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Saralaporta Oggetto:   07 Set, 2008 - 19:44  Profilo Rispondi citando   

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anche se non so chi sia questo signore sono assolutamente d'accordo
con lui e sono anche convinta che la Biblioteca non potrà mai essere
sostituita dal Web se non per quella raccolta immediata di informazioni
che la Biblioteca non è in grado di dare.
Il libro lo si legge tenendolo fra le mani e non guardando uno schermo ...
e lo dice una che ha fatto l'informatico per quasi tutta la sua vita lavorativa.
Il fascino del libro non potrà mai essere superato!

un buon libro ed un caffè o una cioccolata ... è il massimo!



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Trova tu la giusta guarigione, cercala nella tua anima
aldy Oggetto: X ANTI  07 Set, 2008 - 17:19  Profilo Rispondi citando   

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Innanzitutto mi piacerebbe sapere chi è questo blogger.
Sono completamente daccordo con lui, per ora, il web nn si può sostituire alle biblioteche.
Forse in un prossimo futuro....molto prossimo.
Ciao e Buona Domenica!


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Un amico è come il sole, che tu lo veda o no cè sempre
AntiRuggine Oggetto: Dilemma tittiano.  07 Set, 2008 - 13:42  Profilo Rispondi citando   

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Neanche io conosco il gentil signore che parla nel video, ma so invece chi è il blogger a cui lui si riferisce e, sono anche sicura che alla fine, sarà lui stesso a rivelarci il nikname che ha assunto nel Blog citato.



_________________
Il cammino è lungo e tutto ancora da inventare.
Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

Tiziano Terzani.




Ultima modifica di AntiRuggine il 08 Set, 2008 - 00:29, modificato 1 volta in totale
rugantina Oggetto: NAPOLI VEDERLA PRIMA CHE DAL CERN ANNUNCIANO LA FINE DEL MON  07 Set, 2008 - 12:53  Profilo Rispondi citando   

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La fontana degli innamorati
Via Caracciolo


Nisida (Napoli)
il carcere dei minorenni


Veduta del golfo
da POSILLIPO
NAPOLI POSILLIPO 1
POSILLIPO VUOL DIRE: "FINE DEL DOLORE".
QUESTO NOME POETICO GLIELO DETTERO I GRECI. E NAPOLI, INFATTI, PRIMA CHE I ROMANI LA CHIAMASSERO NEAPOLIS ( CITTA' NUOVA ) ERA GRECA: GRECA DI COSTUMI, DI MITO, DI FILOSOFIA E DI LINGUA, COME TESTIMONIANO LE ISCRIZIONI SULLE LAPIDI RINVENUTE NEL CENTRO STORICO.
QUI NON C'ERA BISOGNO DI ATTESTATI: BASTAVA QUEL NOME. VISTA DA QUASSU', DI FRONTE AL PROSPEROSO SENO VESUVIO, A AL VIOLA MELANCONICO DELLA COSTIRA SORRENTINA CHE CHIUDE A SUD IL GOLFO, L'INCATEVOLE COLLINA DI POSILLIPO SEMBRA UN BRACCIO PIGRAMENTE DISTESO VERSO IL MARE. IN LONTANANZA, SFUMATA VERSO IL NORD, SI INTRAVEDE INVECE LA COLLINA DEI CAMALDOLI, CON LA GRANDE VALLE DEI CAMPI FLEGREI. POSILLIPO DIVIDE INFATTI LA CITTA' IN DUE PARTI COLLEGATE TRA LORO DA DUE TUNNEL CHE FORANO LA MONTAGNA.
GUARDANDO SOTTO DI NOI LA DOLCE DISTESA DI POSILLIPO, OGNI CUPO PENSIERO VIENE SUBITO FUGATO, E BEN COMPRENDIAMO LO SPIRITO DI QUEGLI ANTICHI ROMANI, CHE QUI SCELSERO DI VIVERE BEATAMENTE.
PURTROPPO, OGGI, LA CRESTA DELLA COLLINA E' QUASI INTERAMENTE COSPARSA DI PALAZZI, MA IL DOLCE DECLIVIO CHE DIGRADA VERSO IL MARE E' ANCORA MIRACOLOSAMENTE VERDEGGIANTE, QUA E LA' PUNTEGGIATO DI VILLE DECOROSE E APPARTATE CHE RICORDANO L'ANTICA PACE. SEMBRA TALMENTE LONTANO, ORMAI, IL FRENETICO BRULICHIO DEI VEICOLI, CHE QUASI CI SI DIMENTICA CHE ESISTANO. MA L'ARMONIA DI QUESTA CITTA' E' SOPRATTUTTO NEI SUOI CONTRASTI.
VISTA DA POSILLIPO, NAPOLIM APPARE VERAMNETE COME LA CULLA DELL'EURITMIA E IL REGNO DELLA "MISURA". E' COSI' PERFETTO IL DISEGNO ARCHITETTONICO DELLA NATURA, CHE SOLO UN DIO POTEVA AVERLO CONCEPITO.
MA GUARDIAMO QUESTA PERFEZIONE NEI DETTAGLI.
DOPO IL ROSSEGGIANTE PALAZZOTTO DI VILLA GUERCIA, ECCO, A PICCO SUL MARE, L'MPONENTE PALAZZO DONN'ANNA, AVVOLTO DA LEGGENDA.
I NAPOLETANI VI FAVOLEGGIANO DI TRESCHE ED INTRIGHI CHE LA REGINA GIOVANNA VI AVREBBE CONSUMATO. DICONO CHE QUI L'IRREQUIETA REGINA ATTIRASSE I GIOVANI E GAGLIARDI PESCATORI PER UNA NOTTE D'AMORE, E POI LI PRECIPITASSE DAI TRABOCCHETTI, NEL MARE. COMUNQUE SIA, ALL'EPOCA DI QUESTI PRESUNTI, REGALI PASSATEMPI, IL PALAZZO DOVEVA ESSERE MOLTO DISSIMILE DA QUELLO CHE APPARE OGGI, E CERTAMENTE DOVEVA OCCUPARE ANCHE UNA PARTE COSPICUA DI TERRAFERMA. DOPO ESSERE APPARTENUTO, NEL 400, ALL'ERUDITO DRAGONETTO BONIFACIO E NEL 500 ALLA NOBILE FAMIGLIA DEI RAVASCHIERI, IL PALAZZO DONN'ANNA PASSO' NELLE MANI DELLA NOBILDONNA ANNA CARAFA, MOGLIE DEL VICERE' MEDINA TORRES, CHE NON GLI APPORTO' SOSTANZIALI MODIFICHE, MA GLI DETTE IL SUO NOME. SACCHEGGIATO DURANTE I MOTI DI MASANIELLO, SEMIDISTRUTTO DA UN TERREMOTO VERSO LA FINE DEL SEICENTO, IL PALAZZO DONN'ANNA RICEVETTE LA SUA ATTUALE CONFIGURAZIONE, CON TRE ORDINI DI PIANI E TRE PORTONI D'INGRESSO, DA UN DISCENDENTE DEL MEDINA TORRES, CHE MORI' APPUNTO SOTTO LE MACERIE PROVOCATE DAL TERREMOTO.
MA IL COLPO DEFINITIVO GLIELO INFERSE L'AMPLIAMENTO DELLA STRADA SOTTO FERDINANDO IV, CHE NON ESITO' A PRIVARLO DEL CORPO DI FABBRICA SPORGENTE SULLA TERRAFERMA. POI, GRADUALMENTE, IL TEMPO NE SEGNO' IL DECLINO.
PROSEGUENDO VERSO CAPO POSILLIPO, IMMERSE NEL VERDE BOSCHIVO, ECCO VILLA PAVONCELLI, VILLA MARINO E VILLA COTRAU; MENTRE, CIRCONDATA DA SCENOGRAFICHE GROTTE NATURALI, ECCO LA PICCOLA CALA DI SAN PIETRO AI DUE FRATI, CON LA GRAZIOSA PAGODA DI VILLA ROCCAROMANA, SUBITO SEGUITA DA VILLA MARTINELLI. SE SI FOCALIZZA L'ATTENZIONE SOLO SULLA COSTA, TRALASCIANDO DI NOTARE I PALAZZI A MONTE, LO SPETTACOLO E' DAVVERO STUPEFASCENTE. FORSE IL PARADISO TERRESTRE DOVEVA SOMIGLIARE A QUESTI LUOGHI DOVE LA NATURA HA PROFUSO IL PIU' RADIOSO DEI SORRISI. SEMINASCOSTE DA ALBERI D'ALTO FUSTO, ECCO ORA SOTTO DI NOI VILLA D'ABRO E LA SPLENDIDA VILLA D'AVALOS, DOVE ALCUNI DECENNI OR SONO QUEL GIOVE OLIMPIO CHE ERA IL PRINCIPE, INVITAVA ALL'ASCOLTO STEREOFONICO DELLA MUSICA CLASSICA.
ORA LA COSTA SI FA' PIU' FRASTAGLIATA E QUINDI ANCORA PIU' AMENA, QUASI MISTERIOSA. INFATTI SOLO DAL MARE O DALL'AEREO E' POSSIBILE AMMIRARNE LA BELLEZZA SELAVAGGIA; MA FORSE E' PROPRIO PER QUESTA SUA INACCESSIBILITA' DA TERRA, CHE CONSERVA TUTTO IL SUO FASCINO. ALLE DUE ESTREMITA' DI UNA PICCOLA INSENATURA, SPORGONO SUL MARE VILLA CAMPIONE E VILLA PEIRCE, COSI' CHIAMATA DALLA FACOLTOSA FAMIGLIA INGLESE CHE LA COSTRUI'. NEL 1860 VI SOGGIORNO' GARIBALDI.
ECCO ORA APRIRSI LA DOLCE BAIA DEL CENITO, META, D'ESTATE, DI INNUMEREVOLI IMBARCAZIONI DA DIPORTO. PARTENDE, INFATTI DA MERGELLINA O DA SANTA LUCIA, QUI E' POSSIBILE GODERSI IL SOLE E FARE UNA BELLA NUOTATA IN MARE CRISTALLINO ANCHE NELLE POCHE ORE DI SPACCO. UNA GRANDE GROTTA TRAPEZOIDALE CONFERISCE ALL'AMBIENTE UNA STRAORDINARIA SUGGESTIONE MITICA. DUE BELLE COSTRUZIONI, VILLA RAE E VILLA GALLOTTI CORONANO IL PAESAGGIO.
LA COSTRUZIONE GRIGIA CHE SI IMPONE DI PREPOTENZA ALLO SGUARDO, A MONTE, INVECE IL MAUSOLEO AI CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. FU FATTO EDIFICARE, PERCHE' NE DIVENTASSE LA SUA ULTIMA DIMORA, DA UN EBREO MEGALOMANE: MATTEO SCHILIZZI. IL DISEGNO, IN STILE EGIZIO, E' DI GIOVAN BATTISTA AMENDOLA E EPISCOPIO DI SARNO, USCIRONO DALLA FONDERIA CHIURAZZI, UNA DELLE PIU' PRESTIGIOSE DI NAPOLI. DOPO VARIE INTERRUZIONI, NEL CORSO DEI LAVORI, IL COMUNE DI NAPOLI DECISE DI RISCATTARLO, DESTINANDOLO, APPUNTO, A MONUMENTO AI CADUTI.
DECLINATE VERSO IL MARE, NELL'INSENATURA PROTETTA DA UN PICCOLO MOLO E DENOMINATA RIVA FIORITA, ECCO LA MASSICCIA VILLA VOLPICELLI, COSTRUITA NELL'OTTOCENTO, MA RIECHEGGIANTE GLI ANTICHI MANIERI CINQUECENTESCHI, E DI FRONTE, IL NOTO RISTORANTE GIUSEPPONE A MARE.
A PICCO SUL MARE, ECCO INVECE LA GRANDE VILLA BARRACCO E LA STORICA VILLA ROSBERY IN PERFETTO STILE NEOCLASSICO.
E' UN PECCATO CHE DA QUESTA ALTEZZA NON SI POSSANO DISTINGUERE DETTAGLIATAMENTE LE PINTE SECOLARI CHE LA CIRCONDANO E LA MAGNIFICA SERRA CHE FIANCHEGGIA LA GRADINATA VERSO IL MARE. LA VILLA, CHE SI PRESENTA DIVISA IN PIU' PARTI: UNA GRANDE FORESTERIA, UN CORPO CENTRALE IL CASINO REALE, E UNA PICCOLA DEPENDENCE, ALLA FINE DEL SETTECENTO APPARTENEVA A UN CONTE FRANCESE; POI FU ACQUISTATA DALLA PRINCIPESSA DI GERACE, CHE L'ABBELLI' E NE FECE UNO DEI SALOTTI PIU' MONDANI DELLA CITTA'. DURANTE LA RIVOLUZIONE DEL 1799, PER I PERSONAGGI CHE LA FREQUENTARONO, LA VILLA DIVENTO' IL CENTRO STRATEGICO DEI CONSERVATORI. QUI, INFATTI, FURONO OSPITATI LADY HAMILTON E IL SUO AMANTE ORAZIO NELSON, RESPONSABILE DELL'IMPICCAGIONE DEL LIBERALE FRANCESCO CARACCIOLO. POI, NELLA PRIMA META' DELL'OTTOCENTO, ESSA DIVENTO' LIBERALE, IN QUANTO FU ACQUISTATA DA UNO DEI FRATELLI DEL RE, IL CONTE AQUILA, PER IRONIA DELLA SORTE LIBERALE, APPUNTO, E LIBERTINO.
QUANDO AI BORBONI SI SOSTITUIRONO I SAVOIA, QUESTI RIMASERO SORDI ALLE IMPLORAZIONI DEL POVERO CONTE AQUILA A RIAVERE LA SUA VILLA, COSICCHE' ESSA FU ACQUISTATA DAL MINISTRO DEGLI ESTERI INGLESE, LORD ARCHIBALD PRIMROSE CONTE DI ROSEBERY, CHE IN OSSEQUIO ALLA TRADIZIONE FLIOBRITANNICA DELLA VILLA, LA DESTINO' A SEDE DEL CONSOLATO INGLESE DI NAPOLI.
P.S.
Solo un esaltata può dire chè ritiene un
complimento nn essere napoletana.
Oppure può darsi un prematuro attacco di
degenerazione della massa celebrale.
Rugantino.



TittiMendoza Oggetto: NON E' LA FINE DEL MONDO ! ci auguriamo...  07 Set, 2008 - 11:53  Profilo Rispondi citando   

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Sono d'accordo con quanto dici Sara, anche se il dubbio e la paura s'insinuano sempre nelle menti umane. Grazie al fenomeno della Fisica, chiamato "Sincronicità" io credo molto nel destino, pertanto, quel che sarà sarà...
Riporto un articolo dal Web che mi è sembrato interessante e vi auguro buona domenica.... si fa per dire.....



Test su Big Bang, Cern:
non è la fine del mondo
!

GINEVRA
Lhc (Large Hadron Collider), il piu' potente acceleratore di particelle al mondo che si trova al Cern (Centro di Ricerche Nucleari) di Ginevra e' pronto a partire.
Il 10 settembre prossimo un primo fascio di protoni fara' il suo giro di prova all'interno dell'anello sotterraneo lungo 27 chilometri. Ed è guerra tra scienziati, fisici contro chimici, a pochi giorni dall’inaugurazione dell’esperimento sull’origine dell’universo . Uno degli esperimenti piu’ importanti della storia, secondo i ricercatori del Cern, ma che, secondo un altro gruppo di scienziati, potrebbero essere gli ultimi prima dell’inizio della fine del mondo.

Si’, perche’ il timore degli scienziati capitanati dal professor Otto Rossler, chimico tedesco della Eberhard University, e’ proprio che l’esperimento del Cern possa, a causa delle collisioni di energia che scatenera’, generare un buco nero capace di risucchiare la terra e farla sparire nel giro di pochi anni. Timori che hanno spinto Rossler e compagni a fare ricorso presso la Corte Europea dei diritti umani per fermare l’esperimento. Ma di fronte alle accuse, dal Cern arrivano rassicurazioni assolute.

Michelangelo Mangano, fisico nucleare veronese e ricercatore del Cern, e’ autore di uno studio sulla sicurezza del Lhc nato proprio per rispondere alle critiche. “Per quanto la compomente del rischio - spiega Mangano - non faccia minimamente parte di un progetto come questo, abbiamo comunque deciso di rispettare le paure altrui e di dimostrare come questi paure non siano in nessun modo fondate. Collisioni di energia come quelle prodotte dall’Lhc si sono verificate sulla terra come in altri pianeti un numero immenso di volte: l’Lhc ricrea infatti i fenomeni naturali dei raggi cosmici, che producono energie anche superiori e che investono continuamente il nostro pianeta, come altri corpi celesti, senza nessuna conseguenza”. “Noi non neghiamo di cercare anche di generare dei buchi neri - continua Mangano - ma se anche venissero prodotti, ed e’ difficile che accada, questi decadrebbero istantanamente senza conseguenze”. Se l’Lhc comporta dei rischi, secondo lo scienziato, sono rischi di natura meccanica, legati al tipo di struttura “un tunnel di 27 chilometri, 100 metri sotto terra e in presenza di un’alta tensione delle correnti”, e a cui si risponde con tutte le misure di sicurezza del caso. “Ma non esiste nessun rischio nemmeno per noi che abitiamo a pochi chilometri dall’esperimento”.

Eventi simultanei si svolgeranno nei diversi paesi europei. Ma non si tratta solo di scienza e ricerca, il Cern è anche creatività e giocosità: a pochi giorni dall'esperimento Lhc, il Cern di Ginevra mostra l'altro volto. Lo testimonia un video apparso da qualche giorno su Youtube, che vede protagonisti giovani fisici e informatici, ragazzi e ragazze, che hanno dedicato all'"accensione" ufficiale di Lhc prevista per il 10 settembre, un delizioso rap.

Giovani, che preferiscono rimanere nell'anonimato pur mostrando la loro faccia raggiante, e che esprimono la loro felicità ballando e cantando al suono di rap. E, come in una antica ballata che descrive le gesta dell'eroe del momento, decantano le qualità e le caratteristiche di Lhc, descrivendo uno ad uno i quattro esperimenti Atlas, Lhcb, Alice e Cms,e le loro gesta-finalità.

Una festa che rispetta una tradizione lunga venti anni che i più giovani, forse meno oberati di lavoro, ma che hanno comunque contribuito al successo dell'"operazione Lhc", non si lasciano sfuggire nel miglior spirito della partecipazione senza cadere nella goliardia. E' solo festa per un momento meraviglioso per il Cern.

(... giovani con la faccia raggiante o giovani incoscienti ?...
aggiungo io: Titti)


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Saralaporta Oggetto: a proposito di CERN  07 Set, 2008 - 10:17  Profilo Rispondi citando   

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... a proposito di CERN ...
il 2 aprile 1962 sono entrata a far parte del personale di un centro di ricerca
della zona che aveva un reattore nucleare, uno dei primi, come pure il centro
di calcolo dove io lavoravo ... più tardi hanno costruito un secondo reattore
nucleare e poi un terzo ... la gente quando mi incontrava mi chiedeva:
"lavori all'atomica?" ... erano tutti un po preoccupati nella zona.
Il nostro servizio medico aveva il filo diretto con il centro dei tumonri di
Milano ma non è mai successo nulla!
Ora sono stati chiusi tutti e tre da tempo perchè ce ne sono altri più moderni
ed attrezzati ma continua la stretta sorveglianza da parte di personale
altamente specializzato sia sugli edifici che sulle "scorie" depositate in
appositi luoghi.
Io non ho mai avuto paura sul mio posto di lavoro, tutto dipende da quanta
attenzione e cura viene posta nell'utilizzo dei materiali e negli esperimenti.
Collaboravamo con il CERN e già allora c'erano persone altamente qualificate
... non vedo perchè non dovrebbero essercene ora, anzi, le conoscenze che
sono state acquisite nel tempo dovrebbero darci ancora maggior sicurezza ...
premonizioni?
Può darsi, io stò a guardare ... vedremo!

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TittiMendoza Oggetto: I nipotini ladri.....  07 Set, 2008 - 09:40  Profilo Rispondi citando   

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Cara Isabel,

per scaramanzia ieri non ho voluto citare la data dell'11 settembre e l'ho chiamata "The day after" dal famoso film... che poi non cambia molto...

Non avevo pensato al furto dei nipotini.... quando ho fornito l'informazione dei siti con i film gratis, ma è pur vero che tante volte ci fa comodo dare qualcosa da fare ai nipotini.... Quello che serve è solo un altro computer.... anche usato... e il problema è risolto !
Buona domenica a te e a chi passa da qui
Titti


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rugantina Oggetto: UN ALTRA CHICCA NAPOLETANA  07 Set, 2008 - 08:29  Profilo Rispondi citando   

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Nato per essere residenza reale, Capodimonte è invece diventato uno di più prestigiosi musei al mondo
Carlo di Borbone, duca di Parma e Piacenza, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, appena eletto re delle Due Sicilie, dopo aver stabilito a Napoli la capitale del Regno, diede subito inizio ad un’intensa attività monumentale.
Era il 1734. Tra le prime opere che commissionò, la costruzione di quello che doveva essere la residenza reale, ma che ben presto si trasformò nella più importante pinacoteca del sud d’Italia: Palazzo Capodimonte.
La località prescelta fu l’omonima collina fasciata da un bosco di lecci che domina la città partenopea. Sotto la direzione dell’ingegnere Maggiore Giovanni Antonio Medrano, il palazzo si elevò in pochi anni fino alla considerevole altezza di 30 metri, mentre si sviluppava per una lunghezza di 170 e una larghezza di 86: al tempo uno degli edifici più grandi del mondo.
L’imponenza della costruzione fu resa leggera dal sapiente alternarsi di modanature di travertino e stucchi rossi, che ne ingentilivano le facciate, mentre il parco, affidato all’architetto Ferdinando Sanfelice, si arricchiva di piante di Phoenix e di altissime Washingtonie. Contemporaneamente, in un altro angolo del parco, si diede inizio ai lavori per la “Real Fabbrica di porcellane”, destinata a guadagnare fama in tutto il mondo.
I lavori, dopo una prima impennata, proseguirono tra molte difficoltà, a causa della penuria delle risorse economiche, in gran parte assorbite dalla concomitante costruzione della ancora più imponente Reggia di Caserta, dove era impegnato il già famoso Luigi Vanvitelli.
Nel 1758, finalmente, completato il piano nobile, la collezione Farnese - che, portata da Parma, era fino ad allora rimasta accatastata in luoghi insalubri e umidi - poté trovare una degna sistemazione. La raccolta si doveva ad Alessandro Farnese, diventato poi Papa con il nome di Paolo III, ed era costituita da numerosi dipinti, dei quali però si è perduto l’inventario, tra cui pregevoli opere del Parmigianino, del Correggio e di Bruegel. Tra le curiosità della raccolta spicca il famoso “Cofanetto Farnese”, realizzato in argento, cristallo, smalto e lapislazuli. Al nucleo originario, si era poi aggiunto l’importante “Collezione romana”, che comprendeva tele di grandi maestri come Raffaello, Sebastiano del Piombo, Tiziano, El Greco e i Carracci. Le opere furono sistemate nell’ala sud-occidentale del piano nobile, riempiendo le pareti di venti grossi stanzoni, mentre quattro stanze furono dedicate alla biblioteca e agli oggetti di piccole antichità. Erano anni in cui era ancora intenso il dibattito su come organizzare un museo moderno. Dopo quasi due secoli, finalmente, questi luoghi privilegiati di cultura si stavano trasformando da espositori di “meraviglie e stranezze”, in istituzioni rette da criteri scientifici.
L’idea di utilizzare Capodimonte come residenza reale cedette, quindi, definitivamente il passo ad una funzione eminentemente espositiva. Nel 1785, la “Quadreria di Capodimonte” si dotò anche di un regolamento moderno che disponeva l’apertura delle sale, gli orari di visita e gli obblighi del personale. Nel frattempo aumentava il numero dei visitatori che provenivano da ogni parte d’Europa. Tra questi Fragonard, il marchese de Sade che lo visitò nel 1776, e Canova che vi giunse quattro anni dopo. Nel 1787 Goethe, accompagnato da un gentilissimo Domenico Venuti, allora direttore della fabbrica di porcellane, restò incantato del luogo e delle opere che vi venivano realizzate, scrisse di essersi «riempito gli occhi della bellezza dei vasi campani».
Col tempo il Museo si era andato arricchendo di nuove opere provenienti da tutto il regno. Furono portate a Capodimonte le tavole di Polidoro da Caravaggio, salvate dal terremoto di Messina del 1783 e “L’Angelo Custode” di Domenichino, proveniente pure da Palermo, ma soprattutto molte furono le tele di pittori napoletani e meridionali dal Cinque al Settecento che si aggiunsero alla collezione che adesso comprendeva circa 1.800 dipinti.
La “Quadreria di Capodimonte” ebbe un forte contributo da parte del pittore tedesco, ma ormai definitivamente trasferitosi a Napoli, Philippe Hackert che, incoraggiato da re Ferdinando IV, “concepiva il museo con un intento esplicitamente didattico e onnicomprensivo di stampo illuministico”. Un progetto globale che prevedeva un Museo Generale, le Reali Biblioteche, la Farnesiana e la Palatina, un Museo di Storia Naturale, un Orto Botanico, nonché strutture di supporto come un Laboratorio chimico, un “Museo di macchine per far esperienze”, la Manifattura o laboratorio di Pietre Dure, e un laboratorio attrezzato per il restauro. Un’idea colossale che non poté mai essere realizzata, sia per i costi proibitivi, sia per mancanza di spazio, anche se si pensò, per superare quest’ultimo ostacolo, di edificare un altro palazzo della stessa mole di quello già costruito, ma dopo tanti anni non ancora completato. Alla fine del Settecento, infatti, a parte il piano nobile e il secondo piano, dove erano collocate le opere d’arte e i reperti archeologici, restavano ancora da completare gli ammezzati e i sottotetti.
I problemi di Capodimonte si aggravarono con la Repubblica Partenopea del 1799. Il re Ferdinando IV, costretto alla fuga a Palermo, portò con sé 14 dipinti, mentre 30 furono “sequestrati” dai Francesi, che ne sottraevano subito dopo ben 295, infliggendo una profonda ferita al patrimonio museale. Per fortuna Domenico Venuti riuscì a recuperare parte dei dipinti, recandosi tempestivamente a Roma, prima che fossero trasferiti a Parigi. Il Re, felicissimo, lo incaricò di acquistare altre opere dalle collezioni romane. Venuti ritornò a Napoli con 108 dipinti, alcuni di grandissimo pregio come la “Pala Colonna” di Raffaello, l’“Ecce Homo” di Correggio, tele di Palma il Giovane, numerosi ritratti e paesaggi di autori fiamminghi, nonché due formidabili Guido Reni. Le difficoltà non erano però finite. Nel 1806, sotto il governo di Giuseppe Napoleone, mentre il Re si rifugiava nuovamente a Palermo, questa volta con 71 grandi tele, i Francesi badavano a spogliare i monasteri di Napoli, “prelevando” solo dalla Certosa di San Martino ben 282 opere.
Con il ritorno dei Borbone nel 1818 le opere cominciarono lentamente a ritornare a Napoli, un’emorragia che fu solo parzialmente colmata dall’acquisizione della collezione del cardinale Stefano Borgia, che comprendeva fra l’altro oggetti d’arte orientale, manufatti archeologici e opere medievali e moderne come la celebre “Sant’Eufemia” del Mantegna.
Nel 1821 la Pinacoteca occupava 8 grandi sale dedicate alle “scuole estere” e 4 alle “scuole napoletane”, per un totale di 1.079 dipinti, 700 in meno rispetto a venti anni prima.
Nonostante i guasti, Capodimonte era tornata ad accogliere visitatori sempre più entusiasti. Ne sono testimonianza le trenta guide stampate in poco più di vent’anni. Anche se non tutto doveva funzionare se proprio nel 1860, poco prima della caduta del Regno, faceva la comparsa un opuscolo anonimo, dedicato alle “Piaghe del Real Museo Borbonico”, in cui se ne denunciavano le gravi mancanze di gestione.
Dopo l’Unità, il Museo Nazionale ebbe una sistematica definizione grazie all’opera dell’ispettore Michele Di Napoli, che riordinò la pittura nazionale secondo lo sviluppo del tempo e non secondo “le scuole e i municipi”. Nello stesso tempo i visitatori passarono dai duemila del 1860 agli oltre centomila del 1868.
Nel corso degli anni, altre opere si aggiunsero al patrimonio di Capodimonte. Tra questi alcuni dipinti del Veronese, di Luca Giordano e del Solimena. Un altro importante accrescimento si ebbe con il legato d’Avalos del 1862, una donazione che comprendeva, tra l’altro, la celebre “Crocifissione” del Masaccio e lo splendido “Ritratto di Luca Pacioli” attribuito a Jacopo de’ Barbari. Pezzo pregiato della raccolta era anche la serie di arazzi di manifattura fiamminga del Cinquecento, che raffigurano episodi della Battaglia di Pavia del 1525. Il legato comprendeva anche altri dipinti minori, ricami, miniature, stampe ed armi antiche.
Capodimonte non aveva però ancora trovato la sistemazione definitiva. Dopo le lamentele espresse da Benedetto Croce, nel 1900 giungeva a Napoli Adolfo Venturi che in soli quattro anni metteva ordine alla raccolta con criteri “storici e topografici”, dedicando le sale ad autori divisi per periodi e per scuole e portando questa caratterizzazione alla stessa decorazione delle sale espositive.
Dopo la prima guerra mondiale seguì un altro ampio riordino. Furono però gli anni tra il Venti e il Quaranta il periodo di maggiore dispersione di opere, perché cedute “in sottoconsegna” ad istituzioni governative, ambasciate, chiese, mentre inopinatamente 200 tele riprendevano la via di Parma, come “risarcimento” del trasporto a Napoli della raccolta dei Farnese.
Anche la Seconda Guerra Mondiale portò a nuove dispersioni, questa volta ad opera dei Tedeschi, anche se fortunatamente molte furono successivamente recuperate.
Nel 1949, finalmente, un decreto del ministro della Pubblica istruzione destinava la Reggia di Capodimonte a museo medioevale e moderno. Nel 1957 il processo di musealizzazione poteva dirsi completato. Capodimonte disponeva ora di 57 sale al piano nobile e di altre 46 al secondo piano, e di un grande salone dedicato agli arazzi fiamminghi. Il Museo ora, oltre alle opere maggiori, possedeva una raccolta tra disegni e acquarelli di 2.500 fogli e di ben 22mila stampe, alle quali vanno aggiunte avori, ambre, smalti, oreficerie, preziosi bronzetti rinascimentali di Giambologna e di Gugliemo Della Porta, una ricchissima collezione di porcellane della real fabbrica borbonica, e ancora pietre dure, ceramiche, vetri, argenti e 4mila armi.
Il museo, organizzato secondo i più moderni criteri, disponeva adesso anche di un efficiente laboratorio per i restauri, per la prima volta scientifici, e di laboratori fisico-chimici, radiologici e fotografici.
Ulteriori donazioni resero Capodimonte ancora più ricco come i quadri di Bernardo Cavallino donati da Giuseppe Cenzato e un centinaio di dipinti provenienti dalle raccolte di Alfonso Marino. Nel 1958 Mario De Ciccio donava oltre 1.300 opere, in gran parte porcellane e maioliche, mentre tre anni dopo veniva trasferita a Capodimonte, a titolo di deposito, la ricca raccolta del Banco di Napoli con opere rilevanti dal Cinque al Settecento, come quelle di Andrea da Salerno, Cavallino, De Mura e Solimena, assieme a numerose tele dell’Ottocento napoletano.
Nel 1971 arrivava la donazione di Angelo e Mario Astarita, composta di più di 400 acquarelli e disegni di Giacinto Gigante e della Scuola di Posillipo. A titolo di deposito cautelativo furono portati a Capodimonte la “Flagellazione” di Caravaggio e “L’Annunciazione” di Tiziano, entrambi provenienti dalla chiesa di San Domenico Maggiore. Nel Museo, inoltre, presero posto a fianco delle opere del passato, con un’impostazione coraggiosa e avveniristica, opere di artisti moderni come Andy Wharol e Alberto Burri.
Dagli anni Ottanta vi sono state organizzate importanti mostre come quelle dedicate a “Leonardo e ai leonardeschi”, alla “Civiltà del Seicento” e a “Caravaggio e il suo tempo” che, attraendo centinaia di migliaia di visitatori, hanno fatto conoscere Capodimonte come uno dei più prestigiosi musei del mondo per qualità, rarità e eccellenza delle opere.
P.S.
Potremmo Noi napoletani vivere di turismo
ma a Napoli persiste una sacca di cittadini
"cavernicoli" il loro cervello nn và oltre al loro
personale benessere,ed a tutto ciò che è immediato e crapulesco,ma purtroppo è
stabilito dall'........ALTO che così li vogliono........
Rugantino.









isabel Oggetto: il giorno dopo  07 Set, 2008 - 07:47  Profilo Rispondi citando   

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Grazie Titti , anche per il video , certo è molto inquetante il tutto , ma l'uomo deve continuare la ricerca .. ne parleremo il giorno dopo che guarda caso è 11 settembre ... ti ringrazio anche per i siti che ci hai segnalato ci sono i cartoni per i miei nipoti , l'unico problema è che mi rubano il pc .. ciao isabel
TittiMendoza Oggetto: Il Cern: cosa succederà ?  06 Set, 2008 - 22:50  Profilo Rispondi citando   

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Carissima Isabel,
ti ringrazio per la considerazione che hai nei miei riguardi, non sono certo all’altezza di sapere cosa succederà dopo l’esperimento del Cern, ma volentieri ti dico cosa ne penso.
Ho seguito anche io la sensazionale notizia; pare che questo esperimento sia stato progettato al fine di riprodurre l’effetto del Big Bang e capire finalmente come sia avvenuta la creazione dell’Universo.

Sai, tutto questo sembra come quando in chimica si sperimentano nuove miscele, a volte va bene, ma altre queste scoppiano facendo saltare in aria i laboratori…. Solo che questa volta l’esperimento va oltre il ristretto spazio del laboratorio…. Gli scienziati hanno assicurato che non c’è da temere nulla, ma io ci credo poco… quando si scherza con le Leggi Universali non si possono commettere errori…. Se gli scienziati riuscissero nel loro intento, sarebbe un gigantesco passo avanti per la scienza umana, altrimenti, finalmente conosceremmo i fantomatici “Buchi Neri” da vicino…. Non credo che possa verificarsi la fine del Mondo, come noi immaginiamo, ma di certo credo ci possa essere una grande trasformazione, sotto tutti i punti di vista.

Non molto tempo fa, scrissi un articolo sulle profezie dei Maya ed altre, incluse quelle delle Sacre Scritture e tutte, concordano nell’annunciare avvenimenti sconvolgenti, ma necessari, che si verificheranno nel dicembre 2012. Lo scritto è ancora nelle mie pagine personali, per chi volesse leggerlo, oppure nel Web si potrà leggere di tutto e di più su questo tema.

Personalmente credo che qualcosa di vero ci sia, anche perché molti sono i segni che precedono questo avvenimento, uno dei più importanti è l’inclinazione dell’asse terrestre, la quale dovrebbe portarci a sperimentare il passaggio dalla terza alla quarta dimensione. Sarà vero, sarà falso ? mah ! non vorrei però che l’esperimento del Cern contribuisse ad accelerare i tempi delle Profezie per il 2012......

Un'altra cosa importante che si sta verificando già da tempo e non ci stiamo accorgendo, è la creazione di una nuova razza umana. Molti DNA si modificheranno, come altrettante strutture cerebrali; a questo sta contribuendo anche il fenomeno dell’immigrazione comunitaria ed extracomunitaria.
So già che per questa mia affermazione sarò tacciata quale visionaria esaltata, siccome non sono teorie basate su mie immaginazioni, ma su studi scientifici, lascio volentieri ai posteri l’ardua sentenza !

Nel frattempo ho pensato di presentarvi i progetti scientifici a cui si lavora al Cern di Ginevra, incluso quello attuale.

Penso che di questo argomento ne parleremo ancora... specialmente: "The day after" cioè giono 11.... il giorno dopo l'esperimento....
Saluto te e tutti gli amici del forum
Titti












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isabel Oggetto: Per Titti  06 Set, 2008 - 18:18  Profilo Rispondi citando   

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Lo posto quà perchè mi sembra un argomento interessante e vorrei la tua opinione


Tra quattro giorni il Cern avvierà Ginevra una serie di esperimenti sull' accelerazione delle particelle. Niente di male, se non fosse che qualche fisico ha rivelato che tali esperimenti non saranno esenti da rischi. Si potrebbe anche dare il caso che accidentalmente venga creato un buco nero che nel giro di quattro anni ingoierà la terra (con buona pace dei duemiladodicisti dell'ultima ora).
Ovviamente è saltata fuori la solita domanda: cosa succederebbe nel caso tutta la popolazione mondiale sapesse che il mondo dovesse finire? E noi che faremmo?
ISABEL

Rossella49 Oggetto: per Saralaporta  06 Set, 2008 - 16:17  Profilo Rispondi citando   

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Saralaporta scrive:
"“il Signore fa soffrire le persone che ama di più "
Cara Sara, questa tua affermazione ma ha lasciata molto perplessa. Come può Dio che è Padre, che è Amore fare soffrire i "figli che ama di più"? Sul problema del dolore sono state scritte fiumi di parole...da teologi, filosofi ecc. Io non mi chiedo più perchè c'è il dolore, perchè gli innocenti soffrono. Non ci sono risposte a queste domande. E' un mistero. Ma di questo sono certa. Il dolore non è imputabile a Dio. Nè lo vuole nè lo permette. Ciò è già stata ampiamente illustrato nel "pensatoio" di qualche giorno fa, da Dolores e Jerardine... Ciao

"

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Ultima modifica di Rossella49 il 06 Set, 2008 - 20:34, modificato 1 volta in totale
aldy Oggetto: A Sara  05 Set, 2008 - 14:55  Profilo Rispondi citando   

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Cara Sara, posso chiamarti Sara?, mi hai letto nel pensiero?

Affetuosamente Aldy

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liliana Oggetto: Leggi e scelte  05 Set, 2008 - 14:22  Profilo Rispondi citando   

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Cara Sara,quanto tu scrivi, è frutto per quanto attiene le leggi, di molta comprensione umana. Aldilà di quanto noi siamo intenzionati a fare,esistono situazioni che ne hanno ricavato benefici; ad esempio l'aborto clandestino che ha sacrificato la vita di molte donne.
Con la maternità consapevole, il problema aborto è stato di gran lunga superato, ugualmente la legge per il divorzio. Le leggi per regolare aspetti di vicissitudini umane,devono esistere, usufruirne se permettono scelte.
La continuità della vita nel caso di grave fatalità,è molto più complessa.
Non attenendosi alla volontà di chi può accettarne l'uso, prende risvolti che non possono essere decisi se non dalla coscienza di altri.



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ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
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Saralaporta Oggetto:   05 Set, 2008 - 13:31  Profilo Rispondi citando   

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Aldy, la mia opinione ...

Ho votato per il divorzio anche se io non lo farei mai … ci sono persone che
non la pensano come me o che si trovano in situazioni molto critiche e che
hanno il diritto di scegliere in modo diverso dal mio.
Ho votato per l’aborto anche se non lo avrei mai fatto (sognavo perfino di
alzarmi una mattina e di trovare un bimbo in un cesto davanti al cancello) ma
ci sono situazioni per cui una donna ha il diritto di scegliere e non può esser
e il mio voto ad obbligarla a rischiare la vita con qualche “pasticciona”.
Quanto alla “dolce morte” non so cosa dire … se si potesse essere sicuri che
questa “volontà” non verrebbe strumentalizzata magari per interessi vari (e se
venisse legalizzata sicuramente ci sarebbero persone che lo farebbero!)
potrebbe essere considerata una volontà della persona ed io sono convinta
che ognuno di noi ha il diritto di dire il suo “basta”! Se una persona per mille
e una ragione non vuole più vivere ha il diritto di dire BASTA!
E’ troppo facile però dire qualcun altro quello che deve fare, noi non siamo al
suo posto, non sappiamo quello che prova … “devi accettare …” “avrai meriti
nell’Aldilà …” “il Signore fa soffrire le persone che ama di più …” “la vita è
sacra … “ etc. etc. io sono davvero cattolica, credo in Dio, per me la vita non
avrebbe alcun senso se non io credessi ma … MA!!!
Se Dio mi vuole darmi delle prove, deve anche darmi la forza per superarle e
se non io ce la faccio più … devo poter dire … ho perso … non ce la faccio …
BASTA!
Deve essere però la persona e SOLO la persona stessa a provvedere al suo
“basta” … nessuno, per nessun motivo legale, affettivo o altro lo può fare al
posto suo!
E se una persona non ce la fa da solo? E’ una domanda difficile e terribile,
io non ho una risposta a questo … sono convinta che gli altri, tutti, hanno il
dovere di aiutarti a vivere, a qualsiasi costo, al di là di ogni legge, sacrificio
o regola … e solo tu puoi scegliere di morire.


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aldy Oggetto: Per Liliana  05 Set, 2008 - 12:10  Profilo Rispondi citando   

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Ok! Ricevuto!

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aldy Oggetto: Per Rossella49  05 Set, 2008 - 12:05  Profilo Rispondi citando   

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Il mio intento era quello di sentire le varie opinioni
Almeno io penso che quando ci si trova in una di queste situazioni,è come trovarsi difronte ad un bivio.
Quale strada scegliere?
In questi giorni stiamo assistendo al dramma del padre di Eluana, come possiamo vedere ci sono pareri contrastanti.
Io ho portato la storia di questo ragazzo però c'è anche la storia di.....ora nn mi viene il nome,
Sua moglie l'ha assistito ma poi ha deciso di assecondarlo nel permettergli la "dolce morte"
Io mi sono trovata in una situazione simile, per questo mi sento molto coinvolta.
Buonagiornata a tutto il Forum


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liliana Oggetto: Una riflessione  05 Set, 2008 - 11:54  Profilo Rispondi citando   

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Cara Aldy, non sò se la storia da te pubblicata possa appartenerti personalmente,in ogni caso parla di coraggio,di abnegazione e di successo ottenuto tramite fede e costanza nella riuscita.
La perplessità esiste solamente nel vedere dei post, che hanno collocazione differente, e alcuni ripresi per dare una risposta già superata.
Non appena si cambia l'oggetto, arriva qualcuno a riprenderlo,ma dopo molto tempo rimasto inevaso.
Così facendo, non c'è continuità sia per coloro che scrivono che per quanti leggono.
Non sò se mi sono spiegata, sarebbe opportuno credo, che quando si vuole introdurre un altro argomento, si debba dare un accenno a quello precedente, per sottolineare che si stà passando ad un altro nuovo.

Se scrivo tutto questo, è soprattutto per me stessa,per capirne un pò di più, lontanamente pensando di dare lezioni a qualcuno,anzi, colgo l'occaione per dire grazie a tutti coloro che arricchiscono queste pagine.


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Rossella49 Oggetto: per Aldy  05 Set, 2008 - 11:17  Profilo Rispondi citando   

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Cara Aldy,
ho letto la tua storia tutta d'un fiato. Si commenta da sola. Cosa potrei dire, se non che sono rimasta stupita, sorpresa, incantata da tanta determinazione, da tanto coraggio e da tanto amore per la vita....Grazie.

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aldy Oggetto: Come mai?  05 Set, 2008 - 08:21  Profilo Rispondi citando   

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Nessuno ha voglia di parlare di questo problema cosi' attuale?

BUONA GIORNATA!


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