il dottore mi chiese: “ ma lei ride ? “ risposi: "si, certo, sono una persona che usa spesso l’ironia e l’autoironia, per sdrammatizzare fatti che potrebbero causare tristezza o dispiacere".
Lui ribadì : no, no, forse non mi sono espresso bene, quando dico ridere, intendo riferirmi a quelle risate che fanno piegare in due per i dolori alle costole, quelle che fanno piangere, perdere il fiato e balbettare in preda alla famosa ridarella…..
Risposi si, ma molto raramente.

Poi continuò chiedendo: " ma almeno con il canto come va ? Usa cantare spesso ?" "Cantare ? Beh, dissi io: "il solito canticchiare che si fa sotto la doccia o se viene in mente qualche canzone preferita o, quando ho tempo, suonando la chitarra accompagno il canto."
Alla fine del consulto, dopo avermi liberato in un attimo dalla terribile “sindrome della spina calcaneare”, (cioè quel dolore tremendo che viene sotto il tallone e che porta a dover calzare scarpe adeguate.) Grazie ad un suo prezioso intervento di Agopuntura, mirato al caso, finalmente arrivammo al momento delle prescrizioni.

Per il mio caso, non
consigliò di assumere medicinali, ma soltanto di guardare film comici, di cantare ad alta voce canzoni e canzonette da me preferite e, quando possibile, camminare a piedi nudi sull’erba bagnata di rugiada. Nell’impossibilità d’avere l’erba a disposizione, mi suggerì di riempire leggermente d’acqua la vasca da bagno e camminare avanti e indietro, al fine di procurare un salutare massaggiare alla pianta dei piedi.

(Seppi in seguito che a me era andata bene con la prescrizione del canto di musica leggera….. mentre ad una mia amica invece, prescrisse di cantare solo opere a squarcia gola…..usando molto il diaframma…..
In seguito capii l’importanza delle prescrizioni così inusuali….. ed ora vorrei condividere con chi è interessato, l’incredibili influenza che il canto e il riso possono avere sull’essere umano.
Di seguito scrivo qualche informazioni a riguardo, tratte dal web che anche a voi consiglio d’approfondire.

Nel frattempo cominciate a farvi una risata con questo video….










Cantare fa bene. Dilata i vasi sanguigni e previene ictus e infarti




“Canta che ti passa”..... potrebbe ricordare solo un vecchio proverbio, ma cantare fa bene al proprio fisico. Lo dicono i dottori: fatelo fino allo sfinimento e ne guadagnerete in salute!

A renderlo noto un gruppo di ricercatori e lo confermano i dati: la gente che tende l’orecchio la propria musica preferita, ottiene una dilatazione dei vasi sanguigni, alla stessa maniera di quando si ride o si assumono medicinali specifici. Ora: dato per vero la frase fatta che il “ridere fa buon sangue”, chi l’avrebbe mai detto che un vinile può prendere il posto delle statine? “Abbiamo un effetto piuttosto impressionante”, spiega il dottor Michael Miller, direttore di cardiologia preventiva all’University of Maryland Medical Center di Baltimora.
“I vasi si aprono in modo significativo, nello stesso modo in cui fanno con attività come l’esercizio fisico”. Un effetto simile si nota anche con i farmaci specifici per il cuore, come le statine. Quando i vasi sanguigni si aprono di più, il sangue circola più fluidamente e ci sono meno probabilità che si formino grumi, responsabili di ictus e infarti.


UNA RISATA PIENA DI SALUTE



Desidero cominciare l’informazione sul potere ei benefici della risata, con questo breve video in cui il grande scrittore e giornalista Tiziano Terzani, invita tutti a ridere più spesso durante l’arco della giornata.











Se ci pensate, è vero che la risata è un mezzo a disposizione di tutti, che può essere usato in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo; più volte è stata associata ad una medicina: gratuita, efficace e facile da usare!
Non a caso è stato coniato il termine “terapia della risata”. Essa sta ad indicare l’immenso potere guaritore di questa incredibile risorsa, la quale ha effetti benefici sulla nostra salute psico-fisica e che ci fornisce un grande aiuto nelle nostre relazioni sociali.(Guardate anche i filmati sul tema,su Youtube).

Il medico statunitense Hunter “Patch” Adams, più comunemente conosciuto come Patch Adams, si è fatto promotore di questa terapia portandola all’interno degli ospedali e fondando egli stesso un istituto (il Gesundheit, nel west Virginia) dove i pazienti vengono curati in modo totalmente gratuito con l’ausilio della terapia del sorriso.


Ma perché ridere fa così bene?




Oltre ad essere contagiosa ed irresistibile e a scatenare un effetto domino di gioia e piacere, la risata innesca una serie di cambiamenti fisici nel corpo e allo stesso tempo agisce anche positivamente sull’umore favorendo così una sorta di equilibrio tra corpo e mente.

Ridere fa bene alla salute
Sono stati effettuati molti studi sugli effetti fisiologici della risata (alcuni sono ancora in corso), però fino ad ora tutti gli esperimenti compiuti hanno dimostrato che l’allegria produce una serie di effetti positivi sull’intero organismo:
Rilassamento del corpo. Durante la risata si attivano diversi gruppi muscolari, che si rilassano nel momento in cui si smette di ridere. Questo stato di rilassamento può durare per un massimo di 45 minuti. Una buona risata quindi allevia la tensione muscolare e riduce lo stress fisico.

Rafforzamento del sistema immunitario. Quando si ride si verifica un aumento del livello di anticorpi (immunoglobina) nella circolazione sanguigna; l’aumento di queste difese immunitarie preserva l’organismo da una serie di malattie causate da virus, batteri e micro-organismi come bronchite, raffreddore, allergie ecc.
Azione sul sistema respiratorio: Durante la risata la respirazione diventa più profonda, in questo modo viene aumentata la capacità polmonare e si accelera l’ossigenazione (aumento dei livelli di ossigeno nel sangue). Per questo la risata viene utilizzata anche come terapia per chi soffre di asma, bronchite ed enfisema.

Abbassamento della percezione del dolore. Quando si ride vengono rilasciate beta endorfine e catecolamine che sono degli analgesici naturali che agiscono come un temporaneo effetto calmante sul dolore apportando un sensazione generale di benessere.

Azione sul sistema cardiocircolatorio: La risata, favorisce, attraverso la respirazione profonda, l’ossigenazione e la circolazione del sangue con un aumento della frequenza cardiaca e abbassamento della pressione arteriosa. Ciò costituisce un vero e proprio esercizio per il cuore e può aiutare a proteggere da un attacco cardiaco e da altri problemi cardiovascolari anche perchè durante la risata le arterie e le vene sono più aperte.

Allenamento dei muscoli: Quando si ride si muovono circa 80 muscoli diversi di cui 15 del volto. Per questo la risata rappresenta un vero e proprio esercizio fisico per tutto il corpo ; da uno studio è emerso che 100 risate al giorno equivalgono a 10 minuti di corsa o di vogatore. Ridendo si tonificano i muscoli del viso e di conseguenza si ha un effetto di ringiovanimento e, allo stesso tempo, si contraggono e tonificano anche i muscoli addominali e quelli degli arti superiori.
Inoltre, la contrazione dei muscoli addominali, durante una risata, agisce come un massaggio per gli organi interni come il fegato e l’intestino migliorando le loro funzioni e combattendo anche la stitichezza.


Ridere fa bene al cuore e alla mente



Oramai tutti gli studiosi sono d’accordo che ridere è un potente antidoto contro lo stress e l’ansia e agisce allo stesso tempo in modo positivo anche sull’umore e sulle relazioni sociali. Sorridere è uno dei mezzi che usiamo di più per comunicare, sedurre, rompere il ghiaccio.

Miglioramento dell’umore: Ridere e sorridere significa attivare tutte le emozioni positive che rappresentano la chiave per dare il meglio di noi stessi nelle diverse situazioni. Ridere ci fa sentire bene e questa sensazione di serenità ci accompagna anche quando la risata si placa. L’allegria ci aiuta a mantenere un atteggiamento positivo ed ottimista e a gestire le situazioni più difficili (di tristezza, dolore e delusione) perché contribuisce a farci sentire meglio e a trovare la forza, il coraggio e la speranza per andare avanti. Allo stesso tempo, la risata aiuta a sciogliere tutte le emozioni negative perché quando si ride non si può contemporaneamente essere tristi, ansiosi o arrabbiati.

Riduzione dello stress e dell’ansia: una risata aiuta a rilassarsi non solo fisicamente ma anche mentalmente, in quanto abbassa il livelli di cortisolo (il cosiddetto ormone dello stress) nel sangue e ci fa sentire immediatamente più calmi e tranquilli. Una risata, definita da Freud come uno starnuto mentale in grado di liberare la mente, ci consente di scaricare tutte le tensioni accumulate.

Cambiamento di prospettiva: Sembrerà strano ma è così: una risata ci aiuta ad avere una visione diversa delle cose, ovviamente più positiva e a vedere, quindi, le situazioni in modo più realistico. Quando ridiamo tendiamo ad essere più flessibili ed elastici e di conseguenza a vedere le cose in una luce diversa.

Miglioramento dei rapporti interpersonali: Avete notato che quando si ride si crea una specie di legame positivo con le persone che sono con noi? Questo succede perché una risata ha il potere di mettere in connessione “emotiva” le persone tra di loro, di unirle e di stabilire un clima di positività e di intimità. Per questo quando si creano delle incomprensioni, dei litigi o dei disaccordi che possono fare allontanare due persone ridere è la soluzione migliore per disinnescare i conflitti e ripristinare un clima armonioso.
Il buonumore, inoltre, favorisce i lavori di squadra, aiuta ad essere più spontanei ed estroversi, ad abbandonare gli atteggiamenti difensivi o le inibizioni, a sciogliere il ghiaccio in particolari situazioni e ad aumentare l’autostima.
Un sorriso, tra l’altro, non solo fa bene alla salute e alla mente ma ci rende di gran lunga più belli, per questo è l’unico accessorio di cui non dovremmo mai fare a meno!

Capisco che di questi tempi c’è poco da ridere….. però, da oggi in poi, guardate la risata dal punto di vista della salute, a differenza dei medicinali, la risata non ha i suoi inevitabili “effetti collaterali” , in compenso, sarete ripagati in pieno da questo salubre scuotimento…..

A tutti auguro una felice e allegra domenica ! Cominciate da oggi a rilassarvi guardando qualche filmato comico come questo….. Ciao, Titti






www.youtube.com="" v="" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true">



TittiMendoza Oggetto: Per Soldatini  28 Mag, 2013 - 11:30  Profilo Rispondi citando   

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Grazie Soldatini per le tue parole.



Devo confessarti che il semplice esempio espresso in quel video, per me è stata come una commovente carezza per l'Anima.
E' servita a farmi risvegliare dal torpore delle incombenze quotidiane, che il più delle volte ci fanno dienticare che i barbieri esistono.....
Che Dio è sempre presente nella nostra vita terrena e quella dell'oltre e, a farmi rendere conto di quanto corta.....
possa essere la nostra memoria
.


Un caro saluto con simpatia e stima Titti

P.S.

Liliana, il tuo video è attualissimo....


liliana Oggetto:   28 Mag, 2013 - 11:28  Profilo Rispondi citando   

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Mi unisco a Soldatini per complimentarmi con la ricerca di Titti, il suo tema è affascinante e credo che si potrebbe parlare all'infinito. Ho scelto questa composizione del grande Giorgio Gaber,forse momenti attuali?(perdonate le parolacce)Un saluto a tutti L. M.



Ultima modifica di liliana il 28 Mag, 2013 - 11:32, modificato 1 volta in totale
soldatini Oggetto: bellissimo  28 Mag, 2013 - 07:58  Profilo Rispondi citando   

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video Titti, sai mi sono commossa. Credo che molti pensano la stessa cosa ma non hanno la fede per credere e avvicinarsi a Dio. Complimenti per le tue ricerche riesci sempre a cogliere il punto giusto. Buona giornata
TittiMendoza Oggetto:   27 Mag, 2013 - 19:43  Profilo Rispondi citando   

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IL MALE



Guardando le violenze e le cattiverie che giornali e televisione ci propongono ogni giorno, osservando come il trionfo del male ha ormai preso il sopravvento sulle menti umane, temendo di cadere vittime di qualche squilibrato, senza averne alcuna colpa, un dubbio assale:

“Ma se esiste Dio, perchè tanto male nel mondo?

Una logica risposta l’ho trovata nel video che vi propongo di guardare.


Anche se mi chiedo: “ma chi fa del male da cosa è influenzato, dobbiamo forse credere che siano vittime di possessioni di spiriti cattivi e se così fosse, chi sarebbero queste entità del male così invincibili da offuscare e sottomettere la potenza Divina ?” .
Se dovessimo credere ad una vita oltre la vita, quale potrebbe essere il destino di queste anime macchiatesi dei più atroci atti criminali ? L’Inferno o il misericordioso perdono divino ?


No, sinceramente non credo alla loro potenza, ma piuttosto ad un sottile insegnamento spirituale da cogliere, guardando oltre le assurde apparenze dei fatti.
Sarebbe bello poter approfondire questo discorso, visto il dubbio che vede coinvolti un po’ tutti gli uomini di buona volontà. Appena avrò un po’ di tempo disponibile, mi riprometto di fare una piccola ricerca in merito, ma se qualcuno nel frattempo avesse già qualche risposta da condividere, sarebbe apprezzabile.

Un cordiale saluto Titti






TittiMendoza Oggetto:   20 Mag, 2013 - 19:30  Profilo Rispondi citando   

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Né a piedi, né in bici....


perché oggi esiste un modo più semplice e moderno come alternativa ai normali mezzi di trasporto, senz’altro di molto aiuto agli acciacchi che colpiscono noi anziani. Ne avrete senz’altro sentito parlare, ma questo non toglie il piacere di poter condividere con voi questa possibile opportunità di movimento, grazie ai:


“ Moderni Monopattini”




Su piste ciclabili, nei parchi e strade, è sempre più possibile vedere monopattini, oltre alle bici. Adesso non sono solo i bambini che vanno in monopattino, oggi possiamo quasi dire che i monopattini sono anche preferiti da giovanissimi, adulti e signore e signori anziani.

Andare in monopattino, sta per diventare una nuova esperienza da provare, da sperimentare.
Il monopattino è sempre stato considerato come un mezzo di trasporto per piccoli bambini, ma i tempi sono cambiati, le persone sono alla ricerca di nuove esperienze e l’invenzione del moderno monopattino, ha portato qualcosa di divertente e di utile per tutte le età.

Senza esagerare, attualmente si può andare in monopattino dall’infanzia alla vecchiaia. Con il monopattino si fanno passeggiate brevi e lunghe. Ad esempio, molti capi di grandi aziende e magazzini hanno scelto il monopattino come un mezzo di trasporto veloce e pratico e, come risaputo, anche il corpo della polizia lo reputa molto utile e veloce per i controlli nelle stazioni ferroviarie ed altri luoghi strategici, (al posto del cavallo….)





Si è anche dimostrato utile per una vita più semplice ed una migliore salute, infatti, andare in monopattino è per sua natura molto vicino a come andare a piedi, ma con qualche vantaggio:
1 -le articolazioni non sono così caricate,
2 -andare in monopattino è adatto anche alle persone con sovrappeso
(non preoccupatevi, il monopattino è sufficientemente rigido per reggere pesi…..).
3 - Non si avrà più mal di schiena, perchè lavorano più muscoli che andare in bici.

Le persone interessate al monopattino, spesso chiedono: “Non avrò poi mal di schiena avendo il corpo cosi piegato ?…
“ Niente paura, il monopattino è un trattamento miracoloso per la schiena, quelli che vanno in monopattino non si lamentano del mal di schiena oltretutto, sono vantaggiosi al fine di perdita del peso e la pancia si appiattisce…..

Un grande vantaggio è anche una minima manutenzione, si, perchè
è leggero, facile da depositare, può essere messo facilmente nel bagagliaio di una macchina, trasportarlo in un qualsiasi mezzo urbano, in un treno e così via.


Guardate questo filmato quale velocità può raggiungere:










A questo punto vi è venuto voglia di andare in monopattino ? Noooo?
Beh, allora al suo posto vi propongo un gioiellino: uno piccolo scooter elettrico portatile, ancora più bello, invitante e confortevole.
Ora non mi resta che pensare al colore del mio eventuale monopattino da acquistare, ma nel frattempo saluto tutti cordialmente Titti

P.S.
siccome con il mio Mac non riesco ad attivare il Link, per piacere fate voi il copia/incolla



Un eccezionale Scooter elettrico

http://www.diblasi.it/Video.asp?Prd=R30&Lng=it
dalberto Oggetto:   15 Mag, 2013 - 09:17  Profilo Rispondi citando   

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Trovate che sia un argomento interessante la LOVE STORY di Togliatti e la Jotti?

Non sembra che all'epoca Togliatti anticipò le geste del Berlusconi?

anche perchè la differenza degli anni era notevole Togliatti classe 1893 Jotti 1920


Le (enormi) differenze tra Nilde la Censurata e Nicole la Promossa


I tempi / 2 Nicole Minetti ha fatto politica dopo aver incontrato il Capo, designata, indicata, imposta dal Capo Silvio Berlusconi La mansarda di Botteghe Oscure e le cene «eleganti» I tempi / 1 Quando sbocciò l' amore con Palmiro Togliatti, la Iotti era già deputata. E diventò presidente della Camera 15 anni dopo la morte del Migliore



Daniela Santanchè si sbaglia. Forse non sa, infatti, che quando sbocciò l' amore con Palmiro Togliatti, Nilde Iotti era già deputata. Giovane, piacente, prosperosa e già deputata del Parlamento italiano. Il paragone con la scorciatoia di Nicole Minetti, con tutto il rispetto, non regge nemmeno alla prova dei fatti: la Iotti faceva già politica quando incontrò il Capo, la Minetti ha fatto politica dopo aver incontrato il Capo, designata, indicata, imposta dal Capo. Inoltre l' onorevole Santanchè commette un errore che trasforma in un boomerang la sua azzardata analogia. Nel Pdl nessuno ha fiatato quando Nicole Minetti è stata inclusa d' autorità nel «listino» privilegiato del candidato presidente Formigoni, e anzi molti quasi se ne compiacquero. Nel Pci bigotto e bacchettone degli anni Quaranta si convocavano Direzioni del partito per far fronte allo scandalo della relazione che il Migliore aveva intrecciato con la giovane Iotti ripudiando la più matura e meno avvenente compagna Rita Montagnana. Infine Daniela Santanchè non tiene conto che mentre lei e il suo partito accusano la sinistra di fare soltanto dello squallido gossip sul bunga bunga, la stampa benpensante anti Pci dell' epoca calcò molto la mano sull' avventura politico-amorosa del capo del Pci, anche oltrepassando la soglia della volgarità. Come ha scritto Filippo Ceccarelli in un libro destinato a descrivere snodi cruciali della vicenda storica dell' Italia repubblicana, «Il letto e il potere», sui giornali clericali e di destra «della Iotti si caricaturizza, forzandolo sulla base di stereotipi maschilistico-regionali, l' aspetto sexy, la procacità emiliana, il seno, l' "enorme deretano" oppure "ridente e popputa", nelle vesti ufficiali di prima favorita del Pci». E Togliatti viene messo alla berlina, trattato come un uomo anziano senilmente incantato dalle floride forme della giovane compagna di Reggio Emilia: «Togliatti ha offerto in dono / all' amante il partito: /egli è tre volte buono / oppure rimbambito». Vivevano clandestinamente, Togliatti e Nilde Iotti, in una piccola mansarda al sesto piano di Botteghe Oscure, non nelle «cene eleganti» della reggia di Arcore. Davvero, protetti da un cerchio magico di fedelissimi, all' insaputa della maggioranza dei comunisti che frequentavano il Bottegone: non nel chiasso festoso in compagnia delle Olgettine mascherate da infermiere e poliziotte di Emilio Fede. Non è una differenza morale, come dicono i manichei doppiopesisti di oggi, che condannano tutto del Nemico e perdonano tutto all' amico e al compagno. E' una differenza di fatto. La Iotti alloggiava in quella stanzetta con la valigia sempre pronta. Il partito non perdonava, anche se intriso di maschilismo, avvezzo a trattare le donne, anche quelle illuminate dall' eroismo della lotta partigiana, con una crudele presunzione di inferiorità. Anche Luigi Longo, nome di battaglia «Gallo» (di nome e di fatto, ammiccavano i pettegoli), tradiva senza remore la moglie e compagna Teresa Noce, bersagliata dalla stampa avversaria per i tratti molto lontani dai canoni della bellezza femminile. Dal «Corriere della Sera», la Noce apprese nel 1953 di aver chiesto e ottenuto l' annullamento del matrimonio con Longo. Non ne sapeva nulla, cercò di smentire ciò che non si poteva smentire: ci aveva pensato il Partito senza dirle niente, la prepotenza unita alla volontà di umiliazione. Sarà stata pure una potente comunità di affetti, il Partito-Chiesa, ma in quella comunità la crudeltà dei comportamenti privati doveva essere accettata tacitamente per il bene superiore della Causa. Anche Rita Montagnana non reagì. Il privato non era politico, nemmeno la triste sorte del figlio di Togliatti, Aldo, condannato a passare il resto dei suoi giorni nella prigione della follia, dietro le sbarre degli ospedali psichiatrici: nessuno ne parlava, nessuno ne poteva parlare. Il Partito che controllava, accudiva, assecondava, condannava. C' era il Partito incarnato dal medico di Togliatti, Mario Spallone che, quando i due vivevano ancora una relazione clandestina, si adoperava affinché la coppia godesse della sua privacy, sempre in nome della lotta per il socialismo, cercando di realizzare «le condizioni migliori per gli incontri»: bisognava «evitare che la tensione affettiva, contrastata, degenerasse in una condizione patologica e impedisse alla mente di Togliatti di ragionare con la lucidità che gli era propria». Dunque, per salvaguardare la lucidità del Capo, il Partito preparava dettagliatamente la logistica degli amoreggiamenti. Ma c' era il Partito che vigilava sulla moralità rivoluzionaria e che organizzava riunioni per «censurare» l' incresciosa questione e per bacchettare il Capo prigioniero delle sue debolezze «borghesi». Un' ambivalenza fatta di ipocrisie e di drammi, a cominciare dal misterioso aborto (spontaneo? Deciso dal Partito?) che la Iotti subì alla vigilia del 18 aprile. Fatta di passioni, come testimoniano le parole («Chi sei tu? Chi ti apre il cammino ai segreti della mia vita?») che Togliatti vergò nel ' 46 e che la Iotti decise di divulgare molti anni dopo, quando aveva già concluso la sua esperienza di presidente della Camera dei deputati. Perché la Iotti divenne presidente nel ' 79, ben quindici anni dopo la morte del Migliore. Forse questo dettaglio deve essere sfuggito a Daniela Santanchè. RIPRODUZIONE RISERVATA

Dal....Web e da Dal
TittiMendoza Oggetto:   08 Mag, 2013 - 18:20  Profilo Rispondi citando   

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A parte il fatto che il mio precedente post era solo una disimpegnata, divertente informazione, ribadisco la mia profonda convinzione invece, nel credere che debba sempre essere lasciata:
“ai posteri l’ardua sentenza “ e che giudicare “impossibili” le cose, a priori, denota una lacuna che contraddistingue sempre la ristrettezza mentale di alcuni presuntuosi individui.
Per la serie: “La vita è sempre pronta a sorprenderci, sia in positivo che in negativo”, dimostrandoci quanto ancora abbiamo da imparare, riporto uno dei casi più famosi della storia, quello di :



Galileo Galilei





LA CONDANNA

Nella Sala capitolare del convento domenicano adiacente alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva, viene letta in italiano, a un Galileo inginocchiato, la sentenza sottoscritta da sette inquisitori su dieci:

« Essendo che tu, Galileo fig.lo del q.m. Vinc.o Galilei, Fiorentino, dell'età tua d'anni 70, fosti denunziato del 1615 in questo S.o Off.o, che tenevi come vera la falsa dottrina, da alcuni insegnata, ch'il Sole sia centro del mondo e imobile, e che la Terra si muova anco di moto diurno; ch'avevi discepoli, a' quali insegnavi la medesima dottrina; che circa l'istessa tenevi corrispondenza con alcuni mattematici di Germania; che tu avevi dato alle stampe alcune lettere intitolate Delle macchie solari, nelle quali spiegavi l'istessa dottrina come vera; che all'obbiezioni che alle volte ti venivano fatte, tolte dalla Sacra Scrittura, rispondevi glosando detta Scrittura conforme al tuo senso; e successivamente fu presentata copia d'una scrittura, sotto forma di lettera, quale si diceva esser stata scritta da te ad un tale già tuo discepolo, e in essa, seguendo la posizione del Copernico, si contengono varie proposizioni contro il vero senso e autorità della sacra Scrittura [...]
Che il Sole sia centro del mondo e imobile di moto locale, è proposizione assurda e falsa in filosofia, e formalmente eretica, per essere espressamente contraria alla Sacra Scrittura;
Ti condanniamo al carcere formale in questo S.o Off.o ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitenziali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare o levar in tutto o parte, le sodette pene e penitenze.

L’ASSOLUZIONE 180 ANNI DOPO LA SUA MORTE……


La Chiesa riconosce l'ingiusta condanna


La riabilitazione dello scienziato da parte della Chiesa cattolica si può datare al 1822, 180 anni dopo la sua morte, con la concessione dell'imprimatur all'opera "Elementi di ottica e astronomia" del canonico Settele, che dava come teoria consolidata e del tutto compatibile con la fede cristiana il sistema copernicano. A suggello di tale accettazione, nell'edizione aggiornata dell'Indice del 1846, tutte le opere sul sistema copernicano furono cassate.
Tuttavia, papa Giovanni Paolo II auspicò che l'esame del caso Galilei venisse approfondito da "teologi, scienziati e storici, animati da uno spirito di sincera collaborazione, [...] nel leale riconoscimento dei torti, da qualunque parte provengano" per rimuovere "le diffidenze che quel caso tuttora frappone, nella mente di molti, alla fruttuosa concordia tra scienza e fede, tra Chiesa e mondo»[7]. Il 3 luglio 1981 fu istituita un'apposita "commissione di studio".

Dopo oltre 11 anni dall'inizio dei lavori e 359 anni dopo la condanna di Galileo, nella relazione finale della commissione di studio datata 31 ottobre 1992, il cardinale Poupard scrive che la condanna del 1633 fu ingiusta, per un'indebita commistione di teologia e cosmologia pseudo-scientifica e arretrata, anche se veniva giustificata dal fatto che Galileo sosteneva una teoria radicalmente rivoluzionaria senza fornire prove scientifiche sufficienti a permettere l'approvazione delle sue tesi da parte della Chiesa.

P.S.
Complimenti a Nonnogatto per il suoi interessanti argomenti, più che mai attuali!!!!!

nonnogatto Oggetto: Ancora sui provocatori: ignorare loro e i loro insulti  08 Mag, 2013 - 18:08  Profilo Rispondi citando   

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IL DONO DEGLI INSULTI
di Paulo Coelho

Vicino a Tokyo viveva un grande samurai, ormai anziano, che si dedicava a insegnare il buddismo zen ai giovani. Malgrado la sua età, correva la leggenda che fosse ancora capace di sconfiggere qualunque avversario.
Un pomeriggio, si presentò un guerriero, conosciuto per la sua totale mancanza di scrupoli. Era famoso perché usava la tecnica della provocazione: aspettava che l’avversario facesse la prima mossa e, dotato com’era di una eccezionale intelligenza che gli permetteva di prevedere gli errori che avrebbe commesso l’avversario, contrattaccava con velocità fulminante. Il giovane e impaziente guerriero non aveva mai perduto uno scontro.
Conoscendo la reputazione del samurai, egli era lì per sconfiggerlo e accrescere in questo modo la propria fama. Tutti gli allievi si dichiararono contrari all’idea, ma il vecchio accettò la sfida. Si recarono tutti nella piazza della città e il giovane cominciò a insultare il vecchio maestro. Lanciò alcuni sassi nella sua direzione, gli sputò in faccia, gli urlò tutti gli insulti che conosceva, offendendo addirittura i suoi antenati. Per ore fece di tutto per provocarlo, ma il vecchio si mantenne impassibile.
Sul finire del pomeriggio, quando ormai si sentiva esausto e umiliato, l’impetuoso guerriero si ritirò. Delusi dal fatto che il maestro avesse accettato tanti insulti e tante provocazioni, gli allievi gli domandarono: “Come avete potuto sopportare tante indegnità? Perché non avete usato la vostra spada, pur sapendo che avreste potuto perdere la lotta, invece di mostrarvi codardo di fronte a tutti noi?”.
“Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?”, domandò il samurai.
“A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli.
“Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti”, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé”.

Alma Oggetto:   08 Mag, 2013 - 16:07  Profilo Rispondi citando   

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Le sue opere si basano sul concetto del criminale per nascita: l'origine del comportamento criminale è insita nelle caratteristiche anatomiche del criminale, persona fisicamente differente dall'uomo normale in quanto dotata di anomalie edatavismi, che ne determinano il comportamento criminale. Di conseguenza, l'unico approccio utile nei confronti del criminale è quello clinico-terapeutico. Nell'ultima parte della sua vita Lombroso prese in considerazione anche i fattori ambientali, educativi e sociali come concorrenti a quelli fisici nella determinazione del comportamento criminale.
Oggi è stato dimostrato che sia l'ambiente sia i geni influiscono sull'aspetto fisico, ma che quest'ultimo non influisce sul comportamento, influenzato anch'esso dai geni e dall'ambiente: pertanto la dottrina lombrosiana è attualmente considerata pseudoscientifica.
Sebbene molte teorie di Lombroso siano oggi destituite di ogni fondamento, a Lombroso va riconosciuto il merito di aver iniziato gli studi criminologici moderni; ad alcune sue ricerche si ispirarono inoltre Sigmund Freud e Carl Gustav Jung per alcune teorie della psicoanalisi applicata alla società. ( lombroso – wikipedia )


Ecco... tenere sempre presente, leggendo le varietà di orecchie, delle dita, degli occhi o quant'altro, che sono reminiscenze da prendere in ridere, per gioco... meglio sarebbe a parer mio, da dimenticare...
Dure da far sparire, si possono trovare persino in una canzone di de andrè... dove riporta la maldicenza che le persone nane siano più carogne delle altre perchè...hanno il cuore troppo vicino al buco del culo.( la canzone si chiama: “un giudice” )
Ho letto cose, sul web circa “segni” fisici, tipo il pollice dell'assasino, e altre piccole imperfezioni che determinerebbero situazioni talmente vergognose per la persona che casualmente ne fosse portatrice, da chiedersi come possano essere ancora circolanti tali dicerie.
liliana Oggetto: Per nonno gatto  08 Mag, 2013 - 14:32  Profilo Rispondi citando   

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Interessante articolo nonno gatto, consigliabile in special modo ai giovanissimmi, ma tanto anche agli adulti.
Un saluto L. M.



Ultima modifica di liliana il 08 Mag, 2013 - 17:48, modificato 1 volta in totale
nonnogatto Oggetto: Stai in silenzio guardandolo con distacco  08 Mag, 2013 - 13:39  Profilo Rispondi citando   

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Come difendersi dai provocatori

Esistono persone che “attaccano” gli altri anche per prevenire le critiche e porsi in una situazione di vantaggio: perché lo fanno, come prevenirli



Il suo identikit
Sa tirare fuori il peggio dalle persone con cui si relaziona, sa farle arrabbiare e irritare come nessun altro, riesce a creare discussioni e litigi dal nulla, è insuperabile nel farle restare male, nel disorientare e nel mettere in imbarazzo. È il provocatore: una persona comune, che però in alcuni momenti utilizza una modalità comunicativa finalizzata a colpire sul vivo l’interlocutore per vedere se e come reagisce. Di solito il provocatore lo fa in modo consapevole e al contempo automatico, cioè identifica da tempo nella provocazione un “valore aggiunto”, uno strumento per affermarsi. A volte, più di rado, il provocatore non se ne accorge: parole maldestre gli scappano di bocca come guidate da intenzioni inconsce. In ogni caso tutto ciò gli riesce in modo magistrale, riuscendo talora a tirare fuori dai gangheri persone dotate di notevole self-control e di ottima autostima.

Reazioni scomposte
Il provocatore può agire in tre modi: 1) pungola; 2) spiazza; 3) mette in difficoltà. Ma perché lo fa? In genere vuole prendere un vantaggio nella relazione per gestirla come vuole lui. Ma è possibile che questo sia anche un modo per attirare l’attenzione, per emergere dall’anonimato. In altri casi è una forma di difesa: attacca per prevenire critiche e per spostare l’attenzione sull’altro. A volte fa di tutto per tirare fuori la parte più aggressiva e scomposta di una persona per metterlo alla prova e vedere quanto resiste (come una sorta di nevrotica “prova d’amore”), per dimostrare che “in realtà è fatta così” e per poter dire: «Ecco cosa c’è dietro la maschera, lo sapevo!». In effetti chi ci casca può reagire così scompostamente da finire poi per chiedergli pure scusa. Diventare “immuni” ai provocatori però è possibile e significa migliorare notevolmente la qualità della propria vita.

Un solo obiettivo: far male a chi hanno di fronte

- Inseriscono nelle conversazioni critiche gratuite e letture della realtà faziose

- Scherzano in modo pesante, rivolti al lato debole dell’altro

- Tentano sempre di esprimere “verità scomode” che feriscono

- Banalizzano gli sforzi, i risultati e l’aiuto di chi hanno di fronte

- Fanno del sarcasmo o danno soprannomi che contengono elementi svilenti

Una risata li disarma


Riconosci le tue reazioni
Guarda nel tuo passato per individuare come reagisci ai provocatori: sono sempre gli stessi? Ci sono tematiche specifiche? Metti in atto uno “schema fisso” di risposta? Conoscerlo ti permette di agire su di esso.

Non reagire come lui

Non rispondere alle provocazioni con altre provocazioni o finirà nella litigata che lui tanto auspica. Non cercare di giustificarti, non sentirti in dovere di spiegare e di chiarire. Lui è in mala fede e non ti ascolterà.

Spezza l’automatismo
Quando ti senti provocato, colpito sul vivo, è la grande occasione per cambiare: trattieniti dal reagire come al solito, ferma la tua azione “riflessa” e osservati. Poi comincia a osservare anche lui.

Spezza l’automatismo
Il provocatore si aspetta qualcosa da te: un’arrabbiatura, una chiusura, uno sguardo ferito, un insulto. Sorprendilo con un gesto inaspettato: ridi, oppure simula indifferenza, o stai in silenzio guardandolo con distacco. E non cedere: in breve non saprà più cosa fare e capirà che con te “non attacca”.


http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/3323/come-difendersi-dai-provocatori.html

TittiMendoza Oggetto:   07 Mag, 2013 - 16:13  Profilo Rispondi citando   

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DIMMI CHE ORECCHIE HAI E TI DIRO' CHI SEI ......



Forse, avete spesso notato le orecchie degli altri o le vostre, osservando forma e misura, ma di certo non sapevate che ogni forma e misura definisce il carattere del proprietario.....

Ho pensato che forse questa informazione avrebbe potuto incuriosirvi... e che da questo momento in poi, osservando chi vi sta vicino, avreste potuto saperne un po' di più sul suo carattere. E allora ? Cominciate a guardarvi allo specchio per stabilire a quale categoria voi apparteniate...... E poi, un consiglio? osservate specialmente le orecchie dei politici, magari ci sveleranno se possiamo fidarci o meno votandoli e quanta fiducia possiamo riporre nelle loro promesse.....


Ciao e Buon divertimento !

Titti



Natura e modo delle orecchie


1 - Colui che possiede le orecchie né troppo grandi né troppo piccole, è di buon costume.

2 - Le orecchie grandi indicano semplicità e vita lunga, questo lo possiamo notare nelle persone anziane.

3 - Le orecchie piccole indicano malignità d'animo, vita breve, invidia e pettegolezzi.

4 - Le orecchie lunghe e strette indicano invidia.

5 - Le orecchie alte sopra la testa indicano furbizia e pigrizia.

6 - Le orecchie pelose indicano buon udito.



TittiMendoza Oggetto:   30 Apr, 2013 - 17:59  Profilo Rispondi citando   

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Alma:
secondo "il MIO punto di vista" e la “MIA opinione”,
la tua domanda, non merita attenzione !
(e ho fatto anche la rima…….)



Saluti Titti

Alma Oggetto:   30 Apr, 2013 - 16:34  Profilo Rispondi citando   

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tuo!??
TittiMendoza Oggetto:   30 Apr, 2013 - 16:08  Profilo Rispondi citando   

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IL MIO PUNTO DI VISTA SULLE OPINIONI EI GIUDIZI




Il termine "opinione", genericamente esprime la convinzione che una o più persone si formano nei confronti di specifici fatti, in assenza di precisi elementi di certezza assoluta per stabilirne la sicura verità..

In questo periodo riflettevo proprio sulle differenze che contraddistinguono le diverse mentalità e gli atteggiamenti, nelle interazioni con “l’altro”.
Sicuramente vi sarà capitato nella vita, o vi capiterà, di conoscere persone che abbracciano una di queste filosofie:
le persone che esprimono opinioni e quelle che invece, preferiscono giudicare.

Probabilmente anche a te che leggi questo scritto, talvolta o costantemente, ti sarai ritrovato da un lato o dall’altro di questa barricata, i cui muri poggiano su un solo concetto basilare: quello che si chiama “Apertura Mentale”

Ma che differenza c’è tra un’opinione e un giudizio? Presto detto:
l’Opinione è un parere espresso senza alcuna pretesa di verità assoluta, rivela un’impressione, un pensiero, qualcosa che è modificabile, rivalutabile, NON definitivo. Un’opinione è una proposta di verità, NON LA VERITA' in persona; il GIUDIZIO invece, è per sua definizione PERMANENTE , DEFINITIVO, INAPPELLABILE e ha la PRETESA di essere VERITA’ ASSOLUTA, anche se di certo NON lo è…..

Essere giudicati fa veramente male, è come ricevere un tatuaggio, un marchio a fuoco, una cicatrice PROFONDA.

Porto degli esempi:
CHI esprime un’opinione, NON si offende SE altri non la condividono, e NON si “assegna” il Premio Nobel SE gli altri la condividono, NON si sente un imbecille se si accorge che non sia valida. Il suo quoziente intellettivo può essere alto o basso non importa, NON viene variato dal trovare altre opinioni simili o discordi. Chi esprime un’opinione NON si identifica con le sue idee, per quanto possa tenerci, NON arriva al punto da considerarsi un fallito o un genio a seconda di quante persone sono d’accordo/disaccordo con lui/lei. E soprattutto NON costringe il prossimo a pensarla allo stesso modo. (né con modi violenti, né con offese e calunnie, né tantomeno, con maniere subdole).


RIASSUMENDO:




l’”opinionistaSA che ci sono TANTI punti di vista e sale volentieri sul tavolo; il “GIUDICE ” invece, vede SOLO il suo punto di vista, resta a piedi e, se è pure decerebrato, medita di tagliare le gambe al tavolo……

E’ risaputo e confermato che chi ti giudica NON ti stima, perché o è troppo occupato a sovrastimare sé stesso, o è troppo occupato a temere di non valere una cicca.

RIFLESSIONI
La differenza secondaria tra “opinionista” e “giudice” è che il “giudice” raramente si potrà evolvere in “opinionista”, mentre l’”opinionista” può degenerare e ritrovarsi “giudice”. Questa è una chiara dimostrazione che l’entropia, la trasformazione, esiste.
Vi riconoscete in UNO di questi profili? Eppure, nella MEDIA delle conversazioni, diverse volte ci capita di essere gli “Opinionisti“, altre volte però, ci capita di riconoscerci tra i “Giudici“……

Sapete PERCHE’?
Perché siamo esseri umani e abbiamo le emozioni, le insicurezze e una serie di altre cose che ci definiscono come “mortali, fallibili e imperfetti”.
Come possiamo pensare di conoscere a menadito la verità assoluta se siamo così “piccoli“?
E’ semplice: LA VERITA’ ASSOLUTA non la conosce nessuno.
Il “giudice” però, è sempre convinto del contrario, per lui esiste una VERITA’ ASSOLUTA perché guarda il mondo dal suo UNICO e IMMUTABILE punto di vista !

In conclusione, sono convinta che "Tutto” dipenda dalla parzialità con cui osserviamo e giudichiamo i fatti, le cose e le persone, pertanto, sarà bene ricordarsi di rispettare sempre e comunque, i differenti punti di vista. Il segreto risiede nell’essere consapevoli che la “Verità” sta sempre nel mezzo e pertanto, tutto il resto è relativo.
Quello che ho esposto in questo scritto, mi auguro possa servire anche e soprattutto, ad essere più umili nel riconoscere il mare d’ignoranza in cui l’essere umano naviga e a spronarci verso la ricerca e la scoperta di verità a noi ancora sconosciute .
Si dice: “Quando sapere ed essere crescono armoniosamente insieme, si giunge alla Conoscenza e alla Consapevolezza Divina.


Per chiudere in bellezza,Vorrei sottoporre alla vostra cortese attenzione, un illuminato esempio di come sia importante valutare altri punti di vista, ce lo offre il famoso film “L’attimo Fuggente” nella scena in cui esortati dal professore (un appassionato Robin Williams) salgono tutti sul tavolo.









NOTA FINALE.
Ovviamente tutto questo discorso è frutto di una mia opinione e come tale va presa….







Saluti Titti


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