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Patrizia51 Oggetto:   07 Set, 2020 - 22:08  Profilo Rispondi citando   

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Se non hai
tanta fretta
potresti renderti conto di molte più cose.
Se sei un uomo
scopriresti
che la donna che porti dentro sogna
di poter mettersi a piangere
e se sei una donna
che l’uomo che porti dentro sogna
di poter rendere conto
della tua fragilità sprecata
Scopriresti
che quasi tutto quello che rimproveri agli altri
è un rimprovero che hai evitato di farti
Se ti dessi il tempo di contemplare
il tappeto del paesaggio che hai tessuto con la tua vita
potresti scoprire molti sentieri che hai saltato
ai quali non potrai tornare
E forse grazie alla tua scoperta
smetteresti di far correre il giorno
per raggiungere velocemente la notte
smetteresti di scavalcare l’inverno
per arrivare in fretta all’estate
e con questo sapere
allungheresti in modo considerevole la tua vita.

Maria Wine

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Patrizia51 Oggetto:   25 Ago, 2020 - 17:03  Profilo Rispondi citando   

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Non cercare di perdonare.
Il perdono non è un "fare".
Accetta semplicemente
che questo momento
è esattamente come è adesso.
E il passato è stato come è stato.
Accetta la tua non accettazione nel presente.
Perdona la tua incapacità di perdonare.
Senti il respiro,
le sensazioni nel tuo corpo,
la vita che brucia intensamente in te.
Tutti stanno facendo del loro meglio,
anche quando sembra
che stiano facendo del loro peggio.
Tutti sognano o hanno incubi,
combattono con un dolore
che non potrai mai capire.
Non devi condonare le loro azioni.
Non ti deve piacere quello che è successo.
Lascia semplicemente andare l'illusione
che avrebbe potuto essere diverso.
Ora sei diverso, comunque.
Non concentrarti su qualcosa
sulla quale non hai alcun controllo.
Il passato è una terra lontana.
Riporta la tua attenzione
a questo momento,
La tua fonte di vero potere.
Il tuo luogo di connessione.
Svegliati dal sogno
che gli altri abbiano qualche potere
di toglierti la pace interiore.
Lascia cadere la necessità
di avere ragione.
Abbraccia la necessità
di essere libero.
Esci dalla storia di
"la mia vita".
Recupera il momento.
Sii qui,
nella tua nuova vita.
Mostrati
a questo nuovo giorno.

Questo è perdono.



Jeff Foster

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(wow.... funziona.... grazie Asso... )




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Patrizia51 Oggetto:   10 Ago, 2020 - 19:27  Profilo Rispondi citando   

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E nella notte delle stelle cadenti, ripropongo la poesia che più mi rappresenta





Alcuni desideri si adempiranno,

altri saranno respinti. Ma io

sarò passata splendendo

per un attimo. Anche se nessuno

mi avesse guardata

risulterebbe ugualmente giustificato -

per quel lucente attimo -

il mio esistere.

Margherita Guidacci

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Patrizia51 Oggetto:   02 Ago, 2020 - 16:51  Profilo Rispondi citando   

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"Il terrorista. Lui guarda"

La bomba esploderà nel bar alle tredici e venti.

Adesso sono appena le tredici e sedici.
Alcuni faranno in tempo a entrare,
alcuni a uscire.
Il terrorista ha già attraversato la strada.
Questa distanza lo protegge da ogni male,
e poi la vista è come al cinema
Una donna con il giaccone giallo, lei entra.
Un uomo con gli occhiali scuri, lui esce.
Ragazzi in jeans, loro parlano.
Le tredici e diciassette e quattro secondi.
Quello più basso è fortunato e sale sulla vespa,
quello più alto invece entra.
Le tredici e diciassette e quaranta secondi.
La ragazza, lei cammina con un nastro verde nei capelli.
Ma quell'autobus d'improvviso la nasconde.
Le tredici e diciotto.
La ragazza non c'è più.
Se è stata così stupida da entrare, oppure no,
si vedrà quando li porteranno fuori.
Le tredici e diciannove.
Più nessuno che entri, pare.
Invece esce un grassone calvo.
Sembra che si frughi nelle tasche e
alle tredici e venti meno dieci secondi

rientra a cercare quei suoi miseri guanti.


Sono le tredici e venti.

Il tempo, come scorre lentamente.
Deve essere ora.
No, non ancora.
Sì, ora.
La bomba, lei esplode.

Wislawa Szymborska







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Patrizia51 Oggetto:   14 Lug, 2020 - 16:55  Profilo Rispondi citando   

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Io non ho paura di quelle che il mondo chiama “belle donne”.
Io ho paura delle altre.
Ho paura di quelle che escono di casa con un filo di trucco.
Di quelle che capisci subito se hanno passato una nottata in bianco dalle occhiaie che si portano dietro.
Di quelle che si legano i capelli con una matita.
Di quelle che si guardano allo specchio e sorridono perché non hanno nemmeno un capello al posto giusto.
Ho paura di loro.
Di quelle che si fermano sui dettagli,
su particolari tuoi che nemmeno tu stesso pensavi di avere.
Di quelle che sanno stare accanto agli altri,
ma non sanno come stare accanto a se stesse.
Di quelle che sono sempre di corsa,
ma si fermano ad ascoltare. Uno sconosciuto,
un amico,
un bambino.
Ho paura di loro.
Di quelle che ad un
“Sei bellissima”, arrossiscono,
s’imbarazzano.
Di quelle che custodiranno gelosamente il Girasole che le hai regalato finché l’ultimo petalo non si sarà seccato e rompendosi cadrà sul pavimento,
perdendosi tra la polvere, sotto l’armadio.
Di quelle che non appaiono, non si vedono,
non si notano.
Il mondo sempre in primo piano.
E loro dietro.
Sullo sfondo.
Ho paura di loro.
Di quelle che sorridono alla vita,
tutti i giorni,
nonostante abbiamo migliaia di motivi per non farlo.
Di quelle che ti ascoltano davvero.
Di quelle che amano essere belle,
solo ogni tanto.
Solo per qualcuno.
Di quelle che sanno piangere.
Ho paura di loro.
Di quelle che per passare un’ora con te,
passerebbero anche otto ore in treno.
Ho paura di loro.
Di quelle per cui vale la pena restare.
Una volta.
Restare.
E ho paura di loro, soprattutto,
quando,
senza dire una parola ti scelgono,
restano e tu sei troppo distratto per accorgertene, troppo concentrato a fuggire da non sai cosa.
Ho paura di loro perché di belle donne il mondo è pieno.
Una donna del genere, invece,
se te la lasci scappare non saprai mai in quale parte del mondo la ritroverai.
Se mai la ritroverai.



(Abdou Mbacke Diouf)

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Patrizia51 Oggetto:   24 Giu, 2020 - 17:56  Profilo Rispondi citando   

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Allora Almitra disse “Parlaci dell’Amore.”
E egli alzò il capo e scrutò il popolo
e su di esso calò una grande quiete E con voce ferma disse:
Quando l’amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume, vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il soffio del vento del nord devasta il giardino.
Poiché l’amore come vi incorona così vi crocifigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi raccoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi setaccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l’amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cerchereste nell’amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall’aia dell’amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete, ma non tutto il vostro riso, e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L’amore non dà nulla fuorché se stesso, e non attinge che da se stesso.
L’amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l’amore basta all’amore.

Kahil Gibran

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Patrizia51 Oggetto:   06 Giu, 2020 - 18:37  Profilo Rispondi citando   

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Io do valore ai gesti.
A chi mi tiene per mano, a chi quando mi guarda sorride.
Faccio caso a come qualcuno mi accarezza, agli occhi che ha quando mi parla, a quanto mi scrive, a cosa e come mi scrive.
Noto queste piccole cose perché sono quelle che mi fanno restare.
Mi fanno capire chi sono le persone che devo custodire.
Mi fanno riconoscere la persona a cui devo legare il mio cuore.
Legare il mio cuore al suo.
Do valore a chi accetta ogni mia sfumatura, a chi sopporta ogni mio difetto.
Do valore a chi crede nei miei sogni, a chi mi stima per quello che sono.
Do valore a chi quando mi bacia va oltre le mie labbra.
A chi mi guarda quando ho lo sguardo perso.
A chi mi pensa anche quando non ci sono.
Se tutto questo succede, mi dono interamente, senza freni.
Mi butto nella sua anima e ci resto.
Do valore a chi con me pensa per due.
Do valore a chi condivide i suoi sogni e le sue soddisfazioni.
Do valore a chi mi amava anche quando ero invisibile.
Do valore a chi non va via neppure quando gli urlo contro.
Do valore a chi resta, a chi insiste, a chi non molla per le stupide differenze caratteriali.
Do valore a chi mi vede bello anche quando piango.
Do valore a questa persona e combatto per lei.
Combatto per la sua felicità.
Combatto per la felicità comune, per il nostro insieme.

(Francesco Sole, da "Resto con Te")

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Patrizia51 Oggetto:   15 Mag, 2020 - 11:35  Profilo Rispondi citando   

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"Ricetta”


Scaccia la paura

e la paura della paura.

Per qualche anno le cose basteranno.
Il pane nel cassetto
e il vestito nell’armadio.
Non dire mio.
Hai preso le cose solo in prestito.
Vivi nel tempo e capisci
che poche cose ti servono.
Accasati.
E tieni pronta la valigia.
È vero quello che dicono:
ciò che deve succedere, succederà.
Non andare incontro alla pena.
E quando arriva,
guardala tranquillamente.
È effimera come la felicità.
Non aspettare nulla.
E abbi cura del tuo segreto.
Anche il fratello tradisce
se si tratta di te o di lui.
Prendi la tua ombra
come compagna.
Scopa bene la tua stanza.
E saluta il tuo vicino.
Aggiusta il recinto

e anche il campanello alla porta.

Tieni aperta la ferita dentro di te


sotto il tetto delle cose che passano.
Strappa i tuoi piani. Sii saggio
e credi nei miracoli.
Sono iscritti da tanto tempo
nel grande piano.
Scaccia la paura
e la paura della paura.


Mascha Kaléko
Patrizia51 Oggetto:   14 Mag, 2020 - 19:25  Profilo Rispondi citando   

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"A nascere sono bravi tutti…
Persino io sono nato! Ma poi
Bisogna divenire! Divenire!
Crescere, aumentare, svilupparsi,
ingrossare… (senza gonfiare)
accettare i mutamenti (ma non le mutazioni)
maturare (senza avvizzire)
evolvere (e valutare)
progredire (senza rimbambire)
durare (senza vegetare)
invecchiare (senza troppo ringiovanire)
e morire senza protestare,
per finire! "


Daniel Pennac




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assodipicche Oggetto:   13 Mag, 2020 - 09:16  Profilo Rispondi citando   

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L'odio ha una funzione essenziale, quella di far esistere l' amore. Senza l'odio che senso avrebbero i gesti d'amore? Non ce ne sarebbe bisogno.
Guardate come risaltano i "buoni", i misericordiosi, i generosi, gli amorosi, nella vicenda di Silvia Romano. Non perdono occasione. E per loro è tutto odio, sia quello del balordo analfabeta sia le osservazioni di chi non si fa trascinare dal fanatismo bilaterale.

Ma facciamoli contenti: santa subito! (Ci sono i santi nell'Islam?)

Patrizia51 Oggetto:   12 Mag, 2020 - 16:16  Profilo Rispondi citando   

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L'ODIO

Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.

Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.

Religione o non religione –
purché ci si inginocchi per il via.
Patria o non patria –
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.
Oh, quegli altri sentimenti –
malaticci e fiacchi.
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
Giunta prima al traguardo?
Il dubbio quanti volonterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.
Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?
Diciamoci la verità:
sa creare bellezza.
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.
È un maestro del contrasto
Tra fracasso e silenzio,
tra sangue rosso e neve bianca.
Soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.
In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare, aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro
– lui solo.

Wisława Szymborska


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Patrizia51 Oggetto:   18 Apr, 2020 - 16:46  Profilo Rispondi citando   

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Si può, sai, stando qui
stando molto fermi
sostenere una stella. Si può
dire alla foglia di cadere quando è ora
e il frutto pilotarlo
alla maturazione.
Si può, credi, festeggiare ogni onda
scandire i fili d’erba e nominare
nell’aria il bene. Spingere il bene alle contrade
pacificare spiriti di guerra. Sostenere
la fiamma di ogni focolare nelle cucine
piccole del mondo, nei tuguri portare
la fiammella che trasforma in mangiare
i frutti della terra. Tenere l’acqua
nella trasparenza. E ferma la montagna
senza vacillare.

Stando molto fermi
si può adorare. Si può entrare
nel dolore di un altro e sollevare,
asciugare il bucato. Volare. Si può
far cuore col cuore della terra. Si può
spezzare in infinità l’umana particella
di carne. Scatenare il potenziale atomico
che sta in ogni scaglia
della nostra pelle. Festeggiare da lì
la presente - nostra - eternità.
........
Stando molto fermi si crea una fessura
perché qualcosa entri e faccia movimento
in noi, e ci lavori piano, come capolavoro
da ultimare, a cui l’artista ignoto fa un ritocco
con ispirata mano, quasi demente
tanto è forte la spinta e delicata
la certezza del tocco.

Stando fermi fermi
si festeggia la gran potenza
che esalta il sole nella sua prestanza
e lo depone ad occidente
nell’ora stanca – quando ognuno guardando
prova una leggera indicibile pena.

E stando fermi la luce entra
anche nella più tetra delle notti
e l’occhio chiuso può contemplare
il buio immenso del corpo
dove il respiro entra e si espande.

E l’aria entra ed esce
a lente calme sorsate.
E l’aria è cielo. Cielo che viene a noi,
con particelle di cosmo, e antiche polveri.
Fiato di tutto ciò che è stato
e del presente e vivo esserci.

Stando molto fermi
il pensiero si spande
con le sue spire incantate
sorge si gonfia
in rivoli e pianure allagate, in rovi
in labirinti spaccati
catapecchie greti radici quadrate.
Ecco il pensiero, il divoratore.
Stando fermi lo si può lisciare
e pettinare e farlo stare giù
steso e sospeso e riposto e composto
e un po’ arretrato
in sottofondo – depotenziato –

Tutto il presente esplode.
Stando fermi.
.........
Stanno più zitte le cose stando fermi.
Resta un palpitare. Tutto pare risponda
a un direttore nascosto, non umano,
silente, geniale. Stessa partitura secolare
d’orchestra.
.........
Questo abbiamo fatto
acciaio e carta. Tessiture di fili e di sostanze.
E questo siamo. Ultimo abbozzo
prima dell’umano.

Mariangela Gualtieri


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Patrizia51 Oggetto:   11 Apr, 2020 - 23:46  Profilo Rispondi citando   

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Si squarcia il velo del Tempio,
fa buio, reclina il capo e spira
l'Amore.
Da chi andremo adesso Signore?

Vince la morte,
si cela anche il sole,
avanza il terrore.
Da chi andremo adesso Signore?

Non c'è speranza,
c'è freddo nel cuore,
ci schiaccia il male, la colpa,
il dolore.
Da chi andremo adesso Signore?

Mi sento sola,
sperduta ,smarrita,
vengo al sepolcro
per porgerti un fiore.
Da chi andremo adesso Signore?

Non c'è la pietra,
son sparse le bende:
cerco con ansia il mio Bene
che è morto,
sento una voce:
- Il Cristo è Risorto!

Non c'è più tenebra,
fugge il dolore,
scende la Pace ed esulta
il mio cuore:
da te veniamo per sempre Signore.

Maddalena Benigni

BUONA PASQUA



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Patrizia51 Oggetto:   31 Mar, 2020 - 18:28  Profilo Rispondi citando   

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IL PRIMO GIORNO DEL NUOVO MONDO

Il primo giorno
del nuovo mondo
ci svegliammo
a un accenno dell’alba
salutando con gli occhi
il ritorno del sole.
Nell’aria un profumo
di pane sfornato
e un’improvvisa voglia
di capriole.

“Io sono qui” – disse il mondo
a raggi unificati
“E voi dove siete stati?”
Noi nella tana in letargo
a dormire
Noi coi gerani ad ornare
i balconi
Noi rinchiusi nei giorni
lunghi secoli
con l’unico scopo
di restare vivi.

Il primo giorno
del nuovo mondo
come soldati tornati dal fronte
ammutoliti dallo stupore
scendemmo tutti in strada,
nel silenzio interrotto soltanto
dai nostri “buongiorno”,
e da qualche risata.

I sopravvissuti
chiesero un sorso d’aria
l’abbraccio negato
rivedere il mare,
mangiare un gelato:
cose inestimabili
a buon mercato.
I bambini tornarono a scuola,
come andassero a una festa
dopo la lunga ricreazione.
Furono loro alla testa
della rivoluzione.

Il primo giorno
del nuovo mondo
fu il tempo di uscire
al di fuori di noi
dalla Terra imparammo
la grande lezione
rinati alla vita,
più umani di mai
Così al suo segnale,
in mondovisione
ci scrollammo di dosso
il mille e novecento
e i sospiri di sollievo
divennero il vento.

Simone Cristicchi

https://youtu.be/Z30egUQd64w


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Patrizia51 Oggetto:   31 Mar, 2020 - 18:22  Profilo Rispondi citando   

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Patrizia51 Oggetto:   26 Mar, 2020 - 19:07  Profilo Rispondi citando   

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Io li conosco I domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta
E la luce che manca da cercare dentro

Io li conosco i giorni che passano uguali
Fatti di sonno e dolore e sonno
per dimenticare il dolore

Conosco la paura di quei domani lontani
Che sembra il binocolo non basti

Ma questi giorni sono quelli per ricordare
Le cose belle fatte
Le fortune vissute
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci

Questi sono i giorni per ricordare
Per correggere e giocare
Si, giocare a immaginare domani

Perché il domani quello col sole vero arriva
E dovremo immaginarlo migliore
Per costruirlo

Perché domani non dovremo ricostruire
Ma costruire e costruendo sognare

Perché rinascere vuole dire costruire
Insieme uno per uno

Adesso però state a casa pensando a domani

E costruire è bellissimo
Il gioco più bello

Cominciamo...

Ezio Bosso


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cicuta Oggetto: piange..l'Italia  21 Mar, 2020 - 18:52  Profilo Rispondi citando   

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Un messaggio straziante.....dove Brescia vale per Milano, Bologna , ogni città e l'italia intera, annichilite da dolore e paura, (da facebook)




Patrizia51 Oggetto:   19 Mar, 2020 - 18:32  Profilo Rispondi citando   

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E la gente rimase a casa
E lesse libri e ascoltò
E si riposò e fece esercizi
E fece arte e giocò
E imparò nuovi modi di essere
E si fermò

E ascoltò più in profondità
Qualcuno meditava
Qualcuno pregava
Qualcuno ballava
Qualcuno incontrò la propria ombra
E la gente cominciò a pensare in modo differente

E la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
In modi ignoranti
Pericolosi
Senza senso e senza cuore,
Anche la terra cominciò a guarire

E quando il pericolo finì
E la gente si ritrovò
Si addolorarono per i morti
E fecero nuove scelte
E sognarono nuove visioni
E crearono nuovi modi di vivere
E guarirono completamente la terra
Così come erano guariti loro

Kitty O’Meary


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Patrizia51 Oggetto:   14 Mar, 2020 - 18:39  Profilo Rispondi citando   

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Questo virus non ci sta uccidendo,
ci sta insegnando che non dobbiamo lasciarci soli,
che se togli il tocco
resta lo sguardo
che se togli l'approccio
resta il pensiero,
che non c'è matematica al mondo
che possa vivere di sola sottrazione,
per quanto la vita a volte usi espressioni difficili
noi, possiamo sommare meraviglia
e moltiplicarla per chi
continuamente divide

finirà presto, come finiscono
tutte le cose senza cuore
come fanno i tornadi
le onde arrabbiate dei mari giganti
i terremoti, le tempeste,
vengono devastano e se ne vanno,
e non c'è da inaridirsi
né da annaffiarci di collera spietata,
è la loro natura, venire distruggere e andare
è la loro natura,
la nostra natura invece
è quella di restare
e a chi resta
resta il compito di costruire

e come abbiamo costruito un'Arca
per salvare la vita ai tempi delle immense piogge
oggi siamo chiamati a difendere le nostre piogge interiori
a non lasciarci affogare dall'indifferenza
dall'odio, il razzismo, la paura
a costruire la nostra Arca dentro
per mettere in salvo la generosità,
l'accoglienza, il senso di pace, il servizio, l'umiltà

questo virus non ci sta uccidendo,
ci sta ricordando che siamo fragili
che non dobbiamo dare per scontato questo corpo
che non si scherza con la terra
che non si prende in giro il cielo
e che c'è sempre un'occasione
per restare amorevoli

non posso toccarti, dicono,
ma senti,
senti come ti abbracciano forte
i miei occhi.

Gio Evan


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Patrizia51 Oggetto:   08 Mar, 2020 - 19:17  Profilo Rispondi citando   

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Il regno delle donne
Una poesia di Alda Merini

Cè un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Una stampella d'oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l'amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.


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