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Sticla Oggetto:   13 Lug, 2020 - 08:09  Profilo Rispondi citando   

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FINCHè NON SARà SUPERATO IL CONCETTO CHE LA DONNA è LA FONTE DEL PECCATO, E QUESTO SI RIPETE DALL'INIZIO DEL MONDO CATTOLICO, NON CAMBIERà NULLA. ops scusate non volevo urlare....ciao pat ciao cicuta

Patrizia51 Oggetto:   13 Lug, 2020 - 00:40  Profilo Rispondi citando   

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Cicuta, quanta strada ancora da fare!

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cicuta Oggetto: Quando una donna ed un uomo potranno vivere allo stesso mofo  12 Lug, 2020 - 18:03  Profilo Rispondi citando   

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condivido da facebook Da leggere tutta d'un fiato PRECISO CHE NON SONO L'AUTRICE ! OVVIO CHE CONDIVIDO CIO' CHE SCRIVE!
In breve (perché farla lunga non serve)

Mi sono ubriacato diverse volte ma non ho mai corso il rischio di essere violentato. Sono uomo. In vita mia non ho mai sentito di un uomo ubriaco violentato. Allora il problema non è essere ubriachi. Il problema è essere donne.

Ho camminato a petto nudo. In pantaloncini. In canotta. Con il costume a mutanda. Ma nessuna mi ha mai violentato. E neppure lanciato apprezzamenti. E allora il problema non è come mi vesto. Non sono i vestiti. Io sono uomo. Io posso. La donna e la ragazza invece se la sono cercata.

Mi sono appartato a pomiciare, a fare petting. Ma se non mi andava di fare sesso nessuna donna mi ha mai costretto, magari puntandomi un coltello alla gola. Perché io sono maschio. Io posso dire di no. Posso dire basta.

Allora il problema non è la donna che se l'è cercata, appartandosi. Il problema è sempre l'uomo e la sua violenza.

Sono uscito con gruppi di due o tre amiche e io unico maschio. Ma non mi sono mai sentito minacciato o a disagio. Non ho mai subito violenza di gruppo. Perché io sono maschio, e non corro questi rischi.

Perché non esiste l'idea che l'uomo sia un oggetto di piacere. Che sotto sotto gli piace, anche se forzato. A nessuno piace essere soggetto a violenza. E no, una donna che esce con due o tre uomini non si è cercata nulla. Di certo non una violenza di gruppo.

Ho avuto superiori donne. Insegnanti donne. Professoresse di università donne. E non sono mai stato molestato. Mai. Neanche una pacca sul culo. Neanche una palpatina. Perché sono un uomo. Non sono considerato accondiscendente. Perché essere in una posizione subalterna non vuol dire dover accettare anche le molestie.

Alla fine non sono stato tanto breve. Quand'è che una donna e un uomo potranno vivere allo stesso modo?

Ugo Giansiracusa. Un Uomo.

@MamafricaO Lia


Ultima modifica di cicuta il 13 Lug, 2020 - 21:17, modificato 1 volta in totale
cicuta Oggetto: bonaccini ed il vitalizio  15 Giu, 2020 - 11:36  Profilo Rispondi citando   

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BONACCINI ED IL VITALIZIO

Premesso che io ammiro molto il Presidente Bonaccini, confesso che in questi ultimi tempi mi sembrava un po',ma solo un po', troppo "social". Vabbè, direte voi, in confronto a Salvini......ma non è paragonabile, Salvinii fa' il clown! Poi leggo quanto sotto, ed allora mi dico: perché no, se puo' servire a conferma ed esempio di serietà, e senza sbandieramenti propagandistici!

Stefano Bonaccini:

Ieri mi hanno chiesto per l’ennesima volta quanto io percepisca di vitalizio. Ribadiamo: fui il primo consigliere regionale in Italia (insieme a 15 miei colleghi consiglieri emiliano-romagnoli) a cancellarmelo volontariamente oltre otto anni fa! Precisamente il 15 gennaio 2013. Dunque il vitalizio non lo percepirò mai. Nessun atto eroico, ma una scelta assolutamente in linea con l’idea che alla politica servisse recuperare sobrietà. Dopodiché ve lo dico io prima che me lo diciate voi: onesta’ e sobrietà sono precondizioni per potersi impegnare in politica o nelle istituzioni, ma da sole non bastano. Servono anche professionalità e competenza, perché un incapace, anche lavorasse gratis e senza vitalizio, costerebbe sempre troppo alla comunit





assodipicche Oggetto:   29 Mag, 2020 - 16:52  Profilo Rispondi citando   

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Forse perché sono pessimista?
moniaxa Oggetto:   28 Mag, 2020 - 13:22  Profilo Rispondi citando   

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Asso, perche' vai semprea spulciare tutto cio'che e'negativvo?
assodipicche Oggetto: Che succede nel monastero di Bose?  27 Mag, 2020 - 16:41  Profilo Rispondi citando   

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Ma non era il regno dell' amore fraterno, sul modello dei cristiani delle origini? Cacciano via il fondatore? E perché, visto che in esso convivono monaci laici appartenenti a diverse confessioni cristiane e a diverse nazionalità, se ne occupa il Vaticano? Allora è un monastero cattolico?

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"da VATICAN NEWS"
Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose, e altri tre membri della stessa comunità, dovranno lasciarla e trasferirsi in altro luogo decadendo da tutti gli incarichi. Lo stabilisce un decreto a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, approvato specificamente da Papa Francesco, che arriva dopo “prolungato e attento discernimento” e dopo che lo scorso gennaio si è conclusa una visita apostolica. Ne dà notizia un comunicato apparso sul sito web della Comunità di Bose.
“Come da noi annunciato a suo tempo, in seguito a serie preoccupazioni - si legge nella nota - pervenute da più parti alla Santa Sede che segnalavano una situazione tesa e problematica nella nostra Comunità per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità del fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno”, Francesco ha disposto una visita apostolica. A compierla sono stati padre Guillermo León Arboleda Tamayo, abate Presidente della Congregazione Benedettina Sublacense-Cassinese, padre Amedeo Cencini, consultore della Congregazione per i religiosi, e madre Anne-Emmanuelle Devéche, abbadessa di Blauvac.
“Tenendo conto della rilevanza ecclesiale ed ecumenica della Comunità di Bose, a livello sia nazionale che internazionale, e dell’importanza che essa continui a svolgere il ruolo che le è riconosciuto, superando gravi disagi e incomprensioni che potrebbero indebolirlo o addirittura annullarlo, con la visita apostolica il Santo Padre ha inteso offrire alla medesima Comunità un aiuto sotto forma di un tempo di ascolto da parte di alcune persone di provata fiducia e saggezza”. La visita apostolica si è svolta dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 e, al termine “i visitatori hanno consegnato alla Santa Sede la loro relazione, elaborata sulla base del contributo delle testimonianze liberamente rese da ciascun membro della Comunità”.
“Dopo prolungato e attento discernimento e preghiera - spiega ancora la nota - la Santa Sede è giunta a delle conclusioni sotto forma di un decreto singolare del 13 maggio 2020, a firma del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità e approvato in forma specifica dal Papa”. Le decisioni sono state comunicate agli interessati nei giorni scorsi da padre Amedeo Cencini, nominato Delegato pontificio con pieni poteri ad nutum Sanctae Sedis, che era accompagnato dal Segretario della Congregazione per i religiosi, padre José Rodriguez Carballo, e dall’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo.
La comunicazione della decisione, informa la comunità di Bose, “è avvenuta nel massimo rispetto possibile del diritto alla riservatezza degli interessati. Poiché, tuttavia, a partire dalla notifica del decreto, l’annunciato rifiuto dei provvedimenti da parte di alcuni destinatari ha determinato una situazione di confusione e disagio ulteriori”, si è ritenuto necessario precisare che i provvedimenti riguardano Fr. Enzo Bianchi, Fr. Goffredo Boselli, Fr. Lino Breda e Sr. Antonella Casiraghi, i quali “dovranno separarsi dalla Comunità monastica di Bose e trasferirsi in altro luogo, decadendo da tutti gli incarichi attualmente detenuti”.
Con una lettera del Segretario di Stato al Priore e alla Comunità, inoltre, “la Santa Sede ha tracciato un cammino di avvenire e di speranza, indicando le linee portanti di un processo di rinnovamento, che confidiamo infonderà rinnovato slancio alla nostra vita monastica ed ecumenica. In questo tempo che ci prepara alla Pentecoste - conclude il comunicato - invochiamo una rinnovata effusione dello Spirito su ogni cuore, perché pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, drizzi ciò che è sviato e aiuti tutti a far prevalere non il sentimento personale ma la sua azione”.

Patrizia51 Oggetto:   12 Mag, 2020 - 15:49  Profilo Rispondi citando   

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Dedicato a tutti i "depositari della verità", a quelli che sanno tutto, a quelli che giudicano tutto dal divano, a quelli che "se stava a casa sua....."




LETTERA A SILVIA ROMANO.

Ho scelto il silenzio per 24 ore prima di scrivere questo post.

Quando si parla del jihadismo islamista somalo mi si riaprono ferite profonde che da sempre cerco di rendere una cicatrice positiva. L'aver perso mio fratello in un attentato e sapere quanto è stata crudele e disumana la sua agonia durata ore in mano agli Al Shabab mi rende ancora furiosa, ma allo stesso tempo calma e decisa.

Perché? Perché noi somali ne conosciamo il modus operandi spietato e soprattutto la parte del cosidetto volto "perbene" . Gente capace di trattare, investire, fare lobbing, presentarsi e vincere qualsiasi tipo di elezione nei loro territori e ovunque nel mondo.
Insomma sappiamo di essere di fronte a avversari pericolosissimi e con mandanti ancor più pericolosi.

Ora la giovane cooperante Silvia Romano, che è bene ricordare NON ha mai scelto di lavorare in Somalia, ma si è trovata suo malgrado in una situazione terribile, è tornata a casa.

Non è un caso che per mesi ho tenuto la foto di Silvia Romano nel mio profilo fb. Sapevo a cosa stava andando incontro.

Si riesce soltanto ad immaginare lo spavento, la paura , l'impotenza, la fragilità e il terrore in cui ci si viene a trovare?

Certamente no, ma bastava leggere i racconti delle sorelle yazide, curde, afgane, somale, irachene, libiche , yemenite per capire il dolore in cui si sprofonda.

Comprendo tutto di Silvia.
Al suo posto mi sarei convertita a qualsiasi cosa pur di resistere, per non morire. Mi sarei immediatamente adeguata a qualsiasi cosa mi avessero proposto, pur di sopravvivere.
E in un nano secondo.

Attraversare la savana dal Kenya e fin quasi alle porte di Mogadiscio in quelle condizioni non è un safari da Club Mediterranee... Nossignore è un incubo infernale, che lascia disturbi post traumatici non indifferenti.

Non mi piacciono per nulla le discussioni sul suo abito ( che per cortesia non ha nulla di SOMALO, bensì è una divisa islamista che ci hanno fatto ingoiare a forza), né la felicità per la sua conversione da parte di fazioni islamiche italiane o ideologizzati di varia natura.

La sua non è una scelta di LIBERTA', non può esserlo stata in quella situazione.
Scegliere una fede è un percorso così intimo e bello, con una sua sacralità intangibile.

E poi quale Islam ha conosciuto Silvia ?

Quello pseudo religioso che viene utilizzato per tagliarci la testa? Quello dell'attentato di Mogadiscio che ha provocato 600 morti innocenti? Quello che violenta le nostre donne e bambine? Che obbliga i giovani ad arruolarsi con i jihadisti? Quello che ha provocato a Garissa 148 morti di giovani studenti kenioti solo perché cristiani? Quello che provoca da anni esodi di un'intera generazione che preferisce morire nel deserto, nelle carceri libiche o nel Mediterraneo pur di sfuggire a quell'orrore? Quello che ha decimato politici, intellettuali, dirigenti, diplomatici e giornalisti?

No non è Islam questa cosa.
E' NAZI FASCISMO, adorazione del MALE.
E' puro abominio.
E' bestemmia verso Allah e tutte le vittime.

I simboli, sopratutto quelle sul corpo delle donne hanno un grande valore. E quella tenda verde NON ci rappresenta.

Quando e se sarà possibile , se la giovane Silvia vorrà , mi piacerebbe raccontarle la cultura della mia Somalia. La nostra preziosa cultura matriarcale, fatta di colori, profumi, suoni, canti, cibo, fogge, monili e abiti.
Le nostre vesti e gioielli si chiamano guntino, dirac, shash, garbasar, gareys, Kuul, faranti, dheego,macawis, kooffi.

I nostri profumi si chiamano cuud, catar e persino barfuum (che deriva dall'italiano).
Ho l'armadio pieno delle stoffe, collane e profumi della mia mamma. Alcuni di essi sono il mio corredo nuziale che lei volle portarsi dietro durante la nostra fuga dalla Somalia.

Adoriamo i colori della terra e del cielo.
Abbiamo una lingua madre pieni di suoni dolci , di poesie, di ninne nanne, di amore verso i bimbi, le madri, i nostri uomini e i nonni.

Abbiamo anche parti terribili come l'infibulazione (che non è mai religiosa, ma tradizionale) , ma le racconterei come siamo state capaci di fermare un rito disumano.
Come e perché abbiamo deciso di non toccare le nostre figlie, senza aiuti, fondi e campagne di sostegno.

Ma soprattutto le racconterei di come siamo stati, prima della devastazione che abbiamo subito, mussulmani sufi e pacifici, mostrandole il Corano di mio padre scritto in arabo e tradotto in somalo..

Di quanti Imam e Donne Sapienti ci hanno guidato.
Della fierezza e gentilezza del popolo somalo.

E infine ho trovato immorale e devastante l'esibizione dell'arrivo di Silvia data in pasto all'opinione pubblica senza alcun pudore o filtro.

In Italia nessun politico al tempo del terrorismo avrebbe agito in tal modo nei confronti degli ostaggi liberati dalle Br o da altre sigle del terrore.

Ti abbraccio fortissimo cara Silvia, il mio cuore e la mia cultura sono a tua disposizione..

Soo dhowaw, gadadheyda macaan.

Maryan Ismail



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moniaxa Oggetto: Re: lettera aperta a Salvini  29 Apr, 2020 - 10:37  Profilo Rispondi citando   

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cicuta ha scritto:

Complimenti a questa signora che, in modo molto elegante e gentile, ha apostrofato il cazzaro per le sue pessime sceneggiate e le demenziali ciarlatanate: (DAL web)

LETTERA APERTA A MATTEO SALVINI. Senatore Salvini,facile, vero, cavalcare il malcontento della gente?Facile dire “Aprite tutto, non ne possiamo più! Facile soffiare sul fuoco della disperazione di un Paese in emergenza! Ma che lei sappia fare solo becera campagna elettorale, sempre, e in ogni occasione, non è più un mistero per nessuno. Sono solo i suoi fans che le credono ancora, ma per fortuna sono sempre di meno. Adesso, però, se lo lasci dire, lei sta veramente esagerando.

Non ha più limiti, non ha più decenza. Perché proclamare di essere pronto ad invitare la gente a scendere in piazza a manifestare contro “questo governo vigliacco”, è di una gravità che ha dell’incredibile! Lei, un senatore dello stato, lei un ex ministro, lei il leader dell’opposizione, in una terribile emergenza come quella che questo Paese sta attraversando, lei INCITA alla rivolta popolare! Ma si rende conto, almeno, di quello che dice? Si rende conto che c’è in gioco la vita di migliaia di italiani? Di quegli stessi italiani che lei sostiene di amare tanto! E che c’è in gioco la stabilità di uno Stato?

Guardi, senatore, se dovessi seguire il mio istinto la insulterei come non ho mai insultato nessuno. Ma seguo la ragione e mi limito a riportarle le parole di un suo collega, ovvero il leader dell’opposizione portoghese Rui Rio

: “La minaccia che dobbiamo combattere esige unità, solidarietà, senso di responsabilità. Per me, in questo momento, il Governo non è l’espressione di un partito avversario, ma è la guida dell’intera Nazione che tutti abbiamo il dovere di aiutare. Non parliamo più di opposizione, ma di collaborazione. Sig. Primo Ministro Antonio Costa, conti sul nostro aiuto. Le auguriamo coraggio, nervi d’acciaio e buona fortuna perché la sua fortuna è la nostra fortuna." Vede, senatore Salvini, Rui Rio è un VERO leader dell’opposizione.

Lei, invece, è solo un irresponsabile ciarlatano!

Senza nessuna stima, la saluto.

Giulia Bettini.



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non ha piu' limiti,,,DIO, salvi il popolo
cicuta Oggetto: lettera aperta a Salvini  28 Apr, 2020 - 23:36  Profilo Rispondi citando   

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Complimenti a questa signora che, in modo molto elegante e gentile, ha apostrofato il cazzaro per le sue pessime sceneggiate e le demenziali ciarlatanate: (DAL web)

LETTERA APERTA A MATTEO SALVINI. Senatore Salvini,facile, vero, cavalcare il malcontento della gente?Facile dire “Aprite tutto, non ne possiamo più! Facile soffiare sul fuoco della disperazione di un Paese in emergenza! Ma che lei sappia fare solo becera campagna elettorale, sempre, e in ogni occasione, non è più un mistero per nessuno. Sono solo i suoi fans che le credono ancora, ma per fortuna sono sempre di meno. Adesso, però, se lo lasci dire, lei sta veramente esagerando.

Non ha più limiti, non ha più decenza. Perché proclamare di essere pronto ad invitare la gente a scendere in piazza a manifestare contro “questo governo vigliacco”, è di una gravità che ha dell’incredibile! Lei, un senatore dello stato, lei un ex ministro, lei il leader dell’opposizione, in una terribile emergenza come quella che questo Paese sta attraversando, lei INCITA alla rivolta popolare! Ma si rende conto, almeno, di quello che dice? Si rende conto che c’è in gioco la vita di migliaia di italiani? Di quegli stessi italiani che lei sostiene di amare tanto! E che c’è in gioco la stabilità di uno Stato?

Guardi, senatore, se dovessi seguire il mio istinto la insulterei come non ho mai insultato nessuno. Ma seguo la ragione e mi limito a riportarle le parole di un suo collega, ovvero il leader dell’opposizione portoghese Rui Rio

: “La minaccia che dobbiamo combattere esige unità, solidarietà, senso di responsabilità. Per me, in questo momento, il Governo non è l’espressione di un partito avversario, ma è la guida dell’intera Nazione che tutti abbiamo il dovere di aiutare. Non parliamo più di opposizione, ma di collaborazione. Sig. Primo Ministro Antonio Costa, conti sul nostro aiuto. Le auguriamo coraggio, nervi d’acciaio e buona fortuna perché la sua fortuna è la nostra fortuna." Vede, senatore Salvini, Rui Rio è un VERO leader dell’opposizione.

Lei, invece, è solo un irresponsabile ciarlatano!

Senza nessuna stima, la saluto.

Giulia Bettini.

cicuta Oggetto: la liberazione di bologna  25 Apr, 2020 - 15:38  Profilo Rispondi citando   

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LA LIBERAZIONE DI BOLOGNA: LA MATTINA DEL 21 APRILE 1945 ENTRARONO LE TRUPPE DEL 2° CORPO D'ARMATA POLACCO, CHE CONTRIBUIRONO ALLA LIBERAZIONE DI BOLOGNA E ALLE QUALI IL SINDACO DOZZA DICHIARO' : " NELL'ASSUMERE LA CARICA, ALL'ATTO DELLA LIBERAZIONE DELLA CITTA', ATTESTO CHE LE TRUPPE DEL 2° CORPO D'ARMATA POLACCO, DOPO VIOLENTA BATTAGLIA CONTRO I TEDESCHI, HANNO LIBERATO LA CITTA' DI BOLOGNA. FOTO DEL 21 APRILE 1945 E DEL CIMITERO POLACCO A SAN LAZZARO DI SAVENA- AL CONFINE CON BOLOGNA CITTA'.

PER NON DIMENTICARE










cicuta Oggetto: ATTENZIONE ALLE TRUFFE  04 Apr, 2020 - 17:49  Profilo Rispondi citando   

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COMUNICATO INPS.: ATTENTI ALLE TRUFFE!L’Istituto informa i cittadini che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti di richiesta di dati sensibili attraverso invio di email (il cosiddetto phishing o telefonate. INPS segnala che alcuni utenti hanno ricevuto email contenente l’invito ad aggiornare le proprie coordinate bancarie affinché l’Istituto potesse procedere con l’accredito di un fantomatico bonifico. Per effettuare tale procedura viene fornito un link di un sito internet nel quale inserire i propri dati. Attenzione alle truffe! Un’altra modalità della quale l’INPS ha ricevuto segnalazione è una nel corso della quale un finto operatore telefonico INPS ha chiesto di essere messo a conoscenza di dati relativi alla propria posizione nell’ambito di soggetti di diritto privato, come società o associazioni. L'Istituto ricorda a tutti i cittadini che in nessun caso acquisisce, telefonicamente o via email ordinaria, le coordinate bancarie o altri dati che permettano di risalire a qualsivoglia informazione finanziaria. INPS invita i propri utenti a non dare seguito a nessuna richiesta> che arrivi per email non certificata, per telefono o tramite il porta a porta. Vi ricordiamo che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx. Qualsiasi link difforme da quello citato è da ritenersi non valido.
moniaxa Oggetto:   03 Apr, 2020 - 13:37  Profilo Rispondi citando   

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per sorridere un po' mi e stata inviata suwhatsapp



https://www.youtube.com/watch?v=8TMkPjk87CU
cicuta Oggetto: INPS SITO BLOCCATO  01 Apr, 2020 - 13:18  Profilo Rispondi citando   

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cicuta Oggetto:   26 Mar, 2020 - 11:00  Profilo Rispondi citando   

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Dunque, da quel che leggo in giro la situazione oggi è la seguente:

quelli che stanno a casa ce l'hanno con quelli che escono, mentre quelli che sono costretti ad uscire ce l'hanno con quelli che possono rimanere a casa. Quelli con i bambini ce l'hanno con quelli con i cani perché i cani possono uscire e i bambini no, mentre quelli con i cani ce l'hanno con tutti quelli che ce l'hanno con loro perché portare fuori il cane è la cosa più noiosa dell'avere un cane e ne farebbero volentieri a meno.

Quelli che non fanno sport ce l'hanno con quelli che vanno a correre perché se mi rompo i coglioni io è giusto che te li rompa anche tu, a prescindere da quanto la tua attività in solitaria possa essere pericolosa. Quelli che si rompono i coglioni ce l'hanno con quelli che si divertono sui balconi e quelli che si divertono ce l'hanno con quelli che gli rompono i coglioni.

Quelli che non fumano e non giocano, ce l'hanno con quelli che affollano le tabaccherie e quelli che affollano le tabaccheria ce l'hanno con quelli che vanno al supermercato due volte al giorno che a loro volta ce l'hanno con quelli che escono il cane che a loro volta ce l'hanno col cane che per altro comincia ad annusare la primavera e non potendo sfogarsi al parco come faceva fino a ieri, di solito si sfoga con un divano, con cuscino e a volte con la gamba di qualche umano.

Poi ci sono quelli che ce l'hanno col governo, col marito, con il Papa, con il vicino, con l'Europa, con gli scienziati, con la Cina, con i lombardi, con le sardine, il Circolo del tennis, la televisione, le dame di San Vincenzo e un po' anche con il virus, ma quello reagisce malissimo ed è meglio non stuzzicarlo. Gli altri sono malati. Vi vedo un po' nervosetti, avete finito il lievito? @enrico grava (Da Facebook)
Patrizia51 Oggetto:   10 Mar, 2020 - 19:15  Profilo Rispondi citando   

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Appunto, dovrebbe proprio farci riflettere, ma soprattutto farci smettere di fare i "ganzi" .... basta vedere cos'è successo in questi giorni per capire quanto le opinioni di chi ci vede dal di fuori siano azzeccate .... ma noi duri.... avanti come se fossimo gli unici al mondo ... perchè, come diceva il marchese del Grillo: "Io sono io, e voi ..... "





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assodipicche Oggetto: Coronavirus: come ci vedono gli altri  09 Mar, 2020 - 16:50  Profilo Rispondi citando   

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Il New York Times, in un articolo sulle decisioni italiane per combattere il Coronavius, scrive:

"Many, including Mr. Conte, have appealed to Italians to reject their tendency toward “furbizia,” the Italian word for the sort of cunning or cleverness typically channeled into getting around bureaucracy and inconvenient laws.
𝗙𝘂𝗿𝗯𝗶𝘇𝗶𝗮, 𝘁𝗼 𝗯𝗲 𝘀𝘂𝗿𝗲, 𝗶𝘀 𝗮 𝗯𝗿𝗼𝗮𝗱-𝗯𝗿𝘂𝘀𝗵 𝗰𝗵𝗮𝗿𝗮𝗰𝘁𝗲𝗿 𝘁𝗿𝗮𝗶𝘁 𝗮𝘀𝗰𝗿𝗶𝗯𝗲𝗱 𝘁𝗼 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝘀, 𝗼𝗳𝘁𝗲𝗻 𝗯𝘆 𝗼𝘁𝗵𝗲𝗿 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝘀".
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"Molti, tra cui Conte, hanno fatto appello agli italiani affinché respingano la loro tendenza alla "𝗳𝘂𝗿𝗯𝗶𝘇𝗶𝗮", la parola italiana per quella specie di astuzia o intelligenza solitamente utilizzata per aggirare burocrazia e leggi scomode.
𝗟𝗮 𝗳𝘂𝗿𝗯𝗶𝘇𝗶𝗮, 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗰𝗶, è 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶, 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶".
________________
È vero, ce lo diciamo talvolta fra noi, spesso dimenticando che anche noi stessi-quando capita-non siamo molto rigorosi.
Ma un conto è l'autocritica, un altro sentirsela fare dagli altri. Fa male, ma deve far riflettere.
Patrizia51 Oggetto:   06 Mar, 2020 - 16:48  Profilo Rispondi citando   

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Avvenire 4/3/2020

Per Dinos questa è una guerra di propaganda. Ma è l’unica cosa su cui si può essere d’accordo con lui. Anche la notte precedente ha catturato migranti sfuggiti alla polizia per consegnarli al commissariato. Bicipiti gonfi e rosario al collo, Dinos Theoharidis non è un poliziotto, ma il capo delle squadracce anti-migranti. Si presenta così: «Siamo dei patrioti, come Salvini lo è in Italia».
Sulle prime può sembrare un chiacchierone tutto muscoli e frasi fatte. Ma da queste parti è lui il colonnello di Alba Dorata. Che non è solo la formazione politica di estrema destra. È anche il vessillo intorno al quale si riuniscono le ronde dei paramilitari in tuta nera.
Non fanno nulla per nascondersi. «Se intercettiamo degli stranieri, li fermiamo e li consegniamo alla polizia», spiega Dinos dall’alto del suo metro e novanta. «Come faccio a catturare i migranti? Ho i miei metodi», risponde mentre un ufficiale di polizia passa a salutarlo con gli ossequi che si devono a un rispettato veterano. C’è da prenderlo sul serio. Per quindici anni Dinos è stato un operativo nei corpi speciali dell’Esercito di Atene. E per un un soffio non è entrato nel Parlamento greco, «anche se adesso è qui che c’è più bisogno, tra la mia gente, non ad Atene».
Dinos Theoharidis.

Loquace ma diffidente, Dinos non vuole essere ripreso. L’unico modo è fotografarlo di nascosto. A Kastanies e nei villaggi intorno tutti sanno e molti approvano. Di solito piomba con il suo fuoristrada Dacia, modificato come fosse un’auto sportiva: cerchioni scintillanti, gomme ribassate, la bandiera a scacchi sui fianchi. Da due giorni lo teniamo d’occhio. Sempre vestito di nero. Occhiali scuri anche al tramonto. Quando se li sfila mostra occhi di ghiaccio. Con uno come lui, tutti i cliché sui “giustizieri della notte” suonano come un facile copione.
Le squadracce si danno convegno nel tardo pomeriggio. Fedeli al nome, quelli di Alba dorata perlustrano fino al sorgere del sole l’argine dell’Evros e i sentieri tra i campi. Solo allora si sfilano i visori notturni. «Una volta – racconta con la consueta spavalderia – ne abbiamo bloccati 70 in un colpo solo». Dice di non fare nulla di illegale. «Tutti qui abbiamo almeno un fucile per andare a caccia», spiega, alludendo con una smorfia ai suoi “metodi”. «Non ci credi? Guarda qui».
E dal suo telefono stavolta fa partire alcune immagini, ma non concede che vengano rese pubbliche. È un campionario di “trofei di guerra”. Fra l’altro lo si vede tenere a bada con i suoi compari un gruppo di ragazzi terrorizzati, rincorsi e accerchiati nella boscaglia durante il tramonto. È successo pochi giorni fa. Poi, forse per errore, si avvia un altro filmato. Improvvisamente si fa incerto: «Non siamo stati noi a fargli questo, ma la polizia bulgara, te lo giuro».
Tre ragazzi, probabilmente asiatici, sono a torso nudo. Tremano. Con lo sguardo supplicano pietà. Hanno diverse ferite sul dorso. Uno di loro sanguina vistosamente dalla spalla destra, ma come gli altri tiene le mani dietro la testa. «Sono stati i cani dei militari bulgari – ripete Dinos sperando di convincerci –, noi li abbiamo solo incontrati alla frontiera e consegnati alla polizia».
Il “patriota Dinos” è contento di sapere che le forze speciali stanno arrivando qui. «La Turchia ci ha dichiarato guerra», scandisce. A dettare i tempi dell’attraversamento della frontiera non è solo il cinismo della politica. Tra poche settimane, quando la cresta bianca della piatta cordigliera comincerà a sciogliersi, il letto dell’Evros tornerà a gonfiarsi.
Passare sarà quasi più pericoloso che tentare l’attraversamento in barca dalle spiagge turche a quelle di Lesbo, dove ancora ieri ci sono state tensioni. E i profughi che si accalcano dietro il reticolato non sanno quando Erdogan li lascerà partire ancora una volta. Soprattutto non sanno che una volta superato il confine, ad attenderli ci saranno le mute di xenofobi agli ordini di un veterano.




Non bastavano le motovedette che sparavano ai gommoni, sentivamo il profondo bisogno dei cacciatori di Alba Dorata.
Profughi trattati come fagiani o cinghiali...
È un bel posto il mondo, non c'è che dire!

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Preferisco le eccezioni - Wislawa Szymborska
assodipicche Oggetto: La religiosità al tempo del Coronavirus  04 Mar, 2020 - 18:27  Profilo Rispondi citando   

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Sono certo che, vedendo i miei ultimi tre post, qualcuno avrà pensato che, non sapendo che altro fare, io mi sia messo a raccattare in giro per il web espressioni di religiosità popolare legate al periodo che stiamo vivendo. No, non è esattamente così. Sono messaggi che mi arrivano a ritmo continuo sul diario di Facebook veicolati da qualcuno che è nella mia lista amici. E sono la testimonianza di un'attività diffusa e frenetica, che raccoglie tutte le preoccupazioni e le aspettative di autentici credenti. Siamo nel 2020, ma potremmo essere nel 1020, sarebbe lo stesso.
Ne scaturisce la dimostrazione concreta di come la Fede, che indubbiamente aiuta soprattutto nelle turbolenze, si traduca in "bisogno" e quindi in richiesta di protezione. La preghiera diventa lo strumento di questa richiesta, che non viene rivolta direttamente alla divinità, ma a chi si ritiene possa intercedere presso la divinità, che è onniscente e onnipotente e che potrebbe con un semplice gesto allontanare qualsiasi pericolo. La preghiera viene rivolta a intermediari, la Madonna, i Santi. San Pio fra i più gettonati. Gli si chiede una "raccomandazione" per se stessi e per la propria famiglia.

Come si vede, passano i secoli, i millenni, ma certe esigenze dell'animo umano restano sempre prioritarie. E viene da chiedersi: se non si avesse la speranza che queste richieste funzionino, se non ci fosse la paura, se non ci fossero i pericoli che spingono a chiedere, la fede sarebbe la stessa?
assodipicche Oggetto: La religiosità nei social al tempo del Coronavirus  03 Mar, 2020 - 19:39  Profilo Rispondi citando   

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