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Rossella49 Oggetto:   22 Dic, 2007 - 14:20  Profilo Rispondi citando   

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la natività vista da
Paul Gauguin
Te tamari no Atua


1896


Il quadro risale al periodo che l'artista trascorse a Tahiti e rappresenta una trasposizione di immagini cattoliche in ambiente polinesiano. Nell'anno 1856 Gauguin ebbe un figlio, e in quest'opera si scorge anche l'intensità con cui egli visse l'evento familiare.

Gauguin interpreta la Natività. Maria ha il volto caratterizzato dai tratti indigeni, giace su un letto dall'intenso colore giallo. Un'altra donna tiene il bambino in braccio. Sullo sfondo, a destra, due buoi vicino ad una mangiatoia ripropongono un altro elemento iconografico tipico delle Natività.

Ciò che colpisce di questo quadro è soprattutto la semplicità della scena, che crea un'atmosfera di tranquilla contemplazione di un evento sospeso tra il sacro e il quotidiano.









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Rossella49 Oggetto:   22 Dic, 2007 - 13:38  Profilo Rispondi citando   

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Carissima Lella, sono io che devo ringraziare te per la bellissima musica che sempre ci proponi e che allieta tutte le mie giornate. Buon Natale anche a te.
E adesso ti dedico una chicca...il primo presepe inanimato.... il più antico del mondo....



di Arnolfo di Cambio realizzato intorno al 1290

Il presepe, probabilmente di marmo di Carrara, fu realizzata tra il 1290 ed il 1292 per volontà di Papa Niccolò IV (1288-1292), primo francescano a salire sul soglio di Pietro, particolarmente devoto al culto della Natività come insegnato da Francesco d’Assisi a Greggio, con lo scopo di rinnovare il culto alla 'Sacrosanta Reliquia della Mangiatoia' conservata nella Basilica. Della celeberrima realizzazione architettonica e scultorea dell’artista fiorentino restano solo alcuni personaggi: San Giuseppe, il Bue e l’Asino, e i tre Magi, quali superstiti testimonianze di un più complesso apparato decorativo che ha subito numerose manomissioni nei secoli, prime tra tutte quella di Domenico Fontana, per volontà di Papa Sisto V, che nel 1590 rimuove l’intera Cappella, risalente a Papa Teodoro I (642-649) e la 'riposiziona' sotto l’altare della Cappella Sistina in corso di costruzione.

Si può ammirare a Roma in S. Maria Maggiore dove è oggetto di restauro...




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lella51 Oggetto:   22 Dic, 2007 - 11:22  Profilo Rispondi citando   

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Meravigliose le immagini che ci proponi
ed ancora più bello l'aver risvegliato questo topic,
per tanto tempo trascurato.
Grazie Rossella
Buon Natale




Rossella49 Oggetto:   22 Dic, 2007 - 07:26  Profilo Rispondi citando   

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"La natività" Museo del Padro Madrid


Federico Fiori detto il Barocci( 1535-1612) Pittore manieirista


DIO IN FASCE

di Federico Garcìa Lorca


E così, Dio scomparso, che voglio averti.
Piccolo cembalo di farina per il neonato.
Brezza e materia unite nell'espressione esatta
per amor della carne che non sa il tuo nome.

E così, forma breve d'inefferabile rumore,
Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
dall'impura parola dell'uomo che suda.






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Rossella49 Oggetto:   20 Dic, 2007 - 21:35  Profilo Rispondi citando   

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A. Sisley


Il cielo è basso

Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l'ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.
(E. Dickinson, Poeti americani)


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Rossella49 Oggetto:   19 Dic, 2007 - 14:44  Profilo Rispondi citando   

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Monet



La neve cade

La neve cade, la neve cade.
Alle bianche stelline in tempesta
si protendono i fiori del geranio
dallo stipite della finestra.
La neve cade, la neve cade
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato, le pinete sorprese..

Boris Pasternak


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Kinkaku 19 Oggetto: Nostalgia  15 Gen, 2007 - 16:42  Profilo Rispondi citando   

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Le infiorescenze dei salici si sono disperse
ma il mio amico non è ancora tornato.
I fiori del pruno e gli usignoli se ne sono
andati, restano solo i miei sogni.
Ho speso diecimila denari per il vino della capitale
e me ne sto alla balaustra a guardare
le peonie sotto la pioggia primaverile.



* * * * * *
CiaoLili Oggetto:   17 Giu, 2006 - 06:05  Profilo Rispondi citando   

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ciao NEREO, che piacere trovarti qua...complimenti per il tuo quadro, attendiamo gli altri...a me piace molto quello del torrente che scorre fra grossi scogli...dal tuo avatar deduco che ti piacciono i gatti...anche a me, tanto! Ciao, Lili.

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Il mondo è un enorme teatro all’aperto dove, sullo sfondo d’una scenografia naturale, si rappresentano commedie, drammi e tragedie. Noi siamo attori e pubblico. L.Batà
fumonero Oggetto: ....i miei quadri  16 Giu, 2006 - 22:57  Profilo Rispondi citando   

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http://www.hostfiles.org/files/20060616105032_lfoto.jpg

....mah!, chissà se viene l'immagine del quadro?

magari a metterla ne topic dedicato all'ARTE potrebbe sembrare un po' presuntuosetto, no?... embè?....gli "artisti" hanno tutti una rotella fuori posto....

(bisogna cliccare l'indirizzo ....ma prima non lo sapevo! )

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.......fin che la barca va......
mela 18 Oggetto: definizione di cultura  27 Mag, 2006 - 12:50  Profilo Rispondi citando   

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Forse potrà piacere questa definizione di cultura: La cultura non è da confondere con l'imparaticcio, che si può acquistare nel self-service dell'alimentazione noziononistica. La cultura è un lentissimo, pazientissimo arricchimento interiore dovuto alla frequentazione dei grandi spiriti, alla familiarità con i grandi argomenti; qualcosa che, trascurando le date ed i dettagli, va diritto all'anima delle cose e permette di partecipare con occhi più aperti e mente più consapevole alla realtà del tempo.
L'ha scritta Clara Grifoni. A me è sembrata straordinaria. Saluti a tutti

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stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che io ho detto la mia.
Vabene Oggetto: La cultura!?  27 Mag, 2006 - 10:52  Profilo Rispondi citando   

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Sheshe,leggo solo ora il tuo intervento.Certo il tuo è un modo di intendere e considerare la cultura.Nel tempo e valutando la questione sul piano dei rapporti interpersonali e sociali,mi sono fatto una convinzione,diciamo utilitaristica,della cultura.Ero e sono sempre impressionato dalla capacità di persone poco o per nulla istruite,magari erano analfabete,di affrontare con competenza e capacità risolutiva problemi che altri più istruiti(ho presente ad esempio un pastore sardo,negli anni '50 padre di un mio amico,che aveva portato i figli all'istruzione,uno addirittura professore universitario)non erano enon sono in grado di affrontare.L'esperienza,la riflessione e le deduzioni,come modo di essere e di vivere,aveva creato una consapevolezza che,nel proprio ambiente,era vera e propria cultura,vale a dire capacità di valutare e risolvere situazioni e problemi,anche per altre persone e per la collettività.Non solo per questo,ovviamente,ma da una serie di valutazioni concrete e teorizzate nell'ambito della concezione di "sviluppo umano e sociale" identifico la cultura con la consapevolezza,più o meno profonda.

L'istruzione e l'erudizione,la conoscenza per intenderci,può essere un mezzo(uno dei mezzi) per giungere ad una sempre maggiore e più profonda consapevolezza ma,se non viene adeguatamente utilizzata rimane,appunto culturalmente sterile,non produce e produce poco consapevolezza(cultura).Per questo le manifestazioni,definite genericamente culturali,ritengo siano tali se,concretamente consentono alle persone(ai cittadini se riferite all'ambito pubblico) di accrescere la loro consapevolezza individuale e sociale. Diversamente,sempre a mio avviso,possono essere considerati nell'ambito dello svago e dell'intrattenimento più o meno piacevole, ma fuochi di paglia che non producono,appunto, consapevolezza(cultura).Ma, ovviamente ,quanto considerato è solo una impostazione,non solo mia,che serve anche ed in particolare per valutare e promuovere attività ed interventi di sviluppo umano e sociale che creino quella che definisco autopropulsività(capacità di valutare ed operare con i propri mezzi)individuale,familiare e sociale. Ho comunque molto apprezzato il tuo intervento perchè è molto difficile,lo dico per esperienza,affrontare non superficialmente la questione.Quasi sempre si tira via,a volte con fastidio(da parte degli erudti in particolare) dando per scontato che istruzione,più o meno elevata,corrisponde a cultura(consapevolezza).Non è così purtroppo,nemmeno nel saper gustare,come tu proponi,conoscenze ed istruzione come elementi di arricchimento personale.

Saluti cordiali da Vabene
sheshe Oggetto:   24 Mag, 2006 - 19:23  Profilo Rispondi citando   

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Caro Vabene,non è facile definire cos'è la cultura.E talmente soggettivo.
A parte definizioni da dizionario credo,secondo mè,sia il piacere di sapere,l'interesse sempre ad apprendere,mantenere con letture quello che si è studiato con interesse(..non tutto si va a rivedere nell'arco della vita),ma se si ha un forte interesse,si legge sempre su argomenti,i più disparati,approfondendo di più alcuni e meno altri, Andare a dormire col libro in mano,e perchè no partecipare a mostre,conferenze ,ad ascoltare tutto quello che ci interessa,anche nuovo.
Un uomo colto non è solo quello che ha studiato ma colui che è sempre curioso di tutto,e si alimenta ..sempre.
Quando si parla con qualcuno,che bello se la conversazione porta a parlare di tante argomenti ,rimanere incantati nell'ascolto e per contro riuscire ad alimentare di proprio la conversazione e constatare che si è imparato qualcosa di nuovo,il tuto in un'atmosfera non saccente.
Cultura è anche non andare alla scoperta solo di una spiaggia lontana..ma conoscere l'arte,i costumi,la storia le tradizioni del luogo durante un viaggio.
Spesso mi è capitato di vedere persone disinteressate a tutto questo.. e ti garantisco,persone gradevoli ma..salti mortali per mantenere una conversazine,fuori dai soliti schemi spiccioli.
La cultura è una bella compagnia,perchè rende la vita stimolante.
Questo non vuol dire non parlare anche di cosette spicciole..allegramente.

Sheshe

Vabene Oggetto:   21 Mag, 2006 - 20:57  Profilo Rispondi citando   

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Sono interessato a sapere cosa si intende per cultura,da parte di una plurarità di persone che frequentano questi forum.E' noto che le definizioni non sono poche ma ho la sensazione che il termine,prescindendo dei contenuti,sia sempre più abusato e si qualifichino come manifestazioni,attività ed espressioni culturali iniziative diverse,anche artistiche,che non lo sono affatto.Si spendono anche tanti soldi,pubblici in particolare,ma anche privati,giustificati della pubblicità per qualche ditta o prodotto qualificando, appunto, come culturali manifestazioni che rappresentano solo una forma di intrattenimento,anche quando è apprezzabile..

Saluti da Vabene
Cesare1° Oggetto: La mia perdita di tempo  21 Mag, 2006 - 08:57  Profilo Rispondi citando   

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ciao!
SBARIANNE, SBARIANNE........= GIROVAGANDO NEL WEB (IN QUESTO CASO)
IL CASO DI UN ASINO COME ME, mi è venuta la voglia di trascrivere:
Il Blog e’ l’anima della Rete
di Amneris di Cesare

“Blog” non è più una parola sconosciuta o incomprensibile. Ormai è entrata a far parte dell’uso corrente di molti, tra adulti e ragazzi. Se prima era considerata una sorta di onomatopeico tecnologico, oggi invece è sinonimo di libertà di espressione, sia essa informazione o creatività allo stato puro. Il blog non è più guardato con la diffidenza e l’ostilità dei primi tempi. Probabilmente ciò è dovuto a “giornalisti con l’anima” che hanno mostrato sulla rete come si possa narrare un fatto di cronaca e al contempo istillarvi il proprio coinvolgimento emotivo, senza peraltro alterarne il significato o la veridicità. Sicuramente ha contribuito a renderli tali, il modus descrittivo di realtà durissime e crude, illustrate in maniera semplice quando addirittura non fanciullesca di un pubblicitario di successo con la vocazione per l’altruismo e la volontà di conoscenza della verità “vera”, Enzo Baldoni con il suo Blogdhad, o di un giornalista “patentato” con il suo bisogno esprimere, di metabolizzare le emozioni date dai fatti del mondo, attraverso il confronto con i lettori del suo “diario”, Pino Scaccia con la sua Torre di Babele, ma un dato di fatto chiaro agli occhi di tutti è che i blog sono oggi l’anima della rete. La parte personale, emozionale e intima che mostra il volto nascosto e meno palese delle cose, dei fatti, delle persone.
Lo confermerebbe il Merriam-Webster's Collegiate Dictionary: La parola dell'anno 2004 è "Blog". Ciò è quanto risulta dalle statistiche su un’analisi che prende corpo dalle parole ricercate online durante l'ultimo anno, e la novità rappresentata dai blog (sotto il traino decisivo delle elezioni americane. La curiosità del web ha fatto sì che la parola “ blog” sia stata la più ricercata in assoluto.
Anche la carta stampata ha dovuto chinare la testa e rassegnarsi a parlare di blog. Accettare che essi esistono e che ormai sono diventati una realtà importante e a volte persino determinante nel quadro dell’informazione in generale. Sono quel “quid” che aggiunge colore e umanità alle notizie che vengono consegnate a raffica ogni giorno dai giornali e dalla televisione. Sono l’anima, il cuore di chi scrive per mestiere ma non solo. Sono il “terzo occhio” che permette al lettore esigente di capire al di là della notizia cruda e secca, il mondo di emozioni, gioie e dolori che si celano dietro i fatti, le lotte e le insistenze di chi non cerca informazioni solo per dovere ma soprattutto per amore di conoscenza e di verità. Un tempo, quando le immagini non si potevano veicolare con la facilità di oggi, e non potevano parlare, descriverne i fatti, era compito delle parole e di chi ne faceva uso, trasmettere l’umanità che inevitabilmente si cela dietro ogni notizia. Oggi, in un’era in cui le immagini sono le padrone assolute dell’informazione, e in qualche modo anestetizzano sensazioni e sentimenti, le parole e il modo in cui esse vengono usate hanno assunto il compito di mostrare ciò che non è più così ovvio, che spesso viene tenuto segreto per pudore o correttezza professionale.
Il rapimento e la drammatica successiva uccisione, del giornalista-pubblicitario Enzo Baldoni ha sicuramente attirato sui blog l’attenzione di molti neofiti, persone che prima non ne conoscevano l’esistenza. Ha mostrato la vera natura di un giornalismo coraggioso, che va oltre la protezione istituzionale per tentare di arrivare al nucleo centrale della notizia, della verità, anche a costo della vita. La vicenda di Pino Scaccia e del richiamo dell’ordine dei giornalisti per un commento pubblicato sul suo blog ha focalizzato l’attenzione di molti sull’importanza della libertà di pensiero di ognuno. Ma soprattutto hanno fatto capire che la Rete è anche un luogo dove poter apprendere, creare, esprimersi e farsi ascoltare, attraverso un veicolo di comunicazione che va oltre le immagini, che viaggia attraverso le parole e la creatività di ogni singolo che ne faccia uso, parallelamente o in alternativa ai media istituzionali.
Blog non è più una parola incomprensibile, sconosciuta: oggi si sta sempre più affermando come sinonimo di umanità. Varia, svariata, variopinta come lo è la libertà.

CHE NE DITE? NE E' VALSA LA PENA?
'u ciuccie
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Vabene Oggetto:   19 Mag, 2006 - 22:00  Profilo Rispondi citando   

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Posso,qui in cultura,proporre una riflessione e dare un suggerimento per qualificare i rapporti da parte di famiglie e persone nell'ambito della vita sociale ed arricchire nel contempo le proprie dotazioni artistiche?Si tratta di fare un investimento in arte,dove si abita,trovando un artista,pittore in questo caso,in grado di rappresentare avvenimenti remoti e recenti del luogo dove viviamo e magari siamo nati.Se ritente la cosa non del tutto improponibile, potrò,eventualmente ,presentare la mia esperienza e quella di altri amici.Per ora

Saluti da Vabene
Admin Oggetto: Arte  11 Mag, 2006 - 15:51  Profilo Rispondi citando   

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