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Patrizia51 Oggetto:   06 Mar, 2020 - 16:48  Profilo Rispondi citando   

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Avvenire 4/3/2020

Per Dinos questa è una guerra di propaganda. Ma è l’unica cosa su cui si può essere d’accordo con lui. Anche la notte precedente ha catturato migranti sfuggiti alla polizia per consegnarli al commissariato. Bicipiti gonfi e rosario al collo, Dinos Theoharidis non è un poliziotto, ma il capo delle squadracce anti-migranti. Si presenta così: «Siamo dei patrioti, come Salvini lo è in Italia».
Sulle prime può sembrare un chiacchierone tutto muscoli e frasi fatte. Ma da queste parti è lui il colonnello di Alba Dorata. Che non è solo la formazione politica di estrema destra. È anche il vessillo intorno al quale si riuniscono le ronde dei paramilitari in tuta nera.
Non fanno nulla per nascondersi. «Se intercettiamo degli stranieri, li fermiamo e li consegniamo alla polizia», spiega Dinos dall’alto del suo metro e novanta. «Come faccio a catturare i migranti? Ho i miei metodi», risponde mentre un ufficiale di polizia passa a salutarlo con gli ossequi che si devono a un rispettato veterano. C’è da prenderlo sul serio. Per quindici anni Dinos è stato un operativo nei corpi speciali dell’Esercito di Atene. E per un un soffio non è entrato nel Parlamento greco, «anche se adesso è qui che c’è più bisogno, tra la mia gente, non ad Atene».
Dinos Theoharidis.

Loquace ma diffidente, Dinos non vuole essere ripreso. L’unico modo è fotografarlo di nascosto. A Kastanies e nei villaggi intorno tutti sanno e molti approvano. Di solito piomba con il suo fuoristrada Dacia, modificato come fosse un’auto sportiva: cerchioni scintillanti, gomme ribassate, la bandiera a scacchi sui fianchi. Da due giorni lo teniamo d’occhio. Sempre vestito di nero. Occhiali scuri anche al tramonto. Quando se li sfila mostra occhi di ghiaccio. Con uno come lui, tutti i cliché sui “giustizieri della notte” suonano come un facile copione.
Le squadracce si danno convegno nel tardo pomeriggio. Fedeli al nome, quelli di Alba dorata perlustrano fino al sorgere del sole l’argine dell’Evros e i sentieri tra i campi. Solo allora si sfilano i visori notturni. «Una volta – racconta con la consueta spavalderia – ne abbiamo bloccati 70 in un colpo solo». Dice di non fare nulla di illegale. «Tutti qui abbiamo almeno un fucile per andare a caccia», spiega, alludendo con una smorfia ai suoi “metodi”. «Non ci credi? Guarda qui».
E dal suo telefono stavolta fa partire alcune immagini, ma non concede che vengano rese pubbliche. È un campionario di “trofei di guerra”. Fra l’altro lo si vede tenere a bada con i suoi compari un gruppo di ragazzi terrorizzati, rincorsi e accerchiati nella boscaglia durante il tramonto. È successo pochi giorni fa. Poi, forse per errore, si avvia un altro filmato. Improvvisamente si fa incerto: «Non siamo stati noi a fargli questo, ma la polizia bulgara, te lo giuro».
Tre ragazzi, probabilmente asiatici, sono a torso nudo. Tremano. Con lo sguardo supplicano pietà. Hanno diverse ferite sul dorso. Uno di loro sanguina vistosamente dalla spalla destra, ma come gli altri tiene le mani dietro la testa. «Sono stati i cani dei militari bulgari – ripete Dinos sperando di convincerci –, noi li abbiamo solo incontrati alla frontiera e consegnati alla polizia».
Il “patriota Dinos” è contento di sapere che le forze speciali stanno arrivando qui. «La Turchia ci ha dichiarato guerra», scandisce. A dettare i tempi dell’attraversamento della frontiera non è solo il cinismo della politica. Tra poche settimane, quando la cresta bianca della piatta cordigliera comincerà a sciogliersi, il letto dell’Evros tornerà a gonfiarsi.
Passare sarà quasi più pericoloso che tentare l’attraversamento in barca dalle spiagge turche a quelle di Lesbo, dove ancora ieri ci sono state tensioni. E i profughi che si accalcano dietro il reticolato non sanno quando Erdogan li lascerà partire ancora una volta. Soprattutto non sanno che una volta superato il confine, ad attenderli ci saranno le mute di xenofobi agli ordini di un veterano.




Non bastavano le motovedette che sparavano ai gommoni, sentivamo il profondo bisogno dei cacciatori di Alba Dorata.
Profughi trattati come fagiani o cinghiali...
È un bel posto il mondo, non c'è che dire!

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assodipicche Oggetto: La religiosità al tempo del Coronavirus  04 Mar, 2020 - 18:27  Profilo Rispondi citando   

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Sono certo che, vedendo i miei ultimi tre post, qualcuno avrà pensato che, non sapendo che altro fare, io mi sia messo a raccattare in giro per il web espressioni di religiosità popolare legate al periodo che stiamo vivendo. No, non è esattamente così. Sono messaggi che mi arrivano a ritmo continuo sul diario di Facebook veicolati da qualcuno che è nella mia lista amici. E sono la testimonianza di un'attività diffusa e frenetica, che raccoglie tutte le preoccupazioni e le aspettative di autentici credenti. Siamo nel 2020, ma potremmo essere nel 1020, sarebbe lo stesso.
Ne scaturisce la dimostrazione concreta di come la Fede, che indubbiamente aiuta soprattutto nelle turbolenze, si traduca in "bisogno" e quindi in richiesta di protezione. La preghiera diventa lo strumento di questa richiesta, che non viene rivolta direttamente alla divinità, ma a chi si ritiene possa intercedere presso la divinità, che è onniscente e onnipotente e che potrebbe con un semplice gesto allontanare qualsiasi pericolo. La preghiera viene rivolta a intermediari, la Madonna, i Santi. San Pio fra i più gettonati. Gli si chiede una "raccomandazione" per se stessi e per la propria famiglia.

Come si vede, passano i secoli, i millenni, ma certe esigenze dell'animo umano restano sempre prioritarie. E viene da chiedersi: se non si avesse la speranza che queste richieste funzionino, se non ci fosse la paura, se non ci fossero i pericoli che spingono a chiedere, la fede sarebbe la stessa?
assodipicche Oggetto: La religiosità nei social al tempo del Coronavirus  03 Mar, 2020 - 19:39  Profilo Rispondi citando   

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assodipicche Oggetto: La religiosità nei social al tempo del Coronavirus  02 Mar, 2020 - 18:03  Profilo Rispondi citando   

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Ma le osservazioni non sono logiche?





....e così via.


assodipicche Oggetto: Il messaggio divino al tempo del coronavirus  29 Feb, 2020 - 19:43  Profilo Rispondi citando   

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assodipicche Oggetto:   17 Gen, 2020 - 15:39  Profilo Rispondi citando   

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Moniaxa, vuol dire che hai un pc intelligente, che sa da che parte stare!

moniaxa Oggetto:   17 Gen, 2020 - 12:59  Profilo Rispondi citando   

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Patrizia51 ha scritto:
Io sono tentata spesso di lasciar perdere (complice la mancanza di tempo per problemi vari e il computer "dissociato" che non aiuta, nonché - e non ultimo - le "accuse" pervenutemi qui di essere troppo invadente e di far "scappare" i potenziali commentatori), ma poi leggo certe affermazioni e... dimentico i miei buoni propositi...



Premesso questo (che è solo una mia personalissima riflessione), vorrei chiedere: "Ma veramente questi fatti possono essere conclusi con "E che ci volete fare...quando si ha una marcia in più...si vola!", veramente?"



Si sa bene che "il sesso" è stato da sempre una moneta di scambio sempre ben accetta dai nostri maschietti che non disdegnano certo una tale "offerta" (ma già, loro sono quelli bravi, quelli concreti, mica volano....), ma in questo caso, come in tanti altri, ci sono anche quelli che "il magistrato Petrini avrebbe favorito, in cambio di danaro, (cioè) molti contribuenti che si rivolgevano a lui per ribaltare l’esito della sentenza di primo grado"....quelli? non contano?



....ma di chi è la colpa di tutto? ... delle donne naturalmente.... che "volano"....



Ma quanto ci invidiate?




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d,istinto ho dato,unarispostina ironica, a proposito di volare..ma il pc sie' coalizzato col destinatario

..comescrivecicutinanonmollare






cicuta Oggetto: beh  17 Gen, 2020 - 12:56  Profilo Rispondi citando   

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 non mollare Patrizia.....
Patrizia51 Oggetto:   17 Gen, 2020 - 11:05  Profilo Rispondi citando   

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Io sono tentata spesso di lasciar perdere (complice la mancanza di tempo per problemi vari e il computer "dissociato" che non aiuta, nonché - e non ultimo - le "accuse" pervenutemi qui di essere troppo invadente e di far "scappare" i potenziali commentatori), ma poi leggo certe affermazioni e... dimentico i miei buoni propositi...

Premesso questo (che è solo una mia personalissima riflessione), vorrei chiedere: "Ma veramente questi fatti possono essere conclusi con "E che ci volete fare...quando si ha una marcia in più...si vola!", veramente?"

Si sa bene che "il sesso" è stato da sempre una moneta di scambio sempre ben accetta dai nostri maschietti che non disdegnano certo una tale "offerta" (ma già, loro sono quelli bravi, quelli concreti, mica volano....), ma in questo caso, come in tanti altri, ci sono anche quelli che "il magistrato Petrini avrebbe favorito, in cambio di danaro, (cioè) molti contribuenti che si rivolgevano a lui per ribaltare l’esito della sentenza di primo grado"....quelli? non contano?

....ma di chi è la colpa di tutto? ... delle donne naturalmente.... che "volano"....

Ma quanto ci invidiate?


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assodipicche Oggetto: La marcia in più.  15 Gen, 2020 - 19:50  Profilo Rispondi citando   

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Un alto magistrato di Catanzaro, Marco Petrini, Presidente di sezione della Corte d'appello, è stato arrestato con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Il fatto si commenta da solo, quindi è inutile che io aggiunga qualcosa. Voglio però sottolineare un dettaglio che s'incastra con certi discorsi che abbiamo fatto qui.
Questo bel soggetto, tanto per non farsi mancare nulla, aveva anche l'abitudine di raccomandare qualche aspirante avvocatessa per farle ottenere l'agognata abilitazione all'esercizio della professione. E, in cambio, loro ripagavano....in natura. Badate bene, lo stralcio qui in basso ricavato dall'articolo sul Corriere della Sera non parla di costrizione da parte sua, sottolinea invece chiaramente che le interessate "ripagavano".
E che ci volete fare...quando si ha una marcia in più...si vola!



"Sesso in cambio di favori
Il magistrato della Corte d’appello, ancora, si sarebbe prodigato per far passare al concorso per l’abilitazione alla professione di avvocato alcuni candidati donne. Che ripagavano la raccomandazione con prestazioni sessuali. Nel ruolo di presidente della commissione provinciale tributaria, il magistrato Petrini avrebbe favorito, in cambio di danaro, molti contribuenti che si rivolgevano a lui per ribaltare l’esito della sentenza di primo grado. Tutta l’attività corruttiva del magistrato è stata documentata dalla Guardia di finanza con accertamenti bancari e riprese video."


assodipicche Oggetto: Non è una bufala, ma....  13 Gen, 2020 - 17:44  Profilo Rispondi citando   

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Guardate questa foto e come viene presentata su Facebook. Sembra che i 5 gemelli siano nati ieri -magari in Italia o almeno in Europa- e che nessuno ne abbia dato notizia e l'abbia condivisa. Ignorati! E così Cuoricino di mamma (già il nome è una poesia!) incassa condivisioni e like e probabilmente fa soldi! Siamo già quasi 58.000 condivisioni. Ma non è solo il Cuoricino a postarla, ci sono anche altri che si divertono.

E nessuno si chiede: ma dove è avvenuto questo parto straordinario? Chi sono i genitori? Come stanno i bambini? Niente! Tutti a fare auguri, a mettere mi piace e a condividere, in automatico, senza saperne nulla. Per fortuna non è una bufala, ma, anche se lo fosse, avrebbe lo stesso risultato. È semplicemente spaventoso! La potenza di questo trascinamento mediatico è stupefacente e preoccupante. La sindrome del gregge (o dei pecoroni!)!

Ad ogni modo, per notizia: questi gemelli straordinari sono nati a Campo Largo, in Brasile, il 2 agosto; sono stati tenuti tre mesi nelle incubatrici e stanno bene.

E non sono stati ignorati: nel web ci sono centinaia di foto e tutte le relative informazioni.



assodipicche Oggetto: La brioscia e il premiero  26 Dic, 2019 - 19:29  Profilo Rispondi citando   

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Nel 1923 il capo del governo dell’epoca non solo non si sognava minimamente d’essere chiamato premier, ma ordinò che le parole straniere venissero sostituite con parole italiane. Tanto per fare qualche esempio, i Grandi Magazzini Standard dovettero tagliarsi la coda e diventarono Standa. La brioche diventò la brioscia, il cyclostile..il ciclostilo, l’ouverture…l’uvertura e così via, fino a qualche nome di città…Buenos Aires diventò Bonaria, Louis Armstrong…Luigi Braccioforte (Arm=braccio/strong=forte). Oggi potremmo similmente chiamare Tom Cruise “Tommaso Crociera”! Vabbe’, adesso ci viene da ridere, ma allora la cosa era presa sul serio.

E così stamattina m’ha fatto sorridere questo sottotitolo del Corriere della sera, in cui un malaccorto redattore ha scritto “premiero” invece di “premier”. Penso io “malaccorto”…. anzi lo spero; e lo ascrivo alla nostra italianissima tendenza a trascurare i controlli; a rileggere. Trattandosi infatti di un'edizione on line, potevano benissimo correggere, no? E invece….Però “premiero” non è malvagio, è persino aulicamente poetico!
(PS: a questo punto ho dovuto correggere io per ben tre volte il correttore automatico che si ostinava a scrivere “abulicamente”. Ma vedi tu se devo scrivere come vuole lui! )
Auguri



assodipicche Oggetto: Vaticano e pedofilia: il caso Maciel  23 Dic, 2019 - 16:06  Profilo Rispondi citando   

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Ma, quando parliamo del "caso Maciel" (vedi post precedente), di cosa parliamo? Scopriamolo insieme leggendo questo articolo del Post.

"I Legionari di Cristo – congregazione religiosa maschile di diritto pontificio fondata nel 1941 dal controverso sacerdote messicano Marcial Maciel Degollado – hanno pubblicato i risultati di un’indagine interna sugli abusi sessuali compiuti dai suoi membri, dalla propria fondazione a oggi. Secondo l’indagine, 33 preti appartenenti alla congregazione avrebbero abusato sessualmente di 175 minorenni, e 60 di questi avrebbero subìto abusi proprio da Maciel. Le persone interessate avevano un’età compresa tra gli 11 e i 16 anni al momento degli abusi.
Secondo l’inchiesta, i 33 preti accusati di aver commesso abusi sessuali avrebbero avuto nel 43 per cento dei casi una posizione di potere nei confronti dei minorenni, circostanza che avrebbe reso difficile la denuncia. Di questi 33 preti, 14 sarebbero stati a loro volta vittime di abusi sessuali all’interno della congregazione (6 di loro sono morti, come Maciel, 8 hanno abbandonato il sacerdozio, e uno ha lasciato i Legionari di Cristo).Dei 18 che sono ancora all’interno della congregazione, 4 sono obbligati a stare lontani da minori e 14 non possono esercitare il sacerdozio pubblicamente. Il rapporto dice anche che 74 seminaristi avrebbero abusato di minori in questi anni, e che 60 per cento di questi non sono stati successivamente ordinati.
Dei casi di abusi all’interno dei Legionari di Cristo, e da parte di Maciel in particolare, si era parlato per anni, ma durante il pontificato di Giovanni Paolo II molti aspetti della vicenda erano stati tenuti nascosti. Solamente nel 2006 il Vaticano condannò pubblicamente Maciel, ma data la sua età avanzata si decise di non avviare un processo canonico e il papa di allora, Benedetto XVI, gli ordinò di ritirarsi dal sacerdozio e di passare il resto della vita in penitenza.
Maciel morì nel 2008 a Jacksonville, negli Stati Uniti, e da allora la Chiesa ha iniziato un lento processo di riforma dei Legionari di Cristo, che ha portato tra le altre cose alla compilazione del nuovo rapporto.
Dopo la sua morte, si scoprì che Maciel conduceva una doppia vita, che aveva avuto “mogli” e figli non riconosciuti, e che aveva abusato di diversi minori tra cui i suoi stessi figli naturali, e che aveva fatto uso di droghe. Nel maggio del 2010 un’indagine condotta dal Vaticano su Maciel lo definì “privo di scrupoli” e “colpevole di atteggiamento immorale degenerato in crimini effettivi”.
Nel corso degli anni si è parlato molto dei Legionari di Cristo anche per il notevole patrimonio accumulato in settant’anni di attività grazie alle donazioni e per la gestione spesso definita spregiudicata dei beni di proprietà della congregazione. Questa poteva contare, ad esempio, su benefattori come Flor Barragan de la Garza, la vedova di un ricco milionario, che nel corso della sua vita aveva donato alla congregazione circa 50 milioni di dollari.
Dalle indagini emerse anche che Maciel muoveva grandi somme di denaro, che avevano permesso di ottenere favori e silenzio sulle accuse di abusi sessuali da parte dei vertici della Chiesa. Si scoprì che consegnava regolarmente buste di denaro e regali costosi ad alti prelati e figure di potere del clero e che aveva fatto da tramite per una famiglia messicana, consegnando 50mila dollari ad uno stretto confidente del Papa, cosicché la famiglia potesse assistere ad una messa privata con il Pontefice".

assodipicche Oggetto: Il Vaticano e la pedofilia  22 Dic, 2019 - 17:21  Profilo Rispondi citando   

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Inserisco in formato immagine questo articolo del Messaggero, perché non mi riesce diversamente. E non commento.




assodipicche Oggetto:   22 Dic, 2019 - 17:14  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di assodipicche il 22 Dic, 2019 - 17:23, modificato 1 volta in totale
assodipicche Oggetto: Tra qualche anno.....  07 Dic, 2019 - 20:03  Profilo Rispondi citando   

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assodipicche Oggetto: Tra il serio e il faceto.  26 Nov, 2019 - 16:54  Profilo Rispondi citando   

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Ci sarebbe da indignarsi, ma poi uno ci pensa e conclude che non ne vale davvero la pena.
Santa Maria a Vicofaro è sede di una parrocchia di Pistoia, retta da un prete che, per una serie di strampalate iniziative, ha già goduto altre volte degli onori delle cronache. Questa volta cos' ha fatto......Ha preannunciato che alla fine della messa domenicale avrebbe fatto cantare Bella Ciao ai fedeli presenti in chiesa (sparuti in verità, parola di Avvenire). Il vescovo gliel'ha proibito, ma lui lo ha fatto lo stesso. E adesso il vescovo è arrabbiato. E con buona ragione, direi.
Fatto è, secondo me, che il problema non è quel parroco, ma il fatto che i preti ormai scarseggiano e le vocazioni ancora di più e allora quelli che ci sono -consapevoli o no che siano del loro ruolo- bisogna tenerseli stretti.
E così nella parrocchia di Vicofaro ci ritroviamo don Massimo Biancalani, prete-sardina-capellone che canta Bella ciao sull' altare.
E chissà come sarà contento di tutto questo ambaradan!
Patrizia51 Oggetto:   25 Nov, 2019 - 18:23  Profilo Rispondi citando   

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A Piacenza un evento più unico che raro: un corteo di uomini contro la violenza sulle donne

Un centinaio di uomini ieri pomeriggio a Piacenza, ha sfilato in corteo dal liceo Respighi fino a piazza Sant’Antonino contro la violenza sulle donne e per difendere la libertà delle donne di scegliere. “Libere di scegliere (uomini per le donne)” è infatti il titolo della manifestazione, più unica che rara, pensata da un piacentino, il perito tecnico agrario, Manrico Maglia, dopo il femminicidio di Elisa Pomarelli. Lo stesso slogan, “Libere di scegliere”, è stato ripreso anche nello striscione di apertura del corteo che ha visto anche la partecipazione di associazioni, sindacati e movimenti. “Le donne devono essere libere di scegliere: di uscire la sera vestite come si sentono, di interrompere una gravidanza, di dire no, di esprimere la propria opinione, di chiudere una storia”, ha commentato Manrico Maglia. “La violenza culturale si traduce poi in violenza verbale, psicologica e fisica. Anche le mamme devono insegnare ai figli maschi il rispetto già da piccoli”.

(link)



Questo il commento di un amico su Facebook:

"Questi sono uomini, e vi assicuro che sono/siamo tantissimi. "quegli altri" (a cui non concedo nemmeno il maiuscolo) non li chiamate uomini, nemmeno bestie, sono peggio: sono merde, anzi merdi! Una sottigliezza linguistica non priva di motivazione, dato che non si meritano il femminile, nemmeno nella similitudine. Chi usa violenza sulle donne, non è un uomo, è un MERDO! "



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assodipicche Oggetto: Il mondo è bello perché vario.  10 Nov, 2019 - 18:54  Profilo Rispondi citando   

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Nella prima foto in basso, le sfavillanti scalinate Swarovskj della nave da crociera "MSC Grandiosa", varata oggi ad Amburgo. Capienza: 6.200 passeggeri e 1.400 uomini d'equipaggio. Star della serata (oltre alla nave), Sofia Loren e Michelle Hunziker.
Nella seconda foto,....ognuno va per mare come può!



Chi ha detto che il mondo è bello perché è vario?

assodipicche 11 Oggetto: Esempi di.....integrazione!!!!!  09 Nov, 2019 - 12:42  Profilo Rispondi citando   

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E quando il medico "tedesco" non conosce l'Italiano? O quando scrive le prescrizioni solo in Tedesco......?
E l'Alto Adige che non si deve chiamare Alto Adige?

Non liquidiamole come banalità! Sono esempi di quanto sia difficile l'integrazione. E in questo caso ci sono tante cose in comune! Figuriamoci quando non ci sono! Ed è una regione con mille privilegi!


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