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liliana Oggetto: IL PIACERE DELL'ARTE  14 Giu, 2020 - 12:21  Profilo Rispondi citando   

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Il piacere dell'arte qui da noi

Il piacere dell'arte

Sono stata a teatro, ho notato che molti vorrebbero provare il piacere della recitazione, che non significa possibilità di emozionarsi o fare emozionare, ma scoprire come gli altri si emozionano. L'emozioni, sono trasmesse anche dal timbro della voce,che molte volte assomiglia allo scoprirsi nudi sotto gli occhi di tutti, ma l’esperienza riesce a fare pace anche con questi timori.

Non bisogna pensare di diventare dei talent show, neanche di avere il compito di spettacolarizzare l’arte,ma qualunque sia il proprio livello di giudizio artistico è bene farlo per se stessi, senza temere il giudizio di altri.

Il teatro è sogno, il teatro è magia,il teatro fa volare la fantasia di chi assiste a uno spettacolo che diventa unico.

Recitare, significa mettersi nei panni di un altro,nel personaggio che si deve interpretare. Significa immaginare come l'altro si sente, cosa vive, quali sono le sue emozioni.

Recitare è una sfida: una sfida affascinante ma comunque difficile. La paura del pubblico, la paura di mostrarsi ad altri, sono semozioni normalissime, che appartengono alla maggior parte degli artisti.

Nella vita succede di parlare davanti ad altre persone o di trovarsi al centro dell'attenzione, il teatro è sicuramente un'ottima scuola per superare questi timori.

"Compagnia teatrale": lo dice la parola stessa,il teatro si fa con una compagnia, che condivide con altri la stessa passione, le stesse emozioni, le stesse ansie, dove la prestazione del singolo non basta, per arricchire il linguaggio e il bagaglio culturale di tutti.

L'espressione artistica è di tutti non solo degli artisti, rinunciare significa privarsi della possibilità di emozionarsi o scoprire come gli altri si emozionano.
Non bisogna pensare di diventare dei talent show, neanche di avere il compito di spettacolarizzare l’arte,ma concedere alla propria esistenza, tutti i piaceri che l’espressione artistica può dare.ma tutto questo è importante farlo per se stessi , senza temere il giudizio di altri.

“Ogni fantasma, ogni creatura d'arte, "per essere", deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è

personaggio.

Il dramma è la ragion d'essere del personaggio

è la sua funzione vitale: "necessaria per esistere.”

LUIGI PIRANDELLO

L.M.



















liliana Oggetto: Il medico della peste dal web  08 Giu, 2020 - 10:50  Profilo Rispondi citando   

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Medico della peste: chi era, dove lo si incontrava e cosa faceva?

Il Medico della Peste




Il Medico della Peste è una figura non certo carnevalesca come potrebbe far pensare il suo abbigliamento con la vistosa maschera a becco di uccello introdotta nel 1619 e obbligatoriamente usata dai medici durante la terribile peste che colpì Venezia nel 1630. L’idea era quella di avere una copertura nell’ingenua speranza che ciò servisse a difendersi dal contagio in un’epoca dove nessuna cura era possibile nonostante l’intuizione che la “morte nera” proveniva dall’Oriente assieme ai commerci e la precauzione di mettere in quarantena merci e navi nel Lazzaretto Nuovo mentre i contagiati venivano confinati nel Lazzaretto Vecchio.




Il vestito è composto da una lunga tunica nera cerata che ricopre tutto il corpo sino ai piedi, i guanti, il cappello cilindrico basso a larga tesa, una bacchetta impugnata dal medico usata per spostare le vesti dei pazienti ed esaminarli senza toccarli tenendoli a debita distanza. Il viso era coperto da una maschera bianca con una lunga e ricurva protuberanza a forma di becco di uccello che copriva bocca e naso nella quale si introducevano svariate erbe aromatiche e medicinali oltre a una spugna imbevuta di aceto ritenendo potessero in qualche modo neutralizzare miasmi e contagio, gli occhi della maschera fissata da stretti lacci dietro la testa, erano coperti da lenti. L’utilizzo di tale abbigliamento andò in disuso nel corso del XVIII secolo per ritrovarlo ora nelle commedie dell’arte o tra le maschere di carnevale.

liliana Oggetto: Computer amore mio  27 Mag, 2020 - 16:45  Profilo Rispondi citando   

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Come scegliere un pc portatile a poco prezzo

Computer amore mio!

Un racconto,deve essere ricco di dettagli per essere avvincente, Se si racconta una storia, può annoiare o può anche piacere, ma per non farla dimenticare in fretta, deve diventare ovviamente"indimenticabile".

Il racconto che Mirella voleva scrivere,lo aveva pensato come un piccolo ma significativo episodio,ed anche senza possedere una concreta esperienza di scrittrice,quello che immaginava,doveva essere rappresentato come la visione di un film.

Mirella amava molto la moda, ed aveva lavorato in una prestigiosa "azienda di lingerie".

La vita è piena di sorprese imprevedibili,

da qui inizia la sua avventura,con una carriera rapida ed un percorso, che la predispone totalmente ad una rivoluzione della sua vita, perchè molto richiesta nel settore della moda.

Per avere maggiori possibilità di una carriera continuativa in quel settore,Mirella doveva svolgere la professione, come lavoro esclusivo,con continui viaggi all’estero,tra Parigi e Londra,pilastri della moda.

L'esperienze per scrivere racconti,si raddoppiavano per il tempo a sua disposizione durante i viaggi,facendole rimpiangere il vecchio computer e la sua efficace stampante.


Ma come già considerato prima:

"la vita è piena di sorprese imprevedibili",

forse diventava cosa buona e giusta,

portare sempre con lei, il fedele computer!

Liliana

liliana Oggetto: Scrivere è abbracciare il mondo  20 Mag, 2020 - 21:04  Profilo Rispondi citando   

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Abbraccio Il Mondo - Immagini vettoriali stock e altre immagini di ...




Scrivere è abbracciare il mondo



Scrivere un racconto non è sempre un'arte,ma può diventare un'esperienza entusiasmante,per esprimere la propria creatività. Da tempo, il desiderio di Silvia era quello di scrivere un racconto,ma non tutti i propositi sono facilmente realizzabili, perchè non è dall'incontro tra penna e carta o per chi usa il computer" la tastiera",che subito tutto è chiaro per riempire le pagine, ma una storia molto spesso, si trasforma piano piano, evolvendosi da sola.

Da un piccolo dettaglio, emerge un'idea per una futura azione da far compiere ai personaggi, fino a quando non si dispiega tutta la successione di eventi, che porta alla conclusione degli episodi.

La fervida fantasia di Silvia, si era soffermata sulle parole lette dal web, scritte da un Autore di non ignorata fama:

Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c'è un'alba che ci aspetta.”KHALIL GIBRAN"

Le parole alimentavano l'immaginazione,di Silvia,ed anche se cosciente di non offrire una narrazione fantastica e convincente, avevano l'abilità di suscitare emozioni.

L’immaginazione, può essere efficiente,mano a mano che le storie si evolvono ed acquistano vita.

Descrivere il proprio mondo non è facile, ma inventarsene di sana pianta altri, può essere altrettanto difficoltoso. Certo,chi non ha la stoffa dello scrittore,non trova nell'attività,un gioco da ragazzi, ma è facile che si chieda : "da dove iniziare?

Ma nella testa ci sono infinite immagini, molte arrivano ad occhi chiusi.

Mano a mano che c'è confidenza con esse, si svolge la storia,con la descrizione di luoghi magici che fanno parte dello scenario di quelle avventure,da diventare anche "Romanzo".

Il romanzo è un’opera narrativa di ampio respiro (di più ampio respiro del racconto e della novella). Il termine viene dalla parola “romanza”. La lingua romanza è quella che s’impose nell’Europa dopo il latino.Storicamente è il genere letterario più diffuso.

I primi romanzi in occidente, nascono nel "Medio Evo" in lingua romanza che miscela il volgare, linguaggio più diffuso e il latino (lingua ufficiale), che continuava ad essere usato per le opere di studio, scientifiche, filosofiche, mediche ecc.

Tutte le cose belle,che si tratti di una festa a lungo attesa, o di una piacevolissima vacanza, prima o dopo devono finire.

Ma la vera fortuna è possedere un bel "libro"



Liliana









liliana Oggetto: Il premio  20 Mag, 2020 - 11:02  Profilo Rispondi citando   

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Chiedo scusa la mia pagina non funzionza Grazie










liliana Oggetto: La prima infermiera  16 Mag, 2020 - 11:49  Profilo Rispondi citando   

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Ringraziando tutti i medici e gli infermieri per la loro opera,un racconto che il tempo non ha cancellato:

"Storia di Florence Nightingale, prima infermiera moderna



La signora della lampada

Il 12 maggio 1820 nasceva a Firenze "Florence Nightingale", venuta al mondo mentre i suoi genitori si trovavano nel capoluogo toscano in viaggio di nozze. Chiamata così proprio in onore della città, Florence è passata alla storia come "la signora con la lanterna": un'icona della medicina, di cui nel 2020 ricorrono i 200 anni dalla nascita.

Pioniera della professione e fondatrice dell'assistenza infermieristica moderna, proveniva da una ricca famiglia dell’alta borghesia britannica: suo padre William Edward Shore, infatti, è stato uno studioso antesignano nel campo dell’epidemiologia

Il giorno il 12 maggio, ricorre anche la Giornata Internazionale degli Infermieri, che quest'anno verrà celebrato con il brano inedito “In Prima Linea”, in vendita su tutte le piattaforme digitali, realizzato dall’Associazione Culturale Claudio Moretti per dare voce alla raccolta fondi: Noi con gli Infermieri della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI).

Florence Nightingale, fu la prima ad applicare il metodo scientifico grazie all'utilizzo della statistica, lo afferma Giovanna M. Carli, critica d’arte toscana, che ha rivolto un appello al Sindaco "Dario Nardella":

"Mai come in questo periodo di emergenza sanitaria, diventa fondamentale ricordare per sempre, ogni 12 maggio, l'impegno profuso da tutto il personale della sanità proprio attraverso questa donna, celebrando attraverso "Florence Nightingale" i nostri nuovi eroi."

Come succedeva alle donne dell'epoca, Florence venne educata in casa: studiò molte lingue, recitazione e canto, ma la sua passione fu' da sempre rivolta alle materie scientifiche. Spinta da una profonda fede in Dio, da giovanissima decide di votare la sua vita all'assistenza di malati e poveri.Nonostante l'opposizione della madre, Florence è determinata a diventare infermiera: sarà poi il padre a sostenerla in questo percorso.

Viaggerà molto, dall'Italia all'Egitto, per poi fermarsi a Londra, dove creerà un Istituto di assistenza destinato a donne malate e indigenti.

A seguito dello scoppio della Guerra di Crimea nel 1853, Florence decide di partire con un gruppo di infermiere per l'ospedale militare di Scutari: sarà proprio qui che, assistendo con dedizione i soldati feriti, si guadagnerà il celebre appellativo: "Signora della lampada". Ogni notte, infatti, la donna girava tra letti e barelle con una lampada in mano per dare conforto ai malati

Uno smilzo libretto di 136 pagine, fu la pietra miliare del curriculum delle scuole per infermieri e vendette bene anche presso il pubblico generale: è ancor oggi considerato una introduzione classica alla professione di infermiere.

Per il resto della sua vita, la Nightingale promosse l'istituzione e lo sviluppo della professione di infermiere nella sua forma moderna.

La professione infermieristica, fino ad allora piuttosto mal considerata, guadagnò di status: già nel 1882 le sue infermiere avevano una presenza crescente e influente nella professione, occupando posizioni nei principali ospedali di Londra, della Gran Bretagna e dell'Australia.

Inoltre, l'opera della Nightingale, ispirò il corpo volontario della United States Sanitary Commission nella guerra civile americana.

"Linda Richards",fù la prima infermiera qualificata degli Stati Uniti, pioniera della professione nel suo paese e in Giappone.

LM

































liliana Oggetto: LIBRI che passione  13 Mag, 2020 - 11:38  Profilo Rispondi citando   

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LIBRI CHE PASSIONE

Capita a tutti di sentirsi insoddisfatti, perchè pare che la fortuna non sempre sorride,certamente non è una questione di fortuna, ma quanto è ancora peggio, è la scoperta di avere un vasto elenco di cose che si desiderano o si vuole ottenere.

Ovviamente i motivi per cui si chiedono queste cose e si vogliono ottenere, è perchè si crede che renderanno felice.

Si fà presto a capire, che la felicità è tanto accessibile quanto il dolore, ma ci sono premesse da prendere in considerazione, per non lasciarsi trasportare dai pensieri negativi: "non esiste rimedio, se non c'è partecipazione alla vita". La vita,non deve essere consegnata al malessere,la felicità è tanto accessibile quanto il dolore, è questo, perchè siamo vivi e coscienti.

Tutti possiamo essere felici, l’unica vera catastrofe, alla quale non esiste rimedio, è l’assenza di vita

La partecipazione alla vita, avveniva per Anna attraverso la lettura,come facente parte dell'ingranaggio del suo cervello.

Ad esmpio il racconto: "La piccola vedetta lombarda", un fanciullo che in guerra, dal’alto di un albero, spia le mosse del nemico. per comunicarle ai suoi patrioti, finché una pallottola lo colpisce.

.Un altro indimenticabile racconto è
: "Il piccolo scrivano fiorentino", che si affatica la notte a copiare carte per il padre, il quale ignora il sacrificio del bambino e lo rimprovera duramente.

Indimenticabile anche Il tamburino sardo, un ragazzo che reca un messaggio di guerra in posizione pericolosissima finché un proiettile non gli spezza una gamba. Ma il capolavoro indimenticabile dello scrittore: Edmondo De Amicis,rimane il libro :"Cuore". L'opera più famosa delll'autore, che ha il chiaro intento, di formare i valori dei nuovi italiani.

A proposto di libri,leggo sul web, un articolo su "Simona Lanzillotti", che ha pensato ad un’attività del tutto originale.

Simona, laureata in beni culturali archivistici-librari, ha da sempre il sogno di diventare bibliotecaria nella propria città: "Messina".

Poiché non ne ha ancora avuto l’occasione, ha deciso di crearsela! Simona ha la passione della lettura e la grande fortuna di aver ricevuto un gran numero di libri dalla madre, che legge molto e da sempre. Simona ha deciso di catalogarli e di metterli a disposizione di tutti coloro che ne richiedono il prestito. I suoi libri sono a disposizione di tutta Italia, per tutti quelli che, come lei, condividono l’amore per la lettura.

In una intervista a Simona,
alla domanda:

Simona, cosa ti ha portato ad aprire un’attività di questo genere?

La r
isposta: E’ molto semplice: mi sono laureata come operatrice dei beni culturali archivistici-librari, l’unica cosa che voglio fare è la bibliotecaria rimanendo nella mia città. Per il momento non ho ancora trovato questo posto, ed ho deciso di crearmelo da sola.

Questa è passione per i libri

Auguri Simona"!

Liliana








liliana Oggetto:   12 Mag, 2020 - 11:08  Profilo Rispondi citando   

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Chiedo scusa se la pagina non funziona L.M.



Ultima modifica di liliana il 16 Mag, 2020 - 13:01, modificato 6 volte in totale
liliana Oggetto: Pace e guerra nel mondo di sempre  30 Apr, 2020 - 11:04  Profilo Rispondi citando   

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Mondadori Comics presenta Guerra e Pace – parte prima

Pace e guerra nel mondo di sempre


Scrivo perché mi piace scrivere. E mi piace scrivere perché facendolo mi sento vivere oltre che esistere.Leonardo Sciascia .

Parole e sensazioni,condivise da Laura,alla quale piaceva molto scrivere.

Con la sua ricca fantasia,scriveva racconti, novelle, poesie o brevi articoli, per un giornale con il quale collaborava. ll suo tempo però, era dedicato maggiormente alla lettura, amava i libri senza particolari preferenze nella scelta degli argomenti ed anche senza farsi attrarre da fantastiche copertine,il suo giudizio,veniva espresso,solo dopo un'attenta e approfondita lettura.

Da giovanissima, si era appassionata nella lettura del capolavoro di "Tolstoi": "Guerra e pace", romanzo ambientato dall'autore, negli anni tra 1863 e il 1869. Un capolavoro di realismo, nella descrizione della grandiosa società del popolo "Russo", ai tempi delle guerre napoleoniche.

Il personaggio più amato del romanzo per Laura,era la giovanissima e bellissima Natascia,la immaginava nei tempi attuali,sulla slitta in mezzo alla neve, o a teatro con eleganti abiti di raso, con gli occhi ricchi di giovinezza. Tutto questo, non era la solita favola della: "farfalla e una falena" che decidono di scambiarsi le ore di veglia, dove una scoprirà l’aria della notte e l’altra i segreti della luce, ma la spiegazione esiste tra "Guerra e Pace".come risposta a tutti i problemi umani.

Nella pace ci sono i saloni immensi, l'amore, i divertimenti, la famiglia, il romanticismo, i salotti, un modo in cui la pace tende ad insinuarsi, per prendere il sopravvento sulla guerra, dove ci sono gli stessi elementi,ma con una certa perfidia, nei riti e cerimonie, nell'eleganza dei ricevimenti, le carrozze con i servitori, i padroni con i cappelli piumati, lo sfavillare di argenti e cristalli e delle spalline dorate dei militari.

In "Guerra e pace," c'è la differenza fra personaggi storici e personaggi umani. I personaggi umani, amano, soffrono, sbagliano, si ricredono, ovvero, vivono; mentre gli altri sono condannati a recitare una parte che non è scritta da loro, anche se tutti s’immaginano d’improvvisarla.

La Guerra è la storia, la Pace il mondo umano, con quanto è già stato evidenziato,Tolstoj sembra simpatizzare per la pace con un evidenza poetica, questo mondo lo attrae. Lo scrittore è cosciente che gli sfarzi, la ricchezza, il lusso, sono delle cose vane, eppure le descrive perché fanno parte di quel mondo.

Liliana



liliana Oggetto: Parole senza cambiamenti  27 Apr, 2020 - 11:49  Profilo Rispondi citando   

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3 Modi Per Affrontare I Cambiamenti Senza Paura – Daria Sessa

Senza cambiamenti

Sono in molti coloro che attraversano il cosi detto : "mal di stagione o male di primavera" con i sintomi che comunemente si avvertono in questo periodo,ad esempio il senso di stanchezza o il bisogno di maggiori ore di riposo . Tuttavia si tratta di una condizione passeggera che si risolve appena l'organismo riesce a regolare nuovamente l'orologio biologico.

Marcella, persona attiva e volenterosa, regolava quell'orologio, non imdugiando tra le lenzuola,ed anche se con grande sforzo,apriva gli occhi,non mancava di spalancare le finestre,per respirare l'aria pura e salutare i primi tiepidi raggi di sole.

Ogni "primavera",sentiva anche il desiderio di concedersi una breve vacanza per rigenerarsi, ma per realizzare quanto desiderava, doveva seguire concretamente alcuni passi come: "scegliere la Città da visitare, prenotare un Hotel e il biglietto di partenza", cercando le combinazioni più convenienti per le sue possibilità economiche.

Marcella,oltre al viaggio, sperava di sperimentare una nuova pagina di vita,con l'incontro di un vero grande Amore.

Nella Città scelta per la vacanza, luogo bellissimo, ricco di arte, storia e cultura, non mancavano i negozi, per il piacere di fare "Shopping",Visitando un negozio di articoli da regalo,aveva notato la bellezza di un commesso dal nome "Giulio". Egli scriveva su di un notes quanto veniva scelto da lei per gli acquisti,sempre a testa bassa, non la degnava di uno sguardo,

L'atteggiamento di Giulio, meravigliava non poco Marcella,abituata a non passare inosservata per la sua figura alta e slanciata, dal volto arricchito da una folta capigliatura scura ed occhi altrettanto scuri,con ciglie lunghissime,

Giulio aveva percepito il malessere della cliente e,prendendo tra le sue mani quelle di Marcella cominciò a parlare:

Le parole che ti dico, non sono state scritte da me, ma sono molto belle,le ho conservate nel mio cuore che le ha rese immortali e valide per tutti coloro che amano. L’amore è tutto, noi siamo solo piccoli pezzi! Semplici gocce di un mare infinito chiamato:"vita!”.

Continuando ancora a parlare aggiunse:

tutti parlano dell’amore, fanno poemi, temi, a volte viene detto come semplice parola di ripiego,io penso che l’amore non è solo quello di una coppia ma…un sentimento che racchiude in se tante sfumature, dipinte nel quadro del "Creatore". L’amore è dove ogni cosa si fa con il cuore, dove ogni gesto nasce con il solo scopo di fare del bene, L'amore non si può comprare è qualcosa che fa parte di ogni essere, di ogni creatura divina, l’amore come ogni cosa veramente importante non si può spiegare, ma si dona.

L’amore non ha colore, non ha età, non ha razza, non ha confini, non ha religione, l’amore è un vulcano di emozioni, quindi se ti viene donato, prenditene cura perché neanche chi possiede tutto l’oro del mondo può permettersi il lusso di possedere l’anima di un "essere".

Marcella, rientrata dalla vacanza, sentiva che il cuore era stato infinitamente ripagato da chi lo aveva colmato non solo di parole bellisslme, ma anche di tutto quello che rimane indimenticabile .



Liliana

liliana Oggetto: Dalle pagine di un "Diario"Giorno della liberazio  25 Apr, 2020 - 09:51  Profilo Rispondi citando   

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Helga Deen - Wikipedia

«Se da qui guardo fuori dalla finestra vedo betulle, abeti, il cielo azzurro con delle nuvole bianche»

Helga Deen


Le 21 pagine scritte da Helga Deen sono rimaste segrete per più di mezzo secolo. E’ stato Conrad van den Berg, il figlio di Kees, a donare lo scorso gennaio il quaderno di Helga all’archivio di Tilburg. Lo ha fatto in modo semplice, con un’ email : «Ecco il materiale che mio padre mi ha lasciato in eredità». L’archivista Gerrit Kobes lo legge e si accorge subito del valore di quelle pagine, conservate insieme ad alcune lettere in una borsa di cuoio con una penna stilografica, una ciocca di capelli e altri oggetti personali della ragazza. Per ora, soltanto la prima pagina della cronaca di Helga è stata resa pubblica. In Olanda hanno infatti il progetto di celebrare i 60 anni della liberazione dai tedeschi, il 5 maggio 2005, con la pubblicazione del diario. Sabato 30 ottobre, nella Giornata nazionale degli archivi in Olanda, per la prima volta il quaderno sarà mostrato al pubblico.


Helga racconta, il 3 giugno 1943: «Tutto è così terribile. Oh, potrei diventare una dottoressa. Quelle urla isteriche, quella poca disciplina. Tutto quel rumore me lo lascio scivolare sopra il più possibile». All’epoca era molto rischioso tenere un diario e di documenti da un campo di concentramento, fino a ieri, se ne conosceva uno solo: quello vergato da David Koker a Vught, pubblicato nel 1977.

Il 6 giugno 1943 Helga trascrive un trasferimento che l’ha impressionata. «E’ troppo. Sono a pezzi e domani ci sarà di nuovo. Ma se la mia forza di volontà muore, allora muoio anch’io. Questa è una cosa che non va più dimenticata». A sconvolgerla è uno dei convogli più tragici del conflitto mondiale, quello del 6 e del 7 giugno, quando 1.249 bambini ebrei vengono trasferiti dal campo di Vught a quelli di Auschwitz e Sobibor in Polonia.

Il 12 giugno, Helga annota a matita: «Anche se proprio tutti sono gentili con me, mi sento così sola. Ogni giorno vediamo la libertà attraverso il filo spinato». Lei spera di poter lavorare, per rimandare il suo trasferimento. Di lì a poco le comunicano che il 2 luglio potrà andare, «anche se in prova», alla fabbrica della Philips. Poi la doccia fredda: anche lei sarà trasferita. E così compila il diario per l’ultima volta: «Un mese, un giubileo e che giubileo… Debbo far su le mie cose, stamattina la morte di un bambino mi ha messo sottosopra. Ma tutto questo non ha nessuna importanza rispetto a quanto segue: c’è ancora un trasferimento e questa volta faremo anche noi parte del viaggio».

È datata 2 luglio 1943 l’ultima lettera dal campo di Vught; Helga sta per essere portata a Westerbork, breve tappa prima della sua destinazione finale. E’ indirizzata a «Cari voi tre»: Kees, un amico e un’amica. «Siamo dei vagabondi, degli emigranti e dobbiamo quindi sottometterci al loro modo di vivere. Quello che abbiamo passato questi mesi è indescrivibile e per chi non l’ha passato di persona, inconcepibile». Da Westerbork il 13 luglio andrà con i genitori e il fratello Klaus Gottfried al campo di Sobibor, in Polonia, dove la famiglia sarà sterminata il 16 luglio 1943.

Elvira Serra e Marika Viano

(da Il Corriere della sera, 20 ottobre 2004)













liliana Oggetto: Il senso della vita  21 Apr, 2020 - 15:31  Profilo Rispondi citando   

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Il senso della vita



Nel periodo delle festività Natalizie e Pasqualil, era quasi un rito per Marta, riordinare armadi e cassetti, eliminando ciò che era diventato superfluo.Mano a mano che stringeva tra le mani, gli abiti o altri oggetti adoperati e conservati, ritornavano nella sua mente anche felici ricordi. Appariva a volte che la vita, le aveva lasiato in dono "l'immortalità".Tra le cose che Marta riteneva immortali, c'erano i libri,alcuni conservati gelosamente, per la bravura degi autori. come : "Milan Kundera" del quale aveva letto:"l'eredità" e lo scrittore :"Gabriel García Márquez" autore di : "Cent'anni di solitudine ". Questi scrittori, avevano lasciato le opere più significative del "Novecento".

Marta amava molto la lettura,dai suoi amici era chiamata : "topo di biblioteca",nomignolo che non l'offendeva, anzi l'accettava volentieri divertendosi.Spesso cercava di indovinare anche, la personalità del lettore al quale le opere erano consigliate. La risposta nasceva senza difficoltà, scorrendo le pagine nelle quali veniva descritta la biografia dell'autore,che le aveva create. Lo scrittore che riscuote successo, ha letto le cose giuste, ed oltre alla sua fantasia e cultura,si è impegnato molto nella lettura. Per scrivere, bisogna leggere molto, questa passione rende "liberi e felici".E indispensabile leggere ed è meraviglioso, talmente bello che la passione per la lettura dovrebbe essere naturale.

Ancora una volta Marta, si soffermava sul significato delle parole,ed ancora una volta c'era la risposta: "Liberi e felici" sono stati d'animo",simili all'emozioni,sono parte importante della vita psichica e sociale di ogni uomo, esse permettono di stare in relazione con gli altri e di essere,allo stesso tempo,consapevoli di quanto accade, è accaduto, o sta per accadere.

Marta,sentiva sempre più in lei, il desiderio di conoscenza, le domande che affollavano la sua mente erano davvero tante,tra queste :"Rinunciando alla libertà si può essere felici? "La risposta, veniva suggerita dalle tante esperienze fatte anche da altri: Spesso la felicità è legata ai beni materiali,ma non è possibile essere uno "schiavo felice"

Come tutto nella vita, si tratta sempre di scelte, ma per qualunque scelta,ci sono sempre dei piccoli e grandi passi, che possono dare un vero senso al valore della vita stessa. Anche le norme, sono una maniera per organizzare la propria esistenza, nella convinzione di essere protetti dagli "inconvenienti". C'è chi desidera intraprendere uno stile di vita diverso,per cercare maggiore fortuna o c'è anche, chi preferisce la stabilità,tra altre scelte.

Con il senso di responsabilità si accetta l'esistenza nel migliore dei modi,ma la "responsabilità" viene associata spesso alla “colpa”, a volte sono quasi sinonimi, soprattutto quando i risultati sono diversi da quelli attesi. Credenze e meriti, si confondono con le scelte, che impongono di rispettare quanto è richiesto dalla responsabilità, che non deve essere confusa con: "la giustizia o l'ingiustizia" e neppure con la Colpa.

La perfezione non esiste negli esseri umani, ed è giusto accettare anche un fallimento. Affidandosi al senso di quanto viene richiesto dalla vita, è possibile rispondere con quanto suggerisce il cuore, anche se c'è chi preferisce garantirsi una stabilità economica sacrificando le passioni.Ancora una volta si tratta di scelte, ma il senso della vita, viene spiegato meglio con le parole lasciate da un grande uomo:

Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.

(Fëdor Dostoevskij)

Liliana






liliana Oggetto: Un racconto ma con tanta verrità  16 Apr, 2020 - 13:22  Profilo Rispondi citando   

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Frasi sulle bugie e i bugiardi, le menzogne e il mentire ...

Un racconto ma con tanta verita'

In America, c’è la tradizione di accogliere i nuovi vicini con un cestino di benvenuto, pieno di dolcetti, formaggi e bevande.Una buona idea da adottare,per creare buone relazioni all’interno di un palazzo…e non solo! "Non solo", sono parole riferite all'incontro scontro con chi viene indicato con il nome di :"tizio". Questo incontro, non era avvenuto in un palazzo o davanti al portone di casa , neanche in ascensore o nelle vicinanze dell'abitazione,ma semplicemente forse non ci crederete, sulle pagine di un "Sito Web, creato per utenti di età matura".

Con il "tizio,"non c'era mai stato un saluto, neanche un semplice ciao, per rompere il ghiaccio, ma solo una costante antipatia,che cresceva maggiormente, per il carattere presuntuoso e cafonesco del Tizio, che oltre a non possedere alcuna maturità donata dagli anni, ignorava anche l' osservanza della "netiquet", approfittando che in quel "sito" mancava la figura del moderatore.

Non è mai piacevole incontrare persone prive di amabilità, un saluto, anche se fatto con un semplice gesto della mano, può sostituire una carezza, ed il cuore può ricevere calore,con una semplice parola. Tutto è possibile per donare piacere e rompere il ghiaccio dell'indifferenza, ed anche se l'umanità ha fatto passi da gigante "nella conoscenza", più si conosce,meno si avanza, per rendersi conto di quanto poco si riesce ad afferrare dall'Universo e dai suoi misteri.

Per superare contraddizioni e conflitti, diventa necessaria l'accettazione di se stessi, perchè nel cervello,ci sono delle stanze segrete che nessuno conoscerà mai, senza l'uso della parola.Parole che ricordano che i dilemmi anziché diminuire aumentano,ed il tempo lascia imparare, che a volte, anziché sforzarsi di trovare risposte, vale la pena concentrarsi sulle domande.

Le domande,sono diverse e davvero moltissime,tante di queste incuriosiscono, anche senza avere risposte precise.Ci sono pensieri che avanzano, per intraprendere una frenetica corsa,molte domande sono simili tra loro come: "Si corre per andare dove e perché?"

"Quale utilità si ricava correndo o restando fermi?"

"Ci vuole veramente tanto coraggio per rallentare una corsa o cambiare strada?"

Ma il coraggio ci vuole, per dire a se stessi di restare fermi o correre? E' se fossimo spersi in una foresta, pensando:

posso farcela, basta organizzarmi, stringere i denti, per pensare ad altro...
Il cervello si lascia organizzare o ricomincia a correre?Socrate, un grande saggio del mondo antico diceva:


Il vero sapiente è colui che sa di non sapere.

Per superare contraddizioni e conflitti, diventa necessaria l'accettazione di se stessi, perchè nel cervello,ci sono delle stanze segrete che nessuno conoscerà mai, senza l'uso della "parola", che non è una fredda disciplina, ma è spirito critico e occhio lucido sulla realtà. Con la realtà vengono accettati gioie e dolori, ma per superare contraddizioni e conflitti, bisogna essere indulgenti

"non solo con se stessi"






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liliana Oggetto: Leggende e verità  14 Apr, 2020 - 20:59  Profilo Rispondi citando   

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MILANO | LA LEGGENDA DELLA COLONNA DEL DIAVOLO | ZONA SANTAMBROGIO ...

Leggende e verità

Da tempo Sara, desiderava avere un'idea,non solo dal punto di vista contenutistico, ma anche dal punto di vista ricordi.Di ogni persona incontrata non ricordava mai i nomi o i volti, ma non dimenticava i colori degli abiti, degli occhi o il colore dei capelli....Forse meno il tono della voce, ma nel momento stesso in cui vedeva un'azione, entrava anch'essa più vicina alla scena,come accade nei film, perchè adorava il cinema, ma adorava anche camminare all'aria aperta.



Quando c’era il sole,amava restare sul prato,intorno solo un silenzio irreale.che lasciava ritrovare la pace con il senso delle piccole cose e la grandezza di tutto quello che si ha. Intorno le margheritine tante e vicine,quasi unite in un abbraccio da suscitare invidia,Sara aveva sorriso loro, con un moto di tenerezza, per quello a cui oggi non si deve rinunciare, per quel punto interrogativo che spesso si affaccia,ma non toglie serenità.Tutto intorno è luce appaiono e scompaiono senza "smitizzare" i miti, ma al contrario con la preoccupazione, di salvaguardarne assieme alla sostanza, anche il sapore.




Il sapore è certamente inconfondibile,in ispecialmodo tuffandosi nelle leggende,ad esempio quella della basilica di Sant'Ambrogio.Sul lato sinistro della basilica di Sant'Ambrigio c'è una colonna di epoca romana. Questa colonna presenta due fori che, secondo la leggenda, sarebbero stati generati da una testata del diavolo. Da notizie raccolte dal web, la leggenda narra che una mattina Sant'Ambrogio, passeggiando per il cortile della basilica, incontrò Satana che cercava di convincerlo a rinunciare dal portare avanti il suo compito di vescovo.




Il Diavolo gli si avvicinò per tentarlo nuovamente, ma S.Ambrogio lo colpì con un calcio, facendolo andare a sbattere con le corna contro la colonna, formando i due buchi. Il diavolo rimase incastrato nella colonna fino al giorno seguente, quando scomparve nella colonna passando per uno dei due fori, creando così un varco verso l'inferno. Ancora oggi si dice che, accostandosi in prossimità dei buchi, si riesca a percepire odore di zolfo e a sentire il ribollir dello Stige, il fiume infernale e che, nella notte precedente alla domenica di Pasqua, si possa intravedere il carro delle anime che porta i dannati all'inferno, alla cui guida c'è il Diavolo in persona.



Liliana
liliana Oggetto: Il momento giusto  10 Apr, 2020 - 16:32  Profilo Rispondi citando   

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pazienza 1



Il momento giusto

Francesca da molto tempo,desiderava incontrare un esperto, per un parere o consiglio che riguardava la sua vita privata, ma quanto voleva attuare,non appariva facile, perchè parlare dei suoi problemi, poteva essere liberatorio per l'anima,ma non per la capacità della sua vita interiore.

La paura spesso, si produceva in varie situazioni,ad esempio quando doveva trovarsi in pubblico,Anche se non impediva la sua normale vita svolta in vari settori, la timidezza cominciava a diventare un problema da risolvere, Non era da paragonare all'ansia o fobia sociale,quando la persona è completamente bloccata dalla paura degli altri,ma tuttavia diventava sempre una situazione spiacevole

Ogni decisone da prendere,diventava difficile per Francesca,ed anche se aveva trovato l'inditizzo, di un bravo professionista esperto nella materia,il coraggio di formare il numero telefonico per incontrarlo, le mancava.

Ragionando,cercava di trovare la forza dentro se stessa, pensando che tutto sommato lo psicologo, non è uno “strizza cervelli” o uno “strizza persone”,non si può vedere neanche come mago, che con la bacchetta magica risolve ogni tipo di problema, ma solo riponendo in lui fiducia, si può pensare che dall'alto del suo sapere, egli valuta il problema, ed in base alla sua preparazione,per competenza e sensibilità è possibile risolverlo.

Un consiglio si riceve da un amico, non è compito dello psicologo! Un bravo professionista non ha soluzioni pronte all'uso, proprio perchè sfatando il luogo comune, non ha la bacchetta magica tra i suoi strumenti di lavoro. Lo strumento più utilizzato è la parola, il dialogo che avvicina, che permette di conoscere, che aiuta a comprendere, che porta i nodi al pettine e che il più delle volte li scioglie

La possibilità di ridefinire la propria vita, per dare una nuova chiave di lettura agli eventi che l'avevano riempita, diventava per Francesca un'occasione per rivalutarla nuovamente. Se ad accompagnarla

nell' avventura dell'esistenza,c'èra un compagno veramente valido, tutto diventava anche rassicurante, perchè un compagno di viaggio ascolta, partecipa ma non giudica ne tanto meno consiglia.

Quanto distingue un "Capo" è fondamentale: "pianifica, organizza, gestisce, controlla". A ben pensare, il simpatico collega che da poco faceva parte del suo stesso ufficio, possedeva le qualità per essere un vero "Capo," nel lavoro, suggeriva consigli o strumenti utili per agevolare tutti gli altri a realizzarsi, con responsabilità ed estrema sicurezza.

Francesca questa volta, aveva la certezza che era venuto il momento giusto per prevedere il futuro....



Liliana




liliana Oggetto: Senza ripetizioni  06 Apr, 2020 - 15:21  Profilo Rispondi citando   

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Senza ripetizioni



Rivolgendomi al cielo chiedo :"quando finirà questa brutta pandemia ? Consultando il vocabolario,insieme alle tante notizie, trovo spiegazioni sul "punto interrogativo e esclamativo." Tutto è davvero interessante ma non è certo, quanto volevo conoscere,anche se proprio nel "punto" si evidenzia ogni potere.

Nel 1894 un'altra pandemia di peste bubbonica originò dalla provincia cinese sudoccidentale dello Yunnan, e si diffuse poi a Canton e Hong Kong, raggiungendo Mumbai nel 1896. Nel 1900 aveva raggiunto i porti di ogni continente, perchè molti ratti infetti,avevano viaggiato sui piroscafi, lungo le rotte dei commerci internazionali. In trent'anni l'epidemia uccise, solo in India, 12 milioni di persone

Prima del Covid-19, almeno altre 13 pandemie hanno infierito negli ultimi 3000 anni, ma i virus o i batteri si estinguevano presto.

La differenza che oggi esiste, è che non ci sono città rimaste al "Medioevo europeo", sporche e sovrappopolate, ma sono diventate anch'esse assassine. Questa pandemia, largamente annunciata dalla storia, come spesso accade, non ha predisposto un piano di emergenza preventiva. La nostra Nazione :"L' Italia", ha un sistema sanitario che il mondo invidia, ma dovrà rafforzarlo per dare senso al diritto costituzionale della salute, per salvare vite, per contenere il contagio.

Nel 1894 un'altra pandemia di peste bubbonica originò dalla provincia cinese sudoccidentale dello Yunnan, e si diffuse poi a Canton e Hong Kong, raggiungendo Mumbai nel 1896. Per il 1900 aveva raggiunto i porti di ogni continente, portata da ratti infetti che viaggiavano sui piroscafi, lungo le rotte dei commerci internazionali. In trent'anni l'epidemia uccise, solo in India, 12 milioni di persone

Nonostante l'origine della Morte Nera sia spesso associata a topi e pulci, il vettore originale fu con maggiore probabilità un mammifero, come la marmotta (Marmota Blumenbach) o il grande gerbillo (Rhombomys opimus Lichtenstein). Entrambi sono roditori socievoli: le marmotte misurano dai 30 ai 60 centimetri, mentre i grandi gerbilli circa 20 centimetri; le marmotte, in particolare, sono così diffuse che Marco Polo le definì "topi di Faraone". È probabile che una pulce abbia punto una marmotta o un grande gerbillo, e che il roditore abbia poi trasmesso il batterio a un umano.

Nel 1894 un'altra pandemia di peste bubbonica originò dalla provincia cinese sudoccidentale dello Yunnan, e si diffuse poi a Canton e Hong Kong, raggiungendo Mumbai nel 1896. Per il 1900 aveva raggiunto i porti di ogni continente, portata da ratti infetti che viaggiavano sui piroscafi, lungo le rotte dei commerci internazionali. In trent'anni l'epidemia uccise, solo in India, 12 milioni di persone.

Aggiungo a questi ricordi, le fesserie di carattere sociale, come la bufala (fake news) della donna di Wuhan che avrebbe cucinato e messo in tavola una zuppa di pipistrello, e aperto così la strada al coronavirus.

Anche se i pipistrelli potrebbero (forse) essere all'origine dell'espandersi dell'epidemia, la storia della "zuppa di pipistrello" nasce nel sud del Pacifico, non in Cina, per un noto programma di viaggi di una blogger cinese,
Wang Mengyun,

Nel web,le pagine da scrivere per riportare notizie come favole, sono tante, spero di scrivere nel prossimo racconto, solo quelle"Senza ripetizione"ma con la forza di allietare i cuori

L.M.


























liliana Oggetto: Sentimenti  05 Apr, 2020 - 14:34  Profilo Rispondi citando   

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Oggi è una giornata particolare che lascia vivere molti ricordi

Dal web "Ricordi nel cassetto", scelgo questo racconto,che vede i miei sentimenti, molto simili a quelli della scrittrice "Francesca Alderisi".

L'importanza dei sentimenti - Interris.it

E’ proprio curioso come negli ultimi tempi le mie giornate cambiano all’improvviso per strane coincidenze. Ieri avevo deciso di trattare tutt’altro argomento nel blog, avrei voluto spiegarvi perché è molto importante rimanere in tema quando propongo argomenti di servizio, avrei voluto rispondere ad alcuni vostri commenti, ma poi……. Poi sono andata a fare un saluto ai miei genitori e quando sono entrata in camera mia ho trovato bene in vista sul mio letto alcuni ricordi di mia nonna. Di solito non si pensa mai che quando muore un parente, le persone di famiglia non solo devono convivere con il dolore di una perdita ma si trovano anche ad essere partecipi di una serie di “operazioni” organizzative, tra le quali riordinare gli effetti personali del defunto.

Vi racconto questo perché proprio pochi giorni fa mia madre è stata a Napoli con mia zia e mio padre per iniziare a “svuotare” la casa di mia nonna. Appena l’ho saputo le ho chiesto di portarmi qualcosa: in quella casa sono cresciuta ed ho tutti i miei ricordi di bambina.

Quando ci sono tornata pochi mesi fa a Natale tutto sembrava molto più piccolo, ma per il resto il tempo si era fermato. La cosa che mi ha colpito di più è come l’odore di quella casa fosse rimasto immutato negli anni: un odore di pulito, di bucato appena fatto, ma anche di pane, un misto di profumi rassicuranti che ti fanno sentire in un luogo familiare. Ieri entrando in camera mia proprio non ci pensavo, quando all’improvviso sul mio letto ho trovato un anello di mia nonna, il suo rosario ed una fotografia. Vi confesso che ho provato una sensazione molto forte, in questo periodo tutte le sensazioni che provo sono amplificate ed io ancora più ricettiva del solito nel percepire piccole sfumature di vita. Quanti ricordi sono nascosti nei cassetti. Quanti oggetti spesso piccoli e di poco valore, che invece racchiudono emozioni vissute in momenti speciali.

Io conservo fiori, lettere, talvolta anche piccole cose che raccolgo per strada, come ad esempio una ghianda trovata tanti anni fa, alcuni sassi presi in luoghi a me cari e perfino un bottone che mi ha regalato uno spazzacamino durante un’intervista, si dice che porti fortuna. Quante fotografie sbiadite solo sulla carta, ma ancora ben nitide nella nostra memoria. Dietro quella che vedete c’è una dedica che ho scritto il 25 aprile del 1977 “Ai carissimi nonni, con tanto affetto in ricordo della mia Prima Comunione. Francesca.” Avevo nove anni e di quel giorno sinceramente non ricordo molto.

Avevo tanto desiderato un vestito con il velo come quello di mia cugina, invece mi sono ritrovata vestita da suorina e la cosa non mi era piaciuta molto (mi si legge in faccia!!). Guardando quella fotografia mi vedo piccola piccola, non so se lo fossi realmente o se il sacerdote era particolarmente alto, una cosa è certa, ero molto impaurita.

Oggi è la domenica delle Palme ed ho deciso che andrò a messa. Non lo faccio spesso. Pensandoci bene ultimamente però mi è capitato di andare a messa durante quasi tutti i miei viaggi all’estero. Ho partecipato a varie funzioni religiose italiane: a Chicago, a New York, a Brooklyn ed ultimamente in Australia, ad Adelaide. Mi è piaciuto molto e credo che ascoltare una messa in italiano quando si è in un paese lontano sia molto importante.

In fondo una delle prime necessità delle comunità italiane emigrate anni fa è stata proprio quella di aggregarsi in occasioni religiose. Nell’augurarvi buona Domenica delle Palme vi invito, se vi va, a farmi sapere se nella zona dove abitate ci sono chiese in cui vengono celebrate messe in lingua italiana e se siete soliti frequentarle.

Oggi quando farò la comunione mi sentirò di nuovo un pò bambina e ringrazio i miei nonni per avere conservato in tutti questi anni in un cassetto tra le cose care la fotografia della loro prima nipote nel giorno della Prima Comunione….era un evento importante ed io forse troppo piccola per capirlo veramente.




Scritto da Francesca Alderisi nelle categorie Francesca, Sentimenti











liliana Oggetto: L'amore ai tempi del colera  27 Mar, 2020 - 11:23  Profilo Rispondi citando   

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L'amore ai tempi del colera - Film - RaiPlay

La vicenda riguarda un lontano passato,con
molti avvenimenti che hanno fatto storia .

L’amore al tempo del colera” è una storia di fede incrollabile nell’Amore, un inno alla vita, il bisogno di credere che quello che aspettiamo da qualche parte ci sia.


Garcìa Màrquez in questo splendido romanzo ,dà parola all’amore attraverso la bocca di Fiorentino Ariza con questa semplice frase:

Il Cuore ha più stanze di un albergo”; ne esplora la natura in tutte le sue sfaccettature: amore non corrisposto, amore coniugale, amore platonico, amore arrabbiato, amore geloso, amore giovane, amore adulterino, amore a distanza, amore negli anziani.

La storia inizia negli ultimi anni dell’Ottocento a Cartagena, città magica e sensuale e ripercorre cinquant’anni di vita del protagonista. Il ventenne telegrafista, rimasto folgorato dalla visione dell’incantevole Fermina, trova il coraggio d’intrecciare con lei una tenera corrispondenza fatta di bigliettini lasciati dietro alla statua di una fontana galeotta; prudentemente e lentamente l’amore viene corrisposto. La felicità di Florentino è tale da chiedere Fermina in sposa. Ma il padre della ragazza, ricchissimo uomo d’affari, categoricamente contrario al matrimonio tra i due, porta la giovane in un’altra città e la dà in sposa ad un rispettato dottore.

Florentino passerà il mezzo secolo a venire tra conquiste femminili che non gli rapiranno mai il cuore e la carriera nella compagnia fluviale dello zio, di cui diverrà infine proprietario: ma non passerà mai giorno senza un pensiero ed un sospiro dedicato alla sua amata.

Le condoglianze per la morte del dottor Juvenal Urbino,marito di Fermina, sarà finalmente l’occasione per riaffermare garbatamente alla donna quell’amore coltivato per, appunto, “Cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese”

Un racconto accattivante, magico e poetico, che si ripropone oggi, per essere letto tutto d’un fiato.......

L.M.

liliana Oggetto: Pandemie  17 Mar, 2020 - 15:27  Profilo Rispondi citando   

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Risultato immagini per il virus

Dal passato ai nosstri giorni

Dal web

L'11 marzo 2020, l'Oms, che in un primo momento lo aveva classificato come "epidemia", annuncia che il Covid-19 è ufficialmente una nuova pandemia (COSA CAMBIA). Proprio come alcuni flagelli del passato che, in momenti diversi della storia dell’uomo, hanno provocato migliaia o milioni di vittime. Spesso senza che si riuscisse a individuarne la causa, almeno fino all’Ottocento. Ecco quali sono state le peggiori pandemie che si ricordino

La peste nera del Trecento

Una delle prime pandemie di cui si ha traccia è quella di febbre tifoide durante la guerra del Peloponneso, nel V secolo avanti Cristo. Il focolaio della cosiddetta “peste di Atene” colpì gran parte del Mediterraneo orientale. Nelle cronache del VI secolo dopo Cristo trova invece largo spazio il morbo di Giustiniano, una pandemia di peste bubbonica che, sotto il regno dell’imperatore Giustiniano I, dal quale prese il nome, si abbatté sui territori dell’Impero bizantino e in particolar modo su Costantinopoli. Ma fu la grande peste nera del 1300 la peggiore per la popolazione europea, che ne uscì decimata. La pandemia fu probabilmente importata dal Nord della Cina. Nei secoli successivi si sono succedute periodiche pandemie di colera e il vaiolo, ribattezzata la “malattia democratica” perché uccideva tanto i poveri quanto i sovrani, come Luigi XV di Francia.

Il flagello della Spagnola


Nel XX secolo, l’enorme crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo dei mezzi di trasporto moderni, insieme a tanti benefici, hanno permesso anche ai virus di viaggiare rapidamente da una parte all’altra del pianeta, arrivando incolumi dall’estremo Est sul suolo europeo o americano. La madre di tutte le pandemie, ancora più grave perché sviluppatasi in concomitanza con la Prima guerra mondiale, risale infatti al Novecento ed è l’influenza Spagnola, chiamata così perché le prime notizie su di essa furono riportate dai giornali della Spagna che, non essendo coinvolta nel conflitto mondiale, non era soggetta alla censura di guerra. Il virus contagiò mezzo miliardo di persone uccidendone almeno 25 milioni, anche se alcune stime parlano di 50-100 milioni di morti. Si calcola che morì dal 3 al 6% della popolazione mondiale. Identificata per la prima volta in Kansas nel 1918, la Spagnola era causata da un ceppo virale H1N1.

I virus del secondo Dopoguerra

Nel 1957 tornò la paura del contagio con la cosiddetta influenza Asiatica, un virus A H2N2 isolato per la prima volta in Cina. In questo caso, venne messo a punto in tempi record un vaccino che permise di frenare e poi di spegnere del tutto la pandemia, dichiarata conclusa nel 1960. Nel frattempo, però, erano morte due milioni di persone. Sempre dall’Asia, caratterizzata da aree densamente popolate, un’igiene non sempre appropriata e - almeno fino alla fine del secolo scorso - uno scarso livello di strutture sanitarie, nel 1968 arrivò l’influenza di Hong Kong, un tipo di influenza aviaria, abbastanza simile all’Asiatica, che in due anni uccise dalle 750mila ai 2 milioni di persone, di cui 34mila solo negli Stati Uniti.

Sars e “suina

Nel nuovo millennio il primo allarme mondiale è scattato nel 2003 per la Sars, acronimo di “Sindrome acuta respiratoria grave”, una forma atipica di polmonite apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong in Cina. In un anno la Sars uccise 800 persone, tra cui il medico italiano Carlo Urbani, il primo a identificare il virus che lo ha poi stroncato. Venne classificata come epidemia e non come pandemia.

Risale invece al 2009 l’impropriamente detta “influenza suina”, causato da un virus A H1N1. Enorme l’allarme anche in Italia, dove furono oltre un milione e mezzo le persone contagiate. La paura rientrò quando fu chiaro che il tasso di mortalità era inferiore anche a quello della normale influenza.

Covid-19

Il caso più recente di pandemia è quello del dicembre del 2019 quando, in Cina, compare un nuovo virus nella città di Wuhan: si tratta di un nuovo coronavirus, che provoca la malattia rinominata Covid-19 (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata). I sintomi sono problemi respiratori e febbre. Nei casi più gravi l’infezione può portare a polmonite, sindrome respiratoria acuta grave (SARS), insufficienza renale e persino alla morte. Il virus si trasmette da persona a persona. L'11 gennaio 2020 è confermata la prima vittima nel Paese asiatico e il 13 il primo decesso fuori dai confini, in Thailandia. Poi si iniziano a registrare casi in tutto il mondo, dalla Francia agli Usa, passando per la Corea del Sud, il Giappone e l'India. Fino ad arrivare all'Italia, dove a fine gennaio si registrano i primi due casi: si tratta di due turisti cinesi che sono stati ricoverati in isolamento all'ospedale Spallanzani. Il 30 gennaio l'Oms dichiara l'emergenza globale. I contagi continuano a salire e nel momento in cui l'Oms la dichiara ufficialmente una pandemia, se ne contano oltre 126mila con più di 4mila morti, la maggior parte dei quali in Cina. In Italia, i focolai maggiori sono nel Lodigiano e in Veneto, ma presto si hanno notizie di migliaia di casi su buona parte del territorio nazionale. I morti centinaia, la maggior parte anziani e con patologie pregresse. I Paesi, compresa l'Italia, limitano i viaggi e prendono provvedimenti per la chiusura di spazi pubblici e - come nel caso italiano - di tutte le scuole. In seguito, con un nuovo decreto, vengono garantiti esclusivamente alimentari, farmacie, trasporti e servizi essenziali come quelli postali e finanziari.

Concludo con :

"Andrà tutto bene! Si avrà solo una nuova storia da raccontare!"

LM



























liliana Oggetto: Merito e Successo  06 Mar, 2020 - 16:44  Profilo Rispondi citando   

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creatività

MERITO E SUCCESSO

Nel mondo dell'arte,molte opere di indiscusso valore artistico,hanno ricevuto meriti e successi,solo a distanza di anni o dopo la morte fisica dell' artista che aveva creato il capolavoro,ma è accaduto anche, che molti artisti,non hanno mai visto il premio dei loro meriti,

Il protagonista assoluto di questo 2020 sarà Raffaello: quest’anno, infatti, ricorre il quinto centenario dalla scomparsa del genio Urbinate.

Il 6 aprile 1520, lo stesso giorno del suo compleanno, Raffaello muore dopo quindici giorni di febbre e salassi inutili. La reale causa della malattia resterà però un mistero: dopo 500 anni la sua morte è ancora un mistero: sifilide o avvelenamento? La reale causa della malattia resterà però un mistero: le ipotesi sono affascinanti, e contribuiscono a farci conoscere meglio anche la sua vita.

Nel mondo dell'arte, bisognava entrare quasi in punta di piedi e Armando appassionato d'arte, come tutti gli appassionati della materia,amava circondarsi di amici che avevano o amavano la creatività.

Tra i suoi amici più intimi c'era:"Alberto",amico del cuore,compagno di banco,dal tempo della sua frequentazione alla scuola elementare.

Alberto, amava scrivere e nell'età adulta,aveva continuato a coltivare la sua passione,diventando:"un bravo scrittore".

In lui era evidente il legame con le parole,le stesse che lo conducevano tra molti ricordi,facendo percepire anche agli altri.una sua propria e discreta forza.

Attraverso la cultura, Armando evidenziava la sua sensibilità, che con

l' esperienze della parola, prendeva poi con sé molti significati, ragione che bisognava fare attenzione al suo uso.

In ogni situazione della vita quotidiana,le parole possono curare o turbare, anche l’anima.

Lisetta,unica figlia di Alberto,aveva dato ad Armando la notizia della morte di suo padre. L'immenso dolore provato, per la perdita del suo caro amico, non era possibile immaginarlo. In seguito, attraverso i racconti di Lisetta,aveva appreso minuziosamente,lo stoicismo della sua sofferenza fisica, sopportata durante la brevissima malattia.

La maggiore afflizione da lui provata, era stata l'impossibilità, di prendere ancora nelle sue mani, l'amata penna.

Nel clima freddo che aveva preceduto quei giorni,anche senza scrivere,Alberto aveva raccontato a Lisetta, i tempi della scuola,dove i balli tra ragazze e ragazzi,non faceva sentire il freddo della stagione invernale.

Di tutte le vicende raccontate da Alberto a sua figlia Lisetta,ciò che aveva maggiormente commosso Armando, era stato il ricordo della cantina della scuola,dove a turno si recavano gli studenti, per prelevare il materiale occorrente per scrivere,come quaderni, penne o matite. Inchiodato ad una parete di quel sottoscala, spiccava un enorme "Cristo Crocifisso", quasi per esortare tutti i ragazzi ad essere buoni, per avere

"merito e successo",

Il dramma del Cristo non sfuggiva a nessuno, penetrava anche negli archivi della mente, che lasciava entrare in tutti è per sempre, una sola traccia di quella anonima massa di luce che illuminava un cartello affisso sulla porta, dove spiccavano lr parole:



L'arte non si può separare dalla vita. È l'espressione della più grande necessità della quale la vita è capace.”Rober Henri


Liliana

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