Vai a pagina              ...      
282
      ...             
  I Forum di Anziani.it  Parliamo di  Argomenti interessanti
Nuova discussione   Rispondi
rugantina Oggetto: UN ALTRA CHICCA NAPOLETANA  07 Set, 2008 - 08:29  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 272
Attività utente
Attività utente










Nato per essere residenza reale, Capodimonte è invece diventato uno di più prestigiosi musei al mondo
Carlo di Borbone, duca di Parma e Piacenza, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, appena eletto re delle Due Sicilie, dopo aver stabilito a Napoli la capitale del Regno, diede subito inizio ad un’intensa attività monumentale.
Era il 1734. Tra le prime opere che commissionò, la costruzione di quello che doveva essere la residenza reale, ma che ben presto si trasformò nella più importante pinacoteca del sud d’Italia: Palazzo Capodimonte.
La località prescelta fu l’omonima collina fasciata da un bosco di lecci che domina la città partenopea. Sotto la direzione dell’ingegnere Maggiore Giovanni Antonio Medrano, il palazzo si elevò in pochi anni fino alla considerevole altezza di 30 metri, mentre si sviluppava per una lunghezza di 170 e una larghezza di 86: al tempo uno degli edifici più grandi del mondo.
L’imponenza della costruzione fu resa leggera dal sapiente alternarsi di modanature di travertino e stucchi rossi, che ne ingentilivano le facciate, mentre il parco, affidato all’architetto Ferdinando Sanfelice, si arricchiva di piante di Phoenix e di altissime Washingtonie. Contemporaneamente, in un altro angolo del parco, si diede inizio ai lavori per la “Real Fabbrica di porcellane”, destinata a guadagnare fama in tutto il mondo.
I lavori, dopo una prima impennata, proseguirono tra molte difficoltà, a causa della penuria delle risorse economiche, in gran parte assorbite dalla concomitante costruzione della ancora più imponente Reggia di Caserta, dove era impegnato il già famoso Luigi Vanvitelli.
Nel 1758, finalmente, completato il piano nobile, la collezione Farnese - che, portata da Parma, era fino ad allora rimasta accatastata in luoghi insalubri e umidi - poté trovare una degna sistemazione. La raccolta si doveva ad Alessandro Farnese, diventato poi Papa con il nome di Paolo III, ed era costituita da numerosi dipinti, dei quali però si è perduto l’inventario, tra cui pregevoli opere del Parmigianino, del Correggio e di Bruegel. Tra le curiosità della raccolta spicca il famoso “Cofanetto Farnese”, realizzato in argento, cristallo, smalto e lapislazuli. Al nucleo originario, si era poi aggiunto l’importante “Collezione romana”, che comprendeva tele di grandi maestri come Raffaello, Sebastiano del Piombo, Tiziano, El Greco e i Carracci. Le opere furono sistemate nell’ala sud-occidentale del piano nobile, riempiendo le pareti di venti grossi stanzoni, mentre quattro stanze furono dedicate alla biblioteca e agli oggetti di piccole antichità. Erano anni in cui era ancora intenso il dibattito su come organizzare un museo moderno. Dopo quasi due secoli, finalmente, questi luoghi privilegiati di cultura si stavano trasformando da espositori di “meraviglie e stranezze”, in istituzioni rette da criteri scientifici.
L’idea di utilizzare Capodimonte come residenza reale cedette, quindi, definitivamente il passo ad una funzione eminentemente espositiva. Nel 1785, la “Quadreria di Capodimonte” si dotò anche di un regolamento moderno che disponeva l’apertura delle sale, gli orari di visita e gli obblighi del personale. Nel frattempo aumentava il numero dei visitatori che provenivano da ogni parte d’Europa. Tra questi Fragonard, il marchese de Sade che lo visitò nel 1776, e Canova che vi giunse quattro anni dopo. Nel 1787 Goethe, accompagnato da un gentilissimo Domenico Venuti, allora direttore della fabbrica di porcellane, restò incantato del luogo e delle opere che vi venivano realizzate, scrisse di essersi «riempito gli occhi della bellezza dei vasi campani».
Col tempo il Museo si era andato arricchendo di nuove opere provenienti da tutto il regno. Furono portate a Capodimonte le tavole di Polidoro da Caravaggio, salvate dal terremoto di Messina del 1783 e “L’Angelo Custode” di Domenichino, proveniente pure da Palermo, ma soprattutto molte furono le tele di pittori napoletani e meridionali dal Cinque al Settecento che si aggiunsero alla collezione che adesso comprendeva circa 1.800 dipinti.
La “Quadreria di Capodimonte” ebbe un forte contributo da parte del pittore tedesco, ma ormai definitivamente trasferitosi a Napoli, Philippe Hackert che, incoraggiato da re Ferdinando IV, “concepiva il museo con un intento esplicitamente didattico e onnicomprensivo di stampo illuministico”. Un progetto globale che prevedeva un Museo Generale, le Reali Biblioteche, la Farnesiana e la Palatina, un Museo di Storia Naturale, un Orto Botanico, nonché strutture di supporto come un Laboratorio chimico, un “Museo di macchine per far esperienze”, la Manifattura o laboratorio di Pietre Dure, e un laboratorio attrezzato per il restauro. Un’idea colossale che non poté mai essere realizzata, sia per i costi proibitivi, sia per mancanza di spazio, anche se si pensò, per superare quest’ultimo ostacolo, di edificare un altro palazzo della stessa mole di quello già costruito, ma dopo tanti anni non ancora completato. Alla fine del Settecento, infatti, a parte il piano nobile e il secondo piano, dove erano collocate le opere d’arte e i reperti archeologici, restavano ancora da completare gli ammezzati e i sottotetti.
I problemi di Capodimonte si aggravarono con la Repubblica Partenopea del 1799. Il re Ferdinando IV, costretto alla fuga a Palermo, portò con sé 14 dipinti, mentre 30 furono “sequestrati” dai Francesi, che ne sottraevano subito dopo ben 295, infliggendo una profonda ferita al patrimonio museale. Per fortuna Domenico Venuti riuscì a recuperare parte dei dipinti, recandosi tempestivamente a Roma, prima che fossero trasferiti a Parigi. Il Re, felicissimo, lo incaricò di acquistare altre opere dalle collezioni romane. Venuti ritornò a Napoli con 108 dipinti, alcuni di grandissimo pregio come la “Pala Colonna” di Raffaello, l’“Ecce Homo” di Correggio, tele di Palma il Giovane, numerosi ritratti e paesaggi di autori fiamminghi, nonché due formidabili Guido Reni. Le difficoltà non erano però finite. Nel 1806, sotto il governo di Giuseppe Napoleone, mentre il Re si rifugiava nuovamente a Palermo, questa volta con 71 grandi tele, i Francesi badavano a spogliare i monasteri di Napoli, “prelevando” solo dalla Certosa di San Martino ben 282 opere.
Con il ritorno dei Borbone nel 1818 le opere cominciarono lentamente a ritornare a Napoli, un’emorragia che fu solo parzialmente colmata dall’acquisizione della collezione del cardinale Stefano Borgia, che comprendeva fra l’altro oggetti d’arte orientale, manufatti archeologici e opere medievali e moderne come la celebre “Sant’Eufemia” del Mantegna.
Nel 1821 la Pinacoteca occupava 8 grandi sale dedicate alle “scuole estere” e 4 alle “scuole napoletane”, per un totale di 1.079 dipinti, 700 in meno rispetto a venti anni prima.
Nonostante i guasti, Capodimonte era tornata ad accogliere visitatori sempre più entusiasti. Ne sono testimonianza le trenta guide stampate in poco più di vent’anni. Anche se non tutto doveva funzionare se proprio nel 1860, poco prima della caduta del Regno, faceva la comparsa un opuscolo anonimo, dedicato alle “Piaghe del Real Museo Borbonico”, in cui se ne denunciavano le gravi mancanze di gestione.
Dopo l’Unità, il Museo Nazionale ebbe una sistematica definizione grazie all’opera dell’ispettore Michele Di Napoli, che riordinò la pittura nazionale secondo lo sviluppo del tempo e non secondo “le scuole e i municipi”. Nello stesso tempo i visitatori passarono dai duemila del 1860 agli oltre centomila del 1868.
Nel corso degli anni, altre opere si aggiunsero al patrimonio di Capodimonte. Tra questi alcuni dipinti del Veronese, di Luca Giordano e del Solimena. Un altro importante accrescimento si ebbe con il legato d’Avalos del 1862, una donazione che comprendeva, tra l’altro, la celebre “Crocifissione” del Masaccio e lo splendido “Ritratto di Luca Pacioli” attribuito a Jacopo de’ Barbari. Pezzo pregiato della raccolta era anche la serie di arazzi di manifattura fiamminga del Cinquecento, che raffigurano episodi della Battaglia di Pavia del 1525. Il legato comprendeva anche altri dipinti minori, ricami, miniature, stampe ed armi antiche.
Capodimonte non aveva però ancora trovato la sistemazione definitiva. Dopo le lamentele espresse da Benedetto Croce, nel 1900 giungeva a Napoli Adolfo Venturi che in soli quattro anni metteva ordine alla raccolta con criteri “storici e topografici”, dedicando le sale ad autori divisi per periodi e per scuole e portando questa caratterizzazione alla stessa decorazione delle sale espositive.
Dopo la prima guerra mondiale seguì un altro ampio riordino. Furono però gli anni tra il Venti e il Quaranta il periodo di maggiore dispersione di opere, perché cedute “in sottoconsegna” ad istituzioni governative, ambasciate, chiese, mentre inopinatamente 200 tele riprendevano la via di Parma, come “risarcimento” del trasporto a Napoli della raccolta dei Farnese.
Anche la Seconda Guerra Mondiale portò a nuove dispersioni, questa volta ad opera dei Tedeschi, anche se fortunatamente molte furono successivamente recuperate.
Nel 1949, finalmente, un decreto del ministro della Pubblica istruzione destinava la Reggia di Capodimonte a museo medioevale e moderno. Nel 1957 il processo di musealizzazione poteva dirsi completato. Capodimonte disponeva ora di 57 sale al piano nobile e di altre 46 al secondo piano, e di un grande salone dedicato agli arazzi fiamminghi. Il Museo ora, oltre alle opere maggiori, possedeva una raccolta tra disegni e acquarelli di 2.500 fogli e di ben 22mila stampe, alle quali vanno aggiunte avori, ambre, smalti, oreficerie, preziosi bronzetti rinascimentali di Giambologna e di Gugliemo Della Porta, una ricchissima collezione di porcellane della real fabbrica borbonica, e ancora pietre dure, ceramiche, vetri, argenti e 4mila armi.
Il museo, organizzato secondo i più moderni criteri, disponeva adesso anche di un efficiente laboratorio per i restauri, per la prima volta scientifici, e di laboratori fisico-chimici, radiologici e fotografici.
Ulteriori donazioni resero Capodimonte ancora più ricco come i quadri di Bernardo Cavallino donati da Giuseppe Cenzato e un centinaio di dipinti provenienti dalle raccolte di Alfonso Marino. Nel 1958 Mario De Ciccio donava oltre 1.300 opere, in gran parte porcellane e maioliche, mentre tre anni dopo veniva trasferita a Capodimonte, a titolo di deposito, la ricca raccolta del Banco di Napoli con opere rilevanti dal Cinque al Settecento, come quelle di Andrea da Salerno, Cavallino, De Mura e Solimena, assieme a numerose tele dell’Ottocento napoletano.
Nel 1971 arrivava la donazione di Angelo e Mario Astarita, composta di più di 400 acquarelli e disegni di Giacinto Gigante e della Scuola di Posillipo. A titolo di deposito cautelativo furono portati a Capodimonte la “Flagellazione” di Caravaggio e “L’Annunciazione” di Tiziano, entrambi provenienti dalla chiesa di San Domenico Maggiore. Nel Museo, inoltre, presero posto a fianco delle opere del passato, con un’impostazione coraggiosa e avveniristica, opere di artisti moderni come Andy Wharol e Alberto Burri.
Dagli anni Ottanta vi sono state organizzate importanti mostre come quelle dedicate a “Leonardo e ai leonardeschi”, alla “Civiltà del Seicento” e a “Caravaggio e il suo tempo” che, attraendo centinaia di migliaia di visitatori, hanno fatto conoscere Capodimonte come uno dei più prestigiosi musei del mondo per qualità, rarità e eccellenza delle opere.
P.S.
Potremmo Noi napoletani vivere di turismo
ma a Napoli persiste una sacca di cittadini
"cavernicoli" il loro cervello nn và oltre al loro
personale benessere,ed a tutto ciò che è immediato e crapulesco,ma purtroppo è
stabilito dall'........ALTO che così li vogliono........
Rugantino.









isabel Oggetto: il giorno dopo  07 Set, 2008 - 07:47  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 1043
Attività utente
Attività utente

Grazie Titti , anche per il video , certo è molto inquetante il tutto , ma l'uomo deve continuare la ricerca .. ne parleremo il giorno dopo che guarda caso è 11 settembre ... ti ringrazio anche per i siti che ci hai segnalato ci sono i cartoni per i miei nipoti , l'unico problema è che mi rubano il pc .. ciao isabel
TittiMendoza Oggetto: Il Cern: cosa succederà ?  06 Set, 2008 - 22:50  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 5500
Attività utente
Attività utente



Carissima Isabel,
ti ringrazio per la considerazione che hai nei miei riguardi, non sono certo all’altezza di sapere cosa succederà dopo l’esperimento del Cern, ma volentieri ti dico cosa ne penso.
Ho seguito anche io la sensazionale notizia; pare che questo esperimento sia stato progettato al fine di riprodurre l’effetto del Big Bang e capire finalmente come sia avvenuta la creazione dell’Universo.

Sai, tutto questo sembra come quando in chimica si sperimentano nuove miscele, a volte va bene, ma altre queste scoppiano facendo saltare in aria i laboratori…. Solo che questa volta l’esperimento va oltre il ristretto spazio del laboratorio…. Gli scienziati hanno assicurato che non c’è da temere nulla, ma io ci credo poco… quando si scherza con le Leggi Universali non si possono commettere errori…. Se gli scienziati riuscissero nel loro intento, sarebbe un gigantesco passo avanti per la scienza umana, altrimenti, finalmente conosceremmo i fantomatici “Buchi Neri” da vicino…. Non credo che possa verificarsi la fine del Mondo, come noi immaginiamo, ma di certo credo ci possa essere una grande trasformazione, sotto tutti i punti di vista.

Non molto tempo fa, scrissi un articolo sulle profezie dei Maya ed altre, incluse quelle delle Sacre Scritture e tutte, concordano nell’annunciare avvenimenti sconvolgenti, ma necessari, che si verificheranno nel dicembre 2012. Lo scritto è ancora nelle mie pagine personali, per chi volesse leggerlo, oppure nel Web si potrà leggere di tutto e di più su questo tema.

Personalmente credo che qualcosa di vero ci sia, anche perché molti sono i segni che precedono questo avvenimento, uno dei più importanti è l’inclinazione dell’asse terrestre, la quale dovrebbe portarci a sperimentare il passaggio dalla terza alla quarta dimensione. Sarà vero, sarà falso ? mah ! non vorrei però che l’esperimento del Cern contribuisse ad accelerare i tempi delle Profezie per il 2012......

Un'altra cosa importante che si sta verificando già da tempo e non ci stiamo accorgendo, è la creazione di una nuova razza umana. Molti DNA si modificheranno, come altrettante strutture cerebrali; a questo sta contribuendo anche il fenomeno dell’immigrazione comunitaria ed extracomunitaria.
So già che per questa mia affermazione sarò tacciata quale visionaria esaltata, siccome non sono teorie basate su mie immaginazioni, ma su studi scientifici, lascio volentieri ai posteri l’ardua sentenza !

Nel frattempo ho pensato di presentarvi i progetti scientifici a cui si lavora al Cern di Ginevra, incluso quello attuale.

Penso che di questo argomento ne parleremo ancora... specialmente: "The day after" cioè giono 11.... il giorno dopo l'esperimento....
Saluto te e tutti gli amici del forum
Titti












_________________
Un animo che alloggia in una mente aperta potrà sempre respirare conoscenza.
isabel Oggetto: Per Titti  06 Set, 2008 - 18:18  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 1043
Attività utente
Attività utente

Lo posto quà perchè mi sembra un argomento interessante e vorrei la tua opinione


Tra quattro giorni il Cern avvierà Ginevra una serie di esperimenti sull' accelerazione delle particelle. Niente di male, se non fosse che qualche fisico ha rivelato che tali esperimenti non saranno esenti da rischi. Si potrebbe anche dare il caso che accidentalmente venga creato un buco nero che nel giro di quattro anni ingoierà la terra (con buona pace dei duemiladodicisti dell'ultima ora).
Ovviamente è saltata fuori la solita domanda: cosa succederebbe nel caso tutta la popolazione mondiale sapesse che il mondo dovesse finire? E noi che faremmo?
ISABEL

Rossella49 Oggetto: per Saralaporta  06 Set, 2008 - 16:17  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2926
Attività utente
Attività utente

Saralaporta scrive:
"“il Signore fa soffrire le persone che ama di più "
Cara Sara, questa tua affermazione ma ha lasciata molto perplessa. Come può Dio che è Padre, che è Amore fare soffrire i "figli che ama di più"? Sul problema del dolore sono state scritte fiumi di parole...da teologi, filosofi ecc. Io non mi chiedo più perchè c'è il dolore, perchè gli innocenti soffrono. Non ci sono risposte a queste domande. E' un mistero. Ma di questo sono certa. Il dolore non è imputabile a Dio. Nè lo vuole nè lo permette. Ciò è già stata ampiamente illustrato nel "pensatoio" di qualche giorno fa, da Dolores e Jerardine... Ciao

"

_________________
lacasadigiulia


Ultima modifica di Rossella49 il 06 Set, 2008 - 20:34, modificato 1 volta in totale
aldy Oggetto: A Sara  05 Set, 2008 - 14:55  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 359
Attività utente
Attività utente

Cara Sara, posso chiamarti Sara?, mi hai letto nel pensiero?

Affetuosamente Aldy

_________________
Un amico è come il sole, che tu lo veda o no cè sempre
liliana Oggetto: Leggi e scelte  05 Set, 2008 - 14:22  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 6148
Attività utente
Attività utente

Cara Sara,quanto tu scrivi, è frutto per quanto attiene le leggi, di molta comprensione umana. Aldilà di quanto noi siamo intenzionati a fare,esistono situazioni che ne hanno ricavato benefici; ad esempio l'aborto clandestino che ha sacrificato la vita di molte donne.
Con la maternità consapevole, il problema aborto è stato di gran lunga superato, ugualmente la legge per il divorzio. Le leggi per regolare aspetti di vicissitudini umane,devono esistere, usufruirne se permettono scelte.
La continuità della vita nel caso di grave fatalità,è molto più complessa.
Non attenendosi alla volontà di chi può accettarne l'uso, prende risvolti che non possono essere decisi se non dalla coscienza di altri.



_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

Saralaporta Oggetto:   05 Set, 2008 - 13:31  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 3764
Attività utente
Attività utente

Aldy, la mia opinione ...

Ho votato per il divorzio anche se io non lo farei mai … ci sono persone che
non la pensano come me o che si trovano in situazioni molto critiche e che
hanno il diritto di scegliere in modo diverso dal mio.
Ho votato per l’aborto anche se non lo avrei mai fatto (sognavo perfino di
alzarmi una mattina e di trovare un bimbo in un cesto davanti al cancello) ma
ci sono situazioni per cui una donna ha il diritto di scegliere e non può esser
e il mio voto ad obbligarla a rischiare la vita con qualche “pasticciona”.
Quanto alla “dolce morte” non so cosa dire … se si potesse essere sicuri che
questa “volontà” non verrebbe strumentalizzata magari per interessi vari (e se
venisse legalizzata sicuramente ci sarebbero persone che lo farebbero!)
potrebbe essere considerata una volontà della persona ed io sono convinta
che ognuno di noi ha il diritto di dire il suo “basta”! Se una persona per mille
e una ragione non vuole più vivere ha il diritto di dire BASTA!
E’ troppo facile però dire qualcun altro quello che deve fare, noi non siamo al
suo posto, non sappiamo quello che prova … “devi accettare …” “avrai meriti
nell’Aldilà …” “il Signore fa soffrire le persone che ama di più …” “la vita è
sacra … “ etc. etc. io sono davvero cattolica, credo in Dio, per me la vita non
avrebbe alcun senso se non io credessi ma … MA!!!
Se Dio mi vuole darmi delle prove, deve anche darmi la forza per superarle e
se non io ce la faccio più … devo poter dire … ho perso … non ce la faccio …
BASTA!
Deve essere però la persona e SOLO la persona stessa a provvedere al suo
“basta” … nessuno, per nessun motivo legale, affettivo o altro lo può fare al
posto suo!
E se una persona non ce la fa da solo? E’ una domanda difficile e terribile,
io non ho una risposta a questo … sono convinta che gli altri, tutti, hanno il
dovere di aiutarti a vivere, a qualsiasi costo, al di là di ogni legge, sacrificio
o regola … e solo tu puoi scegliere di morire.


_________________
Trova tu la giusta guarigione, cercala nella tua anima
aldy Oggetto: Per Liliana  05 Set, 2008 - 12:10  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 359
Attività utente
Attività utente

Ok! Ricevuto!

_________________
Un amico è come il sole, che tu lo veda o no cè sempre
aldy Oggetto: Per Rossella49  05 Set, 2008 - 12:05  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 359
Attività utente
Attività utente

Il mio intento era quello di sentire le varie opinioni
Almeno io penso che quando ci si trova in una di queste situazioni,è come trovarsi difronte ad un bivio.
Quale strada scegliere?
In questi giorni stiamo assistendo al dramma del padre di Eluana, come possiamo vedere ci sono pareri contrastanti.
Io ho portato la storia di questo ragazzo però c'è anche la storia di.....ora nn mi viene il nome,
Sua moglie l'ha assistito ma poi ha deciso di assecondarlo nel permettergli la "dolce morte"
Io mi sono trovata in una situazione simile, per questo mi sento molto coinvolta.
Buonagiornata a tutto il Forum


_________________
Un amico è come il sole, che tu lo veda o no cè sempre
liliana Oggetto: Una riflessione  05 Set, 2008 - 11:54  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 6148
Attività utente
Attività utente

Cara Aldy, non sò se la storia da te pubblicata possa appartenerti personalmente,in ogni caso parla di coraggio,di abnegazione e di successo ottenuto tramite fede e costanza nella riuscita.
La perplessità esiste solamente nel vedere dei post, che hanno collocazione differente, e alcuni ripresi per dare una risposta già superata.
Non appena si cambia l'oggetto, arriva qualcuno a riprenderlo,ma dopo molto tempo rimasto inevaso.
Così facendo, non c'è continuità sia per coloro che scrivono che per quanti leggono.
Non sò se mi sono spiegata, sarebbe opportuno credo, che quando si vuole introdurre un altro argomento, si debba dare un accenno a quello precedente, per sottolineare che si stà passando ad un altro nuovo.

Se scrivo tutto questo, è soprattutto per me stessa,per capirne un pò di più, lontanamente pensando di dare lezioni a qualcuno,anzi, colgo l'occaione per dire grazie a tutti coloro che arricchiscono queste pagine.


_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

Rossella49 Oggetto: per Aldy  05 Set, 2008 - 11:17  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2926
Attività utente
Attività utente

Cara Aldy,
ho letto la tua storia tutta d'un fiato. Si commenta da sola. Cosa potrei dire, se non che sono rimasta stupita, sorpresa, incantata da tanta determinazione, da tanto coraggio e da tanto amore per la vita....Grazie.

_________________
lacasadigiulia
aldy Oggetto: Come mai?  05 Set, 2008 - 08:21  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 359
Attività utente
Attività utente

Nessuno ha voglia di parlare di questo problema cosi' attuale?

BUONA GIORNATA!


_________________
Un amico è come il sole, che tu lo veda o no cè sempre
Cesare1° 1 Oggetto: O CIPPO A FORCELLA!  04 Set, 2008 - 14:48  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 897
Attività utente
Attività utente

Come al mio solito, spesso "vake sbarianne" , e........che bella lettura mi son fatta. Devo ringraziare RUGANTINO col suo intervento, titolato: o cippo a Forcella.
GRAZIE! Mi hai fatto "scisciare". E GRAZIE ANCORA!
uciuccie


_________________
eagle pp
aldy Oggetto: RIFLESSIONI!  04 Set, 2008 - 12:11  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 359
Attività utente
Attività utente

Il sole splendente nel cielo, pur nella fredda giornata di quel febbraio 96, osservava compiaciuto quel ragazzo che, impaziente a cavallo della sua moto, aspettava il via libera dal semaforo per correre al lavoro.
Il suo Papà nel salutarlo, all' uscita di casa, quasi a presagire qualcosa , gli aveva accarezzato teneramente il braccio.
Ma beffarda e sorniona la sorte lo aspettava alla prima curva per calare sul banco, nella partita della vita , il suo jolly col colore nero della morte.
Al segnale verde lanciò la sua moto mentre il destino si concretizzava in una congestione che gli causò uno svenimento e la relativa rovinosa caduta.
Samuel, quale uccello che cercava di sfuggire al suo destino, volò lontano dalla moto impazzita ma nella ricaduta l' impatto con l' asfalto, nonostante il casco di qualità, gli provocò delle devastanti lesioni al cervello.
Al Pronto Soccorso, Samuel, senza un graffio ne una goccia di sangue versata, sembrava dormire, ma la porta della vita si stava chiudendo alle sue spalle ed io , suo Padre, non volevo arrendermi; il mio Samuel non poteva finire così.
Solo la speranza, riposta nella Fede. mi consentiva di non darmi per vinto e non impazzire; in una scala della vita, scritta dalla scienza medica, che andava da zero per le Persone sane fino a 25 per le Persone morte, Samuel aveva salito questi gradini così di corsa che anche il 24,° raggiunto da ormai da diverse settimane, stava per essere abbandonato per tornare a ricongiungersi a Dio.
Solo Lui sapeva quanta sofferenza, quante preghiere e quanta volontà era servita per poterlo fermare ad un passo dalla morte.
La Morte, sorniona e ghignante, aspettava il momento propizio per rapire mio Figlio ma io fortissimamente non volevo e lottavo contro le diagnosi mediche che non lasciavano spazio neanche alla più tenue speranza.
Iniziò cosi,' per 45 giorni, il calvario della Rianimazione con Samuel che, in stato di coma vegetale, giaceva nel letto con due sonde impiantate nel cranio per misurare il residuo spazio rimanente per un possibile ritorno alla vita.
La situazione era impossibile e solo l' amore che nutrivo per Lui mi obbligava a ripetermi ossessivamente che non poteva assolutamente finire così.
Il ricovera a Mozzo (Bg) in un centro di riabilitazione non migliorò la situazione che precipitò addirittura dapprima con il subentro di una paresi irreversibile alla parte sx del corpo quindi piombo,' nel più cupo sconforto, quando la risposta dei Medici sanzionò che " Solo un miracolo poteva permettergli di uscire dal come vegetale".
Il sole splendente, che aveva assistito all' incidente di mio Figlio, s' era spento dal dolore e l' ECLISSE TOTALE DI SOLE che ne era seguita non era ancora terminata in quanto il nero, che è il colore della morte, dominava ancora sovrano.
Ma la Fede, la Speranza e la volontà di riaverlo mi obbligava a non credere alla ineluttabilità della morte, perché, solo se ci credi intensamente i miracoli, a volte, avvengono.
La lotta che intrapresi contro le sentenze dei Medici, che non lasciavano alcuno spazio, mi fortificava sempre di più.
Non volevo che venisse scritta la parola fine sulla sua esistenza.
Quando venne dimesso dall' Ospedale, perché non c' era altro da fare, non mi detti per sconfitto ma centuplicai la mia voglia di salvarLo.
La presenza asfissiante alimentata dall' amore, il continuo stimolo con tutti i mezzi possibili e la presenza degli Amici non gli permisero di salire l' ultimo gradino che ancora mancava per raggiungere l' infausta vetta.
La morte, come si fosse stancata di questa partita, allentò un poco la sua attenzione ed improvvisamente incominciò a ritornare la luce del sole.
Degli episodi che i Dottori dichiararono " inspiegabili " ma che io definivo " prodigi " incominciarono ad accadere.
Il 21 giugno alle 20.30 mi apparve un arcobaleno, dipinto in un cielo sereno,ed ebbi la sensazione che una voce mi dicesse che questo era un ponte che univa due isole distanti e che ridava loro la vita.
Alle 22.30 una telefonata mi confermò che due ore prima Samuel aveva aperto gli occhi e salutato i presenti ripiombando in seguito ancora in coma .
Questo mi confermò che il viaggio di ritorno era iniziato e ciò mi riempi di energia positiva. e di nuova determinazione.
C' era il suo amico del cuore Daimon, che io mandavo al posto mio in rianimazione nei 45 giorni che era rischio di vita, e solo Dio sa quanto ciò mi costasse convinto che la sua presenza gli desse uno stimolo diverso dal mio e, quasi a ringraziarmi di tutto questo, ,riusciva a raggiungerlo nel sonno del coma e quando parlava a Samuel, questi ancora in coma vigile, alzava il braccio destro e piangendo gli accarezzava il viso.
Il 6 agosto Daimon passò a salutarlo prima di partire per la Spagna, alla sera ci accorgemmo che voleva dirci qualcosa, dapprima mormorò qualcosa di incomprensibile poi, su nostra insistenza riuscì a farsi capire e pronunciò
" DOMANI SI PARTE, DOMANI SI PARTE ".
E dalla parole registrate emerge una voce lontana, quasi fosse appesa ad un filo del Destino .
"Domani si parte" segna l' inizio di una nuova sfida.
Samuel aveva dimostrato di voler tornare alla vita , di saper tenere ben salde le redini che lo richiamavano a questo mondo.
A quel punto accompagnai Samuel nei maggiori centri specializzati a Ferrara , Brescia a Fontanellato di Parma, ne seguii, giorno per giorno, i progressi e ogni volta fu come una nuova rinascita, l' entusiasmo mi offrì la carica per una nuova sfida .
Il futuro era un mistero, non potevo sapere come Samuel sarebbe tornato in vita quali sarebbero state le sue condizioni.
E' un recupero seppur lento, sostenuto a volte unicamente dalla Fede del Papà contro tutte le previsioni mediche e di semplice buon senso iniziò a concretizzarsi.
Samuel quando tornò a riaprire gli occhi sul mondo, senza alcuna spiegazione scientifica vide meglio di prima: ora gli mancano due diottrie, prima gliene mancavano quattro.
Nell' agosto 98, in un ristorante di Cesenatico, volle assolutamente sedersi su una sedia e, nonostante la diagnosi di paresi irreversibile e quasi 3 anni di carrozzina, si alzò in piedi e, a fatica, ma con determinazione, iniziò a camminare.
La carrozzella era già un ricordo quando a Brescia, Samuel affrontò l' operazione al braccio sinistro; si trattava di operare sull' osso del gomito e poi agire sui tendini, ritenuti atrofizzati dalla paralisi
L' intervento doveva durare più di tre ore, io ero nella cappella dell' Ospedale a pregare, una Suora mi rincuorò e mi invitò a ritornare in reparto nonostante mancassero ancora due ore alla durata prevista.
Rientrando in camera un Dottore mi informò che l' operazione era terminata e che i tendini non erano stati trattati in quanto, nonostante tre anni di paresi, essi non erano ancora atrofizzati.
Ormai, come un aquilone, mi libravo nell' aria orgoglioso della gioia che trasmettevo a quelli che vedevano questo miracolo anche se, ogni tanto, una tromba d' aria violenta ci trascinava a terra e dovevamo ricercare immediatamente una corrente ascensionale che ci riportasse in quota.
Drammatico fu il periodo che seguì al risveglio dal come vigile, quando, a causa della sua aggressività, arrivò addirittura a rompere con un calcio, il naso ad una signora che lo accudiva.
Per contenerlo e difenderci dalla sua violenza dovevamo mettere un guantone sulla mano e legare con lacci il braccio e la gamba destra.
Lo sconforto, la disperazione fu tremenda ma la voglia di vivere era tale che anche quella volta tornammo a veleggiare nel cielo illuminato dal sole che era tornato a risplendere.
Per poterlo seguire meglio mi licenziai dall' azienda presso cui lavoravo ed ora, ancora senza occupazione, posso dedicare tutto il mio tempo al recupero di Samuel.
Grazie a ciò sono riuscito a riportarlo ad una qualità di vita insperata, si è vero sono innamorato di Samuel, vivo per Lui, lavoro per Lui, respiro per Lui.
Non avrei mai pensato che si potesse voler bene ad una persona in modo così profondo.
E Lui, attaccato con la disperazione, a questo mondo, ricompare dal cono d' ombra dell' ECLISSE TOTALE DI SOLE che sta finendo.
Il suo sorriso e la sua voglia di vivere, risplendendo di luce propria, fanno ombra al sole stesso e, grazie all' aiuto di tutto e di tutti, cerca di ritornare ad un livello di vita che sia degno di tale nome.
Oggi, a 7 anni da quei giorni, Samuel sta ripercorrendo, seppur lentamente a ritroso quella scala che aveva scalato d' un balzo quel 16 febbraio del 1996.
Il gradino più basso di quella scala è ancora lontano, ma questo non è più così importante, quella guerra contro la morte l' abbiamo vinto ed ora possiamo tornare a cantare insieme la nostra canzone che diceva:
" Conto su di Te che hai la vita davanti,ma Io sento che l'importante è nel cuore per amare conta su di Me come Io conto su di Te!

_________________
Un amico è come il sole, che tu lo veda o no cè sempre
Saralaporta Oggetto:   04 Set, 2008 - 08:09  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 3764
Attività utente
Attività utente

E passato molto tempo dai miei corsi ma se non ricordo male la posizione delle
mani nella foto di Liliana era chiamata "pontificare" e la collega che parlava
tenendo le mani in quella posizione aveva insegnato per un certo periodo di
tempo ... quanto mi piaceva quel corso!

_________________
Trova tu la giusta guarigione, cercala nella tua anima
liliana Oggetto: L'energia delle mani  03 Set, 2008 - 22:37  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 6148
Attività utente
Attività utente








Leggendo quanto scritto da Titti, sulle mani,trovando veramente interessante e originale l'articolo, mi è venuta in mente la gestualità delle mani .
Ancor prima di imparare a parlare, l’uomo primitivo imparò a gesticolare.
La sua influenza sulla comunicazione umana ha generato perfino gestualità specifiche anche all’interno di categorie professionali.
Il mondo religioso, ad esempio, ha conservato intatta molta della sua gestualità antica.
Andando un pò più lontano, ricordiamo l'uomo di Neanderthal, esso preferiva usare la mano destra al posto della sinistra, anche l’Homo Sapiens, preferiva usare la mano destra anziché la sinistra.
La comunicazione umana per ogni popolo ha sviluppato una gestualità tipica e unica ,
A guardare intensamente il palmo della propria mano sembra possibile intravedere una somiglianza con il cielo stellato, forse perché ad ogni intersecarsi di linee, pieghe e rughe si forma una stella.
L’energia di cui abbiamo bisogno è tutta nelle nostre mani.
Quanto affascina veramente, è la conoscenza dei mudra Ogni mudra è portatore di un movimento estetico, di un movimento energetico e di un movimento simbolico.
Il movimento estetico genera un simbolo, e il simbolo mette in circolo dell’energia.
Proprio dagli indù e dalla loro antica lingua sanscrita deriva il termine che meglio identifica la gestualità sacra: mudra (gesto). Mudra sono gesti delle mani le cui origini si perdono nella notte dei tempi, servono per riequilibrare importanti sistemi energetici nel corpo umano oltre che a rafforzare la chiarezza del pensiero .
L'energia che si sprigiona dalle mani, ha un significato sacro, come se l’uomo potesse inserirsi con un specifico gesto nel disegno divino. Molti artisti nelle loro opere pittoriche hanno dipinto le mani,quei dipinti appaiono la trasmissione potente di quanto il cielo ha voluto donare.





_________________
__________________
Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

TittiMendoza Oggetto: Dimmi che dita hai... e ti dirò chi sei !  03 Set, 2008 - 16:23  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 5500
Attività utente
Attività utente


Dimmi che dita hai e...ti dirò chi sei !



Il 27 agosto, sul secondo canale della TSI televisione svizzera italiana hanno trasmesso un documentario dal titolo:
“Dal Bacio al Bebè”
clicca
Un programma di ricerche scientifiche nel quale si dimostra come, il bebè nasca ancor prima dell’atto sessuale, da un precedente istinto procreatore tra i due sessi. Questo processo comincia dal cervello e si manifesta sotto vari aspetti: dal suono della voce della persona, al dilatarsi delle pupille quando si è attratti da qualcuno, dall’odore sprigionato da un abito indossato da una donna, ai ferormoni emessi dall’uomo e tanti, tanti altri interessanti particolari. Il tutto è stato studiato e sperimentato su un campione di persone le quali si sono sottoposte a vari test, anche molto impegnativi, come l’effetto del bacio e il profilo intimo dell’atto procreativo.

Dalla conquista dell’ovulo dell’unico spermatozoi, a tutto il procedimento dello sviluppo del feto, oggi può essere osservato tridimensionalmente. Attimo per attimo il miracolo della Vita viene mostrato nei minimi particolari da speciali macchinari di risonanza magnetica supermoderni.


Il miracolo della Vita

E’ una grande e commovente emozione poter ammirare l’opera del Creatore nel dono della vita all’essere umano; vedere come in una corsa ad ostacoli, un solo spermatozoi su un numero altissimo - una cifra media che si aggira sui 200 milioni e anche di più – si lanci alla carica per penetrare l’ovulo. Purtroppo in gran parte i più deboli i malati i malformati, vengono distrutti in vagina, dove c'è un ambiente acido che li attacca; un'altra gran parte si perde nell'utero o infila la tuba sbagliata; un'altra parte si perde nelle pieghe della tuba. Solo pochi, una decina una quindicina, arrivano vicino all'ovulo.
"Ma chi ha ancora la forza di penetrare la corona radiata?"
"Il più forte... Il campione naturalmente, è la selezione del migliore... medaglia d’oro alle Olimpiadi della Vita… ognuno di noi, da spermatozoi ha vissuto questo trionfale momento, siamo tutti potenziali campioni !



E poi un pensiero triste mi assale e mi chiedo: “Ma poverini, che fine faranno gli altri 199 miliardi ? è uno vero e proprio sterminio ! per ogni nascita ci sarebbero 199 miliardi di funerali da celebrare…. Questo ci dimostra che la vita è sempre una lotta, a cominciare da quando eravamo spermatozoi e poi man mano …. sempre più

Ma veniamo alla curiosità del dito anulare.
Come sapete, prima che si formino le dita, il feto ha la mano a forma palmata, poi lo sviluppo delle dita segue questo ordine: anulare, mignolo, medio, indice e, infine, pollice. L' anulare, è il dito più debole della mano in quanto il suo muscolo flessore è collegato anche al dito mignolo e al dito medio ed è il primo a formarsi nel feto.
La formazione dell’anulare nel feto, va di pari passo con lo sviluppo del cuore, forse per questo sin dall’antichità il quarto dito della mano veniva scelto per portare l’anello. Infatti la storia dice che la parola anulare dal latino “anŭlus”, anello, derivi proprio dal termine anello. Questa tradizione ha due origini: la prima risale agli antichi Egizi che usavano porre una vera all'anulare della sposa perché si riteneva che per quel dito passasse una vena che andava direttamente al cuore; la seconda, fa invece riferimento alla cerimonia cristiana del matrimonio.


Ora osservate il vostro dito anulare

Nel documentario svizzero dicevano che se il dito anulare della donna è abbastanza lungo, la donna tenderà a cercare un partner dalle forti caratteristiche maschili, mentre se corto, preferirà piuttosto un uomo dalla sensibilità femminile.
Però, siccome non hanno detto se tale misurazione avesse avuto un simile riscontro anche per l’uomo, ho fatto una indagine sul web per controllare la veridicità di tali affermazioni ed ho trovato ulteriori interessanti notizie che condivido con piacere.

In questo articolo asseriscono che a differenti lunghezze delle dita equivalgono diverse personalità umane: è questa la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori Peter Hurd e Allison Bailey, che hanno anche sottolineato come "la lunghezza delle dita sia direttamente collegata all'esposizione del feto al testosterone nel grembo materno".
Ora sono sicura che tutti starete li a contemplare la forma delle dita delle vostre mani, magari misurandole con un centimetro… per vedere, in base alla forma e alla lunghezza, a quale categoria appartenete…..



Allora sappiate che dall'analisi della misurazione delle dita di circa 300 studenti universitari, gli studiosi hanno evidenziato come:
“gli uomini che hanno il dito anulare più lungo dell'indice sono più aggressivi e rissosi”.
Poi l'articolo prosegue affermando che:
se nelle donne il dito indice e l'anulare tendono ad avere sempre la stessa lunghezza, ciò invece non avviene per gli uomini, dove l'anulare è spesso caratterizzato da una lunghezza maggiore rispetto all'indice. Proprio la caratteristica di un dito anulare più lungo dell'indice, sarebbe quindi riconducibile ad un elevato livello di aggressività negli uomini. L’articolo procede dicendo che, non si tratta però del primo studio legato alle mani e alle possibili relazioni di queste con altri aspetti dell'individuo. Alcune ricerche, precedenti a quella effettuata dall'Università dell'Alberta, hanno infatti evidenziato come la simmetria delle due mani e il dito anulare più lungo siano riconducibili, nell'uomo, ad un maggior tasso di fertilità, mentre l'indice più lungo dell'anulare si associa ad una maggiore fertilità nella donna.

Un ulteriore studio aveva poi rivelato come, sempre nell'uomo, l'anulare più corto dell'indice è spesso associato ad una maggiore predisposizione ad attacchi cardiaci, una relazione che si manifesta soprattutto nei primi anni dell'età adulta. Ad ogni modo, in tutti i casi presi in esame sarebbero proprio i livelli di testosterone ad incidere sulla casistica, mentre alle mani spetterebbe il ruolo di semplice "rivelatore" dell'ormone.
Tornando allo studio di Peter Hurd e Allison Bailey, gli scienziati stanno ora provando "sul campo" la loro scoperta, è infatti in corso una ricerca per determinare se esista una relazione tra la lunghezza delle dita ed il numero di ammonizioni ricevute dai giocatori di hockey…..

Da ora in poi, dopo tutte queste informazioni, quando incontrerete una donna o un uomo, saprete anche dove guardare per conoscere alcune peculiarità del loro carattere…





_________________
Un animo che alloggia in una mente aperta potrà sempre respirare conoscenza.
geronimo 9 Oggetto: E chi li frega?  31 Ago, 2008 - 19:23  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 2491
Attività utente
Attività utente

Sbagliato, Rugantino! Trarrò le mie osservazioni dalle cronache quotidiane ma non è assolutamente vero che provo astio, sia latente che palese, nei loro confronti.
Ho amici e conoscenti napoletani con i quali mi trovo perfettamente a mio agio e loro con me; ed anche qui, in "Anziani", mi confronto in tutta tranquillità con loro senza alcuna pregiudiziale.
Il mio commento era una risposta un po' lunga su quanto asserisci sulla responsabilità dei politici sulla città dove, a mio parere, hanno responsabilità anche i cittadini.
Certo, se sei a Napoli, forestiero, senza la fortuna di conoscerne qualcuno - come a Saralaporta -, ebbeh...meglio fare moooolta attenzione perchè se te la vogliono fare ci riescono, con la smisurata fantasia che si ritrovano.
E per fartene un esempio ti racconto un fatto realmente accaduto, a Napoli, qualche decennio fa.

Le Ferrovie dello Stato fornivano su richiesta dei ferrovieri, per espletare le loro mansioni, a pagamento sia pur agevolato (le Ferrovie non regalavano niente e se ne poteva chiedere solo una singola fornitura ), degli ottimi orologi da polso o da taschino della marca "Perseo" con un ottimo meccanismo e con ricarica a molla.
Quello da taschino era particolarmente gradevole nell'aspetto, ed essendo fuori commercio, delle ditte concorrenti ne producevano delle copie perfettamente uguali, con tanto di logo FS, che vendevano a prezzi stracciati: l'unica differenza dagli originali era il meccanismo scadente e la mancanza del numero di matricola impresso nella parte posteriore della cassa.
Fatta questa doverosa premessa, è capitato che sia stata rubata, allora, una partita di questi orologi dai magazzini delle FS di Napoli.
Dopo varie e lunghe ricerche si è riusciti a recuperare il malloppo in modo anonimo e senza trovare i colpevoli del furto e la cosa finì lì...al momento...infatti dopo qualche tempo, a seguito di reclami da parte di ferrovieri sul funzionamento degli orologi, si è scoperto che ad essi erano stati cambiati i meccanismi.

Geronimo




_________________
Per coloro che sanno ascoltare, le voci parlano ancora.
Saupaquant, Wampanoag
Saralaporta Oggetto:   31 Ago, 2008 - 09:45  Profilo Rispondi citando   

Messaggi: 3764
Attività utente
Attività utente

Cara Titti
“… per mettere alla prova le famose “Grandi Verità”. …Godiamoci l’attimo fuggente….”
io non sono tanto sicura di voler conoscere le “Grandi Verità”, non credo che
potrebbero migliorare la mia vita, anzi … forse vigliaccamente preferisco un
mio piccolo limbo che conosco e che per questo mi fa sentire sicura.

Caro Rugantina/o (leggendo le tue parole ho avuto la sensazione che fossi un
Rugantino) parli della statua di “un vecchio barbuto e seminudo disteso su un
sasso
“ è possibile vedere qualche foto, o sapresti indicarmi il nome preciso
così le cerco?
Parlavi di Castellammare di Stabia ed io sono tornata indietro nel tempo, nel
maggio del 1970 quando un nostro amico frate, padre Ferdinando economo
della Campania, ci ha invitati a passare qualche giorno da lui ai Camaldoli …
accoglienza eccezionale da parte di tutta la sua famiglia … la camera
migliore, il cibo migliore … tutto il meglio era per noi … dalle nostre parti
quasi inimmaginabile!
Avevamo l’auto nuova e lui ha detto a mio marito: “mettila all’interno del
cancello”
“perché, pensi che me la freghino?” “No! Magari la prendono
in prestito e poi si dimenticano di restituirtela. Comunque qualsiasi cosa
ti succeda dimmelo, e sistemo tutto io”
… abbiamo avuto la netta sensazione
di trovarci in un altro mondo, in un posto completamente diverso da quello
a cui eravamo abituati … sbagliare strada perché i ragazzini avevano girato
i cartelli … comperare un anello in oro con testa scolpita nella madreperla a
prezzo irrisorio perché la signora aveva riconosciuto nel nostro amico il
Cappellano dell’Ospedale di Castellammare dove suo marito era stato
ricoverato … una riverenza davvero incredibile! Oppure un grossa buca al
centro della piazza, nel centro di Napoli, larga 50 cm e profonda forse 20,
che era li da tempo e tutti passavano di lato, bus compreso … mio marito gli
diceva “Ferdinando, l’Italia è proprio un grande Paese, troppo grande perché
tutti gli italiani si sentano uguali gli uni agli altri pur nelle loro diversità, già
tra me e te c’è un abisso, se andassi in Sicilia chissà cosa troverei
” .
Questo non toglie che dalle nostre parti siamo un po musoni e meno solari, in
compenso però siamo un po più ligi ai doveri, un po più rispettosi delle regole,
siamo un Paese troppo grande, e l’abitante di Bolzano ha poco da spartire con
l’abitante di Palermo, sono due persone completamente diverse ma è bella
anche la loro diversità, guai se fossimo tutti uguali!



_________________
Trova tu la giusta guarigione, cercala nella tua anima
Nuova discussione   Rispondi Vai a pagina              ...      
282
      ...