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solidea Oggetto: la colonna del diavolo  15 Mar, 2012 - 19:13  Profilo Rispondi citando   

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A Milano, vicino la BASILICA di S. Ambrogio, si può ammirare un monumento abbastanza particolare: La COLONNA DEL DIAVOLO.

Tale monumento è una colonna romana eretta nella piazza della Basilica di Sant'Ambrogio con notare due fori circolari che emanano perennemente un forte odore di zolfo.
Secondo la leggenda, la piazza fu luogo di scontro tra Sant’Ambrogio e il diavolo. Il santo spinse il Satana contro la colonna e questi vi rimase incastrato fino al giorno seguente con le corna, producendo così i due fori.
Solo a fatica il Diavolo riuscì a svincolarsi e a fuggire. Secondo la tradizione, infilando le dita nei fori si attira la fortuna, ma accostandovi l’orecchio è anche possibile sentire rumori provenienti dall’inferno e qualcuno dice si senta anche odore di zolfo.
Su un’altra colonna all’interno della chiesa, possiamo notare il serpente di bronzo, il quale, sembra risalire all’epoca di Mosè.




Vittoria Oggetto: Proverbi milanesi  14 Mar, 2012 - 17:50  Profilo Rispondi citando   

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Dal Dialetto milanese...

Maja majocum,
l’è laurà che barbotum

Ovvero...

Mangiare mangiamo... è di lavorare che ci lamentiamo


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Vittoria Oggetto:   13 Mar, 2012 - 08:41  Profilo Rispondi citando   

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Voeuja de toeu marì (Ada Lauzi)

(Preghiera spiritosa di chi teme di morir zitella ma, soprattutto, teme quella solitudine alla quale è stata fin troppo abituata da piccola)

On poo per gioeugh, on poo per non morì,
Te preghi car Signor, famm toeu marì!
Come 'l se sia che tant, omm e porscei,
(on proverbi le dis) hinn semper bei!
Mettegh ona parola, Santa Rita,
ven minga chì a cuntamm che la toa vita
cont el marì l'è stada on tribuleri,
nanca vess soi, l'è minga on «giubileri».
In fin di cunt, gh'hoo nò tanti pretes:
on bon stipendi al vintisett del mes,
on regali dent per dent, on quai bombon,
magari 'na pelizza d'occasion ...
Mettegh ona parola, Sant Antonii,
fà che 'l me vegna a taj sto matrimòni ...
Con tanti bei omett che gira in gir
fà che on quai d'un 'l me vegna a tir.
Per mì va ben tuscoss, magutt, bagatt,
trombee, tranvier, segrista, lavapiatt,
guardia giurada, camerer o ghisa,
mama che amor, on bell marì in divisa!
Andà a brazzett la festa in Galleria
e digh a tucc: «questa l'è robba mia!
Mi sont la soa resgiora innamorada
brava a curà el disnà e la soa bugada,
a sgurattà pignatt e lustrà otton,
a soppressagh la riga di calzon!»
Ma quest'hinn ciaccer... Car el mè Signor,
famm topiccà in quell sass che l'è l'amor.
(la mia nonnetta la pregava inscì,
lee che de matrimonii n'ha faa trì!)
Ve preghi tutti Sant del Paradis,
con tanta fed e voeuja de benìs,
puttost che restà sola 'me on cagnoeu
me va ben anca on vedov con des fioeu!

Voglia di prender marito

Un po’ per gioco, un po’ per non morire,
ti prego caro Signore, fammi prendere marito!
Comunque sia, tanto uomini e maiali,
(dice un proverbio) sono sempre belli!
Mettici una parola, Santa Rita,
non venirmi a raccontare che la tua vita
col marito è stata una tribolazione,
nemmeno essere soli, è un “giubilo”.
In fin dei conti, non ho molte pretese:
un buon stipendio al ventisette del mese,
un regalo di tanto in tanto, qualche dolciume,
magari una pelliccia d’occasione …
Mettici una parola, Sant’Antonio,
fai che cada a proposito questo matrimonio …
Con tanti begli ometti che girano attorno
fa sì che qualchuno mi venga a tiro.
Per me va bene tutto, muratore, ciabattino,
idraulico, tranviere, sacrestano, lavapiatti,
guardia giurata, cameriere o vigile urbano,
mamma che amore, un bel marito in divisa!
Andare a braccetto, di festa, in Galleria
e dire a tutti: “questa è roba mia!
Io sono la sua signora innamorata
Brava a curare il pranzo e il suo bucato,
di lucidare pentole e gli ottoni,
di stirargli la riga dei pantaloni!”
Ma queste sono chiacchiere…Caro il mio Signore,
fammi incespicare in quel sasso che è l’amore.
(la mia nonnina pregava così,
lei che di matrimoni ne ha fatti tre!)
Vi prego Santi tutti del Paradiso,
con tanta fede e voglia di confetti,
piuttosto che rimanere sola come un cagnolino
mi va bene anche un vedovo con dieci figli!

Commento

La protagonista di questa gustosa preghiera, formulata "un po' per celia e un po' per non morir", come diceva la povera Butterfly, si produce in una perorazione a tutti i Santi perché le facciano trovare marito... Quale marito?
Beh, non facciamo i difficili... basta che respiri!

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airOne Oggetto: La canzone milanese  12 Mar, 2012 - 20:52  Profilo Rispondi citando   

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airOne Oggetto: La canzone milanese  12 Mar, 2012 - 16:52  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Milano el tredesin de marz  12 Mar, 2012 - 09:19  Profilo Rispondi citando   

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EL Corso di Porta Vigentina

Rispetto al calendario, la primavera a Milano incomincia il 13 marzo ossia con una settimana di anticipo. In zona Corso di Porta Vigentina , come ogni anno, ha luogo la fiera “El tredesin de marz”, una delle sagre più antiche, più amate e più attese, che con i colori e i profumi della primavera si impossessa della città. Un tempo quasi dimenticata, oggi ci diverte tra bancarelle di fiori e dolciumi, rievocazioni storiche, spettacoli e giochi. Un’usanza popolare suggeriva di tagliare in questi giorni i capelli ai bambini perché ricrescessero più folti e robusti. “ El tredesin de marz” prende spunto dalle tradizioni celtiche della città e dall’arrivo, nel 52 d.C. di San Barnaba (Giuseppe di Cipro), che convertitosi al cristianesimo liquidò i suoi averi e donò il ricavato agli Apostoli. Arrivato in Italia il Santo si fermò fuori Porta Orientale, ribattezzata nel 1860 Porta Venezia, contraddistinta all’epoca da uno stemma la cui blasonatura era un leone rampante nero su campo argento che identificava uno dei sei rioni in cui era divisa Milano. Il compito del cipriota era quello di diffondere il cristianesimo in una città dedita al culto pagano. Il Santo iniziò a predicare e a fare proseliti ovvero a convertire alla sua dottrina tutti coloro che incontrava. Seguito da un corteo di fedeli, al suo passaggio la neve si scioglieva, i fiori sbocciavano e le statue pagane si sbriciolavano. Un giorno prese la sua grezza croce di legno e la conficcò, miracolosamente, in una pietra rotonda, poi con le sole dita tracciò tredici solchi a raggiera. Oggi “ Pietra Rotonda Forata” è incastonata nel pavimento della Chiesa di Santa Maria del Paradiso (fondata nel 1590) in Corso di Porta Vigentina esposta alla pubblica venerazione e ammirazione, mentre nella prima cappella a destra un quadro, di scuola lombarda secentesca, ricorda l’arrivo di San Barnaba. L’interno della chiesa è a navata unica di ordine ionico con otto cappelle laterali comunicanti tra loro ornate da antichi dipinti. Sulla volta a botte della navata un affresco settecentesco, opera del pittore Andrea Pellegrini, raffigura L’Assunta. Un coro ligneo intagliato che risale alla fine del XVI secolo è collocato nell’abside semicircolare, mentre l’altare maggiore è dei primi anni del Novecento. Del 1897 è la facciata dell’architetto Ernesto Pirovano. La chiesa nel 1971 fu elevata a parrocchia. Si narra che San Barnaba abbia subito il martirio a Salamina, lapidato e poi bruciato. Nonostante la critica storica abbia dimostrato come infondata la tradizione del Santo e il suo “passaggio” a Milano, il Tredesin de Marz continuerà a far rivivere il sacro con il profano, la devozione verso San Barnaba e le tradizioni celtiche, annunciando ai meneghini l’arrivo della primavera. (web)

"E quî giornad del tredesin de Marz ?
Gh'era la fera, longa longhera, giò fina al dazi, coi banchitt de vioeur,
de girani, coi primm roeus, e tra el guardà, l'usmà, el toccà,
se vegneva via col coeur come on giardin, pensand al bell faccin de
Carolina che sotta al cappellin a la Pmela e col rosin sul sen
la pareva anca lee la primavera".

(Emilio de Marchi)

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solidea Oggetto: buon inizio settimana a tutti  12 Mar, 2012 - 01:15  Profilo Rispondi citando   

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Aulì, ulè ch’a ta musee


ch’a ta prufita lusinghee


tubilèm, blèm, blèm


a chi tuca pagherèm


quatar, un du tre


fora chi gh’è.



aulè ulè, ch’a ta musee


ch’a ta prufita lusinghee


tubilèm, blèm, blam


tubilèm, blèm, blum.










soldatini Oggetto: Be Vittoria  11 Mar, 2012 - 09:34  Profilo Rispondi citando   

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Direi che e un attentato alle nostre circonferenze. Cmq l'ho copiata voglio provarla. Intanto a te e Airone vi lascio i miei piu' affettuosi saluti per una Buona domenica. Ciao Amiss



Vittoria 7 Oggetto: Buona Domenica a tutti!  11 Mar, 2012 - 09:25  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Cucina lombarda  10 Mar, 2012 - 10:31  Profilo Rispondi citando   

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Involtini di vitello alla milanese

Ingredienti: (quattro persone)

600 g di fettine di vitello
100 g di carne di maiale macinata
30 g di prosciutto tritato finemente
1 spicchio d’aglio
la mollica di 1 panino ammorbidita nel latte
1 tuorlo d’uovo
2 cucchiai di grana grattugiato
½ tazza di brodo
50 g di burro
un pizzico di noce moscata
2 cucchiai di farina
sale e pepe

Preparazione:

Battete leggermente le fettine di carne ritagliandole, se necessario, in modo che siano tutte più o meno della stessa misura (6 per 12 cm circa). Tritate gli eventuali ritagli di vitello e metteteli in una terrina con il maiale macinato, il prosciutto, la mollica di pane ben strizzata e l’aglio; amalgamate e passate il composto nel tritatutto. Aggiungete il formaggio, il tuorlo d’uovo, il sale, il pepe e la noce moscata. Impastate bene il composto e spalmatelo sulle fettine di carne. Arrotolate le fettine su se stesse in modo da formare degli involtini, che infilzerete con uno stecchino.
Sciogliete il burro in un tegame, infarinate leggermente gli involtini e fateli rosolare a fiamma vivace per 10 minuti, rigirandoli da ogni parte. Aggiungete qualche cucchiaio di brodo, abbassate la fiamma, incoperchiate e lasciate cuocere lentamente fino a che saranno perfettamente cotti e il sugo sarà quasi completamente assorbito. Servite subito in tavola.

Buon appetito!

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Vittoria Oggetto: Canzone milanese  09 Mar, 2012 - 10:36  Profilo Rispondi citando   

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airOne Oggetto:   08 Mar, 2012 - 16:56  Profilo Rispondi citando   

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Ora e sempre ....... così sia!

marina38 Oggetto:   08 Mar, 2012 - 16:52  Profilo Rispondi citando   

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TANTI AUGURI A TUTTE LE DONNE DEL FORUM.UN GRAZIE PARTICOLARE AD

AIRONE. MARINE'.



















soldatini Oggetto: Impareggiabile  08 Mar, 2012 - 11:10  Profilo Rispondi citando   

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l'amico airone, come sempre, da parte della scuola napoletana un grazie ed una meravigliosa giornata per le donne del topic Auguri

Vittoria Oggetto: per Airone  08 Mar, 2012 - 08:28  Profilo Rispondi citando   

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airOne Oggetto: Per la Giornata della donna  07 Mar, 2012 - 16:53  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Ricette lombarde  06 Mar, 2012 - 09:10  Profilo Rispondi citando   

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Torta di riso con ragu di carne e funghi

In pratica una squisitezza!

Ingredienti:

- riso per risotto - carne macinata – funghi secchi – pomodoro – zafferano – cipolla – vino rosso/bianco – sale

Preparazione:

Il riso e’ un classico risotto alla milanese, con lo zafferano. Quindi: soffritto di cipolle, buttare il riso e farlo rosolare, spruzzare vino bianco e farlo evaporare, aggiungere piano piano il brodo e la bustina di zafferano. Il risotto dovrà essere molto asciutto. Il ragù si fa con carne e funghi secchi, molti funghi secchi, deve essere il sapore predominante. Lo si prepara con soffritto di cipolla (se si vuole), poi si fanno rosolare insieme carne e funghi (precedentemente ammorbiditi in acqua), si unisce l’acqua dell’ammollo (precedentemente filtrata), un po’ di vino rosso (se si vuole), pochissimo pomodoro, giusto per farlo partecipare, sale o dado a piacere. Aggiungere acqua se necessario, ma lasciarla evaporare del tutto e lasciare il ragù molto asciutto.
Versare il riso su un piatto da forno, dandogli la forma di una torta (circolare o anche quadrata o rettangolare). Essendo molto asciutto, il riso si può modellare quasi a piacere.
Versare sopra al riso uno strato di ragù, che essendo anch’esso asciutto non colera sui lati.
Il passaggio finale e’ sotto il grill del forno, per cinque minuti.

Si serve a fette.

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Vittoria Oggetto: Milano Moda Donna  05 Mar, 2012 - 09:27  Profilo Rispondi citando   

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“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” , una delle frasi più celebri di Giorgio Armani, perfetta per la collezione autunno inverno 2012-2013, andata in scena a Milano Moda Donna la sfilata che ha regalato grandi emozioni con un finale davvero luminoso.
Re Giorgio non sbaglia e per il prossimo inverno parla a una donna elegante sì, con stile pure, dalla forte personalità anche ma soprattutto unica.
Confermato il trend delle scarpe basse visto sulla passerella di Emporio Armani e supportato dalla dichiarazione dello stilista “Siamo tutti stufi di valchirie, di donne aggressive, troppo sexy…Si tratta di un segnale, di un invito a ritornare coi piedi per terra, a camminare in modo naturale, senza per forza dover sembrare una escort”.
La femminilità androgina di Giorgio Armani trova nuova vita attraverso creazioni che riscrivono i grandi classici con gusto contemporaneo.
I pantaloni, vero must della maison, sono sottili ma mai aderenti e non mancano nemmeno i bermuda con la piega stirata a lama da indossare con bluse iperfemminili, ma anche sotto gonne e abiti lineari mossi da orli danzanti.
Le giacche dai tagli sartoriali si illuminano di paillettes per la sera o sdrammatizzano il loro rigore con il fazzoletto da taschino appuntato al bavero a forma di fiore.
I tessuti come sempre sono magici.
Spazio a ecopellicce, seta, velluti, tessuti elastici, principe di galles e organza.
I colori per eccellenza, nero e blu, vengono illuminati da stampe fantasia colorate e lampi arancio, fucsia e rosso.
Le scarpe, come abbiamo detto, sono basse appuntite e impreziosite da inserti zebrati, ricami e cristalli. Le borse, clutch per lo più, sono piccole e vengono utilizzate per fare contrasto abbiante ai gioielli di design.
La classe, come sempre, è firmata Armani. (web)

























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soldatini Oggetto: ciau a tucc i amis  04 Mar, 2012 - 10:59  Profilo Rispondi citando   

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milanes e non, buna dummeneca

Vittoria Oggetto:   04 Mar, 2012 - 09:49  Profilo Rispondi citando   

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Milano vicino all'Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro un "olé" da torero
Milano che quando piange piange davvero
Milano carabinieri e polizia che ti guardano severi
chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica
Milano che fatica

Milano sempre pronta a Natale
che quando passa piange ci rimane male
Milano sguardo maligno di Dio zucchero e catrame
Milano ogni volta che mi tocca di venire
mi prendi allo stomaco mi fai morire
Milano senza fortuna
mi porti con te sotto terra e sulla luna
Milano tre milioni nel respiro di un polmone solo
Milano che come un uccello gli spari lo manchi riprende il volo
Milano perduta dal cielo
tra la vita e la morte continua il tuo mistero

Milano tre milioni nel respiro di un polmone solo
Milano che come un uccello gli spari lo manchi riprende il volo
Milano lontana dal cielo
tra la vita e la morte continua il tuo mistero.

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