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Marion Oggetto: Feste  06 Nov, 2007 - 11:34  Profilo Rispondi citando   

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Arriva San Martino







San Martino aveva appena dodici anni quando, contro la volontà dei suoi genitori, che credevano negli dei di Roma, si fece battezzare e divenne cristiano. La legge romana lo obbligava a entrare nell' esercito come suo padre, così, malgrado fosse un tipo molto pacifico, dovette diventare soldato. Su di lui si raccontano molte leggende. La più famosa è questa. Un giorno d'autunno, mentre usciva da una delle porte della città francese di Amiens, dove viveva, vide un povero vecchio, mezzo nudo e tremante per il freddo.

Martino si impietosì e sguainò la spada, tagliò il suo bel mantello di lana e ne diede la metà al povero. Immediatamente il sole si mise a scaldare come in estate. Per questo, si chiama l'estate di San Martino quel periodo agli inizi di novembre in cui spesso accade che la temperatura si faccia più mite. Si dice che Martino parlasse con gli animali. Anche gli alberi gli volevano bene. Una volta, volle che fosse abbattuto un albero che i pagani avevano trasformato in un idolo. "Mettiti sotto l'albero mentre cade", lo sfidò uno di coloro che non volevano che fosse abbattuto, "e vedremo se il 'tuo' Dio ti salverà". Martino rimase in piedi sotto l'albero mentre le scuri dei boscaioli incidevano il tronco, proprio nella direzione in cui sarebbe dovuto cadere; al momento dello schianto, l'albero si drizzò su se stesso e cadde dalla parte opposta...
TittiMendoza Oggetto: PERDITE E DISTACCHI  05 Nov, 2007 - 00:32  Profilo Rispondi citando   

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Vorrei condividere la sintesi di questo prezioso insegnamento riguardante le esperienze di “perdite e distacchi” vissute giorno per giorno, esperienza che entrano a far parte del quotidiano, che lo si voglia o meno.
Parole sacro sante espresse dal dottor Enzo Liguori, direttore dell’istituto di psicosintesi, in una conferenza tenutasi a Milano.
Vi consiglio di prendere il tempo per leggere questo scritto perché sembrerà rivedere il film delle personali vicende vissute. Il dottor Liguori incita a scrivere, parlare, raccontare... raccontarsi agli altri: a qualcuno che ci ascolti, che ci stringa una mano, che ci accompagni nella sofferenza, che condivida i nostri sentimenti; per evitare la chiusura, il non parlare, evitando di scavare un abisso tra sé e se stessi, tra sé e l'Altro.


Perderdite e Distacchi



Perdite e distacchi sono esperienze comuni, fanno parte della nostra vita e fanno male, al punto che spesso reagiamo un po'... come le lucertole: se una parte soffre, la tagliamo via. Distaccandoci da noi stessi e dagli altri. Ma esiste un altro modo.

Quale esistenza non vive piccole e grandi perdite, piccoli e grandi distacchi? Da persone amate, da oggetti cari, dal proprio lavoro, ma anche dal paese di nascita, dalla casa a cui eravamo affezionati... sono eventi abbastanza comuni. E c'è di più: il distacco non è solo perdere qualcuno o qualcosa, è anche perdere un proprio modo di essere. L'esperienza del crescere, ma anche quella d'invecchiare: il corpo che si trasforma... non è forse un distacco da un modo d'essere, da un'immagine di sé?

Sono emozioni ed esperienze comuni a tutti noi che ci riportano al più vasto tema del cambiamento, della trasformazione che è poi il tema della vita: luoghi, relazioni, rapporti, ruoli sociali mutano, come cambiamo noi stessi insieme al nostro corpo e al nostro modo di pensare, di percepire, di sentire.

La vita è tutta sostanzialmente un processo di cambiamento, un percorso del divenire, un aggiustamento consapevole di come siamo fatti e questo cambiamento comporta tanto la speranza della trasformazione quanto il timore della perdita.

Dobbiamo allora evitare i distacchi? Impossibile. Neutralizzarli in modo da anestetizzarci e non sentire più nulla, né nell'animo né nel corpo? Oppure ancora cristallizzarci, immobilizzarci nella sofferenza, solo per il fatto che la continuità, persino se dolorosa, ci dà un senso d'identità?




La psicosintesi propone esattamente il contrario: nessuna anestesia, nessuna chiusura ai sentimenti, tanto meno a quelli pesanti. Queste emozioni purtroppo non sono rare, ma sono emozioni da condividere: solo così, pur essendo dolorose, non sono distruttive. Non è il dolore che ci distrugge dentro, ma l'isolamento, la chiusura. Il dolore allora si può, si deve condividere e prima di tutto con noi stessi: come? Semplicemente permettendoci di provarlo. Fermiamoci, concediamoci tempo, lasciamolo parlare questo nostro dolore... e se le parole si esprimeranno in pianto, ascoltiamolo ma facciamolo con affetto: questo di oggi forse richiamerà lacrime più antiche che non ci eravamo permessi di provare, alle quali non avevamo concesso sfogo, espressione perché non potevamo concedercela.

"Simile a pianta che non ha più fiori, ormai tronco, posso contorcermi. Salice piangente." E' il sentimento doloroso di una poetessa giapponese del '600, scritto dopo la scomparsa di tutti i suoi familiari... ma lei ha potuto permetterselo, ha potuto contorcersi, sostare nel suo dolore! Il dolore espresso, anche poeticamente, non distrugge, non lacera.

Scrivere, parlare, raccontare... raccontarsi agli altri: a qualcuno che ci ascolti, che ci stringa una mano, che ci accompagni nella sofferenza, che condivida i nostri sentimenti. E' la chiusura, il non parlare a scavare un abisso tra sé e se stessi, tra sé e l'Altro, per il credente tra sé e Dio o qualsiasi forma di trascendenza. Parlare, al contrario, fa rientrare nel relativo.
E quello che era un dolore assoluto, che c'invadeva totalmente, diventa relativo proprio perché, raccontandoci all'Altro, entrando in relazione scopriamo che accanto all'emozione dolorosa c'è il conforto, la simpatia, la tenerezza, l'empatia, la comprensione, la commozione. E con la commozione riemerge il ricordo delle persone amate, dei momenti belli. L'animo si solleva, si eleva.

Per Assagioli come per Buber noi siamo esseri di relazione, non siamo esseri soli: non esiste l'io se non esiste il tu. Solo se siamo in relazione siamo noi stessi, siamo sulla strada dell'essere umano, siamo nella direzione del cuore: quell'intenzione profonda,
quella consapevolezza nel vivere per cui ogni azione, ogni gesto, ogni incontro, ogni cosa che ci circonda racchiude e imprigiona in sé preziose scintille che noi siamo in grado di liberare.



TittiMendoza Oggetto: E la vita è tutta un Quiz.......  03 Nov, 2007 - 19:31  Profilo Rispondi citando   

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E…. la vita è tutta
un quiz !.....



Mi hanno inviato questo giochino… adatta alle pigre giornate della Domenica….

Mi hanno anche assicurato che è un Quiz che dà risultati intriganti, pregandomi di non leggerlo ad alta voce, ma di eseguirlo e basta !
Si ha bisogno solo di tre minuti e dicono, che vale un tentativo.
Non persegue la formula di:
“Soddisfatti o rimborsati ! Pertanto, se alla fine non vi è piaciuto, potete solo dire di aver perso un po’ di tempo in modo differente….

Di seguito ci sono le indicazioni per prodecere, ma prima di tutto procuratevi carta e penna.

Consigli:
Quando scegli dei nomi, fai attenzione che siano persone che al momento conosci e che, soprattutto, tu segua il primo istinto.
Leggi solo una riga per volta – non leggere ad alta voce, altrimenti ti rovini il divertimento.

Allora clicchiamo.... ?



Prima di tutto scrivi i numeri da 1 a 11 uno sotto l’altro

Vicino ai numeri uno e due scrivi due numeri (tra 1 e 11) che ti piacciono


Vicino al 3 ed al 7 scrivi i nomi di due persone di un altro sesso

Non guardare avanti, altrimenti non funziona

Scrivi nomi qualsiasi (di amici, della famiglia ...) ai numeri 4 5 e 6

Scrivi 4 titoli di canzoni ai numeri 8 9 10 e 11

Ora esprimi un desiderio

ed ora ecco la chiave del gioco

-----------------
Ti piacerebbe comunicare questo gioco a tante persone quanto è il numero alla posizione 2

Ami la persona alla posizione 3

Ti piace la persona alla posizione 7, ma non ne vieni a capo, difficile da capire !

Ti fai delle preoccupazioni per la persona al numero 4

La persona al numero 5 ti conosce molto bene…..

la persona al numero 6 è la tua stella della fortuna !

La canzone al numero 8 si addice alla persona al numero 3

il titolo della canzone al 9 è per la persona al 7

La canzone al 10 ti dice molto su te stesso

E la canzone al numero 11 ti dice cosa pensi della vita

Ti piacerebbe condividere questo test con tante persone quante indicate dal numero alla posizione 2
---------------
Beh ! Come è andata ?
In fondo sono stati spesi solo 7 minuti
(e non 3 come diceva l'autore).
Una cosa però è certa:
il mio augurio di
Buona domenica a tutti !


AntiRuggine Oggetto:   03 Nov, 2007 - 01:24  Profilo Rispondi citando   

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Il cammino è lungo e tutto ancora da inventare.
Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

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TittiMendoza Oggetto:   03 Nov, 2007 - 00:04  Profilo Rispondi citando   

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Un animo che alloggia in una mente aperta potrà sempre respirare conoscenza.
AntiRuggine Oggetto:   02 Nov, 2007 - 21:52  Profilo Rispondi citando   

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Perchè ...per fortuna? Ieri sera a casa sono venuti dei ragazzi e mi hanno chiesto: DOLCETTO O SCHERZETTO? Ho risposto devo scegliere per forza? Si. Allora dolcetto...l'anno prossimo se venite vi faccio trovare un bella torta. E' stato bello parlare con dei ragazzi pieni di gioia.

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abelardo Oggetto: halloween  02 Nov, 2007 - 06:53  Profilo Rispondi citando   

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antiruggine ha scritto:
Perchè ...per fortuna?
Ieri sera a casa sono venuti dei ragazzi e mi hanno chiesto: DOLCETTO O SCHERZETTO?
Ho risposto devo scegliere per forza?
Si.
Allora dolcetto...l'hanno prossimo se venite vi faccio trovare un bella torta.

E' stato bello parlare con dei ragazzi pieni di gioia.

Certamente quel "per fortuna" non si riferiva ai ragazzini che gioiscono e si divertono.Piace vederli anche a me.
Si riferiva alle persone che hanno raggiunto la maturità e che festeggiano senza nemmeno sapere l'origine di HALLOWEEN.
Infatti mi pare che non è stata molto sentita come festa.(vedi sondaggio Corrierone)
Comunque hai ragione anti, quel "per fortuna" può essere travisato.

per il 2008

con simpatia, abelardo

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Sono un viandante sullo stretto marciapiede della terra, e non distolgo il pensiero dal Tuo volto che il mondo non mi svela.
TittiMendoza Oggetto: CRUCIVERBA IN CODICE  02 Nov, 2007 - 00:09  Profilo Rispondi citando   

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CRUCIVERBA IN CODICE












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AntiRuggine Oggetto:   01 Nov, 2007 - 23:31  Profilo Rispondi citando   

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abelardo ha scritto:
Da Repubblica

QUANDO NON C'ERA HALLOWEEN.....per fortuna





Perchè ...per fortuna?
Ieri sera a casa sono venuti dei ragazzi e mi hanno chiesto: DOLCETTO O SCHERZETTO?
Ho risposto devo scegliere per forza?
Si.
Allora dolcetto...l'anno prossimo se venite vi faccio trovare un bella torta.

E' stato bello parlare con dei ragazzi pieni di gioia.



Ultima modifica di AntiRuggine il 02 Nov, 2007 - 21:50, modificato 1 volta in totale
TittiMendoza Oggetto: I DEFUNTI  01 Nov, 2007 - 22:32  Profilo Rispondi citando   

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I Defunti


Padre Magni, tra le tante sagge cose, mi insegnò anche che è errato riferirsi ai propri cari chiamandoli: “Morti”.
Mi disse:
“Non lo conferma anche Lavoisier nel suo concetto d'immortalità con la frase: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma ?”

Il giusto termine lui affermava fosse: “Defunti” e non "Morti".

Continuò spiegandomi che il termine “Fungere” significa avere delle funzioni, ricoprire un ruolo, rappresentare qualcosa o qualcuno, in poche parole, proprio i ruoli che assumiamo appena nati e che, durante la vita, svolgiamo in modo autonomo, in tutte le forme, incluse quelle fisiologiche.
Dal momento in cui queste funzioni cessano, si “de-funge”, sinonimo di: allontanamento, separazione, privazione, smettere di funzionare.
La grammatica italiana insegna infatti,che quando il prefisso “de” precede la parola, indica appunto, che la funzione di qualcosa o qualcuno è terminata, come ad esempio nelle parole:
“Congestione” “De-congestione” (eliminare la congestione) o “Nutrire” “De-nutrire” (privare del nutrimento).

Da quel momento, im modo molto semplice, ho avuto la conferma che allora non si muore, ma si “defunge” soltanto…. Un po’ come mandare in pensione lo Spirito che ha animato tutte le funzioni del corpo….

Ho iniziato questo discorso con un fine; mettere in luce una situazione che più o meno qualcuno si è trovato o potrebbe trovarsi a sperimentare: quello di avere il privilegio d’accompagnare la persona cara sulla soglia dell’Aldilà. Ma vale anche in situazioni soggettive quando, malauguratamente, potremmo trovarci noi stessi ad essere consapevoli di essere vicini al "defungere", alla pensione spirituale....
In questi casi cosa fare se non affidarsi nelle mani di Dio ?
Ma esiste una preghiera speciale da recitare in queste occasioni, che non sia il solito
“Padre nostro ?”
Ad essere sincera, è proprio questo il motivo per cui sono stata invogliata a scrivere queste righe, ma lasciate che vi racconti dall'inizio, la breve storia che l'ha concepito.


Laura, una mia cara amica di religione cattolica, si recò al capezzale della suocera, mentre scandiva i suoi ultimi respiri. Era Autunno ed, a causa dei primi freddi, aveva deciso d’indossare il suo soprabitino preferito. Mentre le accarezzava le mani, cercando di formulare qualche preghiera adatta all'occasione, infilò la mano in tasca per prendere il fazzolletto che serviva ad asciugarsi le lacrime, invece, avvertì il fruscio di un pezzo di carta stropicciata; la estrasse con curiosità interrogandosi su cosa fosse. Con meraviglia constatò che su quel foglio c'era scritto una preghiera dal titolo:
“Preghiera ebraica per chiedere una buona morta” .

Stupita per la misteriosa provenienza di quel pezzo di carta, cominciò a leggere ad alta voce quella particolare preghiera, proprio nell’istante esatto in cui la suocera spirava !

Ecco come recita questa meravigliosa preghiera, che mi fa piacere condividere, sperando di farvi cosa gradita.
La dedico a tutti i nostri cari che godono della Luce, della Pace e dell'Amore della "Dimensione Divina"

Preghiera ebraica per chiedere una buona morte



Che Iddio sia con me,
che Egli sia col messaggero
che ha inviato ad accogliermi
per condurmi nel cielo.

Volga il Signore grande e benedetto,
la luce del Suo sguardo su di me,
mi dia la grazia e mi accordi la pace.
Faccia sì che io sia più forte e coraggioso
e che non tema, che non abbia paura.

Che gli Angeli di Dio mi siano intorno
e Iddio sia con me, dovunque il mio luogo sia.

Dio, fa scendere su di me
la Tua presenza perché abbia riposo.
Libera l’Anima mia dalla prigion del corpo,
ed essa loderà il nome Tuo
quando fra mezzo i giusti
a lei concederai giusta mercede.

Non esser triste, Anima mia
non affliggerti e spera
perché da Dio proviene la salvezza.
Ed ecco, in questi giorni
espiati saranno i miei peccati,
Dio, pieno di pietà e misericordia
perché sia puro innanzi a Te.

Destatevi, oh venti,
da settentrione e da meridione,
soffiate sulle vie del Paradiso
perché possa sentire il suo profumo
e goderne dei frutti più splendenti.

E. Kopciowiski, “Ascolta Israele” pag.135



abelardo Oggetto:   01 Nov, 2007 - 20:49  Profilo Rispondi citando   

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Da Repubblica

QUANDO NON C'ERA HALLOWEEN.....per fortuna




Dedicato a chi c’era… e a chi no, per sapere cosa vi siete persi!Noi che ci divertivamo anche facendo “Strega comanda color.”.
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a “Regina reginella” e a”Campana”.
Noi che facevamo “Palla Avvelenata”.
Noi che giocavamo regolare a “Ruba Bandiera”.
Noi che non mancava neanche “dire fare baciare lettera testamento”.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo “Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini”.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che, chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.Noi che “se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce”.
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente (e faceva la palla più grande)
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati non ci lavavamo le mani.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava il dottore.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani e non era fallo.
Noi che giocavamo a “Indovina Chi?” anche se conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era Sempre Domodossola).
Noi che con le 500 lire di carta ci compravamo 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.
Noi che avevamo il “nascondiglio segreto” con il “passaggio segreto”.
Noi che giocavamo per ore a “Merda” con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!! E litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo “La Casa Nella Prateria” anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo e che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che guardavamo i film dell’orrore anche se avevamo paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne e che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa In tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google e internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria “Zoff Gentile Cabrini Oriali Collocati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)”.
Noi che “Disastro di Cernobyl” vuol dire che non potevamo bere il Latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d’olio.
Noi che non sapevamo cos’era la ‘morale’, solo che era sempre quella…fai merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio e che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era “Tutti i santi” e di Halloween … non sapevamo assolutamente nulla.
Che fortuna amici! Accidenti che fortuna!!!!!NOI ERAVAMO FELICI ANCHE CON POCO!!!!!!!!


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AntiRuggine Oggetto: Anche le parole si baciano.  01 Nov, 2007 - 11:46  Profilo Rispondi citando   

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Il bacio è "un apostrofo rosa tra le parole t'amo".
E' una frase che usa Ciranò di Bergerac
per dichiarare il suo amore a Rossana.
La si legge anche nei biglietti che avvolgono
i cioccolatini.

Un argomento dolcissimo per imparare ad
usare bene l'apostrofo.

Un abbraccio a tutti.

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Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

Tiziano Terzani.


TittiMendoza Oggetto: Tu avrai capito la Vita  01 Nov, 2007 - 09:57  Profilo Rispondi citando   

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“Tu avrai capito la vita”



“ Tu avrai capito la vita non quando farai il tuo dovere in mezzo agli uomini, ma quando lo farai nella solitudine.

Non quando, pur raggiunta la notorietà, potrai avere una condotta esemplare agli occhi degli uomini, ma quando l'avrai e nessuno lo saprà, neppure te stesso.

Non quando tu farai il bene e ne vedrai gli effetti, ma quando lo farai e non ti interesserà avere gratitudine, nè conoscere l'esito del tuo operato.

Non quando tu potrai aiutare efficacemente e disinteressatamente, ma quando aiuterai pur sapendo che il tuo aiuto a nessuno serve, neppure a te stesso.

Non quando tu ti sentirai responsabile di tutto ciò che fanno i tuoi simili, ma quando conserverai intatto il senso della tua responsabilità, pur sapendo d'essere l'unico uomo al mondo.

Non quando tu avrai compreso che tutti gli esseri hanno gli stessi tuoi diritti, ma quando tratterai l’essere più umile della terra come se fosse Colui che ha nelle Sue mani le tue sorti.

Non quando tu amerai i tuoi simili, ma quando tu stesso sarai i tuoi simili e l'amore ! “


Kempis


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liliana Oggetto: AUGURI !  01 Nov, 2007 - 09:19  Profilo Rispondi citando   

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AUGURI DA LILIANA


|


1 novembre TUTTI I SANTI (OMNIUM SANCTORUM) Festa
Santi, ossia per la Chiesa gloriosa, intimamente unita alla Chiesa ancora pellegrinante e sofferente. Oggi è una festa di speranza: "l'assemblea festosa dei nostri fratelli" rappresenta la parte eletta e sicuramente riuscita del popolo di Dio; ci richiama al nostro fine e alla nostra vocazione vera: la santità, cui tutti siamo chiamati non attraverso opere straordinarie, ma con il compimento fedele della grazia del battesimo. |

]
La festa di tutti i Santi il 1 novembre si diffuse nell'Europa la tina nei secoli VIII-IX. Si iniziò a celebrare la festa di tutti i santi, anche a Roma, fin dal sec. IX. Un'unica festa per tutti
DA INTERNET


































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Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
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AntiRuggine Oggetto: Re: :-)  31 Ott, 2007 - 19:59  Profilo Rispondi citando   

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Ely ha scritto:
Grazie Anti!
Sono ignorante!!! queste tue lenzioncine sono preziose per me.
Un basoooo

Grazie per il basooo, Ely.
A proposito...come si dice...
I baci che ti ho dato o i baci che ti ho dati?
Tra un bacio e l'altro non si sa più come accordare il participio.
Pare che HO DATO essendo un tempo composto vanno sempre insieme ma ci sono delle eccezioni.
HO e DATO sono sposate tra loro a tempo indeterminato.
Per tutta la vita...era la trasmissione televisiva che conducevano Fabrizio Frizzi e Romina Power...e poi si sono divorziati.
Tutto scorre...siamo in una società liquida...direbbe Z.Baumann.

Buona notte.


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Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

Tiziano Terzani.


liliana Oggetto: TRADIZIONI  31 Ott, 2007 - 19:34  Profilo Rispondi citando   

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C'era una volta ,non tanto lontano nel tempo, una ricorrenza che festeggiava il nome di tutti i Santi.
Non è passato il ricordo credo,ma in questo giorno: la prima giornata di Novembre,non si conoscevano
mostri,streghe o quant'altro,la giornata era dedicata agli scambi di auguri.
L'onomastico di tutti, persino di coloro che privati della ricorrenza scritta sul calendario,pensavano che qualche Santo con il proprio nome ci fosse in qualche sconosciuto almanacco
Mi sono chiesta spesso, perchè subito dopo quel giorno festivo,seguisse poi la celebrazione in ricordo di chi era passato a miglior vita? Qualcuno in verità lo faceva già durante la ricorrenza di tutti i Santi, approfittando del giorno festivo, per assolvere alle tradizioni,che al giorno d'oggi non sò qanto ancora
si possano rispettare.
La vita è diventata convulsa,i cimiteri,le chiese sono diventati luoghi difficili da raggiungere,le distanze si sono moltiplicate,si vive molto spesso, lontani dagli ambienti famigliari o in Città che non permettono di tener fede al rispetto delle tradizioni.
I nostri nonni, i nostri genitori pur non avendo mezzi propri di locomozione, non contravvenivano a quello che sentivano come dovere.
IL profumo delle castagne, mi riporta al ricordo delle riunioni di famiglia che
dopo la visita al Cimitero,gli zii, parlando, ancora di fiori e di ceri,lasciavano che noi bimbi, tra cuginetti,inventassimo giochi divertenti. per gustare poi le fumanti e odorose caldarroste,come inno d'autunno.
Guardo scoraggiata una triste zucca dal sorriso ghignante,è la festa di tutti i Santi ,le castagne ci sono ancora, ma anche loro pare abbiano perduto il sapore di una volta.








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Ely Oggetto: :-)  31 Ott, 2007 - 19:06  Profilo Rispondi citando   

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Grazie Anti!
Sono ignorante!!! queste tue lenzioncine sono preziose per me.
Un basoooo
AntiRuggine Oggetto: A poco a poco.  31 Ott, 2007 - 15:57  Profilo Rispondi citando   

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Le locuzioni a poco a poco, a faccia a faccia, a corpo a corpo vanno sempre usate con la doppia preposizione ( a...a).

Non dite o scrivete...

faccia a faccia
poco a poco.

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Tiziano Terzani.


TittiMendoza Oggetto: GRAZIE !  31 Ott, 2007 - 08:51  Profilo Rispondi citando   

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GRAZIE VICE !


Hai fatto bene a ricordare la possibilità di traduzione, anche perchè, oltre al nome scritto in diversi alfabeti esotici, ci sono tante altre cose sfiziose da provare......


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Vice Oggetto:   31 Ott, 2007 - 08:00  Profilo Rispondi citando   

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il sito indicato da Titti www.yourdictionary.com/fun.html potete cercarlo con Google, che fornisce la traduzione automatica in italiano
buon divertimento, vice
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