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| frankco |
Oggetto: Sissy. 02 Set, 2010 - 16:24
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Avevo conosciuto Sissy per radio, trasmetteva sui dieci metri nonostante non ne avesse il permesso; ma allora, nel 1970, i controlli della polizia delle trasmissioni erano sporadici e nessuno ci badava se qualche intruso usava la banda dei radioamatori impropriamente, nonostante fosse soltanto abilitato a usare quella dei Cb. Presi il treno per Venezia e in mezz'ora fui alla stazione centrale. Erano appena le due pomeridiane, ed era una di quelle giornate in cui il sole si nasconde frequentemente, come avesse fretta di arrivare il prima possibile a sera;le nubi in cielo correvano da un tetto ad un'altro e parevano promettere molta pioggia che ancora non veniva come stesse aspettando un qualche misterioso segnale per bagnare i sogni degli ottimisti; e gia' le ombre dei vecchi palazzi si confondevano quasi annegando nelle acque limacciose della vecchia citta', e i primi fanali s'illuminavano precocemente dando fine alle poche ore di chiarore solare di una giornata brevissima; i passanti erano frettolosi perche' tirava un vento gelido sulle calli strette, giravano imbaccuccati con sciarpe e cappelli calati con forza davanti agli occhi e, contagiato dala medesima sveltezza di passo, presi la direzione della Giudecca dove avevamo fissato l'appuntamento , io e Sissy. Non sapevo che faccia avesse Sissy, ero solo al corrente che aveva poco piu' di vent'anni, un paio meno dei miei, e che aveva una voce soave; sapevo anche che era parecchio sveglia e che se appena cercavi di prenderla in giro per scherzo, ti rispondeva per le rime usando anche vocaboli non proprio gentili. l'uso della radio fa conoscere tra loro persone quasi come il forum: sai tutto o quasi della personalita' dell'interlocutore, ma non ne sai niente delle sue fattezze, lacuna curiosa che il tuo cervello colma con immagini prese a prestito da conoscenze passate nella propria vita. Io avevo associato la voce di Sissy ad una bellissima attrice americana, e di questa avevo preso in prestito anche il volto che era altrettanto attraente; naturalmente sapevo che potevo restar deluso, ma l'alibi della amicizia come motivo principale dell'incontro mi rendeva l'avventura sopportabile . Sapevamo comunque della nascita di un'affezione reciproca, fatta di tantissime parole in interminabili colloqui radiofonici notturni; la ragazza mi era stata presentata, se cosi' si puo' dire, da un'altro radioamatore; per radio avevo detto a costui che ero un po' nei pasticci per via di un guasto sporadico che mi si presentava nel ricetrasmettitore quando passavo ad una potenza superiore, quando dovevo farmi sentire piu' lontano, e il segnale mi si accucciava, calava, nonostante assorbissi piu' corrente dall'alimentatore; DELTA1, cosi' era il suo nik, mi assicuro' che quando avessi parlato con Sissy il pasticcio si sarebbe automaticamente risolto: lei, disse, e' una specialista di radio e ne sa' piu' di tutti noi sui guasti dei trasmettitori. Ed in effetti, dopo qualche colloquio con la sorprendente e competente ragazza, misi in accordo i circuiti dietro suoi suggerimenti appropriati. Segui' poi, dopo la parentesi elettronica, una sporadica frequentazione via etere, che si infitti' man mano che passava il tempo, imparai a conoscerla e a conoscere i suoi vari lati emotivi . Cosi' subito dopo l'inverno l'inverno e, subito dopo il carnevale della citta', in seguito ad una litigata che la ragazza ebbe col suo innamorato, decidemmo di incontrarci, anzi lei decise di incontrarmi.Ora ero in cammino sui ponti e non avevo fretta di vederla; l'emozione era sproporzionata all'evento, dovevamo solo continuare le chiacchere che ci scambiavamo per radio, salvo......solo che adesso l'avrei vista e le ginocchia mi si piegavano per l'emozione; mi ripetei all'infinito che probabilmente Sissy non era quella che immaginavo, che era bassina e magari deturpata dall'acne, o magari di venti chili piu' della media delle ragazze in circolazione. Stranamente nei nostri frequenti colloqui avevamo accennato vagamente alle nostre caratteristiche fisiche, come che la cosa non fosse importante ai fini dell'amicizia. Quando arrivai nel quartiere della Giudecca, domandai del bar dell'appuntamento, ed una signora me lo indico' prontamente; il locale era parecchio fornito di finestre, e da fuori si poteva comodamente osservarne l'interno; era illuminato per via della giornata uggiosa, oppure era sempre cosi' forse per attirare turisti e clienti;cosi' scoraggiato dall'emozione cominciai a scrutare da fuori non trovando la forza nelle gambe per entrare; c'erano una decina d'avventori e quasi tutti di sesso femminile; una ragazza stava seduta di spalle e mi parve essere sissy, cosi' almeno mi diceva l'istinto; ma poi entro' uno e gli si accomodo' molto vicino mettendogli una mano sulla spalla; piu' in la', in un'altro tavolino, scorsi una bellezza femminile che non saprei descrivere da come si avvicinava alla perfezione, da quanto di meglio di grazioso e flessuoso puo' presentare al femminile un essere umano; un viso perfetto, una bocca sensuale che avevo solo visto in sogno, e dei capelli nerissimi che fluivano come una leggera onda marina tra le spalle e scapole ; sopra il tavolo una bibita e, appoggiato, anche, un microfono per radio che era il segnale di riconoscimento convenuto tra noi.Durante il lasso di tempo che assediai il locale, Sissy si alzo' piu' volte e la perfezione del suo fisico mi scoraggio' ulteriormente a presentarmi al suo cospetto;era sull'uno e settantacinque ed era in minigonna che portava con disinvoltura possedendo due gambe infinite e da ammirare senza ritegno; mi sarei preso a schiaffi volentieri, ma la timidezza ebbe la meglio sul coraggio, e, dopo un'ora, ero sul treno diretto a casa sconfitto da un sogno che in quel momento mi sembrava irraggiungibile. |
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| liliana |
Oggetto: L'illuminazione 25 Ago, 2010 - 09:49
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 L'illuminazione di: Lim
Antonio pensava che molti uomini, cominciano un po' tardi a rendersi conto che l'universo, è composto di energia dinamica, e non di semplice materia. La sacralità è un'energia che esiste ,è un campo che si può percepire e intuire. L'isola che gli aveva dato il Natale, era impregnata da atmosfera divina. Amava molto la Sardegna,la terra dove aveva visto la luce. Tutto merito della mamma, che soggetta a continui trasferimenti per aver sposato un militare, desiderava che la nascita del suo primo figlio, avvenisse nella terra che amava. Anche Antonio,non sapeva stare lontano da quella magica isola; la Sardegna, gli aveva dato l'occasione dell'esperienze più significative della sua vita. La conoscenza di Lara la sua amata compagna,era avvenuta in quel luogo.Aveva vissuto con pienezza e abbandono quell'amore, pareva sentissero la stessa attrazione, gli stessi occhi illuminati dal desiderio. Con la perdita di Lara e solo dopo la sua scomparsa, aveva deciso di dare alla sua esistenza un percorso diverso. Aveva appreso, che è possibile proiettare la propria energia concentrandosi nella direzione scelta, influenzando altri sistemi energetici per le coincidenze dell'esistenza. Il suo pensiero, era sovente rivolto a sua moglie Lara, ormai da anni non più accanto a lui, ragione che,lo spronavano ad altri apprendimenti, per avvicinarsi alla dimensione dove immagginava lei fosse, Gli pareva di rinnovare con lei un nuovo fidanzamento, la promessa di eterno amore,non era mai stata dimenticata, stava attraversando soltanto un percorso diverso. Una specie di risveglio, che per lui, rappresentava il sorgere di una nuova e più completa visione del mondo; dove lo scopo dell'esistenza umana, si inoltrava oltre la vera natura, di quello che la vista porta a vedere. Bisognava inoltrarsi in qualcosa di nuovo per dimenticare il passato;una specie di viaggio, dove aveva preso coscienza che la vita, diventa una missione personale che aumenta il numero di coincidenze misteriose che guidano verso il destino. All'inizio, è come rispondere a una domanda, poi sogni, fantasticherie e intuizioni, portano le risposte; di solito appaiono fornite in modo sincronico dalla saggezza, come venissero da un altro essere umano. Aveva scoperto finalmente di entrare in un luogo di sconvolgente bellezza:”Shambalha” il grande potere della preghiera. Comprendere la forza del pensiero, che può dirigere il corso del destino, influenzando i sogni e le aspirazioni di ciascuno; creare un livello alto di energia, indirizzandola verso potenziali più grandi nella visione del mondo. Sempre aveva aspirato di appartenere ad una società illuminante, che sapesse esprimere la dignità dell’esperienza umana. Unendo la visione spirituale e pratica alla vita quotidiana,nasce l’esperienza di una vita individuale significativa nell’ambito della“visione shambhala”; il cuore umano rigenerato,conduce ad un continuo risvegliarsi, anche nel mezzo dell’aggressività, dell’arroganza e della depressione,con verità semplici, fondamentali ed eterne. Antonio, spinto dal dolore,nell'infinita sofferenza, prendeva finalmente coscienza attraverso la sua ricerca, che tutto può essere condiviso con la mente, basta osservare un certo controllo su se stessi, per pensare in maniera indipendente. La visione del mondo predominante è sempre un campo gigantesco di credenze e aspettative. Sentiva che aveva raggiunto finalmente:”La Decima illuminazione”con la capacità di essere ottimista e di rimanere spiritualmente attivo. Le esperienze della vita, con la scomparsa di Lara, gli facevano guardare l'esistenza,senza accrescere le paure. Pensava che tutti siamo anime in crescita e possediamo un'intenzione originaria in grado di andare nella prospettiva più elevata dell'Aldilà. Finalmente sapeva quello che gli restava da fare;aveva acquisito la conoscenza, che le vicende personali si verificano nell'ambito di una lunga storia. Doveva permettersi un risveglio, da tutto ciò che è umano. Un lungo percorso, per spiritualizzare la dimensione fisica che finalmente con la “Decima illuminazione” allontanava la polarizzazione dell' insicurezza superandola L' aspettativa nella forza della preghiera, era tesa a realizzare ciò che desiderava, per essere condotto a progredire, nella scelta consapevole tra due possibili futuri. Con la pratica spirituale, si tuffava nel mondo, in modo gentile, impavido e sveglio. Senza tralasciare la sopravvivenza, delle numerose e spesso esigenti opportunità della vita. Non erano mai da lui tralasciati argomenti, per confrontarsi con insegnamenti e valori che, nella loro universalità, possono unire, e non certo dividere. Antonio, aveva fatto la scelta di coltivare una sana spiritualità, nel senso più ampio di questo termine, scambiando riflessioni, opinioni e commenti sui ricchi contenuti offerti dall'esistenza. Forse la dimensione giusta per accettare la continuità della vita.
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Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
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| liliana |
Oggetto: Le prove della vita 20 Ago, 2010 - 11:27
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Le prove della vita racconto di:Liliana
Si era chiesto più volte da giovanissimo, come passare nel mondo degli adulti. Le parole di nonna Betta, ritornavano spesso nella sua mente:”amare e lavorare”, sono le grandi prove. L'amore, è come un germoglio che esiste alla nascita e, per crescere, va seguito e alimentato; con l'amore, accetti anche gli obblighi della vita come il lavoro,altra prova per diventare adulto. Certo che con tante tentazioni per divertirsi, c'era poco tempo per pensare a programmi impegnativi. I tormentoni estivi delle canzoni commerciali, con l'impatto mediatico,assillavano con il loro suono orecchiabile, attraverso tutti i circuiti,radio, televisione,bar,discoteche ecc. Il fascino dell' estate, portava sempre l'eco di quelle canzoni che insieme alle lotti esistenziali, accentuavano il ritmo della partecipazione alla vita, con il gusto insolito della gioventù. Le notti dal cielo carico di stelle, ispiravano Roberto all'amore, rendendolo un po' succube all' innamoramento, ma non quello stabile, che cambia il corso della vita, che può smussare alcuni aspetti del proprio carattere, prevenire qualche atteggiamento. Incontrava con facilità adorabili amiche, che esaudivano spesso i suoi capricci; le ore trascorse, erano così belle, che mentre li viveva,sentiva l'ineluttabilità del tempo che faceva il suo corso. Emozioni e sensazioni,mutavano da un momento all'altro, molto probabilmente più che amore, potevano chiamarsi avventure. Manie di protagonismo, con illeciti poetici e vibrazioni di folli frasi; forse qualcosa da raccontare agli amici, per dire come era trascorso il tempo e, dare l'idea d'incontri d' amore solo estivi, consumati in vacanza. Ad ogni distacco, si mostrava un pò addolorato e con aria triste, parlando dell'amata diceva: "forse è stato l'ultimo saluto, è ormai cosi' lontana". La melodrammatica frase gli dava prestigio per sentirsi importante ed essere considerato nella sua sofferenza. Quanta fantasia,come sognare di diventare astronauto, esploratore o navigatore, sempre ambizioni e progetti. Come in natura la quiete non esiste, tutto in Roberto era animato da una incessante forza vitale.Amava osservare le pietre,era convinto che queste conoscevano a fondo la pulsazione incessante della vita. Le vecchie pietre, lo ricongiungevano agli antenati, tenendo acceso il ricordo di una millenaria saggezza. Tutto risvegliava in lui, il rispetto per quei valori dell’esistenza, che la natura, ha tramandato nel corso di millenni . Un giorno lontano, nonna Betta, gli aveva detto come si diventa adulto,frequente la domanda da lui fatta si affacciava ancora alla mente;ma diventare adulto non è fare l'adulto,ma lo si diventa mai? Si è giovani perchè lo sansisce il diritto anagrafico, ma a volte, purtroppo desolatamente,gli anziani non rispettano l'età anagrafica più avanzata Il paradosso, è osservare molto spesso, gli adulti giocare a fare i bambini e i bambini fare gli adulti, un gioco coinvolgente , facente parte dell'essere. La Vita è un vero romanzo, con una trama fitta, popolata da personaggi e situazioni; trasmette luoghi, voci,sensazioni, con la convinzione che non i vincenti siano coloro che alla fine riescono a realizzare un sogno, bensì quelli che sognano e, sono capaci di inseguire un sogno, al di là delle convinzioni che non lasciano indifferenti nessuno. Roberto, era consapevole che la vita quotidiana è divisa sempre tra stress e doveri, i soldi che non bastano mai e, a peggiorare ogni cosa, l’età che avanza con lo spauracchio della vecchiaia. Ogni essere umano si trova a combattere con tutti questi fattori che inesorabilmente tendono a distruggere sogni e serenità. Poi il pensiero di Roberto andava alla vita, quella degli Emirati Arabi, che possono acquistare abiti di tutti i tipi e divertirsi fra lusso e modernità, vestiti che di sobrio non hanno proprio nulla. Un modo alternativo di sfuggire alla vita comune , una vera leggenda, il sogno che riusciva a fare ad occhi aperti,per trovarsi tra gente straordinariamente ricca che trascorre il tempo nello yacht attraccato al porto, controllando imprese internazionali. Soldi, successo e fama, nei luoghi più spensierati e stravaganti al mondo, con donne dove potersi giurare amore eterno. Già, eterna felicità, Roberto,si chiedeva quale fosse il concetto di felicità, senza prima conoscere una definizione precisa e rigorosa, un puro gioco mentale. Delinearla in due parole,come: "stato durevole o eterno", esprimeva un concetto che non poteva definirlo sinonimo della felicità. Lo “stato” implica una grandezza che possa misurarlo e, il “durevole” indica un aggettivo, che tutti noi conosciamo solo nel tempo. La felicità, può essere la somma di tutti gli attimi della vita, valutati rispetto alle emozioni provate. Si l'emozione, il telefono squilla, l'ufficio del personale di una prestigiosa ditta, gli comunica l'avvenuta assunzione al lavoro. Stava per sperimentare l'altra prova della vita,nel ricordo delle parole di: nonna Betta
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| liliana |
Oggetto: E io son quì 10 Ago, 2010 - 01:28
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 "E io sono qui" di:Liliana Accanto a un malato, una persona che hai amato e che sempre sentirai di amare, conosci la consapevolezza dell'esistenza La malattia che arriva al culmine,i capelli ormai tutti andati, il corpo cambiato che cambia anche l'anima, e quasi a stenti si può riconoscere allo specchio, perchè si trasforma tutto, l'aspetto,la persona, la vita . La mente si rende consapevole che quello che eri, non lo puoi essere più. Le giornate non sono più uguali, passano con il succedersi delle ore, i minuti corrono dietro i secondi; troppe prospettive, appaiono inutili nel vuoto delle cose, è come vagare tra mille anime, tutte egualmente sole, dove l'essenziale pare si sia perso altrove. Cambia anche la pioggia in arrivo, stenta a farsi sentire ,c'è un tuono lontano, poi un altro, sembra l'inizio di una musica, poi precipita lo scrosciare, come iniziasse una danza, bagna i fiori, i fiori piangono, e ci sono stupidi che pensano che l'umido sia rugiada o pioggia. Perchè questa non è una storia vista in t.v., che si può cambiare con un telecomando? Troppo reale e estremamente vera la sofferenza, non è facile essere se stessi, non prendere mai coscienza di essere se stessi. Tornare a pensare con un velo di speranza, tornare a credere che un minimo avvenimento può rendere felice,un gesto, una parola o semplicemente un segno che indirizzi, che possa guidare nelle scelte Le cose che ami di più se ne vanno sempre troppo presto, e ti lasciano così, con troppe emozioni da rielaborare tutte assieme. Vorresti dire parole da rivolgere a persone , quelle stesse che lottano con altrettanta forza, lotte fatte solo per sopravvivere. I pensieri si spargono per scivolare via su un cuore che sembra argilla, A volte può bastare uno sguardo, una lieve carezza, per scoprire meravigliose, splendide, profonde e inspiegabili alchimie. Tirarsi indietro per non soffrire, a volte fa soffrire di più Chi ha bisogno di assistenza,non è trascurato dal Vangelo della vita, chi soffre e patisce un’infermità incurabile, compresi processi irreversibile, non manca di calore umano. Il Vangelo della vita, vale per tutti coloro che soffrono e patiscono un’infermità E' solo una storia di vita trascorsa, per trasmettere ancora tutta la passionalità infantile e matura; come la musica, si sviluppa su una sceneggiatura manovrata da forzate coincidenze, che involontariamente, devono accrescere la credibilità del tutto Non è solo una storia che investe la vita di un singolo, ma attraversa anche altri, quasi come la scomposizione di un viaggio, tappe e funzioni sono necessarie, per indicare la presenza costante degli opposti, fattore irrinunciabile all'evoluzione di questo percorso. Ecco che avanza la ricerca dell’ “eterno” in se, della propria “purezza”, che unisce qualsiasi coppia di opposti. Gli opposti si compenetrano, il che significa che non esiste reale possibilità di separazione. L'eternità è fatta di alternanze, come indica il succedersi dei principi e dei numeri; è fatta di attimi in cui l'eterno si rivela. Attraverso la sofferenza si possono comprendere meglio le funzioni basilari dell’essere umano e, imparare a padroneggiarle . Pacificare gli elementi in contrasto, apparentemente inconciliabili, è la via per portare a compimento la propria natura e, raggiungere l'armonia interiore. La vita dell'essere che ami è irripetibile, nessuna vita può esserla,per questa ragione è cara. Esiste un solo scopo nell' essenza della creazione, si chiama "Amore!. L'Amore è la forza che permette di ricongiungersi, per condannare l'esperienza sparsa forse, in molte vite e in molti luoghi del mondo.
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| liliana |
Oggetto: Senza tornare indietro 06 Ago, 2010 - 00:18
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 Senza tornare indietro di: Liliana Non si può tornare indietro, molti lo affermano,alcuni si convincono di poterlo fare, ma i fatti molto spesso non rispondono alle intenzioni. Inventare un personaggio interessante la faceva traboccare di gioia. Aveva l’impressione di poter dispensare benessere e allo specchio si vedeva attraente e giovane. Passava più tempo a scrivere che a respirare; stranamente scrivendo, la mente pareva fermarsi ad altri pensieri, facendo passare solo fantasia
Non voleva annoiarsi,non aveva altra possibilità che connettersi ad internet,quando in t. v. non c'erano buoni programmi, con il computer si distraeva. Riversava tutta la sua creatività, nella fantasia che galoppava , per inventare brevi o lunghe novelle. Scriveva principalmente per se stessa , lo trovava divertente e rilassante; anche a qualche intimo amico,concedeva la lettura delle sue creazioni; molte volte le storie, venivano scambiate per fatti veri, si divertiva ad osservare i loro visi, che scrutavano il suo, per intravedere qualche traccia di emozione. Qualche particolare,era realmente stato vissuto,raccontato per esprimere a volte, qualcosa di più intimo, ma di solito chi scrive racconti, è portato a far proprie le invenzioni create.
Più spesso, si scrive per il solo piacere di raccontare e raccontarsi,non per sentirsi scrittori,ma il fascino di esperienze di vita vissuta,prende posto nella mente per essere registrato, come lo stralcio di vita appartenuta e raccontata da Lorenzo:
Dopo circa due anni vissuti sconsideratamente,,mi ritrovo nuovamente solo. Nonostante io sia un essere di natura solitaria, il peso degli anni su questa pellaccia verdognola piena di alcune ciccatrici e qualche sbiadito tatuaggio mi fanno sentire come tutti i vecchietti. I ricordi , iniziano a condurmi indietro ai bei vecchi tempi passati. Sono là, su quella spiaggia,il sole s’inabissa lentamente nel mare ritraendo i propri raggi dorati, nel fitto buio del fondo marino.Non c'è alito di vento, tutto appare immobile, come se improvvisamente intorno, fosse sopravvenuta la desolazione e tutto fosse morto. Qualche uccello, volteggia ancora intorno con mormorio mesto, mentre le tenebre sfoderano un immenso manto, senza che si percepisca alcun fruscio. Questo momento, è vissuto per respirare l’aria nera della notte, dove gli occhi lucenti del giorno si distolgono dalla vita che si dilegua, e lascia il profumo dei ricordi. Quello di Anna, è certamente il più bello e sconvolgente che abbia mai vissuto nella mia vita. La rivedo mentre aveva aspettato a lungo, seduta su una delle poltrone rosse, nell'anticamera del mio ufficio. L'avevo vista arrivare trafelata, certamente il cuore le batteva furiosamente nel petto. Anche per me, stava accadendo qualcosa d'incredibile, non avevo agito d'impulso,per andarle incontro, ma la stavo facendo aspettare. Era evidente l'impazienza di lei, più volte nel tempo dell'attesa, aveva avuto l'impressione che volesse alzarsi per andarsene via, ma ormai i giochi erano fatti, ed ero pronto per riceverla. Continuavo a guardarla di sottecchi dalla mia scrivania; una ragazza particolarmente carina nella sua semplicità, indossava un vestitino modesto, di quelli a tubino che la fasciava fin sotto il ginocchio, ma con lo scollo abbastanza pronunciato. Non era tanto bambina e gli anni l'avevano resa esperta nel lavoro, insomma una segretaria ideale, da non farsela sfuggire. Ero incuriosito dall'aria malinconica che aveva notato in lei, a volte pareva imbronciata, mentre si rigirava quasi volesse sistemarsi meglio,in quell'enorme poltrona. Era normale che come capo,rimanessi al lavoro più a lungo di tutti gli altri dipendenti, qualche volta, andando via anche a notte fonda. Quella sera era diverso, pensai che non ero solo , speravo in cuor mio che lei accettasse di farmi compagnia e, qualcosa finalmente cambiasse. Anna, aveva tenuto gli occhi bassi per tutto il tempo del colloquio,non voleva che forse io capissi il suo smisurato bisogno di lavorare; così che ognuno rimaneva nei suoi pensieri e nelle sue convinzioni. Per confermarle l'assunzione, poggiai in segno di approvazione, la mia mano sulle sue spalle, Anna, si sentì avvampare da un calore mai conosciuto prima. Sentivo la sua voglia di essere accarezzata ancora dalla mia mano, mentre guardandola dolcemente con voce roca piena di emozione,riuscii a dirle soltanto: “Sei bellissima...” Socchiudendo gli occhi,mi lasciava giocare con gli sguardi sulla sua pelle, facendosi scompigliare i capelli; si sentiva ad un tratto donna, perché questo, stava succedendo con l'uomo che rappresentava il suo ideale, ero lì davanti a lei emozionato, come mai lo ero stato nella vita. Era una situazione paradossale, pochi minuti prima non ci conoscevamo e quasi lei, voleva andar via; eravamo consapevoli che il tutto, non si sarebbe fermato quella sera e, l'amore per lei e per me da tanti anni sconosciuto, stava nascendo con una passione senza limiti. In entrambi, c'era il desiderio di appartenersi, ci coinvolgeva una forza dirompente, come un fiume in piena,avvolti da un'energia nuova, incredibilmente misteriosa. Non trovavamo le parole, non c'erano le parole, c'era solo la storia di un uomo e di una donna che si erano ritrovati per amarsi, che potevano appartenersi già ,per salutare con il loro amore, l'arrivo delle prime luci dell'alba, senza tornare indietro.
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| liliana |
Oggetto: Caleidoscopio 31 Lug, 2010 - 03:26
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"Caleidoscopio" di: Liliana Armando quel giorno, voleva prendere una decisione diversa, sentiva crescere il nuovo proposito, mentre quell'assurdo suono dell'orologio a cucù, scandiva il tempo, con una voce stridula, dal verso di uccello. Solitudine. una parola che l'opprimeva spesso, quasi spaventandolo. L'idea della solitudine, la ritrovava ricorrente e onnipresente, tra molti pittori o scrittori di epoche diverse; isolati anche nell'originalità dei loro pensieri. La vita, la immaginava sovente, come un tubo corto e chiuso, nel quale pezzetti di vetro colorato, vengono riflessi da specchietti, angolati e sistemati lungo l'asse longitudinale, in modo che, al ruotare del tubo, si formino svariate composizioni. Un caleidoscopio, dal significato dell'antica lingua greca: "vedere bello". Più volte Armando, si sentiva annegare in un vortice snaturato, dalla propria dimensione umana, ma poi pensava che non poteva fermarsi, era come perdere una battaglia, fermarsi voleva dire dichiararsi fuori. La fattoria rossa, con gli animali da cortile, la curava ancora come una promessa. Quando sentiva il suo cuore più stanco, si avviava sulla scogliera ripida, dove il mare spumeggiante e solitario, inviava visioni di grandezza, di calma, di pace. Luisa, non era un ricordo usato dalla mente come un piccolo salvagente, ma il caleidoscopio nel vasto oceano della vita, che gli regalava il bello dei ricordi, di tutto il tempo trascorso insieme
Con la scomparsa di Luisa, sentiva la sua vita cambiata, ricordava le loro divergenze religiose. Non sono un uomo di fede, usava dire,sono un uomo di ragione e diffido da tutte le fedi religiose. Sentiva la sua ignoranza, rispetto alla grandiosità e all'immensità dell'Universo. unica cosa sicura,che delineava i limiti della sua ragione.
Aveva allargato enormemente lo spazio della conoscenza,per accorciare la distanza che lo separava da Luisa nell'altra dimensione, ma più l' allargava, più questo spazio lo sentiva grande. Si sforzava sempre più di sondare quel caleidoscopio che mutava continuamente le forme, rapide e assimmetriche,come il passaggio dal nulla all'essere. Mutavano continuamente quelle rappresentazioni, non si fermavano, mentre le domande si facevano sempre più pressanti: cos' è il cosmo? Cosa sappiamo del cosmo? Come e perché il passaggio dal nulla all'essere? Quest'ultima domanda tradizionale,non trovava risposta, forse difficile per tutti possederla. Un piccolo granello di sabbia in quell' "Infinito", da sentire umiliata ogni intelligenza. Ci si affida allora alle credenze, come credere nella immortalità dell'anima. Da quando la sua compagna non c'era più, aveva bisogno di certezze, ma gli rimaneva solo scuotere quel tubo,guardare il suo contenuto e, vedere la trasfornazione dei colori di tutti gli specchietti.
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| liliana |
Oggetto: La ruba mariti 25 Lug, 2010 - 17:39
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 La ruba mariti di: Liliana
Aveva appena finito di leggere il romanzo di kundera: "L'insostenibile leggerezza dell'essere" quando Lisidia gli aveva telefonato nervosissima e quasi idrofoba: non posso raccontartelo per telefono ciò che mi è successo, è necessario che ti parli personalmente. Naturalmente per la grande amicizia che la legava a Lisidia, non poteva che dirle:ma vieni subito, cosa ci stanno a fare gli amici? Mentre l'amica stà per arrivare,Non può fare a meno di ripensare ai personaggi di Kundera, che trasporta nel racconto, l'intimità di quattro amanti,i quali hanno ciascuno una personalità distinta dall'altro: Tomas, le appare abbastanza singolare,si innamora di Tereza, ma non riesce a rinunciare alle sue amanti; il comportamento di Tereza invece, è che pur sapendo,finge di non sapere per non perderlo. Comportamenti che delineano modi di fare di ciascun singolo personaggio,come quello della stessa Sabrina, innamorata di Franz. Il campanello della porta squilla, anche dal modo di pigiarlo,s'intuisce l'umore di Lisidia, che le appare alquanto nervoso; ma mentre entra , si abbracciano e, stranamente scoppiano in una fragorosa risata. Roba da ridere o da piangere, tutto ciò che mi accade,dice l'amica,ti ricordi che ti avevo parlato della mia amicizia nata con un certo “rimbombo” ? Ma si, solo un nikname. Credo che sia necessario raccontarti tutto per benino, così senza che tu m'interrompa, cercherò di renderti chiara la storia dal principio. Si siedono comodamente, l'ascolto del racconto di Lisidia, appare comune a tante storie: un lui e una lei che iniziano a comunicare su un sito. Ogni persona che filtra la vita, esprime l'amore, soprattutto secondo credenze personali ed individuali. Non si pensa mai alla distanza tra questi mondi; alla contrapposizione tra distanza fisica vicina o virtuale, che fà addirittura ignorare anche l'età, mentre una brutta frase, così la rammenta: ”La vecchiaia è come una città morta che conserva ancora vecchi edifici, ma nessuno và a suonare più serenate, sotto le finestre” di contro però vi è un vecchio detto :il cuore è sempre giovane,ed è forse per questo che ci sono sentimenti più veritieri ad una certa età.
Non è l'età che fa la differenza ma semmai c'è da ricordare, che ogni nostro istante, ogni nostra azione, ogni nostro gesto, insomma tutto ciò che ci è dato da vivere, avviene una volta sola, non avverrà mai più una seconda volta; lo ricorda anche Kundera nel suo libro. Non mi faccio distrarre ulteriormente da altre considerazioni e colgo le ultime parole che mi stà dicendo Lisidia: si proprio una moglie gelosa che mi telefona,per intimidirmi a non avere più rapporti con il marito. E' possibile che alla mia età ho incontrato un cicisbeo, che non riesce a difendere né la mia persona,nè una vera amicizia,che mente dicendo di essere solo separato, in attesa di definire legalmente la posizione del suo matrimonio, che si fa rubare da sua moglie i numeri di telefono dalle tasche, per usarli e minacciarmi in sua presenza, tramite quel mezzo ? L'unica verità che lui abbia detto,quella che tra me e lui non ci sia stato altro che amicizia. Che mortificazione, io una ruba mariti! La faccio calmare, anche se per la verità è la prima volta che la vedo arrabbiatissima, lei sempre serena, che dispensa a tanti, il suo bagaglio di cultura e professionalità. Rispondo che a ben pensarci dovrebbe accettare quanto gli è accaduto, all'infuori dell'atto in se, tutto come un complimento,essere considerata un'affascinante donna, supplicata addirittura, di lasciare un uomo che non aveva mai avuto. Lisidia ride di cuore, ma dai! Succedono tutte a me, non ti ho detto dei suoi messaggi di pentimento,accompagnati da musica per descrivermi il suo stato d'animo, addirttura con scuse. perchè non venissero scambiati per: “stalking”. Che strano, mentre stiamo commentando l'accaduto, la radio trasmette la stupenda musica di Chopin:”tristezza”la stessa inviata nel messaggio a Lisidia. Mentre nell'aria si diffondono le note di quella melodia,penso che tanta tristezza potrebbe essere veramente evitata, se non vi fosse: ”l'insostenibile leggerezza dell'essere”
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| liliana |
Oggetto: Il cielo sul soffitto 24 Lug, 2010 - 18:27
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Il cielo sul soffitto di:Liliana Sono proprio in uno stato pietoso,a dire la verità non è mai accaduto a nessuno di vedermi così. Il telefona squilla,non mi và di rispondere, mi muovo con gesti lenti e goffi, non sono la stessa di tutti i giorni. Sono sdraiata sul letto, fisso il soffitto bianco Cerco qualche particolare segno sul muro,senza memorizzare neanche le ombre di qualche segnale di crepa,forse perchè non ce ne sono, o forse perchè non le vedo. Il dolore! Ma và a capirlo, attanaglia, non lascia tempo di respirare nelle grandi o piccole cose; già, come vi fosse misura grande o piccola quando si soffre. Inizia con la nausea, la testa che gira, un insieme di fastidi che vanno dal cuore alla mente e, pare vogliano rovinare la vita;si la vita, che in soli pochi mesi appare cambiata, mentre di contro sai, che ci vorranno anni per dimenticare e, rimettere la testa sulle spalle. Se dai però molto alle cose,non impari, la vita deve essere vissuta attimo per attimo, senza pensare ai giorni sprecati, anche se credevi che fossero i migliori della tua vita . Quando stai male, è meglio fingere di star bene, senti in sordina martellarti dentro, frase come questa,ricavata da una vecchia cantilena: "Avvicina a te le persone un po' care scoprirai poco alla volta se davvero son rare...se non osi un po', non saprai mai se ti sei attorniata di persone sincere oppure no." Quanti anni trascorsi a ridere e scherzare con gli amici, sono ancora qui, ferme nella mia immagine del passato. I miei pensieri vanno a raccolta, guardando mille occhi luminosi e voci squillanti. Lontano,si perde il mio sguardo, circondato da mille silenzi, la notte appare una Dea,dove miriadi di stelle la vestono di un prezioso mantello. Seguendo un percorso che appare già tracciato, i ricordi riaffiorano e mi cingono strettamente, quasi a farmi incespicare e fare ondeggiare il mio corpo. L'equilibrio,è una forza che mi ha un po' abbandonata da tempo, avrò bisogno di un bastone, per ritrovare il senso di questo equilibrio, forse anche di quello interiore, perché la guida sia più sicura. Dove sei? E' come avere indosso una kappa polverosa, nella mia mente non compare stanchezza, il mio corpo ha la sensazione di essersi nutrito di bacche e frutti della terra, come un viandante affamato. Quanto tempo è passato, tanto il tempo, alla ricerca di te, perchè l'altro, quello che incontrai non eri tu. Vengo a bussare alla tua porta, di te bambino,monti e valle con ruscelli di limpida acqua; lo stagno ove gracidano le rane, il grosso pastore tedesco a tua guardia. Mi appoggio stanca al muretto della piazza del paese, dal caratterisco nome. Sono trascorsi molti anni o alcuni mesi? E' strano perdere la cognizione del tempo. Ed eccomi qui, arrivi ad un punto della tua vita e ti chiedi cosa stai facendo, cosa è andato in frantumi, orgoglio, sentimenti o forse confidenze, che non sono state rivelate neanche a se stessi; così allora pieghi la testa, ti lasci andare al peggiore dei mali: il dolore di un'amicizia finita, che duole più di una fastidiosa ferita, scavata nell'affanno. Pensi che stare lontani possa sistemare tutto? Ti sbagli. Ogni giorno diventa duro, ogni giorno bisogna cacciare dentro le lacrime. La voglia di rispondere a quei maledetti messaggi o inviare una stupida e-mail, oppure, semplicemente di urlare, urlare, urlare. Rimango a pensare e se fosse un sogno? Domani te lo giuro, inizio a vivere la mia vita,guarderò ancora il soffitto, mi convincerò ancora di più che non ci sono altri segni che quello di un cielo, dove spiccano le parole che ancora non mi hai dette.
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| liliana |
Oggetto: Per remember 20 Lug, 2010 - 09:50
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Gentile amico, ho apprezzato moltissimo le parole a me rivolte,non condivido soltanto che questo sia :"un torbido forum" .Sai remenber, la vita è fatta di stati d'animo che diventano condivisibile o non, solo attraverso una conoscenza approfondita della persona, alla quale sono diretti i nostri giudizi. Non è nel forum,che si riversano le proprie caratteristische, apprezzabili e non,semmai esprimiamo le nostre inclinazioni e preferenze. Le antipatie e simpatie,sono sentimenti che non possono far capire l'origine che li muove,non hanno una plausibile spiegazione, solo attraverso un contatto più diretto nel tempo,possono dare una motivazione, magari anche modificando l'opinione iniziale. In tutte le comunità, ci sono modi per comunicare, questo sito, ha ampi spazi per essere utilizzato: le norme comuni, sono della buona educazione, che certamente non deve mortificare nessuno,anche se viene espresso un proprio parere. L'istintività a volte prende il soppavvento,ma si può rientrare nella norma con una dose di obbiettività. Secondo il mio parere, mosso certamente non dall'adulazione,tu sei una persona sensibile e passionale, che deve essere conosciuta profondamente,non limitandosi all'apparenza, dove tutti i pregi possono essere sminuiti. Ti giunga il più cordiale amichevole" Buongiorno" Liliana |
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Ultima modifica di liliana il 20 Lug, 2010 - 13:07, modificato 2 volte in totale |
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| Danette |
Oggetto: ahahahahahahahahahahahah 19 Lug, 2010 - 19:46
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_________________ chi più forte urla ha torto |
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| remember |
Oggetto: versi appropiati 19 Lug, 2010 - 16:16
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E tu novella Sandra detta di Milo tentasti in estremo ratio di intrufolarti tra le false giovincelle che scimiottavano i lontani albori di una passata gioventù all'ordine di un andropausico megalomane scurrile e volgare. Degno di una rappresentazione di Mastriani

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| Danette |
Oggetto: 19 Lug, 2010 - 14:00
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| liliana |
Oggetto: Chat e destino 18 Lug, 2010 - 22:54
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Chat e destino di :Liliana
Daniela è già desta alle prime luci dell'alba, si sente in ritardo senza capire per quale ragione; si affretta a dare come si suol dire ”un colpo di mano”, arrendendosi alle mille cose da sistemare. Una sbirciatina nell'armadio, per scegliere l'abito da indossare, naturalmente finendo per scegliere il solito pantalone e maglietta. Vuole apparire possibilmente semplice per il primo incontro, è un giorno importante,conoscerà Marco. Teme che possa deluderlo,ma affrontarlo, è verificare la crescita dei sentimenti, avvenuta tra loro. L'autobus che deve condurla al luogo fissato per l'incontro è davvero affollato, c'è un insolita confusione,la gente si è accumulata sui marciapiedi per i ritardi, che ormai sono all'ordine del giorno.
Finalmente e fortunatamente coglie l'occasione di un posto libero , il biglietto tra le mani,viene cincischiato con un insolito nervosismo, si sente un pochino ansiosa, potrei essere un po' innamorata si chiede? Ma datti una calmata, si risponde,altrimenti rischi di prendere una porta in pieno viso, aspetta e non fasciarti la testa, ci potrebbe essere anche una delusione,ci siamo quasi e, devi solo attendere. Sale un controllore, si avvicina e lei prepara il biglietto,no grazie, ho visto già da quando sono salito che lo aveva tra le mani,sorride. Solo per una curiosità, se vuole dirmelo, dove sta andando? Daniela lo fissa negli occhi, scartando l'idea che sia un ficcanaso, allora perché questa domanda? Gli sorride senza rispondere, lui continua a parlare: faccio questo lavoro da tantissimo tempo e raramente mi capita di osservare una piacevole figura di donna, con il viso che sorride e gli occhi pieni di luce. Si vede che è felice, il suo sguardo, ha trasmesso anche a me quella luce e ha rasserenato anche la mia giornata. Daniela gli rivolge ancora un sorriso,mentre pensa che è bello incontrare persone, che percepiscono gli stati d'animo degli altri, fanno sentire meno soli, donando più fiducia alla vita. Capisce immediatamente che Marco è là in attesa, lo intravede mentre si avvia per scendere dall'autobus; sembra più giovane e simpatico, migliore della foto inviata, decisamente vede che in persona, la sua figura è molto gradevole Niente colpi di fulmine,lo scambio di intimi pensieri, aveva favorito in entrambi il desiderio di conoscersi, una voce bellissima che insistentemente proponeva l'incontro con un modo di fare signorile,educato, dolce e tenero che lasciavano intuire tante cose di lui. Malgrado il carattere schivo e diffidente,Daniela mano a mano,sentiva di aprirsi sempre più alle confidenze. Innamorato,solo attraverso una fotografia inviata, quell'uomo appariva sempre più fantastico, non ricordava ormai da un pezzo, di aver vissuto sensazioni simili nell'ascoltare una voce maschile. Non era trascorso eccessivo tempo per decidere di conoscersi nella vita reale, ma dopo diversi scambi di mail e telefonate, non c'era stato altro pensiero. La corte incalzante di Marco, la conquistava giorno dopo giorno,facendole pensare che fossero fatti l'uno per l'altro; non un colpo di fulmine, ma qualcosa che si stabiliva dolcemente e teneramente,nei preziosi attimi di coinvolgimento. L'incontro? Sicuro ed emozionante, lo prevedeva come rivedere un amico di sempre. Si chiedeva spesso se fosse amore, ma tante storie nate tramite chat, conservano a volte uguali caratteristiche e non finiscono a lieto fine. Non per lei,era sicura che stava per nascere qualcosa di indimenticabile, lo aveva intuito quando Marco le aveva cantato una canzone in francese da lui composta e, all'improvviso,accompagnato dal suono di quella musica, rivelava sinceramente i suoi sentimenti :grazie di esistere, non ti posso dare tutto il mondo ma un pezzetto di cielo per sognare; se si vuole essere felici, lo si può essere immediatamente. Le parole continuavano: La felicità non è nel futuro, ma nel presente, cominciando a godere di ciò che si possiede, s'impara a conoscere il destino e ciò che offre, perchè tutto può sfuggire nell'esistenza. Il destino era sicuramente lì, pronto a compiere un nuovo miracolo d'amore, mentre Marco abbracciandola, sfiorava con una carezza le sue guance.
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| liliana |
Oggetto: Colori, Musica, Emozioni d'estate 04 Lug, 2010 - 09:57
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Colori, Musica, Emozioni d'estate di:Liliana Gli ultimi brani di musica del jukebok, ripercuotono la distesa di spiaggia con malinconia. L'infrangersi delle note,pare si perdano lungo la riva del mare, oramai deserta. Sensazioni che favoriscono le lacrime nei miei occhi; ancora una volta devo convenire, di essere maledettamente romantica. Mi chiedo quali siano i moti d'animo, che trasmettono le strane sensazioni che a volte diventano spasimo. Non sono di dolore, ma gli assomigliano; stringono in una morsa soffocante, quasi provassero un sottile piacere nel dare sofferenza. Il cuore diventa protagonista, per accapararsi quelle forti emozioni e, facendosi attanagliare senza conoscere un preciso perchè, lascia che lo scorrere di mute parole senza risposte, lo invadino. Ad un tratto cessa quell' assurdo silenzio, s'infrange dal profondo, quasi urlando, emergono ragioni sconosciute, che invocano chissà quale giustizia. Sono divisa in due, non riesco a far uscire da me,quella che urla, che ha paura, ma si lascia inondare dalle lacrime. Il sole giunto al tramonto, esorta a scendere dalle dune che mi hanno condotto alla spiaggia, accarezza il viso con raggi ancora caldi. Gli amici, sono ritornati a casa già da un pezzo, mi sono attardata sperando assurdamente,di calarmi tramite sensazioni, nell’isola che non c'è. Continuo a scendere,la spiaggia da lontano mi appare come un esplosione irridescente di un colorato batik; ricordo che il batik è un metodo per colorare con disegni ,un tessuto. La stessa parola e il disegno, ebbero le origini e poi un grande sviluppo a Giava, in Indonesia. Anche gli antichi egizi conoscevano l'uso del colore con : l'henné, che forniva i toni dal giallo al rosso. Lo zafferano,era ricavato dalla pianticina del "crocus", il fiore delicato, non finiva in cucina, ma da esso si ricavava il caratteristico colore giallo-arancio. La "robbia" serviva per il rosso, il "guado" per gli azzurri, si ricavava il rosso, anche da un piccolo insetto parassita del cactus: la cocciniglia. La tavolozza dei colori viene messa a disposizione dal grande supermercato della natura dove molti vegetali, scoprono le proprietà coloranti.Ammiro la preziosità dei colori, lasciandomi integrare nella vita degli usi e costumi, di tanti popoli del mondo. La preziosità dei prodotti e le tinte estratte, sono da considerarsi vere opere d'arte, colori che allietano la scena della la vita. ll cielo muta a momenti, appare quasi plumbeo e in quell' apparenza, è una sorta di mistero, che lascia intravedere una luce, sembra voler esplodere tra una nuvola e l’altra,quasi a perforare le forme gonfie di ogni tonalità di grigio e, filtrare il rosso acceso del sole.
Cerco di sostituire nel pensiero il grigio opprimente, ma quel colore, è l’insieme di tutti i colori, dunque possiede dentro, un meraviglioso arcobaleno, dove si trova certamente l'alternativa . Guardo nel mio cuore, come entrassi in casa d'altri per scoprire il luogo dove tengono i libri, sono sempre affascinata da quelle vetrine, mi spinge la curiosità d' intuire come sono conservati,quanti sono di numero, capire di che genere siano le letture; tutte, esercitano su di me, un fascino speciale. Gli abitanti, sembrano aprirsi nella mia indagine, come una scatola di pensieri, dove sopravvivono in forma privata le cose, esprimono ciò che non è stato mai detto, dove tutto deve essere compreso con discrezione e, incontrando le varie storie,bisogna avere la capacità di non farle scontrare. Penso che un cuore che non ha storie, è come l'assenza dei libri in una casa, solitamente i ricordi raccontano e, dicono molte cose.
Non è difficile guardare la spiaggia infinita, ma già tanto lontana, solo qualche ciuffo di vegetazione sparso qua e là. D’un tratto la solitudine non preme più addosso, voglio conservare anche la sensazione del primo passo che si affossa nella sabbia, unita al sapore di mare nei piedi bagnati, la sabbia nei capelli. Insaziabili gli occhi fluttuano sorridenti,nel cercare ancora il mare. Mi piace ciò che si apre dentro me, sotto il cielo: flussi di parole, di pensieri, una natura ricca di creatività e di vita. Il sole sembra fuoco,è cosi vivo nel suo rosso che viene voglia di affondarci le mani per immergersi completamente ed assorbire tutta l'energia che dona la vita e, allontana il vuoto del non essere.
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| frankco |
Oggetto: 1943-45 16 Giu, 2010 - 10:36
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Avevano mandato al massacro la piu' bella gioventu' , e per un ideale sporco e insensato che la gente aveva abbracciato convinta che quello fosse la punta dell'etica, e che non vi fosse di meglio che incatenare le razze inferiori per estorcere loro quanto di utile potevano offrire. Un giorno, l'8 settembre del 43, lo stato si sfascio' e quelli che obbedienti avevano accettato la barbarie , erano dispersi tra mille accampamenti in terre straniere, senza contatti con la patria e gli affetti. Mario in Jugoslavia non sapeva che fare, i suoi amici si battaglione avevano diversi proggetti per tornare a casa, altri, affascinati dall'ideale comunista pensavano di aggregarsi coi partigiani titini; lui invece voleva scappare, tornare dopo sette anni di naja e di guerra, a casa, solo a casa; Una sera in 45 se ne andarono da Zara imbarcati su di un barcone di fuggiaschi ustascia, e la direzione era la Puglia dove si sarebbero arresi agli anglo- americani; il contatto era stato effettuato via radio con le formazioni alleate e l'intento era di arrendersi e di risalire la penisola con gli alleati ; il maggiore americano Clifty Jones era l'intermediario dell'operazione,e lo scopo dell'armata alleata era di impadronirsi di armi e munizioni che i fuggiaschi da Tito dovevano portare in pegno per avere un salvacondotto per il disimpegno dalla guerra. La traversata dell'Adriatico avvenne con cento peripezie, dovettero nascondersi ogni volta che incrociavano all'orizzonte una sagoma di nave; si nascosero per tre gioni in un'isoletta che spuntava dal mare e aveva una collinetta che si innalzava per una decina di metri, una sorta di duna che li riparo' da incontri che potevano per loro essere fatali, dato che avevano nemici da entrambi gli schieramenti, e si accompagnavano agli Ustascia che erano assassini di professione.Poi , allo stremo delle forze e con il cibo terminato, arrivarono a Bari e il gruppo di militari regolari, i 45, furono presi in consegna dagli uomini del maggiore Jones; degli slavi non ne seppero piu' nulla perche' furono internati in chissa' quale campo di prigionia. Il capitano Lino Valentini, superiore diretto di Mario, spiego' ai suoi ragazzi che potevano loro stessi essere portati in un campo di prigionia nell'interno della Puglia, oppure, se ne avessero avuto voglia e coraggio, seguire le truppe anglo-americane verso l'Abruzzo ed il nord. Accettarono in 32 ed entrarono in un battaglione di italiani della repubblica di Badoglio, quello che si era arreso all'armata alleata e che stava creando un esercito contro Mussolini. Cosi' Mario fini' di essere un occupante e divenne un liberatore. Un paio di mesi dopo l'armata di liberazione era arrivata a Cassino e, il fronte est arrivava a Pescara; stavano accampati nella piana formata dal fiume Pescara , nel paese di Manoppello e, alcuni avamposti sopre la collina nord,fuori del paese di Rosciano. Mario, dopo le tribulazioni slave, ora se la passava da Dio, con le razioni abbondanti degli americani era ingrassato di 3 chili e aveva ripreso il colore di un giovanotto di vent'anni; Sbiascicava qualche parola in inglese e si era fatto amico di un gruppo che si dilettava con la boxe; organizzavano incontri per far passare il tempo che, con lo stallo delle operazioni di guerra, non passava mai; abile con i guantoni,Mario accantonava cibarie in scatola vinte agli inglesi che si facevano battere da lui quasi con facilita'; non se ne davano pace gli inglesi di prenderle da un italiano, e nel loro sport nazionale poi; il rapporto d'amicizia pero' giorno per giorno si rafforzava, l'avevano preso in simpatia come fosse uno di loro. Era un giorno d'estate e all'accampamento di tende venne una ragazza dai capelli neri e con una gran chiacchera;si chiamava Amalia e cercava cibo per una sorella che, diceva, era molto ammalata; il nostro eroe liberatore che si era fatto avanti per primo a conversare con la nuova venuta, convinto che la ragazza mentisse le propose di portare lui stesso della carne in scatola a casa delle sorelle;Amalia accetto' e Mario l'accompagno' dall'altra parte del paese, a casa. L'accolse una famiglia numerosissima, la madre di Amalia e altre tre sorelle piu' giovani, e 3 bambini sopra i dieci anni che erano i fratelli, e il padre, un tipo smilzo e con due enormi baffoni e che non pronuncio' piu' di due parole di circostanza; Fu preparata una scodella colma di carne in scatola e Mario fu accompagnato sopra la cucina dove c'era una camera minuta occupata da una giovinetta di diciassette anni malata; gli dissero che aveva il tifo e che il medico di famiglia aveva raccomandato a tutti di farla mangiare perche' senza cibo avrebbe rischiato la vita; per questo Amalia camminava senza sosta per la campagna chiedendo l'elemosina di un po di cibo nelle fattorie dei vicini. Quando vide Aurora il militare ne rimase impressionato dalla bellezza che nonostante la malattia distingueva la ragazzina rispetto alle sorelle e a tutte le giovani del paese;per questo motivo il liberatore comincio' a frequentare assiduamente quella casina sull'orlo di un dirupo duecento metri sopra il fiume Pescara. E nell'accampamento e nei bar di Rosciano ormai si parlava apertamente della passione di Mario per la bellezza abruzzese, tutti vennero a sapere di quel cuore in pena che si placava solo alla vista della bella ammalata di tifo; lo seppe anche Fausto,un altro innamorato non corrisposto di Aurora, un giovanotto prepotente che non voleva sentire quella storia e che un giorno , irritato per la presenza assidua del militare in casa di quella che l'aveva respinto, lo fermo' per la strada del ritorno al campo e lo minaccio' brutalmente con un coltellaccio;Mario ,che era di statura molto piu' alto di Fausto, gli rifilo' due ceffoni e lo disarmo', poi lo prese per il bavero della camicia e lo porto' al comando militare. Per mettere a tacere le malelingue e per rassicurare i genitori della ragazza, qualche di' appresso chiese alla stessa se acconsentiva al fidanzamento con lui, e avendo conferma che Aurora gli si era affezzionata,la stessa cosa la chiese ai genitori di lei . Mario pero' era impegnato col cuore a casa propria, era fidanzato da tempo con una paesana e tutti, parenti ed amici , attendevano il suo ritorno per il matrimonio con Luisa; ma da quel giorno che parlo' apertamente ad Aurora del suo amore, dimentico' del tutto la fidanzata lontana e il suo cuore lo dedico' tutto all'amore abruzzese. Aurora,che col tempo si riprese dalla malattia e guari' grazie alla premura della sorella e all'alimentazione proteica abbondante, s'innamoro' anch'essa del giovanotto del nord, un'innamoramento unito alla riconoscenza per lo scampato pericolo dalla malattia che gli stava togliendo la vita. I giovani ,dopo la guarigione di Aurora, stavano sempre insieme e legarono, nei mesi successivi, saldamente le loro vite. Quando il battaglione di Mario si mosse con l'armata alleata, anche il nostro dovette partire, segui' i compagni fino a Brescia dove,finita la guerra, porto' Aurora addirittura in caserma dove il prete del reggimento li sposo'. |
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| frankco |
Oggetto: Padova mia. 15 Giu, 2010 - 09:52
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Esiste e resiste, il tram, o metrotram come l'avevano chiamato gli oppositori dell'idea di un mezzo enigmatico per la nostra citta' ; in prima battuta ,una decina d'anni fa , non lo voleva nessuno, dicevano che avrebbe storpiato il centro; una sparuta pattuglia di amanti dell'aria pulita si impose nell'impresa di portare le rotaie nelle vie cittadine a costo di buttare all'aria l'amministrazione comunale ; Zanonato perse le elezioni per il sindaco, avendo contro un bel po di schizzinosi che inorridivano al pensiero di veder passare un filo in Prato della Valle, (una bella piazza costruita dai veneziani quando dominavano in veneto) facendo spallucce a chi ricordava loro che le vie cittadine erano ormai diventate nebbiose per il traffico di auto in transito. Poi chi imprecava malamente contro il mezzo elettrico ,una volta al comando dell'amministrazione, muto' idea ,invertendo la rotta impose il mezzo che aborriva all'inizio e lo compro' addirittura in Francia; naturalmente con una punta d'orgoglio e per non darla vinta del tutto alla nuova opposizione gli cambio' anche il nome: via il termine tram, troppo politicamente compromettente, meglio metrotram che suonava come nuovo all'udito del contribuente. Questo fatto, il non chiamare col suo vero nome quello che alla fine si mostro' una mossa azzeccata, (l'inquinamento si e' ridotto del 50%) fece imbufalire i cittadini nel frattempo ravveduti nei confronti del vecchio sindaco, e, ritornato il tempo di votare, gli ridiedero in mano la citta'. Comunque il piccolo sindaco, di statura intendo, ultimamente si sta distinguendo per certe sciocchezze che non condivido affatto: sta multando i clochard che si coricano sotto i portici per passare la notte, con 50 euro sapendo benissimo che non pagheranno mai ; lo scopo occulto dell'iniziativa e' di cacciarli dal centro perche' macchiano il decoro esistente, e il perbenismo dei residenti tutti con le tasche piene di soldi; io non saprei come sistemare la gente che dorme per strada, come recuperarne la fiducia e riportarli alla cittadinanza che gli spetta per diritto, pero' so che il sistema della sanzione non funziona, fallira' perche' chi sceglie quella vita lo fa quasi per una forma di indipendenza ultima contro il destino che li vorrebbe celati alla vista comune dentro quattro mura di ricovero istituzionali . |
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| poesiabiellese |
Oggetto: Franko, grazie per l'indirizzo .........godereccio! 15 Giu, 2010 - 00:21
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sei stato molto sollecito e bravo come cartografico. Se mi capita di " capitare " da quelle parti, cercherò senz'altro questo Eden di Pantagruel di Gargantua; da quello che dici, merita il sacrificio di una visita! Tiro una f. copia della tua " Pergamena dei piaceri culinari " e la metto al sicuro nel mio cassetto dei " piaceri proibiti" dove sono in maturazione ......altri desideri! Sai Franko, ho letto ( a puntate) il tuo blog nel quale, oltre a tutto il resto, descrivi in modo mirabile l'arte contadina, fai una mirabile descrizione di Padova che nulla ha (anzi) da invidiare ad una guida turistica. Dalle tue parole si percepisce tutto l'amore che hai per la tua terra, complimenti!
Ciao, grazie e buona serata, anzi, buona notte.
PS ma il " metrotram" esiste ancora? |
_________________ Marco |
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| frankco |
Oggetto: x il curioso e goloso Poesiabiellese 12 Giu, 2010 - 09:49
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Poesia , sento che oltre che l'arte ti solletica conoscere dove si pratica la buona tavola;naturalmente non e' un segreto di stato metterti al corrente dove sono ubicate le basi segrete culinarie del Delta del Po. Chissa' se conosci dove va a buttarsi a mare il grande fiume,tutta quella zona salmastra e lagunare estesa come la provincia di una grande citta';se non la conosci provo con i mezzi di cui dispongo , le parole , a descriverti come arrivarci:Dato che probabilmente arrivi da Biella(non vedo altro posto da cui tu possa provenire, mi pare banale parlarne) l'uscita autostradale della Torino-Trieste non puo' essere che Mestre, che e' il posto piu' comodo in direzione Delta; Da Mestre prendi la statale Romea verso sud, dove trovi indicate sui cartelli direzionali le localita' di Chioggia e Ravenna; fatti 50 chilometri o quasi cinquanta, sei arrivato a Chioggia che la lasci in disparte per proseguire per Ravenna; dopo altri venti chilometri raggiungi Porto Viro, e poi ,attraversato un ponte sul Po, Taglio di Po, e ancora Porto Tolle che e' ,pero' , fuori della statale Romea,a sinistra dell'arteria stradale; in poco tempo raggiungi Porto Tolle che e' considerata la cittadina capoluogo della nostra zona in questione. E qui' la strada si biforca,puoi andare a sinistra o a destra, dove le strade ,dopo un lungo giro di una trentina di chilometri ogn'una, si riincontreranno lasciando nel mezzo lagune fiumi e paesini ;se vai a destra costeggierai un tratto di ramo del Po che ha un nome piu' che promettente:Po di Gnocca, e dove transiterai per la frazione della Donzella e di Ca' Mora; perdonami la battuta un po grassoccia e sciocca, ma leggendo quel che hai scritto non mi pare che non ti piaccia parlare un pochino dell'altra meta' del cielo usando termini con leggeri accenni ai procaci attributi femminili.Dopo Ca' Mora la strada fa un'ampia curva a sinistra, pare che vada a cercare il mare con il fiume che gli scorre di fianco; ed improvvisamente lo incontra,anzi il fiume Po si allarga a dismisura e la sua materia prima diventa salata e dolce, preservando in parte il dolce che si era portato per seicento chilometri; la laguna che li' si forma ,prende il nome di sacca di Scardovari, appunto il posto dove gli esperti esperimentano le oasi marine di cui avevo parlato nel precedente post. Detto questo siamo quasi arrivati a destinazione, anzi alle varie destinazioni perche' i punti dove si cucina bene da queste parti sono piu' d'uno; non ti indico la trattoria puntando l'indice con sicurezza, dovrei avere una decina di mani ,e dieci indici per farlo, vai con fiducia e fermati dove ti porta l'olfatto, li' la missione sara' compiuta.----PS. Dimenticavo di accennarti della strada di sinistra che in venti chilometri ti porta a Bonelli, un piccolo paese e una piccola spiaggia dove i bagnanti si contano a tre cifre se non a due; per chi ama non sentire la confusione il paesino balneare che si affaccia in Adriatico, pur essendo attrezzato come gli omonimi della riviera Romagnola, ti fa vivere in una dimensione quasi poetica dove la voce piu' fastidiosa che senti, se cosi' si puo' dire stando dalla parte di chi non ama le correnti d'aria, non la pronuncia il vicino d'ombrellone,ma la sussurra il vento. |
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