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giuliana 10 Oggetto:   28 Mar, 2008 - 17:02  Profilo Rispondi citando   

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rolinda ha scritto: cara solidea..è bene controllare il fegato..Tu hai perfettamente ragione..ed io ho fatto tutti i controlli possibili ed immaginabili..tutte le prove anche con i cibi per vedere se il fegato era steatosico..ma è perfetto!!..è proprio una questione autoimmune ..di difesa del mio fegato ai farmaci elettivi per la mia patologia..Oramai mi sono adeguata..ho la fortuna di avere un medico in gamba che mi segue e mi supporta quando ne ho bisogno...(molto rari al giorno d'oggi!)..
giuliana Oggetto:   28 Mar, 2008 - 16:53  Profilo Rispondi citando   

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solidea ha scritto:i farmaci avvelenano il fegato..
Cara Solidea come è vero tutto questo..purtroppo ho una intolleranza epatica ai farmaci che mi servono per curare l'artrite reumatoide..non c'è nulla da fare...quindi mi devo accontentare dei cortisonici ed antidolorifici e fans...
..è una reazione autoimmune..
giuliana Oggetto: Re: Il vino rosso....  27 Mar, 2008 - 18:27  Profilo Rispondi citando   

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AntiRuggine ha scritto: il vino rosso..
Ciao! quesito ..chi non ha l'helicobacter che fà?
Mi invieresti la tua opinione sul "bullismo"..nella mia città non è molto in evidenza.so però che gli agglomerati scolastici possono favorire il formarsi dei "branchi" come qualcuno dice..Penso che il bullismo sia una espressione del malessere giovanile di oggi..ma ritengo che sia legato anche a problemi che scaturiscono in famiglia e che poi vengono esternati al di fuori di essa per rabbia repressa..ti ringrazio!
giuliana Oggetto: Re: la depressione e i farmaci  27 Mar, 2008 - 17:39  Profilo Rispondi citando   

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abelardo ha scritto: un anno fa
Caro Abelardo pure io mi sono trovata per un momento difficile nella mia vita ad assumere un antidepressivo..ma ora sono riuscita come te..con la forza di volontà a reagire...non sempre però è facile..importante quanto la depressione diventa più insostenibile chiedere aiuto e non vergognarsi..non è una patologia "mentale"...ma è legata a molteplici fattori..quali lo stress fisico..la carenza degli ormoni nel sesso femminile (climaterio), ed è anche causata da alcuni farmaci quali i cortisonici, fans ed altri..
idea Oggetto: Grazie dell'informazione, Antiruggine  15 Dic, 2007 - 17:08  Profilo Rispondi citando   

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Grazie, Antiruggine, io soffro delle patologie che hai elencate, vuol dire che mi farò 1/2 litro al giorno!
Idea
P.s: appena diagnosticato il male, mi avevano proibito, fra l'altro, gli alcolici.

AntiRuggine Oggetto: Il vino rosso....  15 Dic, 2007 - 14:25  Profilo Rispondi citando   

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Salute: vino rosso efficace contro ulcere e bruciori stomaco
Lo dimostra uno studio dell'Universita' di Siena
(ANSA) - SIENA, 15 DIC - Consumato in quantita' moderata, il vino rosso e' efficace contro l'ulcera e le infiammazioni provocate dai radicali liberi nello stomaco. E' quanto afferma una ricerca dell'Universita' di Siena, effettuata su 13 vini: i ricercatori hanno dimostrato che tutti i vini testati sono attivi contro l'helicobacter - batterio che provoca ulcere ed e' fattore di rischio di carcinoma e linfoma gastrico - e combattono efficacemente i radicali liberi, responsabili di diverse patologie infiammatorie.





_________________
Il cammino è lungo e tutto ancora da inventare.
Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

Tiziano Terzani.


marialuna Oggetto:   02 Dic, 2007 - 22:43  Profilo Rispondi citando   

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A volte per uscire da un momento di depressione basta un’amicizia “vera”, qualcuno che ti ascolta e accetta quello che stai vivendo, senza darti consigli. Qualcuno che ti vuole bene con il

abelardo 2 Oggetto: la depressione e i farmaci  13 Ago, 2007 - 22:47  Profilo Rispondi citando   

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Un anno fa, per circa due mesi ho preso un antidepressivo su prescrizione medica. Appena 10 giorni dopo l'assunzione provavo un senso di nausea insopportabile, qualche miglioramento dal lato depressione c'era, ma io di mia iniziativa l'ho smesso di prendere. Dopo circa un mese mi sentivo meglio, l'umore era buono, ed ho continuato a
fare di testa mia, cioè cercando di uscire dal tunnell soltanto con la mia volontà. Attualmente ho alti e bassi, ma in genere sto bene. Tutto ciò per affermare che certi farmaci vengono dati con troppa facilità, farmaci che sono molto forti, quindi dannosi per il fegato. Il mio parere è che la depressione si può vincere con un buon psicoterapeuta e la collaborazione del paziente, senza farmaci. Naturalmente se non si tratta di malattie mentali conclamate.


_________________
Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.
solidea Oggetto:   09 Ago, 2007 - 12:27  Profilo Rispondi citando   

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Anche in fatto di vini, la Bibbia aveva ragione. Il versetto " il buon vino allieta il cuore dell'uomo " ha avuto una recente conferma, quando si è scoperto che il potassio in esso contenuto stimola l'attività cardiaca. Non per nulla, papa Paolo IV si lavava i denti con la malvasia. E, sull'opposta sponda il poeta Ulrich von Hutten, amico di Lutero, diceva:

Qui bene bibit bene dormit
qui bene dormit non peccat
qui non peccat venit in coelum
ergo qui bene bibit venit in coelum

(chi beve bene dorme bene, chi dorme bene non pecca, chi non pecca va in cielo, dunque chi beve bene va in cielo )
ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche, c'è perfino il " brut " del Concilio di Trento, benedetto in etichetta da un pacioso prelato.
Con uno spumante così , si digerisce anche Lutero.

solidea Oggetto:   20 Giu, 2007 - 11:53  Profilo Rispondi citando   

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Sindrome da stress.......il nostro cuore......

Quando l'emozione può essere fatale !!!!

Di crepacuore si può morire. E non solo nei romanzi rosa o nelle tragedie riviste da autori moderni, come Romeo e Giulietta di Riccardo Cocciante, dove la sfortunata fanciulla lascia questa vita non per mano di un pugnale ma per l'immenso dolore.
Domani presso l'Hammersmith Hospital di Londra si parlerà al summit di Cardiologia dell'apical ballooning, ovvero la sindrome dei cuori infranti.
Si tratta di un tipo di infarto che non è causato dalla chiusura di un vaso sanguigno, ma da una intensa emozione. Il forte stress provoca la dilatazione dell'apice del cuore, il quale assume la forma di un palloncino. Da qui il nome apical ballooning.
A volte può avere esito fatale, ma nella maggior parte dei casi, la funzione cardiaca, gravemente compromessa nella fase iniziale, riprende a funzionare perfettamente.
A sei mesi dall'infarto il cuore appare perfettamente sano.
Questa sindrome colpisce in particolare le donne, ed è una malattia soggetta a ricadute.
" Una signora ne è stata colpita il giorno della morte del marito e una seconda volta esattamente un anno dopo, quando ricorreva l'anniversario della scomparsa.
L'apical ballooning è stata descritta per la prima volta nel 1991 in Giappone e prende il nome di " takotsubo ", il vaso di terracotta a forma panciuta e collo stretto utilizzato per catturare i polipi.

rolinda Oggetto:   15 Giu, 2007 - 09:51  Profilo Rispondi citando   

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Cara Solidea,
questo bellissimo intervento sarebbe stato bello anche postato in terapie naturali .. ma sarà letto anche qui, quindi va benissimo.
Aggiungo che (e non tutti sanno) anche molte depressioni, curate con psicofarmaci, spesso sono dovute a malattie o a disfunzioni epatiche, perchè il fegato è anche l'organo non solo degli "umori" ma anche dell' "umore", per cui, prima di affidarsi agli psicofarmaci, è bene controllare il fegato, magari si scoprono disfunzioni ed è possibile rimediare...
Perfettamente d'accordo, ovviamente, del consiglio: "mai fai da te"....
solidea Oggetto:   14 Giu, 2007 - 22:21  Profilo Rispondi citando   

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I farmaci avvelenano il fegato...... ai primi sintomi bisogna sospendere la cura.

Sono parecchie le cause che riteniamo responsabili di " rovinarlo " o di farlo ingrossare. In realtà sono di molteplice natura i nemici che attentano all'integrità del nostro fegato, la ghiandola più grossa ( circa un quarantesimo del peso totale del corpo ) e l'unica in grado di rigenerarsi incessantemente. Una ghiandola fondamentale : l'attività chimica del fegato è essenziale per il battito regolare del cuore, per il libero fluire del sangue nei vasi sanguigni, per la buona digestione, per l'acutezza della mente, per il buon funzionamento dell'apparato muscolare:
Per la medicina tradizionale cinese, la disarmonia del fegato, causata magari da cattive abitudini alimentari, provoca disturbi agli occhi quale secchezza, bruciore, macchie di sangue nel bulbo oculare, dolore e gonfiore, ma anche patologie più gravi come la miopia.
E' un problema molto attuale, ma spesso dimenticato o misconosciuto perchè numerose ricerche cliniche evidenziano che sono 600 i farmaci che possono creare danni epatici. Studi europei, più in dettaglio, ci dicono che dai 7 ai 13 soggetti su 100mila che assumono regolarmente farmaci sono esposti a danni epatici .
Cosa scatena i danni al fegato ? I meccanismi sono due. Esiste in primo luogo la tossicità diretta del farmaco, che con i suoi metaboliti provoca la morte delle cellule epatiche. Vi è poi la tossicità immunologica, che è la più frequente, che deriva da una sorta di intolleranza al principio attivo del farmaco, tanto è vero che a volte si manifesta con fenomeni tipici dell'allergia.
Come accorgersi che un farmaco procura danni al nostro fegato ? per il momento solo una diagnosi precoce, ossia la biopsia epatica, può consentire la diagnosi certa di danni epatici da farmaco che per fortuna solitamente sono reversibili. La prima cosa da fare comunque è sospendere la somministrazione del farmaco sospettato di arrecare danni al fegato.
Un consiglio del medico anche nei riguardi dell'uso delle erbe è quello del " NON fai da te " ma di rivolgersi a persone competenti ed esperte. Alcuni miscugli molto usati in Asia provocano epatiti fulminanti che richiedono il trapianto immediato del fegato.



(articolo tratto da un convegno medico di aggiornamento di Epatologia )

un consiglio da parte di un medico a seguito mia esperienza personale :
Non usare possibilmente " Aulin " ma, se proprio indispensabile, prendere immediatamente prima di assumerlo, un prodotto chimico chiamato " Antra " per la protezione della mucosa gastrica.







Alena Oggetto:   31 Mag, 2007 - 12:47  Profilo Rispondi citando   

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Che esperienza... Capisco un po anche il medico pero, lui ha un´analisi nelle mani e una donna davanti a se che dice che sua figlia non ha neanche un fidanzato... Chissa quanti casi di questo tipo ha gia visto! Quindi consiglierei pazienza e magari un´altra battutaccia
Non cambia comunque il fatto che vi siete trovate davanti a una grande improfessionalita. E ce ne sono tante altre...
Grazie a Dio non sono mai stata ricoverata, ma mi fa paura solo l´idea di dover andare all´ospedale un giorno, forse davvero malata, davvero con dolori, davvero impaurita. Un paziente cambia cosi subito in un numero, un altro "caso"...
mela Oggetto:   29 Ott, 2006 - 19:05  Profilo Rispondi citando   

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Si si, Alma, è proprio come dici tu, si tratta di una regola quasi generale, disdicevole, stupida e controproducente. Per adesso occorre ancora che Milena si sottoponga all'esame per il quale siamo "sbarcate" in quel nosocomio, unico in zona attrezzato per eseguirlo, perciò avremo modo ancora di frequentare questi medici dalla preziosa preparazione...medico legale, appunto.
Ciao, grazie per l'attenzione, e speriamo che, a furia di protestare, qualcosa cominci a cambiare, infine.
Ciao


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Alma Oggetto:   29 Ott, 2006 - 18:21  Profilo Rispondi citando   

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cara melina.. ti sei trovata di fronte a una delle più seguite regole dei dottori in generale : "mai credere a quello che dice un paziente".
Ci sono passata anche io, non per me ma per il mio ex, e il dottore mi rivelò questa loro regola... il paziente CREDE che sia successo questo o quello... ma loro, Medici, possono attenersi solo ai risultati degli esami ecc. ecc. Comunque hai fatto bene a cambiare laboratorio di analisi ! Anzi, scrivendo con molta pacatezza, io ci aggiungerei anche due righe ai responsabili del laboratorio... non servirà a niente... ma fa precedente .... ciao e auguri di pronta guarigione a tua figlia !
mela Oggetto: piccola storia vera di malasanità...  28 Ott, 2006 - 09:20  Profilo Rispondi citando   

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...che credo appropriatamente inserire qui, piuttosto che in...nostri racconti...ecc.

Non esistono più né medici né malati. Le malattie hanno sostituito ed annullato i malati e quanto ai medici..ora c’è l’esercizio di una professione che dovrebbe essere al servizio del malato ma che invece, si svolge per “protocolli” alla ricerca di terreni certi non però per aiutare il malato, ma il medico, spesso soddisfatto del suo operato una volta che sia riuscito a neutralizzarne i possibili risvolti medico legali a suo carico. Il che è cosa ben diversa, appunto, dall’esercitare con scienza, coscienza, buona fede.
Accompagno in day hospital alla Ginecologia dell’Ospedale di ….. mia figlia, affetta da perdite ematiche inarrestabili delle quali occorre studiare la causa, visto che le cure praticate per identico problema negli ultimi due anni ora risultano inefficaci. E’ la seconda giornata di day hospital, durante la prima le hanno praticato il prelievo del sangue per gli esami di routine; l’ecografia è stata rinviata, invece, dopo quattro ore di attesa, perché l’ecografista storce il naso all’apprendere che c’è perdita di sangue e preferisce rinviare sperando che il flusso si riduca.
Bene, oggi quindi bisogna fare visita anestesiologica ed ecografia. L’anestesista sfoglia gli esami contenuti in cartella e, alzando gli occhi: “ Dunque la signora è incinta…” Reagiamo con stupore ed incredulità, si comprende quindi che dev’esserci stato uno scambio di liquidi organici in laboratorio.
L’anestesista parla di “interpretazione degli esami” perché spesso le macchine sono imprecise, e racconta di quando il laboratorio gli dava per un malato dei valori di insulina che richiedevano l’immediata inoculazione di una dose da..non ricordo quanti mg. Lui però, scrupolosamente, ha ripetuto l’indagine più volte con altro apparecchio, con risultati del tutto diversi. “Se avesse fatto quell’iniezione il rischio per il paziente…” commento “ No, il paziente sarebbe morto!” afferma lui “ “ Chiudete” , gli controbatto, colpita ed indignata.
L’anestesista non ci chiede dunque di sottoscrivere alcun consenso informato e si limita a segnalare l’accaduto alla caposala del reparto, che si reca dall’ecografista ricevendone immediate disposizioni. E’ così che alla povera Milena, mezzo esterrefatta e mezzo seccata, viene praticato un nuovo prelievo del sangue. Lo chiamano il “Beta”. Ed apprendiamo, così, che il laboratorio non ripeterà tutte le analisi già eseguite, come logica vorrebbe, ma si limiterà , per mezzo dell’esame del sangue, ad accertare se vi è una gravidanza in atto: questo nonostante le nostre risentite rimostranze ed il motivo del ricovero.
Aspettiamo adesso l’ecografista, il quale finalmente si accinge all’opera sebbene riluttante in quanto, secondo lui, meglio sarebbe stato attendere l’indomani ancora per avere prima l’esito del risolutivo “ beta” . Ma mia figlia –contratto a progetto- ha già perso due giorni di lavoro e di paga per un’ecografia che si vorrebbe rimandare ancora, non si capisce in fondo perché.
L’ecografia dura qualche minuto e vengono scattate tre fotografie. Già appena entrate e mentre Milena si preparava avevamo affrontato col medico il discorso di questa presunta gravidanza specificando come ritenessimo grave l’accaduto ottenendone però un secco: “..io ho un esame di laboratorio che certifica la gravidanza e debbo tenerne conto” nonostante l’ovvia conseguente sdegnata risposta “ E noi qui che cosa stiamo a fare, dottore? Se le dico che mia figlia non ha neanche il fidanzato..” e, rivolta a mia figlia, cercando di sdrammatizzare mettendo in evidenza il ridicolo “ Milena, questa bella notizia perché non ce l’hai comunicata, la tenevi nascosta?” Qui il medico, pronto: “ Sapesse quante cose le figlie tengono nascoste alla madre”. Battutaccia che lascio cadere, tanto per non trascender e visto già l’estremo grottesco della situazione.
Terminato l’esame, co ‘ste tre foto in mano l’ecografista mi fa: “C’è una formazione – e subito il mio cervello inizia ad elaborare l’informazione mentre il medico prosegue- che tanto potrebbe essere un grumo di sangue e tanto la camera gestazionale” ….” Cheeeee?????La camera gestazionale?? Ma, ancoraaa??? Se le stiamo dicendo che è ridicolo ipotizzare questa gravidanza, che siete in errore, che mia figlia perde sangue…” “ Potrebbe essere un aborto” risponde, secco.
Con fatica archivio l’impulso di stringere tra le mie mani il collo piuttosto esile di questo signore col camice verde che chiamiamo dottore e che ci congeda seccato e spazientito perché “…lui ha la certificazione del laboratorio”.
L’indomani Milena, come da accordi presi con la caposala di reparto e per andare avanti, poiché bisogna sempre e comunque andare avanti, telefona per l’esito del famoso “Beta” che determinerà il prosieguo del suo iter ospedaliero. “ Negativo” le dice la caposala, come se stesse effettivamente comunicando una notizia. Per il prosieguo telefoneranno loro successivamente.
Mi chiedo: è questa sicurezza? E per chi? E’ questo corretto approccio al malato? Chi “certifica” che gli altri valori di mia figli siano a posto a che lei possa affrontare serenamente l’anestesia, lo stesso laboratorio che la certificava gravida? Come mai nessuno si è sentito in dovere di procedere a riscontro anche degli altri esami, forse perché i dati ivi contenuti non sono così facilmente sconfessabili come una gravidanza?
Stamattina Milena ripeterà gli esami in altro laboratorio e li porterà con sé alla visita anestesiologica. Vedremo se e come ne terranno conto.
Ma di questa storia restano le considerazioni iniziali; la clinica non è più praticata, sembra esistere solo la diagnostica. Se hai un problema il medico che hai di fronte, prima ancora di visitarti (ed ammesso che lo faccia) ti prescrive esami, indagini. Mi danno tanto l’idea d’essere gli avvocati di se stessi in cerca di prove a discarico. E quando c’è il pezzo di carta, buon senso non vale.
Nulla a che fare, proprio, con l’esercizio della professione medica.


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AntiRuggine Oggetto:   21 Ago, 2006 - 17:48  Profilo Rispondi citando   

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Oggi ho visto questo film in tv...l'ALZHEIMER è una malattia schifosissima...curabile comunque con l'amore.

Una donna lotta con tutte le sue forze contro l'Alzheimer.



Impegnatissima nella propria professione di avvocato, Diane McGowin inizia a manifestare preoccupanti sintomi di perdita di memoria, specie di quella recente. Allarmata, si sottopone a una serie di test clinici il cui responso conferma i più neri sospetti: si tratta infatti di un caso di Alzheimer. Diane decide di tenere all'oscuro dell'imminente dramma il marito Jack e i figli, ma alcuni contrattempi la costringono a rivelare la verità. L'amicizia con Albert Morelli, un ex insegnante colpito da una forma ancor più grave del morbo, la rende consapevole delle terribili prospettive cui va incontro, inducendola a frequentare un gruppo terapeutico...

Sari Oggetto:   23 Lug, 2006 - 10:24  Profilo Rispondi citando   

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Cara Sticla, se credo che la Vita vada salvaguardata prima ancora di poter parlare di qualità, non credo di meritare quel tuo "non saper guardare al di là di preconcetti stantii".
La stessa cosa avrei potuto sostenerla se si fosse parlato di chirurgia estetica (ora la feilcità passa anche da lì)
Se non la si mette per prima, la Vita, non si può parlare poi di qualità... finisce e buonanotte al secchio.

L'attenzione all'essere umano, in ogni sua esigenza ed aspirazione alla felicità, credo sia doverosa... e le varie amministrazioni dovrebbero tenerne conto, senza distinzione di colore politico

Lasciami dire ancora che questi tempi cosiddetti moderni, che guardano al diritto (interessato?) di categorie di persone e non più al singolo, mi spaventa.

Ciao, ed a tutte una buona domenica.
Sticla Oggetto:   23 Lug, 2006 - 08:11  Profilo Rispondi citando   

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<grazie per le precisazioni Gattina...molto spesso non si guarda al di là di preconcetti stantii, che appunto perchè inculcati nella mente della gente da una pessima informazione, sono i più difficili da rimuovere. La regione toscana è giustamente all'avanguardia in progetti sanitari e una, se non la migliore, delle regioni per assistenza ospedaliera...non sarà perchè è...rossa?

gattina Oggetto:   23 Lug, 2006 - 05:42  Profilo Rispondi citando   

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Grazie fumo nero per l'indicazione sulla terapia antiosteoporosi, se puoi darmi informazioni maggiori a riguardo, puoi usare i messaggio personale.

gattina

Per Sari e Petra
per quanto riguarda invece l'argomento cure ormonali per i transessuali contrapposte alle cure antiosteoporosi, mi sorge una domanda: ma non è che queste contrapposizioni giovino esclusivamente a chi fa della sanità un business?

Il numero dei transessuali che afferiscono a questo progetto di assistenza sanitaria è di gran lunga inferiore al numero delle persone affette da osteoporosi. Le cure ormonali a questa popolazione di transessuali non possono, quindi, essere contrapposte alle cure per l'osteoporosi che riguarda la maggioranza della popolazione femminile dopo la menopausa.
Le due popolazioni di assistiti non sono nemmeno confrontabili da un punto di vista numerico e quindi economico.

" .... La stime parlano di una persona ogni 50mila abitanti, quindi per la Toscana potrebbero essere 70 persone. Basti pensare che in Toscana dall’ottobre 2005 ad oggi sono stati effettuati solo due interventi chirurgici di questo genere e attualmente sono in cura 30 persone, 20 a Firenze e 10 a Pisa. Dall’assessorato alla salute della Toscana respingono anche le accuse sui costi. Queste terapie infatti comportano una spesa di 10 euro al mese per paziente. In un anno la spesa sarebbe di 3600 euro cioè lo 0,0003 della spesa farmaceutica regionale."

www.primapagina.regione.toscana.it/index.php?codice=16678

Cerchiamo di riflettere sul malessere, sia esso fisico o psicologico: richiede cure adeguate.
Non facciamo il gioco di chi ci fa contrastare, abbiamo tutti diritto alle cure sanitarie.

PS: Vi consiglio di leggere gli articoli a riguardo pubblicati su:
Prima Pagina, quotidiano telematico dell'ufficio stampa Giunta regione Toscana

www.primapagina.regione.toscana.it/index.php?pageNum_doc_sott=1&codice=1315&sottocategoria=46&totalRows_doc_sott=297

gattina

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...siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno. INCONTRO-Francesco Guccini
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