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liliana Oggetto:   20 Apr, 2021 - 14:19  Profilo Rispondi citando   

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liliana Oggetto:   20 Apr, 2021 - 10:23  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di liliana il 20 Apr, 2021 - 21:58, modificato 5 volte in totale
liliana Oggetto:   28 Mar, 2021 - 09:41  Profilo Rispondi citando   

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Poco, interessante, parco, libro, lettura ragazza. | CanStock



Non è il forum sbagliato,se ho scelto di sottoporre l'attenzione di chi legge, per il libro da poco edito:

Curiosità, sorprese, scoperte sulle espressioni che usiamo ogni giorno.

Rispondere picche, fare il colpo gobbo, restare al verde, avere la coda di paglia, pagare lo scotto o prendere in castagna... Da dove derivano queste curiose espressioni?

I modi di dire fanno parte del nostro modo di parlare di esprimerci e di essere parte di una comunità.

Ogni famiglia ha il suo tradizionale "bagaglio di espressioni" ciascuno di noi ne usa abitualmente una propria personale selezione. Che siano derivati dalle lingue classiche,da episodi storici o da abitudini popolari, è affascinante scoprire come alcune delle frasi che utilizziamo più spesso,nel parlare quotidiano, abbiano un significato ben preciso, a volte sorprendente, ben più calzante di quello che pensiamo.L.M.




liliana Oggetto: Dante  25 Mar, 2021 - 13:33  Profilo Rispondi citando   

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Dantedì, il giorno di Dante e della lingua italiana | Tarantobuonasera"Dante la persona più colta del pianeta"

L'influenza culturale di Dante Alighieri consiste nella ricezione che la produzione poetica di Dante Alighieri ha avuto in Italia e nel resto del mondo nel corso dei secoli, subendo fasi alterne di apprezzamento e di aperta ostilità da parte dei critici e degli artisti italiani e stranieri.

Già a partire dal XIV secolo, la"Divina Commedia" aveva avuto una vasta e favorevole ricezione da parte del pubblico, constatazione che si può ricavare dai vari codici conservati, tra i quali troviamo un autografo di Giovanni Boccaccio.

Conosciuta e apprezzata nel corso del '400, la produzione "Dantesca" cominciò quindi a diffondersi anche in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania, conoscendo una popolarità che durerà fino agli anni '30 e '40 del '500, quando infine il letterato

"Pietro Bembo" escluse Dante dai modelli d'imitazione letteraria.


In seguito, con la Controriforma," Dante" conobbe anche la censura ecclesiastica per via del trattato

"filo-imperiale" De Monarchia, iscritto nell'Indice dei libri proibiti.

Ignorato o addirittura disprezzato nel '700,

Dante ritrovò il favore dei critici e del pubblico nella stagione romantica, per via della forte religiosità, delle immagini poetiche ricche di pathos sentimentale e, anche, del messaggio politico adottato dal Risorgimento.

Il magistero critico-letterario poi del critico "Francesco De Sanctis" consacrò Dante quale modello d'altissima poesia e simbolo nazionale, dando così inizio ad una lunga stagione di critica letteraria e una progressiva diffusione dell'opera dantesca presso gli italiani, grazie ad iniziative commemorative e allo studio scolastico della Commedia.

Contemporaneamente alla riscoperta di Dante da parte degli intellettuali italiani romantici, ci fu un rinnovato interesse per la sua figura e la sua poetica nei restanti Paesi europei e, a partire dal XX secolo, anche extraeuropei.

Con la nascita della cultura di massa e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione. nella seconda metà del secolo scorso,la

Commedia e
l'universo poetico dantesco

sono stati divulgati anche al di fuori degli ambienti filologici e letterari,
approdando nel cinema, nella fumettistica e nel mondo dei videogiochi.
liliana Oggetto: i Nostri amici  23 Mar, 2021 - 17:20  Profilo Rispondi citando   

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SALUTE Allergie per uomini e cani: l'app anti-prurito

Questo forum è da me scelto, per pubblicare notizie da non sottovalutare.Una notizia veramente speciale appartiene a quanti amano gli animali è credo siano in molti.


Sempre belle iniziative per chi ama gli animali domestici

Il "dopo di noi" alla Festa dei Nonni.Al #dopodime per Fido ci ha pensato l'A.S.T.A. l'Associazione per la Salute e la Tutela degli Animali.

Quanto offre un animale,un cane, un gatto, un pesce,una tartaruga, un canarino a un anziano?Sicuramente tanto,è un aiuto per la salute e l'umore.Secondo un'indagine dell'Osservatorio di feder Anziani SeniorItalia, su 1.700 intervistati, per il 70% degli anziani un animale diventa subito un membro di famiglia. E "nove" italiani su "dieci" specificano che la propria vita potrebbe migliorare grazie alla loro compagnia.



Ma dove finisce un animale quando l'anziano non c'è più?

L'ASTA ci ha pensato e sta avviando un progetto per prendersi cura degli animali che rimangono senza proprietario, in attesa di poterli affidare nuovamente, possibilmente ad altri anziani e/o famiglie.

Per questo periodo di stallo è prevista la realizzazione di un centro di
accoglienza in cui gli animali verranno accuditi secondo parametri simili a quelli di una sistemazione casalinga, invece che un canile.



Per restare nel tema della Terza età, il personale impiegato per la cura degli animali saranno sempre anziani, ma qualificati e volontari, in collaborazione con i centri anziani del territorio.




liliana Oggetto: Lodevole iniziativa  22 Mar, 2021 - 09:38  Profilo Rispondi citando   

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Il tassista può aumentare il prezzo della corsa se gli viene sporcato il  taxi?

Lodevole iniziativa

Taxi gratis a Roma per gli ultraottantenni che vanno a vaccinarsi: nasce "Ti accompagno io"

Il progetto aiutera' chi ha difficolta' negli spostamenti e dara' respiro ai tassisti

Vedere sul Web

liliana Oggetto: Anziano o vecchio  18 Mar, 2021 - 08:51  Profilo Rispondi citando   

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Illustrazione vettoriale di una coppia di anziani nonni, persone di età. Cartoon vecchi. Disegno, immagine isolato su sfondo bianco. stile piatto. Vecchio famiglia felice, la pensione. giorno nonni. Archivio Fotografico - 65654246

Anziano o Vecchio

Quante volte capita di sentire indifferentemente questi due termini? Sono la stessa cosa? Hanno lo stesso significato? Lo scopo di questo articolo è proprio quello di cercare di capire se lo sono.

Anziano deriva, etimologicamente, dal latino medioevale antianus, derivazione di antea ossia prima, quindi appartenente ad un’epoca anteriore e significa persona di età avanzata in assoluto o in relazione ad altri.

Vecchio deriva dal latino vetus o vetulus ed è riferito a persone,animali o cose che sono molto avanti negli anni.

Per quanto riguarda le “cose” solitamente viene usato il termine “antico” che difficilmente viene associato alle persone.

Nel lessico sanitario in particolar modo per quanto riguarda la medicina, al posto di vecchio viene usato

il termine “geriatrico” da cui derivano sia la branca specialistica della Geriatria sia la specializzazione clinica di Geriatria entrambi deputati alla cura e all’assistenza del vecchio.Se si parla di quella fase della vita intesa come l’ultimo ciclo si usa il termine: “vecchiaia” mentre “anzianità” è più riferita ad un traguardo professionale

(es: anzianità di servizio).

Altro termine che a volte si riscontra è Il concetto di ageismo che fu per la prima volta

introdotto nel 1969 da Robert Butler, direttore del National Institute of Aging, che lo ha collegato ad altre

forme di discriminazione come il razzismo ed il sessismo, definendolo come un processo sistematico di

stereotipizzazione e discriminazione contro gli anziani o i vecchi per via della loro età. A suo parere il fenomeno

dell’ageismo è caratterizzato da tre componenti fondamentali:

•<span style="white-space:pre"> attitudini pregiudiziali contro gli anziani;

•<span style="white-space:pre"> azioni di discriminazione;

•<span style="white-space:pre"> pratiche istituzionali perpetranti gli stereotipi sugli anziani.

Ad oggi questo fenomeno viene per lo più definito come qualunque forma di discriminazione contro o a favore di

qualsiasi gruppo d’età ultra sessantacinquenne.

Riassumendo, possiamo dire che anziano e vecchio sono la stessa cosa? Direi di no! Basta pensare all’uso che spesso

viene fatto di questi termini, uno è un concetto più rispettoso, l’anziano, l’altro è considerato più dispregiativo,il vecchio

In entrambe i casi ci si dimentica che la vecchiaia non è una malattia e che dietro alle rughe c’è

un’infinita esperienza che merita di essere condivisa con chi ancora non ne ha così tanta.

N. N. A&V

“Le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita, quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni.”

(Marc Levy)










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<p class="MsoNormal JustifyCenter" style="line-height: normal; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;"><span style="font-size:12.0pt;font-family:" arial="" new=""><o:p></o:p>


Patrizia51 Oggetto:   11 Mar, 2021 - 15:39  Profilo Rispondi citando   

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Guia Soncini e il "pensa oggi" quanto siamo più poveri di ironia e autoironia

Leggete “L’era della suscettibilità” (Marsilio) e finalmente capirete in che pozzo nero autocensorio e neo-oscurantista siamo precipitati



Compulsate attentamente le pagine 49-58, capitolo “Pensa oggi”, del libro “L’era della suscettibilità” (Marsilio) di Guia Soncini: e finalmente capirete in che pozzo nero autocensorio e neo-oscurantista siamo precipitati. E quanto si sia allargata l’area del proibito, del “non si può dire”, delle lingue tagliate (copyright Elias Canetti), del silenzio intimidito in un’epoca che ha perduto il senso dell’ironia e, ciò che è più grave, dell’autoironia che è il carburante per dire e pensare cose intelligenti.

“Pensa oggi” quante cose sono interdette.

Pensa oggi se un Beniamino Placido (che nostalgia) osasse, come nel 1991, fare in tv, nel tempio ortodosso di Raitre poi, una sapida battuta sulle minigonne di Barbara Palombelli e Alba Parietti. Pensa oggi quanta indignazione per “i ritardati” rappresentati in Rain Man con Dustin Hoffman e in Forrest Gump con Tom Hanks.

Pensa oggi.

Pensa oggi le caricature dei cinesi in Friends. Pensa oggi le battute grevi di Eddie Murphy. Pensa oggi “trattala male” di Marco Ferradini in Teorema. Pensa oggi la parodia sessista di Roberto Benigni a Sanremo sul testo di una canzone cantata da Iva Zanicchi. Pensa oggi l’opera omnia di Mogol con Battisti (Francesca “vive per me”). Pensa oggi il Lucio Dalla del “c’è una checca che fa il tifo” in Anna e Marco. Pensa oggi se un grande, gigantesco Vittorio Gassman entrasse in scena nella Canzonissima del 1972 “assiso su una biga, tirata non da cavalli ma da signore impellicciate che il conduttore frusta per farle marciare” e alla fine: “brave bambine, vi siete fatte ammirare, ora in scuderia”.


Leggetelo tutto, il libro della Soncini (si può dire “della”?) per ricordare, quelli tra noi che hanno alle spalle qualche annetto, come eravamo miracolosamente più liberi e meno suscettibili e io manco mi offendevo se i compagni bulletti (non cyber) in scuola elementare mi apostrofavano con sadica derisione: “a quattrocchiii!!”




by Pierluigi Battista




USCITA DI SICUREZZA - 11/3/2021







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Patrizia51 Oggetto:   01 Mar, 2021 - 15:50  Profilo Rispondi citando   

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UOMINI IN PIAZZA PER DIRE BASTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE




01/03/2021


A Biella hanno percorso a piedi le strade fino al centro indossando mascherine e scarpe rosse. Ad Albenga si sono ritrovati in piazza, distanziati ma legati da un filo di lana rosso. Flashmob significativi, perché la battaglia non deve e non può essere solo femminile




Hanno percorso a piedi le strade di Biella, dal Ponte della Maddalena fino al centro della città piemontese, indossando tutti mascherine e scarpe rosse, per dire basta alla violenza contro le donne. Il flashmob "Uomini in scarpe rosse" è stato organizzato da Paolo Zanone, imprenditore tessile e direttore artistico della compagnia Teatrando di Biella. Nei giorni scorsi la giornalista Milena Gabanelli aveva lanciato un appello forte su Twitter: ”Ne ammazzano una al giorno ma io vedo solo donne manifestare, protestare, gridare aiuto. Non ho visto una sola iniziativa organizzata dagli uomini, contro gli uomini che uccidono le loro mogli o fidanzate. Dove siete? Non è cosa da maschi proteggere le donne?".

Da qui è partita l’iniziativa al maschile. Un immagine confortante, un gesto simbolicamente molto significativo: finché il problema della violenza di genere sarà solo un affare femminile, denunciato, raccontato, commentato solo dalle donne, non si potrà andare molto lontano nella battaglia per arginare questa piaga diffusa.

Un’iniziativa simile, tutta al maschile, si è svolta anche ad Albenga, in Liguria: il presidente dell’associazione Fischia il Vento, Giuliano Arnaldi, ha chiamato gli uomini alla moblitazione lanciando un appello. “Dobbiamo dire basta e chiedere scusa”, si legge nel testo dell’appello. “Altre donne uccise da uomini che avrebbero dovuto amarle. E’ una strage, terribile e continua. E’ il genere maschile ad essere sotto accusa per i troppi silenzi. Non possiamo far finta di niente, dobbiamo farcene carico». Alle 18 del 27 febbraio gli uomini si sono radunati in piazza San Michele: tutti distanziati, nel rispetto delle norme anti-Covid, ma tutti legati da un filo di lana rosso, che rappresenta quella violenza contro la quale tutti insieme bisogna combattere.


Presenti tantissimi giovani, ma nessun rappresentante politico. L’unica voce femminile presente è stata quella della presidente provinciale dell'Anpi di Imperia, Amelia Narciso, che con un suo scritto ha sottolineato come gli uomini che chiedono scusa “siano purtroppo rari”. Sostegno al flashmob è arrivato da personaggi del mondo dello spettacolo come Fiorella Mannoia e Michelle Hunziker. significativi, perché la battaglia non deve e non può essere solo femminile.



(Famiglia Cristiana)



(Sono un po' pochini, ma meglio che niente .... )








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liliana Oggetto: Piacere dovere volere  28 Feb, 2021 - 10:47  Profilo Rispondi citando   

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Piacere, dovere…volere!

“Prima il dovere e poi il piacere”. Un vecchio adagio che sembra pieno di buon senso. E non si può dire che non abbia una validità complessiva. Sarebbe generalmente impensabile immaginare di anteporre la ricerca del piacere al perseguire degli impegni che si sono assunti o che comunque sono di nostra competenza.

Qualsiasi comunità, anche la più primitiva, si dà delle regole che consentono il vivere insieme. La creazione di doveri è necessaria. Ed il rispetto degli stessi assolutamente funzionale. Se però immaginiamo che è necessario rispettare appunto i propri “doveri”, come possiamo conciliarlo con la ricerca dei nostri “piaceri” e la realizzazione di un benessere personale?

Dovere e piacere sono in effetti conciliabili. Lo sono nella misura in cui diamo semplicemente una struttura, una direzione alla ricerca del piacere.Il piacere non è un valore assoluto, ma relativo.

Il sesso, il cibo, la musica,
l’ozio, per accennare una lista che potrebbe essere lunghissima, possono essere identificati come “piaceri”.

Eppure è facile osservare come persone la cui giornata è dedita solo a simili attività difficilmente si ritengono felici.

Infatti, ricordando la “teoria del flow” di Mihály Csíkszentmihályi , sentiamo di stare veramente bene quando svolgiamo un’attività nella quale le nostre capacità si possono esprimere nel fare qualcosa che è sufficientemente sfidante, ma non diventa uno sforzo.

Poche persone ricordano tra i momenti più felici della propria vita fare
zapping davanti una televisione. O anche lo stare sdraiati sotto un ombrellone.Più facile invece che tra questi momenti si ricordino situazioni in cui si stava facendo qualcosa davvero desiderato, riuscendoci appunto senza eccessivo sforzo.

Da qui ci viene un importantissimo aiuto. Fa stare più bene qualcosa che si vuole davvero piuttosto che qualcosa che viene genericamente considerato piacevole.

Il desiderio quindi, il bisogno di soddisfare una propria necessità, può mettere pace tra dovere e piacere. Se la mattina vado a lavorare soltanto perché devo, perché ho bisogno di denaro per sopravvivere e ci sono quindi tutto sommato costretto, la mia percezione sarà probabilmente quella di una vita buia e triste, il tempo sarà un deserto interminabile. Ma se invece vado a lavorare con la consapevolezza che sto facendo ciò che voglio, che ho scelto il lavoro che faccio, e che ne accolgo anche gli aspetti meno gratificanti, probabilmente il mio tempo e la mia vita saranno vissuti più piacevolmente. Qualcuno dirà che questo non è sempre possibile. In assoluto, forse, ha ragione. Ma, certamente, è molto più possibile di quanto si immagini. Noi infatti tendiamo ad estendere a dismisura il concetto di dovere
ed a rinunciare con molta facilità a sentire i nostri desideri. Questo per due motivi. Il primo è non aver esplorato

sufficientemente la natura proprio di ciò che riteniamo doveroso.

Ed il secondo perché abbiamo esplorato poco noi
stessi, i nostri desideri ed i bisogni reali. Questo possiamo considerarlo un “danno collaterale” della nostra educazione:era sicuramente utilissimo per inserirci e mantenerci nella società, ma in età adulta può essere equilibrato spostando l’attenzione dall’esterno verso l' interno.Spesso, in sostanza, questa area di dovere è stata estesa o gonfiata oltre misura.

Come abbiamo costruito la
percezione di ciò che “dobbiamo” fare? Dobbiamo davvero farlo? A quali regole realmente stiamo obbedendo? Quali aspettative, magari di altre persone, abbiamo promosso a “dovere”? Siamo sicuri che le leggi silenziose a cui ci inchiniamo sono, all’esame di realtà, proprio un “dovere”?

Esplorandoci invece dall’interno possiamo renderci conto
di cosa davvero ci appartiene e cosa davvero vogliamo. Provando a realizzare ciò che vogliamo, ed assumendoci questa responsabilità, forse sentiremo nascere il senso del dovere proprio da noi stessi, da dentro e non più come un’ingiunzione esterna.

Questo renderà meno necessaria anche la necessità di ribellarci a qualcuno o qualcosa. Magari proveremo piacere nel compiere il nostro dovere, anche se questo all’inizio potrà stupirci.

Fantascienza? Moltissime persone riescono in questo compito.

E riuscire in questo non dipende certo dal nascere
in condizioni di maggiore o minore agiatezza economica, ma dalla determinazione nel rendere comunque migliore la propria vita.




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liliana Oggetto: La speranza ultima a morire  21 Feb, 2021 - 08:28  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per dea speranza

Coronavirus, aumenta nel mondo la fiducia nei vaccini anti-Covid

Lo ha sottolineato un sondaggio curato dagli esperti

dell’Institute Global Health Innovation dell’Imperial College di Londra,

in collaborazione con YouGov, che ha preso in esame 15 diversi Paesi nel mondo.

La fiducia nei confronti dei sieri contro il coronavirus è passata dal 41% di novembre 2020 al 54% di gennaio 2021

«La Speranza ultima dea». è una frase latina spesso usata per significare che la speranza non viene mai meno o che si può sperare fino all’ultimo, con riferimento al mito greco della dea Speranza che resta tra gli uomini, a consolarli, anche quando tutti gli altri dèi abbandonano la terra per l’Olimpo.

Il detto popolare la speranza è l’ultima a morire,è anche il verso dei Sepolcri citato nella voce speme, ma in questo momento,tutti dobbiamo averla nel cuore.

L.M.









liliana Oggetto: POLITICA  19 Feb, 2021 - 08:38  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per politica immagini divertenti

Dal web immagini e altro solo per divertirci?



La politica ha conservato solo il nome derivante dalla Polis greca: se un tempo i politici si assumevano l’onere di amministrare la 'res publica', oggi deputati e ministri si occupano della 'res privata', la loro. Ottenere una carica politica è un traguardo che solo persone di stirpe elevata possono raggiungere, non tanto perché rappresentare i cittadini in Parlamento sia un diritto riservato a pochi, quanto invece perché solo l’abbondanza di denaro può permettere a qualcuno di entrare nei palazzi romani e ritenersi 'arrivato'. Incollati ciascuno alla propria poltrona, i politicanti si dividono in fazioni e squadre opposte come durante l’ora di ginnastica alle elementari quando si giocava a 'ruba bandiera'.

Non sono necessari studi lombrosiani per identificare il politico: se ruba, evade le tasse, litiga in Parlamento, fa comparsate in televisione, si fa tenere l’ombrello dalla guardia del corpo quando piove e si lascia scorrazzare in giro per Roma dall'autista privato pagato dai contribuenti allora sì, siamo in presenza dell’esemplare 'italicus horridus politicus', la specie più diffusa.

La genetica non può far altro che riscontrare delle anomalie in questa razza quando la sottospecie del ‘ministrus’ cambia pelle e torna 'deputatus' per mezzo delle dimissioni, fenomeno raro che la ricerca scientifica sta ancora studiando e che al momento viene classificata come 'evento’ ancor più raro dell’esplosione di una supernova'. In ogni caso il plebeius continua a pagargli vitto, alloggio e pensio
ne integrativa, pena l’estinzione di un essere così odiato.
liliana Oggetto: Omaggio floreale  14 Feb, 2021 - 10:22  Profilo Rispondi citando   

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50 SEMI DI ROSA ARCOBALENO Rarissima...

Un fiore per tutti gli innamorati e non

Liliana











Patrizia51 Oggetto:   13 Feb, 2021 - 20:51  Profilo Rispondi citando   

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"Il download non è più disponibile e il sistema non verrà più aggiornato"... un po' come il sito di Anziani....

Asso Asso, così non vale.... sei troppo... birichino ....


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assodipicche Oggetto: Le origini della Bibbia  13 Feb, 2021 - 15:55  Profilo Rispondi citando   

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Ah, ok! Adesso mi è tutto chiaro. Grazie!
liliana Oggetto:   13 Feb, 2021 - 13:42  Profilo Rispondi citando   

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Volendo una personale spiegazione sulla Bibbia dalla sottoscritta, devo risponderti con le parole che sono riportate sul Web:

La parola "Bibbia" viene dal greco e significa letteralmente libri.

La Bibbia, infatti, è un insieme di libri redatti da una quarantina di autori diversi, durante un periodo di circa 1500 anni. La spettacolarità di un insieme di questo genere sta nel fatto che autori di diverse classi sociali (re, pescatori, sacerdoti, profeti, funzionari governativi, pastori eccetera) sono riusciti a scrivere testi che, di sottofondo, presentano una sovrannaturale unità di temi, che si intrecciano in maniera unica dalla prima all'ultima pagina.
assodipicche Oggetto: Le origini della Bibbia  13 Feb, 2021 - 10:48  Profilo Rispondi citando   

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Scusa Liliana, ma visto che la Bibbia "trova ispirazione nel diretto pensiero di Dio", come tu scrivi, ci sai dire anche come mai a un certo punto Dio ha smesso di aggiornarla?
liliana Oggetto: Chi è l'autore della Bibbia  10 Feb, 2021 - 09:26  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per immagini

CHI È L'AUTORE DELLA BIBBIA?

La Bibbia, testo sacro della religione cristiana ed ebraica, trova ispirazione nel diretto pensiero di Dio: scritta nell’arco di circa 1500 anni, la stesura dei vari testi che compongono il libro sacro, è stata attribuita a circa 40 uomini

I libri nella Bibbia che indicano esplicitamente un autore, sono molto pochi ma tra i più importanti ricordiamo Isaia, Mosè, Luca, Giovanni, Matteo e Paolo. Nonostante sia stata scritta da persone provenienti da Paesi diversi, la Bibbia è caratterizzata da una particolare forma di continuità, non ci sono errori o gravi incoerenze storico-temporali tra i vari testi.Gli studiosi e teologi biblici, sottolineano comunque che ogni testo può essere attribuito ad un determinato autore in maniera approssimativa, infatti ad oggi non esistono dati definitivi a confermare queste teorie.







assodipicche Oggetto:   26 Gen, 2021 - 16:16  Profilo Rispondi citando   

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"....checché ne dica Asso?" Ma questo sfogo conferma proprio la mia tesi: non cambia nulla! Vorremmo che cambiasse, che ci fosse responsabilità, ma non c'è!
L'utopia? Fare una legge sul femminicidio! È cambiato qualcosa? Sono cessati i femminicidi? Ecco....l'utopia e la realtà.
Patrizia51 Oggetto:   26 Gen, 2021 - 15:45  Profilo Rispondi citando   

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Checchè ne dica Assodipicche (v. altro post), io continuo a sostenere che il cambiamento ci sarà solo se ciascuno farà sempre e comunque il proprio dovere, assumendosi le conseguenze delle proprie scelte, e che la responsabilità è personale, ciascuno per la propria parte.

Riporto quanto pubblicato da una mia amica sulla sua pagina Facebook a proposito dell'omicidio della ragazza di 17 anni a Caccamo.



Ecco la parolina magica: RESPONSABILITÀ. Bisogna capire seriamente che siamo tutti responsabili di quello che facciamo e di quello che non facciamo, dell'esempio che diamo, delle parole che usiamo e di quelle che taciamo in qualunque contesto, compresi i gruppi WhatsApp. "Ma lo fanno tutti", rispondono alcuni miei amici genitori parlando dei figli che escono incuranti dei divieti, "prova tu a dirgli che se ne deve stare a casa" ecc. Il dialogo, quel grande sconosciuto. L'educazione, un'utopia. E la colpa risiede in ogni anello della catena valoriale che dalla politica che governa la società arriva a un bambino che deve crescere in un contesto sereno, fatto di lavoro e interessi culturali. Tutti siamo responsabili di tutto ciò che accade attorno a noi. Agiamo di conseguenza, diamo peso. "Quanto orrore in questa ennesima tragedia, quanto spregio della vita, quanto egoismo, strafottenza, vergogna. Quanta colpa. Si, colpa. Ognuno la sua parte e ognuno dovrebbe pagare per questo fallimento. Ma ormai siamo diventati tutti 'buonisti' (parola orrenda), quindi nessuno ha più colpe accertate, a parte quelle giuridiche. Quindi, non si paga e andiamo avanti, in attesa di un ulteriore 'fatto di cronaca'. Perché ormai l'uccisione di una donna (questa era addirittura una ragazzina minorenne!) da parte di un uomo con il movente della gelosia è soltanto 'un fatto di cronaca', su cui osservare 'silenzio', in rispetto (ma quale rispetto?)delle famiglie coinvolte. E invece io oggi, a costo di passare per una persona senza compassione e senza comprensione, voglio gridare e puntare (con forza!) un dito e prendermi la mia responsabilità accusatoria: e lo punto inevitabilmente e innanzitutto sulla 'famiglia' che non insegna più, non da esempio e non vigila sui comportamenti (i due ragazzi erano ad una festicciola, malgrado la zona rossa imponesse il coprifuoco: anche qui, spregio delle regole!); sulla scuola che non riempie questi ragazzi in evidente emergenza e senza empatia, di percorsi formativi adeguati; sulla società che ormai ha totalmente abnegato a qualsiasi ruolo formativo; sulla 'politica' che non aiuta, che ha depauperato la scuola da ogni strumento educativo e su tutta questa catena distorta e distratta che non vede, non sente e non parla. E non si assume alcuna responsabilità. Perché la responsabilità è cultura, e viceversa, ed è solo la cultura che cambia davvero le cose. Assumiamoci dunque una responsabilità culturale ed educativa che oggi manca tantissimo. Probabilmente il danno maggiore è frutto di questa mancanza di assunzione di responsabilità in ogni ruolo. Il senso di responsabilità si costruisce fin dai primi anni: anche i bambini devono assumersi le proprie piccole responsabilità. I genitori HANNO responsabilità. La scuola HA responsabilità. La societa' HA responsabilità. La politica HA responsabilità. Tutti abbiamo (o dovremmo avere) responsabilità. Ma ormai tutto è fluido. Anche la responsabilità.

PS. A proposito di 'responsabilita' leggo che quest'estate la ragazzina, minorenne, aveva un occhio nero, frutto di una lite con il fidanzato. Di chi è la responsabilità di non avere approfondito la questione? Di chi è la responsabilità di non aver preso il ragazzo e non averlo portato per un orecchio in caserma a 'pagare' per l'occhio nero di una minorenne e poi da uno psicologo? Di chi è? DI CHI È????"



Inutile, credo, dire che condivido tutto ....

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