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liliana Oggetto:   27 Lug, 2020 - 19:33  Profilo Rispondi citando   

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Come sopravvivere al rientro dalle vacanze estive

Quanto ha scrritto Patrizia è davvero terrificante. pensando al rientro da una vacanza, tutto appare più accettabile.

Durante la vacanza, il tempo si gestisce a piacimento, ma le cose cambiano.Si comincia ad affrontare i nuovi giorni del rientro, risincronizzando l’orologio, per la nuova vita che attende. Prendere il caffè' con una amica o amico speciale, riesce a riportare entusiasmo, come il programmare qualcosa, che contribuisce a guardare avanti, senza pensare ai numerosi impegni che bisogna assolvere.

Uno dei grandi obbiettivi che abbiamo nella vita è quello di essere felici, esiste un modo di stimolare la “ghiandola della felicità” ? : "La musica", una piccola pillola di felicità che lascia godere sempre e dovunque.

Ascoltare tanta buona musica, diventa molto piacevole, lasciando tornare alla consuetudine senza problemi.



Buone vacanze a chi ancora deve farle, ma anche un buon rientro per chi ritorna.L.M.




Patrizia51 Oggetto:   18 Lug, 2020 - 16:04  Profilo Rispondi citando   

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Io sono rimasta inorridita .... non credevo che l'uomo potesse arrivare a tanto e credo anche che in nessun tempo conosciuto siamo stati capaci di tanto orrore. La cosa più angosciante è che queste persone sono fra noi e probabilmente ce le troviamo accanto molto più spesso di quello che crediamo.

Venendo al caso specifico mi chiedo: ma che tipo di formazione/educazione hanno auto questi 20 minorenni, tra cui vari tredicenni? Quali sono state le esperienze familiari e personali di questi ragazzini? La violenza, i videogiochi? Non credo che basti per arrivare a tanto... Ragazzini che ricevono piacere dal vedere immagini di sevizie, abusi e uccisioni di bambini piccoli significa che sono stati anestetizzati dalla violenza, sono abituati ad essa, la considerano normale.


Tutto ciò è destabilizzante per una mente sana, e per chi ha figli è estremamente preoccupante.




Pagare per vedere in diretta torturare e morire un bambino: l’inferno del Deep Web


In Italia sono stati arrestati dei ragazzi minorenni che avevano pagato per assistere via web a violenze inaudite su bambini che alla fine venivano uccisi in diretta



Esiste un luogo sommerso nella rete in cui abita tutto l’orrore del nostro Pianeta, e nel quale l’insieme delle atrocità del mondo, ogni malvagità che la mente possa mai concepire, ogni nefandezza dell’essere umano è a portata di clic e di dolore.



Hanno appena 17 anni i due ragazzi piemontesi denunciati, insieme ad altri 19 minorenni, per aver pagato per assistere via web a violenze sessuali e torture su bambini di pochi anni e alla loro morte in diretta. Dopo 10 mesi, con il coordinamento della Procura dei minori di Firenze, ha portato alla luce quello che viene definito “l’inferno degli orrori”: uno spazio reale in una dimensione virtuale composto da migliaia e migliaia di stanze, chat, blog, vetrine, che contengono ogni abominio concepito su questa Terra.

Un terrificante fatto di cronaca che sta sconcertando l’opinione pubblica, nonostante già da diversi anni si parli di questi luoghi occultati in cui imperano pedofilia e pornografia infantile, perversioni sessuali e zoofilia, crimini efferati, brutalità e ferocia su bambini ed ogni specie di essere vivente, nonché vendita di sostanze illegali e prodotti proibiti per Legge.

Viene chiamato <span style="font-style: italic">Deep Web, e si tratta di una rete sommersa con 4 miliardi – avete letto bene – 4 miliardi di pagine contenenti oltre 150.000 terabytes dedicati alle peggiori informazioni e barbarie.

100.000 dollari di transazioni quotidiane tutte effettuate con Bitcoin, la cripto valuta che garantisce l’assoluto anonimato (tanto per chiarire, per chi dice: ma oggi tanti ragazzini hanno i soldi in tasca, ieri il cambio bitcoin/euro era 7792, 27 euro ovvero per comprare un bitcoin ci volevano quasi 8000 euro - ndr)


Mercati elettronici strutturati come Amazon o eBay, e per di più con servizi a richiesta simili a quelli della pay per view, in cui è possibile acquistare qualsiasi cosa illecita e inumana possa esistere in commercio: armi, droghe, documenti falsi, permessi di soggiorno, medicinali irreperibili, esperimenti governativi, scritti censurati di cui è stata vietata la pubblicazione, ma anche sicari per commissionare omicidi, bambini in tenera età da seviziare e uccidere in diretta interagendo in tempo reale con i criminali, animali vivi da mutilare e smembrare a richiesta, persone disponibili a farsi riprendere mentre mangiano escrementi. C’è addirittura chi mette in vendita se stesso per farsi mangiare da un cannibale. Sembra un ripugnante film horror, invece è la raccapricciante compravendita che avviene sistematicamente in una chat di questi inferi virtuali denominata Cannibal Cafè o nelle cosiddette red rooms.

Tutto rigorosamente filmato, tutto rigorosamente battuto a prezzi salati per essere ‘consumato’


....


L'articolo continua qui, se volete leggerlo .... ma è terrificante....






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liliana Oggetto:   08 Lug, 2020 - 08:20  Profilo Rispondi citando   

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Gli antichi romani dicevano "mens sana in corpore sano": fare tesoro di questo insegnamento, è un viaggio, rigenerante per il corpo e lo spirito.
Colmare gli occhi di immagini, visitando paesi meravigliosi, sono esperienze dalle quali c'è tanto benessere.

Allontanarsi dai ritmi serrati della quotidianità,è come cambiare aria, vivendo le giornate, seguendo un diverso ritmo. Il viaggio è un esperienza che se vissuta con calma, diventa entusiasmente.C'è ampia scelta nel programmare un viaggio in "Italia".

Sono presenti spiagge ideali per piccoli e grandi, imbarazzo?Solo per la scelta. A tutti i vacanzieri felici soggiorni.







liliana Oggetto: la casa di un sogno  30 Giu, 2020 - 08:40  Profilo Rispondi citando   

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La storia di Robert: compra una casa costruita dagli schiavi e la dedica ai suoi antenati

Attore afroamericano compra una casa costruita 200 anni fa da schiavi neri:

"Avrei voluto dire loro che 200 anni più tardi un uomo nero, gay e libero l'avrebbe riempita di amore".

Il messaggio di Robert Hartwell è già un simbolo.

Quando la casa venne costruita nel 1820 la schiavitù in Massachusetts - dove si trova l'edificio - era ancora legale. Ora l'attore afroamericano Robert Hartwell ha voluto imprimere una "mossa generazionale". "Mi piacerebbe aver potuto dire ai miei antenati, quando si spaccavano la schiena nel 1820 per costruire questo edificio, che 200 anni più tardi un uomo nero, gay e libero ne sarebbe entrato in possesso e l'avrebbe riempito di amore" spiega sul proprio profilo Instagram.

Attore e ballerino afroamericano, Hartwell appare felice e soddisfatto davanti alla grande casa bianca che ha da poco acquistato. Apparso in spettacoli come "Hello, Dolly!" e "Motown the Musical", ha raccontato di avere trovato l'edificio online tre settimane fa e di essersene subito innamorato.

La casa, che sorge a Great Barrington, in Massachusetts, ha quattro camere da letto, ed era in vendita per 379 mila dollari (338 mila euro circa).




liliana Oggetto:   26 Giu, 2020 - 10:10  Profilo Rispondi citando   

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Cerco per Clary una Frase di Bentornato:

Si ritorna solo andando via. Sono felice che tu sia di nuovo qui

Liliana
moniaxa Oggetto:   25 Giu, 2020 - 13:51  Profilo Rispondi citando   

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ciaooooo clary
cicuta Oggetto:   24 Giu, 2020 - 18:18  Profilo Rispondi citando   

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 macciao Claryyyyy..che piacere rileggerti!
TittiMendoza Oggetto:   24 Giu, 2020 - 12:35  Profilo Rispondi citando   

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Hola Clary,


grazie per i saluti che personalmente contraccambio con piacere.

E`da molto che non ti vediamo in linea e speriamo di rivederti più spesso, come ai vecchi tempi…..


clary Oggetto: HOLA  23 Giu, 2020 - 23:12  Profilo Rispondi citando   

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Volevo soltanto lasciarvi un saluto a tutti voi, Buona serata
liliana Oggetto: Un uomo speciale  20 Giu, 2020 - 09:20  Profilo Rispondi citando   

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Grave incidente a Alex Zanardi - Aostasports.it

Pagina dedicata ad un uomo speciale

Dal web

ll giorno stesso in cui tornò a casa senza le gambe, Alex Zanardi volle sfidare suo nipote a nascondino. Prima si infilò nel caminetto. Poi avvicinò due sedie e ci si sdraiò sopra, coprendosi con un plaid. Infine, si mimetizzò dentro il portavivande. La sera, il nipote confidò alla madre: «Da grande voglio guidare una macchina da corsa e non avere le gambe come lo zio». Alex sostiene che, dei tanti complimenti che ha ricevuto, quello rimane per distacco il più bello. Il complimento di un bambino a un uomo che, per rinascere, ha saputo tornare bambino.

Zanardi suscita meraviglia in chiunque, però non hai mai fatto pena a nessuno. Forse perché il primo a non avere mai provato commiserazione per sé stesso è lui. Ogni volta che ci incontriamo, mi interroga sulla sua famosa Regola dei Cinque Secondi, tanto che oramai la conosco a memoria: «Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più». Lui non si limita a declamarla. La applica nelle corse, contro avversari che ormai hanno la metà dei suoi anni. E la applica nella vita, da quando è nato e da quando è rinato, dopo che un incidente lo ha tagliato in due e in un letto d’ospedale tedesco è stato costretto a decidere se pensare alla metà di corpo che gli era rimasta o a quella che aveva perduto.

Nessuno più di lui avrebbe diritto di passare il tempo a lamentarsi e a maledire il destino, che per Zanardi ha sempre avuto la forma di una striscia d’asfalto: sua sorella morì in un incidente automobilistico, in un altro Alex lasciò una parte di sé, ed è su una strada in leggera discesa che ieri è andata a sbattere contro un camion quella sua adorabile testa dura. Potrebbe lamentarsi, ma non lo fa. Lo considera uno stupido dispendio di energie. Alla tentazione del vittimismo ha sempre opposto lo scudo dell’autoironia: «Sono così emozionato che mi tremano le gambe» è una delle sue battute preferite e la pronuncia rimanendo serissimo, come i comici veri.

Ogni volta che lo si guarda o lo si sente parlare, non si può fare a meno di pensare che tutti, dentro, ci sentiamo simili a come Zanardi è fuori: derubati di qualcosa e costretti a spingere. Solo che lui, dentro, è come noi purtroppo non ci sentiamo quasi mai: completo, sicuro di sé e animato da una passione implacabile per la vita che lo porta a concentrarsi su tutto ciò che fa, e a goderne, come se lo stesse sempre facendo per la prima volta.

Se chiudo gli occhi, lo rivedo alla maratona di Venezia trascinare per oltre quaranta chilometri un amico malato di Sla e scendere dalla carrozzina a un metro dal traguardo per sospingerlo in avanti, saltellando sui moncherini come se fossero delle molle. Ha imparato a giocare con tutto ciò che avrebbe potuto farlo disperare.

Auguri Alex
Patrizia51 Oggetto:   15 Giu, 2020 - 10:55  Profilo Rispondi citando   

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Avete presente quando una strada è sporca, piena di cartacce e di immondizia, che nessuno si fa scrupolo di gettare una carta per terra? Avete presente quando una zona un po' periferica è utilizzata come discarica, che nessuno si fa scrupolo di gettarvi anche i propri rifiuti ingombranti? Ecco....

"Il concetto di "accorgersi di qualcosa" (come un vetro rotto o un fiore che cresce sull'asfalto) è il primo passo, poichè solo quando sai che qualcosa esiste puoi adeguarti di conseguenza..."



Nel 1969, il professor Philip Zimbardo dell'Università di Stanford, condusse un singolare esperimento di psicologia sociale. Prese due auto identiche e le abbandonò per la strada in due posti molto diversi: una nel Bronx, la zona degradata di New York e l’altra a Palo Alto, zona ricca della California. In poche ore l'auto nel Bronx fu saccheggiata e distrutta. L'auto lasciata a Palo Alto, invece, rimase intatta. E’ facile attribuire le cause del crimine alla povertà del quartiere ma, tuttavia, l'esperimento continuò. Quando, dopo una settimana, l’auto di Palo Alto era ancora illesa, i ricercatori decisero di romperle un vetro. Il risultato cambiò. Furti e vandalismo ridussero il veicolo ad un rottame. Come nel Bronx. Perchè il vetro rotto in un’auto abbandonata in un quartiere tranquillo è in grado di innescare un processo criminale? Non è la povertà, ma qualcosa che ha a che fare con il comportamento umano. Un vetro rotto in un'auto abbandonata trasmette un senso di disinteresse e assenza di regole. E ogni nuovo attacco subito dall'auto ribadisce quell'idea. Successivi esperimenti hanno dimostrato che, se dopo aver rotto il vetro di una finestra di un edificio, non viene riparato, verranno presto rotti tutti gli altri. Se una comunità presenta segni di deterioramento e questo sembra non interessare a nessuno, presto si svilupperà la criminalità. Questa “teoria delle finestre rotte” è solo un'ipotesi valida a comprendere la degradazione della società e la mancanza di rispetto per i valori della convivenza civile. La mancanza di istruzione e di formazione della cultura sociale, generano un paese con “finestre rotte”. Un paese dove nessuno è disposto a ripararle. Ti ricorda qualcosa?





PS: Scuola, lavoro, sanità, ambiente, giustizia, le finestre rotte in questo Paese sono ancora tante. Ho pubblicato per la prima volta questo post su accorgitene™ il 16 marzo 2016 ma, da quel giorno, le cose che aspettano di essere riparate sono sempre di più. Il covid19 ha aggiunto una nuova finestra rotta. L’ennesima ferita. Una cicatrice che sarà difficile rimarginare. Forse, proprio per questo, non possiamo più aspettare. È arrivato il momento che ognuno di noi cominci ad occuparsi di quelle finestre.




#accorgitene



(Forse sarebbe stato meglio in "Politica", ma tant'è.... )




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liliana Oggetto: La storia di Giada  12 Giu, 2020 - 07:50  Profilo Rispondi citando   

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Storia di Giada Zhang, da Cremona a 'Forbes' - DIRE.it




La storia di Giada ha commosso i nostri lettori che hanno voluto aiutare la donna rimasta senza lavoro

C’è chi manda quel che può, chi offre la spesa settimanale, chi si propone di saldare le bollette insolute. È un circuito di solidarietà a mettersi in moto spontaneamente intorno a Giada, la donna egiziana, madre di due figlie a cui il padrone di casa ha interrotto l’erogazione idrica. La sua storia, raccontata da Repubblica giovedì, ha commosso tanti e spinto molti a darsi da fare concretamente.



Coronavirus Roma, la storia Giada: "Con due figlie senza lavoro né acqua"

di LAURA BARBUSCIA



Lei, cameriera in un hotel, costretta a casa dal lockdown, ringrazia commossa. « Sono stata sommersa da affetto e comprensione. Mi vergogno per quel che è accaduto, se solo il proprietario fosse stato comprensivo non mi sarei trovata in questa situazione».

Da 17 anni in Italia, da 9 affittuaria di una casa in via degli Orseolo, sulla via Portuense, Giada ha sempre onorato le scadenze.


Esauriti gli ultimi risparmi, con il lavoro che resta un’incognita, è finita in arretrato. Dopo il blackout idrico amici e conoscenti le avevano recapitato alcune casse di minerale. Adesso sono i lettori a venirle in aiuto. Tra gli " angeli" di Giada c’è Elena: «Non ho molto ma ho ancora un lavoro » . E Pietro, che ha messo del suo e mobilitato altri amici di " Roma Pulita" via Facebook.




moniaxa Oggetto: Re: L'incetta di carta igienica.  08 Giu, 2020 - 18:45  Profilo Rispondi citando   

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assodipicche ha scritto:

È vero, quello che racconta Liliana incominciava a succedere anche da noi; all'inizio se ne trovava di meno, ma poi tutto è tornato normale. Forse perché noi in bagno abbiamo anche il bidet e gli altri no?

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dalle mie parti oltre alla carta scarseggiavano farina zucchero lievito per

pizza , pane e dolci, molti avevano riscoperto l'arte del pane fatto in casa

(non io) al limite qualche torta alle mele



assodipicche Oggetto: L'incetta di carta igienica.  08 Giu, 2020 - 17:33  Profilo Rispondi citando   

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È vero, quello che racconta Liliana incominciava a succedere anche da noi; all'inizio se ne trovava di meno, ma poi tutto è tornato normale. Forse perché noi in bagno abbiamo anche il bidet e gli altri no?
Ma perchè succede? Vediamo cosa ne pensa il professor Andreas Kappes, titolare della cattedra di psicologia di massa alla City University of London.
“La carta igienica è un simbolo di sicurezza, spiega Kappes . In un momento di forte stress, come questo che stiamo vivendo dettato dall’emergenza covid-19, le persone desiderano ardentemente fare cose che le facciano sentire sicure per superare una incompletezza o vulnerabilità percepita. Più spesso, questi atti hanno un valore simbolico e potrebbero non avere senso dall’esterno. Nel Regno Unito, per una minoranza di persone, la carta igienica sembra simboleggiare la sicurezza, potenzialmente per la sua associazione con il concetto di pulizia e igiene. Ciò che rafforza anche la tendenza all’acquisto di massa di determinati prodotti – aggiunge il professor Andreas Kappes – è anche il fatto che le persone vedono gli altri, nella vita reale o sui social o attraverso i mezzi di informazione, rifornirsi ad esempio di carta igienica, e in loro scatta un campanello che forse è un qualcosa da fare perché potrebbe tornare utile nell’imminente futuro. Immaginatevi che tutte le persone intorno a voi inizino improvvisamente a correre verso l’uscita dell’edificio in cui vi trovate; come prima azione di certo non vi fermate a capire o chiedere se ha un senso che tutti corrano via, iniziereste semplicemente a correre senza capire perché lo state facendo. Allo stesso modo, la carta igienica è socialmente contagiosa: le persone ne acquistano molto più del solito senza chiedersi perché lo stanno facendo”.
A proposito, una curiosità: tutti noi ormai diciamo "il Covid 19", al maschile. E continueremo così, tanto non cambia nulla. Ma correttezza linguistica vorrebbe che si usasse il femminile, perché la D di Covid significa "disease" (malattia, patologia)=COronaVIrusDisease, quindi la malattia da Corona Virus.
Un saluto.
liliana Oggetto: Per sorridere  08 Giu, 2020 - 10:20  Profilo Rispondi citando   

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I ristoranti americani regalano carta igienica ai clienti

Notizie strane dei nostri giorni:

È successo in Italia, succede anche negli altri paesi in serrata da Coronavirus: la gente in preda all'ansia si riversa nei supermercati razziano i beni di prima necessità. Gli scaffali si svuotano così di cibo, disinfettanti e… carta igienica. In alcune zone degli Stati Uniti, ad esempio, scarseggia. Per fronteggiare l'emergenza si sono mossi i ristoranti e i fast food, che hanno abbondanti scorte di rotoli per i bagni dei clienti, ma non hanno clienti: tra il serio e il faceto, stanno regalando la preziosa carta igienica insieme al cibo consegnato a domicilio.

Il Guerrilla Tacos di Los Angeles propone l'Emergency Tacos Kit per 150 dollari: contiene due chili di pollo arrosto, due chili di carne asada alla messicana, tortilla, salse varie, riso e fagioli, cipolla, trenta uova e, appunto, quattro rotoli di carta igienica.
liliana Oggetto: Me manca  03 Giu, 2020 - 10:51  Profilo Rispondi citando   

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Riccardo, 8 anni, recita la sua poesia

Si chiama Riccardo, ha 8 anni ed è di Verona. In questo periodo di quarantena dove anche lui è costretto a rimanere a casa e quindi distante dai suoi compagni di classe, dai suoi amici, senza poter vivere la vita come prima, ha deciso di scrivere una poesia assieme a suo papà. La poesia è stata apprezzata da Luca Zaia che, attraverso il profilo social ha scritto:

“Riccardo, 8 anni di Verona ha scritto e recitato questa poesia in lingua veneta, dal titolo ‘Me manca’. Grazie Riccardo, lavoriamo perché queste persone e cose che non ti manchino più ma si torni presto ad incontrarci“.

Me Manca

Me manca alzarme la mattina bonòra

far tutto de corsa par andare a scola,

Me manca nel naso l’aria fresca del mattin,

veder da distante rivar el pulmin

Me manca l’apelo che se fa ciamando par nome ad un ad un,

la classe l’è al completo, non manca nessun;

Me manca l’aula e le so finestre,

le ore trascorse con le me maestre;

Me manca la campana de la ricreazion,

andar zo in cortile par far confusion.

me manca zugar con tutti i me amici, correr, saltar con far spensierato

me manca quel che ogni giorno ho sempre fato.

Me manca on mondo così come l’era

correr nei campi sentir i profumi e veder i colori della Primavera.

Ma non me manca la convinzione e qua ve la digo con na bela rima

passerà presto, saremo tutti migliori di prima

E adesso un augurio col cor,Tegni duro,ce vedemo,appena che se pò


liliana Oggetto: La mano  29 Mag, 2020 - 09:59  Profilo Rispondi citando   

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Il sito web di notizie dell’Irlanda del Nord, Belfast Live, ha pubblicato nel 2016 una serie di fotografie che riflettono la vita dei lavoratori di un tempo. In queste immagini sono stati ritratti diversi dipendenti che hanno svolto il loro lavoro per molto tempo. Era una caratteristica deliziosamente apprezzabile; tuttavia, una foto in particolare è diventata famosa per un motivo spaventoso.


La fotografia è stata scattata nel 1900 e mostra un gruppo di dieci giovani donne in una filanda, tutte vestite per il lavoro. A colpo d’occhio, la foto rappresenta un’istantanea di come era la vita per queste ragazze. Ma uno sguardo più attento rivela qualcosa di più inquietante:Una mano sulla spalla di una ragazza


Abbastanza incredibile, giusto? La cosa più inquietante è che nessuno ha saputo spiegare da dove provenisse quella mano.

Quando è stata scattata questa foto nel 1900 nessuno ha notato ...



































Patrizia51 Oggetto:   27 Mag, 2020 - 19:01  Profilo Rispondi citando   

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Il leone e la iena: come riconoscere i falsi eroi.

Il leone, simbolo del coraggio e della nobiltà, vibra negli inni, sventola nelle bandiere e custodisce castelli e città. La iena, simbolo della vigliaccheria e della crudeltà, non vibra, non sventola, né custodisce nulla. Il leone, dà il nome a re e plebei, ma non c’è notizia del fatto che qualcuno si sia mai chiamato o si chiami Iena.
Il leone è un mammifero carnivoro della famiglia dei felini. Il maschio si dedica a ruggire. Le sue femmine si incaricano di cacciare un cervo, una zebra o qualche altro animaletto indifeso o distratto, mentre il maschio aspetta. Quando il cibo è pronto, il maschio si serve per primo. Di quello che avanza mangiano le femmine. E alla fine, se qualcosa rimane, mangiano i cuccioli. Se non resta niente, s’arrangiano.

La iena, mammifero carnivoro della famiglia dei canidi, ha altre abitudini. E’ il maschio che porta il cibo, e lui mangia per ultimo, dopo che i cuccioli e le femmine si sono servite.

Per elogiare, diciamo: “È un leone”. E per insultare: “È una iena”. La iena se la ride. Chissà perché.



Eduardo Galeano

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liliana Oggetto: Orso e bambino  26 Mag, 2020 - 09:31  Profilo Rispondi citando   

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Trentino-Orso e bambino

Tra paura, sangue freddo e adrenalina a mille, un bambino di prima media di nome Alessandro, oggi ha avuto un incontro ravvicinato con l’orso, riuscendosi a salvarsi grazie al suo sangue freddo.

Il bambino ha indietreggiato lentamente senza farsi notare dal plantigrado. L’episodio è avvenuto nella zona

sopra alla Contra, sopra Malga Prà da Giovo (Sporminore) nelle Dolomiti di Brenta in Trentino.

Il bambino si era avvantaggiato di qualche metro rispetto al gruppo formato da persone adulte quando tra la boscaglia è spuntato l’orso che ad un certo punto si è alzato in piedi. Il ragazzino ha indietreggiato fino a quando l’animale si è allontanato velocemente forse spaventato dalla presenza di persone.

Nel video girato da un adulto si sente la sua voce che cercava di rassicurare Alessandro.

In Trentino, soprattutto nella zona del Brenta, cui sono tra gli 80 e i 90 orsi.






Ultima modifica di liliana il 12 Giu, 2020 - 08:38, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto: Pandemia  15 Mag, 2020 - 07:57  Profilo Rispondi citando   

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CORONAVIRUS, CHE COS'E' UNA PANDEMIA - Impresa Diretta

Pandemia


Questa non è la prima volta che sentiamo questo termine, quali sono state le altre pandemie storiche?

Ci sono le pandemie di influenza perché l'influenza si trasmette molto facilmente per via aerea. E’ la malattia che più facilmente si trasmette in tutti i continenti. Il ventesimo secolo è iniziato con l’influenza spagnola che è stata una pandemia che è durata due anni, 1918-19, molto grave, che ha infettato la metà della popolazione mondiale e che ha provocato tra i 50 e 100 milioni di morti.

Poi c’è stata l’influenza asiatica, ugualmente pandemica. Ha girato tutto il mondo nel 1957 e, secondo i calcoli avrebbe fatto circa due milioni di morti. Successivamente abbiamo avuto l’influenza Hong Kong nel 1968, 1969, anche questa molto grave e causata da un virus diverso dalla precedente. Questa pandemia ha fatto circa un milione di morti.

L’ultima che conosciamo, prima del coronavirus, è l’influenza suina del 2009, dovuta sempre ad un virus dell’influenza H1N1 che si è diffusa in molti paesi provocando diverse centinaia di migliaia di morti.

Questo per parlare solo delle pandemie di influenza, poi ci sono altre pandemie nel ventesimo secolo, come ad esempio la pandemia di poliomelite che ha toccato tutto il mondo, per non parlare della pandemia di Aids.

Il coronavirus è racchiuso in queste pandemie influenzali, significa che è una normale influenza?

Assolutamente no, intanto perché il virus è di tipo completamente diverso dal virus dell'influenza. Ci sono però alcuni aspetti comuni, in particolare il modo di trasmissione e il fatto che attacca soprattutto il sistema respiratorio e provoca delle polmoniti primarie o secondarie. Però si tratta di un virus molto differente, la cui gravità è molto differente da quella dell'influenza. La letalità di quest'ultima è intorno allo 0,1% mentre quella del coronavirus, per quanto ne sappiamo fino ad adesso, è tra il 2,5 e il 3,5%, quindi molto più grave di una normale influenza.

Quali sono le differenze tra il coronavirus e le pandemie citate precedentemente?

La più grande differenza è che adesso abbiamo a livello mondiale un sistema di sorveglianza delle epidemie e di possibile controllo della diffusione molto più efficace rispetto alle pandemie precedenti, e quindi possiamo sperare che nonostante la malattia sia molto grave e facilmente trasmissibile, si possa controllare prima che assuma le dimensioni delle influenze precedenti.




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