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vololibera Oggetto:   18 Lug, 2006 - 11:35  Profilo Rispondi citando   

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.........Là dunque, ove non era ancora la luce, la presenza delle tenebre cos'era, se non l'assenza della luce? Perciò sopra regnavano le tenebre, perché vi era assente la luce, così come dove non c'è il suono, c'è il silenzio, e l'esistenza in quel punto del silenzio indica l'inesistenza in quel punto del suono. Non hai insegnato tu, Signore, a quest'anima che ti confessa, non hai insegnato tu, Signore, a me 8, come, prima che questa materia informe ricevesse da te una forma ordinata, nulla esisteva, né colore né figura, né corpo né spirito? Un nulla, però, non assoluto, bensì un'entità informe, priva di qualunque aspetto.


cosa si può trovare in tutte le parti dell'universo, che più della terra e dell'abisso si avvicini a un'assoluta mancanza di forma? Terra e abisso, posti all'infimo gradino del creato, sono meno attraenti degli elementi superiori, limpidissimi e luminosi tutti quanti. Perché dunque non dovrei ammettere che la materia informe, creata da te senza un aspetto per crearne l'aspetto attraente dell'universo, fu per comodità indicata agli uomini come terra invisibile e confusa ?

Quando il pensiero ricerca cosa afferri, qui, la nostra mente, e dice a se stesso: "Questa non è una forma intelligibile, quale la vita o la giustizia, essendo materia di corpi; neppure una forma sensibile, non essendovi nulla che si possa vedere e sentire nell'invisibile e nel confuso"; mentre il pensiero umano si dice queste parole,
tenta di conoscerla ignorandola, o d'ignorarla conoscendola?.

SANT'AGOSTINO dodicesimo libro




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Non siamo tutti Pablo Neruda... ma tanti di noi esprimono i loro sentimenti, le loro emozioni scrivendo dei versi, parole che arrivano dritte dal cuore che sono musica suonata senza aspettare applausi

vololibera Oggetto:   18 Lug, 2006 - 11:22  Profilo Rispondi citando   

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cara duchessa,
posso rispondere così ,sperando che ti sia d'aiuto Ed alleviare un pò il conflitto
conflitto interiore.......

" MI VENNE MOSTRATA UNA GRANDE PALLA DI FUOCO.
DA ESSA PARTIVANO SPLENDENTI RAGGI DI LUCE,
AD ESSA TORNAVANO RAGGI GRIGI E SPENTI.

UDII QUESTE PARLE: <<QUANDO AVRAI PERCORSO L'INTERO CICLO,
TORNERAI A ME,COM'ERA ALL'INIZIO>>

MI VENNE MOSTRATO UN MARE TORMENTATO E BURRASCOSO,
DALLE ONDE ALTE COME MONTAGNE.
POI MI ACCORSI CHE SOTTO LA SUA SUPERFICIE,
REGAVANO UNA PACE ED UNA CALMA MERAVIGLIOSA.

UDII QUESTE PAROLE: << CERCA DENTRO DI TE E TROVA QUESTA PACE
CHE OLTREPASSA OGNI INTENDIMENTO,CUSTODISCILA ,SENZA CURARTI DI
QUANTO ACCADE ALL'INTERNO>>

VIDI ALCUNE FOGLIE AUTUNNALI CADERE DA UN ALBERO,
E POI UN ALBERO ORMAI PRIVO DI TUTTE LE SUE FOGLIE;

UDII QUESTE PAROLE: << NON PREOCCUPARTI,LA FORZA VITALE
E' ALL'INTERNO E DA ESSA SCATURISCE IL NUOVO.
SAPPI CHE IL VECCHIO DEVE MORIRE,AFFINCHE' POSSA NASCERE IL NUOVO.>>...

(DA: LE PARTI INTERIORI DI EILLEN CADDY)
UN ABBRACCIO.....
VOLOLIBERA




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duchessa Oggetto: Quando ci si mette il destino  17 Lug, 2006 - 09:45  Profilo Rispondi citando   

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Cari amici e care amiche, oggi è una giornata così così, capitano a volte e ho bisogno, per una volta, di tirare fuori il rospo, poi magari, non me ne libero però, almeno in questo momento, mi sento di condividere con voi un certo disagio che mi si ripresenta una volta l'anno.
Bene, vi dico subito di cosa si tratta.
Nel Novembre del 1999 mio padre cominciava a morire, avendo ricevuto la conferma che si era ammalato di cancro alla laringe.
Sempre nel Novembre 1999, abbiamo avuto una bella notizia, mia figlia aspettava un bimbo.
Una vita cominciava a morire, una a vivere
Ma questo non è tutto.
Mia nipote è nata il 14 Luglio 2000 e proprio il 14 Luglio del 2003 mio padre ci ha lasciati.

Quel giorno è stato un'inferno per me.
Era il giorno del dolore ma anche il giorno di festa per il complenno della nipotina.
E' stato un duro giorno per me che si ripete puntualmente ogni anno, metà cuore è triste, l'altra metà è felice.
Certo, col tempo, il dolore si affievolirà e lascerà il posto alla felicità ma, ancora adesso che, ho appena passato questa data, il mio cuore si è diviso a metà.
Questo per dire che il destino è scritto e nessuno può modificarlo, sia nel bene che nel male.
Un caldo e sentito saluto a tutti.

duchessa




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gattina Oggetto:   13 Lug, 2006 - 12:07  Profilo Rispondi citando   

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Cerco di entrare nella conversazione tra Mela e Danette.
Io sono contraria per principio ai marchi ed alle etichette: moglie, amante, compagna, amica.
E credo che se è necessario riconoscersi in una etichetta, il sentimento è ormai lontano da noi. Tutto il trambusto nasce, a mio parere, dalla società nella quale viviamo. Siamo in una società che riconosce solo unioni di tipo monogamo, se vivessimo in una sociètà poligama, le nostre conversazioni non avrebbero ragione di esistere.
Tutto è relativo.
Io credo che il sentimento che ci porta verso un altro individuo è inizialmente istintivo e totalitario ed è ciò che comunemente chiamiamo passione. Con l'andare del tempo, la spinta iniziale si affievolisce e lascia spazio ad altri sentimenti come la complicità, la solidarietà, la stima, in sostanza il vero amore.
Come tutti i mammiferi anche gli esseri umani cercano di prolungare il più possibile la passione che dà un senso di assoluto, di stordimento, di potenza. Difficilmente si accetta la trasformazione della passione in un sentimento più pacato: spesso ci si sente "seduti" e quindi meno potenti.
In molti individui (io non trovo una grande differenza tra i sessi) questo "accomodamento" procura la sensazione della "stasi" e se non ci vengono incontro esperienza e memoria storica si parte alla ricerca di un nuovo "stimolo". Avere una relazione "satellite" alla relazione principale, rende possibile il prolungamento della fase di passione, perchè, l'incognita e il proibito ne sono l'essenza.
Gli uomini trovano più naturale la possibilità di più relazioni, l'arcaico istinto di procreazione li rende immuni da sensi di colpa. Le donne, sia per la naturale propensione all'accudimento, sia perché maggiormente legate a condizionamenti sociali e religiosi avvertono di più il disagio.
Parlo dell’accudimento perché, a mio avviso, la componente materna nella donna è prioritaria rispetto a qualsiasi altro sentimento, e molti uomini fanno leva proprio su questa componente ecco perché spesso delegano ad una delle partner questo ruolo. Anche perché la responsabilizzazione non è un problema prettamente maschile.
Queste sono alcune riflessioni sul tema, e tengo precisare che non sono generalizzabili. Per fortuna gli esseri umani fanno parte della natura la cui caratteristica entropica impedisce di fornire “manuali di comportamento” ma solo riflessioni.

gattina


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...siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno. INCONTRO-Francesco Guccini
duchessa Oggetto: Il cappello color porpora  10 Lug, 2006 - 19:31  Profilo Rispondi citando   

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A tre anni Lei si guarda e vede una Regina.

A otto anni Lei si guarda e vede Cenerentola.

A quindici anni Lei si guarda e vede una Brutta sorella ("mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui").

A venti anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati", ma decide che uscirà di casa lo stesso.

A trenta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.

A quaranta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma dice: "almeno sono pulita", ed esce di casa lo stesso.

A cinquanta anni Lei si guarda e si vede "esistere" e se ne va dovunque abbia voglia di andare.

A sessanta anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo.

A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.

A ottanta anni non perde tempo a guardarsi. Si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.

Manda questo messaggio a tutte le donne che hai la fortuna di avere come amiche con l' augurio che sappiano afferrare molto prima quel cappello color porpora!




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mela 18 Oggetto: risposta sufficiente  10 Lug, 2006 - 15:33  Profilo Rispondi citando   

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OK, Danette, capito.
Ed ora, pur avendo ottenuto dall'interessata una vigorosa ed allarmata intimazione a desistere , passo comunque all'azione :

MAAAAAAAAARGINEEEEEEEE!!!!!
Noi qui si fa la muffaaaaaaaaaaaaaaaaaa




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Danette 18 Oggetto:   10 Lug, 2006 - 14:07  Profilo Rispondi citando   

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wowww
Nooo.....mela, nessuna precognizione, solo intuizione e se vogliamo, deduzione. Avrei potuto attendermi una risposta da Margine...che però, ha deciso (spero per poco tempo) di non scrivere più su queste pagine e me ne dispiace davvero. Quindi, risposte da uomini noooooo.....se non per dire che loro erano e sono fedelissimi alle loro compagne e se ogni tanto fanno un cornino è solo colpa della donna, ci mancherebbe. Infine, perché tu...da quello che leggo ti interessi a problemi sociali e da come scrivi mi pare di capire che accetti le sfide. Ti basta come risposta? Quello qui posto è un problema scottante che riflette molte infelicità o no? E' un dato di fatto o no? Sei una buona intenditrice, quindi poche parole, spero bastino alle tue curiosità. Forse non sono soddisfacente ma sto aspettando mia figlia con la piccolina ed il tempo mi è tiranno. Ciao alla prossima.

mela 22 Oggetto: inquietudine  10 Lug, 2006 - 12:17  Profilo Rispondi citando   

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Quella del circo è proprio carina: vero, chissà che affluenza!
Invece mi turba un po' l'affermazione che t'aspettavi risposta da me....che cos'è, una precognizione?
Sono curiosa: perchè proprio da me aspettavi risposta?


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Danette 18 Oggetto: Brava Mela  10 Lug, 2006 - 11:13  Profilo Rispondi citando   

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brava mela...l'idea che le due donne si mettano d'accordo non è un cattivo progetto...che però, personalmente, non riuscirei ad attuare. Devo dire (sempre che tu creda) che mi aspettavo una risposta proprio da te. Non mi hai delusa. Eccoti a dire la tua.
Sai quanti "equilibristi", bontà tua se così li chiami, ci sono nel mondo? Potremmo tranquillamente mettere in piedi un magnifico circo ....equestre e cloppete, cloppette cloppp.......

mela Oggetto: commento  10 Lug, 2006 - 10:23  Profilo Rispondi citando   

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Lei in buona sostanza ha accettato da dieci anni il ruolo di amante e ancora se ne vergogna. Errore. Dovrebbe capovolgere i termini del problema, ridere dei pettegolezzi, dire a tutti, ma specialmente a se stessa, che da dieci anni lei tiene legato a sè un uomo tiranneggiato dalla moglie, eppure ben deciso a non rinunciare a questo amore extraconiugale.


Dieci anni sono troppi per comprendere - ma è stato compreso?- che quest'uomo "che tiranneggia la moglie" è ben deciso a non rinunciare a questo "amore" coniugale.
Una donna che giustamente rivendica una propria dignità di persona indipendente dal ruolo che ricopre- in questo caso quello dell'amante- difende questa dignità anche a scapito delle proprie propensioni o passioni e quindi lascia andare per la sua strada un uomo che dimostra, tornando tranquillamente a casa sua, di non voler o saper costruire un futuro, un progetto di vita con lei.

Che dire della moglie? Forse si accontenta, forse deve accontentarsi. E' naturale che cerchi di difendere il suo nucleo e di assicurare un padre ai figli. Se intenda farlo ad ogni costo, anche questo rientra in ciò che sente, in ciò che è, in ciò che crede di rappresentare. Più difficile, per lei, lo slancio di dignità di cui parlavo per "l'altra" poichè deve fare i conti proprio con il suo ruolo che proviene da un patto già esistente, un legame d'affetto ed un suggello sociale forte che pur proteggendola, la condannano obbligandola a resistere, a mediare, a pazientare. Certo, non per dieci anni.

Ad ogni modo io solidarizzo con entrambe , e fossi in loro piuttosto mi metterei d'accordo per mandare tutte e due a quel paese l'equilibrista.

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Danette Oggetto: Le Amanti  08 Lug, 2006 - 10:57  Profilo Rispondi citando   

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Le amanti sono sempre costrette a nascondersi come ladre mentre le mogli, quelle con la fede al dito, fondano addiritutra dei comitati di gruppo per difendersi dalle "poco di buono" che insidiano i matrimoni. Ebbene, mi sento di dire che le poco di buono ci sono anche fra le mogli, eccome........
Non è che il fatto di portare la fede al dito fa diventare le persone migliori di ciò che sono, rimangono tali e quali a com'erano prima, magari con modifiche più o meno palesi.
Vorrei dire che non c'è nulla di superiore e di unico nella sofferenza coniugale, penso che le amanti (termine demenziale , il più delle volte sono loro le vere donne del loro compagno e non la moglie ) passano tanti dolori , e ingiustamente. Ma nessuno ha mai detto una parola contro l'unico vero artefice di tanti guai: l'uomo del genere di quello con cui si ha una relazione.
Di solito è proprio lui che vuole tenersi l'amante e la moglie, mentre la prima anche se dopo poco o molto tempo tenta di troncare ....non le viene concesso....sottoposta a scene di gelosia e ricatti del tipo "Non posso vivere senza te ....mi uccido...ecc. ecc)
Il caso di cui parlo è vero (non sono io) ma una ragazza che ha conosciuto il suo lui a 27 anni e l'uomo ne aveva 36. Si è innamorata ma come sempre, da parte delle masse, non una parola di solidarietà,battersi contro i pettegolezzi e i marchi d'infamia che vengono ingiustamente attribuiti è inutile....lotta persa. Lui invece sopporta la moglie e l'ha sopportata sostenendo di provare nei confronti dell'amante un tenace amore....
Ora, dopo dieci anni la ragazza non sa più che fare, poiché questa situazione sta rovinandole la vita .
Le dò tutte le ragioni del mondo là dove si rivela autenticamente vittima della mentalità maschile. Sono meno solidale, invece, là dove lei si presta, più o meno consciamente, ai giochi del maschilismo suddetto.
Lei in buona sostanza ha accettato da dieci anni il ruolo di amante e ancora se ne vergogna. Errore. Dovrebbe capovolgere i termini del problema, ridere dei pettegolezzi, dire a tutti, ma specialmente a se stessa, che da dieci anni lei tiene legato a sè un uomo tiranneggiato dalla moglie, eppure ben deciso a non rinunciare a questo amore extraconiugale. In questo caso c'è un figlio, ma non prendiamoli sempre come paravento per tenere insieme matrimoni quasi inesistenti, i figli se ne accorgono se i genitori non si amano, eccome e soffrono forse di più di quando avviene una separazione.
Commenti? Ciao


duchessa Oggetto: Se.........  06 Lug, 2006 - 14:38  Profilo Rispondi citando   

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Se .... riesci a non perdere la testa,
quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa; Se....riesci ad aver fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te, ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;
Se.... riesci ad aspettare, senza stancarti di aspettare,
o essendo calunniato, a non rispondere con calunnie
o essendo odiato, a non abbandonarti all 'odio
pur non mostrandoti ne troppo buono ne parlando troppo da saggio;

Se.... riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se... riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se... riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta
a trattare questi due impostori allo stesso modo;
Se... riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai dette,
distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
o vedere le cose per le quali tu hai dato la vita, distrutte
e umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se... riesci a fare un sol fagotto delle tue vittorie,
e rischiarle in un sol colpo a testa e croce,
e perdere, e ricominciare da capo
senza mai dire un a parola su quello che hai perduto;
Se... riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti, anche dopo molto tempo che non te li senti più,
ed a resistere quando ormai in te non c'è più niente,
tranne la tua volontà che ripete...... resisti;

Se... riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà,
o a passeggiare con il re senza perdere il senso comune;
Se.... tanto amici che nemici non possono ferirti;
Se... tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;
Se... riesci a colmare l'inesorabile minuto,
con un momento fatto di sessanta secondi;
Tu hai la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta....
.....SARAI UN UOMO....figlio mio!



Sticla Oggetto:   06 Lug, 2006 - 11:09  Profilo Rispondi citando   

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Grazie Mela...come sempre sai dire molto meglio di me quello che vorrei dire io...

mela Oggetto: lettera ad un credente  06 Lug, 2006 - 08:41  Profilo Rispondi citando   

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Circa un paio d’anni fa ( è datata 2004) ho scritto questa lettera rivolta ad un cattolico amico immaginario che rappresenta un sunto di mie idee sulla religione e sul rapporto tra credenti e non credenti. Mi è venuta voglia di piazzarla qui,in riflessioni, poiché tale in realtà era questo pezzo, oltre a voler essere un richiamo al rispetto ed alla tolleranza, null’altro. Perché ora? Forse perché stimolata dai tempi che viviamo ove la religione è pur sempre di scottante attualità, forse da discorsi, più o meno sereni, più o meno piccati, più o meno calzanti che vengono svolti altrove anche a proposito di dubbi e certezze. Buona giornata a tutti.

Amico mio,
io ti rispetto perché mi riconosco in te non come creatura di dio, ma come essere umano con i suoi difetti, i suoi pregi, i suoi dolori, le sue gioie, le sue delusioni, le sue collere; io voglio che tu sia libero, ma non perché qualcuno ti ha parlato del libero arbitrio spiegandoti che dio ti starà a guardare mentre sbagli e non farà nulla per fermarti, riservandosi di giudicarti dopo: tu sei libero finchè la tua libertà non diminuisce la mia, questo è il limite e la ricompensa.


Io penso che tu sia sincero, e mi aspetto che tu pensi altrettanto di me; io penso che tu abbia pensato a quello che fai, e mi aspetto che tu creda che anche io ci ho pensato
.Tu ti smarrisci davanti all’immensità del mondo che ti circonda e parli di mistero. Anche io mi smarrisco e mi domando e mi tormento, ma non consegno i miei dubbi ed il mio tormento a nessuno: non a dio, non a coloro i quali si fanno chiamare suoi ministri, o profeti, o illuminati, o sapienti e che, alla fine, sono solo dei potenti. Io non sono sola perché tu, fratello uomo, sei con me, sei come me. Io non ti insegnerò nulla che tu non abbia già deciso di imparare e da te non imparerò nulla se non avrò deciso che meriti imparare.
Io ti compatirò, perché patisco con te. E ti giudicherò secondo quello che mi fai, non secondo quello che sei, perchè io ti conosco solo per come ti approcci a me. Io mi sopravviverò nel ricordo di chi mi ha amata e nelle cose che ho fatto e che testimonieranno del mio passaggio, nel bene e nel male. O sarò nulla. Come tutti gli uomini miei fratelli che sono vissuti prima di me.

Tu mi parli di sacrificio e di espiazione per qualcosa che non ho commesso; mi parli del sacrificio di affidarmi completamente a qualcosa che io non conosco, che tu dici sia la verità.
La verità è quella che io percepisco, quella che mi assomiglia. I dati oggettivi? Si, ma sono io a leggerli e ad interpretarli.
Io so di non sapere.
Adesso puoi raccontarmi del mare che si apre, delle tavole che si imprimono, di resurrezioni ed assunzioni al cielo. Tu credi a tutto ciò? Libero di farlo, come me, che sono libera di non farlo.
Credi tu alle storie che ti hanno insegnato da bambino? Credi invece a qualcosa di diverso che la tua ricerca ha generato? Sono contenta per te, perché hai un copione e perfino un regista. Io recito a canovaccio. Forse il mio spettacolo sarà meno curato, ma di sicuro seguirà solo le mie inclinazioni e le mie capacità. Nessuno mi avrà detto come impostare la voce, che battuta pronunciare, come porgere il gesto: l’avrò pensato da sola. E quando mi accorgerò di aver sbagliato, saprò dare la colpa a me, e potrò darla solo a me. E dovrò perdonarmi.

Se questi dei onnipotenti ed onniscienti hanno così pensato il nostro mondo e la nostra esistenza, anche io, anche tu, avremmo saputo fare di meglio. E’ un dio che ci assomiglia: vendicativo o amorevole secondo che lo si compiaccia o no? Io non ho bisogno di un dio che mi assomigli, ed il dio che mi viene proposto non mi piace. Mio figlio –Isacco-non l’avrei mai portato al sacrificio sull’altare di un dio.
La religione finisce spesso con l’essere la madre di tutte le incomprensioni, di tutte le intolleranze. Io non sono credente, e quello che so di certo è che tu sei mio fratello.

Mio caro amico, io ti rispetto perché tu sei come me: fragile, e duro come una roccia.
E se avessi avuto la pelle rossa, avresti creduto in Manitù.



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duchessa Oggetto: La vita  05 Lug, 2006 - 19:33  Profilo Rispondi citando   

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Si, la vita è come un libro dall'inestimabile valore, per cui non bisogna strappare le pagine che non ci piacciono, ma dobbiamo avere il coraggio di girare pagina e scrivere tutto di nuovo... magari con qualche correzione...



vololibera Oggetto: quando meno te lo aspetti.......  01 Lug, 2006 - 16:15  Profilo Rispondi citando   

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uno si costruisce grandi storie questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,non importa quanto pazze siano e inverosimili, se le porta addosso e basta.... si è anche fiduciosi di cose del genere, felici.... e potrebbe non finire mai. Poi un giorno, succede che si rompe qualcosa nel cuore, gran marchingegno fantastico,tac, senza nessuna ragione; si rompe all'improviso e tu rimani lì senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso... ma davanti, come fosse la follia di un altro e quell'altro sei tu....

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duchessa Oggetto: Notti estive  29 Giu, 2006 - 16:47  Profilo Rispondi citando   

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Guardando il cielo, durante le notti d'estate, sembra di non essere più soli, perchè miliardi di amici coi loro occhi luminosi ti salutano e gioiscono insieme a te. E tu che li guardi da sotto, pensi che un giorno li raggiungerai. Ma adesso devi solo chieder loro di farti coraggio, dargli la buonanotte, e supplicare di donare un sorriso a coloro che non ce l'hanno più.







Ultima modifica di duchessa il 14 Lug, 2006 - 15:20, modificato 1 volta in totale
duchessa Oggetto: I bambini imparano ciò che vivono  28 Giu, 2006 - 08:08  Profilo Rispondi citando   

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I bambini imparano ciò che vivono.

Se un bambino vive nella critica impara a condannare.

Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.

Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.

Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.

Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.

Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.

Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.

Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.

Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.








duchessa Oggetto: Gratuitamente date  21 Giu, 2006 - 17:27  Profilo Rispondi citando   

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Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:

'Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro
Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro
Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro
Per aver preso due volte 'ottimo' a scuola: 2 Euro
Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro
Totale: 9 Euro'.

La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente.
La sua mente si affollò di ricordi.
Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:
'Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro
Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti
ho preparato: 0 Euro'.

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi.
Girò il foglio e sul suo conto scrisse: 'Pagato'.
Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.

Quando nei rapporti personali e familiari si cominciano a fare i conti, è tutto finito.

L'amore o è gratuito o non è amore.



duchessa Oggetto: Progresso  19 Giu, 2006 - 17:43  Profilo Rispondi citando   

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Quando mia nonna andava a far visita a sua madre, aveva bisogno di tre giorni. Un giorno per viaggiare sul calesse trainato dal cavallo; un giorno per raccontare e apprendere le ultime notizie, un po' in cucina e un po' in giardino; il terzo giorno per il viaggio di ritorno.
Quando mia madre andava a far visita a sua madre, aveva bisogno di due giorni. Viaggiava in treno e, se era fortunata con le coincidenze, si fermava la sera del primo giorno, raccontava le ultime novità e il giorno dopo ripartiva.
Quando io faccio visita a mia madre, impiego mezz'ora. Vado in auto e mi fermo giusto una decina di minuti perché i bambini si annoiano e sono sempre in ritardo con le spese al supermercato.
Se un giorno mia figlia mi verrà a far visita, di quanto tempo avrà bisogno?






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