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TittiMendoza Oggetto:   10 Giu, 2018 - 17:29  Profilo Rispondi citando   

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I LIMITI DELLA MEDICINA SPERIMENTALE !




Perché la medicina ortodossa

non comprende come funziona il corpo umano !



Tempo fa, un'amico, conoscendo la mia curiosità nell'indagare su quella che definiamo "verità" dei fatti.... m'inviò un articolo del quale ora non ricordo bene il nome delll'autore, ma molto interessante che sono sicura stuzzicherà anche la vostra curiosità.....


Nell'articolo si parlava di come il potere dell’Ordine dei Medici può sopravvive grazie ai fondi provveduti dalle Multinazionali del Farmaco.

Si asseriva che gl'interessi finanziari, per queste organizzazioni, superano di gran lunga quelli umanitari e chi si permette di contestare la loro autorità finirà automaticamente stritolato dalla massa di avvocati che dimostreranno quanto gli altri siano in errore e quanto loro invece, siano i salvatori di vite umane.......





L'articolo portava come esempio, l’asserzione di alcuni individui di riuscire a creare dell’arte.
La scienza sperimentale decise allora d'investigare sulla validità della parola:”Arte” così, preso un famoso dipinto artistico dalla galleria degli Uffizi di Firenze lo portarono nel loro laboratorio per dare la facoltà ai medici, attraverso l’uso di elaborati microscopi e di strumenti di misurazione, di poter asserire che “l’arte” era fatta solo di vernice che ricopriva una tela.......

Infatti gli scienziati, con l’aiuto del miglior macchinario high-tech disponibile, procedevano quindi a depositare migliaia di piccoli puntini di vernice su una tela, con l’obiettivo di creare dell’arte. Ma per loro quella non era arte o era solo vernice su tela......
Studiando modi di migliorare il risultato, un medico scoprì che l’arte era generalmente costituita da diversi colori di vernice.....

Per ottenere l’arte, questo ricercatore suggerì di studiare i colori e di trovare un modo per applicarli sulla tela.
Attraverso l’uso di strumentazione ancor più sofisticata, gli scienziati scoprirono che i colori della vernice erano creati da specifiche lunghezze d’onda della luce, riflesse dalla superficie della vernice.....

Isolando sostanze chimiche che assorbivano certe lunghezze d’onda, i medici furono in grado di sintetizzare pigmenti chimici che avevano l’apparenza di vernici colorate.

Con il successo a portata di mano, i ricercatori si concentrarono di nuovo sulla tela, applicando generose quantità di vernici sintetiche, di tutte le colorazioni, nel tentativo di creare “Arte”.





Ma neanche quella era arte...... Era un insieme di vernici colorate su tela......
Nella frustrazione generale, un medico ebbe l’idea che, se l’arte non proveniva dalle vernici colorate, sicuramente doveva provenire dalla tela stessa.....

Usando i migliori CAT, PET e RM a disposizione e un elaborato sistema di classificazione delle fibre, i ricercatori furono in grado di classificare e nominare oltre duecento tipi di fibre costituenti la tela.
Dopo una tale ricerca scientifica, i medici erano certi di essere riusciti a decifrare l’arte.......
Conoscevano la struttura delle fibre della tela e la composizione chimica della vernice ecc. ecc...
Di cos’altro sarebbe potuta essere composta l’arte?.....

Armati con questa conoscenza scientifica dell’arte, i medici assemblarono grandi quantità di fibre e di vernici e li combinarono in una grande massa di vernici colorate e fibre di tela.
Ma il risultato non era arte. Era una gigantesca palla informe di fibre coperte da vernici multicolori..….
A questo punto, avendo fatto tutto l’umanamente possibile, l’Ordine dei Medici dichiarò che l’arte non esiste !!!
“Se non può essere riprodotta scientificamente in esperimenti di laboratorio – dichiarò il Suo Presidente – l’arte non può esistere.”

Per cui una Circolare Ministeriale sta per essere diramata che mette in guardia i cittadini dal menzionare l’arte nei convegni e nelle sedi scientifiche.... e che istruisce la magistratura in quali modi il popolo può dichiarare di “fare dell’arte” senza incorrere nel reato di truffa !!!!!







Qualche verità l'abbiamo scoperta.... o no ?



Saluti a chi mi legge Titti





TittiMendoza Oggetto:   03 Giu, 2018 - 11:02  Profilo Rispondi citando   

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S.O.S.

ANNUNCIO IMPORTANTE !







C'È QUALCUNO ALLA REDAZIONE CHE LEGGE I NOSTRI MESSAGGI ???


Mi associo a quanto già sottolineato da Patrizia, attraverso un messaggio a voi indirizzato tempo fa, riguardante l'annuncio postato in modo così prepotentemente fastidioso ed ingombrante.... nel quale si comunica:

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali a fini di registrazione e di contatto e dichiaro di aver letto l'informativa.


Ora, da veterana del Sito, sperando che voi della Redazione leggiate quanto da me scritto, mi faccio portavoce del dissenso di tutti gli iscritti al Sito, pregandovi di provvedere al più presto nella modifica dell'invadente annuncio, ringraziandovi anticipatamente per la cortesia !



T. Mendoza










TittiMendoza Oggetto:   26 Mag, 2018 - 15:55  Profilo Rispondi citando   

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INSONNIA SENZA SPERANZE ?.....





Avete problemi ad addormentarvi, soffrite d'insonnia ? Allora vi consiglio di continuare a leggere questa ricerca che vi propongo..... non si tratta di assumere medicinali o speciali tisane... forse non ci crederete, ma di rumori.... e uno in particolare:



IL RUMORE BIANCO:



cos’è e perché ascoltarlo.


Perchè è un modo sano e semplice per rilassare il cervello al punto di farvi addormentare come un bambino senza l'uso di pillole o sonniferi....

I rumori bianchi vengono considerati come un'ottica tecnica per addormentarsi, per studiare o anche per migliorare la concentrazione.


Ma cosa sono questi che gli americani definiscono "white noises" e perché hanno queste ottime proprietà rilassanti?




Molte persone hanno l’abitudine di dormire con la televisione accesa. Dicono che senza questo suono in sottofondo prendere sonno gli risulta molto più difficile. La spiegazione di ciò si trova nel concetto di rumore bianco, diventato popolare e al quale, evidentemente, ricorrono molte persone.




Il suono di sottofondo del televisore o di una radio sintonizzato su nessuna stazione, è un esempio di rumore bianco ma anche quello delle onde del mare o dell'asciugapelli. o quello dell’aria condizionata.

Questo tipo di suono bianco può essere trovato anche in natura. Si tratta di rumori costanti e non ben definiti, per cui può essere il suono dell'acqua di un torrente, quello della pioggia, delle onde del mare o semplicemente del vento tra le foglie degli alberi. In realtà possono essere considerati rumore bianco anche il suono emesso da un ventilatore, da una lavatrice, da un asciugacapelli... (Personalmente quando vado al parrucchiere mi viene la sonnolenza.... ) insomma il rumore bianco appartiene a qualsiasi cosa che sia costante e copra tutte le frequenze, così da eliminare i rumori esterni.

Ciò che questi hanno in comune, dal punto di vista fisico, è che sono suoni continui e monotoni. Si dice che questi abbiano un effetto calmante.







A questo proposito, il neuroscienziato Seth Horowitz ha dichiarato che: “Il rumore bianco è letteralmente un muro di energia sonora, senza schemi”.

E l’idea che aiuti a dormire si è diffusa talmente tanto che esistono già applicazioni tecnologiche per riprodurlo.

In altre parole, questo significa che il rumore bianco è una sorta di scudo invisibile, una barriera per gli altri suoni.

In questo modo, chi tende maggiormente a svegliarsi a causa dei rumori trae estremo beneficio da questa “cantilena” di sottofondo.



L'orecchio umano rappresenta il "Feto"



per questo va ricordato che l’udito è il primo dei 5 sensi che sviluppa il feto nel ventre materno ed è l'ultimo a scomparire prima di emettere l'ultimo respiro quindi, ricordate che anche chi è in coma o sta per spirare continua a sentire cosa c'è intorno e sarebbe meglio non fargli ascoltare pianti e grida, ma parole che lo rassicurino del suo stato, specialmente nell'atto del trapasso.



Ma forse non sapete che l'udito è anche l’unico senso che continua a funzionare pienamente anche durante il sonno.

Questo perché è essenziale per la sopravvivenza: se tutti i sensi si spegnessero completamente, non ci sarebbe alcun modo per individuare un pericolo e svegliarsi per evitarlo !.....

Ma proprio per questo motivo il nostro udito a volte diventa molto sensibile ai rumori generati mentre dormiamo. Alcune persone si svegliano più volte di notte per via dell’abbaiare di un cane, per una macchina o per qualsiasi altro suono.

In queste situazioni, il rumore bianco evita che ciò accada e permette di continuare a dormire tranquilli e beati.



Soprattutto nelle grandi città, le nostre orecchie trovano raramente un momento di riposo: tra traffico, voci e suoni vari, non c'è davvero mai un attimo di silenzio. In queste condizioni, soprattutto chi non è abituato, può avere difficoltà a concentrarsi o ad addormentarsi, continuamente distratto dai rumori esterni.

Nel frattempo, si è anche iniziato a parlare di rumori di altri colori....

Si parla ad esempio del “rumore marrone”, quello prodotto da una cascata in lontananza, più ingenerale è un suono monotono e rilassante, ma naturale.

Si parla anche di “rumore rosa”, che è invece meno regolare. Un esempio è la pioggia. Tutti questi rumori avrebbero effetti tra loro simili.





Così come non c’è ancora alcuna prova scientifica sui benefici del rumore bianco, non c’è nemmeno alcuna ricerca nel senso opposto.

Ci sono, però, una miriade di persone in tutto il mondo che vi fanno ricorso per dormire meglio. Si è dimostrato molto efficace anche con i neonati e, a volte, viene utilizzato per studiare con maggiore concentrazione.



Io l'ho sperimentato ascoltandolo attraverso il mio cellulare, posto sul comodino ed ha funzionato ..... se entrate in youtube trovate una varietà di video da scegliere.... anche per ninna nanne per bambini....



Però bisogna anche tener conto che piuttosto che un problema in sé, l’insonnia è una manifestazione di problemi più profondi perchè nella maggior parte dei casi, l’incapacità di addormentarsi è associata a stati d’ansia e conflitti irrisolti.

Perciò, anche se il rumore bianco può risolvere in gran parte i disturbi del sonno, non dovrebbe contribuire a mascherare il sintomo di una malattia grave.



Potremmo forse dire, allora, che la soluzione più intelligente sarebbe trovare una via di mezzo. Se il rumore bianco aiuta a risolvere l’insonnia, allora è sicuramente positivo ricorrere a questo metodo. Allo stesso tempo, non dobbiamo dimenticare che ci potrebbero essere altre difficoltà alle quali non dovremmo smettere di prestare attenzione, per quanto buono sia questo rattoppo che abbiamo trovato per risolvere il sintomo.......


Io ho sperimentato il rumore biaco ascoltando il suono delle onde del mare, mentre mi visualizzavo sulla spiaggia comodamente sdraiata su un morbido materassino, in una notte calma, con un cielo stellato.....



A questo punto?

provare per credere !!!!
















TittiMendoza Oggetto:   12 Mag, 2018 - 16:52  Profilo Rispondi citando   

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VATTI A FIDARE !......


Di chi ha sempre asserito che il cervello invecchia con gli anni !......



Consolatevi cari anziani, ormai rassegnati all'invecchiamento del vostro, perchè la bella notizia è che invece il cervello non invecchia mai !... Finalmente ora la scienza certifica che i nonni sono sempre più vispi !!!!

Altro che stanco con l’avanzare dell’età: il nostro cervello non invecchia mai. Fino a ieri si credeva che dopo un certo numero di anni il cervello cominciasse a perdere colpi, non si rigenerasse e non sviluppasse più nuovi neuroni....
Oggi è arrivato il contrordine, perché è stato dimostrato che anche gli anziani possono generare nuove cellule cerebrali per tutta la vita.


LO STUDIO





Un importante studio neurobiologico della Columbia University e dell’Istituto Psichiatrico di New York, coordinato dall’italiana Maura Boldrini, pubblicato su “Cell Stem Cell” ha confermato senza lasciare spazio a dubbi, come le persone dai 75 anni in su conservano più memoria grazie alla produzione di nuovi neuroni.


La spiegazione scientifica




I nuovi neuroni nascono da cellule progenitrici situate nell’ippocampo, una zona profonda dell’encefalo, proprio come succede regolarmente nei cervelli giovani.
Ed è proprio qui che nascono le emozioni e questa zona viene normalmente utilizzata per la cognizione, mantiene volumi equivalenti nelle varie età, senza subire atrofie o degenerazioni, proprio grazie al rifornimento continuo di cellule cerebrali.



Una caratteristica dell’uomo




Questa facoltà di rigenerare le cellule cerebrali è tipica dell’uomo, la capacità è assente nei primati e nei roditori: è accertata come unica nell’uomo !
Gli studiosi hanno verificato che in soggetti di età compresa tra 14 e 80 anni, morti improvvisamente per varie cause, i neuroni degli anziani appena formati risultavano identici a quelli dei più giovani, con l’unica differenza di una minore vascolarizzazione nei cervelli vissuti molti decenni.


Il cervello dei vecchietti resta arzillo !

Se non viene colpito da malattie, anche il cervello di un anziano si continua a rigenerare. Questa scoperta aprirà nuovi orizzonti nelle neuro scienze, costringerà gli scienziati a ripensare tutte le teorie sulla memoria e complicherà il quadro fino ad oggi noto.


Ora spargete la voce e comunicate la splendida notizia a chi si era ormai rassegnato....
" Altro che vecchio, il cervello resta sempre arzillo !......











TittiMendoza Oggetto:   10 Apr, 2018 - 11:25  Profilo Rispondi citando   

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IL PICCO DELLA VEDOVA


Ho scoperto, per caso, una cosa che non sapevo esistesse e che mi ha incuriosito moltissimo..... Non so se avete mai sentito parlare del: “Picco della Vedova” bene, a tal proposito, ho fatto una piccola ricerca sul Web, che desidero condividere con chi è curioso quanto me.....




Siate pur certi che, dopo aver letto quanto vi dirò, noterete subito questa caratteristica guardando i volti della gente che vi circonda..... incluso quelli dei politici......
Che cosa è "Il “Picco della Vedova ?" E' un punto distintivo nell'attaccatura dei capelli. Questa anomalia è contraddistinta da una posizione inusualmente bassa al centro della fronte, tipo questa:




o quest'altro








I picchi di una vedova, nelle storie e nel film, sono spesso associati a personaggi cattivi ad esempio come al “Conte Dracula “ e tanti altri nei fumetti. Di certo i personaggi che seguono non appartengono a quelle caratteristiche, come ad esempio il volto televisivo simpatico e divertente di Amadeus







e nella politica, persona impegnata nel migliorare la politica come:
Matteo Salvini






Dicono che "il picco della vedova" sia un carattere ereditario dominante e normalmente, non salta generazioni. Vi sono diversi gradi di questo picco. Infatti, se fate attenzione, le persone che non hanno questa caratteristica, hanno una normale linea dei capelli, che corre diritta attraversando la fronte.
Aspettate, aspettate...... prima di andavi a guardare allo specchio per verificare la vostra fronte...., ci sono altre cose da sapere....

A questo proposito, può essere interessante approfondire questa caratteristica della capigliatura, che caratterizza alcune attaccature sia maschili che femminili e la cui definizione farebbe riferimento agli antichi copricapo che presentavano una punta che sporgeva a centro fronte, utilizzate spesso dalle donne rimaste vedove, come in questo quadro la Regina di Scozia.






Tuttavia una recente ricerca spagnola svoltasi a Siviglia, ha riscontrato questo tratto in più del 94% delle donne del campione osservato, segno che all'interno di quella particolare popolazione questo tratto dominante si è ampiamente diffuso, pur non essendo in media molto pronunciato, trattandosi di un "triangolo" alto solo 1 cm e largo 2cm circa.

Ma non finisce qui...Tale caratteristica ha comunque delle manifestazioni anche patologiche.... in alcune gravi anomalie o sindromi, come l'ipertelorismo oculare (ossia l'eccessiva distanza tra gli occhi) e appunto la sindrome di Donnai-Barrow.
La sindrome di Donnai-Barrow è caratterizzata da ernia diaframmatica, onfalocele, ipertelorismo, agenesia del corpo calloso, sordità neurosensoriale e miopia grave. ( Può comparire anche nella sindrome Waanderburg e in quella Aarskog nelle quali non ho indagato).






In pratica, il "picco della vedova" dipenderebbe da un punto di intersezione inferiore a quello abituale della crescita dei capelli sulla fronte. Questo mostrerebbe come a livello genetico ed evolutivo vi sia una stretta connessione tra le orbite oculari, la fronte e l'attaccatura dei capelli (probabilmente strutturata dai geni morfogenetici, o geni "architetto").


Non per nulla l'accentuazione di questa caratteristica viene evidenziata nel cinema, di solito per dare un volto ai "cattivi" delle varie storie o comunque a personaggi dai tratti mostruosi o animaleschi.
Le dispute su quale sia la "giusta frontiera" tra fronte liscia e capigliatura, non cesseranno facilmente, trattandosi perlo più di opinioni e di gusti legati a valutazioni estetiche personali, anche se queste possono derivare da antichissime dinamiche legate all'evoluzione della nostra specie e dal suo procedere da un aspetto animalesco e selvatico e a uno più moderno e propriamente umano.

Ecco, oltre ad osservare la fronte degli altri, adesso potete andare a guardarvi allo specchio per scoprire se anche voi avete il “Picco.....” (o meno) e scoprire di voi stessi, ciò che prima vi era ignoto.....

Saluti a chi mi legge Titti








TittiMendoza Oggetto:   30 Mar, 2018 - 16:29  Profilo Rispondi citando   

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LA STORIA DELL' UOVO DI PASQUA





L’uovo è il simbolo per eccellenza della Pasqua. Che sia dipinto o intagliato, di cioccolato o di zucchero, di terracotta o di cartapesta… ma non tutti invece, conosciamo la vera origine e la storia .
Dopo un periodo d'assenza dal Sito per motivi di viaggi, ho pensato di riprendere a proporvi argomenti interessanti e questo, mi sembra di buon auspicio per tutti!


Nell'augurare una serena Pasqua a chi mi legge,
saluto cordialmente Titti




Nell’antichità
Le origini della simbologia dell’uovo risalgono a tempi antichissimi, addirittura precedenti alla nascita della religione cristiana. Il simbolo principale che ha da sempre rappresentato l’uovo è quello della vita, ma anche quello che riguarda la sacralità ha rivestito un ruolo importante, già da millenni prima di Cristo. Alcune culture pagane consideravano il cielo e la terra come due parti che unite formavano un uovo, mentre gli egiziani ritenevano che fosse il centro dei quattro elementi: terra, aria, fuoco e acqua.

La Fenice
Simbolo universale della rinascita e del Cosmo, era anticamente ricollegato al mitico uccello Fenice che, secondo la leggenda, prima di morire, preparava un nido a forma d’uovo, su cui si adagiava, lasciandosi incenerire dai raggi del sole.
Sulle ceneri nasceva l’uovo dal quale l’Uccello di Fuoco riprendeva vita.
Mentre nei Paesi celtici del nord Europa si usava far rotolare le uova dalla cima di una collina per la festa di Beltane per imitare il movimento del sole nel cielo; la Chiesa Cattolica rimodellò il rituale per simboleggiare la pietra che rotola via dalla tomba di Cristo risorto.

L’uovo come dono
La tradizione del dono di uova è documentata già fra gli antichi Persiani, dove era diffusa la tradizione dello scambio di semplici uova di gallina all’avvento della stagione primaverile, seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali gli Egizi, i quali consideravano il cambio di stagione una sorta di primo dell’anno, i Greci e i Cinesi.

Spesso le uova venivano rudimentalmente decorate a mano. Lo storico delle religioni Mircea Eliade scrive sulla cosmogonia:
"Il motivo dell’uovo cosmogonico, attestato in Polinesia, è comune all’India antica, all’Indonesia, all’Iran, alla Grecia, alla Fenicia, alla Lettonia, all’Estonia, alla Finlandia, ai Pangwe dell’Africa occidentale, all’America centrale e alla Costa occidentale dell’America del Sud."
In Russia ed in Svezia sono state trovate uova di creta in molti sepolcri. Le statue di Dioniso trovate nelle tombe in Beozia portano un uovo in mano, segno del ritorno alla vita. Era invece vietato mangiare uova agli adepti dell’orfismo in quanto questo culto misterico ricercava l’uscita dal ciclo infinito delle reincarnazioni, cioè l’abolizione del ritorno periodico all’esistenza. L’uovo rappresenta quindi la: “ripetizione della nascita esemplare del Cosmo, l’imitazione della cosmogonia”.

Nel mondo Cristiano






Il Cristianesimo riprese le tradizioni che vedevano nell’uovo un simbolo della vita, rielaborandole nella nuova prospettiva di Cristo-Cristo risorto.
L’uovo infatti somiglia a un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù. Dentro l’uovo c’è però una nuova vita pronta a sbocciare da ciò che sembrava morto. In questo modo, l’uovo diventa quindi un simbolo di risurrezione!

Nell’arte: Piero della Francesca
Nella celebre Pala di Brera (o Pala Montefeltro) datata 1472 circa, Piero della Francesca inserisce sul fondo architettonico, in una nicchia scolpita a conchiglia, un uovo. Secondo gli studiosi, la conchiglia sarebbe il simbolo della nuova Venere, Maria madre di Gesù Cristo, e della bellezza eterna nonché della natura generatrice della Vergine e del suo legame con il mare e le acque.

L’uovo, indentificato come uovo di struzzo, sarebbe emblema della perfezione divina e, la sua posizione leggermente sfalsata rispetto all’asse mediano del quadro, simboleggerebbe la superiorità della Fede rispetto alla Ragione.

L’uovo perciò è un complesso richiamo al dogma della verginità di Maria, che doveva essere noto agli umanisti del XV secolo. Si rifà alla storia di Leda, sposa del re di Sparta, dove si trovava appeso in un tempio un analogo uovo, che venne
fecondata da Zeus sotto forma di cigno, precorrendo la fecondazione di Maria tramite i raggi divini emanati dalla colomba dello Spirito Santo.

L’uovo era anche inteso comunemente come simbolo di vita, della Creazione (Uovo “cosmico”, come detto precedentemente).
In numerose chiese dell’Abissinia e dell’Oriente cristiano-ortodosso viene spesso appeso nel catino absidale un uovo proprio con quest’ultimo valore, come segno di vita, di nascita e rinascita.

Questa valenza, inoltre, rimanderebbe alla nascita del figlio del duca di Montefeltro, (il committente dell’opera), tanto più che lo struzzo era uno dei simboli della sua casata.

Inoltre l’uovo, illuminato da una luce uniforme, esprime l’idea di uno spazio centralizzato, armonico e geometricamente equilibrato: ‘centro e fulcro dell’Universo’.













TittiMendoza Oggetto:   16 Feb, 2018 - 11:43  Profilo Rispondi citando   

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A CHE GIOCO GIOCANO I POLITICI ?




Ci risiamo ! Fra breve altre elezioni porteranno ad avere un nuovo governo, altri parlamentari e altri nuovi partiti spuntati fuori come i funghi..... ma poi gira che ti rigira i giochi sono sempre quelli del potere. Anni fa lessi queste considerazioni sulla politica che trovai molto sagge ed esatte e, in occasione di queste nuove elezioni, desidero sottoporle alla vostra attenzione per vedere se qualcosa sia cambiato o se i giochi politici sono rimasti sempre gli stessi nei secoli dei secoli.... oppure, se magari ora, con qualche saggio accorgimento il popolo, possa riconquistare la propria sovranità invertendo gli stagnanti giochi, in onesti propositi !


Ed ecco a voi la preziosa considerazione!






Caricarsi sulle spalle una situazione gravosa, lo si fa solo se si è masochisti o per auto-punirsi. Oppure se si è spinti da uno slancio di amore e di desiderio di aiutare. Altrimenti, nessuno vorrebbe accollarsi una situazione che gli porterebbe solo affanni e fatiche.

Chissà quale di queste motivazioni spinge i nostri politici a voler assumere il governo del nostro paese che, a detta di tutti, si trova in condizioni di sfascio generale. Certo, è il desiderio disinteressato di correggere le cose e portarle all'efficienza, altrimenti si dovrebbe pensare che “governare”, o far finta, porti solo vantaggi personali, come: stipendi astronomici e ricche pensioni facili e veloci, per non parlare del resto dei privilegi che un semplice operaio, suda una vita intera per ricevere una misera ricompensa dalla società “governata dai politici”.


Loro non si fanno eleggere per assumersi la responsabilità di portare ordine e benessere al popolo, tali da compensare il rischio di non riuscire e il conseguente discredito che dovrebbe venire a chi non ha saputo risolvere i problemi che si era accollato, perché, me lo consentirete, chi fallisce, almeno la faccia dovrebbe perderla...... Invece, qui sembra che Destra, Sinistra o Centro, pare che tanto più uno fallisca o, dai fatti, si dimostri incapace, tanto più diventi un'autorità politica restando incollato a vita, alle poltrone del potere amministrativo.

Il Vangelo dice che non si deve perdonare sette volte, ma settanta volte sette; perciò perdonate agli incapaci, non serbate loro rancore! Ma, una buona volta, mettiamoli da una parte. Se non altro per far vedere, a chi volesse tentare al loro posto, il rischio che corre......

Può sembrare poco caritatevole questo mio puntare il dito sugli errori o l'incapacità altrui, però, quando si riveste una carica pubblica che ha certe finalità, non si può e non si deve servirsi di quella veste per fare i propri interessi personali, e soprattutto non si può essere esonerati dalle responsabilità conseguenti ai propri errori e alle proprie incapacità. Questo non lo dico io, è previsto dall’ordinamento giuridico.

Allo stesso modo, chi fa parte di una istituzione religiosa, ad esempio, non può predicare bene e pescare nel torbido.
Un uomo che sposa un partito, deve servirlo e, soprattutto, onorarlo; ed una tale organizzazione non deve disonorare se stessa facendo, più o meno nascostamente, cose che sono certamente condannate dall'ideologia che si vuole affermare…. E’ vero che v'è ideologia e ideologia, e che alcune sono così vergognose che sono professate da società segrete, non già per sfuggire a eventuali persecuzioni ma proprio perchè ci si vergogna di mostrarsi sostenitori di certe idee. Ognuno, invece, deve avere il coraggio di professare pubblicamente l'ideologia cui aderisce.

Ideologie Politiche




L'ideologia più giusta è quella che comprende e persegue l’obbiettivo di riconosce agli uomini gli stessi diritti.


Invece le cose non vanno proprio così in ogni campo, dove gli interessi politici fanno da padrone. Certamente non parlo solo dell’Italia: la corruzione c'e dovunque.
Se mai, v'è la differenza che, in altre nazioni, difficilmente viene risaputa dall'opinione pubblica. E quando ciò accade, i colpevoli vengono puniti inesorabilmente, non perché hanno rubato, ma perché si sono fatti scoprire !......
E’ amaro ridere di queste cose; tuttavia è importante sapere, per molte ragioni, fra cui, non ultima, quella di non essere presi in giro due volte: sopportare il danno e la beffa, è importante che si sia consapevoli che le situazioni sono strumentalizzate, prese come paravento per fare o non fare certe cose.

Prima dicevo che le proprie opinioni o le ideologie debbono sempre avere una visione generale delle cose, governare non deve significare accontentare pochi che chiedono a scapito di molti che stanno zitti, ma significa migliorare la vita dei singoli col miglioramento delle istituzioni sociali.
Vi immaginate se il governare fosse diretto alle singole persone, quante ingiustizie sarebbero fatte? Certo ve lo immaginate perchè questo purtroppo accade !...







La democrazia indubbiamente è migliore della dittatura perché le scelte non sono di pochi, ma della maggioranza, e quindi dovrebbero essere l'espressione di interessi più generalizzati: però stiamo attenti che non diventi una dittatura mascherata, nella quale le scelte sono di pochi e si fanno approvare dai più, falsificando la realtà e, in definitiva, prendendosi gioco di noi.


Rivestire una carica pubblica significa servire la collettività, quindi la logica da seguire è quella di dare, non di ottenere per se stessi. Mentre anche solo sostenere un partito politico, per moltissimi, significa farsi seguace per ottenere vantaggi personali !…..
La mia critica è rivolta, prima di tutto, alle persone perché sono quelle in difetto, prima che il sistema. Perciò, anzitutto, sono le persone che debbono cambiare.
Queste cose devono servire a farci riflettere e trovare il coraggio di essere onesti nella disonesta generale. “Perché?”
E’ semplice. Se vi sembra che le cose non vadano bene in questa generale dissolutezza, adoperiamoci per cambiarle con quanto possiamo fare, cioè essendo noi stessi onesti. Certo, direte voi, noi siamo una goccia che poco peso ha nel mare della disonestà; tuttavia, quello e quanto ci spetta di fare.






E a proposito di causa e di effetto, se siamo fra quelli che non s’interessano della politica del paese, o se ce ne interessiamo solo per i vantaggi che possono venircene, o se poniamo attenzione alla politica solo se tocca i nostri interessi, se riteniamo giusta una decisione solo perchè ha la paternità del nostro partito, se scendiamo in piazza solo quando ce lo dicono, se ci sembra giusto che sia tolto agli altri quando non possiamo averle noi, se le cose che vi ho detto le sappiamo ma non le mettiamo in atto, allora noi facciamo parte del popolo ignorante e i politici che abbiamo votato ce li meritiamo: perciò non lamentiamoci se ci trattano come siamo trattati.



Concludo pregando Iddio affinchè i vincitori e gli sconfitti politicamente, di tutte le nazioni, possano riflettere e comprendere dove finiscano i propri limiti del potere e dove comincino gli infiniti doveri verso il popolo che li ha eletti, fiduciosi della loro onestà d’intenti !....





P.S.


Scusate lo sfasamento dello scritto e delle immagini, il sito oggi non lo permette eppure, l'avevano aggiornato di recente..... stavamo meglio quando stavamo peggio ? !....


TittiMendoza Oggetto:   26 Gen, 2018 - 18:20  Profilo Rispondi citando   

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TUTTI A SCUOLA DI POLITICHESE





Siamo nel periodo pre-elettorale e i politici occupano tutti spazi di comunicazioni per proporre nuove ed allettanti soluzioni per risolvere i problemi della nazione. Promesse ripetute da anni, ma che continuano ad essere “nei secoli dei secoli”, insolute, come prima e più di prima ...... A proposito di “ come prima e più di prima” sono andata a rispolverarne uno tra i miei vecchi Topic pubblicati su “Anziani” mooolti anni fa.... e vorrei riproporlo perchè rimane sempre attuale e senz'altro vi divertirà perchè magicamente, vi farà parlare come un politico !!!!!
Vi siete mai chiesti se i politici, prima d’intraprendere la carriera, frequentino una particolare scuola dove imparare la lingua della politica, cioè il:


“POLITICHESE” ?. .








Certamente avrete notato che molto spesso, per non compromettersi, si esprimono con sproloqui linguistici privi di ogni coerenza, ma pronunciati con tanta convinzione, con tanta sicurezza da farci prendere da un dubbio: “ Ma vuoi vedere che sono così ignorante da non capire cosa questa autorità politica stia dicendo ? Allora è meglio annuire e dire: "certo, certo ho capito ! “Si, perché, se per caso si dovesse ammettere la propria ignoranza e chiedere mi scusi,
le dispiacerebbe ripetere in modo più chiaro cosa intendeva dire ?" No problem, vi risponderà, usano altri termini, altre espressioni, pescate sempre nel misterioso dizionario del Politichese….

Infatti, vi ripeterà la stessa cosa, ma servita in un'altra salsa politichese… insomma, non c’è via di scampo !
Grazie a questo vecchio articolo del Corriere della Sera, vorrei riproporre le tecniche per parlare in lingua politichese… come ? Seguite queste istruzioni e divertitevi ad indossare per un giorno le vesti di un politico….. Sfidate anche i vostri amici a farlo, magari come intrattenimento, per farsi due risate tra persone simpatiche e....


BUON DIVERTIMENTO !




Titti



Parlare il politichese è facile !








Provate a farlo VOI...


Articolo tratto dal “Corriere della Sera” del 14 maggio 1981 e trascritto sulla rivista: “Industria e sindacato”Anno XXII Numero 37 del 23 ottobre 1981

Il prof. Marco Marchi e il prof. Piero Morosini hanno svolto uno studio linguistico dei vari piani sanitari elaborati in questi ultimi anni, estrapolando concetti e frasi più ricorrenti, realizzando così la tabella che qui presentiamo ironicamente definita “Generatore automatico di piani sanitari”. Infatti, mediante questa tabella, è possibile, con opportune combinazioni dei vari “ingredienti” di cui è composta la stessa tabella, sviluppare sette milioni di frasi che dicono tutto e niente. Anche i nostri lettori possono provare a costruire un discorso politico/programmatico, sullo stile di molti nostri uomini politici basta:

1 - scegliere uno qualsiasi dei dieci soggetti esposti nella prima colonna
2 -far seguire uno qualunque dei dieci verbi della seconda colonna
3 -usando a piacere tutte le altre frasi delle colonne successive.


Ora formo una frase come esempio :

Formazione della frase:
(Soggetto) -Il nuovo soggetto sociale
(Verbo) - si caratterizza per
(Frase ) - il ribaltamento della logica assistenziale,
(Frase) - secondo un modulo di interdipendenza,
(Frase) - senza pregiudicare strutture e sovrastrutture
(frase) - nella misura in cui ciò sia possibile in un ambito territoriale omogeneo

Frase completa
Il nuovo soggetto sociale, si caratterizza per il ribaltamento della logica assistenziale, secondo un modulo di interdipendenza, senza pregiudicare strutture e sovrastrutture, nella misura in cui ciò sia possibile in un ambito territoriale omogeneo



ORA PROVATE VOI !!!!

- Soggetti:

il bisogno emergente
il quadro normativo
la valenza epidemiologica
il nuovo soggetto sociale
l’approccio programmatico
l’assetto politico istituzionale
il criterio metodologico
il modello di sviluppo
il metodo partecipativo
Il ribaltamento della logica
L’utenza potenziale

- Verbi
si caratterizza per
privilegia
prefigura
riconduce a sintesi
persegue
estrinseca
si propone
presuppone
porta avanti
auspica

- Frasi da scegliere

-il primario interesse
-sostanziando e vitalizzando
-nei tempi brevi, anzi brevissimi
-della popolazione
-con criteri non dirigistici
-il ribaltamento della logica assistenziale
-il superamento di ogni ostacolo
-preesistente passiva resistenza
-la puntuale corrispondenza tra
-il riorientamento delle linee di tendenza
-la verifica critica degli obbiettivi
-l’accorpamento delle funzioni ed il decentramento decisionale
-con obbiettivi e risorse istituzionali e
-l’individuazione di fini qualificanti in atto
-la ricognizione del primario interesse
-la riconversione ed un corretto rapporto tra
-articolazione periferica dei servizi
-bisogno emergente e delle domande non soddisfatte
-senza pregiudicare strutture e sovrastrutture
-della popolazione al di sopra di una visione
-secondo un modulo di organica interdipendenza
-ricondotta a unità delle prestazioni di interessi e
-pressioni di parte nell’attuale livello orizzontale
-con criteri non dirigistici in maniera articolata
-aldilà delle contraddizioni e difficoltà iniziali
-attraverso i meccanismi della partecipazione
-e non totalizzante non assumendo mai
-senza precostituzione delle risposte sostanziando e recuperando, ovvero
-come implicito vitalizzando rivalutando attualizzando e concretizzando
-non sottacendo, ma anzi, puntualizzando
-ipotizzando e incrementando non dando certo per scontato
-potenziando ed implementando in un ottica preventiva
-evidenziando ed esplicitando nel rispetto della
-con le dovute ed imprescindibili sottolineature
-nella misura in cui ciò sia possibile in un ambito territoriale omogeneo
-attivando un sistema integrato esistente ai diversi livelli
-e non curativa nel contesto di indispensabile e imprescindibili
-normativa quale sua premessa nella misura in cui ciò sia fattibile
-con le dovute sottolineatura in termini di efficacia ed efficienza
-condizionante a monte e a valle delle risposte
-un indispensabile salto di qualità della situazione
-la non sanitarizzazione corrente
-l’annullamento di ogni ghettizzazione, l’appianamento delle discrasie esistenti
-flessibilità delle discrepanze e una congrua differenziata metodologia
-il coinvolgimento attivo di operatori, strutture ed utenti
-la ridefinizione del linguaggio di una nuova figura professionale
-l’adozione di una demedicalizzazione









TittiMendoza Oggetto:   21 Gen, 2018 - 18:33  Profilo Rispondi citando   

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L'ARTE DI SAPER COMUNICARE





La maggior parte delle volte, nelle relazioni, nascono conflitti perchè non si “ascolta”, si parla, parla, parla, a discapito dell'ascolto.



È vero che a volte diventa un’impresa difficile da raggiungere, forse perché ognuno ha il suo punto di vista e non vuol cambiarlo o magari, perché manca la saggezza di ascoltare ciò che anche gli altri hanno da dire in merito. 
Spesso lo vediamo anche nelle trasmissioni televisive, specialmente in quelle politiche, parlano tutti contemporaneamente e quindi, una ragione, un opinione viene espressa strillando , ignorando la buona educazione di ascoltare, prima di “urlare “la propria risposta.
Conclusione ? Non si capisce niente perché ognuno ha ascoltato solo se stesso……





Così aumenteranno sempre più le incomprensioni, le separazioni, le diatribe, le aggressività, insomma, per chi assiste a queste sceneggiate, non rimane che tapparsi le orecchie perché, più che un noioso rumore non giungerà alle proprie orecchie.


Naturalmente, questo non avviene soltanto nella comunicazione verbale, ma anche in quelle scritte, come ? Nessuno legge o mette attenzione al senso di uno scritto ed ecco allora che scatta la risposta scritta in lettere maiuscole che, virtualmente, significa “gridare, alzare la voce, strillare a squarcia gola le proprie ragioni in modo cafonesco…"
Insomma, l’arte del comunicare è una virtù che a quanto pare, si va sempre più perdendo a favore della tracotanza. .....

Si dice che chi ha orecchie grandi sia un saggio perchè sa ascoltare prima di parlare.
Ad esempio, questa è la ragione delle orecchie lunga con le quali vengono raffigurate le statue di Buddha come simbolo della saggezza.






Secondo gli indiani chi ha orecchie grandi è considerato una "vecchia anima", già reincarnato più volte. Agli elefanti per via delle grandi orecchie, viene riconosciuta una grande memoria: infatti, possono riconoscere una persona a distanza di anni.

Le prime percezioni che il bambino ha nella pancia della mamma sono acustiche: sente il suo battito cardiaco. Forse è anche per questo motivo che il suono dei tamburi, usato per esempio nei riti sciamani, ma anche nella danza orientaale prevale su altri strumenti musicali, il corpo comincia a muoversi in modo ritmico perchè si ricollega ai battiti cardiaci della mamma.
Il suono è anche il primo dei sensi che si sviluppa nel feto ed è l'ultimo a spegnersi al momento del nostro trapasso.






In riflessologia il padiglione auricolare rappresenta l'immagine di un bambino in posizione fetale, a testa in giù, dando una poetica visione del collegamento fra diverse parti del corpo.


In seguito, tempo permettendo, mi piacerebbe approfondire lo studio della correlazione tra l'orecchio e il feto.
Ma ora, a proposito di comunicazione…. passo la parola a chi può insegnarci qualcosa in merito, a pieno titolo.
Vorrei quindi condividere, con chi è interessato, quanto afferma Marcella Damon, una scrittrice, giornalista e psicologa italiana, riguardo il grande problema della comunicazione tra esseri umani. 


SalutiTitti






PARLARSI - CAPIRSI






Marcella Damon




Quanti malintesi e quanti conflitti nascono semplicemente dall'incapacità diffusa di "ascoltare" davvero, fare silenzio dentro di sé e aprirsi nei confronti di quello che l'altro vuole dire. Ecco le basi per creare un vero dialogo. 



In ogni incontro, casuale o di lavoro, tra amici o sconosciuti, con il partner o un negoziante, non scambiamo solo parole e concetti, ma molto di più. Sono due interi mondi che si incontrano, per pochi istanti, per anni o per vite intere. Se non si comprende la ricchezza e la possibile varietà di queste due dimensioni che si incontrano, non si potrà mai capire né accompagnare la complessità delle relazioni che possono nascere. 


Quanti malintesi nascono dal non prendere in considerazione che il nostro interlocutore non è necessariamente "fatto" come noi, e che quindi ha una sensibilità, visione del mondo, percezione della realtà diverse dalla nostra.








Quanti conflitti nascono dal "non ascolto" più che da reali contrapposizioni, o dall'utilizzo indiscriminato di luoghi comuni mai messi in discussione...

Senza un opportuno allenamento, quando parliamo con gli altri, la maggior parte delle volte non parliamo davvero con loro, ma con l'idea che ci siamo fatti di loro, o con il riflesso di qualche altra figura - spesso la madre o il padre - che con l'interlocutore presente non ha nulla a che fare.

Senza un opportuno allenamento, quando parliamo con gli altri, parliamo in realtà da soli e non ascoltiamo neppure quello che l'altro dice davvero. Non c'è da stupirsi se poi, anche nelle relazioni più importanti, "non ci si capisce".

Come fare?






Cominciare ad ascoltare.

Esercitarsi ed educarsi ad ascoltare l'altro, concentrando davvero l'attenzione su quello che sta dicendo. Di più. Partire dal presupposto che l'altro ha ragione e farsi spiegare bene che cosa intende sino a quando si è capito il suo punto di vista.
Questo già predispone il dialogo verso una comprensione reciproca invece che verso una lotta senza quartiere per avere ragione, verso un conflitto tra voci che non si ascoltano e quindi, naturalmente, non si capiscono.








Questa inaspettata mossa strategica - simile quella del judoka che usa la forza dell'avversario a suo favore - ha un "effetto collaterale" non irrilevante: permette all'interlocutore stesso di mettere in chiaro le ragioni del suo punto di vista e di verificare quanto siano più o meno verosimili o fondate.
Non sentendosi più attaccato, ma invitato a spiegarsi, diventa più disponibile a un incontro.
Ma non è solo nel conflitto che è importante "parlarsi e capirsi", lo è anche nella normale routine quotidiana, nella vita di famiglia, di lavoro, di coppia, di relazione.
Tutto è relazione, la vita stessa è relazione! Quindi, apprendere ad avvicinarci all'altro con il rispetto che merita ogni "alterità" diventa il punto di partenza per instaurare relazioni più armoniose e collaborative, a tutti i livelli, anche nella società e sul pianeta. Bastano pochi accorgimenti e molto allenamento.


La ricetta?



Attenzione, ascolto, rispetto, empatia, dialogo.

Tutte tappe che costruiscono il sentiero che porta alla capacità di uscire dal soliloquio della propria mente per incontrare davvero l'altro. E' questo che si chiama comprensione, è questa la base di un vero dialogo.



Non giudicare





Nessuno ama sentirsi puntare addosso un dito giudicante.

Dà senso di inadeguatezza, può essere fonte di angoscia, inibizione o rabbia. E' un atteggiamento che mina ogni possibilità di incontro. L'assenza di giudizio è una delle caratteristiche primarie di uno spazio autentico di comunicazione in cui ci si concede reciprocamente di incontrarsi e accettarsi per "ciò che si è", senza etichettarsi a priori.




Non interpretare







Ogni tentativo di interpretazione tende inevitabilmente a generalizzare e, in un colloquio, allontana da un contatto più autentico con la persona che sta di fronte, trasmette un senso di fraintendimento e genera facilmente irritazione. Ormai persino dallo psicologo e dal counselor le persone si sentono, giustamente, in diritto di essere ascoltate senza venire inserite in "scatolette preconfezionate".



Non "leggere nel pensiero"







O non avere la pretesa di farlo, soprattutto. Questo vuol dire non dare per scontato che già si sa cosa l'altro pensa, sente, vuole, o non vuole. L'alternativa è chiedere, verificare, esternare l'eventuale perplessità, per non confondere mal di pancia con atteggiamento di ostilità, timidezza con ostentazione, preoccupazione con fastidio. Ancora una volta vuole dire riconoscere all'altro il suo modo di essere e di esprimersi.



Non dare soluzioni






Quando qualcuno racconta un suo problema, spesso ha solo bisogno di sfogarsi e di chiarirsi le idee parlandone. Guai a interromperlo, pur se con la migliore delle intenzioni, per fornirgli soluzioni ! Le soluzioni, giustamente, ognuno può trovarsele da solo e il fatto di parlare di quanto sta a cuore è il modo migliore per cominciare. Se vogliamo davvero aiutare chi ha un problema:



facciamolo parlare !

....

















TittiMendoza Oggetto: Duro di comprendonio ! ....  20 Gen, 2018 - 18:16  Profilo Rispondi citando   

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Pazienza:




ancora una volta non hai capito nulla !….



La mia non era: “excusatio non petita, accusatio manifesta”. la mia risposta era mirata a risvegliare quella parte di te che fa il “finto tonto”…. come d’altronte è tuo stile fare da anni nei miei riguardi: girando poi puntualmente le frittate e attribuendo la colpa al mio nervosismo…. sei monotono Asso “Mono-Tono”

No Asso, hai capito ancora male, il mio non è nervosismo, ma soltanto disgusto verso le tue manipolazioni della verità. Si, il tuo modo di fare è conosciuto da molti in questo sito, si chiama: “provocazione becera”

Ora, ad esempio, hai avuto la spudoratezza di affermare che tu: “non hai criticato, non hai offeso, non hai mosso nessun rilievo” nei riguardi del soggetto da me esposto, cadendo tragicamete tu: nell’“excusatio non petita, accusatio manifesta”.

Ma se è una vita che sei attratto da quello che scrivo, addirittura li ricordi a memoria i miei post... sei arrivato anche a dirmi: "guarda che il soggetto di questo post l’hai pubblicato 5 anni fa…." Magari li ricordi perchè si distinguono dai tuoi per interesse, a differenza del tuo stile aggressivo.
Infatti “peste mi colga !” se dico una bugia:
“non ho mai letto un commento positivo ed amichevole su ciò che postano gli altri “, come se le dita sulla tastiera soffrissero di schizofrenia e fossero disconesse dalla ragione, a favore di quella parte del cervello rompi maroni.... che ti distingue….






Come avrai notato da secoli..... "tu non m’interessi", a me non interessa quello che copi e incolli, non m’interessano le tue elucubrazioni sulla politica ed altro, in poche parole, io nella tua vita non entro perchè sei distante mille anni luce dai miei interessi, ma forse è proprio questo che spinge te ad interessarti di me ?
O solo perchè, leggendo quello che scrivo ti fa rabbia, perchè diventa lo specchio della tua inefficienza ?
Bene ora concludo dicendoti che l’unica cosa intelligente da fare nei tuoi riguardi è quella d’ignorarti totalmente, al fine di non farti montare la testa….. illudendoti di conquistarmi con le tue cavolate !….
Per concludere ti dò un buon consiglio, dedicandoti questa canzone napoletana:


"Mm' aggi'a curà"


assodipicche Oggetto: Chi si loda si sbroda.  20 Gen, 2018 - 15:38  Profilo Rispondi citando   

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…e c’è anche un altro proverbio che calza a pennello: “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Perché? Perché io non ho criticato, non ho offeso, non ho mosso alcun rilievo e tu sei partita in quarta, col tuo solito stile da….gran signora, ovviamente!
Nervosetta però!
Ma Titti, santo cielo, calmati, rilassati, incavolarsi non fa bene. Guarda: stai serena! Ok?

TittiMendoza Oggetto:   19 Gen, 2018 - 19:51  Profilo Rispondi citando   

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Asso, potevi risparmiarti di fare ancora brutte figure….





Ma tanto, da quando ti conosco, sei abituato a farle, visto che entri in discussioni che non capisci…. Si nota ed è chiara la tua invidia verso le persone più intelligenti, corrette ed educate di te, poverino…..
Ah ! Se invece di precipitarti a coprirti di ridicolo, avessi osservato che nel mio scritto comincio col dire:
"Ultimamente mi ha colpito conoscere le potenziali della mente e del pensiero e, fino a che punto queste possono arrivare? Mi son chiesta: ma cosa è poi il pensiero, da cosa è composto e come funziona ?"
Cosa significa questo secondo te ? Che ho imparato la lezione da qualcuno o che io sono all’altezza d’insegnare ?

E termino il mio scritto dicendo:
"Alla fine non ci resta che meditare su quanto appreso: ( non quanto da me insegnato)ma la mente dell'uomo è davvero il mondo dei fantasmi, delle possessioni e del terrore ? A volte, guardandoci intorno, pare proprio di si !....."

E per concludere, non firmo col mio nome lo scritto…. (secondo la tua cultura questo cosa significa ?) Quindi, è chiaro che ho imparato da qualcuno ciò che ho riportato, al fine di condividere l’informazione con chi è interessato a leggerla ed infine, l’ho anche corredata con un trattato scientifico .








Però, magnanimamente.... posso ancora perdonare la tua ignoranza, visto che il tuo unico modo d’esprimere si riduce alle emoticon…. Ma, per il tuo bene, vorrei farti notare che stasera hai dimostrato sfacciatamente la tua invidia verso gentiluomini che al contrario di te, conoscono l’educazioe e il rispetto verso gli altri, dovresti prendere esempio di cosa significa essere un galantuomo, ben educato, nelle più svariate sfaccettature di comunicazione, cosa che purtroppo, non sei mai riuscito a comprendere in tutti questi anni.
Però, mai perdere le speranze….. vedo che un barlume d’intelligenza può ancora germogliare nei tuoi neuroni e che in fondo al Tunnel dell’ignoranza una luce ti mostri il lungo cammino da fare....... Quindi per fortuna nulla è ancora perduto…

Si vede che gli insegnamenti dei Maestri del Cerchio Firenze 77 stimolano ancora la tua curiosità, ma che purtroppo non possono far succedere miracoli nei casi persi come il tuo !!!


In attesa che le mie preghiere possano far avvenire il miracolo... e siccome sono educata... ti saluto !






assodipicche 12 Oggetto: Argomento interessante e soprattutto...originale!  19 Gen, 2018 - 18:13  Profilo Rispondi citando   

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TittiMendoza Oggetto:   19 Gen, 2018 - 17:52  Profilo Rispondi citando   

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Caro amico Taita




Mi fa piacere sapere che il soggetto da me trattato, sia stato di tuo gradimento.
La curiosità di scoprire indagare, apprendere e sperimentare le infinite sfaccettature della mente umana, inserita nel contesto di quella che noi definiamo:"Vita" , non finirà mai di stupirmi, facendomi comprendere quanto profonda sia ancora la mia ignoranza.... Anche se tante esperienze, alla mia età, per fortuna, sono state già passate al setaccio della ragione d'esistere, nella mente e nell'Anima.



Un cordiale saluto a te e a chi mi legge









Taita Oggetto: TAITA E... Brava Titti!  19 Gen, 2018 - 16:49  Profilo Rispondi citando   

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Bel Post, complimenti !

TittiMendoza Oggetto:   18 Gen, 2018 - 21:13  Profilo Rispondi citando   

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LA FORZA DEL PENSIERO




Ultimamente mi ha colpito conoscere le potenziali della mente e del pensiero e, fino a che punto queste possono arrivare? Mi son chiesta: ma cosa è poi il pensiero, da cosa è composto e come funziona ?

Pare che la mente sia proprio un'arma a doppio taglio !
Si dice che la mente dell'uomo sia uno strumento meraviglioso ma, proprio per questo, capace di assecondare in modo genialmente perfido le nascoste, inconfessate intenzioni e aspirazioni di creature deboli e squilibrate......

Ad esempio, parlando di fantasmi della mente..... si dice che solo il dieci per cento del dolore provato dall'essere umano sia dovuto al corpo fisico: il resto è conseguenza dei fantasmi creati dalla nostra mente. Ebbene, ad essere precisi, anche quel dieci per cento dovrebbe essere suddiviso fra le malattie non volute e quelle volute dall'uomo e quindi procurate dalla sua mente.
François Joseph Victor Broussais è stato un medico francese del 1800. Era un fisiologo e pensava che lo stomaco fosse "la sede delle emozioni" e di conseguenza, in collegamento con le patologie del cervello curando la maggior parte delle malattie come collegate alla gastroenterite.....

Lui affermava di avere constatato che, durante le epidemie di colera, erano più soggetti ad essere contagiati coloro che avevano paura di ammalarsi di coloro che si sentivano immunizzati; e più recentemente si avuto la prova che perfino infermità causate da fatti traumatici, quali ad esempio cadute, hanno sovente all'origine una mancanza di reazione istintiva muscolare con cui l'organismo normalmente ne riesce a uscire indenne da percosse per cadute e incidenti.

A tacere poi delle malattie organiche, nelle quali gioca il venir meno delle difese naturali per effetto di una inconscia volontà di ammalarsi.
Non ci dovrebbe sembrare incredibile tutto ciò: analizzatevi un po`:
quante volte vi sentire stanchi, di cattivo umore, depressi, senza che vi sia una ragione oggettiva; quante volte attribuite la causa della vostra scontentezza a situazioni che possono anche essere di fatica, non piacevoli, ma che obiettivamente non sono poi così drammatiche da causare un annientamento quale lo provate.

Rendetevi conto che, molto spesso, c'è quasi un bisogno di soffrire; molto spesso si vuol soffrire per soddisfare una necessità psicologica. Non è una cosa nuova: sto solo affermando che questa sorta di masochismo è più diffusa di quanto si creda, anche se non raggiunge livelli evidentemente patologici......
Le ragioni possono essere molte, dalla ricerca di espansione per un senso di colpa alla volontà di mettersi in evidenza, al bisogno di colmare un vuoto interiore, e via dicendo. Ripeto: la mente dell'uomo è uno strumento meraviglioso, ma che, se non saputo dominare, può diventare un raffinatissimo strumento di tortura o condurlo in una dimensione che non stento a definire da incubo, sia per l'angoscia che fa provare, sia perché ben poco ha di oggettivo e tanto di fantasioso sogno.

Alla fine non ci resta che meditare su quanto appreso:
ma la mente dell'uomo è davvero il mondo dei fantasmi, delle possessioni e del terrore ? A volte, guardandoci intorno, pare proprio di si !.....









TittiMendoza Oggetto:   11 Gen, 2018 - 13:49  Profilo Rispondi citando   

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E’ da giorni che sto cercando di pulire l’aria inquinata dal recente intervento: “assodipicchettiano”. Non ci sono ancora riuscita, perchè è troppo incrostato da incongruenze !…..


Mi hanno detto che in questo caso, un mirato esorcismo sarebbe migliore di ogni detersivo e allora, ci sto lavorando su…. con l’aiuto dei migliori esperti nel campo….


Abbiate pazienza….a breve è garantito il ripristino del traffico di:

“argomenti interessanti”…..












assodipicche Oggetto:   07 Gen, 2018 - 15:18  Profilo Rispondi citando   

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TittiMendoza Oggetto:   06 Gen, 2018 - 19:41  Profilo Rispondi citando   

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Assoooooo





ma che fai ? Rispondi a picche….. oltrettutto rubando versi dalle “Odi di Orazio” infarcendoli di cazzeggiamento senza ne capo ne coda….

Allora avevo proprio ragione quando ho detto che la senilità nei tuoi neuroni galoppa verso il baratro senza speranze..... e peggiorando di ora in ora…



Adesso nella lista delle emoticon,usate come stile infantile nelle tue risposte, devo anche aggiungere: furto a fine stupro di opere letterarie.
Allora hanno prorio ragione quelli dei piani infernali che sei un perfetto candidato per le loro fiamme dell’inferno, specialmente ora che ti sei appropriato anche del nome sacro della Kabala.






Mi dispiace, non posso metterci neanche una buona parola per salvarti, anche avendo molti amici importanti nei piani alti.....perchè danneggerei la mia reputazione guadagnata, a giusto titolo e con prove inconfutabili.... per aver sopporta nella vita, persone irrecuperabili come te.



Alla fine, per fortuna, ognuno ha quello che si merita e raccoglierà quello che ha seminato nella vita !….





Consiglio di rassegnarti: la pena ti sembrerà più sopportabile !
assodipicche Oggetto: Scomodando Orazio  06 Gen, 2018 - 15:43  Profilo Rispondi citando   

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"Tu non domandare - è nefasto saperlo - quale sia l'ultimo giorno
che gli dei, o Titti, hanno dato a te
ed a me, e non provare coi numeri di Babilonia*.
Quanto è meglio accettare qualunque cosa verrà !
Sia che questo inverno - che ora stanca il mare Tirreno sulle opposte scogliere -
sia l'ultimo che Giove ti ha concesso, sia che te ne abbia concessi ancora parecchi,
sii saggia, versa il vino e taglia speranze eccessive, perché breve è il cammino che ci viene concesso.
Mentre parliamo, già sarà fuggito il tempo invidioso :

cogli il giorno, fidandoti il meno possibile del domani."
-----------------------------------
* la Kabala


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