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TittiMendoza Oggetto: SACRE SCRITTURE  25 Ott, 2008 - 16:04  Profilo Rispondi citando   

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“Sacre Scritture”
Valutazione e comprensione del loro contenuto.


Tratto dal libro:”Inchiesta sul Cristianesimo”

Corrado Augias, rivolto a Remo Cacitti, docente di letteratura cristiana antica e storia del cristianesimo antico, presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano, dice:

Augias - Le mie domande saranno quelle del profano incuriosito, appassionato certo dell'argomento, ma non competente come i veri studiosi delle Scritture,che hanno passato anni su quelle carte. Quindi le rivolgerò anche domande che le sembreranno ingenue. La prima è di metodo: mi piacerebbe sapere con quali criteri voi storici dell'antichità lavorate su argomenti così lontani e per tanti aspetti così incerti, così difficili.

Cacitti - Il metodo è assai semplice da descrivere, molto più complesso da applicare. I testi antichi non sono usciti a stampa, erano manoscritti. Per di più, nel caso specifico della Bibbia e, sovente, delle opere dei Padri, i manoscritti sono innumerevoli. C'è una scienza apposita, la critica testuale, fondata soprattutto dai grandi filologi tedeschi dell'Ottocento, che si occupa di stabilire nella maniera il più possibile certa, l'attendibilità di un testo. Questa è la base. Alla quale si aggiungono vari criteri e strumenti che vanno dalla critica letteraria all'ermeneutica, all'esegesi, cioè i mezzi che la scienza attuale ritiene validi per la valutazione di un testo e la comprensione del suo contenuto.
È un metodo che vale tanto per l'Odissea quanto per il Nuovo Testamento, per Stendhal come per Manzoni
. La differenza, però, sta proprio in quella materia prima “manoscritta” che rende tutto più difficile. Basta il semplice esercizio di copiatura a mano di una pagina, soprattutto sotto dettatura, per rendersi conto di quanti errori si possano fare. Fra l'altro, nei testi religiosi, errori e varianti sono spesso intenzionali, servono a sfuggire un dato problema, a indirizzare la lettura in un certo senso, e via dicendo.

Augias - Un'altra domanda iniziale: prescindendo dalle competenze di voi specialisti, a quali criteri generali si deve attenere il profano per cercare di penetrare al meglio il senso dei testi? Qualche consiglio, intendo.

Cacitti - Mi chiede dei suggerimenti pratici. Ne indico alcuni: tenere sempre presenti le circostanze in cui i testi sono stati scritti; quindi i possibili scopi della loro redazione nella realtà storica di quegli anni.



Gli scritti del Nuovo Testamento fanno spesso riferimento, esplicito o implicito, alle scritture dell'Antico Testamento, ossia alla Bibbia degli ebrei, allo scopo di rendere evidente che la buona novella era già presente, pur se in forma nascosta o velata, proprio in quei testi antichi, soprattutto nei profeti. Potremmo dire che il Nuovo Testamento consiste in una lettura “critica” dell' Antico Testamento, tesa a rendere evidente che, con Gesù, giunge a compimento il grande disegno di salvezza dispiegato da Dio in tutta la Bibbia.
Nel rispondere alle domande cercherò di essere il più chiaro possibile evitando eccessivi tecnicismi. Di tanto in tanto, dovrò tuttavia far ricorso a qualche distinzione più sottile, anche se cercherò di mantenere un tono divulgativo, a costo di alcune approssimazioni. Mi sembra giusto che chi legge possa avvicinarsi, senza troppa fatica, a notizie solo raramente conosciute. Per gli eventuali approfondimenti rimando ai titoli che indicherò in bibliografia.

Augias - Come è nata la ricerca scientifica in questo ambito e quando?

Cacitti- La ricerca scientifica, così come l'ho in breve descritta, è ovviamente un portato dell'Illuminismo. C'è però anche una preistoria che ha una datazione precisa, senza dubbio simbolica ma efficace, cioè la rottura della cristianità occidentale con la Riforma di Martin Lutero, nel 1517.

Augias - Capisco l'importanza di quella data da molti punti di vista. Lutero spaccò il mondo cristiano, sottrasse all'influenza e alla dottrina di Roma gran parte dell'Europa centrosettentrionale. Ma in che modo la Riforma è collegata all'esegesi biblica?

Cacitti - Perché quando, nel volgere di pochi anni, la cristianità si è divisa fra cattolici e protestanti, è nato subito un problema teologico e storiografico: chi è il vero erede della tradizione? Fino a quel momento la tradizione era stata unitaria, almeno in Occidente. Dopo la rottura, invece, cattolici e protestanti, l'un contro l'altro armati, rivendicarono ognuno a sé la legittimità della successione. Si cominciò così a frugare negli archivi per cercare testimonianze sulle quali fondare la legittimità della propria pretesa.
Faccio un esempio curioso in ambito protestante: i centuriatori di Magdeburgo. Un certo Flacio Illirico, personaggio straordinario, capace di usare anche sistemi polizieschi e di spionaggio, si mise a capo di un gruppo di ricerca che batté l'intera Europa al fine di recuperare, spesso gabbando i preti cattolici, il più ampio numero di manoscritti e di edizioni antiche. Il suo scopo era ricostruire una storia del cristianesimo che legittimasse le rivendicazioni protestanti. Il risultato fu una lettura molto tendenziosa.



Altrettanto tendenziosa, però, è l'opera che gli si oppone da parte cattolica: i celeberrimi Annali dello storico e cardinale Cesare Baronio. I titoli sono significativi: le Centurie si chiamano così perché ricostruiscono la storia del cristianesimo secolo per secolo; gli Annali del Baronio, invece, anno per anno.
La contrapposizione frontale si basava da entrambe le parti su una forte pregiudiziale confessionale e su un' altrettanto forte intenzione propagandistica, superata solo fra Ottocento e Novecento in ambito sia protestante sia cattolico. Nel XIX secolo la filologia tedesca è giunta per prima a una ricerca aconfessionale, vale a dire obiettiva (per quanto possibile).

La teologia protestante di matrice liberale abbandona i fini apologetici e polemici per assumere criteri di tipo scientifico. Qualcosa di analogo avviene anche in ambito cattolico sotto l'influenza del modernismo esegetico, che spinge per un rinnovamento degli studi biblici e patristici. Ma, a differenza di quanto accade in ambito protestante, dove la ricerca è poi proseguita liberamente, in campo cattolico è sceso sugli studi il gelo dell'enciclica Pascendi dominici gregis di Pio X, con la quale la Chiesa cattolica impedì, in pratica, la prosecuzione della ricerca.
L'indagine su tale eredità avrebbe naturalmente investito il fondamento stesso del cristianesimo, cioè la Bibbia. Comincia così un lungo cammino, che esamineremo più da vicino in seguito, che si propone anzitutto l'obiettivo di stabilire nella maniera più accurata il testo stesso della Bibbia, utilizzando e classificando la mole imponente dei manoscritti che la tramandavano
.

Augias - È curioso questo atteggiamento così diffidente della Chiesa di Roma, volto in prevalenza alla conservazione del passato, lontano dalle innovazioni, pronto a perseguire chi non si adegua.

Cacitti - Infatti, questa caccia alle streghe del XX secolo fece vittime anche illustri. Ernesto Buonaiuti, uno fra i primi titolari di una cattedra di Storia del cristianesimo all'università di Roma, venne perseguitato. Buonaiuti era un prete, che però aveva adottato i principi ermeneutici e scientifici sviluppatisi dal Settecento in poi in ambito protestante. L'accanimento contro di lui giunse a forme che potrei definire feroci. In aggiunta, il Vaticano esercitò forti pressioni sul governo italiano perché gli fosse tolto l'insegnamento.

Augias - In quale anno si svolsero questi fatti? Quale ne fu l'esito?



Cacitti - Buonaiuti si era formato, alla fine dell'Ottocento, all' Apollinare di Roma, il medesimo seminario in cui, in quegli stessi anni, studiava Angelo Roncalli, il futuro Giovanni XXIII. Ordinato prete nel 1903, intraprese una brillante carriera accademica, destando tuttavia, a causa del suo metodo e dei suoi studi, prima diffidenza, poi l'aperta condanna della gerarchia vaticana. Scomunicato nel 1925, poté conservare la cattedra all'università di Roma finché, con la stipula del Concordato fra Italia e Santa Sede, non venne esonerato dall'insegnamento e assegnato ad altri compiti. Nel 1931, per essersi rifiutato, con uno sparutissimo gruppo di colleghi accademici, di prestare giuramento di fedeltà al fascismo, fu definitivamente ri mosso dalla docenza. Non poté riprendere a insegnare neppure dopo la liberazione (1945), poiché, come stabiliva il Concordato, un sacerdote scomunicato non poteva tenere una cattedra nell'università di Stato. Morì di lì a poco, temo di crepacuore.

Augias - So che ha lasciato alcuni volumi di Storia del cristianesimo suppongo che sia la sua ultima grande opera. Al di là delle persecuzioni odiose che dovette subire, è un testo ancora valido?

Cacitti - È valido come testimonianza del Novecento, non soltanto scientifica, ma anche letteraria. Bisogna tuttavia considerare che Buonaiuti scrive prima delle grandi scoperte avvenute a Qumran (nel deserto di Giuda) e a Nag Hammadi (in Alto Egitto): la sua formazione è essenzialmente ottocentesca, con tutti i limiti che ciò comporta. Tuttavia, fra gli anni Dieci e gli anni Trenta del Novecento, Buonaiuti è stato una straordinaria personalità scientifica italiana, apprezzata anche a livello internazionale.

Augias - Quanto afferma mi fa venire mente che, in effetti, scorrendo una bibliografia sul cristianesimo si trova sempre una schiacciante prevalenza di opere tedesche e, da qualche anno, anche anglosassoni. Comunque, tutte o quasi tutte, di ambiente luterano o protestante.

Cacitti - In effetti predominano negli studi, a livello di eccellenza, opere di matrice protestante: di qui, la preponderanza delle lingue anglosassoni. Notevoli progressi sono stati però compiuti in questi ultimi decenni anche da parte cattolica, soprattutto direi in Spagna e in Italia.

Augias - Nel corso della conversazione noi speriamo di arrivare a stabilire con la massima certezza possibile com'è nato il cristianesimo, quando, a opera di chi, attraverso quali eventi e protagonisti. Dobbiamo quindi ora stabilire di quale periodo vogliamo parlare in una vicenda che è andata avanti per venti secoli. Una data iniziale potrebbe essere forse la morte di Gesù; quanto alla data finale dovrebbe essere quella che in certo modo conclude la fase embrionale di questa religione. Dove collocarla?



Cacitti - Concordo con lei che possiamo far coincidere l'atto di nascita del cristianesimo con la morte di Gesù e, più ancora, con la fede dei suoi seguaci nella sua resurrezione. Vedremo poi che, in realtà, bisognerà stabilire meglio come sono andate le cose. Quanto alla data conclusiva, la fisserei nel periodo che va da Costantino il Grande a Teodosio I, vale a dire lungo tutto il IV secolo. Se, infatti, Costantino riconosce al cristianesimo il carattere di religio, cioè lo ammette nel novero dei culti consentiti, nel giro di pochissimi decenni la nuova fede, che aveva subito persecuzioni e impedimenti di ogni genere, si trasforma in una religione imperiale, come stabilirà un editto di Teodosio. Vedremo quali sono state le conseguenze, alcune delle quali perdurano ancora oggi.

Augias - L'epoca che lei delinea abbraccia, dunque, un periodo di circa quattro secoli. È possibile che dovremo violarne i limiti, quando e se sarà necessario, per capire meglio qualche passaggio o le conseguen¬ze, prodottesi magari dopo molti anni, dei fatti che racconterà. Pos¬siamo quindi iniziare.

Ringraziando Jerardine per le sue sempre oggettive e gradite risposte e Cesare, per l'incoraggiamento a proseguire. Termino per il momento questo passaggio tratto dall'inizio del libro di Augias e, se dovesse interessare ancora qualche altro soggetto esposto da Cacitti, cercherò di sintetizzarlo per esporlo in questo Forum.
Naturalmente le vostre personali considerazioni su quanto avete letto, saranno più che gradite, come gradite potrebbe essere anche proposte su nuovi soggetti bibblici da trattare.


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Cesare1° Oggetto: Quanto scrivo in questo modesto intervento:(sconclusionato)  25 Ott, 2008 - 13:34  Profilo Rispondi citando   

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SONO UN CIUCCIO E NON LO NASCONDO. iL MIO INTERVENTO SERVE SOLTANTO AD INCITARVI A PROSEGUIRE NELLA VOSTRA DISCUSIONE. UNA SOLA COSA INTENDO DIRE (OVVIAMENTE SCOPIAZZANDO: AMOR OMNIA VINCIT!). TALVOLTA SENTO CHE SONO NATO "IMPARATO", SI' ! PERCHE' SENTO IN ME COSE BELLE E BUONE, CHE MI FANNO SENTIRE APPAGATO DI TUTTO. COSE PREGRESSE! URINGRAZIO DIO PER AVERMI DATO QUESTO DONO. SCIO ME NIHIL SCIRE!
CONTINUATE ,PER FAVORE!u ciuccie!


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jerardine Oggetto: Scavare per scovare  24 Ott, 2008 - 23:40  Profilo Rispondi citando   

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Carisima Titti,
Così tu scrivi: “ …i progressi dell’ umanità si fondano proprio sul confronto tra passato, presente ed eventuale sviluppo del futuro. Non è forse il passato che ci offre le basi con cui misurarci e le facoltà d’uscire dall’ignoranza?".
Come potrei dissentire? “ Il passato ci offre le basi con cui misurarci …”. Indubbiamente. Possiamo quindi affermare, senza ombra di dubbio, che la “conoscenza del passato” deve essere il nostro punto di partenza. Considerato che stiamo discutendo di Sacra Scrittura, per" conoscenza " deve intendersi approfondimento della Parola, attraverso un lavoro serio di scavo delle Scritture. Infatti bisogna scavare per scovare, e questo richiede impegno, tempo, perseveranza, passione.
Se le cose stanno così e siamo in molti a riconoscere di esserci accontentati di un cristianesimo di “convenzione”, tramandato dai nostri genitori e supinamente accettato e stancamente vissuto, come pretendere di “ uscire dall’ignoranza” se prima non affrontiamo la fatica che la conoscenza impone ?
Non si può iniziare un cammino che ha come meta l’approfondimento della Parola di Dio e partire “a ritroso”, ovvero da una “ Inchiesta sul Cristianesimo”, anche se scritta da insigni teologi. Ogni processo di apprendimento richiede il rispetto di regole, e se si è analfabeti bisogna iniziare dalle prime elementari nozioni. E questo analfabetismo coinvolge anche i più altamente alfabetizzati. Ci sono masse di intellettuali incapaci di penetrare il senso non apertamente dichiarato di tante comunicazioni ideologicamente impastate.
Più volte fai riferimento alla "fede e alla ragione ". E la stessa Chiesa ha proclamato l’armonia tra fede e ragione “… la libera obbedienza a Dio implica la partecipazione della ragione umana alla sapienza e provvidenza di Dio…” (Veritatis splendor, 41; Fides et ratio ). Fede e ragione sono valori derivanti dallo sforzo di cercare un’intesa per un dialogo scevro da ogni condizionamento, di rifiutare un’obbedienza passiva a “regole” non condivise.
Ma l’uomo, nel suo cammino di fede, per essere libero da condizionamenti , da manipolazioni esterne, per essere in grado di rifiutare un’obbedienza passiva, deve prima ri - conoscere di avere bisogno di conoscere, sul paradigma del cammino di Emmaus ove il Signore Risorto spiega le Scritture, infiamma i cuori, illumina le menti e introduce all'esperienza dello "spezzare del pane " e al processo del ri-conoscimento.
Possiamo dunque concludere che siamo perfettamente in sintonia in merito alla esigenza di conoscenza che induce l'uomo ad una ricerca incessante e mai appagata. Non lo siamo solo sulle "strategie" di ricerca. E' questo il senso che intendevo dare al mio "andare a ritroso".
Io scelgo la strada di una ricerca sistematica, che parte dallo studio dell'Antico e Nuovo Testamento - scritti nell'arco di oltre un millennio - che contengono l'unica Parola di Dio e l'esplicitazione del Suo disegno di salvezza. E' una strada fatta di tappe, irta di rovi, di spine, di crepacci, di anfratti. E chiede di mettere in conto preventivo cadute, ricadute, illusioni, delusioni, fallimenti, tradimenti, scadimenti. Ma, sapendo tutto questo in previsione, si rilancia l’impegno di continuare a salire, perché vale la pena la posta che è in palio. Alla fine, attraverso le Scritture, scopriremo il vero volto di Dio. Non un Dio vendicativo, permaloso, esigente, che richiede dall'uomo ciò che l'uomo non può dare, e nemmeno un Dio lontano, che si disinteressa del mondo. E scopriremo che il Dio della Bibbia é ricco di amore, di misericordia e di tenerezza, va in cerca dell' uomo che ha creato e che vuole rendere felice. La vita, la morte, l'amicizia il dolore, l'amore, la famiglia, il lavoro, le varie situazioni personali, la solitudine, i segreti movimenti del cuore, i grandi fenomeni sociali ed epocali, tutta questa vita umana ci viene consegnata dalla Parola di Dio scritta nella Bibbia in una luce nuova e vera.
Solo dopo aver conquistato una fede matura, solo dopo avere fatto il passaggio da una fede di convenzione a una fede di convinzione, come abbiamo già detto, saremo pronti per "dare ragione della speranza che é in noi".
Mons. G.Ravasi così scrive:” Spesso siamo solo agitati senza scavare in profondità nel terreno della vita e del mondo. Il seme è l'inizio assoluto e necessario, ma è piccolo e nascosto e deve essere curato con pazienza e amore perché sassi, rovi e animali lo possono rendere sterile. Il raccolto non è subito visibile; la costanza e l'attesa sono leggi dello spirito insuperabili. Anche il contadino deve attendere il fluire delle stagioni e la madre lo scorrere dei nove mesi. Ma se hai seminato con amore, alla fine un frutto ci sarà, anche se tu non lo potrai gustare. Sarà Dio a raccoglierlo ".
Comunque, le mie riflessioni non hanno la pretesa di essere risposte definitive, né ho mai ritenuto di poter affrontare temi così impegnativi in termini assolutamente basilari. Ma sono pensieri che ho elaborato per me e che, in un modo o in un altro, significano qualche cosa nella mia vita e in quella di coloro con i quali vivo.
Saluti cordiali
Jerardine



AntiRuggine Oggetto: Nobilitare le capacità critiche.  24 Ott, 2008 - 21:01  Profilo Rispondi citando   

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Nobilitare le capacità critiche per usare la scienza con coscienza.

Bisognerebbe trovare il tempo per sintetizzare le nostre idee.

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Il cammino è lungo e tutto ancora da inventare.
Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

Tiziano Terzani.


TittiMendoza Oggetto: Manipolare la coscienza, obnubilare le capacità critiche  24 Ott, 2008 - 17:49  Profilo Rispondi citando   

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Manipolare la Coscienza
Obnubilare le capacità critiche



Cara Jerardine,
tu dici:

Ti ringrazio ancora una volta Titti e con te quanti ci stimolano a continuare.
Solo una premessa. In un tuo intervento scrivi tra l'altro: " Per quanto mi riguarda, molte risposte, piuttosto che nella Bibbia, ora le sto ritrovando in alcuni libri scritti da studiosi di teologia ". Ritengo che questo "andare a ritroso" potrebbe essere molto pericoloso. E spiego perché. Quando la nostra coscienza può essere manipolata o, meglio, quando le nostre capacità critiche possono essere obnubilate? Una delle cause incontrovertibili é proprio l'ignoranza, intesa nel senso di "non sapere". Per questo ritengo che dovresti rimandare la pubblicazione di " uno scritto tratto dal libro: “Inchiesta sul Cristianesimo” di Corrado Augias.

Ti rispondo permettendomi di dissentire sulla pericolosità di andare a ritroso, in quanto causa di manipolazioni di coscienze e abnubilazioni di capacità critiche . Personalmente penso che sia un vero controsenso se pensiamo che i progressi dell’umanità si fondano proprio sul confronto tra passato, presente ed eventuale sviluppo del futuro. Non è forse il passato che ci offre le basi con cui misurarci e le facoltà d’uscire dall’ignoranza?
Sono d’accordo sul fatto che riguardo il passato non bisognerebbe mai piangere sul latte versato e che, riportare a galla verità scomode di cui vergognarsi, non faccia piacere a nessuno, ma non hanno anche queste cose un fine ? Non servono forse a farci capire quanto abbiamo appreso dalle esperienze vissute ?

Perciò, ben venga "l’andare a ritroso", se serve a farci nuotare nel mare degl’insegnamenti.
Come per tutte le cose, anche per capire il senso degl’insegnamenti religiosi è salutare andare a ritroso e capire da chi e come sono stati tramandati, quanto ci sia di vero e quanto invece sia stato imbastito al fine di manipolare le coscienze ed obnubilare le capacità critiche, imponendo i ben noti Dogma.

In conclusione, cosa voglio dire con questo mio scritto ?


Che lo studio e la comprensione degli insegnamenti religiosi ed in particolare della Bibbia, oggi che finalmente ci siamo riappropriati delle nostre coscienze e delle nostre capacità critiche, per poterle accettare dovrebbero essere messe a confronto con quanto eminenti studiosi hanno appreso, proprio grazie al fatto di essere andati andati a ritroso nel tempo, per analizzare i fatti in modo scientifico e logico, differenziando le ipotesi dai reali fatti storici.

In fondo, penso che questo sia stato il fine nel proporre il soggetto Bibbia sulle pagine di questo Forum: il confronto tra quello che tu, Jerardine, magistralmente insegni e quello che sostengono altri studiosi e ricercatori; altrimenti avremmo continuato a fare quello che da secoli è rimasto immutato. Qui si propone di aprire le porte a laici e religiosi, a quanti cercassero di capirci qualcosa in più, aiutati dalle parti in contraddittorio per distinguere Fede da Religione ipotesi da fatti incontrovertibili. Per farlo, ancora una volta, non si ha forse bisogno di accostamenti tra passato e presente ?

Nella Sua ultima enciclica, Benedetto XVI aiuta a cogliere lo strettissimo rapporto tra la memoria e la speranza. E’ soprattutto la memoria attenta all’amore di Dio che genera la speranza e, il nostro andare a ritroso nel tempo, non è pura nostalgia, ma discernimento dei segni di quell’amore che, fedele per sempre, genera in noi la certezza di non essere soli e abbandonati.

Quello che intendo pubblicare tratto da: “Inchiesta sul Cristianesimo” si limita solo a spiegare come sono state tramandate le conoscenze giunte a noi attraverso tortuose vie, per tirare alcune somme. Quindi forse avrei dovuto pubblicare prima io questo incipit per dare più rilievo al tuo recente scritto. Ma come al solito, è sempre questione di punti di vista. Ad ogni modo, per rendere lo studio più interessante, andiamo avanti cercando di esaminare sempre le due facce della medaglia, pregando anche altri d’intervenire con le loro considerazioni. Cerchiamo di trattare questa seria materia in modo garbato e rispettoso, come si conviene a tutte le cose meritevoli.

Scusami Jerardine, se involontariamente avessi travisato il tuo intento. Sempre pronta al piacevole confronto con la tua stimolante personalità, saluto cordialmente te e tutti gli amici che ci seguono, con simpatia, Titti


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liliana Oggetto: Per Jerardine  24 Ott, 2008 - 11:52  Profilo Rispondi citando   

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Carissima Jedardine, nel ringraziarti, dell'attenzione, cito la fonte, del mio quesito:
" Home > Società e culture > Religione e spiritualità "
Quanto pubblicato, è ovviamente solo tema di discussione.non di condivisione per ciò che riguarda la : "circoncisione" nè potrà mai essere la: "infibulazione", veramenta deprecabile.
Per fortuna questo uso, non fà parte della cultura nè religiosa nè civile, del nostro Paese.
Bisogna ricordare però, che in altre parti del mondo esistono ancora .
Grazie e buona giornata a tutti










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Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror

jerardine Oggetto: Storicità della Resurrezione di Cristo.  24 Ott, 2008 - 10:00  Profilo Rispondi citando   

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Ti ringrazio ancora una volta Titti e con te quanti ci stimolano a continuare.
Solo una premessa. In un tuo intervento scrivi tra l'altro: " Per quanto mi riguarda, molte risposte, piuttosto che nella Bibbia, ora le sto ritrovando in alcuni libri scritti da studiosi di teologia ". Ritengo che questo "andare a ritroso" potrebbe essere molto pericoloso. E spiego perché. Quando la nostra coscienza può essere manipolata o, meglio, quando le nostre capacità critiche possono essere obnubilate? Una delle cause incontrovertibili é proprio l'ignoranza, intesa nel senso di "non sapere". Per questo ritengo che dovresti rimandare la pubblicazione di " uno scritto tratto dal libro: “Inchiesta sul Cristianesimo” di Corrado Augias.
Te lo chiedo in nome di quella pedagogia dell'apprendimento, di cui abbiamo già parlato. Ricordi? " Come la luce che cresce: dal chiarore prealbare allo stadio albore, al mattutino, al meridiano. Si fa lentamente strada...".
Ora vorrei continuare a parlare della storicità della Resurrezione di Cristo, che é il fondamento della vita del cristiano.
La resurrezione è il nodo della vicenda storica.
E’ resistente questo nodo? E’ storico questo evento? E chi ce lo trasmette è credibile? Ci daremo delle risposte, analizzando tre aspetti:
- l’oggetto dell’annuncio – storicità dei fatti;
- i soggetti dei resoconti della resurrezione (testimoni);
- conseguenze della resurrezione sull’umanità nuova, cioè la Chiesa.
Ora immaginiamo di fermarci tutti insieme sotto la tenda per raccontarci la resurrezione e ri- educarci a scoprire la nostra capacità di stupirci.
Primo aspetto: oggetto dell’annuncio- storicità dei fatti.
Il mistero pasquale comprende due facce della stessa medaglia, croce e resurrezione, perché Dio ha scelto di salvarci così. Cos’é la croce ? La croce é la suprema legge dell’amore. Troviamo risposte significative nel vangelo di Luca. La croce è affrontare la lotta contro qualunque male; è la capacità di non rassegnarsi; è il coraggio di osare, di camminare, di collaborare con Cristo per non deludere le sue aspettative.
Ora richiamo brevemente quei passi del Vangelo dai quali si evince che Gesù, ancora prima della sua morte, preparò con molta cura l’evento della Sua resurrezione mediante precise predizioni. In particolare cito sei passi evangelici:
1) dopo la trasfigurazione, dice ai tre apostoli che ha scelto per l’accompagnamento sul monte Tabor “ Non parlate a nessuno di questa visione fino a che il Figlio dell’uomo non sia risuscitato dai morti (Mt. 7,19: Mc 9/9);
2) dopo la confessione di Pietro a Cesarea, predice nei dettagli la sua passione fino alla morte e conclude con l’annuncio della resurrezione.(Mc 8,31-32; Mt 16,21; Lc 9,22). “Dovrò soffrire molto”dice Gesù e questa sofferenza sarà legata anche al rifiutomi rifiuteranno”!
3) nell’ultimo viaggio verso Gerusalemme: ascoltiamo Gesù che dice:” Ecco noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato nelle mani dei principi, dei sacerdoti e dei dottori della legge. Essi lo condanneranno e lo consegneranno ai pagani, e questi si faranno beffe di lui, lo flagelleranno, lo crocifiggeranno e lo faranno morire. Ma il terzo giorno risorgerà”.(Mt 20,17-18;Mc 10,32.34; Lc 18,31-33).
4) subito dopo l’ ultima cena. Gesù annuncia: “Questa notte voi tutti perderete ogni fiducia in me. E’ scritto infatti “Ucciderà il pastore e le pecore del gregge saranno sbandate”. Ma dopo che io sarò risuscitato, vi precederò in Galilea (Mc 26,31-32;Mc 14,27-2Cool.
5) Gesù predice la sua resurrezione anche a tutto il popolo. Un giorno i Giudei dissero “Dacci una prova che hai l’autorità di fare queste cose” Gesù rispose:” Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo farò risorgere ". Quelli replicarono.” Ci sono voluti quarantasei anni per costruire questo tempio e in tre giorni lo farai risorgere ?" Ma Gesù parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo e credettero alle parole della Scrittura e a quelle di Gesù (Gv 2,18.22).
6) L’evangelista Matteo è il più dettagliato nella spiegazione del segno di Giona “Allora alcuni degli scribi e dei farisei gli chiesero: ” Maestro noi vogliamo vedere da te un segno”. Ma egli rispose loro” Una generazione malvagia e infedele a Dio vuol vedere un segno miracoloso. Ma non riceverà alcun segno, eccetto il segno di Giona. Come Giona, infatti, rimase nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo rimarrà sepolto nella terra tre giorni e tre notti” (Mt. 12, 38
L’evangelista Matteo dice che queste predizioni erano rimbalzate nelle aule del sinedrio. Infatti, subito dopo la morte, i capi dei sacerdoti e i farisei andarono da Pilato e gli dissero”… ci siamo ricordati che quell’imbroglione quand’era vivo ha detto: tre giorni dopo che mi avranno ucciso io risusciterò. Perciò ordina che le guardie sorveglino la tomba fino al terzo giorno, così che i discepoli non potranno venire a rubare il corpo e poi dire alla gente: è risuscitato dai morti. Altrimenti quest’ultimo imbroglio sarà peggiore del primo”. E così Pilato ordinò di far sorvegliare la tomba. E, quindi, il bisogno di cautelarsi contro un’eventuale impostura denuncia la consapevolezza, finanche dei capi, della predizione molto chiara di Gesù a tutto il popolo, oltre che ai suoi discepoli.
Il sepolcro vuoto. Se gli evangelisti avessero inventato i racconti, non avrebbero di certo affidato alle donne il ruolo della constatazione della tomba vuota. La legge ebraica, infatti, non dava valore giuridico alle testimonianze delle donne. I testi biblici sottolineano costantemente l’assoluta identità del corpo risorto con il corpo patibolato. Pietro, poi, nella sua omelia pentecostale, citando il salmo16,afferma che “egli non fu abbandonato nel mondo dei morti né la sua carne ha visto la corruzione”. Da notare, infine, che l’insistenza narrativa sul dato del sepolcro vuoto, unita all’assoluto silenzio sul come dell’avvenimento della resurrezione, è un chiaro segno che gli evangelisti non concedono il minimo spazio alle supposizioni fantasiose. Dimostrando così la loro intenzione di presentare il dato sperimentato: l’Uomo risorto. E non i dettagli del come avvenne il passaggio dalla morte alla vita, di cui nessuno fu spettatore. Se avessero voluto favoleggiare o romanzare per rendere più attraente il fatto storico, avrebbero trovato un terreno propizio per amplificare e indulgere all’elemento fantasioso.
Rinvio la trattazione dei punti successivi ad altri interventi.
Un saluto affettuoso a tutti
Jerardine

AntiRuggine Oggetto:   24 Ott, 2008 - 06:25  Profilo Rispondi citando   

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Grazie Jerardine.
Devo dire che un personaggio biblico che apprezzo è Paolo.

Buona giornata

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Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

Tiziano Terzani.


jerardine Oggetto:   24 Ott, 2008 - 00:58  Profilo Rispondi citando   

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Carissima Liliana,
prendiamo la Bibbia, leggiamo:
Atti degli Apostoli 16,1-4, da te citato: " Paolo si recò a Derbe e a Listra. C'era qui un discepolo chiamato Timoteo ...Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere, per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni.."
In quale testo hai trovato la tua citazione?
Al fine di dissolvere ogni dubbio in merito trascrivo un commento di G.Ravasi:
"Divenuto suo collaboratore, Paolo decise di far circoncidere Timoteo e questo «per riguardo ai giudei che risiedevano in quelle regioni: tutti, infatti, sapevano che suo padre era greco», cioè pagano (16,3).
È noto che per Paolo «la circoncisione non contava nulla, come l’incirconcisione» (1 Corinzi 7, 19); anzi, egli si era strenuamente battuto perché ai pagani convertiti al cristianesimo non fosse richiesto di transitare prima nel giudaismo circoncidendosi. Ora, però, per realismo pastorale e per quieto vivere, si rassegna a questa soluzione per non provocare i giudeo-cristiani e quell’area dell’Asia minore con la presenza di un predicatore non circonciso. Tuttavia è da notare che l’Apostolo non accetterà questa scelta per l’altro collaboratore , Tito, che, «sebbene fosse greco, non fu obbligato a circoncidersi» (Galati 2,3).

Inoltre, i versetti da te riportati : " Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosé, non potete essere salvi" si riferiscono all'insegnamento di "alcuni venuti dalla Giudea".
Ti esorto vivamente a leggere per esteso gli Atti degli Apostoli 15, dove potrai leggere che Paolo e Barnaba " si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro ".
Per questo in un mio precedente intervento sostenni che la Parola di Dio va letta nel suo testo originale e meditata nel segreto del cuore. E che tale lettura é molto differente dal modo veloce con cui si leggono il giornale, i libri e anche la Bibbia.

"La circoncisione è una pratica inutile e crudele" scrive AntiRiuggine: in perfetto accordo con San Paolo e anche con me
Buona notte
Jerardine






AntiRuggine Oggetto:   23 Ott, 2008 - 23:07  Profilo Rispondi citando   

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La circoncisione è una pratica inutile e crudele.

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Il cammino è lungo e tutto ancora da inventare.
Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”

Tiziano Terzani.


liliana Oggetto: Si riaprono i battenti  23 Ott, 2008 - 22:48  Profilo Rispondi citando   

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Su quanto espongo, non aggiungo alcun commento o considerazione,ma è soltanto per significare come possono sorgere confusioni e bisogno di chiarimenti.
Argomenti come ad esempio procreazione, matrimonio, divorzio ecc, ecc, credo che abbiano aspetti interessanti, per essere trattati e discussi, nella visione Biblica:


"Teologi del Vaticano vorrebbero ripristinare la CIRCONCISIONE
perchè tradizione biblica. Siete favorevoli?"
durante un dibattito televisivo un teologo progressista del Vaticano II sosteneva citando Atti degli Apostoli 15: 1,3
"... Se non siete circoncisi, secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati...."
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Atti degli Apostoli 16: 1-4:
E arrivo a Derba e poi in serata a Listra. Ed ecco vi era un discepolo di nome Timoteo di madre Giudea credente, ma di padre greco NON CIRCONCISO. Paolo espresse il desiderio che Timoteo andasse con Lui. Legatolo con una fune perchè rifiutava la mutilazione, LO CIRCONCISE CON LE SUE MANI ED UN TEMPERINO davanti agli anziani. Il numero dei presenti era duecentoventisette. Parola del Signore!...."


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Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
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TittiMendoza Oggetto: Si riaprono i battenti !  23 Ott, 2008 - 22:02  Profilo Rispondi citando   

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Si riaprono i battenti !



Grazie a Cesare, Isabel, Rossella e Dolores, che gentilmente hanno risposto alla mia domanda: se chiudere o meno i battenti su questo tema. Devo confessarvi che non l’avrei chiusi volentieri, perché trovo che conoscere certe verità, possa aiutare a far capire fatti di estrema importanza per la coscienza umana. Naturalmente, la serietà dell’argomento, richiede cautela ed impone di non affidarsi a fonti poco attendibili; pertanto per ogni affermazione si dovrà citare la provenienza da cui sono stati tratti i dati.

Vi ringrazio per la fiducia dimostratami , ma sinceramente non la merito in quanto sono un’emerita ignorante in materia, sono sicura che voi siate molto più preparati di me: Jerardine ad esempio, la vedo come perfetta guida, ma anche la cara Dolores, Rossella, Cesare e tanti altri che ci seguono da dietro le quinte…. La mia posizione, in questo caso, sarà solo quella di limitarmi a proporre alcune verità che eminenti teologi contrappongono ai vecchi insegnamenti bibblici, poi, sarebbe bello poterli discutere ed ampliare secondo le nostre opinioni.

Domani pubblicherò uno scritto tratto dal libro: “Inchiesta sul Cristianesimo” dove Corrado Augias chiede al professor Cacitti da dove sono state tratte e quanta validità hanno le sue affermazioni circa gli scritti delle Sacre Scritture. Vorrei ricordarvi che Remo Cacitti, è docente di letteratura cristiana antica e storia del cristianesimo antico, presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano, quindi, fonte attendibilissima !
A domani allora, nel frattempo auguro a tutti una serena notte di riposo, Titti



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dolores Oggetto: PER TITTI  23 Ott, 2008 - 19:03  Profilo Rispondi citando   

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Cos'è la resurrezione finale, quella gloriosa, di cui Cristo è il primogenito? E' il compimento di un dramma gigantesco, di un dramma che si è iniziato nel paradiso terrestre, di un dramma che riempie di sé tutta la Scrittura, del quale anche noi siamo gli attori, a fianco di Dio o a fianco di satana. E questo dramma è la lotta tra il bene e il male, tra la vita e la morte, lotta che in Cristo è vittoria definitiva della umanità, una vittoria che strappa a Paolo un grido d'entusiasmo: "Dov'è o morte la tua vittoria?"(1 Cor 15,55 s.). Questa vittoria celebrata dall'apostolo è, per il cristiano, anzitutto una realtà attuale: Cristo è già risorto e noi abbiamo già parte alla sua resurrezione. D'altra parte, se è “stato attuale”, è anche oggetto di speranza escatologica: solo quando anche il nostro essere sarà rivestito di immortalità, allora la vittoria sarà perfetta e la morte sarà definitivamente annichilita. --dal web--

Cara Titti , sono molto interessata a questo argomento. Leggo pur non essendo molto partecipe perchè riconosco la mia lacuna in merito. Perciò vi prego di continuare i vostri interventi che forse ci aiuteranno a capire per non brancolare nel buio .
Dio si è fatto uomo e ci ha mostrato la sintesi dei valori più grandi con la sua vita e le sue parole.
Io considero la fede un valido aiuto, ma di fronte al mistero della resurrezione, la mia mente vacilla, e spero di trovare nei vostri discorsi illuminati un aiuto concreto.
Auguro a te ed a chi scrive in questo spazio una felice serata.
--dolores--


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Rossella49 Oggetto:   23 Ott, 2008 - 12:51  Profilo Rispondi citando   

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Anche a me interessa ciò che scrivete...penso che il confronto sia molto utile per approfondire la proprie conoscenze anche in campo religioso....Già a una domanda si è cercato di dare una risposta "Che cosa è accaduto dopo la morte di Gesù e com'è nata la religione che da lui ha preso il nome?" da parte di Jerardine..... ed è stata una risposta chiara, lineare e molto articolata. Continuate....
Purtroppo il mio pc sta facendo i capricci...speriamo resista e riesca ancora a leggervi.



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isabel Oggetto: Per Titti  23 Ott, 2008 - 10:33  Profilo Rispondi citando   

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Cara Titti i tuoi sono interventi interessanti che si leggono con piacere , è difficile rispondere a essi.. perchè non sono preparata abbastanza in queste materie , io penso che non devi rinunciare a postare quello che ti appassiona mi sovviene questa frase ," parlate ..parlate.. qualche cosa resterà " un caro saluto
isabel
Cesare1° Oggetto: IO STO LEGGENDO!  23 Ott, 2008 - 08:27  Profilo Rispondi citando   

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E ....SE SONO NESSUNO (CIUCCIO NESSUNO) POTETE DECIDERE COME VI AGGRADA. PREMETTO CHE L'ARGOMENTO E' PIU' CHE INTERESSANTE. IL FATTO E' CHE NON SO DISQUISIRE COME FATE VOI, MA MI PIACE LEGGERE CIO' CHE SCRIVETE. IO PENSO CHE SIA BENE CHE CONTINUATE IL DISCORSO. BEH! FATE COME RITENETE OPPORTUNO. BUONA GIORNATA DAL CIUCCIO CHE PIU' CIUCCIO NON ESISTE.


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TittiMendoza Oggetto: Riaprire i battenti ?  22 Ott, 2008 - 18:27  Profilo Rispondi citando   

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Cara Jerardine
Come al solito è stato un piacere leggerti, ma siccome vedo che nessuno interviene a prendere parte con i propri punti di vista, forse sarebbe meglio cambiare argomento.
Per quanto mi riguarda, ribadisco ciò che ho detto nel mio precedente scritto:
ho capito che non potrò mai spiegare ad altri le verità che sto conoscendo, man mano che approfondisco le letture, ma credo che ognuno potrà arrivarci da solo, se spinto dalla volontà di comprendere.

E’ vero, sono proprio come veli che cadono, a volte come piacevoli conquiste, altre invece, con dolore e smarrimento, si, specialmente su quelle nozioni che fino a ieri le consideravamo verità assolute e che invece crollano come castelli di sabbia. Ci vuole coraggio quando si decide di conoscere la verità, perché non si sa mai come questa possa ripercuotersi sulla coscienza. Perciò consiglio di lasciar perdere ardue avventure a chi non sia propenso ad essere informato sulla storia originale .
Per non annoiare chi non fosse interessato a trattare tali soggetti, lasciamo libero questo Forum per continuare a trattare altri “Argomenti interessanti” variegati e di comune interesse, come ha sempre fatto.
Noi due potremo continuare a scambiarci nozioni in privato, se anche a te fa piacere, a meno che, qualcuno, a gran richiesta…. non c’inviti a "riaprire i battenti" per continuare ancora e lo faccia esplicitamente, oltre che privatamente.




Dopo aver letto “Inchiesta sul Cristianesimo” mi piacerebbe conoscere la tua opinione. Ti saluto con affetto e stima, Titti


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jerardine Oggetto: INTERROGARE INTERROGARSI  21 Ott, 2008 - 23:24  Profilo Rispondi citando   

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I tuoi interventi, cara Titti, sono per me molto stimolanti e proprio non riesco a non risponderti.
Premetto che non ho ancora letto il libro di Corrado Augias "Inchiesta sul Cristianesimo", mi attengo pertanto a quanto da te riportato. Tra i numerosi spunti di riflessione scelgo quelli che trascrivo quì di seguito tra virgolette:
"Che cosa è accaduto dopo la morte di Gesù e com'è nata la religione che da lui ha preso il nome?" "... Paolo di Tarso, é colui che, a detta di molti studiosi, ha fondato la Chiesa cristiana delle origini ".
Tenterò di rispondere.
Chiediamoci: “ Cos’é la Chiesa? “ La Chiesa è quello spazio umano in cui gli apostoli e i discepoli di Emmaus si narrano l’ esperienza di Cristo risorto.
Il "terzo giorno" dopo la crocifissione, Pietro ed altri l’avevano visto al mattino, i due discepoli l’avevano visto la sera. Allora le due schiere si incontrano e si narrano la bellezza di questo evento di Cristo Risorto.
La Chiesa è tutta qui. E’ una comunità che da una parte annuncia questo evento con la predicazione, dall’altra accoglie questo annuncio con la fede. Fede e Ragione (Fides et ratio). Pertanto l'affermazione:" Paolo di Tarso, é colui che, a detta di molti studiosi, ha fondato la Chiesa cristiana delle origini ". é del tutto arbitraria.
Nel leggere le Scritture dobbiamo badare agli avverbi più che ai verbi, per esempio i discepoli dicono
veramente Cristo è risorto ”, quel veramente significa corporalmente, realmente, fisicamente, totalmente, che esclude il metaforicamente. Non è possibile interpretare in un altro modo, come alcuni tentano di fare, se si vuole essere fedeli al testo storico. Questo lo dice il Vangelo di Luca (cap.24,34) “veramente Cristo è Risorto”.
Soffermiamoci un momento sul vangelo di Luca. Anzi, chiudiamo per un momento gli occhi e contempliamo con la mente questa realtà: portiamoci lì, nel cenacolo, attorno a Gesù vivo. Osserviamo attentamente. Guardiamo! Gesù si ferma in mezzo a loro a porte chiuse, i discepoli si mostrano sconvolti e pieni di paura perché pensavano di vedere un fantasma.
“Per fortuna nostra!”, dice san Giovanni Crisostomo. Perché il loro dubbio esclude il nostro dubbio, che si sia trattato cioè di un gruppo di allucinati. L’allucinato dà di solito corpo alle ombre, qui c’é il fenomeno contrario: si dà ombra a un corpo.
Cosa fa Gesù? Gradualmente fa un’ operazione di cataratta spirituale. Lentamente li porta al convincimento, con una pedagogia finissima. Pedagogia è l’arte del maestro nel portare il fanciullo alla persuasione. Così fa Gesù con i suoi, perché non vuole schiacciarli, vuole convincerli. Non li terrorizza con la sua potenza, ma li incoraggia con il suo amore. Allora dice :“ Perché avete tanti dubbi dentro di voi?” E propone l’elemento ottico
“ guardate le mie mani e i miei piedi”. E dice ancora “sono proprio io”. Si identifica cioè con il patibolato sull’infamia della croce. Poi aggiunge l’elemento tattile : “palpatemi e verificate”.
Giovanni nella sua prima lettera per evidenziare questa esperienza tattile dirà “ Lo abbiamo palpato con le nostre mani ”. Ecco la grande affermazione che qualifica il cristianesimo non come un teorema, ma come una esperienza tattile che poi diventa esperienza interiore.
A questo punto noi cosa ci aspetteremmo? Un’esplosione di gioia, un grande urrà! Niente di tutto questo. Il vangelo di Luca aggiunge che gli apostoli sono ancora titubanti nell’aderire pienamente alla realtà che hanno davanti. Prima non ci credevano per la paura. E’ gente con i piedi per terra, abituata a maneggiare reti, a contare pesci e soldi. E anche dopo che l’ hanno palpato sono ancora titubanti. Perché? Ce lo dice il vangelo stesso : per la troppa gioia. Interessantissimo questo particolare, sono frenati cioè dal “troppo bello per essere vero”, perché non mettono il valore aggiunto della onnipotenza di Dio.
Dio può tutto, come ha fatto ogni cosa dal nulla, così può far sì che l’irreversibile più tenace, quale è la morte, diventi reversibile. E Luca continua “poiché per la grande gioia ancora non ci credevano ed erano intontiti, Gesù disse: avete qualcosa da mangiare? E allora gli offrirono una porzione di pesce arrostito. Egli lo prese e lo mangiò davanti a loro”.
Ecco, facciamo una specie di sintesi di questo messaggio. Che fa Gesù? Aiuta i discepoli a sciogliere lentamente i loro blocchi interiori : prima la paura, poi la gioia. Così dice : “guardate che il fantasma non ha né carne né ossa, come ho io ”.
E finalmente scoppia la gioia. Hanno visto. hanno toccato, hanno ascoltato Gesù. Gesù è il fuoco e il fuoco si appicca ai cuori e i cuori fiammeggiano. La fiamma li fa diventare luminosi, calorosi. Ecco, la presenza viva di Gesù ci fa nuovi.
E, avvinti dalla sua presenza e convinti dalle sue prove, nessuno fermerà più i discepoli. Dovunque andranno, qualunque costo pagheranno, comunque annunzieranno la bella notizia : la morte è morta e la vita è viva perché Egli è risorto”. Egli è vivo e ci vuole vivi! Il Risorto dunque non è un’ombra. La resurrezione non è una favola, la pasqua non è un mito.
Noi vediamo che già in coloro che furono i primi testimoni la resurrezione di Gesù ha provocato un passaggio chiarissimo e profondissimo. Cosa voglio dire? Erano terrorizzati, scettici, tappati in casa per timore dei giudei e vengono tras-formati, cioè acquistano una nuova forma: non sono più scettici ma sono credenti. Non sono terrorizzati. ma sono arditi. E infatti annunciano dappertutto. E quando vengono incarcerati dopo la Pentecoste e portati davanti al sommo sacerdote, come si legge negli Atti degli apostoli (4-20), dicono “Noi non possiamo non parlare di ciò che abbiamo veduto e ascoltato”. Questo è un passaggio qualitativo formidabile, non soltanto a livello personale ma a livello comunitario.
- San Giovanni Crisostomo dice così: “voi mi dovete spiegare come mai un gruppo, pur non avendo ideali comuni, affetti comuni - anzi litigano continuamente per avere il primo posto - e che durante la vita del capo lo tradiscono e lo rinnegano, dopo la morte del capo, invece di sfaldarsi totalmente, addirittura lo troviamo amalgamato e coeso sino a dare la vita per il capo”.
E’ una pagina importante di san Giovanni Crisostomo che parte dalla legge fondamentale dalla dinamica di gruppo: un gruppo è coeso con il leader presente, si sfalda quando il leader muore. Qui invece troviamo esattamente il contrario: vuol dire che c’è stato qualche altro evento. Sul piano psicologico questa gente è passata da—a…: dal terrore all’ardimento. Hanno fatto la loro Pasqua. Pasqua che cosa significa se non passaggio? E questo passaggio non si può assolutamente spiegare se non con un dato esterno che si impone. E' un evento, non può essere una fantasia inventata da loro, che poi sono anche incapaci di elaborare progetti culturali, tanto più che la legge fondamentale della comunicazione falsa è che nessuno è mendace gratuitamente. Che interesse avevano? …Interesse a non tornare più alle reti? …Ma tornarono alle reti e i discepoli di Emmaus ai loro campicelli. L’interesse a essere applauditi dal mondo?… Ma il mondo li prendeva in giro e li perseguitava. Quindi, se hanno annunciato tutto questo è perché c’è stato un evento più forte di loro: lo spessore della storicità.
L’apostolo Pietro, quando fa la sua prima catechesi (capo II atti), dice quelle parole inequivocabili: “noi vi annunciamo! Voi avete ucciso l’autore della vita, ma Dio lo ha risuscitato dai morti. E di questo noi siamo testimoni”. Lo dice proprio lui che 53 giorni prima aveva tradito il suo Maestro. Adesso si presenta a 5000 persone che l’ascoltano in Gerusalemme. E questi annunci attraversano la storia e arrivano fino a noi.
La Pasqua non ci restituisce a un mondo irreale, bensì a un’esistenza di fede, di speranza, di amore: una fede che è fonte di gioia e di pace interiore, una speranza che è più forte delle delusioni, un amore che è più forte di ogni egoismo. Il Risorto è con noi e insieme a lui siamo in grado di vincere il male con il bene più grande. Diciamo sempre che l’avvenire è nelle mani di Dio, ma da quando abbiano la consegna della pasqua, le mani di Dio sono anche le nostre povere mani. E la pasqua continua…. con la speranza. Non già una speranza passiva, ma una speranza che richiede le nostre spese di tempo, fatiche, rinunce, impegno, responsabilità.
Chi può rispondere al cuore angosciato dell’uomo? Solo Dio, perché solo Lui può collocare accanto alle angosce dell’uomo “tu morirai certamente ", l’alternativa gioiosa: ma dopo aver attraversato il tunnel oscuro “ tu vivrai per sempre”. Te lo dico io: e te lo dico non con le parole, ma con i fatti, facendo risuscitare il mio Figlio unigenito. Come c’è stata la Pasqua per mio Figlio, ci sarà “il terzo giorno” anche per te, per te, per te.
La resurrezione di Gesù è la “leva di Archimede nella storia” (“datemi una leva e solleverò il mondo”). Una leva che, se crediamo nella sua realtà e solidità, permette di sollevare sia la storia dell’umanità intera, sia quella di ciascuno di noi.
La speranza pasquale è la festa della vita e per chi la vive come esperienza del cuore scatena la passione per la vita. Per noi uomini “ è subito sera”, per Cristo invece è sempre mattino.
E' così, cara Titti, che possiamo rispondere alla domanda di Augias " Che cosa è accaduto dopo la morte di Gesù e com'è nata la religione che da lui ha preso il nome?" .
Affettuosamente
Jerardine

Riferimenti: don S.Palumbieri



TittiMendoza Oggetto: INTERROGARE, INTERROGARSI  21 Ott, 2008 - 17:26  Profilo Rispondi citando   

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INTERROGARE, INTERROGARSI



Cara Jerardine, mi scrivi:
Sono senz’altro d’accordo con te, cara Titti, nell’affermare che è necessario riprendere a studiare, se vogliamo passare da un cristianesimo di convenzione a un cristianesimo di convinzione, per fare un passo avanti nei rapporti umani e sociali. La partecipazione al sapere, lo ricordava anche papa Giovanni Paolo II ed oggi papa Benedetto, non é un aspetto materiale, ma fa parte di quella iniziativa sociale che dà all'uomo una risposta a tutte le sue esigenze , anche di ordine spirituale. Spesso il "male dell'anima" si radica anche nell'ignoranza.

Ti rispondo che quello che mi consola, è sapere che la necessità di passare, come tu dici, da un cristianesimo di convenzione ad un cristianesimo di convinzione, è ormai sentito dalla maggior parte delle persone che finalmente, dopo secoli di oscurantismo, cercano di mettere in luce le verità sugli insegnamenti religiosi: chi li ha decretati ? perché ? E soprattutto perché, farli rimanere nell’ambiguità e nella contraddizione, se non addirittura nel falso ? ( Leggi nel libro Inchiesta sul Cristianesimo: “Che cosa Gesù non ha detto).
Di certo, tirando le somme, molti insegnamenti della chiesa, durante i secoli, non sono riusciti a soddisfare le intelligenza e le coscienze degli uomini.

Se queste verità servono come collante per migliorare i rapporti umani e sociali e sono un’esigenza al fine di evitare il male dell’anima: l’ignoranza, non avremmo forse tutti il dovere d’interrogarci e d’interrogare ?

Per quanto mi riguarda, molte risposte, piuttosto che nella Bibbia, ora le sto ritrovando in alcuni libri scritti da studiosi di teologia. E’ un’esplosione di chiarimenti che saziano la sete del conoscere, del nutrimento del sapere. Ho capito che non potrò mai spiegare ad altri le verità che ho scoperto, perché ognuno dovrà arrivarci da solo, spinto dalla volontà di comprendere. Sono veli che cadono, a volte come piacevoli conquiste, altre invece, con dolore e smarrimento, si, specialmente su quelle nozioni che fino a ieri erano considerate verità assolute: e così che ad un tratto crollano come logori castelli di sabbia.

Ma questo è lo scotto che si deve pagare, quando si va in cerca della verità; verità che secondo me, rimarranno sempre relative perché, la “Verità” credo che la scopriremo solo quando saremo liberi da pregiudizi, liberi da indottrinamenti, quando non avremo più “timore” di Dio, ma profondo amore, ammirazione e rispetto per le opere d’arte del Suo creato.
Tutto il resto è solo opera dell’uomo e pertanto imperfetto, ma per fortuna perfettibile, se spoglia da umane congetture, pregiudizi e presupposizioni. Solo in questo stato d’animo: L'arte della " lectio divina " può trovare risposte e, come ha scritto Rossella, finalmente si potrà amare veramente il silenzio, per ricercare, osservare e ritrovarsi.

Io penso che questi passi, avvengano per ognuno, al momento giusto, in modo graduale, naturale e, con altrettanta naturalezza, creino l’ambito necessario per accettare e contenere nuove conoscenze. Più la consapevolezza prenderà il posto all’indifferenza, più lascerà spazio alla cultura, all’espansione della propria coscienza.

Mi piace la spiegazione che hai fornito sul “Diavolo” Tu dici:

Mi chiedi di esprimermi sul diavolo. Il termine stesso - dià-bolòs - indica separazione, colui che divide. Ogni volta che noi innalzano muri di separazione anziché elevare ponti di unione diamo spazio al divisore. Diamo potere al male che alberga dentro ogni uomo. Infatti Il nostro profondo è popolato da tante bestie feroci che la ragione deve sempre saper domare. E non sono io a dirlo, ma le scienze dell’uomo. Dentro di noi c’è di tutto: la tendenza al bene sommo e quella al male devastante.

Si, lo credo anch’io che si è voluto dare un nome al “simbolo” della separazione dal bene, chiamandolo “Diavolo”. Un’Entità antagonista che declassa tragicamente la figura di un Dio che, stando agli insegnamenti, avrebbe dovuto essere unico nella Sua onnipotenza. Essere declassato ad opera di uno stupido e vanaglorioso angelo con le corna (quale insulso insegnamento, quale tremendo errore).
Gli hanno fornito addirittura fisicità umana con una terrificante raffigurazione mitologica, come in fondo lo è stato da secoli, anche per il simbolo della Morte: Scheletro con mantello nero e con falce, pronta a colpirti… a mietere la tua vita. Dio mio ! Quale mente diabolica ha potuto partorire tali idee.
E tutto questo, al fine d’inculcare la paura nelle menti umane e sappiamo tutti che, per conquistare il potere, l’arma della paura è migliore di ogni altra usuale arma.

Vercingetorige: di Lionel Noel Royer

Saluto te, Jerardine, ringraziandoti per gl’insegnamenti sempre graditissimi, sperando di leggere qualche nuovo spunto da approfondire, ringraziando anche quanti hanno letto queste righe, Titti



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TittiMendoza Oggetto: Un gentile suggerimento  20 Ott, 2008 - 12:27  Profilo Rispondi citando   

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Scusate, gentili Rugantina e Kinkaku ,
premesso il fatto che ognuno ha facoltà di scrivere quello che vuole e, che i soggetti da voi esposti sono attuali ed interessanti, non vi sembra però, che questi dovrebbero essere spostati nel Forum "Politica interna ?"
Sicura che, grazie alla vostra signorilità, non sarà frainteso il mio gentile suggerimento, vi saluto cordialmente Titti



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