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liliana Oggetto: Arte e poesia  31 Ago, 2010 - 11:44  Profilo Rispondi citando   

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In quest'ultimo giorno d'Agosto, una poesia di un grande:"Herman Hesse", dedicata a tutti gli amici dell'arte.






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liliana Oggetto: L'arte non ha età  31 Ago, 2010 - 11:05  Profilo Rispondi citando   

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Sono felice Sticla che abbia risvegliato in te, qualcosa di sopito,magari questa pagina potrà arricchirsi maggiormente di tanto bello.
L'arte è qualcosa che investe non solo chi ha gusto artisico e critico, ma tutto ciò che è fantasia e creatività; risveglia nell'essere un linguaggio sempre nuovo se pur antico. Sono convinta e condivido il tuo pensiero , che artisti bravi ,vivono e vivranno in tutti i secoli. Un saluto


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Alma Oggetto:   26 Ago, 2010 - 20:10  Profilo Rispondi citando   

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ho visto che il filmato è datato 2007... sono mostre già passate, allora...
cmq interessante, a mio parere ( per quel che vale!) mi sembra che ci sia molta più bravura negli artisti oggi di quella che c'era negli artisti di anni addietro... direi che oggi fanno più sul serio... Mi hai risvegliato un interesse sopito...

liliana Oggetto: Era moderna  23 Ago, 2010 - 13:43  Profilo Rispondi citando   

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Bello è visitare anche le mostre del "futurismo e modernità", si aprono con molteplici esposizioni. Movimento aggressivo con passo di corsa, dove si afferma che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
Il Futurismo,esaltava l'istinto,persino la follia a scapito della ragione e del pensiero logico, che invece incatenavano le energie vitali e, ne impedivano il libero e poetico dispiegarsi.
Un esigenza nuova, che coinvolgeva l'artista e tutte le forme d'arte, perchè uscissero dall'isolamento della torre d'avorio, per contaminare se stessi e la propria creatività, con la vita del proprio tempo.
Confrontandosi con l'attualità e i costumi contemporanei,si coglieva così la sfida, per interagire con il pubblico e, diffondere le proprie intuizioni tra la folla.
Il futurismo non rappresenta un semplice elenco di astratte enunciazioni o figure,
ma si afferma con un nuovo credo, più adatta ai tempi come:
"espressione del dinamismo del mondo moderno."



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liliana Oggetto: Vanità e arte a Murano  18 Ago, 2010 - 18:42  Profilo Rispondi citando   

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Le origini dell’arte vetraria a Venezia risalgono a prima del millenario. Scavi archeologia hanno riportato alla luce frammenti indicanti la presenza di tale attività già nel VII secolo a.C., sia nell'isola di Torcello che in quella di Murano. Fu però nel XII secolo che l'arte del vetro si presentò come attività manifatturiera organizzata. In quel periodo l'attività andò concentrandosi nell'isola di Murano, fino a quando la Repubblica decretò il trasferimento nell'isola di tutte le fornaci ancora funzionanti in centro storico, per motivi di sicurezza legati soprattutto al rischio di incendio. Si può presumere che, in seguito, le tecniche si siano affinate a Venezia più che altrove in Europa grazie ai contatti commerciali che i Veneziani avevano con il vicino Oriente e, soprattutto con i paesi di antica tradizione vetraria quali i fenici, i siriani e gli egiziani. Tale tradizione costituì un’occasione per ricomporre conoscenze e tecniche occidentali ed orientali, così da conferire alla produzione lagunare quelle particolarità che l’hanno resa così importante nel mondo nel corso dei secoli.
Dal web


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liliana Oggetto: Arte e tarocchi  09 Ago, 2010 - 11:59  Profilo Rispondi citando   

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Nel giardino dei Tarocchi sono rappresentate le 22 carte dei Tarocchi (Arcani maggiori) in ciclopiche sculture, alte circa 12/15 metri, ricoperte di mosaici in specchio, vetro pregiato e ceramiche. Anche queste opere, sono da guardare per quanto concerne l'arte creativa, ben altro è la divinazione,che nel caso dell'arte è
rapportata all'ispirazione, ma con altri progetti.



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liliana Oggetto: Per Dolores  06 Ago, 2010 - 09:23  Profilo Rispondi citando   

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E' bello carissima Dolores essere amici dell'arte, anche le tue scelte sono ricche di tante parole, che solo chi ha cuore per ascoltarle, trova nelle visioni della natura emozioni, che uomini dotati di talento artistico, s'impegnano a tramutare in arte.
Un saluto grande


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dolores Oggetto: sculture di piante  04 Ago, 2010 - 10:46  Profilo Rispondi citando   

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Cara Liliana, tu mi hai dato lo spunto di volgere lo sguardo su artisti contemporanei ed io seguendo la tua traccia
vi propongo queste sculture di piante, che io ritengo eccezionali
Grazie, cara Liliana di mantenere vivo questo angolo che mi è tanto caro
Un affettuoso saluto a Te ed a tutti
--dolores








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liliana Oggetto: Anchise Picchi  02 Ago, 2010 - 14:39  Profilo Rispondi citando   

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Madonna con Bambino

E' bello ammirare le opere di un maestro contemporaneo dell'arte figurativa, dotato di rara sensibilità e fantasia .
Ha operato con numerosissime tecniche, pur nella uniformità dello stile, affrontando il ritratto, la pittura a carattere sacro, il paesaggio, la figura, le composizioni, le marine, e tanto altro ancora
Anchise Picchi è nato a Crespina, Pisa, il 1 Aprile 1911. Risiede e lavora a Collesalvetti, Livorno.
Anche nei quadri in tecnica mista, ove meglio si coglie la potenza disegnativa e incisoria dell’autore, il dettaglio della scena, dei fondi e sottofondi, non produce mai una anatomica e sterile divisione dell’opera pittorica, ma contribuisce ad una rara perfezione. La parte più difficile e suggestiva delle sue opere, è visibile attraverso le situazioni in cui le figure compiono un’azione, svolgono un lavoro, attendono ad un compito, come si evince dallo stile e dalla fantasia dei suoi capolavori.
Nulla manca a quest'artista, perchè sia annoverato tra i grandi del passato, ma con un tocco nuovo, fatto ancor più grande dal suo ingegno, per aver percorso tutto il “Novecento”impregnandolo della sua favolosa arte.
Anchise Picchi, invita l’osservatore al di là del dipinto o di ogni altra sua ammirevole opera, alla contemplazione, perchè si possa intuire, tutto ciò che viene narrato e rappresentato e quanto ha attraversato la sua anima di artista.
In sintesi,nella visione di ogni sua opera, questo grande maestro, dona il superamento del confine di ogni possibile realtà, per essere condotti verso il sogno e l’immaginazione.




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liliana Oggetto: Visioni panoramiche  28 Lug, 2010 - 20:48  Profilo Rispondi citando   

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L'estate appare sempre un esplosione d'arte, molte l'esposizioni ed inviti a mostre, nelle principali Città, dove l'arte fa da padrona.
Non sfugge certamente, anche quanto la natuta offre, addentrantosi nei sentieri ombreggiati, sono tanti i punti panoramici attraverso prati in fiore, boschi e foreste, lungo le rive dei ruscelli godendo di un'aria frizzante e odorosa di fiori, nel silenzio della montagna, circondati da incantevoli visioni di cascate e tant'altro ancora.
Allontanandosi dalla frenesia delle città , si cerca una natura ancora intatta, immortalata attraverso opere suggestive di grande effetto. Non mancano a chi desidera quiete, concerti di musica sinfonica,mentre tante mostre, rendono omaggio a tradizioni secolari dell'arte di creare, in tutte le sue forme tecniche ed espressive.
Un filmato nel quale lo sguardo può inoltrarsi oltre i limiti dello spazio,è sicuramente questo che vi sottopongo.
Dalla vostra comoda poltrona,basterà un semplice pulsante da pigiare, per godere da casa,ciò che ha ispirato artisti di tutti i tempi, nella contemplazione della natura.



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liliana Oggetto: Arte e colonne sonore  21 Lug, 2010 - 15:00  Profilo Rispondi citando   

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Mi sono sempre chiesta, se a volte, sia la musica della colonna sonora che fà ricordare maggiormente il film. che frequentemente, risolleva anche le sorti del film stesso.Un film è l'unione perfetta di immagini, ritmo, suoni e musica, un espressione artistica eccezionale.Non sempre si ricordano i nomi degli autori delle celebri colonne sonore.
Tra i più celebri e bravi dei nomi
italiani:

Sergio Leone, Ennio Moricone, Nicola Piovani.

Quest'ultimo ha composto la musica che ha sigillato le scene della:
"Vita è bella"
proposta nel filmato .
Un saluto a tutte le amiche dell'arte.



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rolinda Oggetto: Arte  18 Giu, 2010 - 16:26  Profilo Rispondi citando   

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Ti ringrazio per la risposta che non né fuori tema né banale, perché mi dà l'opportunità d'introdurre altri elementi e via via le informazioni di questo mondo vasto e complesso.

Innanzitutto vorrei precisare che, per chi è digiuno, sia d'arte, sia dei "sistemi", non solo non ha gli elementi per leggere un'opera (moderna o antica che sia) fermandosi solo al primo livello istintivo (diciamo di "pancia" e visivo) ma non viene nemmeno (volutamente) introdotto per il pregiudizievole concetto che l'arte è élitaria, per pochi e solo per intenditori. Ciò fa gioco a chi determina le fila e le politiche del mercato, per cui ci troviamo oggi che, ognuno può fare di tutto e di più, anche le cavolate peggiori, spacciandola per Arte, soltanto perché protetto dal gallerista o dal critico di fama, insomma, anche nell'arte esiste la "cricca" dei soliti furbetti del quartierino...

L'altro punto da chiarire immediatamente è che non tutto quello che viene "dipinto" o che viene presentato come "installazione" è Arte. Chi dipinge può essere (o diventare) Artista altrimenti rimanere un pittore, bravo o pessimo, o esecutore, capace o incapace. Ma, ripeto, non potrebbe né dovrebbe, definirsi Artista.

Il fatto del collezionismo ... bè.. è un passo successivo, ma la considerazione che andrebbe fatta è che comunque dovrebbe conciliare il gusto e la possibilità economica del compratore.

Il mercato dell'arte è come la Borsa, già detto, per cui nessuno dovrebbe giocarci se non ha un minimo di competenze, perché acquistare un quadro di un pittore molto in voga solo perché il critico o il gallerista che per politica e politiche sue ha interesse a spingere sul mercato, non è detto che dopo qualche anno, abbia le stesse quotazioni (ci sono sempre delle sopravvalutazioni!) per cui chi acquista si ritrova poi, avere tra le mani un quadro o pezzo, screditato e sottovalutato.

Il valore di Mercato è una cosa, il valore artistico è un'altra cosa e spesso non si conciliano fra loro.

Ecco perché chi ha interesse e sensibilità e voglia inoltrarsi in questo settore, dovrebbe iniziare con delle cose più semplici e alla portata delle sue capacità economiche, acquistando delle serigrafie di pittori già confermati e giustamente valutati senza rischi e, comunque, secondo il suo gradimento.
miakara Oggetto: arte moderna  18 Giu, 2010 - 14:21  Profilo Rispondi citando   

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Rolinda.....
Ho letto il tuo post, molto interessante, non sono un'esperta, ma amo l'arte come la può amare chi si inebria anche davanti ad un tramonto normalissimo, conscia che ce ne sono di meravigliosi in posti lontani e più eclattanti.
Scusami se magari esco dal tuo seminato, ma ti voglio raccontare il mio impatto con l'arte moderna nel luogo che io reputo il clou per chi non ha possibilità di visitare Musei o vernissage che possono esporre le opere dei nuovi creatori a getto continuo.
La Biennale di Venezia.
Premetto che avevo dei compagni di viaggio molto simpatici e poco intenditori, cmq motivati dalla curiosità di vedere una mostra così importante.
2007, il curatore era un americano Stor, se non erro e il tema...Pensa con tutti i sensi, senti con la mente..
Devo dire che il primo padiglione è stato quello Italiano, e lì sono cominciati i guai, guai grossi, perchè a vedere le Opere di Pennone e di un altro (non ricordo il nome purtroppo) i miei amici hanno preso quella strana malattia chiamata "ridarella" molto contagiosa, a tal punto che siamo dovuti tutti allontanarci per non cadere vittime di sgridate da persone mica tanto convinte che sgridarci fosse un male, visto che anche loro avevano occhi sgranati e bocche all'ingiù.
Tralascio gli altri Padiglioni, ormai io ero invasa da spiritelli maligni, niente mi è piaciuto, manco i nuovi arredamenti per l'ambiente (chissà se qualche architetto li ha sperimentati in qualche location?)
Però, leggendo il tuo Post, un pò mi vergogno, mi piace Paul Klee, Kandiskij, che ritengo nella mia ignoranza pittori d'arte moderna, ma purtroppo mi fà venire la "ridarella" anche la Ducrot che trovo orribile, mea culpa mea grandissima culpa.
Carissima Rolinda, una cosa è giustissima però nel tuo scritto, abbinare il piacere dell'acquisto di un quadro o altro manufatto, con il proiettarsi di un possibile guadagno nel tempo può e deve essere un investimento, forse tenuti per mano ( chi è ridanciato e gnostico come me), passo passo, da una persona competente.
Leggerò molto volentieri questo spazio.........
Ti mando il bacio che io vorrei mandassero ( meglio dessero) a me quello di FRANCESCO HAYEZ

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miakara
rolinda Oggetto:   17 Giu, 2010 - 15:33  Profilo Rispondi citando   

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Dopo varie e diverse riflessioni, seguendo vari siti/forum d'arte, mi sono resa conto non solo delle problematiche del settore ma anche della confusione (e non parlo semplicemente delle proposte di un mercato ormai in coma profondo, ma anche di idee) e dei disagi che spesso si ha nell'approcciarsi ad un'opera d'arte, quadro o scultura, soprattutto se l'approccio è ad un opera contemporanea o "concettuale".

La maggior parte della gente presume che sia più leggibile un'opera del passato o figurativa. Si sente rassicurata perchè vengono appagati i codici conosciuti, lo sguardo ritrova e si rispecchia in immagini che non mettono in conflitto la tranquillità dei propri modi di concepire, d'essere o di collocare nello spazio e nel tempo i concetti conosciuti o nuovi.

Si presume quindi che, al di là di una istruzione della Storia dell'Arte, comunque un quadro o opera, sia "godibile" anche a chi non ha veri interessi di collezionismo, d'investimenti, o conoscenze specifiche in materia.

Ma questo è comunque errato. Perchè se è vero che la rappresentazione figurativa permette una "godibilità" e un'emozionalità istintiva, è anche vero che un'opera d'arte contiene una serie di messaggi profondi che l'artista ha voluto imprimere e tramandare come testimonianza al futuro che, se non si decodificano, si perdono e fanno perdere altre emozioni, spesso entusiasmanti, per la complicità che si crea fra chi guarda e chi ha realizzato l'opera. Un po' come entrare in confidenza segreta, venire a conoscenza delle pieghe e dei pensieri nascosti dell'autore. Ciò vale sia per l'opera contemporanea, sia per quella figurativa, soprattutto classica del passato.

Spesso la gente acquista quadri solo con lo stato emotivo e infatti le risposte alla domanda: "Perchè l'hai comprato?" solitamente sono: "perchè mi piace (o mi è piaciuto)", oppure: "perchè ha dei bei colori", "perchè amo la natura (piante, marine, fiori...)", perchè sta bene con l'arredamento della mia casa", "perchè non costava molto ed io non posso permettermi di spendere ... ".

Tutto questo è già sufficiente. O meglio, lo sarebbe, ma non viene mai valutato che, per quanto si acquisti un quadro... pochi o tanti siano i soldi pagati, nella stragrande maggioranza, sono buttati via.

Vabbè... ognuno ovviamente può sostenere: "è costato poco...; pazienza, intanto me lo godo; dal momento che mi piace mi sento appagato e contento; etc. etc." quindi... chi è in quest'ordine d'idee è esonerato dal procedere nella lettura...

Ma, se per caso, ci fosse qualcuno disposto a fare un passettino ulteriore, allora la prossima domanda è: "ma non ti piacerebbe, allo stesso prezzo, conciliare il tuo gusto con l'investimento e/o qualcosa di più e di oltre?".

Perchè un quadro che fra 5, 10 anni, non solo non si rivaluta ma certamente al 99,9% si svaluterà e non varrà nemmeno la cornice o il supporto su cui è stata dipinta, a mio avviso meriterebbe una piccola e ulteriore riflessione.

Sul piano della convenienza, è meglio lasciare ai propri figli o eredi un piccolo patrimonio comunque o un mucchio di ciarpame destinato alla discarica?

E' meglio qualcosa che, rivalutandosi, anche se poco o lentamente, in caso di eventi della vita si voglia rivendere in ogni punto d'Italia qualsiasi (o magari all'estero) perchè l'autore è conosciuto o quotato?

In caso di risposte affermative alle precedenti domande, allora, il quesito successivo a è: non sarebbe quindi preferibile una bella e buona litografia o punta secca o prova d'autore, che concilii il tuo gusto, la tua necessità d'arredo, soddisfi lo sguardo per il soggetto e i colori nonchè il portafoglio?

E' vero che si fa confusione nell'arte, perchè spesso il "mercato dell'arte" e il "valore artistico" spesso non sono sullo stesso livello, e a maggior ragione, oggi, con la confusione che c'è, cercare di entrare è come giocare in borsa e, nessuno (a meno non sia un incosciente o uno che ha soldi da sbattere via) si azzarda a provare a giocarci senza un "minimo" di conoscenza.

Vabbè... mi fermo qui. Lancio un argomento e, se ci fosse interesse, potrebbe essere piacevole, divertente e utile approfondire raccogliendo anche opinioni, informazioni, esperienze.

L'arte fa parte della cultura e aiuta a evolvere. E' paradossalmente vero che è anche elitaria o per lo meno è sempre ciò che hanno voluto sostenere i "poteri" a qualunque categoria (e tempo) siano appartenuti e appartengano. Vero anche che diventa più facile se c'è un po' di interesse e curiosità. Altrettanto vero che molte cose sono state occluse per motivi politici, di interessi economici, di caste, e così via.

Ma un varco c'è per tutti e se scatta la scintilla diventa accessibile e si trasforma in un percorso di scoperte e di emozioni.

Ma bisogna avere anche la pazienza per apprenderne i rudimenti e i codici. E' un po' come imparare a leggere, prima l'alfabeto, poi le parole, poi i pensieri... e alla fine si può godere della lettura facendo le proprie scelte individuali secondo i gusti e le necessità di ciascuno. La soddisfazione di leggere un libro che piace... che abbiamo scelto... è a mio avviso impagabile. L'entusiasmo che ci suscita, il coinvolgimento che ci dà... ci arricchisce, sempre.

Il quadro è un libro, saperlo leggere, capire, lasciarsi coinvolgere... è altrettanto entusiasmate e arricchente.

La proposta quindi è: vogliamo provarci insieme?

Se qualcuno che frequenta il sito ha delle competenze: proviamo a condividerle con tutti?

Ok? Passo e chiudo Smile






















dolores Oggetto: PER LILIANA  07 Giu, 2010 - 17:42  Profilo Rispondi citando   

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EDGAR DEGAS

Grazie, carissima Liliana per il tuo graditissimo saluto
che ricambio di cuore.
Dedico a te ed a tutti gli amici del Forum
questo quadro sempre dello stesso autore.



Le sue ballerine, deliziose nei loro costumi da ballo,
sembrano danzare sull'onda di note silenziose
che si ascoltano solo con la fantasia.


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liliana Oggetto: per dolores  05 Giu, 2010 - 09:55  Profilo Rispondi citando   

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Come sempre Dolores, i tuoi video sono molto belli e, sono ricchi di tutto ciò che comprende l'arte.

E' sempre bello incontrarti su questo forum, come è bello vedere Rossella, l'amica Melba,che da un pò non leggo.
Ricambio i tuoi saluti, augurando a tutti gli amici dell'arte,
e non, un buon fine settimana.

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dolores Oggetto: EDGAR DEGAS  03 Giu, 2010 - 08:13  Profilo Rispondi citando   

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DIPINTI DI EDGAR DEGAS


Un affettuoso saluto a tutti
gli amici che passano di qua



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liliana Oggetto: Affreschi del Palazzo Farnese  30 Mag, 2010 - 10:46  Profilo Rispondi citando   

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liliana Oggetto: Palazzofarnese  30 Mag, 2010 - 10:22  Profilo Rispondi citando   

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Questa volta alla ribalta dell'arte c'è un palazzo:”Palazzo Farnese” l'esempio più completo del Rinascimento italiano,che è il fulcro di opere impareggiabili. Chi ha visitato questo palazzo,può definirlo un museo d'arte nell'arte.Meglio di quanto io possa fare, è ben descritto da una giornalista:Rita Dietrik
dal web:
Palazzo Farnese, nel cuore di Roma, è il simbolo del prestigio raggiunto dall'omonima famiglia nel corso del XVI° secolo. Di origine umbra, i Farnese già dal medioevo avevano acquistato diversi poderi in seno allo Stato Pontificio, ma il loro ingresso a Roma fu sancito soprattutto da Alessandro Farnese, divenuto cardinale nel 1497 a soli 25 anni. Per sottolineare la potenza del suo casato, Alessandro, un paio di anni prima della sua elezione, aveva commissionato al Sangallo il progetto di un palazzo nei pressi di via Giulia. L’architetto, per la realizzazione della residenza, modificò interamente la struttura dei vicoli e delle abitazioni adiacenti, sostituendo al dedalo di viuzze, le ampie strade che sfociano su Piazza Farnese evidenziando con effetti prospettici il palazzo. I lavori incominciarono nel 1513 e per la loro complessità durarono 75 anni, nel corso dei quali avvennero numerose modifiche del progetto originario. La prima trasformazione avvenne nel 1534 quando Alessandro Farnese viene eletto papa con il nome di Paolo III e il Sangallo amplia il suo progetto per renderlo degno della residenza di un Papa. Purtroppo muore all’inizio dei lavori la cui esecuzione viene affiata dal Papa a Michelangelo che a sua volta apporta alcune modifiche. Dopo la morte del papa, suo nipote il Cardinale Ranuccio dà i lavori al Vignola e nel 1565, subentra anche l’architetto Giacomo della Porta chiamato dal Cardinale Alessandro, successore a Ranuccio come proprietario.
Il susseguirsi di artisti di tale importanza, rende palazzo Farnese uno degli esempi più completi del Rinascimento italiano, e le decorazioni delle sue gallerie funsero da scuola ad alcuni allievi che divennero artisti di fama internazionale come i fratelli Caracci e il Domenichino.
Lo stretto rapporto fra la residenza dei cardinali della famiglia Farnese e la Francia si instaurò sin dalla conclusione dei lavori, poiché vi alloggiarono numerosi ambasciatori del re di Francia presso la corte pontificia; fino a quando nel 1860, non vi si trasferì Francesco II di Borbone, fuggito da Napoli dopo la sua annessione alla nascente nazione italiana. Poco dopo l’unità d’Italia, nel 1874 il palazzo divenne sede dell’Ambasciata di Francia e dell’ Ecole Francaise de Rome, istituzioni presenti tutt’oggi. Nel 1935 fu oggetto di un accordo di scambio fra Italia e Francia, secondo il quale lo Stato Italiano lo diede in affitto alla nazione d’oltralpe per il prezzo simbolico di una lira, in cambio la Francia cedette l’Hotel del La Rochefoucould Doudeauville di Parigi come ambasciata italiana al prezzo di un franco l’anno. Ancora oggi si mantiene viva questa tradizione, e le pigioni dei palazzi ai due rispettivi paesi costano un euro.
Il palazzo nel corso dei secoli si è costantemente arricchito sia di opere pittoriche che archeologiche. L’amore per l’arte della famiglia Farnese, infatti, non si espresse solo con il mecenatismo, ma anche attraverso un’intensa attività di collezionismo come dimostrano le due vasche provenienti dalle terme di Caracalla trasformate in fontane nella piazza antistante il palazzo, insieme ad alcuni reperti e statue ancora oggi custodite nei sotterranei. Purtroppo la maggior parte delle collezioni di quadri e statue antiche fu trasferita a Napoli e attualmente fa parte del patrimonio del Museo di Capodimonte.
L’imponenza del palazzo si manifesta sin dall’atrio, lungo 14 metri e diviso in tre navate ideato dal Sangallo su ispirazione di edifici antichi. Da qui parte lo scalone d’onore che conduce al piano nobile,dove in ogni angolo vengono ripetuti lo stemma dei Farnese, i gigli, e quello del drago, emblema di papa Gregorio XIII°, protettore della famiglia.
Come indicava il progetto iniziale, tutti gli ambienti del piano nobile accedono ad una sequenza di gallerie e logge che si affacciano sul cortile interno, finemente ornate da composizioni di soggetti mitologici e affreschi ad effetto prospettico con la tecnica trompe-l’oeil, ispirata ai modelli della Cappella Sistina e delle stanze di Raffaello in Vaticano. Fra di esse spicca quella realizzata dai fratelli Caracci e dal Domenichino su commissione del cardinale Odoardo Farnese, che rappresenta l’esaltazione dell’amore raccontato attraverso alcune scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio.
Una delle sale interne più rappresentative è il salone d’Ercole di Michelangelo con opere del Vignola. Circa 300 metri quadrati per 18 metri di altezza arricchiti da statue di Guglielmo della Porta e da pregiati arazzi. Il salone monumentale era utilizzato soprattutto per le udienze e i balli, attualmente ospita conferenze e concerti organizzati dall’ambasciata. Da qui si accede ad un terrazzo che conduce verso via Giulia, dove il cardinale Odoardo aveva fatto costruire un proprio casale.
Opera del Salviati sono invece le decorazioni della Sala dei Fasti Farnesiani, trasformata oggi nell’ufficio dell’ambasciatore francese. Le pareti affrescate furono realizzate fra il 1552 e il 1565, prima dal Salviati e poi dai fratelli Zuccari e rappresentano l’apoteosi della famiglia Farnese attraverso il racconto di alcuni avvenimenti importanti, come l’elezione a pontefice di Paolo III, la pace di Nizza fra Carlo V e Francesco I, e il Concilio di Trento. E poi ancora imprese militari delle armate pontefice, l’assedio di Bologna riconquistata da Pietro Farnese IV nel 1354 e un panorama di Orbetello, città fondata dalla famiglia nel XII° secolo.
Concludono il piano nobile una serie di sale minori, fra le quali il Salone Rosso, o chiamato anche dei filosofi poiché nel 1787 ospitò una collezione di busti di filosofi greci anch’essi attualmente al museo archeologico di Napoli, poi il salone bianco, chiamato della regina Cristina, poiché fu la camera da letto di Cristina di Svezia durante un suo breve soggiorno nel palazzo, il Salone delle firme con al centro un tavolo rinascimentale e la sala dei Possessi Farnese con decorazioni del Caracci in stile pompeiano commissionate ad Antonio Cipolla nel 1860 da Francesco II di Borbone e Maria Sofia.
Oggigiorno palazzo Farnese, a differenza di altri palazzi storici della capitale, vive una dimensione intermedia fra un vero e proprio museo, considerate le prestigiose firme che arricchiscono i suoi saloni, e le numerose attività lavorative svolte dall’Ambasciata di Francia. La sua visita è permessa pertanto previo appuntamento attraverso il Consolato o in occasione di eventi speciali come la Notte Bianca

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Ultima modifica di liliana il 30 Mag, 2010 - 11:01, modificato 3 volte in totale
liliana Oggetto: Classico e moderno  23 Mag, 2010 - 11:40  Profilo Rispondi citando   

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Ho pensato che arte, questo bellissimo vocabolo che porta ad immaginare creazioni stupende,potesse racchiudere in sé, anche un ricordo,quella della lettura del libro: cuore di Edmondo de Amicis.
Per pubblicità, di una recente fiera del libro a Roma, è stata coniata, per incentivare l'acquisto di un libro, la frase: librati con un libro, simpatica vero? Credo siano simpatici,anche i video che illustrano l'arte.
Alcuni, come questo,siamo certamente portati a sottovalutarlo, non prestando attenzione alla realizzazione con musica e disegni; immaginiamo sia una sottocultura dell'arte, non degna di nota.
Le considerazioni, sono tutte ammissibili, ma ritornare all'infanzia, prestando attenzione alla visione di alcuni classici, anche così realizzati ,sono sicura non faccia male.
Buona Domenica a tutti!




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Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

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