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liliana Oggetto: Il Giudizio Universale  22 Gen, 2021 - 10:56  Profilo Rispondi citando   

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Giudizio Universale Michelangelo a Roma: come vederlo e storia dell'opera

Il Giudizio Universale


Se davanti al Giudizio Universale rimaniamo abbagliati dallo splendore e dallo spavento, ammirando da un lato i corpi glorificati e dall'altro quelli sottoposti a eterna condanna, comprendiamo anche che l'intera visione è profondamente pervasa da un'unica luce e da un'unica logica artistica: la luce e la logica della fede che la Chiesa proclama confessando: Credo in un solo Dio... creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili (dall'Omelia pronunciata dal Santo Padre Giovanni Paolo II l'8 aprile del 1994).

La grandiosa composizione, realizzata da Michelangelo tra il 1536 e il 1541, si incentra intorno alla figura dominante del Cristo, colto nell'attimo che precede quello in cui verrà emesso il verdetto del Giudizio (Matteo 25,31-46). Il suo gesto, imperioso e pacato, sembra al tempo stesso richiamare l'attenzione e placare l'agitazione circostante: esso dà l'avvio ad un ampio e lento movimento rotatorio in cui sono coinvolte tutte le figure. Ne rimangono escluse le due lunette in alto con gruppi di angeli recanti in volo i simboli della Passione (a sinistra la Croce, i dadi e la corona di spine; a destra la colonna della Flagellazione, la scala e l'asta con la spugna imbevuta di aceto). Accanto a Cristo è la Vergine, che volge il capo in un gesto di rassegnazione: ella infatti non può più intervenire nella decisione, ma solo attendere l'esito del Giudizio.

Anche i Santi e gli Eletti, disposti intorno alle due figure della Madre e del Figlio, attendono con ansia di conoscere il verdetto. Alcuni di essi sono facilmente riconoscibili: S. Pietro con le due chiavi, S. Lorenzo con la graticola, S. Bartolomeo con la propria pelle in cui si suole ravvisare l'autoritratto di Michelangelo, S. Caterina d'Alessandria con la ruota dentata, S. Sebastiano inginocchiato con le frecce in mano.

Nella fascia sottostante, al centro gli angeli dell'Apocalisse risvegliano i morti al suono delle lunghe trombe; a sinistra i risorti in ascesa verso il cielo recuperano i corpi (Resurrezione della carne), a destra angeli e demoni fanno a gara per precipitare i dannati nell'inferno.
Infine in basso Caronte a colpi di remo insieme ai demoni fa scendere i dannati dalla sua imbarcazione per condurli davanti al giudice infernale Minosse, con il corpo avvolto dalle spire del serpente. E' evidente in questa parte il riferimento all'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.Assieme agli elogi, il Giudizio suscitò tra i contemporanei violente reazioni, come ad esempio quella del Maestro delle Cerimonie Biagio da Cesena, il quale disse che "era cosa disonestissima in un luogo tanto onorato avervi fatto tanti ignudi che si disonestamente mostrano le loro vergogne e che non era opera da Cappella del Papa ma da stufe e osterie" (G. Vasari, Le Vite).


Le polemiche, continuate nel corso degli anni, portarono nel 1564 alla decisione da parte della Congregazione del Concilio di Trento di far coprire alcune delle figure del Giudizio ritenute "oscene". L'incarico di dipingere i panneggi di copertura, le cosiddette "braghe", fu data a Daniele da Volterra, da allora noto come il "braghettone". Le "braghe" di Daniele furono solo le prime, altre infatti se ne aggiunsero nei secoli successivi.



liliana Oggetto: Arte e notizie strane  05 Dic, 2020 - 17:20  Profilo Rispondi citando   

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La leggenda urbana del pittore maledetto: i bambini piangenti di Giovanni  Bragolin – Vanilla Magazine

Una notizia d'arte ma diversa da altre: Il pittore è Bruno Amadio, noto con lo pseudonimo di Giovanni Bragolin, o anche solo Bragolin (Venezia, 9 novembre 1911 – 1981), è stato un pittore italiano, noto principalmente per i suoi quadri raffiguranti bambini piangenti e per la leggenda metropolitana secondo cui porterebbero sfortuna. Le informazioni sulla sua vita sono molto scarse. Si sa che era un pittore di formazione accademica, che insegnava all'accademia di belle arti di Venezia. Secondo alcune fonti fu sostenitore del fascismo e di Mussolini. Non è chiaro cosa abbia fatto nel periodo bellico e post-bellico; secondo alcune ricostruzioni lavorò a Venezia come pittore e restauratore, vendendo i suoi quadri ai turisti; per altre, visse in Spagna, dapprima a Siviglia e poi a Madrid, ritornando in Italia negli anni '60. Amadio realizzò diverse opere, incluse nature morte, ritratti femminili e soggetti religiosi. Le più famose però sono una serie di 27 dipinti raffiguranti bambini dall'espressione piangente o imbronciata. Stando ai suoi parenti e conoscenti, Amadio non apprezzava questi quadri, per cui li firmava con lo pseudonimo di "Bragolin", che era il nome di un suo zio cabarettista; tuttavia, riusciva a commercializzarli bene, anche grazie ad una società inglese che aveva acquistato i diritti per riprodurli e venderli, in particolare negli Stati Uniti. Per i suoi soggetti, prendeva spunto dalle foto di bambini che vedeva sui giornali (cambiandone, naturalmente, l'espressione). Trascorse l'ultimo periodo di vita nel padovano, a

Trebaseleghe, e morì nel 1981 per una malattia all'esofago.

La leggenda sui bambini piangenti

Il pittore e i quadri dei bambini piangenti sono noti al grande pubblico per via di una leggenda metropolitana che li riguarda, secondo cui i dipinti sarebbero maledetti e condannerebbero le case in cui vengono appesi a finire incendiate. I dettagli sull'origine della maledizione variano di versione in versione: secondo alcune, Bragolin aveva fatto un patto col diavolo perché non riusciva a vendere le proprie opere, ottenendo così il successo, ma, per contro, i suoi quadri sarebbero stati maledetti oppure Bragolin, che in realtà sarebbe stato un belga residente a Madrid di nome Franchot Seville, avrebbe utilizzato come modelli degli orfani di guerra, fra cui un bambino soprannominato "El Diablo", la cui sofferenza o cattiveria si sarebbe riversata sugli acquirenti dei dipinti o ancora, che Bragolin maltrattasse i bambini di un orfanotrofio per farli piangere e avere così soggetti per le sue tele, bambini che sarebbero in seguito periti nell'incendio del loro orfanotrofio; fra gli altri dettagli esoterici, è stato affermato che i quadri sarebbero stati completamente ignifughi, o che avrebbero dondolato appesi ai muri senza un chiodo o che, se trattati in un certo modo, avrebbero invece portato fortuna.

La leggenda cominciò a circolare nel Regno Unito quando, il 3 settembre 1985, una casa venne distrutta da un incendio a Rotherham, e dalle macerie venne recuperato intatto un quadro di Bragolin. I tabloid locali riportarono che questo tipo di ritrovamenti erano frequenti, soprattutto nello Yorkshire, e quindi, il 4 settembre, The Sun uscì con un articolo allarmante intitolato Blazing Curse of the Crying Boy!

"La maledizione fiammeggiante del bambino che piange!".

Si scatenò una specie di panico collettivo e i vigili del fuoco furono costretti a rilasciare una dichiarazione ufficiale, specificando che il fatto che le opere sopravvivessero al fuoco era dovuto al loro essere stampate su pannelli di legno duro e trattato, difficilmente combustibile, e che, durante gli incendi, i quadri tendono a cadere dai muri atterrando sulla faccia, che viene così riparata dalle fiamme; inoltre, nel solo Yorkshire, tra gli anni '50 e '70, i dipinti di Bragolin si trovavano nei negozi per pochi spiccioli e ne erano state vendute centinaia di migliaia di copie, il che spiegava la frequenza dei loro ritrovamenti. The Sun approfittò della cosa con un'ulteriore trovata pubblicitaria, invitando i propri lettori ad inviare in redazione i "dipinti maledetti": ne arrivarono oltre 2.500, prontamente dati alle fiamme in una "cerimonia" ben documentata, e la faccenda venne dimenticata. La storia ha avuto una certa eco anche in Spagna nonché, nel 2009, in Italia, dove è stata ripescata da alcuni blog.
liliana Oggetto: Per cicuta  17 Nov, 2020 - 12:05  Profilo Rispondi citando   

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Per cicuta

Favoloso unica parola per commento!



cicuta Oggetto: video delle sculture di Simon O' Rourke  24 Ott, 2020 - 21:27  Profilo Rispondi citando   

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video sculture Simon O'Rourke- Per Liliana in particolare.

liliana Oggetto: Arte e stupore  23 Ott, 2020 - 09:19  Profilo Rispondi citando   

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Un'opera simile appare inimmaginabile, ma la creatività stupisce veramente e tu Cicuta hai donato la possibilità di questo stupore.

Grazie Cicuta per averla segnalata. L.M.
cicuta Oggetto: L'ultimo slauto al cielo di un albero malato  21 Ott, 2020 - 15:40  Profilo Rispondi citando   

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L'ULTIMO SALUTO AL CIELO DI UN ALBERO MALATO.Scultura in legno.

È una scultura di 15 metri in altezza di Simon O'Rourke, artista del legno, che crea le sue opere in boschi e foreste, utilizzando tronchi e rami sul posto.





Ultima modifica di cicuta il 24 Ott, 2020 - 21:21, modificato 2 volte in totale
liliana Oggetto:   17 Ott, 2020 - 17:06  Profilo Rispondi citando   

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Palermo, nonno Giuseppe si laurea a 97 anni: «Ora la magistrale»

Non è mai troppo tardi

Dal web

Il titolo di una vecchia rubrica televisiva che insegnava alle persone anziane a leggere e scrivere, si adatta perfettamente alla storia di Giuseppe Paternò che domani diventerà dottore all'età di 97 anni.

Conseguirà la laurea in studi storici con una tesi sui luoghi della città: luoghi storici, naturalmente, come palazzo Steri sede del Rettorato universitario, a Palermo.

Paternò è nato il 10 settembre 1923.

Ha conosciuto il fascismo, la guerra, la liberazione, il dopoguerra, gli anni della democrazia e delle lotte sociali.

Nato in una famiglia povera ma dignitosa la sua priorità era il lavoro più che lo studio.

Per questo ha fatto il fattorino e ha lavorato in una birreria prima di conseguire, studiando con grandi sacrifici, il diploma di geometra a 31 anni.

Gli è servito per essere assunto dalle Ferrovie dello Stato dove è rimasto fino alla pensione.

Ma la vita da pensionato era per lui un'occasione per divorare libri e occuparsi di storia.

liliana Oggetto: Lutto nel mondo della musica  07 Ott, 2020 - 09:24  Profilo Rispondi citando   

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Lutto nel mondo della musica: è morto a 65 anni Eddie Van Halen, uno dei grandissimi del rock. Ha perso una lunga battaglia contro il cancro alla gola. E’ stato co-fondatore dell’omonimo gruppo, Van Halen.

Il leggendario chitarrista, tra i migliori di ogni tempo nel suo strumento, olandese naturalizzato americano, è stato uno dei pochi in grado di rivoluzionare la tecnica esecutiva, lascia moltissime canzoni indimenticabili a milioni di fan, che già lo stanno ricordando sui social network.


liliana Oggetto: Villa Sordi  26 Set, 2020 - 07:35  Profilo Rispondi citando   

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La villa di Alberto Sordi apre finalmente a tutti dal 7 marzo
liliana Oggetto:   25 Set, 2020 - 16:45  Profilo Rispondi citando   

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Aspettando la mostra nella villa-museo di Alberto Sordi si torna in  Campidoglio



A casa di Alberto Sordi, in mostra vita privata e cimeli del grande attore

Apre a Roma la villa dove il popolare interprete ha vissuto dal 1954 al 2003, quando è morto nel suo letto. Per la prima volta sarà possibile visitare questa casa nella quale l'attore non faceva entrare nessuno dal 1972, anno della morte dell'adorata sorella Savina



Ultima modifica di liliana il 26 Set, 2020 - 07:48, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto:   25 Set, 2020 - 10:07  Profilo Rispondi citando   

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Chiedo scusa ma non è possibile pubblicare


Ultima modifica di liliana il 25 Set, 2020 - 19:29, modificato 11 volte in totale
liliana Oggetto:   25 Set, 2020 - 09:14  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di liliana il 25 Set, 2020 - 19:20, modificato 9 volte in totale
liliana Oggetto: Juliette GrÚco  24 Set, 2020 - 08:47  Profilo Rispondi citando   

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E' morta Juliette Greco, aveva 93 anni - Gazzetta di Parma

La notizia della scomparsa di questa impareggiabile artista;"Juliette Gréco" è già stata data da Cicuta,nel forum di musica lrggera, ma voglio ricordare la sua personalità anche in questo spazio.

Era nata il 7 febbraio del 1927 a Montpellier, nel sud della Francia. Con la sorella Charlotte è pero' cresciuta nei pressi di Bordeaux, in casa dei nonni, dopo la separazione dei genitori. Un'infanzia malinconica, la descrivono i biografi, in cui la giovane Juliette - che preferiva farsi chiamare Jujube, oppure Toutoute, come la chiamavano in famiglia - si esprimeva soprattuto attraverso la danza.

Poi la guerra, che costringe la famiglia fuggire in una proprietà del Périgord, nel sud-ovest del Paese, che serve come luogo di passaggio per la Resistenza.

Nel 1943, l'orrore assoluto: la mamma e la sorella vengono deportate, e lei stessa viene incarcerata in Francia per una decina di giorni. Un periodo della sua vita che racconterà in un'autobiografia edita nel 1983, 'Jujube'. "Scrivere 'Jujube' è stato estremamente crudele per me, estremamente violento. Ho amato scrivere ma non mi è piaciuto rivedere il film alla rovescia. Non volevo neppure che qualcun altro lo facesse al posto mio, l'ho scritto io, dunque".




liliana Oggetto: Due minuti di "Arte"  22 Set, 2020 - 10:22  Profilo Rispondi citando   

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LA VITA E LE OPERE DI GIUSEPPE ARCIMBOLDO:

RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Giuseppe Arcimboldo (Milano 1526 – 1593) è stato un pittore italiano, passato alla storia (dell’arte) per il suo modo bizzarro di ritrarre i suoi committenti. Nelle sue celebri “teste composte”, l’artista sfruttava infatti oggetti inanimati (ortaggi, frutta, libri) per riprodurre teste e volti.




liliana Oggetto: Guseppe Arciboldo  22 Set, 2020 - 09:31  Profilo Rispondi citando   

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Foto 1 di 4



L'autunno, stagione meravigliosa, la ricordiamo con un dipinto di



Giuseppe Arcimboldo (Museo del Louvre, Parigi).






liliana Oggetto: Re: Pandemia arte cultura  05 Set, 2020 - 17:55  Profilo Rispondi citando   

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Il bilancio di mercoledý 11 marzo: 12462 contagi, di cui 827 morti e 1045  guariti
liliana Oggetto: Pandemia arte cultura  05 Set, 2020 - 17:43  Profilo Rispondi citando   

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Diario – Diario ai tempi del coronavirus



Ultima modifica di liliana il 05 Set, 2020 - 18:12, modificato 3 volte in totale
liliana Oggetto:   05 Set, 2020 - 17:32  Profilo Rispondi citando   

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Interessante articolo sulla 'cacca' lunare - Off Topic -  ForumAstronautico.it



Un articolo che ho trovato molto interessante e condivido:


Così la pandemia ha trasformato la fruizione di arte e cultura. E dopo?

scritto da Econopoly il 24 Aprile 2020

DISTRUZIONE CREATIVA

Post di Chiara Poselle, IT Project Manager presso UniCredit Services S.C.p.A e corsista dell’ Executive MBA Ticinensis-EMBAT presso l’Università di Pavia –




Le disposizioni per arginare il diffondersi della malattia da coronavirus hanno ridisegnato la quotidianità di milioni di persone in poche settimane e il ruolo della tecnologia per migliorare la qualità delle giornate trascorse tra le mura domestiche appare senza dubbio fondamentale e dominante. La rivoluzione digitale di cui tutti beneficiamo ci permette in questo periodo di tenerci in contatto con familiari e amici, partecipare a conferenze di lavoro, seguire corsi per tenersi in forma, ordinare la spesa online e ampliare gli orizzonti in senso lato. Seppure non si possano programmare viaggi fisici, ci viene offerta la possibilità di goderci meravigliosi viaggi virtuali all’insegna dell’arte e della cultura, partendo dall’assunto che “La bellezza salverà il mondo”.




In questi giorni, infatti, sono state potenziate numerose iniziative ad alto contenuto tecnologico per visitare le collezioni di arte più belle al mondo. Queste proposte hanno messo in risalto l’importanza del digitale per fruire dei capolavori d’arte, comodamente dalle proprie abitazioni e, nella maggior parte dei casi, gratuitamente. Da una ricerca su Google Trends emerge che in Italia la ricerca di “Google Arts & Culture” è stata pressoché costante dal marzo 2019 al febbraio 2020, per poi subire una vera impennata nel marzo 2020.




Google

Google arts and culture, su Google Trends




La disruptive innovation nel campo delle arti figurative, infatti, è associata principalmente al progetto Google Arts & Culture, lanciato nel 2011 e fortemente voluto dal direttore del Google Cultural Institute, Amit Sood. Google, che non può generare profitti finanziari diretti, si propone come partner tecnologico, mentre migliaia di musei (tra cui la Pinacoteca di Brera, il Museo Astronomico di Brera, La Galleria degli Uffizi; i Musei Vaticani, il Louvre, il British Museum, il Museo Archeologico di Atene, Il Museo del Prado, l’Hermitage, il Metropoltan Museum) e di archivi aderenti all’iniziativa non pagano per essere inseriti nei registri digitali e mantengono i loro diritti sulle opere.




L’obiettivo originario di Google era rendere l’esperienza digitale supplementare a quella materiale. In questo modo, si voleva iniziare a cambiare il paradigma della fruizione, della conservazione e della valorizzazione dell’arte e della cultura. Le ricerche sulla piattaforma digitale, supportate anche dalla tecnologia innovativa del machine learning, permettono di

condurre la ricerca per artisti, mezzi espressivi, movimenti artistici, eventi storici, personaggi storici, collezioni e, addirittura, per colore. Un sogno a occhi aperti per tanti, soprattutto in queste settimane.




Dieci anni fa questa iniziativa era stata disegnata ed era percepita come una possibilità per gli amanti dell’arte e della cultura, mentre in questo periodo di crisi la dematerializzazione degli asset tangibili si è trasformata essenzialmente in una necessità per continuare ad ammirare capolavori ad alta definizione. Nonostante l’arte venga filtrata dalla luce degli schermi dei dispositivi, è facile cogliere le sfumature delle opere e percepire l’energia da esse sprigionata anche a migliaia di chilometri di distanza.




liliana Oggetto: In ricordo  08 Lug, 2020 - 07:13  Profilo Rispondi citando   

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Questa volta l'addio nel mondo dell'arte,

è di un'artista che non lascia un vuoto ma tanta musica:

Ennio Moricone

Lo ricordiamo su questa pagina, mentre dirige la musica che ha tanto amato e ci ha fatto amare.



È morto Ennio Morricone, aveva 91 anni
liliana Oggetto: Addio a Miguel  27 Giu, 2020 - 13:58  Profilo Rispondi citando   

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Semafori innamorati, carote mannare: un ricordo di Massimo ...

Addio a Miguel Angel Repetto, la matita che ha dato corpo e colore al mito di Tex

Nato a Luján il 17 febbraio 1929, Repetto è entrato nel mondo del fumetto quando aveva 17 anni grazie al polivalente autore Ramón Columba, che era anche uno dei più prestigiosi editori di fumetti d’Argentina. Inserito nello staff della Editorial Columba dopo aver vinto un concorso nazionale, per cinque anni ha lavorato “a bottega” senza mai vedere pubblicata una sua storia, in attesa di sviluppare sufficienti capacità per fare il suo esordio professionale. Capacità che si sono affinate tanto da permettergli di disegnare per diversi anni una serie western intitolata “Diego“. In seguito, aiutato anche dalla sua velocità nel disegnare, Repetto ha modo di lavorare per altri editori argentini, muovendosi tra storie di guerra e avventure western. L’Editorial Frontera gli dà occasione di disegnare alcune sceneggiature di Héctor Oesterheld, mentre per l’Editorial Record disegna oltre 70 episodi di O Cobra, personaggio creato graficamente da Arturo Del Castillo e che ha sempre riscosso un grande successo in diversi paesi del mondo.

L’epopea di Tex dagli albori agli esordi, fino all’ingresso definitivo nell’immaginario collettivo

A partire dagli anni ’60 Repetto inizia anche un’intensa attività di collaborazione con varie case editrici straniere, tra cui la statunitense Charlton, l’inglese Fleetway e le italiane Dami e Dardo. A metà degli anni ’80, inoltre, ha realizzato per la King Features Syndicate le nuove strisce dell’Agente Segreto X-9 creato da Dashiell Hammett e Alex Raymond. Ma, è il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane debutta il primo albo a striscia di Tex, il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini, destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi del fumetto mondiale. E solo un paio di mesi fa, il 27 gennaio 2019, si è chiusa l’ultima mostra (in ordine di tempo), che 70 anni gli esordi, ha celebrato per la Sergio Bonelli Editore il ranger con una grande esposizione dal titolo “Tex".

Molto di questo artista è sul web



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