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Vittoria Oggetto:   01 Mag, 2012 - 08:36  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Misteri di Milano  30 Apr, 2012 - 09:37  Profilo Rispondi citando   

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Particolare della Basilica di Sant'Ambrogio: La scacchiera (Mistero)

L’ENIGMATICA SCACCHIERA DI SANT’AMBROGIO

Fondata nel 386, la basilica è l’edificio sacro più rilevante della Milano medievale. Al piano superiore su una facciata delimitata da due archi, vi è incastonata una scacchiera di sette caselle per sette, posta in diagonale. Sotto di essa compare una triplice sottolineatura. Qual è il suo significato? E’ solo un adornamento, oppure tale disegno nasconde un qualche significato simbolico esoterico a noi sconosciuto? Sta di fatto che la scacchiera ricalca la pianta radiocentrica della città che ha per centro il Duomo circondato da tre evidenti anelli di vie principali, traccia delle grandi cerchie di mura che un tempo delimitavano la città. Cosa voleva comunicarci il costruttore? Quale messaggio nasconde la scacchiera di Sant’Ambrogio?
"La predilezione di Ambrogio per questa basilica che lui stesso fece costruire presso l'area cimiteriale cristiana dove desiderò essere sepolto è ampiamente intuibile da un passo della lettera che indirizzò alla sorella Marcellina dove afferma che era sua abitudine recarsi quotidianamente al cimitero dei martiri passando accanto al Palazzo Imperiale. Il cimitero si trovava fuori le mura della città, vicino all'attuale via san Vittore. Nei primi secoli questo cimitero era di uso pagano, ma dal IV secolo, dopo l'editto di Costantino , la situazione mutò e fu possibile anche ai cristiani seppellire i loro morti con riti pubblici. Era un luogo frequentato abitualmente tanto che ben presto si arricchì di edicole e di piccoli edifici. Ambrogio aveva fatto seppellire nel 378 il fratello Satiro. Questo edificio un secolo dopo sarà abbellito con mosaici così splendidi e ammirevoli da venir chiamato San Vittore in Ciel d'Oro (più tardi sarà incorporato nella basilica, dedicata a tutti i martiri)." (web)





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Vittoria Oggetto: Dolce lombardo  29 Apr, 2012 - 09:05  Profilo Rispondi citando   

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Torta di polenta con salsa di fragole

origine: Lombardia
difficoltà: media
preparazione: 30 minuti
cottura: 45 minuti

Ingredienti per 6-8 persone:

200 g di farina gialla a grana fine
100 g di farina bianca
1 bustina di lievito vanigliato
100 g di mandorle in polvere
150 g di zucchero
1 dl di liquore al sambuco
180 g di burro
1 grosso uovo
30 g di zucchero a velo vanigliato
burro e pangrattato per lo stampo

Per la salsa:

200 g di fragole mature
100 g di zucchero semolato

Preparazione:

Fate fondere il burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare. Setacciate la farina bianca con il lievito raccogliendola in una terrina, quindi unite la farina gialla, le mandorle in polvere, lo zucchero e il liquore.
Quando gli ingredienti saranno amalgamati alla perfezione incorporate il burro fuso e l’uovo sbattuto, e mescolate fino a ottenere un composto omogeneo; versatelo in uno stampo a bordi alti di 24 cm di diametro, imburrato e cosparso di pangrattato.
Passate la torta in forno caldo a 180 °C per circa 40 minuti, sfornatela e lasciate che si raffreddi prima di cospargerla di zucchero a velo.
Nel frattempo mondate, lavate le fragole e tagliate le più grosse. Mettetele in un pentolino con lo zucchero semolato e 2 cucchiai di acqua e cuocetele per circa 10 minuti.
Lasciate intiepidire la preparazione e servite il dolce a fette, distribuendovi sopra la salsa di fragole.

Il vino giusto:

Con il dolce di polenta e fragole si può stappare il Moscato dell’Oltrepò Pavese oppure la Malvasia delle Lipari.

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Vittoria Oggetto:   28 Apr, 2012 - 08:51  Profilo Rispondi citando   

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Dal Dialetto milanese...

Tì te stree lì
A fà la sentinella
In su l'uss del casòtt
E te tegnaree d'oeucc la mia onestà
Mì intant voo sù cont i tosann
Bisògna pur divertiss on poo

Ovvero...

Poesia di Jaques Prèvert tradotta in 'lingua' Milanese da Marco Candiani il titolo originale è:'Le grand homme et l'Ange gardien'

Il significato... ehm... beh... dai fà minga finta de capii nò se l'e che voeur dii ....."bisogna pur divertiss on poo". 'Sta poesia chi la fà on poo de cornis a quella de ' El vecc la ranza e on ghezz' domà ch'el el vecc....oramai el g'ha pù l'età de fà el 'ganivell' Wink

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Vittoria Oggetto: Parchi di Milano  27 Apr, 2012 - 13:13  Profilo Rispondi citando   

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Parco Nord di Milano

Ogni giorno un'emozione...

Un grande parco metropolitano inserito nella città di Milano e nel suo hinterland che ha riqualificato a verde aree un tempo industriali o incolte. Le zone già riqualificate coprono una superficie di oltre 350 ettari, su 620 di superficie complessiva, e comprendono vasti boschi, prati, una collina, specchi d'acqua, viali alberati e aiuole. Il parco viene gestito giorno per giorno, pulito, mantenuto, vigilato: un parco sicuro e di notevole bellezza, disegno moderno incontro alle esigenze dei cittadini, unico in Italia, che lo avvicina direttamente ai più riusciti esempi europei di parchi metropolitani (Monaco, Londra, Parigi, Amsterdam, Lione e Barcellona). Notevoli i complessi di interesse storico e artistico: la Villa Torretta di Sesto S.Giovanni, il complesso della Villa Manzoni e relativo parco a Cormano. (web)























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airOne Oggetto: La poesia milanese  26 Apr, 2012 - 21:26  Profilo Rispondi citando   

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El pater noster

Oh car el nòst Signor, Pader suprèm
che te see là per ari, sfolgorent
in mezz ai Sant, in Ciel, sora a la gent
sia santificaa el tò nomm, de tucc quant sèmm

chì giò in terra; in tra nun vègna el tò règn;
sia fada, come in Ciel, anca chi in terra
la volontaa toa; fà che nun siom dègn
de god el bon che'l Paradis rinserra!

Dann incoeu, e tutti i dì, on boccon de pan;
e, post che te sta a coeur el nòst onor,
come fèmm nun, co'j noster debitor
rimètt a nun i nost dèbit, 'dree a la man.

Tègnem lontan, oh Signor, d'j tentazion
sconduu in del bell, el lusso e in l'allegria;
tègnen sul coo la santa protezion,
col liberann del mal: e inscì che'l sia!


G. A. Nighi

Vittoria Oggetto: Canzone milanese  26 Apr, 2012 - 20:34  Profilo Rispondi citando   

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solidea Oggetto: dal web  26 Apr, 2012 - 12:33  Profilo Rispondi citando   

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Quand el sul el turna indrèe a ghèm l'acqua fin'ai pèe

ovvero quando le nuvole coprono velocemente il sole sta arrivando un temporale



zetax Oggetto:   25 Apr, 2012 - 11:39  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Cucina lombarda  25 Apr, 2012 - 11:30  Profilo Rispondi citando   

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Uccellini scappati

Gli uccellini scappati, che precisiamo subito non hanno nulla a che vedere con i volatili, costituiscono una saporita ricetta lombarda a base di fettine di carne di maiale che verranno battute per distenderle e farcite con pancetta e salvia; verranno poi arrotolate per essere infilzate su uno spiedino alternate a un dado di pancetta e una foglia di salvia e cotte nel burro.

Ingredienti per 4 persone:

Lombo di maiale 600 g
Pancetta affettata 120 g
Pancetta a cubetti 100 g
Salvia, foglie q.b.
Burro 60 g
Sale q.b.
Pepe macinato fresco q.b.

Preparazione:

Distendere le fettine di maiale battendole leggermente col batticarne, poi adagiarvi una fettina di pancetta e una foglia di salvia, arrotolandole poi e fermandole con degli stuzzicadenti. Su uno spiedino di legno infilzare un involtino, un dado di pancetta, una foglia di salvia e un altro involtino, facendo somigliare la preparazione ad un uccellino, una volta pronti tutti gli spiedini far soffriggere in una padella il burro e rosolarvi a fuoco alto gli spiedini per circa 15 minuti, girandoli di tanto in tanto per cuocerli uniformemente.
Una volta nei piatti individuali andranno insaporiti col sugo di cottura.


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Vittoria Oggetto:   24 Apr, 2012 - 09:36  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: brava Soli...posto la ricetta del Pan del Mei (bacio)  23 Apr, 2012 - 16:57  Profilo Rispondi citando   

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Pan de mei ( per i bambini "pammeino")

Il «pan de mei» (pane di miglio) è legato ad una antica tradizione milanese, che vuole che si mangi il giorno di San Giorgio (23 aprile) auspicando una stagione propizia: si narra che il giorno di San Giorgio un gruppo di armigeri mandato da Luchino Visconti vinse i briganti che infestavano le campagne milanesi. La gente festeggiò con l'unica cosa che aveva, pane di miglio e crema di latte.

Ecco la ricetta

Ingredienti:

100 g di farina bianca
100 g di farina gialla a grana grossa
100 g di burro
100 g di zucchero
4 uova
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito in polvere
panna

Preparazione:

Lavorate a lungo i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto gonfio e spumoso, aggiungetevi il burro ammorbidito, le due farine, il sale, il lievito.
Fate riposare la pasta e poi suddividetela in sei parti.
Date a ogni porzione di pasta la forma di una palla e poi schiacciatele come se fossero pizzette.
Cuocete in forno già caldo a 160 gradi per quindici minuti: devono prendere un bel colore dorato.
Sfornate, fate raffreddare e servite con panna liquida freschissima (normalmente si mette la panna in una tazza e si "puccia"
il pammeino...)

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solidea Oggetto: sono di passaggio...un abbraccio a tutti  23 Apr, 2012 - 16:02  Profilo Rispondi citando   

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24 April: San Giòrg

A l'è ona tradizion tutta Milanesa festeggià el 24 April "San Giòrg", quand che Milàn festeggia la liberazion de Maiorca di turch in de l'ann 1340, quand che el santu guerrier faseva la soa comparsa in di trupp Cristian.
Semm sòlet fà festa con el ritual de la "PANERA e PANMEJN", carsenz con pan giald (de melgon) dolz: pan che in di temp antigh a l'era fà con el MEJ.
Poeu se fà ona pacciada con la "PANIGADA" che l'è ona carsenza con fior de sambugh pocciada in de la panera sliquida.
L'è osanza andà a fà San Giòrg foeura pòrta per fà inzetta de formaj fà cont el lacc de la primma erba de l'ann.
De fatt questa celebrazion del lacc e di lattee Milanès la ven de on cont antigh.
Se dis che Luchino Viscont scior de Milàn, l'aveva ciappaa i arm contra el bandii famos Vione Squilletti, che infestava la nòstra bassa cont ona banda, per defend i pòver pajsan semper minaccià.
In d'ona localitaa che la se ciama Morì-vione, el bandì l'è staa coppaa.
L'era el dì de San Giòrg: a luu el vegniva attribuii el meret de questa vittòria.
Sicchè dònca quel dì l'era anch cald caldisc, inscì i lattee scoeudeven la set di soldaa di Viscont cont el "FIOR DE LACC".
Inscì a regòrd de quell dì lì i nòster vegg seren sòlet andà foeura pòrta a fà la "PANERADA" in di trani per ciappà la PANERA (fior de lacc), el PANMEJN e la PANIGADA cont ona spolverada de zuccher.




Vittoria Oggetto: Poesia milanese  23 Apr, 2012 - 11:07  Profilo Rispondi citando   

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Ona bòna amisa (Giuseppe Margorani)

La vedi spess e specialment de sera
quand cala quietta l'ombra,
senza fà differenza de stagion,
sia cald, sia fregg, per lee
el temp l'è semper bon...
la fa minga frecass
ma mì la senti istess,
l'è discreta, l'è bona'
e semper tanto viva.
Ghe voeuri ben e quand la troeuvi lì
e me la senti apress
mi son tanto content forse perchè
la me fa tanta tanta compagnia
e la impieniss el voeui che me circonda;
l'è come se in del mar de la mia ment
rivass de colp on'onda
a moeuv i mè penser e l'è per quell
che per mì l'è important
e quasi semper noeuva.
Di vòlt l'è spiritosa,
alter vòlt l'è on poo seria, mai noiosa...
Mì ghe tegni al so ben, la senti mia
anca se soo che alter fann de tutt
per veghela anca lor
ma mì rispetti tucc e insemma a lee
vivi i mè or senza malinconia
e la tegni de cunt.Come faria
a sta chì depermì senza 'st'amisa,
quella che tutti ciamom "fantasia"..?

Una buona amica

La vedo spesso e specialmente la sera
quando quieta cala l’ombra,
senza fare differenza di stagione,
sia caldo, sia freddo, per lei
il tempo è sempre buono …
non fa rumore
ma io la sento ugualmente,
è discreta, è buona
e sempre tanto viva.
Le voglio bene e quando la trovo lì
e me la sento vicina
io sono tanto felice forse perché
mi fa molta, molta compagnia
e riempie il vuoto che mi circonda;
è come se nel mare della mia mente
arrivasse di colpo un’onda
a muovere i miei pensieri ed è per quello
che per me è importante
e quasi sempre nuova.
A volte è spiritosa,
altre volte un po’ seria, mai noiosa …
Io tengo al suo bene, la sento mia
anche se so che altri fanno di tutto
per averla pure loro
ma io rispetto tutti e con lei
vivo le mie ore senza malinconia
e la tengo cara. Come farei
a stare qui da solo senza questa amica,
quella che tutti chiamiamo ‘’fantasia’’ …?

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Vittoria Oggetto: Buona domenica serena a tutti!  22 Apr, 2012 - 09:54  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Proverbio milanese  21 Apr, 2012 - 11:51  Profilo Rispondi citando   

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Dal Dialetto milanese...

Magg magion,
se fa' des di de bonn

Ovvero...

A maggio è già tanto, se fa bel tempo per 10 giorni

Anche secondo la tradizione popolare, Maggio è sempre stato ritenuto un mese piovoso


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solidea Oggetto: t'è capìì ? stem alegher  20 Apr, 2012 - 20:48  Profilo Rispondi citando   

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La versione milanese della famosissima canzone dei Beatles reinterpretata da Edoardo Fiorini e i sò Bitòlz


Vittoria Oggetto: Manzoni, rari versi in dialetto milanese  20 Apr, 2012 - 09:40  Profilo Rispondi citando   

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Gli unici versi in dialetto milanese del milanesissimo Alessandro Manzoni che sono conosciuti, sono quelli della seguente quartina, dedicata all’amico Carlo Porta.

On badee che voeur fà el sapienton
el se toeu subet via per on badee;
ma on omm de coo che voeur paré mincion,
el se mett anca lu in un bell cuntee

Lo sciocco che vuol fare il sapientone
si vede subito che è uno sciocco;
ma l’uomo di ingegno che vuol apparire incapace
si mette anche lui in un bell’impiccio

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soldatini Oggetto: Buon pomeriggio  19 Apr, 2012 - 14:52  Profilo Rispondi citando   

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Copertina del volume I Promessi Sposi
rimato in versi milanesi composto da 500 sestine pari a 3000 endecasillabi da Marco Candiani - tradotto liberamente dal capolavoro di Alessandro Manzoni
edito da Angelo Martinelli


I PROMESSI SPOSI




Vun de quij ramm che fann el lagh de Còmm,
el guarda vers mezzdì e tra quij mont
el se restring e poeu el cambia nòmm
pròpi in del sit in doe se ved on punt.
Lì han faa depòsit trii bei canalon
nessuu sul san Martin e 'l Resegon.

Marco Candiani
El ciamen Resegon perchè el gh'ha i dent
'me resega ('me disen a Milan)
e de Milan l'è come on ornament
che se l'è bell par de tocall coi man,
La stòria la incomincia tra quj mont
'na sera de november, al tramont
.
............

Vittoria Oggetto: Cucina lombarda  19 Apr, 2012 - 11:59  Profilo Rispondi citando   

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Ravioli alla milanese

Ingredienti per 4 persone:

350 g di arrosto di manzo (o di pollo o tacchino)
2 cucchiai di fondo di cottura dell'arrosto sgrassato
70 g di prosciutto crudo in 1 fetta
1 uovo
60 g di parmigiano grattugiato
cannella in polvere
noce moscata
400 g di salsa di pomodoro
sale e pepe

Preparazione ripieno:

Tritate finemente il prosciutto crudo e l'arrosto e, raccoglieteli in una terrina, poi incorporatevi metà del parmigiano grattugiato, il fondo di cottura dell'arrosto e l'uovo, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Insaporite con un pizzico di cannella, una grattata di noce moscata, un pizzico di sale e una macinata di pepe; quindi mescolate con un cucchiaio di legno fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Stendete la pasta in una sfoglia sottile e distribuitevi a intervalli regolari il ripieno, formando i ravioli. Fate cuocere i ravioli in abbondan¬te acqua bollente salata, scolateli al dente, conditeli con la salsa di po¬modoro e il parmigiano grattugiato rimasto e serviteli, guarnendo con stecche di cannella.

Variante:

Se non gradite l'aroma della cannella, potete sostituirla con 1 spicchio d'aglio e un poco di prezzemolo finemente tritati.

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