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Vabene Oggetto:   20 Mag, 2006 - 19:00  Profilo Rispondi citando   

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Mi permetto di affrontare una delle tante questioni(diciamo ideologiche per intenderci)che distinguono,dovrebbero chiaramente distinguere la concezione sociale della vita politica da quella puramente economica di carattere liberista.Vale a dire per questa seconda la finalizzazione,aziendalistica della comunità e del suo modo di essere e svuilupparsi.Per la prima il progresso economico è un mezzo(solo uno ,con altri di carattere culturale,umano e sociale,appunto) che consente di promuovere lo sviluppo.Per la seconda l'indice dello sviluppo di una comunità è dato dal suo progresso economico:più elevato è il reddito ed il livello di ricchezza prodotto e conseguito più la società è sviluppata.Vale a dire progresso economico uguale a sviluppo umano e sociale.Con questo è facile,ad esempio, comprendere come il Berlusconismo(una sottospecie di liberismo ruspante!) ritenga "chiacchiere" tutto quello che non consente di avere più reddito,più soldi(questo anche quando il suo modo di operare ottiene proprio il contrario).I co......ni appunto che non sanno produrre ricchezza,cosa possono volere,appunto.Non era una battuta casuale,ma l'espressione di un modo di essere e considerare la vita sociale e politica.

Ci si può intendere meglio considerando,ad esempio,il dibattito in corso sulla Costituzione,su alcuni principii fondamentali della Costituzione stessa,ridicolozzati,come oggi sul "Correre della Sera",in "opinioni" a firma di "postellino@ corriere.it".Il grande pubblico non segue certo questo dibattito,che coinvolge accademici,intellettuali e politici e che se appena considerato e possibilmente approfondito può dare l'idea di cosa distingue di sostanziale il centrosinistra dal centro destra,per collegarci con la politica.L'autore dell'articolo sul "Corriere" sostiene,come tanti in sedi diverse che la nostra Costituzione è paradossale perchè si afferma che "La Repubblica è fondata sul lavoro.Ma il lavoro è una merce,quindi l'Italia è fondata su una merce".Ecco,i costituenti pensavano proprio il contrario.Vale a dire che il lavoro non può essere considerato una merce(come si insegnava e si insegna ancora nella facoltà di economia) e di conseguenza valutato(nella remunerazione,per venire al concreto)in base alla domanda ed all'offerta:più l'offerta supera la domanda,di manodopera,meno la manodopera deve costare,essendo,appunto una merce.Più di due secoli di lotte sociali e sindacali non hanno insegnato proprio nulla,ai liberisti.

Ecco un elemento,altri ve ne sono sui principii ,prima ancora che sull'articolazione politico-amministrativa della Costituzione(già sconvolta ,come proposta oggetto di referendum,da tre o quattro incoscienti).Sovvertire delle concezioni fondamentali signfica,in seguito,avallare e giustificare(lo dice la Costituzione, si può affermare dopo modifiche avventate alla stessa costituzione),ogni forma di orientamento liberista per il progresso economico,avulso da ogni altra valutazione sociale,culturale,umana. "Il lavoro è una merce" sostengono i liberisti senza avvertire minimamente che due secoli di storia(e di tragedie storiche)dovrebbero ben testimoniare che non è proprio così, perchè il lavoro è un valore,unico e particolare,che esprime capacità,attese ed aspirazioni,personali e sociali,che non possono(proprio non devono,anche se questo non lo si è voluto comprendere) essere violentate in omaggio al progresso economico,come tale.Cosa dire e cosa fare?Comprendere inanzitutto che i problemi ideologici (la valutazione sulla natura del lavoro è,ad esempio, uno di questi),risolti nell'uno o nell'atro modo condizionano poi la nostra vita individuale,familiare e sociale in generale. In definitiva le scelte ideologiche sono fondamentali,chi vuol distrarre i cittadini dalle vaklutazioni ideologiche,di fondo, dicendo che bisogna "guardare al concreto",ci imbroglia,perchè tutte,ma proprio tutte le "scelte e le azioni concrete" sono basate su convinzioni come appunto sulla natura del lavoro:merce o valore umano e sociale?Appunto!

Saluti da Vabene
Vabene Oggetto:   19 Mag, 2006 - 21:47  Profilo Rispondi citando   

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Gli schiamazzi e gli insulti,ai senatori a vita(insulti anche personali ) che hanno votato per l'approvazione del programma del nuovo governo danno la misura della miseria e della volgarità che caratterizzano il berlusconismo(per qualificare una marionetta vanagloriosa e mosca cocchiera,che pensa e proclama di essere Napoleone ed altro di storicamente prestigioso)..Ma come ,il meglio dell'esperienza politica e culturale che siede in senato, dovrebbe far riflettere,con le proprie espressioni di volontà e di orientamento ma............cosa vogliono quelli che non hanno soldi che può vantare la marionetta(fino a quando non gli verrà richiesto un rendiconto,salato ed inevitabilmente definitivo). Certo,ci vuole un controllo non comune degli esponenti della maggioranza per non mandare i bifolchi(scusate ma quando ci vuole,ci vuole) dove dovrebbero stare e non sedere in parlamento.Sapranno e potranno riflettere,chi li ha votatati,sulla natura di comportamenti simili? Forse.Stiamo a vedere.Per ora,oltre alle amministrative ,ci attende il referendum sulla Costituzione,la prova del nove sulla maturità acquisita dal corpo dei cittadini.

No,quanto elucubrato da tre o quattro strani "improvvisati improvvisatori" in un albergo alpino, non può certo essere confrontato con il frutto di un lavoro di sintesi delle migliori intelligenze espresse con la Costituente uscita dalla resistenza al nazifascismo.Una sintesi concettuale e politica,intoccabile nelle premesse e nei principii di fondo e da valutare attentamente in sede adeguata per eventuali adattamenti e prospettive di ulteriore sviluppo della nostra società.Incoscienti produttori di "porcate e porcherie"(dichiarazioni loro da inocoscienti quali sono) politiche ed istituzionali non possono divenire dei maestri di correttenzza e di lungimiranza.Via dalle istituzioni persone e costumi incivili ,rozzi e volgari,non si possono proprio più tollerare.Così sia e così sarà! Impegnamoci a fondo perchè il peggio del peggio lo abbiamo già visto e subito,non si può proprio tollerare altro.
Scusate lo sfogo di un cittadino che si è sentito angariato da comportamenti che superano ogni limite di civile e democratica tolleranza.

Saluti da Vabene
Vabene Oggetto:   19 Mag, 2006 - 14:58  Profilo Rispondi citando   

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Ho seguito,in parte,le risposte di Prodi agli interventi sulla richiesta della fiducia per il nuovo governo.Semplice,esplicito essenziale e chiaro.Ovvio che non piaccia all'opposizione,è normale.Questa,tra l'altro,osserva che al banco del governo si vedono facce serie e tristi,come chi attende un verdetto già preannunciato.Certo il comportamento ed il clima di chi avverte le proprie responsabilità più che il proprio potere(divertito e loquace) si avverte,è una differenza comportamentale che la dice lunga a chi non si ferma a valutare ,l'allegria degli irresponsabili e la serietà di chi non lo è. Ho seguito anche l'intervento,una parte,della rappresentante dei senatori dell'Ulivo,esposizione assolutamente di non comune intelligenza,politica ma non solo,rilevavo,mentre parlava un'intelligenza allo "stato puro".

Si è dichiarata donna del Sud e mi son detto "sta a vedere che aveva ragione la moglie di Ciampi,sulla superiorità intellettuale delle persone del Sud su quelle del Nord".Vi assicuro, l'intervento è stato un vero "piacere dell'ascolto",quando si dice il piacere degli esercizi intellettuali non di maniera ma di contenuto,articolazion e logica.Beh,sicuramente appaiono delle riserve di livello superiore anche a non pochi titolari....di ministeri.Ecco la politica può essere anche piacevole,molto piacevole,se nutrita di competenza oltre che di serietà ed intelligenza,uomo o donna in questi casi non fa differenza,però....................

Saluti da Vabene
Admin Oggetto: Politica interna  11 Mag, 2006 - 15:34  Profilo Rispondi citando   

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