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Vittoria Oggetto: per Solidea  19 Mag, 2011 - 13:02  Profilo Rispondi citando   

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Si cara Solidea, è un dono della classe 1937......... Baciooooooooo

solidea Oggetto: Vittttt hai notato la firma ?  19 Mag, 2011 - 12:33  Profilo Rispondi citando   

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Il «Padre nostro» in milanese - Nella chiesa di Gerusalemme costruita nel luogo dove Gesù, secondo la tradizione, insegnò ai suoi discepoli la preghiera del «Padre nostro», un lettore ha cercato il dialetto milanese tra le tante ceramiche che riportano la preghiera in tutte le lingue del mondo. Ci sono anche il furlan, il romagnolo, il piemontese e il sardo


airOne Oggetto: La poesia milanese  18 Mag, 2011 - 18:00  Profilo Rispondi citando   

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La mia povera nonna la gh’aveva

La mia povera nonna la gh’aveva
On vignoeu arent ai Pader Cappiscin:
el guardian ghe le benediseva:
i soeu fraa beveven mezz el vin.

La nonna in del morì la me diseva:
Te lassi sto vignoeu, el mè Frnzeschin;
s’el voeur bev el guardian lassa ch’el beva:
usellin tira a casa el porscellin.

Quand ecco tutt a on tratt Napoleon
El dà ona soppressada ai fratarij.
S’ciavo suo, sur vin, la protezion.

Credeva de fann pù nanch on boccaa:
inscambi mò hoo impienii tucc i vassij,
inscambi hoo bevuu anch quell che dava ai fraa.

Eppur in sti agn pasaa
Gh’avarev giugaa el coo che senza lor
No scusavem né nun né nost Signor!


Carlo Porta

Traduzione:
La mia povera nonna aveva / un vigneto vicino ai padri cappuccini: / il guardiano glielo benediva / i suoi frati bevevano mezza quantità di vino.
La nonna morendo mi diceva: / Ti lascio questo vigneto Franceschino mio; / se il guardiano vuol bere, lascialo bere: / l'uccellino tira a casa il porcellino.
Quand'ecco tutto a un tratto Napoleone / sopprime le proprietà / ed estende sul vino la sua protezione.
Credevo di non produrne più nemmeno un boccale: / però ho riempito tutti i vasi / e ho bevuto anche quello che davo frati.
Eppure in questi anni passati / avrei scommesso la testa che senza loro / non ci sarebbero state scuse né per noi né nostro Signore.

airOne Oggetto:   18 Mag, 2011 - 17:55  Profilo Rispondi citando   

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ahahahahhahah che stremissi vitt.......
Vittoria Oggetto: Cicoria di praa  18 Mag, 2011 - 14:37  Profilo Rispondi citando   

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Cicoria di praa

Ingredienti:

600 gr di cicoria di prato
un cicchiaio di olio
un bicchiere di acqua
100 gr di pancetta tagliata a dadini
sale

Preparazione:

Lavare e tagliare la cicoria, farla friggere nell'olio, aggiungere un bicchiere d'acqua e qualche pizzico di sale.
Lasciar raffreddare il tutto condire il composto con la pancetta.


************************************************************************************

Vittoria Oggetto: per Airone...  18 Mag, 2011 - 14:09  Profilo Rispondi citando   

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Chiudo gli occhi Airrrrrrrrr......

airOne Oggetto:   17 Mag, 2011 - 23:12  Profilo Rispondi citando   

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E se vedi uno con la foglia di fico vitt che faiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?
cadice Oggetto:   17 Mag, 2011 - 19:02  Profilo Rispondi citando   

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Buonaseraaa!!!

Vittoria Oggetto:   17 Mag, 2011 - 18:20  Profilo Rispondi citando   

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Airooooo scusaaaa..........

Vittoria Oggetto: se mi affaccio e vedo un bel cavaliere....  17 Mag, 2011 - 18:17  Profilo Rispondi citando   

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gli offrirò una margherita........

airOne Oggetto: Poesia milanese  17 Mag, 2011 - 18:13  Profilo Rispondi citando   

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El balanzin

Cert!... Ghe pensi an'mò.
L'è vera o l'è staa on sogn?
... ... ...
Seri foeura de cà
e camminavi, quand...
on toppich!
«Voo in terra, borli giò!».
On sass o '1 marciapee,
cert, on quaicoss,
che me ingarbìa i pee.

Poeu, come in on sogn,
'na man la m'ha toccaa,
leggera, delicada,
'na benedetta man
che m'ha salvaa.

Me volti on poo confusa,
tenti de ringrazia,
ma LU
con bei maner,
tant rar al dì di'incoeu,
el me carezza el coo
el rid... e poeu,
vist che l'hoo conossuu,
el dis: «Settèmes giò,
parlom di tò magagn,
tant, chi, ne senten no».

E mi, hoo parlaa...

Prima, dasin, sottovós,
poeu, con pussee coragg,
hoo tiraa-sù la vòs e...
«Perchè propi sù mi
che seri on passarin?
E corr e rampegà,
evi mai faa on basell
senza saltall
e scavalcavi i foss
e dent e foeu di sces...
E adess?... Son chi.
Credi no de sbagliamm
se tutt l'è in man a Ti...».

E sbassi el eoo.

An'mò El sorid.
El torna a carezzamm,
dopo, col did,
El fa segn de voltamm
e vedi,
prima nebbiaa,
poeu, pussee ciar,
"on balanzin"
e infin... 'na vòs,
la Soa...

«Guarda sul piatt per ari,
l'è pien di tò magagn,
adess guarda quell bass
ch'el pò sta minga in pari.
Tocca come l'è grevi
Sora gh'è li tutt quell
che mi, de beli, t'hoo daa»...

An'mò el mè eoo sbassaa.

«Te gh'hee reson», gh'hoo dii.
«Scusom la vanitaa».
E l'hoo pù vist.
Sparii.

... ... ....

Coi man taccaa al mur
tornavi in cà. Dasin...
Grev, da ona part,
vedevi el balanzin.

Caterina Sangalli

Cassandra Oggetto: per chi andrà da Vittoria......  17 Mag, 2011 - 14:08  Profilo Rispondi citando   

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..............la castellana, abita qui, finestra in alto centrale con balconcino e se farete una standing ovation...si mostrerà


_________________
Val sempre la pena fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta - O.W.
Vittoria 10 Oggetto: ciao Lore, bele' fai cul crusce'!  17 Mag, 2011 - 11:27  Profilo Rispondi citando   

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lore14 Oggetto: ciaooo Vitti!  17 Mag, 2011 - 10:38  Profilo Rispondi citando   

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Oggi, andiamo tutti a trovare Vittoria...

Il fascino della Lombardia di una volta: una giornata ad Abbiategrasso


Una tranquilla cittadina ricca di monumenti storici, dove si ha l’impressione che circolino più biciclette che auto, dove la gente si ferma a chiacchierare sotto i portici che richiamano lo stile delle città liguri, e il cui nome sembra un augurio di prosperità: ecco Abbiategrasso. Eppure, questo angolo di pace è a due passi, più precisamente a circa venti chilometri dalla frenesia del capoluogo lombardo. Costeggiata dal Naviglio Grande, lungo il quale sono in molti a passeggiare o a fare sport anche nei weekend invernali, Abbiategrasso unisce i pregi dei piccoli centri a quelli che derivano dalla sua vicinanza alla metropoli.




La nostra passeggiata è iniziata proprio dal monumento simbolo della città, che più di ogni altro testimonia il ruolo strategico che Abbiategrasso ebbe in passato: il Castello Visconteo. Eretto probabilmente nel 1382 da Gian Galeazzo Visconti, il Castello si trova in asse con il Naviglio Grande e con la strada che collega Milano con Vigevano.





Dal 1865 appartiene al Comune ed è sede di diverse associazioni. Al suo interno abbiamo ammirato degli affreschi risalenti a varie epoche, notando anche la scritta “A bon droit”, il motto visconteo. Una sala nell’ala Est dell’edificio, all’ultimo piano, è forse l’angolo più misterioso del Castello.
Secoli fa era un carcere e sui muri si vedono tuttora i graffiti dei prigionieri. In questo castello nacque Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, che però non era particolarmente portato a rivestire quel ruolo importante. Infatti, dopo il suo matrimonio con Isabella d’Aragona, preferì dedicarsi agli svaghi della vita ducale, trascurando il resto e lasciando che degli incarichi si occupasse sempre di più suo zio Ludovico Sforza, detto Il Moro.




Oltre che al duca, Abbiategrasso ha dato i natali a diversi personaggi famosi anche in epoca recente, tra cui lo stilista Franco Moschino, il calciatore Giovanni Invernizzi a cui è dedicato lo stadio, il ciclista Marco Villa, medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2000, mentre è nata a Palermo, ma è cresciuta qui la cantante Giusy Ferreri.





Visitando i monumenti religiosi più importanti della città, ci ha colpito in modo particolare la bellezza della Basilica di Santa Maria Nuova, e del suo chiostro, anche perché a differenza di diversi splendidi chiostri di chiese importanti di altre città, questo è aperto a chiunque desideri visitarlo o fermarsi per un po’ per meditare o riflettere.





Quando eravamo lì, abbiamo condiviso questo spazio di intimità spirituale con un sacerdote che diceva il rosario camminando sotto i portici del chiostro. La Basilica fu edificata nel 1388 in occasione della nascita del figlio di Gian Galeazzo Visconti, e subì diverse modifiche e ristrutturazioni.
Esiste anche la chiesa di Santa Maria Vecchia, l’antica chiesa di Abbiategrasso, dove un tempo c’era un convento di monache benedettine, ma è sconsacrata sin dalla fine del secolo XVIII, e ci hanno detto che è sede di una scuola di danza.

(dal web, ViaconmeBlog di Francesca Bertha)

Qui sotto, un link per saperne di più di questo antico convento :

Il Convento benedettino di Santa Maria della Rosa
http://www.itineranet.it/aironi/mp3/04-Il%20convento%20di%20Santa%20Maria.mp3

Vittoria Oggetto: Canzone milanese  16 Mag, 2011 - 11:40  Profilo Rispondi citando   

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solidea Oggetto: diamoci una mano  15 Mag, 2011 - 15:06  Profilo Rispondi citando   

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Demes 'na man

L'é on poo che va 'dree a pioeuv in sul bagnaa
gh'é chi brontola che stemm pegg de prima
a tanta gent ghe manca 'l lavorà
se lamenta chi tira la lima
per superà la crisi el malandaa
bisognaria vutass almen tra numm
perché se gh'é uguaglianza e civiltà
se poeu tira 'l carrell on poo per un

Demes 'na man
come se faa tra amis
tiremm su insemma el mur
che gh'é crollaa
‘na préia per un
come se dis
e on ciccin de bòna
volontà ghe voeur per fà tornà
ancamò el seren
senza pù invidia
e senza ipocrisia
mi sont sicur che se
se voeurom ben
i dispiasé se fann
scarligà via

Me fa paura quand senti parlà
chi dis che per salvà la situazion
saria ora ormai de dass de fà
perché femm minga ‘na rivoluzion
ma per chi l'ha giamò subii ‘na guerra
e l'é on discors ch'el faa vegnì el magon
l'é mej stà mal ma stà coi pee per terra
chi voeur crepà per mi l'é un grand cojon

Demes 'na man
come se fa tra amis
tiremm su insemma el mur
che gh'é crollaa
‘na préia per un
come se dis
e on ciccin de bòna volontà
ghe voeur per fa tornà
ancamò el seren
senza pù invidia
e senza ipocrisia
mi sont sicur che se
se voeurom ben
i dispiasé se fann
scarligà via

(Mimmo Dimiccoli)

lore14 Oggetto:   15 Mag, 2011 - 12:31  Profilo Rispondi citando   

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Speriamo sia per voi, cari amici milanesi, una splendida domenica !
A volte, è proprio la domenica il giorno più triste e pure un piccione può ritrovarsi a volare solo nel cielo di Milano...



Spesso è monotona e malinconica la domenica, specialmente nel pomeriggio,come quello che ci viene presentato da Alfonso Gatto nella poesia dal titolo "Domenica al crepuscolo" [Nella raccolta La forza degli occhi del 1954.].
In quei primi anni Cinquanta, il poeta abitava in un quartiere della vecchia Milano, con le vie e i cortili che sembrano stare "in fondo al pozzo delle case". Lo immaginiamo in casa, come tanti altri, intento ad ascoltare la radiocronaca d'una partita di calcio.
C’è un ragazzino che sta sulla via, in quell'ambiente chiuso tra i palazzi, ma che, per lui, è il "suo grigio universo". E’ la sua voce "sola", che dà risalto al silenzio del tardo pomeriggio. Corre con la bicicletta; pedala forte, tanto che il suo mantello svolazza; ogni tanto va vociando ... Il poeta dice che la partita è già finita; e in quel "già" si sente ch’egli è un po’ contrariato per la fine d'uno svago che gli aveva consentito, durante la trasmissione, di sottrarsi alla noia.
"Restano voci immote", conclude Gatto: la casa è ritornata silenziosa, e anche la via sottostante, da cui il ragazzino se n’è ormai andato.
(dal web, Literary)

DOMENICA AL CREPUSCOLO

In fondo al pozzo delle case sola
la voce di un bambino che pedala
nel suo grigio universo sotto l’ala
del mantello che vola.

E’ musica di stanza tra le vuote
specchiere delle porte la partita
che s’ascolta alla radio, è già finita.
Restano voci immote.

Alfonso Gatto

soldatini Oggetto: Buna dumenica  15 Mag, 2011 - 10:10  Profilo Rispondi citando   

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Ciau a tucc i amiss milanees e non, buna dumenica




_________________
Annamaria Soldatini
airOne Oggetto: Poesia milanese  14 Mag, 2011 - 17:55  Profilo Rispondi citando   

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FlNIDA L'È LA NOTT

Finida l'è la nòtt:

La bianca luna, smòrta,
deslengua dent al lagh...
I compagn hoo lassaa,
per resta depermì
col ricòrd tant lontan:
tant lontan, come i stell.

Insci viv l'è l'autunn
in quij mont indoraa
e coi pin semper verd,
poeu l'inverno e la nev:
a vint'ann me rivedi!...

Finida l'è la nòtt:

sponta el só da Vares:
se desseda el paés
e tuscoss el sparissi...
Ma doman, ai primm ciar,
come acqua sorgiva
che me sbilza dal coeur...

tornará quell ricòrd,
finché i dì finirann:
rododender de foeugh
e ona eros piscinina
con su scritt el tò nòmm,
tra duu fior de edelvais.

Guido Pench

airOne Oggetto: A Milano si dice così  14 Mag, 2011 - 17:50  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di airOne il 14 Mag, 2011 - 18:06, modificato 1 volta in totale
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