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Patrizia51 Oggetto:   21 Feb, 2018 - 08:37  Profilo Rispondi citando   

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Leggo stamani su "Invece Concita", la rubrica di Concita de Gregorio su La Repubblica", una bella riflessione sulla malattia, su una malattia particolare con la quale credo in qualche modo, direttamente o indirettamente, tutti abbiamo avuto a che fare: il tumore.
Sulla scia delle dichiarazioni ed esternazioni degli ultimi giorni di alcuni personaggi più o meno noti, serve conoscere anche l'opinione di persone comuni (la maggior parte) che vive nel silenzio e affronta con coraggio e determinazione quello che la vita, ad un certo punto, propone, sapendo con estrema certezza che questo incontro sarà un incontro "per sempre", perché per sempre ci sarà un prima e un dopo, per sempre ci sarà il dubbio se se n'è andato oppure no, per sempre ci sarà la certezza che forse qualcosa, subdolamente e di nascosto, ti sta fregando....

Riporto qui la lettera di Elisa, una bella lezione di vita.

“Mi chiamo Elisa, ho 33 anni e sono fortunata perché circondata da tutto l’affetto della mia zoppa famiglia. Zoppa perché sette anni fa abbiamo perso la mia mamma per un frequentissimo, ma mai banale tumore al seno. La mia mamma che era il centro del mio mondo. Le siamo stati accanto fino alla fine, in simbiosi, lasciandola andare avvolta dal nostro amore. In questi ultimi giorni diversi giornali hanno riportato le storie di Nadia Toffa e Daria Bignardi".
Ammiro molto queste due donne che considero armate di un estremo coraggio, forte tempra e dolcezza infinita. Ho apprezzato la schiettezza e la determinazione con cui Nadia ha parlato della sua lotta e il riserbo e la pacatezza di Daria. Mi permetta però di dissentire su alcune cose. Il tumore si combatte anche quando hai finito le terapie e sei rimandata a casa, quando ti tolgono il port, quando sei a casa coi tuoi figli e li guardi e pensi se li vedrai mai diventare genitori".
Lo combatti ed è una lotta costante. Un malato oncologico sa benissimo che una volta finite le terapie ci potrebbe essere, nascosto da qualche parte nel suo corpo, un cecchino silenzioso pronto a colpirlo. Per questo si ama più intensamente, vi vive con più passione. Chi dice ho vinto il cancro, finite le terapie, mi fa rabbrividire. Purtroppo hai vinto solo il primo round".
Un’altra cosa che mi ha lasciato interdetta è dire di non aver avuto paura di morire. E’ incredibile e inconcepibile. Non puoi non avere paura di cellule del tuo corpo impazzite che invece di aiutarti ti vogliono ammazzare. Dire di non avere paura fa sentire inadeguate tutte le persone che ce l’hanno e che lottano tutti i giorni contro il tumore e contro la paura, e le fa sentire sole. Non ci si deve vergognare di avere il cancro, giusto".
Anche queste fantastiche donne penso che abbiano sentito la vergogna sociale di essere malate, ma perché succede? Non c’è nulla di male a essere malate purtroppo. Un grande abbraccio a tutti i malati palesati e a quelli nascosti. Forza! Noi siete soli”.



(link)

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Preferisco le eccezioni - Wislawa Szymborska
liliana Oggetto:   17 Feb, 2018 - 12:37  Profilo Rispondi citando   

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Mi è stato chiesto da alcuni amici di ripubblicare questo mio racconto, che conservo nel blog di "anziani.it pagine personali di Liliana" in data 13.08.2008

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Il Madonnaro

Mi fermai ammirata,mentre lui il "Madonnaro",tracciava sul marciapiedi i primi tratti della sua opera. L'ispirazione appariva pura, trasmettibile,allora pensai ad una preghiera,anzi la poetai…sinceramente stupita. Non avevo mai visto sprecare quell'arte,che da lì a poco avrebbe perso ogni fascino,cancellandosi.


Non mi sentivo bigotta dell'arte religiosa,ma osservavo quella Madonna che, piano,piano si delineava.Era un arte senza pregiudizi e pudori, di un intimo estro che si librava nel'infinito

Il Madonnaro,continuava così chinato a far prevalere la sua creativiità. Il simbolo di quell'arte credo avesse un nome:" libertà ", efficace per andare ovunque e spargere un seme di cultura che non aveva padroni.Era il pensiero apparso, pensato e poi fatto mito, il detto espresso dal proprio intimo, che trovava una galleria più vasta ed anonima.Anonimo come egli stesso si presentava in quella forma .

Quell'artista, aveva capito che nel comporre non rimaneva mai solo,nessuno artista lo è mentre compone,perchè l'epifania del pensiero viene espresso e vissuto.Alla fine del suo lavoro l'uomo ponendosi ritto,dando un ultimo sguardo alla sua composizione,lanciò un'occhiata intorno Mi avvicinai per dirgli bravo! La mia sembrava un estasi razionale espressa in quella parola; gli chiesi il suo nome, sorrise, credi che se avessi un nome mi fermerei a disegnare nelle strade del mondo? Faccio parte dei Folli, il mio nome è: "folle" ma il concetto di "follia" bisogna capirlo; ad un tratto gli proposi di andare a pranzo insieme, accettò, pensando forse che in quel momento la folle fossi io.

Il suo nome rimase così come si era presentato, non aveva una statura particolarmente aitante,ora che lo vedevo ritto potevo osservarlo meglio,ma quanto mi affascinava erano i suoi occhi. Uno sguardo carico di dolcezza e allo stesso tempo, pieno di fuoco.

Quasi avesse letto il mio pensiero disse: se non avessi avuto questo fuoco,non avrei potuto cambiare il mio destino.

Parlammo di tante cose,mi spiegò la miscelatura del colore,quello era il vero mistero delle opere,la natura era la più grande sua ispiratrice.

Non mi veniva più di pensare a lui come il: "Madonnaro",gli chiesi a bruciapelo se fosse religioso,mi guardò con l'aria di chi vuol commiserare, ma si trattenne dal parlare forse per non dispiacermi,poi con la voce più dolce e suadente che avessi mai inteso e, con la più incisiva espressione mai vista prima, eclamò:ma tu credi che saremmo insieme in questo momento, se non avessi fede in quello che disegno?

Non sò più in quale strada del mondo egli si trovi, tranne che quando entro in una Chiesa, in quel preciso istante sento accendersi dentro di me, il più arcano sentire spirituale, quello che può infiammare, non dando più senso alla follia nè al folle.

Liliana








liliana Oggetto: L'itinerario  15 Feb, 2018 - 10:56  Profilo Rispondi citando   

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L'itinerario

Silvia era una donna molto romantica, interessata alle commedie d'amore, drammi in costume, amava le storie di passioni lette nei libri, ma che le sarebbe piaciuto vivere romanticamente, almeno una volta nella vita.Ma per essere romantici, ci vogliono cure, premeditazione e creatività, trovando un modo inaspettato ed emozionante per esprimere il proprio amore ad un'altra persona. Non era difficile essere romantico senza sentirsi banale o ipocrita, aggettivi che per Silvia non contavano,anzi sempre pronta a stupirsi per semplici cose, che le donavano freschezza per essere anche romantica .

Un notizia che aveva suscitato in Silvia molto stupore, era stato quella dichiarata da i due storici ricercatori spagnoli, "Margarita Torres, e lo storico dell'arte José Manuel Ortega del Rio"che affermavano: "abbiamo trovato il Santo Graal!" Una folla così non si era mai vista nella Basilica di San Isidoro a Leòn, nel nord della Spagna, nel museo che ospitava il tesoro.

Quella Nazione era per Silvia un sogno da realizzare con un viaggio, si era acculturata sui luoghi più seducenti e importanti da visitare,dove non mancavano opere assolutamente uniche, come la "Cattedrale di Barcellona", la "Sagrada Familia", "il monastero di Montserrat", "il Museo di Picasso" e tanto altro ancora.Certo le sarebbe piaciuto anche dara un'occhiata a quella "Coppa", che forse tolti gli orpelli, poteva sembrare anche "una tipica coppa da libagione", che di solito è presente sugli altari, dove abitualmente si officiano i tipici rituali ebraici di sacrificio e ringraziamento.

Il Sacro Graal, attirava tanti fedeli e curiosi, ma lei voleva essere davvero tra quelli ? Molti avevano la gioia di vedere una coppa molto speciale, si trattava addirittura di quella usata da "Gesù Cristo" durante l’Ultima Cena. Subito dopo l’annuncio, centinaia di turisti affollavano San Isidoro, per vedere personalmente quel "Calice. " ma le polemiche facevano amplificare l’eco della scoperta, subito dopo l’annuncio, per lo spazio insufficiente, per tanti visitatori. Il reperto dalla teca nella quale era esposto, era in attesa di essere predisposto nello spazio sufficientemente più ampio, adeguato alla grande affluenza di pubblico. “Qualcuno si recava in quel luogo,per motivi religiosi, altri per curiosità, ma molti erano gli scettici”.

Il calice troppo prezioso non poteva essere sfruttato per promuovere il turismo.la visita per ammirare il Santo Graal, per la credenza di Silvia, era affidata alla "fede",definibile come l'adesione a un messaggio o un annuncio fondata sull'accettazione di una realtà invisibile. Una realtà che non risulta immediatamente evidente, ma viene accolta come vera, nonostante l'oscurità che l'avvolge. Per Silvia non faceva differenza, se la coppa del Cristo fosse stata ammirata nella visita a "Valencia" o da qualche altra parte; lei continuava a credere, non nell’oggetto,ma nella "Persona.”



Liliana




liliana Oggetto: san Valentino  12 Feb, 2018 - 11:18  Profilo Rispondi citando   

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San Valentino

Si era riunita con gli amici, per festeggiare il giorno dedicato agli innamorati. Sisina, era una ragazza che non si fermava mai ai primi risultati di un fatto e gli amici, avevano trasformato il suo nome, da "Sisina in"Curiosina", per la sua voglia di conoscenza.Sisina amava moltissimo, una massima di Euraclito: "Chi è sveglio partecipa al mondo comune, chi sogna si rifugia in uno suo proprio".I sogni,sono inseparabili compagni dell'anima,dove ognuno vive nell’universo che è capace di immaginare.nella sua parte più segreta.Forse anche la tradizione di unire S. Valentino agli innamorati nasce nella parte segreta di un sogno d'amore.
Alla sollecitazione degli amici,che volevano conoscere come era nata quella tradizione, Sisina senza ulteriori divagazioni, iniziò a raccontare quanto aveva appreso dai libri consultati:


Valentino,Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell'imperatore Aureliano. Secondo alcune fonti, Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano: la cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata; i due sposi morirono, insieme, proprio mentre Valentino li benediceva.Nell’Antica Roma, si celebrava la festa dei Lupercali, un rito per propiziare il risveglio della natura e la fertilità delle giovani donne. L’antico rito pagano fu celebrato fino al V° secolo d.C. quando la Chiesa decise di santificare la festa a San Valentino.Il Santo degli Innamorati.Fu Papa Gelasio che elesse San Valentino custode degli innamorati.Circa due secoli prima, il Santo, allora vescovo di Terni, fu giustiziato proprio il 14 febbraio su richiesta dell’imperatore Marco Aurelio Claudio Quintillo che lo giudicò colpevole di celebrare matrimoni cristiani.

Mentre attendeva la sua esecuzione, il futuro santo si innamorò della figlia cieca del suo guardiano a cui lasciò un biglietto dove si firmava ‘Il tuo Valentino’. Poi, prima di morire, riuscì ad abbracciare la ragazza donandole nuovamente la vista.

La tradizione dello scambio è riuscita a sopravvivere nei secoli: "negli Stati Uniti i biglietti d’amore sono chiamati ‘Valentine’ mentre in Germania sono i ‘biglietti dell’amicizia".Cuori e rose rosse.il 14 febbraio,diventano un tripudio di simboli che rappresentano l’amore.Primo fra tutti è il cuore che identifica l’insieme della vita e dell’amore. Il 14 febbraio ,non mancano mai le rose rosse, considerate simbolo della passione.La leggenda racconta che San Valentino sentì due giovani fidanzati litigare, per portare la pace, raccolse una rosa dal suo giardino. Il Santo la regalò alla coppia e rimase con loro a pregare, perché Dio facesse durare per sempre il loro amore.










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liliana Oggetto: Il cerchio chiamato amore  08 Feb, 2018 - 18:04  Profilo Rispondi citando   

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Il cerchio chiamato Amore

Le loro strade stavano per dividersi , tra Marcella e Carlo, soffiava già il vento del cambiamento che nell' anima di Marcella, diventava un "vento impetuoso." dove il passato, con l'alternarsi di fatti e personaggi, a volte suscitava commozione, altre indignazione. Alcuni visi le tornavano in mente, altri si sforzava di riconoscerli, quasi che quelle apparizioni di figure monocromatiche, fossero rimasti dipinti su una tela di sottile perfidia,per derterminare il vero padrone del destino. A causa di quel malessere causato dall'amore, Marcella oltre a desiderare di strapparsi il cuore per far cessare il dolore, non aveva voglia di affrontare il nascere di ogni nuovo giorno, che appariva sempre uguale. Non era abituata a subire tanta pigrizia, si era sempre creata una vita indipendente, con obbiettivi validi, ricchi di interessi; uno dei tanti era indirizzato a cercare biografie di donne, che nel corso dei secoli, avevano dimostrato di poter incidere positivamente nello sviluppo di ogni società .

Volgendo lo sguardo al passato, era facile rendersi conto che le donne, sono sempre state tenute lontane da tutto ciò che viene considerato importante e decisivo, ciò che si chiedeva ad una donna ed ancora si continua a chiedere, è di essere una brava donna di casa, una moglie, una madre. L’istruzione che rappresentava un lusso riservato a poche fortunate, è rimasto ancora così in molte parti del mondo, dove le usanze non lasciano differenza. Nel corso dei secoli però,molte donne hanno rialzato la testa, dimostrando di poter incidere positivamente nello sviluppo di ogni società . Centinaia di donne hanno dedicato la loro vita e il loro lavoro, in molti campi diversi, per ispirare e influenzare positivamente non solo la vita di altre donne, ma quella di tutti.L'ammirazione di Marcella, era sempre più rivolta a quelle forti figure femminili che avevano lasciato un segno indelebile nell' animo di tanti, come parte integrante di un meccanismo universale,che aldilà del concetto di procreazione, è sempre più avviato verso la rinascita di meravigliosi periodi di armonia tra "la natura, l’uomo e il suo ambiente". Ogni creatura è prima di tutto figlio della Terra.

Pensare alla terra è come ricevere "insegnamento", uno strumento di comprensione che la "Natura" offre, per guidare attraverso sfide ardue della vita. Marcella ringraziava la natura, sentendo anche il suo dolore quasi svanire,con quella insana voglia di non fare nulla, superata da scopi e obbiettivi diversi, nati da punti di vista, che "abbracciavano" esperienze in tutti i sensi. Abbracciare è un verbo rivolto in generale ad altri, ma molte volte con l'abbraccio,si ricevono benefici personali. L'abbraccio, è il primo gesto d’amore che si riceve subito dopo essere nati. I neonati, stendono le braccia affinché i genitori li facciano toccare il cielo, per addormentarli e vivere sogni tranquilli.“Ti voglio bene”,si dice ad una persona amata o semplicemente per sentirsi amati, Donando amore e riceverne "appaga", come il battito di due cuori uno accanto all’altro, che insieme diventano un solo battito.

Esistono lezioni indispensabili, che da bambini bisogna apprendere, per vivere una vita sana, che solo la natura può insegnare, dove neanche da studi accademici è possibile ricevere.

Il cuore è un artista, accoglie per dipingerli, i colori che la natura offre, con le prime luci dell'aurora,dell'alba, del giorno, seguiti a sera dai riverberi infuocati del tramonto, pronti a salutare dal cielo profondamente,anche con l'argenteo brillio delle stelle.

Per provare emozioni, che fanno vivere intensamente, è sufficiente guardare come la Terra rinasce dalla distruzione del fuoco o da altre calamità che l'hanno danneggiata, ricoprendosi di fiori variopinti. Marcella desiderava che il suo cuore,diventasse simile alla terra, per far rinascere in lei quanto era stato distrutto.Ma l'amore è oggetto e soggetto senza distinzione, avvolge in un grande cerchio che gira, ricordando il suo nome:"Amore".

Liliana






















liliana Oggetto: Sfumature  03 Feb, 2018 - 08:36  Profilo Rispondi citando   

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Sfumature

Se si volesse dare un ordine e una classificazione a quello che avviene nella mente quando si entra in rapporto con gli altri, si potrebbe dire che è possibile provare simpatia, antipatia, empatia, alchimia o indifferenza. Le sfumature appaiono quasi infinite ma sono riconducibili sempre a questi sentimenti . Prima però, è importante chiarire il concetto di atteggiamento, nella quotidianeità.Il pensiero di Sandra si soffermava su questi sentimenti,prefiggendosi una“Meta”, proposizione greca che significa “oltre," ma questa parola,diventa bisognosa di un senso, per non essere trasportata nel vago.Sandra,desiderava comprendere realmente i codici della mente,convinta che se non cambiava il proprio sistema di pensieri limitanti, poteva essere trasportata in una prigione mentale carica di dubbi e di ego.Allargando la capacità del suo pensiero, poteva comprendere quei codici,per impiegarli efficacemente,attraverso la realtà risvegliata che se bene utilizzata,poteva sviluppare anche le innate capacità intuitive.

La sua attenzione,si soffermava maggiormente sul concetto di: "Alchimia",parola proviente dall'arabo :"AL-KIMIA" con lo stesso significato del termine "Chimica," anticamente conosciuta sotto il nome di "Spagiria", non è rimasta come chimica attuale; la principale differenza tra quest' ultima e l'alchimia, risiede nella natura trascendentale e spirituale dell'Arte.
Il prefisso arabo "AL" indica l'Essere Supremo, l'Onnipotente come in "AL-LAH". L'alchimia è sempre stata conosciuta come la scienza di Dio, la chimica di "AL".Si dice:"Tra di noi c'è chimica", quando cè attrazione, perché la chimica, tirata in ballo nell'amore,dona allo stesso una consistenza scientifica,che rende l' attrazione "solida certezza!".

Ma questa famosa chimica esiste davvero? L'amore coinvolge tutti i sensi dove passione,attrazione,emozioni collaborano con la mente,in un continuo processo chimico.
Conoscere questa verità non distrugge il romanticismo,ma lo rende più padrone di scelte consapevoli, per ciò che si desidera.Pensare di non esserne parte o dimenticare questo "collegamento" fa si che ogni "evento" interiore ed esteriore crei disarmonia.
Stare con se stessi,anche se non si sà bene cosa fare.diventa come
stare con un bambino, lo si ascolta, lo si osserva, si cerca di percepire la sua verità e i suoi sentimenti,lo si ama.Dentro se stessi c'è sempre il bambino interiore indipendentemente dalla propria età, egli rappresenta tutti quei sentimenti, emozioni, gioie e ferite che si sono vissute nell'infanzia e forse ancora sopravvivono.Molte delle problematiche che si vivono da adulti, hanno origine dal conflitto o dalla mancanza di contatto con il bambino interiore, essenza e parte più pura di se stessi.

La vita è meravigliosa,ma dipende dal senso di come è vista che impone il suo prezzo, a volte anche difficile da pagare, come sacrificio, solitudine,dolore,ma tutto rimane importante ed aiuta a rimanere fedeli,nella parte più vera,più profonda,
Non deve mai mancare il coraggio, per arricchire la consapevolezza,unica strada possibile per diventare sicuri davanti agli altri e al mondo.E' possibile che qualcuno possa aiutare, ma tocca a se stessi il compito di lottare per guarire le pungenti ferite.
Riordinando i tasselli di ogni vita,si ricostruisce l’esatta dinamica,per scoprire forse, se il destino esiste, ed invia le sue teorie e la sua volontà,in ogni "evento" interiore ed esteriore, creando il contatto tra uomo,terra,Universo.

Liliana



























Taita Oggetto: TAITA E... Lilian  30 Gen, 2018 - 01:32  Profilo Rispondi citando   

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Sono davvero lusingato. Grazie!

liliana Oggetto: ESSERE E APPARIRE  28 Gen, 2018 - 11:08  Profilo Rispondi citando   

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Ancora una volta grazie a Taita , ispiratore di questa novella






ESSERE E APPARIRE

Essere e apparire è il conflitto tra il modo di essere in cui ognuno si riconosce e la visione che appare di noi agli occhi degli altri. Non è raro sentirsi a disagio per gli aggettivi usati,per qualificare o identificare se stessi o altre persone. Quell'intento dell’idea di noi, giudicata con superficialità, non sempre viene approvata . Apparire, in questo tempo, ha una valenza maggiore dell'essere, basta dare uno sguardo alla moda dei tatuaggi,che imperversa da diversi anni, sulle giovani generazioni. L'intima natura, di ciò che si "è", mette in vista, non solo l'apparenza ma anche il mostrarsi, con un modo di vivere personale, che cerca l' unicità.

Chi nel tempo ha colto pienamento il significato del conflitto tra "essere e apparire" è stato " Luigi Pirandello",che per primo ha svelato le trappole del vivere civile che frena l’uomo fino a soffocarne la vitalità. Pirandello ha menzionato anche le "maschere", ma cosa significano le maschere? Corrispondono a determinati ruoli sociali che cambiano a seconda delle persone con cui si viene in contatto. Ecco che ogni persona “è” oppure “appare”, visto da altri o come egli stesso si vede, se si analizza. Tutti questi modi di apparire sono diversi tra loro, ma nessuno di loro è più vero degli altri.

Un altro "Grande" che ha dato significato al quesito è stato : "Niccolò Macchiavelli" con la frase celebre: "il fine giustifica i mezzi", ossia che il fine che si vuole raggiungere lo si può raggiungere usando qualsiasi mezzo. Essere "macchiavellico", significa essere più astuto e più audace, una persona che pensa molto e porta a termine ragionamenti anche molto complicati,come: "Niccolò Machiavelli"


Quanto scritto è una premessa per raccontare una storia:

La protagonista è Caterina, (nome scelto a caso)che appariva tanto bella quanto integerrima e severa,ma era una donna disposta a tutto, che usava il proprio corpo come un’arma, capace di sedurre e ammaliare, per piegare gli uomini al suo volere. Un’adescatrice che conosceva l’arte della magia e maneggiava con astuzia veleni Alfredo (nome scelto a caso) suo cugino,appariva un ragazzo brillante, con una vita che scorreva tranquilla fino a quando un giorno, lungo la sua strada, comparve Clelia, una donna sfuggente e misteriosa, che lo aveva ammaliato.Una scelta sbagliata che portava Alfredo sempre più al declino, con la "ludopatia"( dipendenza al gioco)nella speranza di un guadagno, si indebitava sempre più, finendo in galera.

Sembrava un giorno come un altro quando a Caterina,arrivò la brutta notizia dell' arresto di suo cugino, già ripudiato da tutta la famiglia per la sua indole libertina, ma Alfredo da quella brutta esperienza stava scoprendo a sue spese, che a volte bisogna perdere tutto ciò che si ha per scoprire ciò che si vuole veramente

Storie simili, accadono sempre a tante persone in tutti i tempi e in tanti luoghi, molte cose non si dicono, temendo il giudizio degli altri, ma a volte quando sembra vestirsi di alterigia, orgoglio o noncuranza, non è altro che sicurezza e fiducia in sé stessi. Quando le parole di alcuni scivolano addosso senza intaccare la corazza protettiva di autostima, si può davvero essere se stessi, nel bene e nel male. Solo allora appare il momento di avere qualcosa da dire e le parole non sono meno importanti di quelle degli altri. Basta sentirsi pienamente umani, seguendo l'aspirazione di diventare ciò che si "è"non quanto viene imposto di essere. Essere etichettati non piace a nessuno, tanto meno si accettano le critiche sulla propria persona,ma molta gente che si vede per strada, forse si avvia alla fiera dell’apparire, c'è chi non si sottrae alla sciocca superficialità di apparire, ma c'è anche chi lotta, per non apparire soltanto.

Liliana

































Taita Oggetto: TAITA E... Lilian...  26 Gen, 2018 - 23:38  Profilo Rispondi citando   

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Lilian... ho letto adesso il racconto "I Complimenti" che mi hai dedicato...


NON dubitare mai MAI sulla sincerità dei complimenti che ti rivolgo... Lo so che non ne dubiti ma... che si sappia!!

liliana Oggetto: Penna e carta  26 Gen, 2018 - 18:43  Profilo Rispondi citando   

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Penna e carta


Ciao sono la "penna",sapessi quanta voglia ho sempre d'incontrarti. Mi piaci quando "candida e in attesa", accetti la mia presenza .Ammiro sempre la tua pazienza e il tuo gran coraggio,di fronte alla la mia voglia di scrivere, a volte cancellando o riscrivendo argomenti. Non nascondo che spesso ho timore di pasticciarti,specialmente se prendo la rincorsa e corro felice sulla distesa del tuo foglio bianco. Seguo l'impulso e scrivo, anche quello che hanno vergato altre penne come me, su altrettanti fogli bianchi come te. La mano che mi guida, vuole sempre decidere la scelta. Sapessi quante volte mi vergogno delle promesse fatte dai politici, che amano le parole e riescono ad imbrattare anche te, giudicandoti forse un "semplice foglio senza valore.

"Dolce, dolcissimo foglio , sono io a perdere valore, se scrivo le parole dettate dai loro discorsi, perchè se tu sei il corpo ed io sono la mente, chi scrive è anche la mia mano. Unico appagamento viene sempre guardando il cuore dei bimbi che grazie a foglio e penna, leggono e ricordano le favole del mondo .Ci sono menti insuperbili che hanno inventato la stampa, dove tu sei "Regina"e bisogna ringraziare tutte le carte bianche come te,scritte da penne come me, che unite insieme formano un "Impero". Può sembrare banale dire che nel mondo cartaceo, esiste una vastità di scelta ed opportunità,quell'insieme di fogli, non più bianchi, hanno lunga, lunghissima vita ricca di prestigio chiamato :" libro"grazie a te foglio a me penna.

Esaminando un libro, si trova in ciascuno un regalo, dentro ogni pagina, è possibile trovare "insegnamento". Cogito ergo sum (penso dunque sono), è una frase, scritta nel 1637 dal filosofo francese René Descartes, è ancora oggi una delle asserzioni più citate nella filosofia occidentale.Ogni pensiero, ogni parola pronunciata, ogni azione intrapresa è dovuta alla memoria, capacità del cervello, di ricordare ed immagazzinare esperienze.

Può sembrare banale dire che nel mondo cartaceo,dove c'è una vastità di scelta ed opportunità,la lettura di un libro diventa indispensabile.Anche ai bambini viene spiegato che il cuore è un simbolo per indicare emozioni,un grande manifesto di carta bianca, dove la penna vede senza scriverle, le sue emozioni.La felicità riempie l'aria tutt'attorno, ed i bambini, si sentono davvero liberi di giocare, di ridere e di correre spensierati come "carta bianca". La gioia diventa davvero incontenibile nel mondo dei bambini,dove si gioca, si scopre, s'impara.

Io e te :"Carta e penna,"siamo in una società dove le informazioni sono alla portata di tutti, la comunicazione è fondamentale, come consultare un bel libro. All'intelletto, alla fantasia e soprattutto al volere, è affidata la vita di ogni creatura terrena, la vita razionale non è simile a quella degli angeli o alle creature spirituali. San Giovanni della Croce diceva che: la memoria, insieme alla fantasia, forma un archivio per l'intelletto, dove si depositano mano mano, le varie sensazioni della vita,sia vegetativa che sensitiva. "Niente è nell'intelletto che non sia stato prima nel "senso". Il senso, diventa l'insegnamento del Maestro interiore che guarda avanti verso l'infinito; l'infinito della speranza, della verità, dell'amore, ignorando, o volendo ignorare, che in realtà c'è una sola "Speranza infinita", una sola "Verità infinita" e un solo "Amore infinito".

Come penna, confesso di aver scritto diverse lettere quasi sempre lettere amorose. Mi piaceva e stavo attenta a ciò che scrivevo. cercavo sempre di farlo con una bella calligrafia come il corsivo o lo stampatello, detesto molto l’avvento dei telefonini, che hanno mandato tutto il resto in soffitta, anche i miei cari fogli bianchi. Forse c’è ancora qualcuno che legge messagini su di te? I messagini, ricordati e conservati sono rimasti sui fogli dei quaderni di scuola; quelle delle superiori, erano sommersi da disegni, che suscitavano sempre tanta nostalgia. Li ornavo disegnando montagne o alberi di abete, dove il sole filtrava tra i rami,senza far mancare il solito ruscello che mostrava una strada lontana, dove a volte mettevo anche la neve.

Per abitudine, non ho mai smesso di scarabocchiare, devo sempre frenarmi, costringendo la mano a bloccarsi se non sono in luoghi idonei,ma mi diverte agitare la penna per disegnare, lo faccio ancora adesso con palloncini, barchette, animali o semplici ghirigori. Qualcuno dirà che ormai le macchine da scrivere, hanno il sopravvento,le immagini sono disponiile sul web, le letterine sono imail, senza scomodare il postino o adoperare sotterfugi per farle arrivare. Mio caro foglio, come vedi, c'è ancora un destino che ci unisce, non togliendoci privilegi del cuore. Forse ci sarà un tempo lontano,vicino o vicinisstmo, dove il nostro incontro avverrà in un cassetto, tu sarai in una simpatica busta, ed io in un bell'astuccio,ma forse ci sarà ancora la speranza, di essere nel taschino della giacca di lui, o nella borsetta di lei, ma al momento siamo ancora insieme e abbiamo creato una bella storia, una di quelle che sanno creare "penna e carta"

Liliana


















Ultima modifica di liliana il 27 Gen, 2018 - 06:02, modificato 1 volta in totale
liliana Oggetto: L'ispirazione  23 Gen, 2018 - 12:46  Profilo Rispondi citando   

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L'ispirazione

Nella vita, ci sono sempre momenti di cambiamento, ogni cambiamento costituisce una piccola morte, dove si lascia qualcosa, quel qualcosa, diventa spesso un riferimento per guardare il futuro, che nel momento di metamorfosi, appare incerto a volte minaccioso. Per Giorgia non era un cambiamento improvviso o inaspettato,ma in ogni caso il suo stile di vita si era modificato con qualcosa di positivo,sempre disponibile ad arricchrsi di esperienze.

La fine degli studi universitari, l'aveva vista impegnata in una carriera di lavoro,poi il pensionamento, dove il tempo libero, aumentava la sua creatività,la sua energia,il suo entusiasmo e il suo senso di gratificazione,che cercava di utilizzare in maniera piacevole, spesso scrivendo novelle, poesie o articoli per un giornale di moda. Non era sicura di voler sapere con troppa esattezza le ragioni per cui desiderava scrivere, ma lo sentiva come aiuto, nel superare l’incapacità , dovuta alla paura di “non far niente”.

Giorgia amava scrivere novelle, esse avevano una narrazione breve e semplice, dove "vero e verosimile", inducevano a riflessioni

Come pillole magiche,affrontavano ogni cosa sterile e senza pulsione.che con differente sensibilità, diventavano un ventaglio da agitare, per scrutare tipi possibili di "uomo e donne,"lasciando aperte le speranze, come affresco del quotidiano.

Aveva chiesto al suo amico Paolo "scrittore", di donarle un parere circa un suo racconto appena terminato; ammirava molto il talento del suo amico e metteva in pratica volentieri i suoi consigli. Paolo le ricordava di fare molta attenzione dove i personaggi venivano creati, suggerendo con precisione l'ambiente, dove essi prendevano vita,ma sopratutto l'intreccio dei dialoghi e le intenzioni chiare sin dall'inizio,nelle descrizioni.

La fonte della creatività diceva, deve derivare anche dalla capacità di pensare per immagini, e quindi dare visibilità alla fantasia, frutto dell' inconscio.Se uno scrittore aspira a costruire mondi con pretesa di verosomiglianza, deve costruirli in modo che la risposta sia vera per quel tipo di mondo. Paolo spiegava l' importanza di non disperdere la capacità di pensare per immagini, possibile per rielaborare il significato senza alterarlo, oppure farne tabula rasa per ripartire da zero.

Leggerezza, Esattezza, Rapidità, Visibilità e Molteplicità, erano i consigli di Paolo,per decrivere ciò che si vuole offrire in un racconto.Non era facile per Giorgia attenersi a delle regole che diventavano un "labirinto in un sentiero", dove I personaggi, diventavano insignificanti animaletti che si agitavano dentro quel labirinto,era suo compito non dimenticare le uscite.

L'arte spiegava Paolo, è una potente carica immaginativa che risiede nella creatività, si sviluppa in modi misteriosi,spesso paradossali.

Il pensiero creativo, può essere una caratteristica insita nella personalità di alcuni,attenti alla natura ma curiosi di conoscere la vita degli altri, i creativi amano guardare e riprodurre, ma tutto diventa infruttuoso senza le normali tecniche.E' come agitare un ventaglio per scrutare tipi possibili di "uomo e donne", senza lasciare aperte le speranze, come affresco del quotidiano.

Ci sono molte persone che quando si trovano in momenti difficili, non sanno più ascoltare la sinfonia della vita, ma " finchè c'è vita cè speranza", è un vecchio detto, sempre efficace,perchè nella vita tutto può cambiare.Una delle poche certezze della vita è nel cambiamennto, tutti possono cambiare e cambia anche tutto intorno, a volte più in fretta a volte più lentamente, a volte in modo più evidente altre volte in modo più sottile, ma sempre inesorabilmente.

Goccia a goccia nasce un fiume, così appariva l'impetuoso scorrere delle parole, che le venivano in mente, per concepire un nuovo racconto, non era l'Influsso divino che permette all'uomo di conoscere e di comunicare una verità soprannaturale o di attuare la volontà superiore, mistica, profetica, ma in lei, crsceva una fonte di energia molto pregiata, estesa a tutti quelli che intendono raggiungere obiettivi ambiziosi:"la motivazione".

Ma non tutte le forme di motivazione hanno lo stesso valore,la sua forma di motivazione, era legata "all’ispirazione", quello che in principio sembrava un ostacolo insormontabile, si era trasformato magicamente nell’ennesimo gradino da sormontare verso un suo personale traguardo.




Liliana



































liliana Oggetto:   20 Gen, 2018 - 12:33  Profilo Rispondi citando   

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Dedico "al grande Taita" per ringraziarlo, questo nuovo racconto, che non è un vero e proprio racconto,ma riflessioni:

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I Complimenti



A chi non fa piacere ricevere dei complimenti? Non è un apprezzamento perchè si è una bella ragazza o c'è il tipico fischio(Siamo su un sito anziani ) ma se vengono da una persona che si apprezza e si ammira, i complimenti ricevuti, arrivano direttamente al cuore. Certo si possono chiamare veri e propri complimenti,quelli che accendono la fantasia,per andare alla scoperta dei variegati e meravigliosi modi in cui le persone dimostrano di apprezzarti… Ti ritrovi a scoprire espressioni che non avevi mai notato, o sfumature non possibili da intuire con il tono della voce, ma solo da leggere, perchè i complimenti sono racchiusi nel numero di lettori invisibili, che con un particolare modo di respirare passano, seppure senza il corpo,"fanno sentire una presenza".

Per credere ancora nella fantasia, mi immergo in una nuova storia, naturalmente una storia d'amore, chiedendo: "ma l'amore esiste "? Cerco risposta anzitutto nella serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi personaggi, spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, anime inquiete incapaci di trovare pace? Molte di quelle vite commuovono,ciascuna racchiude una storia d'amore che meraviglia e restituisce meraviglia a chi legge . La natura umana non resta indifferente neppure in considerazione dell'epoche distanti,in cui gli avvenimenti si sono realizzati ad esempio"Romeo e Giulietta" sicuramente la storia d'amore per eccellenza. Tragedia scritta da William Shakespeare, è ambientata a Verona,che narra l'amore impossibile vissuto da Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti, figli di due famiglie rivali.

Tra gli amori celebri, scritte sempre di "Shakespeare", si ricorda l'amore di :"Antonio e Cleopatra” , dramma storico e politico che parla anche d’amore travolgente ed impetuoso di Antonio e Cleopatra.Un amore a tratti incostante, ma terribilmente forte che lega i due protagonisti in maniera inscindibile, portandoli alla morte Ma tanti dubbi, non vengono nella vita di ogni giorno?Ancora una volta ricordiamo"William Shakespeare"e il suo celebre monologo, probabilmente il più celebre nella storia del teatro mondiale:"essere o non essere”, vivere o morire, agire o non agire?" Svariati sono i dubbi, svariate le ragioni,che si conoscono e non. Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli stupidi sono sicuri di ciò che dicono Con questo pensiero di "Voltaire", chiudo quanto ho iniziato a scrivere, mi rimane forse il dubbio di ricevere complimenti,ma mi resta la certezza che l’esistenza, è piena di "Amletici dubbi".

Liliana

Taita Oggetto: TAITA E... Complimenti a Lilian!  19 Gen, 2018 - 16:52  Profilo Rispondi citando   

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Anche questo è un Signor Post.. complimenti!

liliana Oggetto: Notte ispiratrice  19 Gen, 2018 - 09:11  Profilo Rispondi citando   

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Notte ispiratrice

Con la parola notte, viene definito il tempo d'intervallo che corre fra il tramontare e il successivo sorgere del sole.La notte, viene accompagnata spesso con aggettivi qualificativi come:" fredda, piovosa, umida, serena, stellata,o altro.Poeti e scrittori che hanno decantato la notte sono molti. Indimenticabile del grande "Giacomo Leopardi" l'ode:"La sera del dì di festa", che faceva ritornare in mente ad Alessia le parole : "Dolce e chiara è la notte senza vento placida,tranquilla", parole bellissime che purtroppo non erano come la sua notte nè placida neanche tranquilla,ma agitata al massimo, dopo la burrascosa lite, avuta con il suo amato Luca .Ma in quella stessa "ode" vi erano però altri versi che la rincuoravano:"A pensar come tutto al mondo passa". Con i sentimenti del cuore, c'è sempre un'inquietudine istintiva,di scontento o di malinconia, tra dolcezze, affetto e desiderio,ma anche senza sapere perchè è possibile che cose da niente possono appagare.La memoria a volte, appare più viva la sera, fino all' addormentarsi, forse anche vegliando si pensa di sognare, ma i soli padroni diventano gli affetti che incorporati con la mente,rendono il sonno molto infievolito, quasi a far scomparire le idee nelle ombre della notte.

Per ricordare la "notte," c'è la locuzione latina che recita" ius primae noctis" in italiano: "diritto della prima notte"che indica un preteso diritto che sarebbe esistito per un signore feudale, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, il potere era trascorrere "la prima notte di nozze" con la sposa. Tuttavia, sebbene tale diritto sia testimoniato in alcune culture antiche, non vi sono testimonianze di una sua diffusione nell'Europa medievale. In particolare nelle fonti storiche non ne sono rintracciabili direttive né da parte delle autorità laiche re, imperatori, né da parte di quelle ecclesiastiche. Questo ha portato la maggior parte degli storici contemporanei a ritenere lo "Ius primae noctis" come un mito moderno relativo all'epoca medievale, sviluppatosi a partire dall'illuminismo.Molti sono gli abusi senza nome, in luoghi e tempi disparati, perpetrati dai "feudali", qualcuno non provato, ma provato invece in Italia e fuori, la "tassa matrimoniale" imposta ai sudditi, tasse da pagarsi di volta in volta, con determinate scadenze: anno, settimana, per tutta la durata del matrimonio.

La concezione del matrimonio per i nostri nonni era del tutto diversa dai nostri giorni; l'uomo si sposava per essere servito in casa, mentre la donna per essere mantenuta. Unendo "sistemazione e mantenimento con una buona dote, si otteneva per la coppia un buon matrimonio.Questi sistemi arcaici, erano adottati dalle famiglie più intransigenti. Generalmente le due famiglie si impegnavano con la parola d’onore per l’impegno preso. Quando nei giorni di festa i futuri sposi uscivano a passeggio, forse per far sapere intorno l'avvenuto fidanzamento, i due promessi, stavano vicini, ma con divieto di mettersi a braccetto, erano seguiti da tutti i familiari della ragazza scherzosamente chiamata "coda". In tempi più recenti i fidanzati uscivano a passeggio, seguiti da un solo parente che, si diceva scherzosamente,che reggeva la candela.

Contenuti, immagini e stile sono cambiati ed altamente personalizzati, non sono gli altri a dettare le regole della propria vita, ma nuove esigenze rimodellano i bisogni che vengono cambiati gradualmente, per ritrovare sicurezze dimenticate. Tutto afferma sempre più

"chi siamo,dove andiamo e chi vogliamo diventare".

L'obiettivi per i cambiamenti sono più efficaci, si è sempre in tempo per cambiare strada e atteggiamenti, ma purtroppo c'è ancora qualche disuguaglianza esistente, come quella fra uomo e donna,che dovrà essere abolita totalmente da ogni "marcata gerarchia".

La miglior protezione che qualsiasi donna possa avere è il coraggio (Elizabeth Cady Stanton)

Liliana







Patrizia51 Oggetto:   17 Gen, 2018 - 16:32  Profilo Rispondi citando   

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Non vedo perché si dovrebbero creare polemiche alla richiesta di una spiegazione, a meno che non la si prenda sul personale, ma è chiaro che cambiare i post dopo che uno ha risposto falsa il senso del discorso.

Comunque, contenta tu.....

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liliana Oggetto:   17 Gen, 2018 - 16:03  Profilo Rispondi citando   

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Preferisco non creare polemiche, cancellando quanto scritto L.M.
Patrizia51 Oggetto: Re: Realtà e fantasia  17 Gen, 2018 - 15:24  Profilo Rispondi citando   

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liliana ha scritto:

Premessa

Chiedo scusa a Gramellini, se uso la frase in verità da immaginare: perchè vieni a...... in testa?
Tu il tuo articolo lo hai scritto,ed è stato anche ricopiato, io cerco ancora di mettere un racconto, sperando che lasci libera la mia testa!









A parte (come dice Asso) la rincorsa alla soddisfazione dell'ultima parola, confesso (mio limite, eh!) di avere difficoltà a comprendere il senso di questo discorso. Puoi illuminarmi, Liliana, con parole per me comprensibili, visto che io come fantasia sono un po' limitata? Grazie.

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liliana Oggetto: Realtà e fantasia  17 Gen, 2018 - 14:43  Profilo Rispondi citando   

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Realtà e fantasia

Le parole che non ti ho detto è un libro di Nicholas Sparks, pubblicato dalla casa editrice Frassinelli nel 1998. E' inutile dire le sensazioni e l'emozioni provate in quella lettura, che per anni mi fatto sognare come "Theresa Osborne", di trovare un messaggio in una bottiglia. Ma il pensare e l'immaginare, sono un pò come l’essere e il non essere,sono come pensieri o dialoghi senza interlocutori, che lasciano guardare ogni cosa fuori dall'abitudine.con sguardo profondo.

Ma è sufficiente armarsi di santa pazienza, per correre dietro ai fatti che succedono in questi tempi? Si sceglie sempre una seconda strada, forse la più difficile, partendo dal presupposto di soddisfare ogni singola esigenza,ricorrendo alla fantasia.E' anche vero, che in ogni adulto c'è un bambino che ha voglia di sognare e, quando non ci riesce da solo, si rifugia nel fantasy.

La fantasia anche da adulti serve a non prendere troppo sul serio la vita,per superare dolori e difficoltà. E’ come se qualcuno prestasse voce a tutte quelle favole che solo un bambino riesce ad imagnare,per trasformarsi o scomparire, cavalcare scope volanti, possedere bachette magiche, poter vivere avventure fantastiche in mezzo a luoghi fantastici, con creature mitiche e immaginarie.

Personalmente sono una persona molto creativa,che si abbandona spesso alla fantasia, miscelando miti e leggende,per rivivire sogni antichi, senza rifiuto a crescere come succede nell' infanzia. La fantasia anche da adulti serve a non prendere troppo sul serio la vita,per superare dolori e difficoltà.La sola idea che possa esistere un mondo nascosto agli occhi,dona un briciolo di magia, è come attingere per se stessi poteri straordinari, con capacità di finzioni assurde,che riesce a far sognare senza nessun costo.

Una curiosità da lasciare solo agli amanti del GENERE FANTASY esiste..ma per interpretarla c'è la necessità di essere (sempre) un po’ bambini.

Liliana






Ultima modifica di liliana il 17 Gen, 2018 - 16:15, modificato 2 volte in totale
Patrizia51 Oggetto: Riflessione mattutina  17 Gen, 2018 - 10:07  Profilo Rispondi citando   

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Anche a me, come a Massimo Gramellini, questa storia lascia una profonda tristezza.....
Del resto, nonostante le tante conquiste (conquiste?) del femminismo, come si dice anche in un altro forum, "... A molte furbette e disinvolte non dispiace affatto questa disparità. Che procura non pochi vantaggi" ..... e il "vantaggio" offerto dalla natura femminile su quella maschile diventa, ahimè, spesso un calcolo opportunistico.
Se questa è la libertà e l'uguaglianza che le femministe rivendicavano per le donne, beh, ci deve essere stato qualcosa che non è andato nel verso giusto.....




IL CAFFE' DI MASSIMO GRAMELLINI


Mercoledì 17 gennaio 2018

Il mercato delle vergini

Una modella italiana di diciotto anni —
racconta il giornale britannico Sun — ha messo all’asta la sua prima notte d’amore su un sito internazionale di escort di lusso per potersi pagare gli studi a Cambridge. Siamo in presenza della notizia perfetta, a tasso garantito di perbenismo. Impossibile criticarla senza passare per bacchettoni, moralisti e nemici del libero mercato, che per qualsiasi merce si limita a incrociare domanda e offerta senza altri scrupoli che la fissazione del prezzo (un milione di euro, per ora). La ragazza è maggiorenne e libera di disporre del proprio corpo a suo piacimento, anche per soddisfare la fantasia erotica di qualche riccone. Non esiste violenza né pressione psicologica da parte del maschio potente e predatore, anzi è lei a offrirsi e a dettare le regole del gioco. Non si tratta neppure di un capriccio: nell’intervista dice di avere pianificato la sua decisione a sedici anni, quando si rifiutò di perdere la verginità con il fidanzato dell’epoca. C’è persino il nobile fine che giustifica i mezzi: il desiderio di iscriversi a una delle università più prestigiose e costose del pianeta, utilizzando gli spiccioli per aiutare la sorella e i genitori a comperarsi una casa. Niente da eccepire, insomma, a condizione che tra vent’anni la ragazza non rilasci un’altra intervista al Sun per accusare il suo primo amante di molestie.
Ma allora, mi domando: perché questa storia lascia addosso, almeno a me, una patina di tristezza?



Tutto è in vendita, è solo questione di prezzo....





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liliana Oggetto: PENSIERI DI MEZZANOTTE  16 Gen, 2018 - 14:06  Profilo Rispondi citando   

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Pensieri di mezzanotte

Nella mente c’è sempre spazio per gli amori giovanili o per quelli maturi, che riportano scene dolci e sentimentali di incontri passionali, che appaiono estratti da romanzi o racconti importanti, vissuti dal cuore. Con essi c'è la possibilità di vedere l’amore affrontato da più punti di vista, senza trascurare la fase che riguarda ciascuno, quasi come un’autobiografia sentimentale che senza veli, lascia conoscere situazioni intime e pensieri, mai rivelati. Pensieri, che si affacciavano alla mente di Gilda mentre rigirandosi nel letto stava aprendo gli occhi, con le palpebre che facevano fatica a sollevarsi.Poi finalmente sveglia,aveva allungato la mano per prendere il computer poggiato sul comodino e, sollevando lo schermo, aveva cercato "il suo blog". Un blog aperto per scrivere di persone, fatti e luoghi, che mano mano incontrava e desiderava ricordare .Aveva intitolato quello spazio :

"La biblioteca sull'oceano,"
la biblioteca erano i suoi ricordi,l'oceano era il suo cuore.
La biblioteca creata,era visitata spesso,l'immaginava come "una sala meravigliosa e solenne" che l'incantava e trovava rifugio.Tra le pagine trascritte con la penna del cuore,riversava le sue intime confidenze,sperando di vivere, piccolissime briciole di lontana magia. Quello che cercava tra i tanti fogli confusi, era la più complicata dichiarazione d'amore, bisbigliata nelle notti del tempo,dove oltre il buio,c'era la musica,c'èra il profumo,c'erano parole e sussurri .Struggente e poetico il suo blog,l'incoraggiava a scrivere.Gilda, era una giovane donna coraggiosa, la vita le aveva chiesto molto e lei non si era mai risparmiata. Ma nonostante la sua generosità e la sua forza, le cose per lei non erano andate sempre nel verso giusto, specialmente in amore;colorato spesso in bianco e nero, con pensieri controversi, creavano ostacoli. Gilda era consapevole, che quando il buio della notte ha fine ed inizia un nuovo giorno,le luci dell'alba colorano sempre il cielo d'azzurro, che con un magico effetto mostrano l'orizzonte.

Dopo l'incontro con Tony, conosciuto in una festa, anche la vita di Gilda appariva cambiata ed impregnata di colore azzurro.Aveva messo Tony, sù un piedistallo di gloria,mentre lei semplice ragazza di modesta famiglia, conosceva fin troppo bene l'egoismo e la crudeltà delle persone famose.Con Tony la vita era diventata tutta un'altra cosa, sentivano l'uno per l'altra una forte attrazione, più di quanto entrambi erano disposti ad ammettere.
Prima di conoscere Tony, Gilda pensava spesso di partire, alla ricerca di belle novità, nuovi amori, nuove amicizie,per vivere sentimenti positivi, eliminando storie stagnanti che apparivano davvero soffocanti.Tra i suoi ricordi,affiorano esperienze che le avevano dato dispiacere,ma bastava guardarle con "ottimismo",magari pensando allo stimolo del viaggio desiderato.L'amore è avventura,le emozioni dominati dal piacere e dal narcisismo dell'io,spingono agli eccessi. La verità dell'amore è di quelle verità che non si conosce la fine, attraverso frammenti e suggestioni,emana il suo stile con tracce meravigliose e incancellabili.Tutto si tramuta come romanzo,con nuove e imperdibili trame di passioni e amicizie, che sembrano interminabili. Storie che ricordano promesse tradite,hanno cambiato molte vite; altre belle e meravigliose,sano riuscite a ricucire le ferite dell'anima.

Le stelle possono perdersi, ma il cielo non è mai così infinito per non farle rincontrare



Liliana.







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