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TittiMendoza Oggetto: Per Marialuna  26 Lug, 2008 - 10:06  Profilo Rispondi citando   

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marialuna ha scritto:


Ma forse AntiRuggine consigliava il mare visto che la montagna è tanto pericolosa......!

(E adesso sicuramente si parlerà di sciagure marittime....)




Scusa Marialuna,
saresti tanto gentile da spiegarmi cosa hai voluto dire con il tuo microscopico.... scritto tra parentesi ? E' stato un errore di stampa o ti auguravi che passasse inosservata la tua puntualizzazione fuori luogo e poco cortese ?

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AntiRuggine Oggetto: A me mi piaci così ( Non è riferito a Tittiliana)  26 Lug, 2008 - 02:14  Profilo Rispondi citando   

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A me mi piaci cosi'
senza teatralita'...
senza vestiti di scena
come ti ha fatto mamma'
A me mi piaci cosi'
comprese le tue manie
compresi tutti i tuoi difetti
e le tue vecchie zie
Giancarlo e' un amico
e mi ripete che...
sei tu la donna ideale
e ti vorrebbe per se'
A me mi piaci cosi'
Giancarlo ha proprio ragione
sei tu la donna ideale
ma sei ideale per me
Non sono un estremista
ne' superficiale
ma la rivoluzione
con te la voglio fare
A me mi piaci cosi'
la frase forse e' banale
e anche un po' sgrammaticata
ma si riscatta al finale
A me mi piaci cosi'
sono un duro ma pero'...
tra un mese massimo tra un anno
io ti sposero'

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marialuna Oggetto: Tutti al mare  26 Lug, 2008 - 01:22  Profilo Rispondi citando   

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Ma forse AntiRuggine consigliava il mare visto che la montagna è tanto pericolosa......!

(E adesso sicuramente si parlerà di sciagure marittime....)

TittiMendoza Oggetto: Non ci azzecca....  26 Lug, 2008 - 00:09  Profilo Rispondi citando   

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Ho capito e ho capito anche bene !
Bella scusa la tua.... puntini o non puntini la tua forma non regge in italiano, è scorretta, ammettilo, non ci azzecca...forse volevi esprimerti in dialetto ?

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AntiRuggine Oggetto: ... e a me... mi piace....  25 Lug, 2008 - 23:29  Profilo Rispondi citando   

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TittiMendoza ha scritto:
Antiruggine scrive :

Ok Danette, solo che quelli che stanno in "prima fila" sono spettatori e a me...mi piace partecipare.
Sai che mi sei simpatica e perciò ti dedico una canzone...

Non hai capito niente. Stavano i puntini ... è una frase ironica... rivolta a Danette e non a te che sei dura di comprendonio.
Ti ho risposto e forse hai capito anche il perchè...

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TittiMendoza Oggetto: e a me mi piace....  25 Lug, 2008 - 22:48  Profilo Rispondi citando   

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Antiruggine scrive :

Ok Danette, solo che quelli che stanno in "prima fila" sono spettatori e a me...mi piace partecipare.
Sai che mi sei simpatica e perciò ti dedico una canzone...

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TittiMendoza Oggetto: e a me mi piace....  25 Lug, 2008 - 22:46  Profilo Rispondi citando   

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Ok Danette, solo che quelli che stanno in "prima fila" sono spettatori e a me...mi piace partecipare.
Sai che mi sei simpatica e perciò ti dedico una canzone...

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AntiRuggine Oggetto:   25 Lug, 2008 - 21:49  Profilo Rispondi citando   

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Ok Danette, solo che quelli che stanno in "prima fila" sono spettatori e a me...mi piace partecipare.
Sai che mi sei simpatica e perciò ti dedico una canzone...




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Danette Oggetto:   25 Lug, 2008 - 14:59  Profilo Rispondi citando   

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Bravo antiruggine....ben detto!! Ma...dillo a te stesso, prima che
agli altri. Sei sempre in prima fila.

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AntiRuggine Oggetto: Amare il mare.  25 Lug, 2008 - 14:00  Profilo Rispondi citando   

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Staccatevi dal computer e andate al mare.

C'è vita.

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TittiMendoza Oggetto: AMARE LA MONTAGNA  25 Lug, 2008 - 10:12  Profilo Rispondi citando   

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"Amare la Montagna"



L’amore che aveva per la montagna Papa Wojtyla, è risaputo; lui la adorava paragonandola allo Spirito. Diceva che questa rappresenta simbolicamente l'evoluzione spirituale: più si avanza e più le visuali spaziano, si ampliano, le cime si stagliano nel cielo come candide guglie di cattedrali e fanno da richiamo, invitano a raggiungerle; più ci si avvicina ai traguardi, più si avverte la vicinanza a Dio.
Saranno queste le sensazioni che spingono gli scalatori a provare tali sublimi esperienze ?

Gli ultimi casi di cronaca, hanno scosso le nostre coscienze facendoci chiedere quanto valga poi la pena sfidare gl’insidiosi pericoli della montagna. La famiglia olandese ha pagato un grande tributo per questo e tutti ci chiediamo: cosa si proverà quando si precipita da quelle altezze ?
Cosa si prova in quel breve istante di vuoto in cui si è preda della legge di gravità ?
La risposta ve la ri-propongo con alcuni stralci presi da un articolo della nota giornalista Paola Giovetti, che potrete leggere per intero nelle mie pagine personali, dal titolo: “Esperienze di Vetta” .
L’articolo parla dell’esperienza personale vissuta dal dr. Albert Heim, un geologo svizzero il quale ha svolto una accurata indagine riguardo questi casi, potendo affermare con certezza che per chi cade vi sia un’assenza di dolore, sostituita da una sensazione di benessere, pace e serenità. La caduta, che avvenga su una parete rocciosa, sul ghiaccio o sulla neve, o sia dovuta a una valanga o anche a una caduta, non cambiano le sensazioni soggettive di chi precipita.

Il dr. Heim presentò il suo studio veramente pionieristico all'Associazione Alpina Svizzera, che nel 1892 lo pubblicò nel suo Bollettino. Ecco come il geologo presenta il suo lavoro:

Il mio scopo è studiare scientificamente questi eventi e mostrare che essi sono a volte spaventosi solo per chi vi assiste, ma non per chi li vive personalmente. Io mi propongo di trattare in particolare un punto di estremo interesse, e cioè quali sono state le sensazioni dell'infortunato nei suoi ultimi momenti di vita? Su questo punto ci si fanno spesso le idee più spaventose, si pensa a sensazioni di grande disperazione, di terrore, di spaventoso dolore fisico, le cose però non stanno così ! Non fa molta differenza che "Non viene avvertito alcun dolore e si prova pochissima paura: ci si spaventa nettamente di più di al cospetto di pericoli minori. Nessuna angoscia, nessuna disperazione, nessun dolore, ma tranquilla accettazione, profonda rassegnazione, sicurezza spirituale e rapidità di valutazione. L'attività mentale è enorme, cento volte più veloce e intensa del normale, non viene percepita nessuna confusione e l'eventualità di una vita d'uscita viene valutata in modo chiaro e oggettivo. Il tempo sembra dilatarsi. Si agisce con rapidità fulminea e le idee che vengono sono quelle giuste. In numerosi casi avviene una visione improvvisa di tutto il proprio passato; infine chi precipita sente sovente bella musica e ha la sensazione di esser librato in uno splendido cielo azzurro con nuvolette rosa. Poi la coscienza si estingue senza alcuna sensazione dolore in genere nel momento dell'impatto, che però al massimo viene avvertito acusticamente, mai come dolore. Dei vari sensi, l'udito è probabilmente quello che si estingue per ultimo..."
Il dr. Heim cita poi, a titolo di esempio, alcune esperienze, tra cui quella di un collega, il dr. J. Sigrist, caduto dalla vetta del Karpfstock, e la sua personale. Ecco, con le parole stesse del protagonista, l'esperienza del collega:

"La caduta non fu affatto accompagnata da sensazioni di paura,al contrario, mi sembrava di venire trasportato giù nel modo più gradevole e durante tutta la caduta rimasi in piena coscienza. Considerai senza timore e angoscia la mia situazione e il futuro della mia famiglia, che avevo coperto con una buona assicurazione e tutto questo con una rapidità veramente insolita. Non smisi di respirare e soltanto il violento impatto sulla parete rocciosa coperta di neve mi tolse senza alcun dolore la coscienza. Non sentii le ferite alla testa e agli arti. Non potrei immaginare una morte più lieve e più bella. Il risveglio tuttavia portò con sé sensazioni tutte diverse!"
La personale "avventura" del dr. Heim risale al 1871 e avvenne quando il geologo insieme al fratello e ad altri tre scalatori stava scendendo dal Santis ancora coperto di neve.
Heim aveva a un certo punto perso l'equilibrio ed era precipitato per venti metri: "Sentii i colpi della mia testa e delle spalle sul pendio roccioso, e sentii anche il colpo cupo quando toccai terra dopo venti metri di caduta libera. Dolore non ne sentii che dopo circa un'ora. Durante la caduta formulai un'infinità di pensieri, tutti coerenti e chiari, e non simili a quelli che si fanno in sogno. Dapprima considerai la possibilità che avevo di cavarmela, ricordai che avevo in tasca una bottiglietta di acido acetico che mi sarebbe potuto servire: feci ben attenzione a non perdere il bastone da montagna, che anch'esso avrebbe potuto essermi utile, mi tolsi gli occhiali e li gettai via per non ferirmi gli occhi. Considerai le conseguenze della mia caduta per i miei cari e per i miei compagni di spedizione, e mi dissi che appena arrivato a terra, anche se fossi stato ferito gravemente, avrei dovuto gridare con tutte le mie forze: "non mi sono fatto niente! ", in modo che non si spaventassero troppo e fossero meglio in grado di raggiungermi. Vidi anche la notizia della mia morte giungere ai miei e li consolai col pensiero... Poi, come su un palcoscenico, vidi tutta la mia vita passata in innumerevoli immagini: io stesso ne ero l'attore principale, tutto era trasfigurato in una luce celestiale e tutto era bello e senza dolore, senza paura e senza angoscia. Anche il ricordo delle esperienze tristi era nitido, tuttavia non malinconico. Non c'era lotta né contrasto alcuno, anche il contrasto era divenuto amore. Mi sentivo sempre più circondato da un meraviglioso cielo azzurro e intanto volavo libero nell'aria e vedevo sotto di me un campo di neve... Poi sentii un colpo cupo e la mia caduta ebbe fine. Ebbi in quel momento la sensazione che qualcosa di nero mi passasse davanti agli occhi e con tutte le mie forze gridai più volte: Non mi sono fatto niente!..."

In realtà il dr. Heim era rimasto svenuto almeno mezz'ora; la neve evidentemente attutì l'impatto, così che se la cavò con danni fisici relativamente modesti. "Confrontando la mia esperienza con tante altre di cui sono venuto a conoscenza, posso affermare che la morte per caduta è soggettivamente una bella morte.

Avviene in piena coscienza, senza malattia, senza paura e senza dolore, in completa attività mentale e sensoriale.
Chi è caduto in montagna ed è morto ha visto come ho visto io nei suoi ultimi momenti il suo passato trasfigurato. Ha pensato con amore ai suoi cari; ha udito musica celestiale, ha provato un senso di pace e serenità, ha volato in un cielo azzurro e rosa, dolcemente, beatamente, pacatamente e poi, di colpo tutto è finito il silenzio. L'incoscienza si presenta spontaneamente, senza sofferenze e in questo stato un secondo e un millennio sono identici per noi, sono un Niente!"

Forse per questo Papa Wjtyla diceva che la montagna avvicina a Dio ?




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TittiMendoza Oggetto: Per Anam  24 Lug, 2008 - 15:22  Profilo Rispondi citando   

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Cara Anam,
tempo fa, non ricordo in quale Forum e neanche chi, chiese questo consiglio a tutti noi: “Come devo comportarmi con i miei nipoti che vogliono e pretendono di vestirsi solo con abiti griffati ?”

Allora ricordo che risposi più o meno, nei termini da te esposti. Feci notare la differenza tra le tre generazioni: la nostra, che veniva da una guerra e un dopo guerra, quella dei nostri figli e quella dei nostri nipoti, esprimendomi senza il proposito di generalizzare i fatti, come è inteso anche lo scritto che segue.
Mi rivolgo a quanti leggono e che provengono dalla generazione della scorsa guerra, i quali di certo ricorderanno come, avere qualcosa da mangiare in tavola, fosse già una conquista. Essendo stata figlia di famiglia numerosa, ricordo che addirittura un uovo dovevamo dividerlo in due… e per farlo apparire più voluminoso, facevamo lo zabaione mischiando il bianco montato a neve con il tuorlo…. Le famose “tessere annonarie” poi, limitavano sempre più i viveri per la sussistenza e negli occhi dei genitori, impotenti, si poteva scorgere lo sconforto quando i bambini dicevamo: “Ho fame !” .
I vestiti poi, si tramandavano dai figli più grandi a quelli più piccoli e se troppo logori, si “rigiravano”..... Le scarpe? Erano fatte di tela, i giocattoli ? non sapevamo cosa fossero; quanti asciugamani arrotolati fungevano da bambole, oltre che per asciugarsi il viso…. Le parole d’ordine erano: “Sacrifici”, “stringiamo un po’ la cinghia…”. “Un po’ di pazienza, domani andrà meglio” e via dicendo…. Forse è tutto questo che non sanno di noi i figli, ne tantomeno i nipoti, ed anche a me che li ho vissuti, oggi sembrano storie di fantascienza. Qualcuno obbietterà dicendo che anche adesso la gente pronuncia le stesse parole d'ordine... ma credetemi, acquistano tutt'altro significato nel contesto di un periodo di guerra.

Il Bum economico tra gli anni 50/60 a noi della vecchia generazione, ci ha fatto riscattare dalla fame e dai sacrifici subiti e tutto ciò che abbiamo avuto più del necessario, lo abbiamo sempre saputo apprezzare, senza farne sprechi.
E allora ci siamo detti con orgoglio: “Quello che ho patito io, non dovranno MAI subirlo i miei figli !” così li abbiamo fatti vivere nella tranquilla agiatezza del piatto servito in tavola, gli sfizi e i desideri esauditi, a costo di continuare ancora noi a privarci delle cose o delle situazioni, pur di accontentarli, tanto ormai avevamo fatto il callo…. E i sacrifici non ci pesavano più tanto.
Abbiamo così partecipato a creare, nuove prospettive future da poter condividere con le generazioni dei figli e con la terza generazione: quella dei nipoti. Generazioni, come tu dici, all’insegna: “della ritrovata libertà”. Zoppicando abbiamo dovuto imparare a gestirla e ancora cerchiamo di capirne le funzioni, i limiti, per discernere: la libertà dalla ribellione e l’uso, dall’abuso.
Siamo soli nella vita, anche se a volte abbiamo il piacere di condividere alcuni tratti insieme ad amici, parenti e conoscenti. I preti di campagna, quelli sempre disponibili, a cui si ricorreva per farsi indicare la via Maestra, hanno cominciato ad avere orari d’ufficio e liste di appuntamenti. La politica, come le religioni, hanno contribuito ad esacerbare la divisione tra differenti fazioni, la scuola ha cominciato a lavarsene le mani. La medicina quella dei dottori di famiglia, che venivano a visitarti a casa e che al sol vederli ti rincuorava lo spirito, hanno cominciato a visitar solo privatamente o in anonimi ambulatori e così via; cambiamenti capaci di creare distanze sempre più profonde da colmare dalla nostra generazione.

In compenso però, a paragone degli eventi passati, adesso abbiamo a nostra disposizione l’abbondanza e lo spreco, ora desideriamo quasi tutto e, possibilmente, lo vogliamo anche subito....

Telefonini televisori, computers ci mettono in comunicazione con il Mondo a lunghe distanze, tutto diventa elettronicamente gestibile, basta un comando, basta cliccare un bottone per vedere cose che ci piacciono o per interrompere ed eliminare quelle non gradite, ma quando si tratta di emozioni e sentimenti, quale bottone possiamo schiacciare per evitare la sofferenza e far scomparire il dolore per la perdita di una persona cara, per una malattia per l’odio, la violenza, a quale tasto è collegata la soluzione per dar sollievo alla tristezza, alla solitudine ?
E’ proprio quel prezioso tasto che dobbiamo imparare cercare ed usare con intelligenza, facendo partecipi oltre che il cuore anche l’anima; quel tasto esiste ed è contraddistinto dalle tre virtù del buon cristiano: “Fede, Speranza e Carità “.
Chi di voi è mamma, conosce il tremendo dolore causato dalle doglie e dal parto, sofferenza condivisa dalla creatura che sta per nascere,ma la mamma sa anche, che subito dopo, non appena avrà ammirato il Miracolo della vita e dell’amore negli occhi della sua creatura quella sofferenza si cancellerà dalla memoria come per incanto. E’ così si continuano a partorire ancora altri figli, nel circolo virtuoso della “Speranza” di un Mondo migliore.

Ci sarebbero tante altre cose da dire e da approfondire, ma mi auguro che queste parole possano aver contribuito, almeno in parte, ad esserti solidale, di certo sono state sincere e sentite.
Serena giornata cara Anam








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AntiRuggine Oggetto: Re: Un'ultima riflessione...  24 Lug, 2008 - 13:22  Profilo Rispondi citando   

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anam ha scritto:

Essere o avere?
Continuo, scusandomi per il poco tempo che dedico, l’argomento complesso che ho proposto e che meriterebbe più spazio, e concludo con altra mia riflessione.
Preciso che mantengo la prospettiva della generalizzazione, perché, se volessimo, trattare i nostri casi personali, potremmo parlarne in privato, anche solo per sfogarci!.
Dunque:
Diversamente dai nostri genitori che vivevano per sopravvivere…..alla guerra, alla fame, alla povertà, all’ignoranza, alle sofferenze morali e fisiche….. la nostra generazione, si è resa conto che alla raggiunta pace e libertà fisica, doveva seguire un’altra guerra, meno cruenta, ma altrettanto impegnativa: quella per la conquista della vera Libertà.
Con coraggio e determinazione abbiamo lottato per essere liberi da schemi mentali, sociali, tabù, ecc che ci impedivano di gestire autonomamente la nostra vita.
E’ stato bello, affascinante, meraviglioso….
La lotta per la conquista della libertà ci ha fatto respirare quei valori di cui oggi sentiamo nostalgia: amicizia, solidarietà, sacrificio…quello da cui si intravede uno sbocco, un’utilità…
---------------------------------------
I nostri figli si sono trovati a vivere un contesto familiare e sociale totalmente diverso da quello in cui siamo cresciuti noi
Loro sono nati liberi, ma non sanno cos’è la libertà e come usarla al meglio.
Per noi la libertà era quella d’essere, per i nostri figli la libertà è quella dell’avere.
……E la lotta per la quest’ultimo tipo di libertà non è così avvincente!
Anzi…..:è incessante, pressante, insoddisfacente, individuale, competitiva.
E, come una droga, non permette di sopportare niente che impedisca questa estenuante e inumana corsa all’avere.
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I loro figli, ovvero i nostri nipoti…….. (perché dicevo che crescono “disorientati, confusi”?).........
i nostri nipoti vivono quest’atmosfera di insoddisfazione generale e vengono bombardati da modelli sociali che invitano alla conquista del “mulino bianco” .
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La moderna, miracolosa, tecnologia - poi - sta presentato a tutti noi, poi, l'altro "rovescio della medaglia" davvero spaventoso: la solitudine.







Le ipergeneralizzazioni deformano la realtà.
Meglio parlare di casi particolari.
Dici..la nostra generazione...ha lottato per essere liberi da schemi mentali...sei sicura? Cara Anam, secondo me i tuoi schemi mentali sono molto rigidi e temo che tu voglia applicare i tuoi schemi mentali a figli e nipoti.
Ogni generazione ha i propri condizionamenti ed i giovani cercano di vivere la propria vita senza schemi ideologici soffocanti e di vivere la propria libertà di costruirsi il proprio "destino".

Salut madame

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Tiziano Terzani.


Gabbiano Oggetto:   24 Lug, 2008 - 11:23  Profilo Rispondi citando   

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Quanta verità in quest'ultima riflessione!!!! Complimenti...

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Gabbiano
Gabbiano Oggetto:   24 Lug, 2008 - 11:22  Profilo Rispondi citando   

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Quanta verità in quest'ultima riflessione!!!! Complimenti...

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Gabbiano
anam Oggetto: Un'ultima riflessione...  24 Lug, 2008 - 10:29  Profilo Rispondi citando   

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Essere o avere?
Continuo, scusandomi per il poco tempo che dedico, l’argomento complesso che ho proposto e che meriterebbe più spazio, e concludo con altra mia riflessione.
Preciso che mantengo la prospettiva della generalizzazione, perché, se volessimo, trattare i nostri casi personali, potremmo parlarne in privato, anche solo per sfogarci!.
Dunque:
Diversamente dai nostri genitori che vivevano per sopravvivere…..alla guerra, alla fame, alla povertà, all’ignoranza, alle sofferenze morali e fisiche….. la nostra generazione, si è resa conto che alla raggiunta pace e libertà fisica, doveva seguire un’altra guerra, meno cruenta, ma altrettanto impegnativa: quella per la conquista della vera Libertà.
Con coraggio e determinazione abbiamo lottato per essere liberi da schemi mentali, sociali, tabù, ecc che ci impedivano di gestire autonomamente la nostra vita.
E’ stato bello, affascinante, meraviglioso….
La lotta per la conquista della libertà ci ha fatto respirare quei valori di cui oggi sentiamo nostalgia: amicizia, solidarietà, sacrificio…quello da cui si intravede uno sbocco, un’utilità…
---------------------------------------
I nostri figli si sono trovati a vivere un contesto familiare e sociale totalmente diverso da quello in cui siamo cresciuti noi
Loro sono nati liberi, ma non sanno cos’è la libertà e come usarla al meglio.
Per noi la libertà era quella d’essere, per i nostri figli la libertà è quella dell’avere.
……E la lotta per la quest’ultimo tipo di libertà non è così avvincente!
Anzi…..:è incessante, pressante, insoddisfacente, individuale, competitiva.
E, come una droga, non permette di sopportare niente che impedisca questa estenuante e inumana corsa all’avere.
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I loro figli, ovvero i nostri nipoti…….. (perché dicevo che crescono “disorientati, confusi”?).........
i nostri nipoti vivono quest’atmosfera di insoddisfazione generale e vengono bombardati da modelli sociali che invitano alla conquista del “mulino bianco” .
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marialuna Oggetto: Dedicato a Giulia  24 Lug, 2008 - 01:20  Profilo Rispondi citando   

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Cara Giulia,
non ho fatto quello che mi hai chiesto,
ma ho creato questo video per te:

Rossella49 Oggetto: Dopo tanto orrore...  23 Lug, 2008 - 20:23  Profilo Rispondi citando   

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dopo tanto orrore ....guardiamo i nostri giovani all'opera...il positivo non fa "notizia" non fa "audience"... ma c'è....per chi lo vuol vedere....




AntiRuggine Oggetto: Contro la pena di morte.  23 Lug, 2008 - 18:11  Profilo Rispondi citando   

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Condivido il sentimento di orrore.

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dolores Oggetto: Nuovo giochino per un euro  23 Lug, 2008 - 16:09  Profilo Rispondi citando   

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Da giorni non accendevo la TV.
A pranzo l'ho accesa per sentire le ulime notizie.
Ecco, questa è l'ultima. Per un euro i nostri ragazzi possono assistere a questo orrore , ridere e divertirsi.
Mi è andato il boccone per traverso, e mi è passato l'appetito.
Cosa ci possiamo ancora aspettare? abbiamo toccato il fondo?
Un mesto saluto a tutte. Non riesco a farmene una ragione....!!!!!! dolores--

per ora l'uomo sulla sedia è un manichino.......


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Sorridi... forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo!
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