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Patrizia51 Oggetto:   02 Gen, 2020 - 15:31  Profilo Rispondi citando   

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Non sono d'accordo sul fatto che le donne abbiano già "ampiamente" conquistato un ruolo decisionale nella società, ma lo sono sul fatto che la chiesa dovrebbe "aprire" di più alle donne. E' vero che con quest'ultimo Papa (e già in precedenza con Giovanni Paolo II e Paolo VI) qualcosa si è smosso e anche le donne hanno avuto la possibilità di accedere a cariche e incarichi che prima erano loro preclusi, ma c'è ancora molta strada da fare .... e le potenti correnti "antipapali" non permetteranno mai all'attuale Papa (l'unico che potrebbe farlo, in un atto di ribellione totale e definitivo) di fare ulteriori passi in quel senso, visto che per come stanno già ora le cose lo stanno accusando di eresia.
D'altra parte la donna, da Eva in poi, è sempre stata considerata dalla chiesa come l'origine del peccato, l'atavica provocatrice, il male assoluto, con il consenso e la connivenza di papi, sacerdoti, alti teologi e di tutti quelli che hanno interpretato le scritture sempre a senso unico, ma anche di gente comune, soprattutto maschi, che di queste "convinzioni" e "convenzioni" sono stati i principali beneficiari... ma anche donne, comunque, che per ignoranza o condizionamento non hanno saputo e voluto ribellarsi a questa teoria, ristabilendo adeguatamente ruoli e priorità.
Figuriamoci se le donne potrebbero aspirare al sacerdozio...
....e qui si aprirebbe un discorso molto complesso, lungo secoli di storia, che non mi sembra il caso di affrontare... mi permetto solo di consigliare il libro di Michela Murgia AVE MARY - E la chiesa inventò la donna - che secondo me interpreta egregiamente il ruolo costruito e imposto alla donna all'interno della religione e di conseguenza della società.

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assodipicche Oggetto: Viene da chiedersi  01 Gen, 2020 - 17:33  Profilo Rispondi citando   

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Trovo alquanto retorica l' insistente esortazione a riconoscere alle donne un ruolo decisionale nella società (ruolo che -secondo me- hanno già ampiamente conquistato), soprattutto alla luce della seguente considerazione: perché non concede lui alle donne l'accesso al sacerdozio? Data l'età, dovrebbe affrettarsi a farlo lui, prima d'essere sostituito da un papa probabilmente meno progressista.


Patrizia51 Oggetto:   01 Gen, 2020 - 17:09  Profilo Rispondi citando   

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La prima omelia di Bergoglio nel primo giorno dell'anno, per ricordare il ruolo della donna e la sua centralità nel mondo: "Continuamente offesa, picchiata, violentata, indotta a prostituirsi. Da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità"

Il Papa: "Non c'è salvezza senza la donna, la violenza è profanazione di Dio"

CITTA' DEL VATICANO. Le prime parole dell'anno nuovo di Papa Francesco sono per la donna. Nella sua omelia del 1 gennaio il pontefice ha ribadito con forza il 'no' alla donna sfruttata nel suo corpo, umiliata nella maternità e sul posto di lavoro da uomini che "hanno la pancia piena", costretta a viaggi pericolosi per dare un futuro ai figli. Il 2020 si apre così con una preghiera di Papa Francesco che ricorda la centralità del ruolo femminile nel mondo perché "senza la donna non c'è salvezza".

"Le donne sono fonte di vita. Eppure sono continuamente offese, picchiate, violentate, indotte a prostituirsi e a sopprimere la vita che portano in grembo", ha detto Bergoglio nel corso dell'omelia nella soleninità di Maria Santissima, "Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da donna. Dal corpo di una donna è arrivata la salvezza per l'umanità: da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità".

La maternità umiliata

Invece "quante volte il corpo della donna viene sacrificato sugli altari profani della pubblicità, del guadagno, della pornografia, sfruttato come superficie da usare. Va liberato dal consumismo, va rispettato e onorato; è la carne più nobile del mondo, ha concepito e dato alla luce l'Amore che ci ha salvati! Oggi pure la maternità viene umiliata, perchè l'unica crescita che interessa è quella economica".

"Ci sono madri, che rischiano viaggi impervi per cercare disperatamente di dare al frutto del grembo un futuro migliore e vengono giudicate numeri in esubero da persone che hanno la pancia piena, ma di cose, e il cuore vuoto di amore", ha proseguito Papa Francesco, "Secondo il racconto della Bibbia, la donna giunge al culmine della creazione, come il riassunto dell'intero creato. Ella, infatti, racchiude in sé il fine del creato stesso: la generazione e la custodia della vita, la comunione con tutto, il prendersi cura di tutto".

"Una conquista che vale per l'umanità"

Quindi l'appello a riconoscere alle donne un ruolo decisionale nella società: "La donna è donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali. Perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo si ritrova più unito e più in pace. Perciò, una conquista per la donna - ha evidenziato il Papa - è una conquista per l'umanità intera".

Avvicinandosi a Maria la Chiesa si ritrova, ritrova il suo centro e la sua unità. - ha concluso il pontefice - Il nemico della natura umana, il diavolo, cerca invece di dividerla, mettendo in primo piano le differenze, le ideologie, i pensieri di parte e i partiti. Ma non capiamo la Chiesa se la guardiamo a partire dalle strutture, dai programmi e dalle tendenze: ne coglieremo qualcosa, ma non il cuore. Perché la Chiesa ha un cuore di madre. E noi figli invochiamo oggi la Madre di Dio, che ci riunisce come popolo credente".

"Tante volte perdiamo la pazienza, chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri", ha detto dopo l'omelia Papa Francesco tornando a un episodio che in queste ore lo vede protagonista sui social. In serata, durante i saluti in piazza San Pietro, Bergoglio ha reagito con decisione quando una fedele lo ha malamente strattonato. All'Angelus il Papa ha anche ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella "per il pensiero che mi ha indirizzato nel suo messaggio di fine anno, e lo ricambio invocando la benedizione di Dio sulla sua alta missione".

(link)

1/1/2020

Moni, molto bella la preghiera che hai messo, grazie


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moniaxa Oggetto:   31 Dic, 2019 - 19:53  Profilo Rispondi citando   

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Per caso ho trovato questa preghiera diringraziamento a DIO

https://www.youtube.com/watch?v=O1EM0R7SC0Q
Patrizia51 Oggetto:   29 Dic, 2019 - 17:22  Profilo Rispondi citando   

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29 dicembre 2019
Mt 2,13-15.19-23
I domenica dopo Natale
di Luciano Manicardi

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato mio figlio.
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

....
Non si può infatti dimenticare che questa pagina di Matteo, presentando la migrazione forzata di Giuseppe con la sua famiglia, si presenta come capace di stringente attualità. La esprimo con le parole di papa Francesco nell’omelia della notte di Natale del 2017: “Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire. Vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene, ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra. In molti casi questa partenza è carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente”.



Abdelsalam e la sua famiglia sono fuggiti dai brutali combattimenti nella sua patria, la Siria, e ora chiamano il Libano casa.

Monastero di Bose

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Patrizia51 Oggetto:   24 Dic, 2019 - 00:40  Profilo Rispondi citando   

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L'ATTESA

La notizia si è fatta largo dentro il corpo di una ragazza di Israele, incinta fuorilegge, partoriente dove non c’è tetto, salvata dal mistero di amore del marito che l’ha difesa, gravida non di lui. Niente di questa festa deve lusingare i benpensanti. Meglio dimenticare le circostanze e tenersi l’occasione commerciale. Non è di buon esempio la sacra famiglia: scandalo il figlio della vergine….
…Natale è lo sbaraglio di un cucciolo di redentore privo pure di una coperta. Chi è in affanno, steso in una corsia, dietro un filo spinato, chi è sparigliato, sia stanotte lieto. È di lui, del suo ingombro che si celebra l’avvento….

Erri De Luca (2007) a un altro Natale di dieci anni fa

BUON NATALE


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Patrizia51 Oggetto:   22 Dic, 2019 - 16:23  Profilo Rispondi citando   

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Accendiamo la quarta candela dell'Avvento, la candela della DISPONIBILITA'




L'ultima luce della nostra Corona di Avvento si chiama DISPONIBILITA'. Disponibilità a farti spazio nel nostro cuore.
Questa, o Signore, sia la fiamma per dirti tutto il nostro vivo desiderio di incontrarti e di accoglierti nel nostro cuore.
Come un tempo accadde a Maria e Giuseppe, anche a noi oggi chiedi di diventare protagonisti del tuo progetto di salvezza, accogliendoti con lo stesso entusiasmo.
Quest'ultima luce che accendiamo sia, quindi, il segno della nostra iena disponibilità a fare spazio all'amore che salva e illumina la nostra vita.


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Patrizia51 Oggetto:   16 Dic, 2019 - 22:38  Profilo Rispondi citando   

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Accendiamo la terza candela, la candela della GIOIA



Le nostre mani, Signore, spesso sono fiacche
e le nostre ginocchia vacillanti,
ma tu vieni a darci speranza e gioia grande.
Fa che questa lampada sia il segno della nostra pazienza e costanza
nel saper attendere il tuo passaggio sotto il nostro "sicomoro".
Nell'attenderti, spesso, la nostra i0ia può affievolirsi e vacillare.
Ma noi siamo sicuri che tu sostieni la nostra costanza e pazienza,
per questo ti chiediamo luce,
per abbattere la tristezza e il pianto.
Questa terza luce, che adesso accendiamo,
sia il segno della costanza e della pazienza nell'attenderti
e, come Zaccheo, imparare a leggere bene
i segni del tuo imminente arrivo.
Vieni, Signore Gesù!


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Patrizia51 Oggetto:   08 Dic, 2019 - 21:47  Profilo Rispondi citando   

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Accendiamo la seconda candela dell'Avvento, la candela dell' ASCOLTO, nel giorno che la chiesa festeggia

l'Immacolata Concezione





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Patrizia51 Oggetto:   04 Dic, 2019 - 09:56  Profilo Rispondi citando   

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Certamente.... il "Figlio dell'Uomo" viene solo per i vivi.... quando siamo morti, siamo morti, i giochi sono fatti.... Per tutti "il giorno del Signore" è il momento stesso in cui ci chiamerà a rendere conto della nostra vita: "Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà..... Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo".

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assodipicche Oggetto: Una domanda  03 Dic, 2019 - 17:34  Profilo Rispondi citando   

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Il Vangelo di Matteo c'invita a vegliare. Bene, questo vale per chi è ancora in vita. Ma se il Figlio dell'Uomo decide di venire quando siamo morti.....mica da morti si può vegliare! Significa dunque che viene solo per i vivi?

Patrizia51 Oggetto:   02 Dic, 2019 - 17:10  Profilo Rispondi citando   

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E’ cominciato l’Avvento e la prima candela è la luce dell’attenzione.


Dal Vangelo secondo Matteo Mt 24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

E’ necessario vegliare per riconoscere i segni del tempo, senza lasciarci sorprendere da eventi che possono sconvolgere tutta la nostra vita. Il messaggio per ognuno è chiaro: vivere la propria esistenza con impegno, serietà e costanza nell’attesa della venuta del Signore. Anche gli avvenimento della fede più forti possono lasciarci indifferenti. Presepi, natale, musica… son cose da bambini, si suole dire. Ma il vangelo ci ripete che se non diventate come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli. Se tu fratello, che sei pellegrino su questo mondo ti sei adagiato nelle tue realtà umane, come se durassero eternamente, scuotiti da questo ipnotismo che ti impedisce di vedere il succedersi degli interventi del Signore per la tua salvezza. Non a caso il brano del vangelo ci riporta al tempo di Noè, quando la gente mangiava, beveva, si divertiva senza darsi pena della tragedia che si avvicinava. Anche oggi molti delle nostra gente, anche credente, nonostante le tragedie che si susseguono su questo nostro pianeta: tsunami, inondazioni, terremoti, smottamenti, incidenti, stragi della discoteca, terrorismo, strage di gente innocente… vivono nella dimenticanza del giorno del Signore, nella superficialità e forse nel rifiuto di Dio senza nemmeno pensare che da un momento all’altro si potrebbe essere chiamati a comparire dinanzi a lui per rendere conto della propria vita. L’avvento ci sprona a fermarci un poco, a riflettere verso quale direzione è orientata la nostra vita, a mettere un po’ di ordine nella nostra coscienza.

(Padri Silvestrini)


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Patrizia51 Oggetto:   17 Nov, 2019 - 18:41  Profilo Rispondi citando   

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Vangelo di oggi (Lc 21, 5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Incontro due tipi di cristiani nel mio magnifico pellegrinaggio della speranza in giro per l’Italia.
Quelli che imperterriti guardano alle belle pietre del tempo e ai doni votivi, dicendo che in fondo le cose non vanno poi così male e bisogna tenere duro rispetto ai nemici della Chiesa e quelli che, invece, vedono il tempo presente come la fine del cristianesimo, e vivono con disagio e cupezza la profonda crisi che sembra avere colpito le nostre comunità, povere di fede e di speranza.
È una questione di sguardi e di segni dei tempi.
Per decenni ci siamo lamentati che eravamo una minoranza. Solo perché il pluralismo si stava diffondendo. E tutti a fare le finte vittime, a rimpiangere ipotetici tempo d’oro. Idioti. Ora stiamo vedendo che davvero siamo diventati una minoranza. Le chiese ci sono ancora e le feste e i simboli. Manca la fede. Manca il fuoco.
Il cristianesimo, in Italia, sta diventando un pacco ben confezionato. Ma vuoto.
Allora si grida al mondo nemico e crudele. Forse dovremmo, semplicemente, fidarci di Dio. E credere, finalmente. Il Signore fa nuove tutte le cose, non ce ne accorgiamo? Alzate lo sguardo!
Nessuna catastrofe, dice Gesù, state sereni.
Non sono questi i segni della fine, come qualche predicatore radiofonico insiste nel dire. Non sono questi i segnali di un mondo che precipita nel caos. E, sorridendo, il Maestro ci dice: cambia il tuo sguardo. Cambia te stesso. Cambia il mondo. Guarda alle cose positive, al tanto amore che l’umanità, nonostante tutto, riesce a produrre, allo stupore che suscita il Creato e che tutto ridimensiona, al Regno che avanza nei cuori, timido, discreto, pacifico, disarmato. Guarda a te stesso, fratello mio, a quanto il Signore è riuscito a compiere in tutti gli anni della tua vita,
nonostante tutto.
A tutto l’amore che hai donato e ricevuto, nonostante tutto.

Paolo Curtaz


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Patrizia51 Oggetto:   11 Nov, 2019 - 10:58  Profilo Rispondi citando   

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Enzo Bianchi "La stagione del silenzio"

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La Repubblica - Altrimenti 3 novembre 2019
di ENZO BIANCHI
dal sito del Monastero di Bose

In questi ultimi tempi si sono fatti eloquenti alcuni cattolici e alcune figure autorevoli, anche della gerarchia ecclesiastica italiana, che di volta in volta invocano la nascita di un movimento, di una nuova formazione di ispirazione cattolica che sia presente nella nostra società.

Nei mesi scorsi il vescovo emerito di Prato, Gastone Simoni, ha dichiarato: “Mi parrebbe venuta l’ora per stringere i tempi e arrivare all’evento fondativo di un nuovo soggetto politico entro la fine dell’anno”. E pochi giorni fa è apparso un “manifesto” che vuole essere una chiamata a far nascere non un partito cattolico, ma un nuovo partito democratico di piena ispirazione cristiana.

Certo, questa è un’ipotesi legittima, una scommessa verso la quale va il mio rispetto, anche se in essa ravviso alcune ingenuità nella concreta possibilità di realizzazione. Non basta infatti convocare, radunare, proclamare, perché i cattolici impegnati in politica sono diventati afoni nella politica italiana anche perchè nel ventennio 1990-2010, sono stati delegittimati da soggetti ecclesiastici che hanno avocato a sé il discernimento della situazione sociale, culturale e politica, fino a intervenire direttamente in materie sulle quali la competenza spetterebbe di diritto ai fedeli laici.

Ci sono ancora cattolici capaci di stare nella polis, dopo una tale stagione, che li ha visti impediti a essere cristiani adulti, maturi? Dove sono i cattolici democratici? E poi oggi nel nostro paese la debolezza della fede e l’insignificanza di molte istituzioni ecclesiali non favorisce lo svilupparsi di una comunità cristiana quale grembo fecondo, in grado di esprimere “visione”, “profezia”, capacità di abitare il mondo attuale.

Resto convinto che il vero problema non sia quello di avere politici cattolici, ma soprattutto di avere cristiani che tentino di essere tali e dunque siano capaci di responsabilità sociale, di chiaroveggenza sul nostro futuro. Nella nostra storia del dopoguerra, dopo una stagione significativa, c’è stata la stagione dell’afonia, ma ora sembra assodata la stagione dell’assenza! E non basta avere paura o avere la volontà di contrapporsi a nuove forze malate di ossessioni identitarie nazionali e religiose per far risorgere movimenti capaci di coinvolgere i cattolici. Il problema è più radicale e riguarda il tessuto della comunità cristiana sempre più astenica e incapace ad abitare con fedeltà al vangelo, la polis plurale, diversificata, complessa sempre più scristianizzata, eppure la “nostra” polis.

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Patrizia51 Oggetto:   01 Nov, 2019 - 09:36  Profilo Rispondi citando   

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1 NOVEMBRE


Festa di tutti i santi,

festa e ricordo di quanti, uomini e donne,

hanno vissuto sulla terra

rendendo questo mondo

più bello, più buono di come l’hanno trovato:

hanno seminato fiducia, speranza, amore

senza essere paralizzati dal male

che hanno visto e sofferto!


(Enzo Bianchi)

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liliana Oggetto: Jl Sinodo dei Vescovi  27 Ott, 2019 - 11:44  Profilo Rispondi citando   

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Sinodo, i vescovi dell'Amazzonia chiedono al Papa di aprire ai preti sposati. Ecco cosa è successo nel sinodo

Il Sinodo dei vescovi sull'Amazzonia apre alla possibilità per l'area di «ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti della comunità, che abbiano un diaconato permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia legittimamente costituita e stabile». Per questo occorre stabilire «criteri e disposizioni da parte dell'autorità competente». Non si tratta dei viri probati ma è una novità. Il paragrafo è stato approvato ma ha registrato il maggior numero di 'nò: 41 (128 i sì).

Nel corso delle tre settimana di Sinodo si è appunto discusso molto dei cosiddetti 'viri probatì, vale a dire uomini sposati di provata fede da ordinare sacerdoti per sopperire alla mancanza di preti in Amazzonia. Un tema che in Aula è stato particolarmente divisivo, anche se tra i vari gruppi di lavoro in diversi hanno caldeggiato la proposta, pure con diverse sfumature.

Ora la parola spetta al Papa che con la lettera sinodale trarrà le conseguenze di quanto richiesto nel documento finale.

Sabato 26 Ottobre 2019.
Patrizia51 Oggetto:   14 Ott, 2019 - 17:03  Profilo Rispondi citando   

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Vangelo Lu. 22,49

Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: “Signore, dobbiamo colpire con la spada?”. E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: “Lasciate, basta così!”. E, toccandogli l’orecchio, lo guarì.

Commento

Ci sono molti modi di esercitare la violenza: oltre a quella fisica c’é la violenza morale, psicologica o meramente verbale. Nessuna é meno riprovevole o meno inopportuna dell’altra ed a tutte va posta fine non appena ci accorgiamo che il desiderio di ferire sta prendendo il sopravvento snaturando e avvilendo tanto malamente il nostro più sano e nobile modo d’essere.
Quindi oggi...

quando sentiremo crescere in noi un desiderio abnorme d’infierire sugli altri, buttiamo acqua sul fuoco e, prima di passare ai fatti, contiamo non fino a dieci, ma - se necessario - fino a cento. Ogni espressione di violenza, soprattutto se tende a diventare abituale, va bloccata adesso: subito.

Citazione

La non-violenza è il primo articolo della mia fede: anche l'ultimo articolo del mio credo.
Mahatma Gandhi

VoVeVi

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liliana Oggetto:   06 Ott, 2019 - 12:40  Profilo Rispondi citando   

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Molto meglio Patrizia, Grazie

Patrizia51 Oggetto: Re: San Francesco  05 Ott, 2019 - 19:08  Profilo Rispondi citando   

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liliana ha scritto:

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Nel porgere gli "Auguri" a chi ha nome : Francesco o Francesca, ricordiamo con particolare affetto e devozione
S. Francesco.
Nacque ad Assisi l'anno 1182 da Pietro Bernardone e da madonna Pica, ricchi commercianti.
La sua nascita fu circondata da avvenimenti misteriosi: un mendicante, presentatosi a madonna Giovanna Pica, pochi giorni prima della nascita di Francesco, le disse: « Fra queste mura spunterà presto un sole... »; il giorno stesso della nascita, essendo la madre oltremodo accasciata per i dolori del parto, un altro pellegrino le disse: « Tutto andrà bene, purchè la madre sia condotta nella stalla », e così avvenne. Un altro giorno fu udito per le vie di Assisi, un romito che gridava: « Pace e bene, pace e bene! » il futuro motto di Francesco. La dolce madonna Pica taceva e pregava, pensando: cosa mai sarà di questo fanciullo così prediletto da Dio?

Intanto Francesco cresceva vivace, allegro, amante delle spensierate brigate, delle laute cene, dei suoni e dei canti. Siccome gli affari andavano bene, il padre lo avviò alla mercatura. Di ingegno vivace, riusciva a meraviglia; combattè anche contro Perugia e sostenne lunga prigionia.La grazia di Dio intanto lavorava. Un giorno gli amici, vedendolo assorto, gli domandarono: « Pensi a prendere moglie? ». « Sì, rispose Francesco, e sposerò la donna più bella e più amabile del mondo ». Si riferiva a « madonna povertà »! Una mattina, è colpito, in una chiesetta di campagna, da un brano del Vangelo, che dice: "Non tenere né oro né argento né altra moneta; non borse, non sacchi, non due vesti, non scarpe, non bastone".
Si spogliò di tutto, diede quanto aveva in elemosina, e a suo padre che l'aveva citato davanti al Vescovo, diceva rendendogli anche i vestiti: « Finora ho chiamato Pietro di Bernardone mio padre, d'ora in poi a maggior ragione dirò: Padre mio che sei nei cieli ». Esce all'aperto e, immediatamente. mette in pratica il consiglio evangelico. Si scalza, s'infila una tunica contadinesca, getta la cintura di cuoio e al suo posto s'annoda sui fianchi una corda. (La cintura di cuoio era nel medioevo la parte più importante dell'abito, tanto importante che Dante. quando vorrà lodare la rude semplicità dei vecchi fiorentini, li dirà "cinti di cuoio e d'osso")

Da quel giorno l'eroismo di Francesco non ebbe più limiti: i poveri, i lebbrosi, gli ammalati di ogni specie furono la sua parte életta. Fu trattato da pazzo, percosso, vilipeso, maledetto, ed egli ricambiava tutto con preghiere, carità, amore. Ai suoi seguaci che volle chiamare « Frati Minori » insegnava il lavoro, l'elemosina, la preghiera e la povertà più assoluta.

Dove passò portò la benedizione di Dio: la pace fra le fazioni e l'amore tra i popoli, fra i nemici, convertì peccatori, salvò miserabili, protesse oppressi.
San Francesco




Scusa Liliana se mi sono permessa di ridimensionare il tuo scritto.... mi sembra che così si legga meglio
liliana Oggetto: San Francesco  04 Ott, 2019 - 10:18  Profilo Rispondi citando   

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Nel porgere gli "Auguri" a chi ha nome : Francesco o Francesca, ricordiamo con particolare affetto e devozione
S. Francesco.

Nacque ad Assisi l'anno 1182 da Pietro Bernardone e da madonna Pica, ricchi commercianti.

La sua nascita fu circondata da avvenimenti misteriosi: un mendicante, presentatosi a madonna Giovanna Pica, pochi giorni prima della nascita di Francesco, le disse: « Fra queste mura spunterà presto un sole... »; il giorno stesso della nascita, essendo la madre oltremodo accasciata per i dolori del parto, un altro pellegrino le disse: « Tutto andrà bene, purchè la madre sia condotta nella stalla », e così avvenne. Un altro giorno fu udito per le vie di Assisi, un romito che gridava: « Pace e bene, pace e bene! » il futuro motto di Francesco. La dolce madonna Pica taceva e pregava, pensando: cosa mai sarà di questo fanciullo così prediletto da Dio?

Intanto Francesco cresceva vivace, allegro, amante delle spensierate brigate, delle laute cene, dei suoni e dei canti. Siccome gli affari andavano bene, il padre lo avviò alla mercatura. Di ingegno vivace, riusciva a meraviglia; combattè anche contro Perugia e sostenne lunga prigionia.La grazia di Dio intanto lavorava. Un giorno gli amici, vedendolo assorto, gli domandarono: « Pensi a prendere moglie? ». « Sì, rispose Francesco, e sposerò la donna più bella e più amabile del mondo ». Si riferiva a « madonna povertà »! Una mattina, è colpito, in una chiesetta di campagna, da un brano del Vangelo, che dice: "Non tenere né oro né argento né altra moneta; non borse, non sacchi, non due vesti, non scarpe, non bastone".

Si spogliò di tutto, diede quanto aveva in elemosina, e a suo padre che l'aveva citato davanti al Vescovo, diceva rendendogli anche i vestiti: « Finora ho chiamato Pietro di Bernardone mio padre, d'ora in poi a maggior ragione dirò: Padre mio che sei nei cieli ». Esce all'aperto e, immediatamente. mette in pratica il consiglio evangelico. Si scalza, s'infila una tunica contadinesca, getta la cintura di cuoio e al suo posto s'annoda sui fianchi una corda. (La cintura di cuoio era nel medioevo la parte più importante dell'abito, tanto importante che Dante. quando vorrà lodare la rude semplicità dei vecchi fiorentini, li dirà "cinti di cuoio e d'osso")

Da quel giorno l'eroismo di Francesco non ebbe più limiti: i poveri, i lebbrosi, gli ammalati di ogni specie furono la sua parte életta. Fu trattato da pazzo, percosso, vilipeso, maledetto, ed egli ricambiava tutto con preghiere, carità, amore. Ai suoi seguaci che volle chiamare « Frati Minori » insegnava il lavoro, l'elemosina, la preghiera e la povertà più assoluta.

Dove passò portò la benedizione di Dio: la pace fra le fazioni e l'amore tra i popoli.





















































































































































































































































































































































































































































































































































































































fra i nemici: convertì peccatori, salvò
miserabili, protesse oppressi.


San Francesco
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