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liliana Oggetto:   24 Ott, 2020 - 12:49  Profilo Rispondi citando   

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Il racconto fantastico o fantasy: caratteristiche genere



Scrivere è difficile raccontare è piacevole

Ho immaginato che per scrivere un racconto, bastava entrare in un grande magazzino è dire alla commessa:"Mi può servire un racconto da scrivere ?. Il tono melodioso della voce che mi rispondeva chiedeva: conosce la trama? Certo che non la conosco, altrimenti non sarei qui. Ancora una volta sentii la sua voce dire: la trama è la prima cosa da fare, per buttare giù delle idee,nel dare vita ad un racconto che stà per nascere . Importante è anche il protagonista che si vuole creare, ispirandosi a qualcuno che si conosce ed immaginare i lati del carattere da evidenziare. Molto raccomandata è la fine della storia,che lascia capire come orientare l’intera trama.

All'improvviso, c'era una spiegazione per conoscere l'abitudine di tenere sempre un libro sul comodino. I libri hanno un valore immenso,le letture portano verso un’altra dimensione, che lascia superare anche le delusioni. Molte storie, fanno evadere dalla realtà permettendo di diventare quelli che si è o chi si vuole. Forse chi ha scritto un diario, conosce che attraverso questo,possono essere capite o interpretate le proprie emozioni, i propri sogni,i propri dubbi.

I racconti , anche se brevi, hanno un pregio: quello di stimolare la riflessione. Le descrizioni dei posti, dei luoghi, degli scenari, hanno sempre permesso di immaginare tutto con maggiore ‘realtà’. Ogni scelta, anche quelle che non aiutano a focalizzare gli ambienti e gli scenari, spingono a non perdere di vista la conoscenza di sé.



Uno studio condotto di recente presso l’Università di Chicago ha dimostrato che i maggiori problemi di incomunicabilità si osservano proprio tra persone che sono in confidenza tra loro: amici di vecchia data, genitori e figli, colleghi di lavoro o coppie di sposi.

Secondo il professor Boaz Keysar che ha svolto la ricerca, il motivo delle incomprensioni spesso risiede nel fatto che le persone che si conoscono bene, condividono tra loro molti aspetti della vita quotidiana, ma quando devono discutere con l’altro di fatti nuovi, si comportano come se l’interlocutore ne fosse già a conoscenza.



Un aforisma, piacevole è significativo dice:

L'apprezzamento è una cosa meravigliosa; fa si che ciò che è eccellente negli altri appartenga anche a noi “Voltaire"



L.M.







liliana Oggetto:   17 Ott, 2020 - 17:59  Profilo Rispondi citando   

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9 Stili Di Fede - Andiamo in Bianco

DONNE E MATRIMONIO NELL'ANTICA ROMA

A differenza che nell'antico Egitto, nella Roma arcaica una figlia, ancora giovanissima (puella, che è diminutivo di puera, ragazza), poteva essere promessa in sposa o fidanzata (sponsalia) a un giovane anche contro la propria volontà e questo rito era giuridicamente valido; consisteva in un vero e proprio impegno, perseguibile in caso di inadempimento, che vincolava la donna ad una sorta di fedeltà pre-matrimoniale nei confronti del futuro sposo. Il matrimonio si perfezionava con il trasferimento della donna dalla famiglia paterna a quella del marito.

Il fidanzato consegnava alla ragazza un pegno per garantire l'adempimento della sua promessa di matrimonio, un anello che lei si metteva all'anulare della mano sinistra. Sembra che tra il dono e quel dito esista una certa relazione. Aulo Gellio afferma che anatomicamente questo è l'unico dito a presentare un sottilissimo nervo che lo collega direttamente con il cuore


Patrizia51 Oggetto:   17 Ott, 2020 - 11:00  Profilo Rispondi citando   

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Ti ignorero' al momento che tu non mi citerai più dicendo falsità sul mio conto e non assumendoti la responsabilità di quello che dici ...

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liliana Oggetto:   17 Ott, 2020 - 07:35  Profilo Rispondi citando   

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Trovo stamani altre tue accuse, mi fai un piacere?Dimentica il mio nome come io ignoro il tuo e, qualunque altra provocazione intendi fare.L.M.
Patrizia51 Oggetto:   16 Ott, 2020 - 17:27  Profilo Rispondi citando   

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Ora, cara Liliana, io non ho capito perché ti rode tanto quello che scrivo, anche se una vaga idea ce l'ho, ma che tu continui ad accusarmi di cose che non ho detto e non ho scritto sinceramente mi fa girare un po' le scatole. Io sono sempre corretta e non mi attribuisco meriti che non ho. Dunque, riporta qui per intero quello che secondo te avrei copiato dal web (dato che quello che hai riportato non c'entra nulla) e poi eventualmente vediamo chi deve chiedere scusa a chi.

Ci sarebbe anche un'alternativa, ma per ora preferisco evitare...

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liliana Oggetto:   16 Ott, 2020 - 15:35  Profilo Rispondi citando   

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Home / Musica / CHI RICORDA LE FESTE IN CASA?

CHI RICORDA LE FESTE IN CASA?

C’era sempre una festa da ballo organizzata per un compleanno, che si teneva a casa di una compagna di classe. Era la garanzia per fare accorrere altre coetanee, che non sempre erano autorizzate a recarsi in casa di un compagno, se era questo ad organizzare.

L'articolo continua
Patrizia51 Oggetto:   16 Ott, 2020 - 14:47  Profilo Rispondi citando   

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Mi dispiace, Liliana, che tu non abbia fatto queste esperienze, molto innocenti del resto, perché sono ricordi indimenticabili, e penso che tutti concordino con me.

Un'unica precisazione, anzi due: il mio non è un articolo tratto dal web, come dici tu, ma scritto da me (altrimenti avrei specificato la fonte) e la foto che avevo pubblicato e che tu hai riproposto è quella che hanno pubblicato miei amici.





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Ultima modifica di Patrizia51 il 16 Ott, 2020 - 18:36, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto: Le feste in casa  16 Ott, 2020 - 11:39  Profilo Rispondi citando   

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CHI RICORDA LE FESTE IN CASA?

L'articolo tratto dal web pubblicato da Patrizia, riproposto da Moniaxa, riconduce ai bellissimi anni della gioventù che molti lettori hanno certamente vissuto.

Mio malgrado,avendo un padre molto rigido, i balli sia in famiglia che fuori casa,non venivano concessi.

Tempi che hanno suscitato infiniti rimpianti, compensati però da altre belle esperienze .

Forse il pregio di oggi, è lasciare che il festeggiato si senta speciale,non perchè viene festeggiato ma per l'armonia che riesce a suscitare intorno .

L.M.
moniaxa Oggetto:   08 Ott, 2020 - 11:13  Profilo Rispondi citando   

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Patrizia51 ha scritto:

Noi che .... abbiamo vissuto le feste in casa ... e chi se le scorda più?




C'erano una volta, le feste a casa...

Erano gli anni settanta.... Le pareti della stanza erano coperte con carta da parati perlopiù a disegni geometrici o a fiori come dettava la tendenza di allora. Qualche sedia e un paio di mobili schiacciati contro il muro per creare più spazio al centro, completavano la coreografia.


Si ballava al suono di giradischi dal braccio quasi sempre traballante, e ognuno portava i dischi che aveva, solo 45 giri.... e c'era sempre qualcuno addetto al cambio dei dischi.

I balli erano lenti, anzi, lentissimi e si ballava stando praticamente fermi sul posto ... si chiamava infatti "il ballo del mattone".


Le mani di lei cingevano il collo di lui e quelle di lui si appoggiavano morbidamente sui fianchi di lei, a volte scivolavano un poco più in basso ma nessuna se ne lagnava poi più di tanto....

Ci si teneva stretti stretti, la guancia premuta sulla guancia dell'altro, con lo strofinio del corpo appena percettibile.

Luci soffuse (ogni tanto qualche "sfacciato" le spegneva), illuminavano e scaldavano gli ingenui amori appena nati.

In cucina c'erano sempre i genitori e spesso la mamma, con qualche scusa, andava "a dare un'occhiata ai ragazzi". E sul più bello, proprio nel momento in cui le bocche pericolosamente vicine stavano finalmente per baciarsi, arrivava la mamma con le aranciate, i panini e i pasticcini, tutti preparati in casa.

Qualche viso arrossato, qualche fronte imperlata di sudore, qualche camicia stropicciata dai focosi abbracci, ero lo scenario che si apriva, un po' di imbarazzo, ma nessuno se ne meravigliava più di tanto....


Ed entro le otto (dicasi ore 20) ognuno a casa propria!!!

Che botte di adrenalina .... quello sì che era sballo!


Io non so cosa risponderei se qualcuno mi chiedesse "quali sono i migliori anni della tua vita?" Quelli che stai vivendo? Gli anni dell’infanzia o quelli dell’adolescenza? Alla fine, come cantava Renato Zero, anche io "penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa e che è bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa", ma certo è che quello che abbiamo vissuto noi in quel periodo penso sia stato un momento unico, ci divertivamo senza bisogno di strafare e vivevamo tutta la settimana aspettando e sognando quel sabato o quella domenica pomeriggio.

A ognuno i suoi anni migliori, però se hai vissuto certe emozioni, te le porti dentro tutta la vita.


E quando ti capita di pensarci, mbè....il cuore ha un battito in più.








verissimo!!!!!!quant'e'bella giovinezza.....
Patrizia51 Oggetto:   07 Ott, 2020 - 19:25  Profilo Rispondi citando   

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Noi che .... abbiamo vissuto le feste in casa ... e chi se le scorda più?



C'erano una volta, le feste a casa...

Erano gli anni settanta.... Le pareti della stanza erano coperte con carta da parati perlopiù a disegni geometrici o a fiori come dettava la tendenza di allora. Qualche sedia e un paio di mobili schiacciati contro il muro per creare più spazio al centro, completavano la coreografia.

Si ballava al suono di giradischi dal braccio quasi sempre traballante, e ognuno portava i dischi che aveva, solo 45 giri.... e c'era sempre qualcuno addetto al cambio dei dischi.

I balli erano lenti, anzi, lentissimi e si ballava stando praticamente fermi sul posto ... si chiamava infatti "il ballo del mattone".

Le mani di lei cingevano il collo di lui e quelle di lui si appoggiavano morbidamente sui fianchi di lei, a volte scivolavano un poco più in basso ma nessuna se ne lagnava poi più di tanto....
Ci si teneva stretti stretti, la guancia premuta sulla guancia dell'altro, con lo strofinio del corpo appena percettibile.
Luci soffuse (ogni tanto qualche "sfacciato" le spegneva), illuminavano e scaldavano gli ingenui amori appena nati.
In cucina c'erano sempre i genitori e spesso la mamma, con qualche scusa, andava "a dare un'occhiata ai ragazzi". E sul più bello, proprio nel momento in cui le bocche pericolosamente vicine stavano finalmente per baciarsi, arrivava la mamma con le aranciate, i panini e i pasticcini, tutti preparati in casa.
Qualche viso arrossato, qualche fronte imperlata di sudore, qualche camicia stropicciata dai focosi abbracci, ero lo scenario che si apriva, un po' di imbarazzo, ma nessuno se ne meravigliava più di tanto....

Ed entro le otto (dicasi ore 20) ognuno a casa propria!!!

Che botte di adrenalina .... quello sì che era sballo!

Io non so cosa risponderei se qualcuno mi chiedesse "quali sono i migliori anni della tua vita?" Quelli che stai vivendo? Gli anni dell’infanzia o quelli dell’adolescenza? Alla fine, come cantava Renato Zero, anche io "penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa e che è bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa", ma certo è che quello che abbiamo vissuto noi in quel periodo penso sia stato un momento unico, ci divertivamo senza bisogno di strafare e vivevamo tutta la settimana aspettando e sognando quel sabato o quella domenica pomeriggio.
A ognuno i suoi anni migliori, però se hai vissuto certe emozioni, te le porti dentro tutta la vita.

E quando ti capita di pensarci, mbè....il cuore ha un battito in più.





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liliana Oggetto: L'industria dei pensieri  04 Ott, 2020 - 18:39  Profilo Rispondi citando   

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Le ferite emotive stimolano la creatività - La Mente è Meravigliosa

L'Industria dei pensieri

Non è un'abitudine, ma più di qualche volta è avvenuto di essere già a letto ed avere un’ispirazione per scrivere, ma non volendo alzarmi per fornirmi dell'occorrente, rischio quasi sempre di scordare quel flusso di buone idee, che possono dare vita ad una nuova poesia,racconto o novella.Le buone idee, vengano fuori all’improvviso come “fulmini a ciel sereno”, perchè ancora non è stato conosciuto esattamente, cosa sia la creatività e il processo di ideazione.



E'risaputo che la moda ed i suoi produttori,sono creativi all'interno di ogni impresa, possedendo una spiccata sensibilità, per la conoscenza dei passati successi ed insuccessi.Essi, prevedono al meglio, gli esiti di nuovi progetti creativi,sia per la moda, che per l'industria della moda stessa.Di certo i geni creativi esistono per natura, ma chiunque può essere creativo o diventarlo, integrando creatività e processo di ideazione nella vita di ogni giorno.



Personalmente, sono sempre stata appagata nel settore "creativo", ed ho toccato molti dei suoi spazi con piacere, ad esempio: la confezione di abiti per me stessa,applicando a volte anche originali variazioni nei modelli,tessuti colore.



Nella confezione di uno di questi abiti,c'è il ricordo di uno in particolare, perchè non riuscendo ad applicare una manica, lasciai quella parte della spalla scoperta, applicando al posto della stessa manica,due bretelline, confezionate con la stessa stoffa,che lo trasformarono in un modello originale.ammirato da moltissime amiche.



Molti ricordi della scuola elementare mi lasciano a volte vera nostalgia, come l'armoniosa voce della dolcissima maestra che annuncciava: "Per domani c'è compito in classe, ma vi sentite pronti ad affrontarlo? Il tempo a disposizione per ripassare le lezioni, non lasciatelo insufficiente, forse non riuscirete a memorizzare tutte le regole, formule e definizioni se non fate attenzione.

Allora tutti scherzando intonavamo la canzoncina:

"Lo disse Dante, lo confermò Pilato, il compito in classe va sempre copiato".

D'altronde chi può dire di non aver mai copiato un compito in vita sua?



Liliana

liliana Oggetto: Spensieratamente spensierati  10 Set, 2020 - 23:35  Profilo Rispondi citando   

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Come suonava l'Odissea, cantata in greco antico - news



Ho tra le mani un libro scritto da:"Luciano De Crescenzo" intiolato :Nessuno. L'odissea raccontata ai lettori di oggi".

L'autore molto noto, non ha bisogno di alcuna presentazione, ragione che lascia alla mia fantasia,lo spazio per il nuovo racconto.



Spensieratamente spensierati

Molte persone chiamano:"Odissea" il proprio vissuto, ma forse anche ad una formica,non manca di vivere una propria "Odissea".

Per Adriana, era diventata difficile, non usare quella parola,che si abituava a sostituire con:"Grattacapo".

I grattacapi, erano davvero tanti da quando si era trasferita nella "Capitale", ed il minimo di pensione percepita, non era adeguata ai costi della nuova sistemazione, in ispecialmodo, per l'affito di casa, abbastanza oneroso. La nuova vita nella grande Città, li procurava molti pensieri, ed era diventato difficcile:"sbarcare il lunario".

Anche queste parole le ricordavano un libro, scritto da:

"Paul Auster" edito da:"Montadori"ma lo sbarco per lei, era nella consapevolezza della nuova vita da vivere.

Adriana aveva appreso, che a causa della"Pandemia", anche nelle scuole si stabilivano nuove regole per la frequenza degli alunni, come la distanza da prendere tra un banco ed un altro,per ospitare solo un alunno a sedere.

Il compagno che una volta divideva lo stesso banco,non era più previsto.

Nei ricordi di Adriana,apparvero stranamente quasi di comune accordo per salutarla, i volti dei vari compagni di banco, avuti nella sua frequenza scolastica, che senza osservare alcuna distanza, potevano sedere vicini,uno accanto all'altro nello stesso banco.

I tempi davvero cambiati, lasciavano il caro compagno di banco soltanto nel cuore,dove cose e persone,vivono per sempre.

Molti ricordi, non possono essere cancellati, restano indelebili nella propria vita, perchè il posto migliore per dargi sempre dimora è certamente il cuore.



Liliana


liliana Oggetto:   10 Set, 2020 - 19:26  Profilo Rispondi citando   

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Molto interessante,quanto ha riportato Cicuta complimenti




cicuta Oggetto: poesie dei ragazzi sul covid 19-dal web  05 Set, 2020 - 22:27  Profilo Rispondi citando   

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Le poesie dei ragazzi sul covid-19 (vabbè..la metrica..lo so)
“Francesca, classe 3D

Dalla Cina è arrivato,
in un caldo gennaio
imprevedibile, dal veloce contagio
il virus che il mondo ha conosciuto
paura e morte ha portato,
tutti noi siamo straniti
da flagello che ci ha colpiti.
Il governo è venuto in nostro aiuto
Misure e regole da adottare,
l’emergenza si è diffusa
in Italia, Francia ed USA
e tutto il mondo deve stare cauto
Il difficile viene ora,
dobbiamo darci una mano
ma purtroppo stando lontano
#IORESTOACASA”

“Matteo, classe 3D

Queste settimane di infinito riposo
con interminabili lezioni da matematico
mi hanno fatto salire il nervoso
e creato un’atmosfera da panico
molti lavori da fare per tutti
e tanti voti possono essere brutti
e senza storie e mezze parole,
il tragitto tra divano e letto
sta diventando l’autostrada del Sole”

“Alessandro, classe 3C

O Coronavirus, avvistato nella corona di un occhio
sei ingesto e maleducato
ma per fortuna non ti troviamo nel bucato
ma quando esco di casa
vedo la mia città invasa.
sei la frustrazione di tutti
infatti nessuno può darsi un abbraccione.
Per mascherine e guanti
ci sono prezzi abbondanti
e per avere quella giusta
devo pagare una somma ingiusta.
I miei coetanei fai stare male
ma per te è tutto normale
l’umore fai calare
e per la salvezza della gente fai abbuffare.
La paura fai venire
ma ricorda di svanire”.
Patrizia51 Oggetto:   13 Ago, 2020 - 19:13  Profilo Rispondi citando   

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Oggi, 13 agosto, si celebra la Giornata mondiale dei mancini.

Da persona che ne conosce direttamente le caratteristiche, avevo scritto a tale proposito sul mio blog lo scorso anno.....



CONOSCI I MANCINI?


Fiera di essere orgogliosamente mancina, ho combattuto da sempre (come credo tutti i mancini della nostra età) contro pregiudizi e costrizioni che non mi hanno permesso di usare la mia mano "preferita" come avrei voluto, costringendomi ad imparare a scrivere con la mano destra e non con la sinistra, come era la mia tendenza naturale, usando spesso, a questo scopo, anche metodi violenti, soprattutto a scuola, dove ero costretta a scrivere tenendo la mano sinistra dietro la schiena e obbligata così ad usare la mano destra (cosa che la maestra consigliava di fare anche ai miei genitori), provocandomi seri problemi di lateralità, di cui ancora oggi porto le conseguenze. Ma solo quello sono riusciti a farmi fare; per il resto, per tutto il resto, uso spontaneamente e liberamente la mano sinistra... e ho fatto in modo che questo "handicap" (per me) si riscattasse lasciando che uno dei miei figli (come me e come il nonno) crescesse liberamente e serenamente mancino come era la sua natura.

Il mondo è tutto orientato per i destrorsi, tutti gli strumenti di lavoro e di servizio sono costruiti in modo da essere utilizzati da chi usa il lato destro del corpo (dalla vanga alla messa in moto del motorino, dalle forbici al ferro da stiro, dalla guida dell'auto all'uso del computer, giusto per fare degli esempi); forse è per questo che abbiamo una mentalità più "elastica", perché da sempre siamo stati costretti ad adattarci all'uso di strumenti (ma non solo, anche punti di vista) creati per chi ha una "visione" opposta alla nostra.

Considerati un tempo come individui difettosi, recentemente i mancini sono stati rivalutati, e c’è chi addirittura li considera più creativi dei destrorsi. Alcuni ritengono il mancinismo come segno di genialità.

Molte religioni e culture umane ne hanno però storicamente condiviso un giudizio negativo: basti pensare alla tradizione ebraico-cristiana in cui la mano sinistra è connessa al demonio, essendo considerata la “mano del diavolo”.

La “rivincita” dei mancini la si deve soprattutto agli studi neurofisiologici che hanno elaborato ipotesi scientifiche sulle origini della prevalenza dell’uso della mano sinistra sulla destra: una tra le più accreditate spiega che semplicemente è dominante l’emisfero destro su quello sinistro. Per questo motivo, oltre a essere più portati all’uso manuale della sinistra, avrebbero anche una prevalenza all’intuizione e della creatività sul pensiero analitico.

I mancini hanno costituito il 10-15% della popolazione generale per migliaia di anni. Il fatto che questa caratteristica sia rimasta stabile col passare delle generazioni fa pensare che il mancinismo non sia una debolezza evolutiva, come credevano molti psicologi in passato. Inoltre, questa tendenza presenta anche alcune differenze fisiologiche e neurologiche. Le ricerche sono ancora incomplete, ma ecco quello che sappiamo sul profilo cognitivo e psicologico dei mancini:



Possono pensare più rapidamente.
I mancini possono essere in grado di utilizzare entrambi gli emisferi del cervello, in modo più facile ed efficace, tendono a stabilire connessioni più veloci tra l'emisfero sinistro e l'emisfero destro del cervello: questo porta ad un'elaborazione delle informazioni più rapida.



Il mancinismo può influenzare il processo decisionale.

La mano che utilizzi può avere effetti sorprendenti sul modo di giudicare le idee astratte come il valore, l'intelligenza e l'onestà. Uno studio del 2009 condotto dalla Stanford University, ha scoperto che sia le persone mancine, che quelle destrorse, possono essere implicitamente propense a scegliere il loro lato dominante.



I mancini sono avvantaggiati in alcuni sport.
Anche se meno del 15% della popolazione globale è mancino, il 25% dei giocatori della Major League di baseball usa la mano sinistra. Perché? Potrebbe spiegarsi con la loro tendenza ad avere tempi di reazione più rapidi, come rivelato da uno studio australiano del 2006. Ma c'è un'altra ragione. Studi hanno scoperto che i mancini sembrano avere un vantaggio reale negli sport interattivi come box, scherma, tennis e baseball: questo vantaggio non vale anche per gli sport non interattivi come ginnastica o immersioni.



Il cervello può organizzare le emozioni in modo diverso.
La mano dominante può determinare il modo di ordinare le emozioni nel cervello. Uno studio del 2012 ha scoperto che nei mancini la motivazione è associata ad un'attività più intensa nell'emisfero destro del cervello, mentre per i destrorsi è vero il contrario.



I mancini possono essere più creativi.
Molti esperti e diversi studi hanno indicato un collegamento tra il mancinismo e la creatività. Si tratta di un dato reale? Abbastanza. La ricerca ha scoperto che i mancini si comportano meglio nel pensiero divergente (la capacità di pensare a diverse soluzioni per un unico problema), una caratteristica cognitiva della creatività. Secondo un'altra ipotesi il cervello dei mancini avrebbe un emisfero destro più sviluppato: si tratta della zona cerebrale maggiormente coinvolta nel pensiero creativo. Ma c'è un altro possibile collegamento tra il mancinismo e la creatività, si tratta solo di una congettura ma è comunque intrigante. Alcuni bambini, crescendo da mancini e vedendosi diversi dai loro compagni, possono aver sviluppato quella è conosciuta come "mentalità dell'outsider", una tendenza ad avere un' immagine di sé più individualizzata rispetto a quella orientata al gruppo. Un simile atteggiamento mentale può predisporre una persona a sviluppare qualità come indipendenza e anticonformismo.



I mancini sono dei leader nati.

A quanto pare 4 degli ultimi 7 presidenti degli Stati Uniti sono mancini (per esempio Obama, Clinton, Bush e Ford) e Napoleone. Così anche 4 su 5 ideatori del Mac (Apple) e sex symbols come Marilyn Monroe. Sbagliato mano?



I mancini sono più bravi a letto
Chi l’avrebbe mai detto che essere destri o mancini avrebbe fatto qualche differenza? Eppure le statistiche parlano chiaro: l’86% dei mancini è soddisfatto della propria vita sessuale, e solo il 15% dei destri può dire lo stesso. Le ragioni di tale risultato non sono ancora chiare, ma pare che i mancini abbiano un senso del ritmo migliore … lascio il resto all’immaginazione.



I mancini sono dei geni
A quanto pare non sono il meglio solo in camera da letto, infatti risulta che il 20% dei membri del Mensa Internazionale (il club provato in cui si può accedere solo se il proprio QI è molto alto) sia mancino e secondo uno studio della St. Lawrence University molti di coloro con un’intelligenza superiore a 140 appartiene a questa categoria. Pare, infatti, che siano abituati fin dall’infanzia a utilizzare entrambe le parti del cervello e che ciò li renda più flessibili di altri. Illustri geni mancini furono Charles Darwin, Albert Einstein e Benjamin Franklin, Leonardo da Vinci, Van Gogh.... Personcine a caso insomma…



(mamma mia quanto è difficile riportare un articolo lungo in questo forum)

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liliana Oggetto: IL PIACERE DELL'ARTE  14 Giu, 2020 - 12:21  Profilo Rispondi citando   

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Il piacere dell'arte qui da noi

Il piacere dell'arte

Sono stata a teatro, ho notato che molti vorrebbero provare il piacere della recitazione, che non significa possibilità di emozionarsi o fare emozionare, ma scoprire come gli altri si emozionano. L'emozioni, sono trasmesse anche dal timbro della voce,che molte volte assomiglia allo scoprirsi nudi sotto gli occhi di tutti, ma l’esperienza riesce a fare pace anche con questi timori.

Non bisogna pensare di diventare dei talent show, neanche di avere il compito di spettacolarizzare l’arte,ma qualunque sia il proprio livello di giudizio artistico è bene farlo per se stessi, senza temere il giudizio di altri.

Il teatro è sogno, il teatro è magia,il teatro fa volare la fantasia di chi assiste a uno spettacolo che diventa unico.

Recitare, significa mettersi nei panni di un altro,nel personaggio che si deve interpretare. Significa immaginare come l'altro si sente, cosa vive, quali sono le sue emozioni.

Recitare è una sfida: una sfida affascinante ma comunque difficile. La paura del pubblico, la paura di mostrarsi ad altri, sono semozioni normalissime, che appartengono alla maggior parte degli artisti.

Nella vita succede di parlare davanti ad altre persone o di trovarsi al centro dell'attenzione, il teatro è sicuramente un'ottima scuola per superare questi timori.

"Compagnia teatrale": lo dice la parola stessa,il teatro si fa con una compagnia, che condivide con altri la stessa passione, le stesse emozioni, le stesse ansie, dove la prestazione del singolo non basta, per arricchire il linguaggio e il bagaglio culturale di tutti.

L'espressione artistica è di tutti non solo degli artisti, rinunciare significa privarsi della possibilità di emozionarsi o scoprire come gli altri si emozionano.
Non bisogna pensare di diventare dei talent show, neanche di avere il compito di spettacolarizzare l’arte,ma concedere alla propria esistenza, tutti i piaceri che l’espressione artistica può dare.ma tutto questo è importante farlo per se stessi , senza temere il giudizio di altri.

“Ogni fantasma, ogni creatura d'arte, "per essere", deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è

personaggio.

Il dramma è la ragion d'essere del personaggio

è la sua funzione vitale: "necessaria per esistere.”

LUIGI PIRANDELLO

L.M.



















liliana Oggetto: Il medico della peste dal web  08 Giu, 2020 - 10:50  Profilo Rispondi citando   

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Medico della peste: chi era, dove lo si incontrava e cosa faceva?

Il Medico della Peste




Il Medico della Peste è una figura non certo carnevalesca come potrebbe far pensare il suo abbigliamento con la vistosa maschera a becco di uccello introdotta nel 1619 e obbligatoriamente usata dai medici durante la terribile peste che colpì Venezia nel 1630. L’idea era quella di avere una copertura nell’ingenua speranza che ciò servisse a difendersi dal contagio in un’epoca dove nessuna cura era possibile nonostante l’intuizione che la “morte nera” proveniva dall’Oriente assieme ai commerci e la precauzione di mettere in quarantena merci e navi nel Lazzaretto Nuovo mentre i contagiati venivano confinati nel Lazzaretto Vecchio.




Il vestito è composto da una lunga tunica nera cerata che ricopre tutto il corpo sino ai piedi, i guanti, il cappello cilindrico basso a larga tesa, una bacchetta impugnata dal medico usata per spostare le vesti dei pazienti ed esaminarli senza toccarli tenendoli a debita distanza. Il viso era coperto da una maschera bianca con una lunga e ricurva protuberanza a forma di becco di uccello che copriva bocca e naso nella quale si introducevano svariate erbe aromatiche e medicinali oltre a una spugna imbevuta di aceto ritenendo potessero in qualche modo neutralizzare miasmi e contagio, gli occhi della maschera fissata da stretti lacci dietro la testa, erano coperti da lenti. L’utilizzo di tale abbigliamento andò in disuso nel corso del XVIII secolo per ritrovarlo ora nelle commedie dell’arte o tra le maschere di carnevale.

liliana Oggetto: Computer amore mio  27 Mag, 2020 - 16:45  Profilo Rispondi citando   

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Come scegliere un pc portatile a poco prezzo

Computer amore mio!

Un racconto,deve essere ricco di dettagli per essere avvincente, Se si racconta una storia, può annoiare o può anche piacere, ma per non farla dimenticare in fretta, deve diventare ovviamente"indimenticabile".

Il racconto che Mirella voleva scrivere,lo aveva pensato come un piccolo ma significativo episodio,ed anche senza possedere una concreta esperienza di scrittrice,quello che immaginava,doveva essere rappresentato come la visione di un film.

Mirella amava molto la moda, ed aveva lavorato in una prestigiosa "azienda di lingerie".

La vita è piena di sorprese imprevedibili,

da qui inizia la sua avventura,con una carriera rapida ed un percorso, che la predispone totalmente ad una rivoluzione della sua vita, perchè molto richiesta nel settore della moda.

Per avere maggiori possibilità di una carriera continuativa in quel settore,Mirella doveva svolgere la professione, come lavoro esclusivo,con continui viaggi all’estero,tra Parigi e Londra,pilastri della moda.

L'esperienze per scrivere racconti,si raddoppiavano per il tempo a sua disposizione durante i viaggi,facendole rimpiangere il vecchio computer e la sua efficace stampante.


Ma come già considerato prima:

"la vita è piena di sorprese imprevedibili",

forse diventava cosa buona e giusta,

portare sempre con lei, il fedele computer!

Liliana

liliana Oggetto: Scrivere è abbracciare il mondo  20 Mag, 2020 - 21:04  Profilo Rispondi citando   

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Scrivere è abbracciare il mondo



Scrivere un racconto non è sempre un'arte,ma può diventare un'esperienza entusiasmante,per esprimere la propria creatività. Da tempo, il desiderio di Silvia era quello di scrivere un racconto,ma non tutti i propositi sono facilmente realizzabili, perchè non è dall'incontro tra penna e carta o per chi usa il computer" la tastiera",che subito tutto è chiaro per riempire le pagine, ma una storia molto spesso, si trasforma piano piano, evolvendosi da sola.

Da un piccolo dettaglio, emerge un'idea per una futura azione da far compiere ai personaggi, fino a quando non si dispiega tutta la successione di eventi, che porta alla conclusione degli episodi.

La fervida fantasia di Silvia, si era soffermata sulle parole lette dal web, scritte da un Autore di non ignorata fama:

Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c'è un'alba che ci aspetta.”KHALIL GIBRAN"

Le parole alimentavano l'immaginazione,di Silvia,ed anche se cosciente di non offrire una narrazione fantastica e convincente, avevano l'abilità di suscitare emozioni.

L’immaginazione, può essere efficiente,mano a mano che le storie si evolvono ed acquistano vita.

Descrivere il proprio mondo non è facile, ma inventarsene di sana pianta altri, può essere altrettanto difficoltoso. Certo,chi non ha la stoffa dello scrittore,non trova nell'attività,un gioco da ragazzi, ma è facile che si chieda : "da dove iniziare?

Ma nella testa ci sono infinite immagini, molte arrivano ad occhi chiusi.

Mano a mano che c'è confidenza con esse, si svolge la storia,con la descrizione di luoghi magici che fanno parte dello scenario di quelle avventure,da diventare anche "Romanzo".

Il romanzo è un’opera narrativa di ampio respiro (di più ampio respiro del racconto e della novella). Il termine viene dalla parola “romanza”. La lingua romanza è quella che s’impose nell’Europa dopo il latino.Storicamente è il genere letterario più diffuso.

I primi romanzi in occidente, nascono nel "Medio Evo" in lingua romanza che miscela il volgare, linguaggio più diffuso e il latino (lingua ufficiale), che continuava ad essere usato per le opere di studio, scientifiche, filosofiche, mediche ecc.

Tutte le cose belle,che si tratti di una festa a lungo attesa, o di una piacevolissima vacanza, prima o dopo devono finire.

Ma la vera fortuna è possedere un bel "libro"



Liliana









liliana Oggetto: Il premio  20 Mag, 2020 - 11:02  Profilo Rispondi citando   

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Chiedo scusa la mia pagina non funzionza Grazie










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