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Vittoria Oggetto:   08 Mag, 2012 - 08:39  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di Vittoria il 15 Mag, 2012 - 19:09, modificato 1 volta in totale
Vittoria Oggetto: Novellette  07 Mag, 2012 - 12:12  Profilo Rispondi citando   

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( Brevi composizioni argute di Domenico Balestrieri)

Le Novellette furono pubblicate postume nel 1795. Queste esprimono il buon senso
critico della società milanese.

Dà bon esempi

El confortava on bon predicator
a la rassegnazion
in di tribolazion
disend ai sò uditor:
«Boeugna portà la cros, e no gh'è el mej
per andà in loeugh de grazia e de salut!».
E on marì, a sto consej,
cont la bona intenzion de cavan frut,
vist che la nostra cros boeugna portalla,
sortend de gesa, el toeu la miee in spalla.

Dare il buon esempio

Esortava, un buon predicatore,
alla rassegnazione
nelle tribolazioni
dicendo ai suoi ascoltatori:
‘’Bisogna portare la croce, e non vi è di meglio
per essere in grazia ed in salute! ‘’
Ed un marito, stando al consiglio,
con buona intenzione di cavarne frutto,
visto che la nostra croce bisogna portarla,
uscendo di chiesa, prende la moglie in spalla.

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soldatini Oggetto: Anche  06 Mag, 2012 - 15:11  Profilo Rispondi citando   

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con ritardo buona domenica a Vtt ed Airone


Chi mette il dito, fra qualche anno Giulia

Vittoria Oggetto: Buona domenica a tutti!  06 Mag, 2012 - 08:51  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Dolci lombardi  05 Mag, 2012 - 09:14  Profilo Rispondi citando   

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Torta di mele e pere, dolce tipico della regione Lombardia.

Ingredienti:

150 gr. di farina di grano
100 gr. di burro
200 gr. di zucchero
1 uova
200 ml. di latte
900 gr. di mele
600 gr. di pere
scorza grattugiata di un limone
mezza bustina di lievito da dolce

Preparazione:

Mescolare con vigore la farina, l'uovo, circa 70 grammi di burro sciolto, circa 100 grammi di zucchero, il lievito, la scorza di limone con tanto latte quanto basta per ottenere una pasta morbida di media consistenza. Distendere la pasta sul fondo di una teglia da dolce imburrata e infarinata, in uno strato dello spessore di circa un centimetro e mezzo. disporre la frutta sulla pasta, cospargere i residui 100 grammi di zucchero e infiocchettare con i residui 30 grammi di burro. Cuocere in forno caldo (200°c) e dopo un quarto d'ora abbassare un pochino il calore. In tutto, dovrà rimanervi per un'ora abbondante, per permettere alla pasta di cuocere, alla frutta di fondersi e allo zucchero e burro di formare una leggera crosticina croccante sopra il composto.

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Vittoria Oggetto: Leggende di Milano  04 Mag, 2012 - 13:04  Profilo Rispondi citando   

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Pinacoteca Ambrosiana - Piazza PIO XI


LA CIOCCA DI CAPELLI DI LUCREZIA BORGIA

Federico Borromeo è stato cardinale, arcivescovo di Milano, ma soprattutto uomo di grande cultura. Nel 1609 fondò la prestigiosa Biblioteca che chiamò Ambrosiana in onore del protettore di Milano, una delle prime biblioteche pubbliche della città. Migliaia i volumi manoscritti che compongono il suo prezioso patrimonio librario. Per la mole delle raccolte e per la quantità e il prestigio dei codici è una delle più importanti biblioteche in Italia e nel mondo. Nel 1618, il Borromeo donò alla Biblioteca la propria raccolta di quadri, la cosiddetta Quadreria Ambrosiana, che in seguito costituirà la Pinacoteca Ambrosiana, dove si ammirano esclusivi e pregiati capolavori grazie anche ai numerosi e importanti lasciti di opere d’arte da parte di mecenati nel corso degli anni. La Pinacoteca, ampliata e ristrutturata durante il ‘900, oggi comprende ventiquattro sale. Dal punto di vista storico è curioso e interessante contemplare la produzione di copie di celebri dipinti, già incoraggiata da Federico Borromeo a scopi formativi e dimostrativi. Nella Pinacoteca Ambrosiana è custodita una lunga ciocca di capelli dorati di Lucrezia Borgia all’interno di una preziosa teca in vetro, bronzo e malachite. Con la reliquia pagana si trovano anche le lettere toccanti e intense intercorse tra Lucrezia e l’amato Pietro Bembo, letterato e poi cardinale, il cui amore solo epistolare era destinato a rimanere tale. Come è arrivata la ciocca a Milano rimane un mistero. Si racconta che Lucrezia l’avrebbe data in pegno al Bembo, ma non esiste riscontro storico. Ciò che è certo è che i manoscritti collocano la ciocca nel museo già dal 1685. Durante l’Ottocento i capelli divennero una sorta di reliquia, una passione feticista, richiamo di numerosi letterati e poeti che passavano a Milano. Lucrezia, duchessa di Ferrara, ebbe una vita intensa, difficile e breve. Nacque nel 1480, unica femmina tra quattro fratelli. Il padre, Rodrigo Borgia, cardinale e più tardi papa Alessandro VI, le impose fin da bambina una carriera diplomatica-amorosa facendola fidanzare a undici anni e sposare a dodici. Era di media statura, fisicamente esile, con il collo lungo e le mani affusolate, gli occhi azzurri, il naso sottile, il volto pallido incorniciato da splendidi capelli biondi: bellissima. La duchessa ebbe tre mariti, numerosi amanti e nove figli di cui uno illegittimo. Fu bollata dalla fama di essere al tempo stesso “figlia, moglie e nuora” del papa Alessandro VI. A Ferrara visse 17 anni esaltata dai poeti di corte vittime del suo fascino. Lucrezia morì di parto nel 1519 a soli 39 anni. La leggenda narra che la notte dei morti il suo spirito scivola lungo i corridoi e le sale buie della Pinacoteca alla ricerca della teca che contiene la sua ciocca di capelli, arma di seduzione e simbolo di vanità. Una volta trovata, con tenera cura, la lava e la pettina come faceva quand’era in vita ed è per questo che ancora oggi è bella, morbida e lucente. (web)




Ciocca di Capelli




Lucrezia Borgia





Federico Borromeo

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Vittoria Oggetto:   03 Mag, 2012 - 17:43  Profilo Rispondi citando   

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Dal Dialetto milanese...

Digh al tò fioeu se l'è ch'el voeur mangià,
domà se l'è lù a tirà foeura i danee.

Ovvero...

Chiedi a tuo figlio che cosa vuole per cena solo se è lui a fare la spesa.

Questi sono tempi in cui, i genitori che hanno subito ristrettezze in passato, pensano che colmando e soddisfando tutte le richieste dei propri figli li aiuti a crescere, vivere e sentirsi meglio, ma alle volte succede l'effetto contrario e il giovane soddisfando tutte le sue richieste senza fatica arriverà all'appuntamento col domani convinto sia giusto poter avere tutto e subito senza fare sacrifici.

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Vittoria Oggetto: Poesia milanese  02 Mag, 2012 - 17:42  Profilo Rispondi citando   

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solidea Oggetto:   02 Mag, 2012 - 13:06  Profilo Rispondi citando   

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Foeugh d'amor


Cantava la sigala in alt sui piant

la vita dend de mì la me rideva.

Senza caden d'amor, in pas coi sant,

godevi tutt l'incant de primavera.

E in libertà compagn d'on vagabond,

mi seri l’òmm pussee content del mond.


Ma de front d'ona casetta in sù la Riva,

sòtt on ciel con tanti stell al ciar de luna

rimiravi sul pogioeu tra i rampicant,

'na tosa tanta bella e sugestiva.


Sol per lee i serenad mi ghe fasevi

e la musica e i paròll dent del sò coeur

ghe rivaven col profumm legger legger

de tutti i fior che nassen in primavera.


On sentiment grazios mai conossuu

el me ninava el coeur in d'ona cuna.

E tutt l'ardor de mì el sè stenduu

sul morbid del velù al ciar de luna.

E in l'anima de lee gh'hoo brusaa dent

la libertà col foeugh d'amor ardent.


De tutt i fior che nassen in primavera

(Luisin el tassista)

Musicata da U. Blondett .

Vittoria Oggetto:   01 Mag, 2012 - 08:36  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Misteri di Milano  30 Apr, 2012 - 09:37  Profilo Rispondi citando   

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Particolare della Basilica di Sant'Ambrogio: La scacchiera (Mistero)

L’ENIGMATICA SCACCHIERA DI SANT’AMBROGIO

Fondata nel 386, la basilica è l’edificio sacro più rilevante della Milano medievale. Al piano superiore su una facciata delimitata da due archi, vi è incastonata una scacchiera di sette caselle per sette, posta in diagonale. Sotto di essa compare una triplice sottolineatura. Qual è il suo significato? E’ solo un adornamento, oppure tale disegno nasconde un qualche significato simbolico esoterico a noi sconosciuto? Sta di fatto che la scacchiera ricalca la pianta radiocentrica della città che ha per centro il Duomo circondato da tre evidenti anelli di vie principali, traccia delle grandi cerchie di mura che un tempo delimitavano la città. Cosa voleva comunicarci il costruttore? Quale messaggio nasconde la scacchiera di Sant’Ambrogio?
"La predilezione di Ambrogio per questa basilica che lui stesso fece costruire presso l'area cimiteriale cristiana dove desiderò essere sepolto è ampiamente intuibile da un passo della lettera che indirizzò alla sorella Marcellina dove afferma che era sua abitudine recarsi quotidianamente al cimitero dei martiri passando accanto al Palazzo Imperiale. Il cimitero si trovava fuori le mura della città, vicino all'attuale via san Vittore. Nei primi secoli questo cimitero era di uso pagano, ma dal IV secolo, dopo l'editto di Costantino , la situazione mutò e fu possibile anche ai cristiani seppellire i loro morti con riti pubblici. Era un luogo frequentato abitualmente tanto che ben presto si arricchì di edicole e di piccoli edifici. Ambrogio aveva fatto seppellire nel 378 il fratello Satiro. Questo edificio un secolo dopo sarà abbellito con mosaici così splendidi e ammirevoli da venir chiamato San Vittore in Ciel d'Oro (più tardi sarà incorporato nella basilica, dedicata a tutti i martiri)." (web)





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Vittoria Oggetto: Dolce lombardo  29 Apr, 2012 - 09:05  Profilo Rispondi citando   

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Torta di polenta con salsa di fragole

origine: Lombardia
difficoltà: media
preparazione: 30 minuti
cottura: 45 minuti

Ingredienti per 6-8 persone:

200 g di farina gialla a grana fine
100 g di farina bianca
1 bustina di lievito vanigliato
100 g di mandorle in polvere
150 g di zucchero
1 dl di liquore al sambuco
180 g di burro
1 grosso uovo
30 g di zucchero a velo vanigliato
burro e pangrattato per lo stampo

Per la salsa:

200 g di fragole mature
100 g di zucchero semolato

Preparazione:

Fate fondere il burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare. Setacciate la farina bianca con il lievito raccogliendola in una terrina, quindi unite la farina gialla, le mandorle in polvere, lo zucchero e il liquore.
Quando gli ingredienti saranno amalgamati alla perfezione incorporate il burro fuso e l’uovo sbattuto, e mescolate fino a ottenere un composto omogeneo; versatelo in uno stampo a bordi alti di 24 cm di diametro, imburrato e cosparso di pangrattato.
Passate la torta in forno caldo a 180 °C per circa 40 minuti, sfornatela e lasciate che si raffreddi prima di cospargerla di zucchero a velo.
Nel frattempo mondate, lavate le fragole e tagliate le più grosse. Mettetele in un pentolino con lo zucchero semolato e 2 cucchiai di acqua e cuocetele per circa 10 minuti.
Lasciate intiepidire la preparazione e servite il dolce a fette, distribuendovi sopra la salsa di fragole.

Il vino giusto:

Con il dolce di polenta e fragole si può stappare il Moscato dell’Oltrepò Pavese oppure la Malvasia delle Lipari.

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Vittoria Oggetto:   28 Apr, 2012 - 08:51  Profilo Rispondi citando   

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Dal Dialetto milanese...

Tì te stree lì
A fà la sentinella
In su l'uss del casòtt
E te tegnaree d'oeucc la mia onestà
Mì intant voo sù cont i tosann
Bisògna pur divertiss on poo

Ovvero...

Poesia di Jaques Prèvert tradotta in 'lingua' Milanese da Marco Candiani il titolo originale è:'Le grand homme et l'Ange gardien'

Il significato... ehm... beh... dai fà minga finta de capii nò se l'e che voeur dii ....."bisogna pur divertiss on poo". 'Sta poesia chi la fà on poo de cornis a quella de ' El vecc la ranza e on ghezz' domà ch'el el vecc....oramai el g'ha pù l'età de fà el 'ganivell' Wink

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Vittoria Oggetto: Parchi di Milano  27 Apr, 2012 - 13:13  Profilo Rispondi citando   

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Parco Nord di Milano

Ogni giorno un'emozione...

Un grande parco metropolitano inserito nella città di Milano e nel suo hinterland che ha riqualificato a verde aree un tempo industriali o incolte. Le zone già riqualificate coprono una superficie di oltre 350 ettari, su 620 di superficie complessiva, e comprendono vasti boschi, prati, una collina, specchi d'acqua, viali alberati e aiuole. Il parco viene gestito giorno per giorno, pulito, mantenuto, vigilato: un parco sicuro e di notevole bellezza, disegno moderno incontro alle esigenze dei cittadini, unico in Italia, che lo avvicina direttamente ai più riusciti esempi europei di parchi metropolitani (Monaco, Londra, Parigi, Amsterdam, Lione e Barcellona). Notevoli i complessi di interesse storico e artistico: la Villa Torretta di Sesto S.Giovanni, il complesso della Villa Manzoni e relativo parco a Cormano. (web)























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airOne Oggetto: La poesia milanese  26 Apr, 2012 - 21:26  Profilo Rispondi citando   

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El pater noster

Oh car el nòst Signor, Pader suprèm
che te see là per ari, sfolgorent
in mezz ai Sant, in Ciel, sora a la gent
sia santificaa el tò nomm, de tucc quant sèmm

chì giò in terra; in tra nun vègna el tò règn;
sia fada, come in Ciel, anca chi in terra
la volontaa toa; fà che nun siom dègn
de god el bon che'l Paradis rinserra!

Dann incoeu, e tutti i dì, on boccon de pan;
e, post che te sta a coeur el nòst onor,
come fèmm nun, co'j noster debitor
rimètt a nun i nost dèbit, 'dree a la man.

Tègnem lontan, oh Signor, d'j tentazion
sconduu in del bell, el lusso e in l'allegria;
tègnen sul coo la santa protezion,
col liberann del mal: e inscì che'l sia!


G. A. Nighi

Vittoria Oggetto: Canzone milanese  26 Apr, 2012 - 20:34  Profilo Rispondi citando   

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solidea Oggetto: dal web  26 Apr, 2012 - 12:33  Profilo Rispondi citando   

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Quand el sul el turna indrèe a ghèm l'acqua fin'ai pèe

ovvero quando le nuvole coprono velocemente il sole sta arrivando un temporale



zetax Oggetto:   25 Apr, 2012 - 11:39  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Cucina lombarda  25 Apr, 2012 - 11:30  Profilo Rispondi citando   

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Uccellini scappati

Gli uccellini scappati, che precisiamo subito non hanno nulla a che vedere con i volatili, costituiscono una saporita ricetta lombarda a base di fettine di carne di maiale che verranno battute per distenderle e farcite con pancetta e salvia; verranno poi arrotolate per essere infilzate su uno spiedino alternate a un dado di pancetta e una foglia di salvia e cotte nel burro.

Ingredienti per 4 persone:

Lombo di maiale 600 g
Pancetta affettata 120 g
Pancetta a cubetti 100 g
Salvia, foglie q.b.
Burro 60 g
Sale q.b.
Pepe macinato fresco q.b.

Preparazione:

Distendere le fettine di maiale battendole leggermente col batticarne, poi adagiarvi una fettina di pancetta e una foglia di salvia, arrotolandole poi e fermandole con degli stuzzicadenti. Su uno spiedino di legno infilzare un involtino, un dado di pancetta, una foglia di salvia e un altro involtino, facendo somigliare la preparazione ad un uccellino, una volta pronti tutti gli spiedini far soffriggere in una padella il burro e rosolarvi a fuoco alto gli spiedini per circa 15 minuti, girandoli di tanto in tanto per cuocerli uniformemente.
Una volta nei piatti individuali andranno insaporiti col sugo di cottura.


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Vittoria Oggetto:   24 Apr, 2012 - 09:36  Profilo Rispondi citando   

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