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liliana Oggetto: Re: Pandemia arte cultura  05 Set, 2020 - 17:55  Profilo Rispondi citando   

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Il bilancio di mercoledì 11 marzo: 12462 contagi, di cui 827 morti e 1045  guariti
liliana Oggetto: Pandemia arte cultura  05 Set, 2020 - 17:43  Profilo Rispondi citando   

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Diario – Diario ai tempi del coronavirus



Ultima modifica di liliana il 05 Set, 2020 - 18:12, modificato 3 volte in totale
liliana Oggetto:   05 Set, 2020 - 17:32  Profilo Rispondi citando   

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Interessante articolo sulla 'cacca' lunare - Off Topic -  ForumAstronautico.it



Un articolo che ho trovato molto interessante e condivido:


Così la pandemia ha trasformato la fruizione di arte e cultura. E dopo?

scritto da Econopoly il 24 Aprile 2020

DISTRUZIONE CREATIVA

Post di Chiara Poselle, IT Project Manager presso UniCredit Services S.C.p.A e corsista dell’ Executive MBA Ticinensis-EMBAT presso l’Università di Pavia –




Le disposizioni per arginare il diffondersi della malattia da coronavirus hanno ridisegnato la quotidianità di milioni di persone in poche settimane e il ruolo della tecnologia per migliorare la qualità delle giornate trascorse tra le mura domestiche appare senza dubbio fondamentale e dominante. La rivoluzione digitale di cui tutti beneficiamo ci permette in questo periodo di tenerci in contatto con familiari e amici, partecipare a conferenze di lavoro, seguire corsi per tenersi in forma, ordinare la spesa online e ampliare gli orizzonti in senso lato. Seppure non si possano programmare viaggi fisici, ci viene offerta la possibilità di goderci meravigliosi viaggi virtuali all’insegna dell’arte e della cultura, partendo dall’assunto che “La bellezza salverà il mondo”.




In questi giorni, infatti, sono state potenziate numerose iniziative ad alto contenuto tecnologico per visitare le collezioni di arte più belle al mondo. Queste proposte hanno messo in risalto l’importanza del digitale per fruire dei capolavori d’arte, comodamente dalle proprie abitazioni e, nella maggior parte dei casi, gratuitamente. Da una ricerca su Google Trends emerge che in Italia la ricerca di “Google Arts & Culture” è stata pressoché costante dal marzo 2019 al febbraio 2020, per poi subire una vera impennata nel marzo 2020.




Google

Google arts and culture, su Google Trends




La disruptive innovation nel campo delle arti figurative, infatti, è associata principalmente al progetto Google Arts & Culture, lanciato nel 2011 e fortemente voluto dal direttore del Google Cultural Institute, Amit Sood. Google, che non può generare profitti finanziari diretti, si propone come partner tecnologico, mentre migliaia di musei (tra cui la Pinacoteca di Brera, il Museo Astronomico di Brera, La Galleria degli Uffizi; i Musei Vaticani, il Louvre, il British Museum, il Museo Archeologico di Atene, Il Museo del Prado, l’Hermitage, il Metropoltan Museum) e di archivi aderenti all’iniziativa non pagano per essere inseriti nei registri digitali e mantengono i loro diritti sulle opere.




L’obiettivo originario di Google era rendere l’esperienza digitale supplementare a quella materiale. In questo modo, si voleva iniziare a cambiare il paradigma della fruizione, della conservazione e della valorizzazione dell’arte e della cultura. Le ricerche sulla piattaforma digitale, supportate anche dalla tecnologia innovativa del machine learning, permettono di

condurre la ricerca per artisti, mezzi espressivi, movimenti artistici, eventi storici, personaggi storici, collezioni e, addirittura, per colore. Un sogno a occhi aperti per tanti, soprattutto in queste settimane.




Dieci anni fa questa iniziativa era stata disegnata ed era percepita come una possibilità per gli amanti dell’arte e della cultura, mentre in questo periodo di crisi la dematerializzazione degli asset tangibili si è trasformata essenzialmente in una necessità per continuare ad ammirare capolavori ad alta definizione. Nonostante l’arte venga filtrata dalla luce degli schermi dei dispositivi, è facile cogliere le sfumature delle opere e percepire l’energia da esse sprigionata anche a migliaia di chilometri di distanza.




liliana Oggetto: In ricordo  08 Lug, 2020 - 07:13  Profilo Rispondi citando   

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Questa volta l'addio nel mondo dell'arte,

è di un'artista che non lascia un vuoto ma tanta musica:

Ennio Moricone

Lo ricordiamo su questa pagina, mentre dirige la musica che ha tanto amato e ci ha fatto amare.



È morto Ennio Morricone, aveva 91 anni
liliana Oggetto: Addio a Miguel  27 Giu, 2020 - 13:58  Profilo Rispondi citando   

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Semafori innamorati, carote mannare: un ricordo di Massimo ...

Addio a Miguel Angel Repetto, la matita che ha dato corpo e colore al mito di Tex

Nato a Luján il 17 febbraio 1929, Repetto è entrato nel mondo del fumetto quando aveva 17 anni grazie al polivalente autore Ramón Columba, che era anche uno dei più prestigiosi editori di fumetti d’Argentina. Inserito nello staff della Editorial Columba dopo aver vinto un concorso nazionale, per cinque anni ha lavorato “a bottega” senza mai vedere pubblicata una sua storia, in attesa di sviluppare sufficienti capacità per fare il suo esordio professionale. Capacità che si sono affinate tanto da permettergli di disegnare per diversi anni una serie western intitolata “Diego“. In seguito, aiutato anche dalla sua velocità nel disegnare, Repetto ha modo di lavorare per altri editori argentini, muovendosi tra storie di guerra e avventure western. L’Editorial Frontera gli dà occasione di disegnare alcune sceneggiature di Héctor Oesterheld, mentre per l’Editorial Record disegna oltre 70 episodi di O Cobra, personaggio creato graficamente da Arturo Del Castillo e che ha sempre riscosso un grande successo in diversi paesi del mondo.

L’epopea di Tex dagli albori agli esordi, fino all’ingresso definitivo nell’immaginario collettivo

A partire dagli anni ’60 Repetto inizia anche un’intensa attività di collaborazione con varie case editrici straniere, tra cui la statunitense Charlton, l’inglese Fleetway e le italiane Dami e Dardo. A metà degli anni ’80, inoltre, ha realizzato per la King Features Syndicate le nuove strisce dell’Agente Segreto X-9 creato da Dashiell Hammett e Alex Raymond. Ma, è il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane debutta il primo albo a striscia di Tex, il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini, destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi del fumetto mondiale. E solo un paio di mesi fa, il 27 gennaio 2019, si è chiusa l’ultima mostra (in ordine di tempo), che 70 anni gli esordi, ha celebrato per la Sergio Bonelli Editore il ranger con una grande esposizione dal titolo “Tex".

Molto di questo artista è sul web



liliana Oggetto: Nuova scoperta.....  26 Giu, 2020 - 08:21  Profilo Rispondi citando   

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Gli archeologi cinesi hanno scoperto...




Gli archeologi cinesi hanno scoperto un sito neolitico, datato tra 6000 e 7000 anni, nei sobborghi della Città di Baise nella Regione Autonoma Guangxi Zhuang sud della Cina, dove sono stati dissotterrati più di 20000 articoli di pietra e grandi quantità di altri antichi reperti. I reperti includono alcuni attrezzi di pietra completi, di differenti misure e tipi, grandi quantità di oggetti di materiale grezzo, come ghiaia per fare oggetti, attrezzi per la produzione di utensili di pietra, come un blocco per lavorazione al maglio e magli di pietra, prodotti semi-finiti a differenti stadi e materiali di pietra lasciati abbandonati.

"Ciò mostra che gli antichi creavano strumenti di pietra e altri articoli in questo sito" ha dichiarato Xie Guangmao, uno dei ricercatori del Gruppo di ricerca dell'Ente per i Beni Culturali e Storici del Guangxi. La collocazione degli oggetti di pietra dissotterrati, nella forma di un ventaglio, "riproduce" chiaramente la scena di come i popoli antichi creavano attrezzi di pietra ed una massiccia "linea di produzione" dei tempi antichi.

Situata in un'area pianeggiante, dove un piccolo torrente si riversa in un fiume più grande, il luogo in cui si svolgeva la lavorazione della pietra, chiamato dagli archeologi "le rovine di Gexinqiao", copre circa 500 metri quadrati. E' di gran lunga il maggiore sito mai scoperto in Cina per la lavorazione dei materiali. La scoperta mostra che la produzione di utensili esisteva nell'area del Baise come una sorta di industria, circa 6000 anni or sono, e la "linea di produzione" trovata offre nuove prove per lo studio della divisione del lavoro nei tempi antichi. Nell'area di scavo, gli archeologi hanno anche trovato i denti e gli scheletri di dozzine di animali, inclusi elefanti, rinoceronti, scimmie, orsi, cervi, bovini selvaggi e pesci. Il ritrovamento dal sito incluse anche contenitori di coccio, noccioli d'olivo e contenitori d'argilla. L'oggettistica di pietra dissotterrata rivela ogni passo nella lavorazione degli utensili di pietra, ed aiuta gli archeologi cinesi a ricostruire il processo produttivo degli antichi.

Dal 1973 gli archeologi hanno scoperto più di 70 rovine dell'Età della Pietra nel Bacino di Baise, che copre un'area di circa 800 km quadrati. La scoperta di maggior risalto, è stata un'accetta di pietra di circa 800.000 anni or sono. Alcuni attrezzi, le tecniche usate per crearli, le loro forme, che corrispondono agli stili Paleolitico e Neolitico, sono piuttosto simili a quelli dissotterrati in altre parti del Guangxi e nella piana del Yunnan, secondo Xie.

Xie ha aggiunto che la scoperta delle rovine di Gexinqiao è di importanza significativa nello studio dellosviluppo ed evoluzione degli articoli di questo genere risalenti al paleolitico, delle attività economiche, dell'ambiente e della vita degli antichi popoli nel sud della Cina. Xie ed i suoi colleghi hanno anche individuato due tombe dell'Età Neolitica nel corso dei loro recenti scavi alle "Rovine di Gexinqiao". Xie ha dichiarato che questa è la prima volta che tombe dell'era Neolitica sono state trovate nel Bacino di Baise. In ciascuna delle tombe, gli archeologi hanno trovato due scheletri di umani che stavano sulla schiena con gli arti piegati. Tombe simili dello stesso periodo erano state precedentemente scoperte nella Conte di Yongning nel Guangxi e in Vietnam
liliana Oggetto:   22 Giu, 2020 - 11:18  Profilo Rispondi citando   

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Un'opera di Cesare Maccari

liliana Oggetto:   22 Giu, 2020 - 10:02  Profilo Rispondi citando   

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Entrando nel mondo dell'arte, conosco un grande :

Cesare Maccari:Pittore ,incisore , scrittore

Nato il 9 maggio del 1840 a Siena, si accosta giovanissimo al mondo artistico, apprendendo l'arte della scultura, prima frequentando lo studio del Vestri, dove conosce il Cassioli, il Ridolfi e il Visconti, poi iscrivendosi, a quindici anni, all'Istituto di Belle Arti di Siena.

Il giovane Maccari inizia la sua carriera come scultore lavorando, dal 1856, nello studio del senese Tito Sarrocchi (1824-1900), per poi avvicinarsi alla pittura grazie all'incontro con il pittore Luigi Mussini ((1813-1888), grande ammiratore di Ingres, di cui fu allievo all'Accademia di Siena, e che lo spinse a ricercare nella tradizione figurativa italiana del medioevo il modello artistico dell’epoca.

Presto Cesare Maccari si aggiudica alcuni premi e dipinge, per la prima volta in affresco, i "Quattro Evangelisti" nella Cappella di Quinciano nella senese Val D'Arbia ed entra in contatto con artisti del tempo soggiornando in varie città d'arte.

Dopo Il 1872 si dedica alla produzione di opere da cavalletto e, influenzato dall’esperienza veneziana, si specializza in dipinti con soggetti esotici, sentimentali e dell'antica Roma, molto richiesti dal mercato dell'arte della società del tempo e commissionati dal mercante d'arte Albert Goupil.

Dopo avere presentato all’esposizione di Torino del 1880 "La Deposizione di Papa Silverio", Cesare Maccari vince il concorso per la decorazione della Sala Gialla di Palazzo Madama (1881-8Cool caratterizzata, a detta del De Santis, da “una schietta modernità”

Tanto altro ancora sul web
liliana Oggetto: Ancora una perdita  16 Giu, 2020 - 07:14  Profilo Rispondi citando   

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Giulio Giorello, morto il filosofo: ricoverato per coronavirus, era stato dimesso dieci giorni fa. Dopo la malattia aveva sposato la compagna Roberta Pelachin

Ancora una perdita nel mondo della cultura:

Con la scomparsa del filosofo della scienza: Giulio Giorello, l'Italia della cultura perde un intellettuale poliedrico, divertito e divertente pur nel rigore degli studi, mai supponente, ma anzi con il pallino della verifica, libero con mille attività e passioni.

Allievo ed erede di Ludovico Geymonat - una pietra miliare - nella cattedra di Filosofia della Scienza all'Università Statale di Milano. era stato nominato :"Professore emerito", nel capoluogo lombardo dove era nato il 14 maggio del 1945.



Atro sul web
liliana Oggetto: Umberto Gervaso  03 Giu, 2020 - 08:10  Profilo Rispondi citando   

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Roberto Gervaso a Cattolica | Comune di Cattolica

Nel mondo della cultura una luttuosa perdita:

Umberto Gervaso ha lasciato la vita terrena

Una sua massima:


L'uomo è un condannato a morte che ha la fortuna di non conoscere la data della propria esecuzione

Tutto le notizie sul web.


Ultima modifica di liliana il 16 Giu, 2020 - 09:39, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto: Museo delle carrozze  30 Mag, 2020 - 15:30  Profilo Rispondi citando   

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Museo delle carrozze (Firenze) - Wikipedia



Questa volta una visita non comune quale?

In visita al Museo delle carrozze d’epoca di Roma

Ah, il mondo che andava in carrozza, che fascino! Sono pochi quelli che ricordano questa passeggiata in prima persona.

Ma certo, altri tempi… tempi che oggi è possibile rivivere nel Museo delle carrozze d’epoca di Roma. Un museo suggestivo, da visitare con i nipotini!

La visita

Il museo vanta infatti una collezione imponente. Nelle sale (uno spazio di 3000 metri quadrati!) sono esposte ben 160 carrozze delle 600 che sono comprese nella collezione.Sono carrozze di diverse epoche e provenienti da tutto il mondo; perciò una visita permette di comprendere l’evoluzione di questo mezzo di trasporto dall’epoca romana fino alla metà del ‘900. E non sono esposte solo carrozze utilizzate per spostarsi, ma anche quelle usate per diversi lavori, ed è bello vedere come nella loro costruzione venissero usati accorgimenti diversi che dipendevano, appunto, dal loro uso.

Sono tanti i pezzi, anche di grande interesse storico e documentario. Berline, slitte, diligenze, risciò cinesi, carrozze orientali, carri della Prima Guerra Mondiale, carri agricoli italiani finemente decorati, il carro dei pompieri, carovane simbolo delle avventure nel West, omnibus, coupé, carrozze di servizio d’ogni tipologia …

C’è la berlina usata dalla principessa Sissi; il landau utilizzato da papa Giovanni Paolo II (allora vescovo Karol Wojtyla) per andare a sciare a Zakopane, in Polonia; un originale carro napoleonico con cannone apparso poi del film “Il Barone di Manchausen”, la carrozzella appartenuta all’attrice Anna Magnani; il carro irlandese del film “Un Uomo Tranquillo” con protagonista John Wayne…

La visita prosegue nel Salone del Cavallo, dove sono esposte selle, bardature e finimenti, compresi quelli utilizzati per il film “Ombre rosse”. E non basta ancora: il museo espone anche corazze, elmi, gualdrappe, armi d’epoca, antiche attrezzature, modellini di carrozze, quadri a tema, giocattoli antichi… insomma, tutto ciò che rientra, a vario titolo, nel “mondo delle carrozze”.

Per i bambini

Il Museo organizza anche diverse attività per le scuole, con l’obiettivo di prendere per mano i bambini e portarli a conoscere un mezzo di trasporto che ha accompagnato l’uomo fin dai primordi della civiltà, e che è ormai dimenticato, e che comunque non rientra nella loro esperienza diretta.

liliana Oggetto: Pablo Picasso  22 Mag, 2020 - 08:22  Profilo Rispondi citando   

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natura morta, 1931 di Pablo Picasso (1881-1973, Spain ...

Notizia d'arte
:

Vince un Picasso alla lotteria.

E’ italiana di Ventimiglia: il biglietto regalato a Natale dal figlio.

A Claudia Borgogno, di Ventimiglia, è andata la «Natura Morta» è vale oltre un milione di euro.

Alcune notizie sull'opera e una breve Biografia dell'artista.

La "Natura Morta", del 1921, vale oltre un milione di euro.

Il progetto organizzato dall'associazione benefica francese Aider les Autres (Aiuta gli altri) mira a raccogliere fondi per vari progetti umanitari.

PABLO PICASSO BIOGRAFIA RIASSUNTO

Nello stesso periodo, come molti altri artisti del tempo, anche "Pablo Picasso" si interessò alla scultura africana, sulla scorta di quella riscoperta quell’esotico primitivo che aveva suggestionato molta cultura artistica europea da Gauguin in poi.

Da questi incontri, e dalla volontà di continua sperimentazione che ha sempre caratterizzato l’indole del pittore, nacque nel 1907 il quadro «Les demoiselles de Avignon» che segnò l’avvio della stagione cubista di Pablo picasso.

In quegli anni fu legato da un intenso sodalizio artistico con George Braque. I due artisti lavorarono a stretto contatto di gomito, producendo opere che sono spesso indistinguibili tra loro.

In questo periodo avvenne la definitiva consacrazione dell’artista che raggiunse livelli di notorietà mai raggiunti da altro pittore in questo secolo.




liliana Oggetto:   19 Mag, 2020 - 10:18  Profilo Rispondi citando   

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There's a whole book about why Poseidon is a dick. - #144234464 ...a



Ancora il volto del padre, che manifesta tutto il suo dolore.
liliana Oggetto:   19 Mag, 2020 - 09:41  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di liliana il 19 Mag, 2020 - 12:13, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto: Gruppo del Laocoonte  19 Mag, 2020 - 08:47  Profilo Rispondi citando   

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Laocoon and His Sons.jpg




Il gruppo scultoreo raffigura il famoso episodio della guerra di Troia narrato nel II libro dell’Eneide di Virgilio. Laocoonte, sacerdote di Nettuno (secondo altre fonti di Apollo), e i suoi figli sono stritolati e uccisi da serpenti marini mandati dalla dea Atena, protettrice dei Greci. Il sacerdote Laocoonte si rifiutava di far entrare entro le mura della città di Troia il grande cavallo in legno donato dai Greci, il cavallo di Troia, che si rivelò infatti un pericoloso tranello ai danni dei Troiani. Laocoonte, stritolato con i due figli da due mostruosi serpenti marini usciti dal mare,Le grosse ciocche di capelli dai profondi chiaroscuri avvolgono il volto contratto; lo sguardo è rivolto verso l’alto e la bocca aperta in una disperata smorfia di dolore.

Ai lati i figli. Essi sono avvolti dalle spire dei serpenti e rivolgono lo sguardo atterrito verso il padre che non può aiutarli. Il loro movimento conferisce unità a tutto il gruppo.

La tensione drammatica raggiunge il massimo nel volto di Laocoonte che esprime la disperazione di un padre che vede morire con sé i propri figl.























Ultima modifica di liliana il 19 Mag, 2020 - 13:03, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto: Giorgio de Chirico  09 Mag, 2020 - 08:14  Profilo Rispondi citando   

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arte de chirico 1



In questo periodo che non facciamo visite ai musei, l'arte viene da noi illustrando un "Grande"

Dal web:

Giorgio de Chirico, pittore: biografia e curiosità
Il pittore Giorgio de Chirico, è uno dei principali esponenti della corrente artistica della pittura metafisica; ripercorriamo insieme la sua biografia, ricca di curiosità.
30 giugno 2016
Giorgio de Chirico è un pittore e italiano, conosciuto per i suoi dipinti enigmatici e visionari, ispirati alle architetture classiche in chiave metafisica.
De Chirico nasce in Grecia , da genitori italiani e fin dai primi anni di vita manifesta la sua passione per il disegno, cosicché nel 1906 si trasferisce a Monaco di Baviera per frequentare l’Accademia delle Belle Arti.
Negli anni dell’Accademia si appassiona alla lettura di Nietzsche e Schopenhauer, due filosofi che influenzeranno molto il suo pensiero ed i suoi dipinti. Nel 1910, dipinge la sua prima opera, “Enigma di un pomeriggio d’autunno”, un dipinto visionario caratterizzato dal tema ricorrente delle piazze vuote . Il tema delle “piazze metafisiche”, è un tratto distintivo della pittura di De Chirico, che dipinge piazze completamente prive di presenza umana, dove colloca elementi apparentemente assurdi come manichini, busti e colonne di ispirazione classica.
Durante il periodo francese, De Chirico entra in contatto con Pablo Picasso e con il filosofo Guillaume Apollinaire, e si dedica alla serie di quadri iconografici dei Manichini, forme prive di personalità ma dai caratteri fortemente misteriosi.
Nel 1917, Giorgio de Chirico dopo l’incontro con il pittore futurista Carlo Carrà, inizia la teorizzazione della pittura metafisica: l’interpretazione e l’analisi di una realtà diversa, partendo da elementi conosciuti che si trasformano in enigmi e misteri incomprensibili. Negli anni 1915-1918, De Chirico realizza i suoi dipinti più famosi: “Ettore ed Andromaca” e “Le muse inquietanti”; in questi quadri i protagonisti sono dei manichini senza volto che ispirano un senso di solitudine e malinconia, sentimenti che traspaiono in tutta l’opera di De Chirico. A partire dal 1925, la pittura di De Chirico si incentra sulla ricerca della luce e sull’archeologia, creando capolavori come gli "Archeologi” e ” I cavalli in riva al mare”.
Giorgio de Chirico, con le sue opere metafisiche viene considerato il padre del Surrealismo, una corrente che privilegia la rappresentazione dei pensieri dell’autore a discapito della realtà oggettiva. De Chirico, personalità indipendente ed autonoma, non accetta di essere inquadrato nella corrente surrealista e se ne discosta, rompendo i rapporti con gli altri esponenti surrealisti.
Durante il periodo fascista, si trasferisce a New York dove espone le sue opere, ed inizia a collaborare con alcune riviste di moda (Vogue , Harper’s Bazaar).
L’ultimo periodo della sua vita, viene definito Neometafisico, per la rielaborazione di alcuni soggetti come il Manichino e gli Archeologi in un’ottica più serena e meno inquietante.

Un saluto agli amici dell'arte L.M.



liliana Oggetto: Arte e pandemia  28 Apr, 2020 - 10:12  Profilo Rispondi citando   

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La pandemia di coronavirus nel mondo, in sintesi - Internazionale



Forse anche per noi ci cuole una zingara per sapere quando la pandemia avrà termine?

Speriamo al più presto!

Un saluto agli amici dell'arte L.M.





liliana Oggetto: La buona ventura  28 Apr, 2020 - 09:04  Profilo Rispondi citando   

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Notizie sul dipinto

La Buona ventura venne dipinto presumibilmente quando Caravaggio frequentava la bottega del Cavalier d'Arpino, a Roma, cioè fra il 1593 e 1594; infatti, la radiografia del 1977 ha mostrato, sotto lo strato della pittura, un dipinto del Cavalier d'Arpino per la chiesa di S. Maria in Vallicella, L'incoronazione della Vergine (la tela venne poi ricoperta per poterci dipingere di nuovo).

Il primo acquirente fu il cardinale Francesco Maria del Monte che in seguito, quando Caravaggio lasciò il Cavaliere, lo ospitò e lo fece lavorare nel suo palazzo Madama. Il dipinto risulta infatti, insieme al S. Giovannino capitolino, presente negli inventari del Cardinale.

Gli eredi del Monte lo vendettero a Pio Savoia nella cui collezione si trovava quando, nel 1750, su indicazione di papa Benedetto XIV che voleva acquistare quadri per i Musei Capitolini, venne fatto stimare dal cardinale Silvio Valenti Gonzaga.

Il dipinto risultava presente nelle collezioni capitoline nei due inventari ottocenteschi ed ancora oggi vi si trova insieme al S. Giovannino.

Descrizione e stile

Il soggetto è una zingara che, mentre legge la mano al cavaliere, gli ruba l'anello che porta alla mano.

L'indagine radiografica del 1985 mise in luce il dettaglio delle dita della zingara che sfilano l'anello all'ingenuo giovane ben vestito, che oggi nel dipinto, malgrado i restauri, non è ben visibile.

La tradizione vuole che Caravaggio avesse scelto per modella una vera zingara che vide passare davanti al suo studio e come riporta il Bellori" e condottala all'albergo la ritrasse in atto di predire l'avventure".

Si tratta di una scena di vita quotidiana, tipica nelle vie del centro di Roma: una graziosa zingarella, con il pretesto di leggere la mano a un ingenuo giovane di buona famiglia, catturando la sua attenzione col suo sguardo malizioso, gli sfila abilmente un anello dal dito.

La giovane gitana è graziosa e spregiudicata: la camicetta ricamata e il turbante avvolto intorno alla testa le danno un’aria fresca e leggermente esotica. Il sorriso con cui attrae l’attenzione del ragazzotto è un gioiello di sottigliezza psicologica.

Il volto grassoccio del ragazzo garbato rispecchia perfettamente la sua disarmante ingenuità: anche la piuma che spiove dal suo cappello, sembra accrescere la mollezza del carattere.

Il momento culminante della scena è il gesto del dito medio destro della zingarella: mentre accarezza il palmo della mano del ragazzo, riesce a sfilargli abilmente l’anello. Gli orli sporchi delle unghie sono un dettaglio che comparirà più volte nei personaggi popolari del Caravaggio.

La scena del dipinto è una tipica " scena di genere", tuttavia vi sono buone probabilità che l'artista si sia rifatto anche ad una scena di teatro, di quelle della Commedia dell'Arte che venivano rappresentate nelle popolari "stanze della comedia"e che avevano largo successo: una scena dei Recuil Fossard, che riportano molte incisioni tratte dall'Arte.

Oltre che" scena di genere", il dipinto può essere letto in chiave moralistica con riferimento alla Parabola del Figliol Prodigo (Lc. XV, 11-12) e dunque come un ammonimento nel non riporre fiducia nei falsi adulatori e in coloro che vogliono indurre al peccato.

ll dipinto ebbe largo successo e fu imitato da molti caravaggeschi come Vouet, Manfredi, Louis Finson.



Fonte: Wikipedia







Ultima modifica di liliana il 28 Apr, 2020 - 20:13, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto: Divertendoci con l'arte  21 Apr, 2020 - 21:52  Profilo Rispondi citando   

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L'arte prende in giro il virus

«Il bacio di Hayez» ai tempi del Coronavirus.

Eccoli, gli amanti che indossano la mascherina ormai divenuta così famigliare in questi giorni,tenendo in mano una boccetta di Amuchina a testa. È la nuova opera di TvBoy a Milano. Lo street artist ha postato le foto sul suo profilo Instagram, senza far capire dove esattamente sia stata realizzata l'opera.


Il bacio di Hayez ma con mascherina, l’opera di TvBoy sull'amore al tempo del coronavirus - Le foto








liliana Oggetto: Emilio Isgrò  09 Apr, 2020 - 20:51  Profilo Rispondi citando   

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L'arte ai tempi del Covid-19: Emilio Isgrò

Mentre nella maggior parte del mondo i musei e gli spazi dell'arte sono chiusi e dobbiamo limitare al minimo i nostri spostamenti fisici, gli spazi mentali sono liberi e infiniti, come è infinito anche lo spazio in rete.

Usiamo quindi la rete per arrivare nei luoghi di lavoro e nelle menti di alcuni artisti contemporanei, da Oriente a Occidente.

Come vivono questo capitolo drammatico della storia? Su cosa stanno lavorando?

Rai Cultura ha chiesto agli artisti una testimonianza attraverso le immagini e le parole.

Emilio Isgrò ha partecipato all'iniziativa proponendo l'opera:

"Beatrice trasmutata", 2019 Quando la solitudine viene imposta a tutti gli uomini da un virus così insidioso, è chiaro che l’artista, che alla solitudine è abituato, si può ritrovare fraternamente vicino agli altri esseri umani. Non con il distacco che a volte l’arte esprime, ma con la vicinanza che è propria dell’arte migliore. È nei momenti di solitudine che si crea. Cerchiamo quindi di cavare, da un male così terribile, un bene che almeno ci compensi: la possibilità di riflettere e di pensare.

Emilio Isgrò



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