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airOne Oggetto:   17 Mag, 2011 - 23:12  Profilo Rispondi citando   

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E se vedi uno con la foglia di fico vitt che faiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?
cadice Oggetto:   17 Mag, 2011 - 19:02  Profilo Rispondi citando   

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Buonaseraaa!!!

Vittoria Oggetto:   17 Mag, 2011 - 18:20  Profilo Rispondi citando   

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Airooooo scusaaaa..........

Vittoria Oggetto: se mi affaccio e vedo un bel cavaliere....  17 Mag, 2011 - 18:17  Profilo Rispondi citando   

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gli offrirò una margherita........

airOne Oggetto: Poesia milanese  17 Mag, 2011 - 18:13  Profilo Rispondi citando   

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El balanzin

Cert!... Ghe pensi an'mò.
L'è vera o l'è staa on sogn?
... ... ...
Seri foeura de cà
e camminavi, quand...
on toppich!
«Voo in terra, borli giò!».
On sass o '1 marciapee,
cert, on quaicoss,
che me ingarbìa i pee.

Poeu, come in on sogn,
'na man la m'ha toccaa,
leggera, delicada,
'na benedetta man
che m'ha salvaa.

Me volti on poo confusa,
tenti de ringrazia,
ma LU
con bei maner,
tant rar al dì di'incoeu,
el me carezza el coo
el rid... e poeu,
vist che l'hoo conossuu,
el dis: «Settèmes giò,
parlom di tò magagn,
tant, chi, ne senten no».

E mi, hoo parlaa...

Prima, dasin, sottovós,
poeu, con pussee coragg,
hoo tiraa-sù la vòs e...
«Perchè propi sù mi
che seri on passarin?
E corr e rampegà,
evi mai faa on basell
senza saltall
e scavalcavi i foss
e dent e foeu di sces...
E adess?... Son chi.
Credi no de sbagliamm
se tutt l'è in man a Ti...».

E sbassi el eoo.

An'mò El sorid.
El torna a carezzamm,
dopo, col did,
El fa segn de voltamm
e vedi,
prima nebbiaa,
poeu, pussee ciar,
"on balanzin"
e infin... 'na vòs,
la Soa...

«Guarda sul piatt per ari,
l'è pien di tò magagn,
adess guarda quell bass
ch'el pò sta minga in pari.
Tocca come l'è grevi
Sora gh'è li tutt quell
che mi, de beli, t'hoo daa»...

An'mò el mè eoo sbassaa.

«Te gh'hee reson», gh'hoo dii.
«Scusom la vanitaa».
E l'hoo pù vist.
Sparii.

... ... ....

Coi man taccaa al mur
tornavi in cà. Dasin...
Grev, da ona part,
vedevi el balanzin.

Caterina Sangalli

Cassandra Oggetto: per chi andrà da Vittoria......  17 Mag, 2011 - 14:08  Profilo Rispondi citando   

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..............la castellana, abita qui, finestra in alto centrale con balconcino e se farete una standing ovation...si mostrerà


_________________
Val sempre la pena fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta - O.W.
Vittoria 10 Oggetto: ciao Lore, bele' fai cul crusce'!  17 Mag, 2011 - 11:27  Profilo Rispondi citando   

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lore14 Oggetto: ciaooo Vitti!  17 Mag, 2011 - 10:38  Profilo Rispondi citando   

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Oggi, andiamo tutti a trovare Vittoria...

Il fascino della Lombardia di una volta: una giornata ad Abbiategrasso


Una tranquilla cittadina ricca di monumenti storici, dove si ha l’impressione che circolino più biciclette che auto, dove la gente si ferma a chiacchierare sotto i portici che richiamano lo stile delle città liguri, e il cui nome sembra un augurio di prosperità: ecco Abbiategrasso. Eppure, questo angolo di pace è a due passi, più precisamente a circa venti chilometri dalla frenesia del capoluogo lombardo. Costeggiata dal Naviglio Grande, lungo il quale sono in molti a passeggiare o a fare sport anche nei weekend invernali, Abbiategrasso unisce i pregi dei piccoli centri a quelli che derivano dalla sua vicinanza alla metropoli.




La nostra passeggiata è iniziata proprio dal monumento simbolo della città, che più di ogni altro testimonia il ruolo strategico che Abbiategrasso ebbe in passato: il Castello Visconteo. Eretto probabilmente nel 1382 da Gian Galeazzo Visconti, il Castello si trova in asse con il Naviglio Grande e con la strada che collega Milano con Vigevano.





Dal 1865 appartiene al Comune ed è sede di diverse associazioni. Al suo interno abbiamo ammirato degli affreschi risalenti a varie epoche, notando anche la scritta “A bon droit”, il motto visconteo. Una sala nell’ala Est dell’edificio, all’ultimo piano, è forse l’angolo più misterioso del Castello.
Secoli fa era un carcere e sui muri si vedono tuttora i graffiti dei prigionieri. In questo castello nacque Gian Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, che però non era particolarmente portato a rivestire quel ruolo importante. Infatti, dopo il suo matrimonio con Isabella d’Aragona, preferì dedicarsi agli svaghi della vita ducale, trascurando il resto e lasciando che degli incarichi si occupasse sempre di più suo zio Ludovico Sforza, detto Il Moro.




Oltre che al duca, Abbiategrasso ha dato i natali a diversi personaggi famosi anche in epoca recente, tra cui lo stilista Franco Moschino, il calciatore Giovanni Invernizzi a cui è dedicato lo stadio, il ciclista Marco Villa, medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2000, mentre è nata a Palermo, ma è cresciuta qui la cantante Giusy Ferreri.





Visitando i monumenti religiosi più importanti della città, ci ha colpito in modo particolare la bellezza della Basilica di Santa Maria Nuova, e del suo chiostro, anche perché a differenza di diversi splendidi chiostri di chiese importanti di altre città, questo è aperto a chiunque desideri visitarlo o fermarsi per un po’ per meditare o riflettere.





Quando eravamo lì, abbiamo condiviso questo spazio di intimità spirituale con un sacerdote che diceva il rosario camminando sotto i portici del chiostro. La Basilica fu edificata nel 1388 in occasione della nascita del figlio di Gian Galeazzo Visconti, e subì diverse modifiche e ristrutturazioni.
Esiste anche la chiesa di Santa Maria Vecchia, l’antica chiesa di Abbiategrasso, dove un tempo c’era un convento di monache benedettine, ma è sconsacrata sin dalla fine del secolo XVIII, e ci hanno detto che è sede di una scuola di danza.

(dal web, ViaconmeBlog di Francesca Bertha)

Qui sotto, un link per saperne di più di questo antico convento :

Il Convento benedettino di Santa Maria della Rosa
http://www.itineranet.it/aironi/mp3/04-Il%20convento%20di%20Santa%20Maria.mp3

Vittoria Oggetto: Canzone milanese  16 Mag, 2011 - 11:40  Profilo Rispondi citando   

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solidea Oggetto: diamoci una mano  15 Mag, 2011 - 15:06  Profilo Rispondi citando   

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Demes 'na man

L'é on poo che va 'dree a pioeuv in sul bagnaa
gh'é chi brontola che stemm pegg de prima
a tanta gent ghe manca 'l lavorà
se lamenta chi tira la lima
per superà la crisi el malandaa
bisognaria vutass almen tra numm
perché se gh'é uguaglianza e civiltà
se poeu tira 'l carrell on poo per un

Demes 'na man
come se faa tra amis
tiremm su insemma el mur
che gh'é crollaa
‘na préia per un
come se dis
e on ciccin de bòna
volontà ghe voeur per fà tornà
ancamò el seren
senza pù invidia
e senza ipocrisia
mi sont sicur che se
se voeurom ben
i dispiasé se fann
scarligà via

Me fa paura quand senti parlà
chi dis che per salvà la situazion
saria ora ormai de dass de fà
perché femm minga ‘na rivoluzion
ma per chi l'ha giamò subii ‘na guerra
e l'é on discors ch'el faa vegnì el magon
l'é mej stà mal ma stà coi pee per terra
chi voeur crepà per mi l'é un grand cojon

Demes 'na man
come se fa tra amis
tiremm su insemma el mur
che gh'é crollaa
‘na préia per un
come se dis
e on ciccin de bòna volontà
ghe voeur per fa tornà
ancamò el seren
senza pù invidia
e senza ipocrisia
mi sont sicur che se
se voeurom ben
i dispiasé se fann
scarligà via

(Mimmo Dimiccoli)

lore14 Oggetto:   15 Mag, 2011 - 12:31  Profilo Rispondi citando   

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Speriamo sia per voi, cari amici milanesi, una splendida domenica !
A volte, è proprio la domenica il giorno più triste e pure un piccione può ritrovarsi a volare solo nel cielo di Milano...



Spesso è monotona e malinconica la domenica, specialmente nel pomeriggio,come quello che ci viene presentato da Alfonso Gatto nella poesia dal titolo "Domenica al crepuscolo" [Nella raccolta La forza degli occhi del 1954.].
In quei primi anni Cinquanta, il poeta abitava in un quartiere della vecchia Milano, con le vie e i cortili che sembrano stare "in fondo al pozzo delle case". Lo immaginiamo in casa, come tanti altri, intento ad ascoltare la radiocronaca d'una partita di calcio.
C’è un ragazzino che sta sulla via, in quell'ambiente chiuso tra i palazzi, ma che, per lui, è il "suo grigio universo". E’ la sua voce "sola", che dà risalto al silenzio del tardo pomeriggio. Corre con la bicicletta; pedala forte, tanto che il suo mantello svolazza; ogni tanto va vociando ... Il poeta dice che la partita è già finita; e in quel "già" si sente ch’egli è un po’ contrariato per la fine d'uno svago che gli aveva consentito, durante la trasmissione, di sottrarsi alla noia.
"Restano voci immote", conclude Gatto: la casa è ritornata silenziosa, e anche la via sottostante, da cui il ragazzino se n’è ormai andato.
(dal web, Literary)

DOMENICA AL CREPUSCOLO

In fondo al pozzo delle case sola
la voce di un bambino che pedala
nel suo grigio universo sotto l’ala
del mantello che vola.

E’ musica di stanza tra le vuote
specchiere delle porte la partita
che s’ascolta alla radio, è già finita.
Restano voci immote.

Alfonso Gatto

soldatini Oggetto: Buna dumenica  15 Mag, 2011 - 10:10  Profilo Rispondi citando   

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Ciau a tucc i amiss milanees e non, buna dumenica




_________________
Annamaria Soldatini
airOne Oggetto: Poesia milanese  14 Mag, 2011 - 17:55  Profilo Rispondi citando   

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FlNIDA L'È LA NOTT

Finida l'è la nòtt:

La bianca luna, smòrta,
deslengua dent al lagh...
I compagn hoo lassaa,
per resta depermì
col ricòrd tant lontan:
tant lontan, come i stell.

Insci viv l'è l'autunn
in quij mont indoraa
e coi pin semper verd,
poeu l'inverno e la nev:
a vint'ann me rivedi!...

Finida l'è la nòtt:

sponta el só da Vares:
se desseda el paés
e tuscoss el sparissi...
Ma doman, ai primm ciar,
come acqua sorgiva
che me sbilza dal coeur...

tornará quell ricòrd,
finché i dì finirann:
rododender de foeugh
e ona eros piscinina
con su scritt el tò nòmm,
tra duu fior de edelvais.

Guido Pench

airOne Oggetto: A Milano si dice così  14 Mag, 2011 - 17:50  Profilo Rispondi citando   

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Ultima modifica di airOne il 14 Mag, 2011 - 18:06, modificato 1 volta in totale
Vittoria Oggetto: Cucina lombarda  14 Mag, 2011 - 10:24  Profilo Rispondi citando   

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Antipasto di carne meneghino

Un antipasto fresco ma molto calorico, tutto a base di carne. Un’evoluzione della classica insalata di nervetti tanto apprezzata nella cucina lombarda.

Ingredienti per 4 persone

1 “pesce” di manzo di circa 400 gr
mezza testina di vitello
300 gr di nervetti di manzo
200 gr di cipolle
2 acciughe sotto sale
1 cucchiaiata di capperi
1 bicchiere di olio di oliva
1 bicchiere di aceto di vino
2 spicchi di aglio
100 gr di cipolline sott’aceto
sale
pepe

Preparazione:

Mettete a bollire il “pesce” di manzo in una casseruola in 2 litri di acqua, insieme con la mezza testina di vitello e i nervetti di manzo. Non aggiungete sale.
Appena l’acqua comincia a bollire, aggiungete le cipolla, precedentemente tagliata a fette, quindi lasciate proseguire la cottura per un paio d’ore. Nel momento in cui i nervetti e la testina avranno raggiunto un buon grado di tenerezza, toglieteli dal fuoco e scolateli sopra un setaccio.
Quando tutta la carne si sarà raffreddata, riducete a dadini il “pesce” di manzo, affettate la testina di vitello e sminuzzate i nervetti di manzo. Mettete il tutto in un’insalatiera, salate e pepate.
Schiacciate e triturate le acciughe in una ciotola, dopo averle lavate e pulite dalle spine, e versatevi sopra l’aceto. Tritate gli spicchi di aglio, affettate i capperi e le cipolline. Unite l’olio di oliva e mescolate con la salsa un poco di brodo di cottura già passato al setaccio insieme con le cipolle cotte. Aggiungete sale e pepe a piacere e versate sulla carne il preparato.
Conservate il preparato in frigorifero prima di trasferirlo sul piatto da portata e servirlo in tavola.


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Vittoria Oggetto: Orticola très chic  12 Mag, 2011 - 10:55  Profilo Rispondi citando   

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AI GIARDINI MONTANELLI SI È INAUGURATA LA XVI MOSTRA MERCATO

Un trionfo di fiori e cappelli
È Orticola la festa très chic
Vivaisti e specie rare, mondanità e piantine a un euro

MILANO - Sì, alla fine ci sono anche i fiori. Ma come ogni anno, anche stavolta le rose americane e le genziane, i mirtilli e i rododendri, sono stati travolti dall'invasione dei copricapo. Perché Orticola non è Orticola senza l'esercito delle impalcature floreali, in una mai confessata competizione all'ultimo cappello decorato.



















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Vittoria 11 Oggetto:   11 Mag, 2011 - 20:41  Profilo Rispondi citando   

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Guarda chi si rivedeeeee!!! Smackkkkkk Cassandrina!!!!!!

Cassandra Oggetto:   11 Mag, 2011 - 18:09  Profilo Rispondi citando   

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Milan sconduda

Milan l'è brutta, disen,

nebbiosa, carisnenta,
la gent semper de pressa, '
"Tant, cos'è gh'è de bell ......

Ma mì che son veggiòtta

e hoo vist tanti stagion
cognossi ben Milan,
quella dedree ai porton,

dove passeggia i spirit

de omen de talent,
scrittor, poeta, artista,
a l'ombrìa di giardin.

Hann faa granda la stòria

de la nòstra città
che, come ona gran dama,
di sò bellezz gelosa

ie ten sconduu e guarnaa,

e per podé vedella
an'mò inscì come l'era
bisògna sarà i oeucc
e dervì el coeur

Francesca Giussani Ornago

Milano nascosta


Milano è brutta, dicono,

nebbiosa, fuligginosa,
la gente sempre di fretta.
‘’ Tanto, cosa c’è di bello …

Ma io che sono vecchiotta

ed ho visto molte stagioni,
conosco bene Milano,
quella dietro i portoni,

dove passeggiano gli spiriti

degli uomini di talento,
scrittori, poeti, artisti,
all’ombra dei giardini.

Hanno fatto grande la storia

della nostra città
che, come una gran dama,
gelosa delle sue bellezze

le tiene nascoste e custodite,

e per poterle vedere
ancora così com’erano
occorre chiudere gli occhi
ed aprire il cuore.




_________________
Val sempre la pena fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta - O.W.
Vittoria Oggetto: Canzoni milanesi  11 Mag, 2011 - 11:17  Profilo Rispondi citando   

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airOne Oggetto: La poesia milanese  10 Mag, 2011 - 23:09  Profilo Rispondi citando   

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L'è primavera

L'è semper bell el mónd
Ma quand vègn primavera
E l'aria l'è pussee leggera
Me pias fà el vagabond
E girà da mattina a séra.

El mónd l'è bell però
In primavera
L'è pussee bell an'mò.

L'è bell vede spontà la natura
Anca in cittàa
Cont on ciùff d'erba pura
Su de on marciapé, in ona fessura
De l'asfalladura.

In ona bella giornada de sò
L'è bell passa sott on àlber
Cont i ramm che te sfioren el coo
O sta settàa-giò a on tavolin
in mezz al vérd de on giardin.

La primavera in cittàa l'è on balcon fiorii
L'è on mur de verd rivestii
L'è ona ròsa fiorida su de on davanzal
L'è ona forsìtzia pièna de fior giall.

La primavera la vègn in April
E con lee la natura la rinàss
Cont on bell gerani ross in vas
Ch'el se 'faccia su de on cortil.

Dòpo l'inverna, el par minga vera,
Lassa averta la porta su 'l balcon
Per fa entrà la primavera
Per vedè volà i piccion
E per sentì, pussee vesin,
El cip-cip di passerin.

L'è bell andà al mar o in montagna
Ma mi resti con la speranza
De andà a viv in campagna
De la bella mia Brianza.

Virginio Sala Milano

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