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  I Forum di Anziani.it  Affetti  Parole per l'anima
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liliana Oggetto: Anima  09 Giu, 2020 - 16:29  Profilo Rispondi citando   

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L'anima e la sua evoluzione dopo la morte




Se si approfondisce cosa è l'anima, tutto viene spiegato in un soffio, sembra strano, ma l'anima è proprio un "soffio".Per Aristotele l'anima non solo causa formale e motrice del vivente, ma anche causa finale e quindi condizione primaria del finalismo immanente del mondo della vita.



"Tutti abbiamo un'anima, non c'è niente di più bello che essere consapevoli di possederla". Nessuno ha bisogno di conoscerla essa fà parte della propria individualità, non solo quella che appartiene all'uomo, ma agli animali ,ad ogni essere esistente.



Solo il viandante che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima.

Carl Gustav Jung

liliana Oggetto: Concezione Africana della vita  25 Apr, 2020 - 16:31  Profilo Rispondi citando   

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Tappetino per mouse con figure colorate di ballerine africane ...

Ciò che Dio ti dona il vento non lo porta mai via



Per il popolo africano è credenza comune che l’uomo quando entra nel mondo, entra direttamente nella sofferenza. La concezione africana della vita è permeata da due esperienze fondamentali: la sofferenza e la morte, fatti ineluttabili ai quali ci si arrende e che la saggezza popolare insegna ad accettare e vivere con dignità, nell’attesa che arrivi l’ultimo viaggio.


Questo approccio al Mondo, fatto di sofferenza e fatalità del destino, determina le istanze cardini dell’etica africana della vita che, al contempo, prevede un lungo percorso terreno fatto di esperienze. Attraverso l’esperienza del vivere si giunge alla consapevolezza e a Dio.
























Patrizia51 Oggetto:   11 Apr, 2020 - 23:40  Profilo Rispondi citando   

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BUONA PASQUA


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assodipicche Oggetto: La forza della fede  10 Apr, 2020 - 12:27  Profilo Rispondi citando   

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Erano giorni che vedevo quel foglietto appiccicato alla ringhiera di un appartamento con le finestre rigorosamente serrate. Alla fine ha vinto la curiosità, ho preso il binocolo e ho visto che, insieme a un'immagine di Gesù, c'era scritto: "Andrà tutto bene, se nel Signore confideremo".
Ecco, ho pensato, ecco uno per il quale non ci sono dubbi: chi crede si salva. La forza della fede! Davvero commovente. Confesso d'aver provato un po' d'invidia. Chiunque l'abbia scritto: un anziano, un bambino su stimolo della nonna, sano, ammalato, non so, non so niente di lui. So che per lui tutto andrà bene a una sola condizione: confidare nel Signore.
Il foglietto è ancora lì; era già illeggibile per la distanza, ora lo è ancora di più: il sole, la pioggia, il vento hanno fatto la loro parte.
Ma lui resiste e, quando - fra due, tre o cinque mesi e forse più- dopo alcune centinaia di migliaia di morti e altri guai, questa cosa finirà, chi l'ha scritto non dirà "Signore, ma non potevi rispiarmiarcela?". Dirà: " Ecco, avete visto? Ho confidato nel Signore e ce l'ho fatta". Auguriamoglielo. E auguriamocelo.
Buona Pasqua!

cicuta Oggetto: I Sepolcri  05 Apr, 2020 - 15:05  Profilo Rispondi citando   

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Patrizia51 Oggetto:   31 Mar, 2020 - 18:48  Profilo Rispondi citando   

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Signore, non ne posso più:
la mia resistenza è agli estremi,
la mia fede viene meno
sotto le prove che incalzano.
Non comprendo più niente.
Ma per sostenere in pace
e rimanere vicino a chi soffre
non è necessario comprendere.
Non mi abbandonare, Signore,
tu che mi conosci e sai tutto di me
e di questo mio povero cuore di carne.
Tienimi su il cuore,
e aiutami a superare l'angoscia
che spesso il male mi dà.
Rinsaldami la certezza
che niente va perduto
del nostro patire perché è tuo
e ti appartiene
meglio di qualsiasi cosa nostra.
Aiutami a credere
che la tua misericordia
sta universalmente preparando
una giornata più buona a tutti.

(Primo Mazzolari)


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Patrizia51 Oggetto: Domenica 28 marzo - ore 12  29 Mar, 2020 - 00:45  Profilo Rispondi citando   

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moniaxa Oggetto:   26 Mar, 2020 - 10:10  Profilo Rispondi citando   

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UN VIDEO DELLE CLARISSE DI IGLESIAS



https://www.youtube.com/watch?v=WjsX7Ul-wR8
Patrizia51 Oggetto:   15 Mar, 2020 - 19:06  Profilo Rispondi citando   

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Per tutti coloro che – a causa della difficile situazione e a causa delle disposizioni della CEI – sono privati dell'Eucaristia domenicale e quotidiana, ho pensato di trascrivere il testo di una delle più comuni formule per la Comunione spirituale.
In casi particolari (come la presente epidemia o come, ad esempio, la condizione dei credenti che sono divorziati risposati o conviventi) e se animati da profonda fede nell'autentica presenza di Gesù nell'Eucaristia, la Comunione spirituale ha lo stesso valore di quella sacramentale.




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liliana Oggetto: Un prato tutto nostro  02 Mar, 2020 - 08:11  Profilo Rispondi citando   

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frasi di Maria Viola
Patrizia51 Oggetto:   27 Feb, 2020 - 17:52  Profilo Rispondi citando   

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Ha ancora senso la Quaresima?




La Quaresima, la quarantena e il prosciutto
don Marco Pozza
Martedì, 25 Febbraio 2020

Durano quaranta giorni entrambe la quarantena e la Quaresima. Un pugno di giornate nate apposta per fare esplodere la mancanza. La quarantena è una misura di sicurezza a-posteriori. Dopo una minaccia manifesta, si corre ai ripari per limitarne i danni: «Per tutti gli italiani che arrivano dal Nord – recita uno dei comunicati odierni - è prevista la quarantena se mostrano sintomi anche leggeri di potenziale contagio». La Quaresima, invece, è misura di sicurezza a-priori: ci sono pericoli non ancora manifesti che s'invita a calcolare. La legge sottostante è elementare: la distanza è solamente un problema di geometria, ma l'assenza non la risolvi con nessuna equazione. Una presenza, tra l'altro, non sempre ti racconta la verità: l'assenza, invece, non riesce a mentirti. Vale con le persone, ancora prima che con la materia: «Quello che ci manca ci attira. Nessuno ama la luce come il cieco» scrive V. Hugo. Con Cristo la natura non muta d'aspetto. Da anni, di Lui, mi fanno impazzire due cose: la sua presenza e la sua assenza.

Parte del Nord-Est d'Italia è stata costretta ad entrare in quarantena pochi giorni prima d'essere invitata ad entrare in Quaresima. La costrizione non è un invito, anche se entrambi spartiscono la logica della mancanza: “Ti tolgo, t'invito a toglierti, il superfluo per farti gustare il necessario”.
Per chi crede è operazione di ascesi, per chi non crede è prevenzione al contagio del male: per entrambi è gesto d'alta cura. La mancanza, infatti, assomiglia alla notte: amplifica i rumori, i pensieri, l'assenza di chi e cosa ci manca. E' come uno di quei megafoni che esalta la voce, fino alla stordimento. “Mi manca andare in piazza, don Marco: in questi giorni casa sta diventando una galera” mi ha scritto un amico costretto alla quarantena. “Prima no?” gli rispondo. “Non ci avevo mai fatto caso” ribatte. Mai-fatto-caso è ammissione implicita di distrazione: c'era tutto, ma non te n'eri accorto. Non è mica una colpa punibile con la carcerazione. E' che l'assenza dice molto di più della presenza: «Regala la tua assenza a chi non da valore alla tua presenza» diceva Oscar Wilde. Augurio solo in apparenza disgustoso. E' tutt'altro.

Cristo, da parte sua, visse da gigante: la sua presenza quasi mai si notò, la sua assenza si ode ovunque. La Quaresima, dunque, è la versione cristiana della quarantena medicinale: un obbligo di dimora interiore per avvertire sulla pelle l'assenza di ciò che è necessario sia presente per vivere. “Giuro che non mangerò insaccati tutta la Quaresima” ha fatto voto qualcuno. Altri rinunciano al tiramisù, alla birra, al burro, alla cioccolata. Qualcuno si auto-infligge acrobazie disumane: niente soldi, benzina, affetti. Pare sia tutto tempo perso: «E' forse questo il digiuno che bramo?» confida Dio al profeta Isaia. Gradito è tutt'altro: «Dividere il pane con l'affamato, introdurre in casa i miseri, vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne» - Is 58 -. Dunque? Dei prosciutti, formaggi, bistecche a Dio non importa granchè: Gli interessa che tutta quella roba, ch'è buona da mangiare, sia (con)divisa. Se togli all'uomo un prosciutto di bocca, così tanto per fare, s'arrabbia di brutto: se tu glielo togli per darne metà ad un altro s'arrabbia forse un po' meno, magari sorride perchè non si era nemmeno accorto dell'affamato davanti. Quel sorriso, seppure a metà, è il digiuno gradito a Dio, anche se nella pancia è entrato del prosciutto. E' convinto, il nostro Dio, che al mondo non esista una felicità più ammirevole di quella che nasce dal sacrificio. Nel Nord-Est hanno chiuso anche le chiese in questi giorni: è il paradosso del digiuno eucaristico. Quest'anno, la Quaresima per tanti inizia in quarantena: che Dio si sia accorto che ci siamo abituati a Lui? Mettendoci a digiuno di Lui, si aspetta, forse, d'essere desiderato di più, un po' meglio. Facendo così corre il rischio che qualcuno, nel frattempo, si abitui alla sua assenza. Solo gli innamorati-persi rischiano così-di-brutto.

(da Il Sussidiario, 26 febbraio 2020)

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moniaxa Oggetto:   12 Feb, 2020 - 09:41  Profilo Rispondi citando   

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moniaxa Oggetto:   03 Feb, 2020 - 09:04  Profilo Rispondi citando   

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Patrizia51 ha scritto:




Il Santo Padre conserva gelosamente un foglio scolorito dal tempo con una sentita professione di fede, scritta «in un momento di grande intensità spirituale» poco prima di essere ordinato sacerdote:



Credo



Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come un figlio, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il suo Spinto nella mia vita per farmi sorridere e portarmi così nel regno della vita eterna.



Credo nella mia storia, permeata dallo sguardo benevolo di Dio, che nel primo giorno di primavera, il 21 settembre, mi è venuto incontro e mi ha invitato a seguirlo.

Credo nel mio dolore, infecondo per colpa dell'egoismo, in cui mi rifugio.

Credo nella meschinità della mia anima, che vuole prendere senza mai dare ... senza mai dare.

Credo che gli altri sono buoni, e che devo amarli senza timore, e senza mai tradirli per cercare una sicurezza per me.

Credo nella vita religiosa.

Credo che voglio amare molto.

Credo nella morte quotidiana, ardente, alla quale sfuggo ma che mi sorride invitandomi ad accettarla.

Credo nella pazienza di Dio, accogliente, dolce come una notte estiva.

Credo che papà sia in cielo accanto al Signore.

Credo che anche padre Duarte, mio confessore, sia in cielo, a intercedere per il mio sacerdozio. Credo in Maria, mia madre, che mi ama e non mi lascerà mai solo. E attendo la sorpresa di ogni giorno in cui si manifesterà l'amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all'incontro definitivo con quel viso, meraviglioso che non so come sia, che sfuggo in continuazione, ma che voglio conoscere e amare.

Amen.



Papa Francesco



-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Bellissimaovunque dovrebbero esporre questaPREGHIERA
Patrizia51 Oggetto:   02 Feb, 2020 - 16:38  Profilo Rispondi citando   

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Il Santo Padre conserva gelosamente un foglio scolorito dal tempo con una sentita professione di fede, scritta «in un momento di grande intensità spirituale» poco prima di essere ordinato sacerdote:

Credo

Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come un figlio, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il suo Spinto nella mia vita per farmi sorridere e portarmi così nel regno della vita eterna.

Credo nella mia storia, permeata dallo sguardo benevolo di Dio, che nel primo giorno di primavera, il 21 settembre, mi è venuto incontro e mi ha invitato a seguirlo.
Credo nel mio dolore, infecondo per colpa dell'egoismo, in cui mi rifugio.
Credo nella meschinità della mia anima, che vuole prendere senza mai dare ... senza mai dare.
Credo che gli altri sono buoni, e che devo amarli senza timore, e senza mai tradirli per cercare una sicurezza per me.
Credo nella vita religiosa.
Credo che voglio amare molto.
Credo nella morte quotidiana, ardente, alla quale sfuggo ma che mi sorride invitandomi ad accettarla.
Credo nella pazienza di Dio, accogliente, dolce come una notte estiva.
Credo che papà sia in cielo accanto al Signore.
Credo che anche padre Duarte, mio confessore, sia in cielo, a intercedere per il mio sacerdozio. Credo in Maria, mia madre, che mi ama e non mi lascerà mai solo. E attendo la sorpresa di ogni giorno in cui si manifesterà l'amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all'incontro definitivo con quel viso, meraviglioso che non so come sia, che sfuggo in continuazione, ma che voglio conoscere e amare.
Amen.

Papa Francesco


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Patrizia51 Oggetto:   12 Gen, 2020 - 17:59  Profilo Rispondi citando   

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Quando mi chiedo chi sono i miserabili
non penso che siano i poveri, gli emarginati
che nella sofferenza meritano compassione
ma penso a quelli che sono al potere
e non sapendolo esercitare diventano tiranni,
e penso a quelli che li servono
affogando la voce della loro coscienza.

padre Enzo Bianchi
fondatore della Comunità di Bose

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assodipicche Oggetto: Buona Domenica  12 Gen, 2020 - 12:06  Profilo Rispondi citando   

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Ho spesso pensato che la gente tratti Dio senza riguardo, e voi? Rivolgendogli triliardi e triliardi di preghiere ogni giorno, chiedendo e supplicando e implorando favori: fai questo, dammi quello, ho bisogno di una nuova auto, voglio un lavoro migliore. E la maggior parte di queste preghiere ha luogo di domenica: il suo giorno libero!

(George Carlin)
Patrizia51 Oggetto:   07 Gen, 2020 - 23:31  Profilo Rispondi citando   

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assodipicche Oggetto:   07 Gen, 2020 - 18:56  Profilo Rispondi citando   

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Patrizia, che brutta poesiola! E pure sgrammaticata (loro/propri)!
Patrizia51 Oggetto:   06 Gen, 2020 - 19:21  Profilo Rispondi citando   

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Epifania di David Maria Turoldo

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!
Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.


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Patrizia51 Oggetto:   05 Gen, 2020 - 19:11  Profilo Rispondi citando   

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Breviario Laico, CHE COSA È DIO?

5 Gennaio 2020

«Che cosa è Dio?» domanda il bambino. La madre lo stringe tra le braccia e gli chiede: «Che cosa provi?». «Ti voglio bene» risponde il bambino. «Ecco, Dio è questo.»

KRZYSZTOF KIESLOWSKI

Riuscii anni fa a vedere in anteprima i dieci film che il regista polacco (non credente) Krzysztof Kieslowski (1941-96) aveva dedicato al Decalogo e ne rimasi affascinato. Partecipai alla presentazione di alcuni di essi e all’elaborazione di un volume che ne raccoglieva la trama, descritta da Gina Lagorio (1922-2005), con interventi di vari autori tra i quali padre David Maria Turoldo (1916-92). Tra le tante emozioni che provai una mi ritorna ora in mente, legata al film sul primo comandamento. L’ho evocata nella citazione del dialogo tra una mamma e il suo bambino, presente in una scena. Commentare quelle parole è come sporcarle tanto sono illuminanti e vere.

Certo, i teologi e i filosofi sono necessari per entrare in quel mistero che è Dio perché «conoscere» è anche sapere e capire intellettualmente. Ma la Bibbia usa questo verbo soprattutto per esaltare l’amore, l’intuizione che fiorisce dal cuore, dalla volontà, dalla passione, dal corpo stesso. Ed è per questa via che ogni conoscenza diventa piena e coinvolgente. Soprattutto quella religiosa: in quell’abbraccio, di cui tutti abbiamo nostalgia, c’è una verità su Dio unica. La scoperta del «Dio amore» proclamato dall’evangelista Giovanni avviene non tanto inerpicandosi su ardui sentieri speculativi quanto piuttosto attraverso quel calore, quell’unione, quel fremito. Sono giuste anche le risposte del catechismo alla nota domanda: «Chi è Dio?». Ma quella definitiva e piena è solo in un abbraccio, in un’intimità, in un abbandono dolce a Lui.

G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

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