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Patrizia51 Oggetto:   12 Apr, 2020 - 00:15  Profilo Rispondi citando   

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Albert Camus - Se oggi la peste vi guarda

Se oggi la peste vi guarda, vuol dire che il momento di riflettere è venuto. I giusti non possono temere, ma i malvagi hanno ragione di tremare. Nell'immenso granaio dell'universo il flagello implacabile batterà la messe umana sino a che la paglia sia divisa dal grano. Ci sarà più paglia che grano, ci saranno più chiamati che eletti e la sventura non è stata voluta da Dio. Troppo a lungo il mondo è venuto a patti col male, troppo a lungo si è riposato sulla misericordia divina. Bastava il pentimento, tutto era permesso.

E per il pentimento, ciascuno si sentiva forte. Venuto il momento, lo si proverebbe sicuramente. Di qui, la cosa più facile era lasciarsi andare, la misericordia divina avrebbe fatto il resto. Ebbene, questo non poteva durare! Dio, che per tanto tempo ha chinato sugli uomini di questa città il suo volto di pietà, stanco di aspettare, deluso nella sua eterna speranza, ora ne ha distolto lo sguardo. Privi della luce di Dio, eccoci per molto tempo nelle tenebre della peste! [...]

I nostri concittadini non erano più colpevoli d'altri, dimenticavano di essere modesti, ecco tutto, e pensavano che tutto era ancora possibile per loro, il che supponeva impossibili i flagelli. Continuavano a concludere affari e a preparare viaggi, avevano delle opinioni. Come avrebbero pensato ala peste, che sopprime il futuro, i mutamenti di luogo e le discussioni? Essi si credevano liberi, e nessuno sarà mai libero sino a tanto che ci saranno i flagelli. [...]

Molti speravano sempre che l'epidemia si sarebbe fermata e che loro, con la famiglia, sarebbero stati risparmiati. Di conseguenza, non si sentivano ancora obbligati a nulla. Per essi la peste non era che una spiacevole visitatrice, che doveva andarsene un giorno, com'era venuta. Spaventati, ma non disperati, non era ancor giunto il momento in cui la peste gli sarebbe apparsa come la forma stessa della loro vita e in cui avrebbero dimenticato l'esistenza che avevano potuto condurre prima del morbo.

ALBERT CAMUS, La peste (Milano, Bompiani 1948)

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assodipicche Oggetto: E siamo alla quarta edizione!  26 Mar, 2020 - 17:55  Profilo Rispondi citando   

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Adesso stiamo rasentando davvero il ridicolo!



La situazione è tragica, ma i nostri burocrati hanno una mentalità così deformata che non solo non mollano, ma colgono a volo qualsiasi occasione per fare sfoggio della loro spiccata attitudine a complicare la vita alla gente; che del resto è l'unico modo per giustificare la loro esistenza. Dove abito io c'è una strada intitolata a un signore, con la specifica "burocrate". Avrà inventato qualche modello di questo tipo!



Possibile che sin dal primo momento non siano stati in grado di creare un modulo nel quale si dica "il sottoscritto è fuori di casa perché...."? Purtroppo no! Perché c'è la complicazione che siamo un popolo di azzeccagarbugli e, se con ci sono diecimila "visto questo", "visto quello", "visto quell'altro", "considerato che"....ci rivolgiamo al giudice per farci annullare la multa, anche se meritatissima!.
Vabbe', pazienza! L'idea del raccoglitore non è comunque peregrina, tanto...non è mica finita!

Patrizia51 Oggetto:   20 Mar, 2020 - 17:33  Profilo Rispondi citando   

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È primavera!




L'equinozio di primavera è stato alle 4.49 di questa mattina: convenzionalmente si dice che la stagione inizia il 21 marzo ma non sarà così fino al 2102

L’equinozio di primavera – cioè l’evento astronomico che segna l’inizio della primavera – è avvenuto venerdì 20 marzo alle 4.49 di mattina. Convenzionalmente diciamo che le stagioni cominciano il giorno 21 di marzo, giugno, settembre e dicembre, ma in realtà le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra: fino al 2102 l’equinozio di primavera non sarà il 21 marzo, ma il 20 o, qualche volta, il 19. L’ultima volta che è caduto il 21 marzo era il 2007.

L’equinozio è il momento preciso in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra, cioè esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore che si trovi in un qualsiasi punto sulla linea dell’equatore: durante i giorni in cui cade l’equinozio (d’autunno o di primavera) il dì (cioè l’insieme delle ore di luce) ha la stessa durata della notte (anche se poi non è esattamente così, a causa di alcune interazioni della luce con l’atmosfera terrestre).

La parola stessa è esplicativa di ciò che sta a significare: deriva dal latino “aequinoctium”, composto da “aequus”, cioè “uguale” e “nox”, “notte”. Dopo l’equinozio di primavera il dì continua ad allungarsi ogni giorno nell’emisfero boreale fino al solstizio d’estate: a quel punto le ore di luce cominciano a diminuire, tornando pari a quelle di buio nell’equinozio d’autunno, e ricominciando ad aumentare solo con il solstizio d’inverno

Quest’anno, forse per la prima volta nella storia, milioni di italiani passeranno il giorno dell’equinozio di primavera in casa, a causa delle restrizioni per limitare la diffusione del coronavirus. Sicuramente è meglio passare questo periodo con il sole che entra dalla finestra, soprattutto per chi ha un giardino o una terrazza:
qui ci sono dei consigli su come restare mentalmente sani durante la quarantena; qui ci sono le copertine del New Yorker a tema primavera, che anche quelle aiutano a rimanere mentalmente sani.



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liliana Oggetto: Auguri  19 Mar, 2020 - 17:52  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per Festa del papà
liliana Oggetto: Profezie  18 Mar, 2020 - 09:55  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per profezie sylvia browne

Un'epidemia simile al Coronavirus era stata prevista nel libro di Sylvia BrowneSylvia Browne (all'anagrafe Sylvia Celeste Shoemaker) era una sensitiva proveniente da una famiglia di medium.Personaggio controverso e spesso al centro del dibattito, ha raggiunto il successo grazie alle sue straordinarie esperienze medianiche, avute sin da quando era bambina.Molto celebre in America, i suoi libri sono bestseller tradotti in tutto il mondo.La Browne ha anche fondato una chiesa sincretista in California (la Society of Novus Spiritus) e partecipato come consulente per polizia e FBI a oltre 100 casi di sparizione e omicidi.

Nel 2012, un anno prima di morire, ha scritto insieme a Lindsay Harrison Profezie (in inglese End of Days), un libro dal sottotitolo "Che cosa ci riserva il futuro".

Ed è proprio guardando nel futuro che l'autrice ha previsto, tra le altre cose, un'epidemia che tanto sembra ricordare l'attuale Coronavirus.

Entro il 2020 gireremo con mascherine e guanti per via di un’epidemia di polmonite.

Mascherine chirurgiche, guanti di gomma e una patologia che attacca i canali bronchiali e sembra refrattaria a ogni tipo di cura: nelle parole di Sylvia Browne si possono leggere richiami a eventi e fatti sfortunatamente attuali.La sensitiva ha aggiunto che: "dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa, improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente”.

In questi giorni di emergenza, lettori e siti di tutto il mondo, come Snopes, stanno rileggendo le parole di Browne per capire la possibile fondatezza della profezia.

La sensitiva aveva parlato anche di un’altra epidemia che il mondo avrebbe dovuto fronteggiare nel 2010, in realtà mai verificatasi.



Ringrazio Soldatini cercherò di esserci L.M.







soldatini Oggetto: Buona giornata  18 Mar, 2020 - 09:50  Profilo Rispondi citando   

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Carissimi amici , volevo avvisarvi che stasera alle ore 21, un gruppo di amiche e amici di Anziani facciamo una rimpatriata nella chat di Anziani. Se vi fa' piacere potremmo trascorrere un po' di tempo insieme. Volevo scrivere in annunci ma non so perche' non mi da' la possibilita' di farlo.. Grazie e scussate se ho invaso questo spazio.

Buona giornata a tutti



Patrizia51 Oggetto:   17 Mar, 2020 - 19:30  Profilo Rispondi citando   

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A me queste strane coincidenze inquietano sempre un po'.... Fantasia, casualità, premonizione? Boh.... Fatto è che questo è stato scritto nel 2006....







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liliana Oggetto: Amare e ridere  16 Mar, 2020 - 13:15  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per Amore e ridere

Dal web


Verità che fanno bene all'anima

È una verità scientifica e in fondo a questo articolo pubblico, rimandi a ricerche che dimostrano senza ombra di dubbio, che amare e ridere sono potenti nell’aumentare le difese del nostro organismo. E per amore intendo tutti i tipi d’amore, verso i figli, i famigliari, gli amici, l’arte, la natura, gli animali; quando proviamo sensazioni d’amore, quando ci sentiamo amati, quando riceviamo coccole, carezze, abbracci, quando facciamo sesso, quando ridiamo e sorridiamo, nel nostro corpo si scatenano reazioni chimiche e ormonali potenti, che fanno funzionare meglio tutta la fisiologia e in particolare, le difese contro virus e batteri.
assodipicche Oggetto:   12 Mar, 2020 - 18:31  Profilo Rispondi citando   

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Tranquilla, Patrizia! Era solo un accostamento alle misure restrittive per il contagio, che prevedono appunto il consiglio di non darsi la mano. Come se Trilussa l'avesse previsto!
E che diamine, non farti condizionare sempre dalle ideologie! Non ti piace il saluto romano? Bene, ci saluteremo toccandoci il piede, tanto sono convinto che la buona abitudine di non darci la mano resterà anche dopo la fine della pandemia.

Patrizia51 Oggetto:   10 Mar, 2020 - 19:03  Profilo Rispondi citando   

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Questo Asso è il "saluto" giusto?

Quello che vorrebbero tutti quelli che invocano "l'uomo solo al comando" e poi quando si tratta di mettere delle regole un po' più restrittive per il bene di tutti scappano?

Ah già.... ma tu scherzi sempre ed io non so stare agli scherzi....

Pardon....











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assodipicche Oggetto: Trilussa e la stretta di mano  10 Mar, 2020 - 10:41  Profilo Rispondi citando   

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liliana Oggetto: Auguti a tutte le donne  08 Mar, 2020 - 10:27  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per FIORI


Auguri a tutte le donne,ed un invito alla lettura di un articolo interessante tratto dal Web:

11 cose che rendono una donna bella davvero di Francesca Giannoni.



In molti casi, il concetto di bellezza è stato ridotto all’apparenza fisica, all’esteriorità: apparire carina, ben vestita, affascinante, dalle proporzioni perfette… Purtroppo, in questo modo abbiamo perso di vista il suo vero significato: la bellezza che deriva dall’anima e sboccia dal cuore.

“Sexy” è sinonimo di “bella”? Qual è la vera bellezza di una donna? Se ci concentriamo solo sulla bellezza esteriore, capiamo inevitabilmente che questa alla fine svanisce. Arriverà un giorno in cui invecchieremo. La bellezza di una donna non si perde con il tempo e le rughe. Non può essere ridotta all’apparenza fisica,ma è molto di più.

Dov’è che sei più bella? Dentro di te. È quello che hai dentro che ti rende speciale e diversa dalle altre. Fin dall’antichità, la bellezza è stata collegata alla bontà.Nel corso della storia, le donne hanno ispirato varie riflessioni sul buono e sul bello. I greci hanno anche coniato la parola “kalokagathia”, che significa bellezza- bontà. Platone ha detto che “la potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”.

1. Entusiasmo, felicità e divertimento giovanile che tirano fuori la gioia della bambina che è dentro di te Esprimi senza paure e liberamente la tenerezza e la semplicità che sgorgano dall’anima. Fai uscire l’innocenza che porti dentro. Sei una persona libera, capace di gioire e di meravigliarti come una bambina. Trovi la gioia nelle cose semplici e lodi il valore di ogni cosa.

2. Le tue vere amicizie: libere, fedeli e quasi materne, che ti fanno preoccupare per gli altri Sei una vera amica. Proteggi i tuoi amici, ti preoccupi di loro, cerchi sempre il loro benessere. La tua femminilità e il tuo amore materno si esprimono nel tuo servizio agli altri, nella capacità di comprendere e di sacrificarti in ogni situazione.

3. La tua umiltà che non cerca di essere al centro dell’attenzione Non lotti per essere al centro dell’attenzione. La tua umiltà esalta la tua bellezza e dimostra la tua semplicità. Le tue azioni riflettono la tua anima. Non hai bisogno di compiere grandi sforzi per spiccare perché il tuo stile di vita attira l’attenzione degli altri.

4. Il tuo modo di parlare, ma soprattutto di ascoltare Sai come metterti nei panni degli altri, hai empatia e cerchi di capirli. Sai quando dare un consiglio e quando rimanere in silenzio. Le persone si fidano di te perché ti mostri interessata a loro.

5. La tua forza e la tua fiducia, che derivano dalla tua integrità Sai che vivi in modo integro. Non temi di esprimere te stessa e quello in cui credi; sai molto bene cos’hai dentro. Le decisioni che prendi nella vita si basano sulla tua identità più profonda. Anche se puoi commettere degli errori, sei certa di aver cercato di fare ciò che è giusto.

6. Il mistero femminile dei tuoi gesti e dei tuoi pensieri Agisci con rispetto ed eleganza. Sai come trasmettere pace e calma con le tue azioni e il tuo modo di parlare. Sei una persona riflessiva e interessante. Tutto questo rivela la tua femminilità. Sei delicata, calma e riverente.

7. La tua apertura a incontrare e accogliere gli altri Tratti le persone con bontà. Sai come riconoscere il meglio in chiunque. Sei una persona accogliente. La gente si sente a proprio agio quando ti è vicina, perché sa che nel tuo cuore c’è spazio per lei.

8. Non usi maschere o finzioni. Sei autentica Credi in te stessa e sai che non hai bisogno di apparire qualcuno che non sei. Agisci con trasparenza e onestà. Sei sincera ed esprimi liberamente quello che pensi e che provi, essendo sempre prudente ma non nascondendo mai chi sei.

9. I tuoi occhi sono le finestre della tua anima I tuoi occhi riflettono la tua anima. Sono la porta aperta della bontà, della profondità e dell’amore che porti nel cuore. Custodisci i tuoi occhi dalle cose che li offuscano. Cerchi di vedere ogni cosa come la vede Dio.

10. Quella caratteristica che è solo tua, che nessun’altra possiede perché sei unica e irripetibile Conosci i tuoi doni e li metti al servizio degli altri. Conosci il tuo mondo interiore e questo ti rende bellissima. La vita interiore ha un tono di mistero che fa sì che gli altri vogliano conoscerti, e si avventurino nella propria vita interiore.

11. Ultima cosa, ma la più importante di tutte…

La tua forte vita interiore, il frutto del tuo rapporto con Dio Sei davvero bellissima quando rifletti con il tuo viso, le tue parole e le tue azioni,l’immagine di Dio che porti dentro di te.

Cerchi di rendere Dio, la base di tutto nella tua vita, di irradiare lo Spirito che vive, “Sexy” è sinonimo di “bella”? Qual è la vera bellezza di una donna? Se ci concentriamo solo sulla bellezza esteriore, capiamo inevitabilmente che questa alla fine svanisce. Arriverà un giorno in cui invecchieremo. La bellezza di una donna non si perde con il tempo e le rughe. Non può essere ridotta all’apparenza fisica.è molto di più.

Rinnovo ancora tantissimi auguri a tutte le donne

Liliana
assodipicche Oggetto: L'Italia al tempo del Coronavirus  28 Feb, 2020 - 16:02  Profilo Rispondi citando   

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L'articolo postato da Liliana mi ha fatto venire in mente la descrizione di Alessandro Manzoni dello svilupparsi della peste nella Milano de I Promessi sposi (capitolo 31), prima no, poi sì e infine gli untori.
Anche da noi, seppure al contrario: prima hanno seminato il panico, adesso vorrebbero moderazione. Ma il caos continua. I talk show non si contano, i media imperversano, per loro è una specie di pacchia con i palinsesti facili da riempire, attori, scrittori, pseudofilosofi, politici, giornalisti sono diventati tutti virologi.
È una situazione nuova? No! Vediamo come A.Manzoni descrive il diffondersi delle notizie sulla peste ne I Promessi sposi (cap.31):
*************


"In principio dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo. Poi, febbri pestilenziali: l’idea s’ammette per isbieco in un aggettivo. Poi, non vera peste, vale a dire peste sì, ma in un certo senso; non peste proprio, ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome. Finalmente, peste senza dubbio, e senza contrasto: ma già ci s’è attaccata un’altra idea, l’idea del venefizio e del malefizio, la quale altera e confonde l’idea espressa dalla parola che non si può più mandare indietro.

Non è, credo, necessario d’esser molto versato nella storia dell’idee e delle parole, per vedere che molte hanno fatto un simil corso. Per grazia del cielo, che non sono molte quelle d’una tal sorte, e d’una tale importanza, e che conquistino la loro evidenza a un tal prezzo, e alle quali si possano attaccare accessòri d’un tal genere.

𝗦𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗽𝗲𝗿ò, 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗲, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶, 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲, 𝗶𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲, 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗼𝘀ì 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝘀ì 𝘀𝘁𝗼𝗿𝘁𝗼, 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼, 𝗱’𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗿𝗲, 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲, 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗴𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲, 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲.

𝗠𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗼𝘀ì 𝘀𝗼𝗹𝗮, è 𝘁𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗶ù 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗶, 𝗱𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗶𝗻 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲, 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗼’ 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝘁𝗶𝗿𝗲".



liliana Oggetto: Il virus  28 Feb, 2020 - 08:43  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per virus corona

Riporto quest'articolo letto sul web, mi appare interessante,

Quando il dottor Li Wenliang, per primo,lanciò l'allarme su un nuovo virus in circolazione, la polizia cinese bussò alla sua porta e gli disse di stare buono. Da noi, a uno così non bussano alla porta: danno dell'imbecille e basta.

La morte, per Coronavirus, di questo dottorino ha innescato qualcosa di mai visto in Cina: una rabbia che esplode sulla rete, nei social. Il Governo cancella i post più critici e aggressivi, ma qualcun altro li ha già rimbalzati o anzi gli autori li hanno riscritti.

Servono eroi per fare la rivoluzione. Servono i morti. Ovunque (i cinesi del recente passato analogico ne sanno qualcosa).

Ci eravamo assuefatti all'idea di una Cina e di un popolo assogettati al potere, all'ordine, alla schedatura generalizzata, al riconoscimento facciale ovunque.

Forse ci siamo sbagliati.

Forse stiamo assistendo a una novità: a una rabbia popolare che, lontana dalle piazze, sceglie quella più grande per dare contro ai burocrati e al potere: la rete, portatrice della protesta contro la menzogna e l'intimidazione verso chi non accetta di esserne schiavo.

È presto per dirlo.

Non è troppo presto, invece, per farci una pensata, anche alle nostre latitudini.

Chiedere che venga detta la verità su un virus potrebbe diventare una metafora, oltre che un problema sanitario globale.

Una duplice metafora:

1. l'essere umano dà il meglio di sé quando è confrontato con la paura, che non fa differenza fra ricchi e poveri, buoni e cattivi, belli e brutti, giovani e vecchi;

2. l'essere umano si inventa un sacco di bugie per tirare a campare, ma non sopporta che chi campa sulla sua pelle non gli racconti la verità.




(g.g.)
Patrizia51 Oggetto:   24 Feb, 2020 - 19:56  Profilo Rispondi citando   

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La bellezza che salva, impossibile dirlo con parole migliori...

DECALOGO CONTRO LA PAURA, di Franco Arminio

1. Le passioni, quelle intime e quelle civili, aumentano le difese immunitarie. Essere entusiasti per qualcuno o per qualcosa ci difende da molte malattie.

2. Leggere un libro piuttosto che andare al centro commerciale.

3. Fare l’amore piuttosto che andare in pizzeria.

4. Camminare in campagna o in paesi quasi vuoti.

5. Capire che noi siamo immersi nell’universo e che non potremmo vivere senza le piante mentre le piante resterebbero al mondo anche senza di noi. Stare un poco di tempo lontani dai luoghi affollati può essere un’occasione per ritrovare un rapporto con la natura, a partire da quella che è in noi.

6. Viaggiare nei dintorni. Il turismo è una peste molto più grande del coronavirus. È assurdo inquinare il pianeta coi voli aerei solo per il fatto che non sappiamo più stare fermi.

7. Sapere che la vita commerciale non è l’unica vita possibile, esiste anche la vita lirica. La crisi economica è grave, ma assai meno della crisi teologica: perdere un’azienda è meno grave che perdere il senso del sacro.

8. La vita è pericolosa, sarà sempre pericolosa, ognuno di noi può morire per un motivo qualsiasi nei prossimi dieci minuti, non esiste nessuna possibilità di non morire.

9. Lavarsi le mani molto spesso, informarsi ma senza esagerare. Sapere che abbiamo anche una brama di paura e subito si trova qualcuno che ce la vende. La nostra vocazione al consumo ora ci rende consumatori di paura. C’è il rischio che il panico diventi una forma di intrattenimento.

10. Stare zitti ogni tanto, guardare più che parlare. Sapere che la cura prima che dalla medicina viene dalla forma che diamo alla nostra vita. Per sfuggire ala dittatura dell’epoca e ai suoi mali bisogna essere attenti, rapidi e leggeri, esatti e plurali.


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Patrizia51 Oggetto:   18 Feb, 2020 - 00:31  Profilo Rispondi citando   

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Alcuni anni fa (nel 2010) il governo spagnolo di Zapatero, con il Ministero dell’Uguaglianza e il sindacato degli insegnanti Fete-Ugt, lanciò una campagna per l’abolizione delle favole dove appaiono ragazze inette, incapaci di progettarsi da sole il futuro, in attesa di un principe che le “tiri fuori”, come Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata. Il motivo? Sono “sessiste”, “maschiliste” e in quanto tali danno un cattivo esempio alle nuove generazioni.

La campagna si chiamava “Educando all’uguaglianza” ed era rivolta a tutti gli adolescenti: alle femmine perché si abituassero a pensare in proprio; ai maschi perché fossero un po’ meno “machos”.

Un opuscolo distribuito nelle scuole in 42 mila copie, proponeva una favola aggiornata sulle pari opportunità. “La principessa differente” è Alba Aurora, ragazza delicata e amabile, ma anche tosta scalatrice di montagne. Un principe di passaggio si offre di liberarla dal mago malvagio, ma lei risponde che, se ci fosse, saprebbe benissimo cavarsela da sola. Umiliato nel suo ruolo, il principe se ne sta andando quando Alba Aurora gli propone di visitare insieme la Muraglia Cinese. I due partono su una motocicletta, naturalmente guidata da lei.

Ma saremo state davvero noi, con le nostre favole, a far sì che i giovani di oggi non siano proprio dei “principi” e che le ragazze, più che il principe azzurro, sognino come salvatore, un provino che le faccia apparire in TV?

Sarà colpa delle favole se diventa sempre più un “sogno” un titolo di studio che abbia il suo valore, un lavoro dignitoso, una famiglia unita e presente?

Secondo me le favole non c’entrano proprio nulla, i colpevoli sono altrove.....

Dovremmo solo insegnare ai nostri figli maschi che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno. Alle femmine che nessuno le salva, se non loro stesse.... e facciamo in modo che le favole restino favole.....




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liliana Oggetto: Motivazione  15 Feb, 2020 - 10:06  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per Motivazione

Anche S, Valentino è passato,evento per donare o ricevere regali, come avviene in ogni felice ricorrenza.Ma quali sono gli stimoli per fare tutto questo?Certamente è necessaria la motivazione,

Riporto quanto ho trovato d'interessante sul web

Motivazione: definizione

La motivazione o comportamento motivato è la spinta che porta un individuo a raggiungere determinati obbiettivi. È il motore delle azioni, un concetto introdotto da James e Hull nell’ambito della psicologia generale. In ambito psicanalitico, Freud parla di pulsione per fare riferimento a quelle spinte motivazionali (per lo più sessuali e primordiali) che governano il comportamento dall’inconscio.

Dalla motivazione all’azione

Il comportamento motivato è quindi caratterizzato dalla mobilitazione delle risorse energetiche (fisiche e psichiche), dalla reiterazione degli sforzi (fino al raggiungimento dell’obiettivo) e dalla variabilità dei tentativi. Quando si parla di motivazione si fa riferimento allo stato di tensione che si crea per il raggiungimento di un bisogno, all’obiettivo preposto e al comportamento strumentale che consente il soddisfacimento dell’individuo.

È possibile individuare tre categorie di motivazione: biologiche emotive e sociali.

Motivazione: la piramide dei bisogni di Maslow:

Secondo Maslow è possibile disporre i bisogni lungo una piramide, secondo un ordine (dal basso verso l’alto) progressivo basato sulle necessità di sopravvivenza dell’individuo. I bisogni più alti non vengono avvertiti se quelli precedenti non sono stati soddisfatti.

I primi due scalini della piramide fanno riferimento ai bisogni più impellenti:

Bisogni fisiologici, in questa categoria rientrano le necessità primarie legate alla fame e alla sete.

Bisogni di sicurezza, una volta soddisfatto il bisogno di cibo l’essere umano sente il bisogno di essere parte di un gruppo per proteggersi meglio dai pericoli esterni.

Nella parte alta della piramide vi sono bisogni afferenti alla vita psichica dell’individuo:

Bisogni di affetto da parte di altri esseri umani importanti.

• Bisogni di stima, una volta amati è importanti essere riconosciuti dagli altri per le proprie capacità.

Bisogni di autorealizzazione, è il bisogno più alto:

"essere soddisfatti di chi si è e di cosa si faccia".
liliana Oggetto:   14 Feb, 2020 - 17:12  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per S.ValentinoAmor"una parola che letta al contrario ricorda il nome di una grande e antica Città: "Roma". La storia di questa Città è grande, ed il nome letto al contrario, ricorda la forza indistruttibile dell'Amore. " Buon S. Valentino a tutti gli innammorati"
Patrizia51 Oggetto: San Valentino  14 Feb, 2020 - 15:17  Profilo Rispondi citando   

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liliana Oggetto: Paura e ironia  13 Feb, 2020 - 10:29  Profilo Rispondi citando   

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L'ironia napoletana in alcune circostanze:

Risultato immagini per RISATAfebbraio 2020

L’ironia partenopea, che tutto il mondo ci invidia, ha detto la sua anche sulla paura del contagio da corona virus.

Oggi, se si scruta un cinese con l’aggravante che possa starnutire o tossire, si grida alla peste.

Ed allora è possibile “fittare”, come si faceva ai tempi del dopoguerra con i “neri”- gli americani di colore – un cinese.

Ai tempi del dopoguerra infatti gli scugnizzi napoletani erano capaci di persuadere soldati americani che facevano ubriacare, far all’amore, per ottenere ogni ben di Dio:pasta, pane, uova, cioccolata, vestiti, carne. Lo ricorda Curzio Malaparte nel libro “La Pelle”.

Un negro americano poteva essere comprato e rivenduto anche per mesi e risultava essere una miniera d’oro per il compratore che se lo portava a casa come un ospite caro: gli offriva da mangiare e da bere; lo faceva ballare con le proprie figlie; dava l’assenso a queste ultime di dormirci e fare all’amore. Il negro, tornando a casa la sera, portava di tutto a quella famiglia che lo accoglieva con affetto. Se capitava che si fidanzasse , quella sua nuova famiglia era riempita di ogni ben di Dio che lui sottraeva ai magazzini militari.

Fittare il cinese ha un significato: la funzione e la finalità precipua è quella di evitare le interminabili ed estenuanti file: alla posta, in metropolitana, al ristorante. Ed il prezzo sale a seconda delle necessità.

Il napoletano è uomo di fantasia che odia le code :non è ordinato, ligio, compassato, educato come il settentrionale e perciò, per non essere rampognato, biasimato pesantemente ed inesorabilmente, sfrutta il cinese con la tosse che, come un fumogeno da stadio, disperde e rimuove la folla delirante.

Il link è accompagnato anche da una musica suadente che nell’arpeggio descrive lo sfottò.

TAG: coronavirus, Ironia, napoli

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