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airOne Oggetto: La poesia milanese  10 Mag, 2011 - 23:09  Profilo Rispondi citando   

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L'è primavera

L'è semper bell el mónd
Ma quand vègn primavera
E l'aria l'è pussee leggera
Me pias fà el vagabond
E girà da mattina a séra.

El mónd l'è bell però
In primavera
L'è pussee bell an'mò.

L'è bell vede spontà la natura
Anca in cittàa
Cont on ciùff d'erba pura
Su de on marciapé, in ona fessura
De l'asfalladura.

In ona bella giornada de sò
L'è bell passa sott on àlber
Cont i ramm che te sfioren el coo
O sta settàa-giò a on tavolin
in mezz al vérd de on giardin.

La primavera in cittàa l'è on balcon fiorii
L'è on mur de verd rivestii
L'è ona ròsa fiorida su de on davanzal
L'è ona forsìtzia pièna de fior giall.

La primavera la vègn in April
E con lee la natura la rinàss
Cont on bell gerani ross in vas
Ch'el se 'faccia su de on cortil.

Dòpo l'inverna, el par minga vera,
Lassa averta la porta su 'l balcon
Per fa entrà la primavera
Per vedè volà i piccion
E per sentì, pussee vesin,
El cip-cip di passerin.

L'è bell andà al mar o in montagna
Ma mi resti con la speranza
De andà a viv in campagna
De la bella mia Brianza.

Virginio Sala Milano

Vittoria Oggetto: Cucina Lombarda  10 Mag, 2011 - 11:17  Profilo Rispondi citando   

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Guazzetto lombardo

Salsiccia e pancetta ma anche tante verdure per questo secondo nutriente e genuino che unisce il meglio dei frutti della gastronomia contadina del cuore della Padania lombarda.

Ingredienti per 4 persone

500 gr di pomodori
300 gr di cavolo
200 gr di patate
200 gr di cipolle
200 gr di zucchine
200 gr di salsiccia
100 gr di sedano
100 gr di pancetta
50 gr di burro
mezzo bicchiere di olio di oliva
sale
pepe
parmigiano reggiano grattugiato
2 mestoli di brodo

Preparazione:

Mettete in una casseruola la pancetta tritata, il burro, l’olio e le cipolle affettate, fate rosolare bene il tutto e quindi aggiungete la salciccia, già spelata e sminuzzata.

Sbucciate la patate e riducetele a dadini. Sbucciate e tagliate allo stesso modo le zucchine. Spezzettate il sedano, toglietegli i fili e infine trasferite tutte le verdure in una casseruola. Fatele insaporire, aggiungete sale e pepe, quindi unite i pomodori dopo averli tagliati a spicchi e privati dei semi.

Fate cuocere per una mezz’ora circa a recipiente coperto. Nel frattempo pulite, lavate e tagliate in modo grossolano il cavolo. Buttatelo in acqua bollente per alcuni minuti, poi scolatelo e unitelo alle altre verdure, innaffiando il tutto con il brodo.

Portate a bollore il liquido, salate, pepate, poi abbassate la fiamma e fate cuocere le verdure per circa 20 minuti. Servite in tavola aggiungendo abbondante parmigiano grattugiato.


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airOne Oggetto: La poesia milanese  09 Mag, 2011 - 18:29  Profilo Rispondi citando   

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LA TERZA ETÀ... COME LA VEDI MI

Sont chi a pensà:
l'è minga poeu insci brutta
la terza età!
Sì, perchè a la prima età gh'era la guerra,
cont i stremizzi, la famm e la miseria,
perciò ghe pensi pù,
l'è mej che la sia andada!

Cont la segonda hin rivaa i fastidi.
Semper de corsa:
cor per fà quadra el bilanc,
cor per fà studia i bagaj,
cor per fà sù la cà.
Poeu el bilanc el s'è equilibraa,
ma i fioeu hin andà,
e i personn pussee car m'han lassaa.
La cà l'è restada... piena de ricordi
ma svoiada de tutti i soeu affett.

Poeu l'è rivada, la terza età:
sont vanzada mi e el mè gatt in cà,
ma cont la serenità de avè
faa tutt, per fà content i mè gent.

Sari sù i oeucc e pensi: «Adess 'se foo?».
Foo quell che voeuri,
quand voeuri e come voeuri.

Me par on sogn: podè finalment
Pensà on poeu anca a mi.
Prima devi desmett de cor:
cor per fà?
Per rivà prima a l'aldilà?

Sont sincera: sont contenta insci!
Me ven voeuja de cantà, de ballà
e, perchè no,
anca de ricomincia ad amà!
Come l'è bella, per mi, la terza età!

Rosetta Villa Calderoni

Vittoria Oggetto: Tuttofood a Milano  09 Mag, 2011 - 10:49  Profilo Rispondi citando   

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Cibo e alimentazione a Milano

Parte il count-down per Tuttofood

Tuttofood
, che si tiene a Milano dall’8 all’11 maggio, si inserisce a pieno titolo nella top ten delle più importanti rassegne alimentari internazionali e in prospettiva Expo 2015, dedicato al tema della nutrition, è oggi una delle manifestazioni ritenute maggiormente strategiche da Fiera Milano

MILANO è partita la terza edizione di Tuttofood, Milano Word Food Exibition, da domenica 8 maggio, per quattro giorni, catalizzerà sul quartiere espositivo fieramilano a Rho l’attenzione degli operatori professionali del food e della nutrition di tutto il mondo. Con oltre 2mila marchi presenti e 4 padiglioni occupati (13, 15, 22 e 24) Tuttofood si inserisce a pieno titolo nella Top ten delle più importanti rassegne alimentari internazionali e, in prospettiva Expo 2015 - dedicato proprio al tema della nutrition - è oggi una delle manifestazioni ritenute maggiormente strategiche da Fiera Milano.

Le sfide

In un mondo che cambia rapidamente, nel quale i gusti dei consumatori variano con ancora maggiore velocità, anche le rassegne del food si trasformano per continuare a svolgere al meglio il loro compito principale, quello, cioè, di favorire l’incontro tra domanda ed offerta. A Tuttofood “l’offerta” è rappresentata dal Made in Italy alimentare, diventato insieme alla “Dieta mediterranea”, “Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco”, mentre “la domanda” dai buyer delle catene della Gdo mondiale e da importatori e grossisti provenienti dai Cinque continenti, oltre che da dettaglianti, responsabili di reparto fine-food e ristoratori.

Gli espositori

Lo straordinario paniere alimentare italiano sfila a Tuttofood 2011: a rappresentare il Made in Italy alimentare i grandi nomi dell’industria accanto alle piccole e medie imprese provenienti da tutte le Regioni d’Italia. Tuttofood ha sempre dedicato uno spazio privilegiato a questi suoi espositori “istituzionali”, Regioni, Provincie, Unioncamere regionali e Camere di Commercio, che hanno il merito di “accompagnare” sul palcoscenico internazionale della rassegna milanese decine e decine di quelle piccole e medie aziende che rappresentano, anche nel comparto agroalimentare, la spina dorsale del Sistema Italia.

I visitatori

Protagonisti, al pari degli espositori, i buyer rappresentano un ulteriore punto di forza di Tuttofood che sulla “professionalità” ed internazionalità certificata dei suoi visitatori ha giocato gran parte delle propria credibilità. Nel 2009 sono stati più di 30.000, i visitatori professionali che hanno scelto Tuttofood, 61% dei quali italiani, equamente divisi tra buyer della Gdo, grossisti, importatori di Made in Italy alimentare e responsabili di punto vendita o reparto speciality-food.

Buyer da tutto il mondo

Nello specifico per l’edizione 2011 Tuttofood ha già calendarizzato per gli operatori della Gdo italiana una serie di workshop dedicati ai temi caldi della distribuzione, mentre per i Grossisti in arrivo dal Mezzogiorno ha previsto una serie di agevolazioni sull’incoming.

Sul “fronte” estero hanno già confermato la loro presenza a Milano i buyer provenienti da Stati Uniti, Canada e Giappone - mercati “maturi” per l’export agroalimentare italiano con elevata capacità d’acquisto – oltre a Sud Africa ed Australia – nazioni in crescita, considerate “molto performanti” dai trade-analist del food – senza dimenticare i 27 Paesi dell’Unione Europea. Fra questi ultimi, naturalmente la parte del leone è recitata dalla Germania (primo partner commerciale dell’Italia) seguita a ruota da Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Russia, Repubblica Ceca, Polonia e Scandinavia. Non mancheranno, poi, i buyer in arrivo dal Sud America, Brasile, Argentina, Messico, Venezuela e Cuba - nazioni con una cultura gastronomica molto vicina a quella italiana che negli anni si sono rivelate mercati di primo piano per il Made in Italy alimentare – dal Medio Oriente, Turchia ed Emirati Arabi e dall’Estremo Oriente, Thailandia e Cina – mercati destinati a recitare, in un prossimo futuro, la parte del leone nell’export del food italiano, nei quali però, sussistono ancora problemi di esportabilità per i nostri prodotti alimentari.

Il mondo del “fuori casa”

Agli italiani più che a qualsiasi altro “europeo”, lo dicono le statistiche, piace mangiare “fuori”, al ristorante o al bar, per lavoro o con gli amici. Al mondo del “fuoricasa” – al canale Horeca e dell’Ospitalità, per dirla con gli addetti ai lavori – Tuttofood, in collaborazione con Fiera Milano Editore, dedica il “Villaggio Mixer”, una superficie espositiva di 6.000 metri quadrati a cui hanno già dato il loro ok big del calibro di Lavazza, San Pellegrino, Conserve Italia, Diageo, Eraclea, Galbani, GM Piccoli, Heineken, Illy Caffè, Mediaset, Partesa, Pago, Pepsi, Rancilio, Rauch, Seng, Sky, Surgital e Martini&Rossi e nella quale sono attesi non meno di 5mila operatori provenienti da tutta Italia. (da Italia a Tavola.net)














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soldatini Oggetto: Auguri a tutte le mamme  08 Mag, 2011 - 15:46  Profilo Rispondi citando   

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Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d'eterno consiglio,
Tu se' colei che l'umana natura
Nobilitasti sì, che 'l suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore
Per lo cui caldo nell'eterna pace
Così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
Di caritade, e giuso [intra]1 mortali
Se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande, e tanto vali,
Che qual vuol grazia, e a te non ricorre,
Sua disianza vuol volar senz'ali.
La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietade,
In te magnificenza, in te s'aduna
Quantunque in creatura è di bontade.


_________________
Annamaria Soldatini
Vittoria Oggetto: Cara mamma....  08 Mag, 2011 - 12:06  Profilo Rispondi citando   

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Vittoria Oggetto: Proverbi milanesi  07 Mag, 2011 - 10:08  Profilo Rispondi citando   

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Dal Dialetto milanese...

Magg magion,
se fa' des di de bonn

Ovvero...

A maggio è già tanto, se fa bel tempo per 10 giorni

Anche secondo la tradizione popolare, Maggio è sempre stato ritenuto un mese piovoso.

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solidea Oggetto:   06 Mag, 2011 - 22:31  Profilo Rispondi citando   

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On pontesell

"Tra ier e incoeu
gh’è on pontesell faa de memòria,
che adess gh’ha de passà
da sponda a sponda.
Tra nòtt e dì gh’è on pontesell
faa de regòrd,
e ’l vent je fa volà
da coeur a coeur.
Tra mì e tì gh’è on pontesell
faa d’emozion
che gh’emm de tegnì strett,
per nò desmentegà.
In tut’i coeur ghè on pontesell,
tra el ben e ’l mal,
te gh’hee de savè tì
se traversall..."

Gianfranco Gandini

airOne Oggetto: Indice di aprile  06 Mag, 2011 - 17:52  Profilo Rispondi citando   

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MILAN TE VOEURI BEN

2011 – 04

Ricette
Bolliti misti (18-04-2011)
Cocktail milanese (06-04-2011)
Fegato alla lodigiana (01-04-2011)
Polpettone di tonno (09-04-2011)
Risotto alla pitocca (14-04-2011)
Spicchi di patate (30-04-2011)
Torta paesana (28-04-2011)

Canzoni
Cara mamma (02-04-2011)
Corr in di sogn (22-04-2011)
Ho visto un re (19-04-2011)
L'è forse un sogn (26-04-2011)
Libera la ment (22-04-2011)
Montagna de san Sir (10-04-2011)
Sognando Milano (04-04-2011)

Curiosità
“L'Italia in croce” alla Triennale (21-04-2011)
Cristal ball (27-04-2011)
Kilo fashion (18-04-2011)
La bancarella + lunga del mondo (05-04-2011)
La banda d'Affori (02-04-2011)
Mariangela Melato milanese (04-04-2011)
Milano green (08-04-2011)
Palazzo Isimbardi (13-04-2011)
Turandot a La Scala (11-04-2011)

Vari
Beatificazione papa Giovanni (16-04-2011)
Indice marzo (02-04-2011)
Pace (25-04-2011)
Tramonto infuocato a Milano (28-04-2011)

Poesia
Acquarell (07-04-2011)
Bella gioventù (12-04-2011)
Fraternitaa (07-04-2011)
La tegnoeula (11 e 26 -04-2011)
Monegh o fraa (29-04-2011)
Pàs (26-04-2011)
Preghiera disperada (21-04-2011)
Tramont a Milan (18-04-2011)
Voraria ciamamm (15-04-2011)

A Milano si dice così
Fà de san giovann... (07-04-2011)
Fà el bòia e l'impiccaa (29-04-2011)
Fà el gir di sett ges (29-04-2011)
Pures (11-04-2011)

Motti e detti
Quand pioeuv (22-04-2011)
Vittoria Oggetto: Dintorni di Milano  06 Mag, 2011 - 16:09  Profilo Rispondi citando   

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Abbazia di Morimondo

L'abbazia di Morimondo è un'abbazia cistercense sita a pochi chilometri da Milano, in località Morimondo, ai confini col territorio di Pavia.

La chiesa

Pur essendo la quarta fondazione italiana e la prima in Lombardia (1134), la chiesa abbaziale si scosta da tutte le altre edificazioni cistercensi del XII secolo. L'aver rinviato la costruzione della chiesa fino al 1182 ha fatto sì che fruisse delle esperienze precedenti. Infatti, Morimondo è un esempio di architettura cistercense già evoluta verso lo stile Gotico, com’è sottolineato dall'uso delle volte a crociera. Nella navata centrale, esse non sono a base quadrata, ma rettangolare, e ad ognuna di esse corrisponde una campata quadrata nelle navate laterali aumentando perciò il senso di verticalità. Inoltre la grandezza di Morimondo è dovuta alla presenza di ben otto campate, diversamente dalle chiese abbaziali precedenti normalmente più piccole. Ma la maestosità della chiesa di Morimondo è data dalla totale essenzialità, e dal senso di ordine dei mattoni a vista. Il Rinascimento ed il Barocco non hanno alterato lo stile e l'ordine del XII secolo

Il chiostro

Nel chiostro nonostante gli inserimenti successivi (la costruzione dei tre porticati nel 1500-1505 e la sopraelevazione dei lati nord ed ovest verso la metà del XVIII secolo), è ancora leggibile la tipologia del complesso monastico con l'usuale distribuzione degli ambienti. Tra questi vanno ricordati: la sala capitolare che mantiene integralmente le sue caratteristiche originarie, e il refettorio con la cucina che si presentano in una splendida veste seicentesca.

Il monastero

Un' altra peculiarità dell'abbazia è quella di essere edificata su più piani a ridosso di un avvallamento. Il piano del chiostro in tutta la parte monastica è il terzo sopra due livelli costituiti da ampie sale costruite con volte sostenute da un susseguirsi di colonne, inoltre, sopra la sala capitolare, è ancora esistente il dormitorio dei monaci (originariamente un'unica sala). Questa elevazione di piani è integralmente esistente verso est e sud, ma riguardava anche il lato dei conversi. Visto da est e da sud il monastero quindi si presenta come un'imponente costruzione di quattro piani. Nonostante i saccheggi, i terremoti, nonché le modifiche seicentesche e la soppressione (1798), il monumento è sopravvissuto e con esso sono vivi i valori per i quali fu costruito.

Il Coro ligneo

L'attuale coro ligneo, eseguito nel 1522 da Francesco Giramo, un artista di Abbiategrasso, in sostituzione degli stalli originari, costituisce un interessante esempio di arredo ligneo rinascimentale sia per la struttura compatta e architettonica, modellata secondo gli schemi diffusi dal Bramante in Lombardia, sia per la tecnica delle figurazioni, disegnate con incisioni eseguite con ferro rovente e riempite con una pastiglia scura. Fu luogo di preghiera come evocato dai simboli rappresentati. Sebbene derivati dall'antichità classica secondo il gusto rinascimentale, essi rappresentavano valori spirituali come la generosità dei doni di Dio (il cesto di frutta) o l'azione salvifica di Cristo (i pesci). (web)














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airOne Oggetto: La poesia milanese  05 Mag, 2011 - 17:41  Profilo Rispondi citando   

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Fior de pèrsegh

O fior de pèrsegh bell che in primavera
te set el primm cont i tò foeuji rosaa
che sponta foeura al sol come bandera
per anuncià che i gèmm s'hin desedaa,

che la somenza in de la tera nera
cont i radis che bujien soteraa,
truscen, se sbaten su ona gran balera
desiderand el calor de l'estaa;

o pèrsegh bell che primm cont i tò fior
te sonet in campann de la stagion
che sberlusiss con tutt'i so color,

che canta a tutt el mond Resurezion,
dimm quell che'l coeur l'aspeta a tutt'i or:
se l'è per mi resuscitaa l'amor.

Alvaro Casartelli

airOne Oggetto: La Milano dei naifs  05 Mag, 2011 - 17:37  Profilo Rispondi citando   

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Bruno Colibrì - L'attesa


Bruno Colibrì - Una notte al parco




Bruno Colibrì - Una favola per Milano
solidea Oggetto: curiosità  05 Mag, 2011 - 14:39  Profilo Rispondi citando   

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Curiosità in pillole......


Perchè il Teatro alla Scala si chiama così ? Ora vi racconto.....

Nel 1776 , quando Giuseppe Piermarini ne iniziò la costruzione, questa avvenne sull'area della chiesa di S. Maria alla Scala, che aveva preso il nome da Beatrice Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti, che l'aveva fatto erigere nel XV secolo.

Il 3 Agosto 1778, con l'opera "Europa riconosciuta" di Antonio Salieri, il teatro venne inaugurato.

La sua fama di sacrario della lirica le deriva dall'aver ospitato "prime" di Rossini, Verdi, Bellini, Puccini, Mascagni, Boito.


Alla "Rinascente" il nome glielo ha dato D'Annunzio.

L'odierna Rinascente, aperta nel 1899 con l'insegna "Alle città d'Italia era di proprietà
dei fratelli Ferdinando e Luigi Bocconi (fondatori dell'omonima Università, nel 1902),
lodigiani, già presenti a Milano nel 1850: vendevano vestiti sulle bancarelle di Piazza Sant' Ambrogio.

Distrutta da un incendio la notte del 25 dicembre 1918, venne riaperta
nel marzo del 1921 sulla stessa area.
Il nome attuale fu un suggerimento di Gabriele D'Annunzio.

( Paolo Romeo )





Vittoria Oggetto: I rifless del navili  05 Mag, 2011 - 11:54  Profilo Rispondi citando   

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airOne Oggetto: Poesia milanese  04 Mag, 2011 - 17:49  Profilo Rispondi citando   

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La donna

Benedetta - la donnetta
tutta amor per el mari,
che la cred - in bona fed,
senza mai trova de dì!

Benedetta - la donnetta
tutta coeur per la soa cà,
che la tend - ai sò faccend,
senza cred de lavora!

Per on omm l'è on gran confort
ona donna de sta sort!
No gh'è or - per sto tesor!
L'è on regali che fa 'l Signor!

Ma la donna - brontolonna,
la bigotta, la sabetta,
la gelosa - l'ambiziosa...
Maladetta!... Maledetta!...

L'omm pu trist, - rispett a quist,
l'è ona pasta de bombon!
Anzi quist - fan vegnì trist
fina l'omm el pussee bon!

Guardee ben! L'è mej la mort
che ona donna de sta sort!
In sto foss - pien de dolor,
l'è 'l pù gross - che dà 'l Signor!

Giovanni Ventura

airOne Oggetto: La Milano dei naifs  04 Mag, 2011 - 17:45  Profilo Rispondi citando   

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Brenno Benatti - Bambini di Milano in campagna



Brenno Benatti - Danzatori davanti a s Ambrogio350

Vittoria Oggetto: Dolci lombardi  04 Mag, 2011 - 11:47  Profilo Rispondi citando   

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Cupola di mascarpone allo zabaione

E' un dolce semplice da realizzare, non è certamente leggero ma è uno di quei dolci cremosi e supergolosi che si gradisce sempre. Inoltre non richiede una lunga e laboriosa preparazione ma solo un po’ di anticipo nella messa a punto perché la cupola deve ben compattarsi in modo che la fetta al taglio risulti omogenea.

Ingredienti per 6

Per la crema:

250 g di mascarpone
4 tuorli
8 cucchiai di marsala secco
4 cucchiai di zucchero
Per completare:
savoiardi o pan di spagna
1 tazza di caffè
4 cucchiai di marsala cacao amaro

Preparazione:

Lavorariamo i tuorli con lo zucchero finché diventano chiari e spumosi, uniamo il marsala e poi portiamo sul fuoco a bagnomaria, mescolando lasciamo addensare. Uniamo al mascarpone, lavorando bene la crema. In una bastardella rivestita di pellicola formiamo uno strato (sul fondo e sui bordi) di savoiardi o pan di spagna inzuppati di caffè e marsala. Versiamo all'interno la crema e copriamo con altri savoiardi. Copriamo con la pellicola e poi con un piatto e lasciamo riposare in frigorifero per una notte almeno prima di servire il dolce capovolto e cosparso a piacere di cacao.

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airOne Oggetto: La poesia milanese  03 Mag, 2011 - 18:31  Profilo Rispondi citando   

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<span style="FONT-FAMILY: Thorndale, "Times New Roman", serif; WHITE-SPACE: pre; FONT-SIZE: large" class="Apple-style-span">La melonada




M'è vegnuu in ment de famm taià i cavei,
l'era d'estaa, on cald de soffegà:
voo in del Ginetto, spendi quatter ghei
e me desbrighi a svelt, senza spetta.
Me setti sora on cadregott de legn:
on tai a la tedesca, per piasè,
mi a faga pur bei curt senza ritegn,
intant me metti a legg chi sa coss'è.
tancogni, ma oramai gh'è nient de fa.
Per consolass voo a cà d'on pitanzin:
la vosa mè on'ariana: te see ti?,
chi t'ha consciaa mè on endess, Luisin?,
me senti nò, se vedom tra on quei dì.
Insci hoo faa la figura del tarell
e hoo giraa per on mes cont el cappell.
Dopo ch'el m'era daa 'na regolada,
guardi in del specc, me senti sprofonda:
sto dritto el m'era faa la melonada,

Gianluigi Sardi

Vittoria Oggetto: Nuovo museo d'arte contemporanea  03 Mag, 2011 - 13:56  Profilo Rispondi citando   

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Milano, entro 2013 pronto nuovo museo di arte contemporanea

Il progetto dell'architetto Libeskind sorgerà all'interno del parco Citylife

Procedono a tappe forzate i lavori per la realizzazione a Milano del nuovo museo di arte contemporanea perché veda la luce nel 2013 all'interno del futuro parco di Citylife. Daniel Libeskind, l'archistar americano che ha firmato il progetto, ha chiuso la versione definitiva e tra un anno è previsto l'inizio dei lavori. "E' un museo pensato unicamente per Milano - si è congratulato il sindaco di Milano Letizia Moratti - ed è frutto della riflessione e dell'amore che Daniel Libeskind e sua moglie nutrono per la nostra città". La struttura del Museo, ispirata agli studi di Leonardo da Vinci, ha una pianta quadrata e l'edificio, a mano a mano che si eleva dal suolo fino al quinto piano, torcendosi assume la forma circolare. Gli spazi espositivi sono stati ricavati sia all'interno sia all'esterno del museo, in passerelle che corrono lungo il perimetro esterno del fabbricato e in una grande terrazza paronamica che sarà anche sfruttata per eventi mondani. "Questo non è solo un contenitore - ha affermato Libeskind - ma un'espressione vivente di arte contemporanea intimamente connessa con la vita urbana che la circonda. Ringrazio il sindaco Moratti perché con lei abbiamo lavorato gomito a gomito ai dettagli di questo museo". (ansa).


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Vittoria Oggetto: Semper car al mè coeur sto montesell ....  02 Mag, 2011 - 11:02  Profilo Rispondi citando   

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L'infinito (Giacomo Leopardi)

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
nfinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

L'infinito (traduzione in dialetto milanese di Ada Lauzi)

Semper car al mè coeur sto montesell
come sta sces, che al bell vardà la scond
on bell tratt d'orizzont.
Settaa rimiri quiett, de là al murell
de frasch e de germoeuj
e per quell citto, caregh d'infinii,
in fond al coeur, stranii
cress meneman on sgrisor de sgoment.
Senti la vos del vent in mezz ai foeuj,
vos misteriosa, vos d'immensità,
penser d'eternità
che liga insema mort, vita, germoeuj.
Cóme lughér al vent
Volen in tanta pas, i mè penser
in d'on mar de seren
doe volentera, voraria negà.

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